﻿<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:trackback="http://madskills.com/public/xml/rss/module/trackback/"><channel><title>ViaggiScoop.it, I viaggi di Romario</title><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=1368&amp;user=Romario</link><description>I miei viaggi inseriti su www.viaggiscoop.it</description><dc:language>it-IT</dc:language><managingEditor>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</managingEditor><webMaster>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</webMaster><copyright>Copyright 2004-2026 ViaggiScoop.it</copyright><generator>ViaggiScoop.it RSS generator v1.1</generator><image><title>ViaggiScoop.it</title><url>http://www.viaggiscoop.it/image/logo_RSS.gif</url><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=1368&amp;user=Romario</link><width>103</width><height>26</height></image><item><title>La piccola capitale della Confederazione Elvetica, Berna, Cantone di Berna</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/svizzera/diario_di_viaggio_svizzera_3003.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/svizzera/diario_di_viaggio_svizzera_3003.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/1368/3003/23604.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SVIZZERA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono rientrato ieri sera dopo un brevissimo viaggio di lavoro a Berna, un impegno che mi ha richiesto poche ore ma che, a causa dei non brillanti collegamenti con Milano, mi ha costretto ad un pernottamento. Niente di male, perch&amp;amp;#233; in tal modo ho avuto la possibilit&amp;amp;#224; di visitare questa cittadina un po&amp;#39; meglio di come lo avevo fatto qualche anno fa e di vedere qualche cosa di nuovo. Il problema dei viaggi di lavoro &amp;amp;#232; proprio quello che non sempre si ha la possibilit&amp;amp;#224; di fare anche un po&amp;#39; il turista. 

I collegamenti aerei con Milano non sono molto comodi, con pochi voli effettuati dall&amp;#39;Air Dolomiti in collaborazione con la Lufthansa e che prevedono lo scalo intermedio a Monaco, con un tempo complessivo di quasi cinque ore e costi nell&amp;#39;ordine dei 700 euro. Ho preferito quindi usare, per la seconda volta in pochi mesi, l&amp;#39;aeroporto di Lugano, in Svizzera, da cui vi &amp;amp;#232; un collegamento diretto con Berna fatto dalla Darwin Airline, una piccola ma efficiente compagnia, alla quale mi st&amp;amp;#242; affezionando sia per la qualit&amp;amp;#224; del trasporto e del servizio a bordo, sia per il prezzo, che da Lugano a Berna, andata e ritorno, &amp;amp;#232; stato di 232,31 euro.

Berna &amp;amp;#232; una bellissima cittadina, fondata nel 1200 (pi&amp;amp;#249; o meno, non ricordo esattamente l&amp;#39;anno) sui resti di un oppidum romano, che ha avuto quasi subito uno sviluppo nel Medio Evo (durante il quale &amp;amp;#232; anche stata ricostruita dopo un incendio) e che ha mantenuto uno splendido aspetto medievale ancora oggi particolarmente apprezzabile. Il centro storico &amp;amp;#232; racchiuso in un ansa del fiume Aar, splendidamente conservato, sicuramente uno dei pi&amp;amp;#249; belli che fino ad ora ho avuto occasione di visitare e che, molto meritatamente, l&amp;#39;Unesco ha classificato Patrimonio dell&amp;#39;Umanit&amp;amp;#224;. 

L&amp;#39;albergo che mi era stato prenotato, il Kreuz Hotel, si trova proprio nella citt&amp;amp;#224; vecchia e quindi mi &amp;amp;#232; stato abbastanza agevole visitarla a piedi senza dover ricorrere a mezzi pubblici. Indubbiamente molto piacevole passeggiare per il centro di Berna, in gran parte zona pedonale, molto pittoresco, pulito e ordinato (come da noi si trova solo qualche cittadina dell&amp;#39;Alto Adige), con vie fiancheggiate da edifici porticati, con caratteristici negozi, molti dei quasi seminterrati e con i soffitti a volta (tipici delle cantine di una volta), che si alternano molto gradevolmente con bar, ristoranti e uffici. Un&amp;#39;interessante occasione per lo shopping, con a disposizione tutto il meglio della produzione elvetica e mondiale, ma con prezzi che non sono certo dei pi&amp;amp;#249; ragionevoli.

