UN MONDO D' ACQUA : VENEZUELA

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Diario di viaggio VENEZUELA VENEZUELA
UN MONDO D' ACQUA

Caracas,Gran Roque,Puerto Ayacucho

Rio Apure, in attesa del traghetto.
foto inserita il
19 May 2008 15:14
Rio Apure, in attesa del traghetto.
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UN MONDO D' ACQUA

Località: Caracas, Gran Roque, Puerto Ayacucho
Regione: Amazonas,Los Roques
Stato: VENEZUELA (VE)
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Data inizio viaggio: giovedì 27 luglio 2006
Data fine viaggio: domenica 27 agosto 2006

Voglio cominciare questa nuova avventura con un brindisi. Un brindisi a questo meraviglioso paese, ed il luogo migliore per farlo è sicuramente nell’ acqua, perché questo paese ne è pieno. Trovi acqua ovunque e sotto le sue forme più svariate, con colori di tante tonalità diverse. Si va dalle calme e verdi smeraldo dell’ arcipelago di Los Roques, passando per quelle marroni spinte da correnti invisibili dei tanti fiumi, alle potentissime cascate dove gli spruzzi bianchi arrivano a centinaia di metri e a quella, spesso a catinella, che cade dal cielo. Sull’ acqua si vive, ci si lava, si lavora, la storia passa per i fiumi e per i mari. Un viaggio studiato da casa. Studiato in maniera da poter toccare una parte dei punti più interessanti per noi. Qualche giorno di relax in spiagge paradisiache a Los Roques, in canoa sulle tracce di Alejandro de Humboldt lungo il fiume Autana nella zona Amazzonica, a caccia del delfino rosa nel delta dell’ Orinoco, su per le rapidi per raggiungere il Salto Angel, la cascata più alta al mondo e poi….Visto posti veramente affascinanti e conosciuto tante brave persone. Comincia una nuova avventura, il mio amico Daniel, spagnolo, conosciuto in viaggio, l’ ha definita una Aventura Puta Madre , prossimamente si capirà il perché.
Dopo due giorni passati nella giungla urbana di Caracas, in mezzo a traffico, clacson strimpellanti a qualsiasi ora della giornata, musica a volume da discoteca praticamente ovunque e stando attenti a non farci sdraiare da autobus sfreccianti, ci guardiamo in faccia e, senza neanche parlarci, ci dirigiamo a comprare il biglietto aereo per scappare e andare in paradiso. Basta circa un’ ora di volo per essere catapultati in un oceano prima profondo e impetuoso per poi diventare così placido e trasparente appena si scontra con le bianchissime spiagge o le tante barriere coralline che formano l’ arcipelago di Los Roques. Sono oltre 140 tra isolotti di corallo, di sola sabbia disabitate e l’ isola di Gran Roque. La più grande e la più abitata. Scendendo con l’ aereo sembra veramente di atterrare sulla spiaggia. D’ altra parte la pista si trova proprio di fianco alla spiaggia col suo porticciolo da dove partono le barche per le altre isole. In tanti, in giornata, partono da Caracas per farsi un po’ di mare e rientrano alla sera, normale come per noi prendere la macchina, mentre questo è stato un arrivo inaspettato e molto entusiasmante. Andiamo in sala d’ attesa, una tettoia di paglia proprio sulla spiaggia, ci portano i bagagli e via, andiamo a cercare una posada. Una cosa ci colpisce immediatamente, appena spente le eliche dell’ aereo, un grande silenzio, non ci sono autobus sfreccianti, nessuna macchina, nessun rumore, solo il vento e le onde. Camminiamo sulla sabbia, tutto il paesino è stato costruito sulla sabbia. Non esistono strade asfaltate, le abitazioni sono solo di un piano, coloratissime, case delle bambole color pastello, curatissime bomboniere di fiori all’ ombra di altissimi alberi. Una piccola piazzetta, chiaramente sempre di sabbia, ci fa capire che siamo nel centro. Centro per modo di dire, in dieci minuti a piedi si gira tutto il paese. Camminare con le scarpe ci mette a disagio, via tutto, ci immergiamo completamente nell’ atmosfera rilassante di questo incredibile paradiso. La prima cosa che ci viene in mente è quella di trasferirci qui. Tanti Italiani lo hanno già fatto, la maggior parte delle posada sono di connazionali. E perché noi no? Forse perché non abbiamo ancora trovato il posto ideale in cui vivere, forse perché la vita bisogna viverla viaggiando, per conoscere, imparare a vivere, imparare a viaggiare, e forse un giorno, molto lontano, il vero paradiso lo troveremo.


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giovedì 3 agosto 2006 .

Questa volta viaggio da solo. E’ arrivato il momento di movimentare il viaggio. Prendo un autobus da Caracas. Si parte alle otto di sera e in circa quindici ore si arriva a Puerto Ayacucho, nella regione di Amazonas, al confine con la Colombia. Dopo oltre un’ ora di traffico cittadino, l ‘autobus esce dalla città. Cambia il panorama, colline verdi prendono il posto alle squallide case delle periferie. Presto viene buio, tra un film e l’ altro, chiaramente a volume altissimo, riesco a fare qualche sonnellino. Poi il sonno prende il sopravvento e comincio a sognare. Sogno di essere in viaggio, in autobus, in un paese a me ancora sconosciuto, sogno di andare in contro ad una nuova avventura, mi sembra di essere sdraiato in un sedile di autobus ma allo stesso tempo di andare in barca. Un rumore fortissimo mi sveglia all’ improvviso, sono catene di ferro che sbattono sul pavimento del battello. Allora non stavo sognando. Stiamo guadando il rio Apure su un’ enorme chiatta piena di camion, autobus e gente a piedi che si trasferisce da una sponda all’ altra. E’ uno dei tanti guadi che si attraversano per arrivare a destinazione. Belle occasioni per sgranchirsi le gambe e per scambiare quattro chiacchere con i compagni di viaggio. Qualche acquazzone movimenta ulteriormente il viaggio e, dopo circa quindici ore sono a destinazione. Trovata una sistemazione, mi incontro con Victor Emanuel che mi aiuta a organizzare una escursione lungo il rio Autana in canoa. Mi unisco ad altri tre ragazzi venezuelani ed uno spagnolo. Prepariamo l’ attrezzatura, cucina da campo, viveri e tanta birra, carichiamo tutto sulla jeep ed il mattino seguente all’ alba ci dirigiamo al porto di Samariapo da dove si parte con la canoa. Un’ atmosfera incredibile, un continuo brulicare di persone indaffarate a caricare e scaricare merci, a contrattare, passeggeri in attesa della loro canoa impazientiti per il cronico ritardo. Scene di vita normale, e in mezzo a tutto questo ci sono anch’io, partecipe di una normale giornata in un normale porto di un normale fiume in una normale regione, l’ Amazzonia.

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Rio Apure, in attesa del traghetto.

Pescatori di Puerto Ayacucho

Relax.

Aereoporto di Gran Roque

Nelle vie di Gran Roque

Casette tipiche.

Caracas

Caracas

Caracas

Cascate sul fiume Orinoco a Puerto Ayacucho

Scuola in un comunità sul rio Autana

Compagni di viaggio

Piccole cascate dove rinfrescarsi

Preparativi del mattino
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