Si pu&amp;amp;#242; dire che quasi tutto quello che s&amp;#39;incontra &amp;amp;#232; interessante, dalle semplice fontane (ve ne sono una decina che risalgono al periodo medievale) ad edifici privati veramente ammirevoli (molti dei quali con i balconi o le finestre fiorite) per finire con i monumenti pi&amp;amp;#249; importanti che simboleggiano la citt&amp;amp;#224;, come la splendida Torre dell&amp;#39;Orologio, la cui costruzione risale all&amp;#39;epoca della fondazione della citt&amp;amp;#224;, caratteristica per il suo grande orologio del cinquecento con pupazzi animati. 

La Bubenbergplatz &amp;amp;#232; una delle pi&amp;amp;#249; belle e animate piazze che s&amp;#39;incontrano e sulla quale si affaccia la bella chiesa del Santo Spirito, costruita in un pregevole stile barocco. Subito dopo si &amp;amp;#232; nella piazza in cui si trova lo splendido e monumentale Palazzo Federale, sede del parlamento svizzero. Verso sera ho rivisto lo stesso palazzo da una diversa prospettiva, al di la del fiume Aar, nel quale si rifletteva con effetti bellissimi.

Ancora pochi passi e si &amp;amp;#232; nella Piazza del Teatro in cui si trova il Palazzo della Musica e immediatamente dopo si trova un altro gioiello di Berna, la Cattedrale di San Vincenzo, un edificio del millequattrocento (che i locali chiamano M&amp;amp;#252;nster) e che si presenta con una facciata molto bella (la parte dell&amp;#39;ingresso &amp;amp;#232; splendidamente decorata e abbellita da statue), uno svettante campanile ed un interno con il soffitto a volte e meravigliosamente illuminato da splendide vetrate del millequattrocento, con un maestoso coro di legno intarsiato e con un antico organo. 

Altri edifici interessanti che s&amp;#39;incontrano sono il Palazzo gotico del Vecchio Municipio, il Palazzo del Presidente della Confederazione Elvetica ed il Palazzo in cui hanno sede il Museo della Storia della Tipografia ed il Museo dell&amp;#39;Artigianato (che non ho visitato). Ho visto dall&amp;#39;esterno la casa che fu abitata da Albert Einstein nel periodo in cui abit&amp;amp;#242; a Berna e durante il quale risulta aver elaborato la Teoria della Relativit&amp;amp;#224; (della serie non si finisce mai di imparare, perch&amp;amp;#233; fino a quel momento non ero a conoscenza di questo particolare).

La parte nuova della citt&amp;amp;#224; si &amp;amp;#232; estesa oltre l&amp;#39;ansa del fiume, a partire dal 1800, quando Berna &amp;amp;#232; diventata la Capitale della Confederazione. Un assetto urbanistico moderno ma molto gradevole, quartieri con giardini e piacevoli viali alberati, sempre caratterizzati dall&amp;#39;ordine e dalla pulizia. In effetti, Berna non &amp;amp;#232; solo una citt&amp;amp;#224; storica, ma una citt&amp;amp;#224; che ha assunto una certa importanza nell&amp;#39;ambito commerciale ed anche industriale, pur trattandosi principalmente d&amp;#39;attivit&amp;amp;#224; come la produzione di orologi, cioccolato e prodotti farmaceutici che non creano certo un alto impatto ambientale. 

Una citt&amp;amp;#224; di circa 130.000 abitanti, che ho trovato molto interessante e chi vi soggiornasse per qualche giorno troverebbe sicuramente molti motivi d&amp;#39;interesse. Di quelli storici e artistici ne abbiamo gi&amp;amp;#224; parlato, ma &amp;amp;#232; anche una citt&amp;amp;#224; molto vivace, con continue manifestazioni culturali, appuntamenti e spettacoli teatrali e musicali, musei, ristoranti, locali notturni, discoteche, tutto quanto pu&amp;amp;#242; essere utile e interessante per un piacevole soggiorno.

Una pecca di Berna potrebbe essere la lingua parlata. Chi non conosce il tedesco potrebbe trovarsi molto a disagio. A Berna la lingua ufficiale &amp;amp;#232; il tedesco, gli abitanti parlano una specie di svizzero-tedesco, stranamente la lingua francese &amp;amp;#232; molto scarsamente parlata e l&amp;#39;inglese &amp;amp;#232; parlato dal personale degli hotel addetto al ricevimento (gli altri niente) e molto poco (forse sarebbe meglio dire quasi niente) dal personale dei ristoranti. Una constatazione che mi ha non poco sorpreso, considerando che Berna &amp;amp;#232; universalmente riconosciuta come citt&amp;amp;#224; cosmopolita.

Molto buono il servizio di trasporto pubblico, con autobus, tram e filobus che in pratica collegano ogni angolo della citt&amp;amp;#224;. L&amp;#39;aeroporto di Berna Belp dista circa nove chilometri dal centro citt&amp;amp;#224; ed &amp;amp;#232; collegato da un servizio regolare di autobus. Berna si trova al centro della Svizzera e quindi &amp;amp;#232; molto ben collegata sia come ferrovia sia come autostrade alle principali citt&amp;amp;#224; svizzere come Basilea, Zurigo e Ginevra. L&amp;#39;unica pecca sono i collegamenti diretti con l&amp;#39;Italia che sono in pratica insistenti, considerato che bisogna sempre fare uno scalo intermedio, salvo avere la possibilit&amp;amp;#224;, come ho avuto io, di partire da Lugano.

Molto buono l&amp;#39;albergo in cui ho pernottato, l&amp;#39;Hotel Kreuz, tre stelle, in posizione centralissima e quindi molto comodo per visitare il centro storico. Un edificio d&amp;#39;epoca, all&amp;#39;esterno molto bello, all&amp;#39;interno completamente ristrutturato, camere sufficientemente comode, un arredamento essenziale ma con un bagno perfetto, un ottimo ristorante. Un Hotel che giudico molto positivamente ma che ritengo pi&amp;amp;#249; idoneo ad una clientela d&amp;#39;affari, piuttosto che per un turista. Il prezzo di una singola &amp;amp;#232; sui 70,00 euro colazione inclusa, un costo ragionevole per essere a Berna e per la qualit&amp;amp;#224; dell&amp;#39;albergo. 

In conclusione, mi &amp;amp;#232; rimasta di Berna un&amp;#39;impressione molto favorevole, bella e tranquilla citt&amp;amp;#224;, un centro storico particolarmente piacevole, servizi pubblici urbani comodi, insomma, una citt&amp;amp;#224; molto piacevole che non si dimentica facilmente. 
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/svizzera/diario_di_viaggio_svizzera_3003.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;La piccola capitale della Confederazione Elvetica&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=1368&amp;user=Romario"&gt;Romario&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>Romario</dc:creator><category>SVIZZERA</category><pubDate>Fri, 09 Feb 2007 23:47:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/svizzera/diario_di_viaggio_svizzera_3003.ashx</guid></item><item><title>Citt&amp;#224; di Conti e di leggende, Tarascona, Provenza</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/francia/diario_di_viaggio_francia_3004.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/francia/diario_di_viaggio_francia_3004.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/1368/3004/23744.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;FRANCIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Curioso destino quello di Tarascona, una bella localit&amp;amp;#224; della Provenza, a circa 20 chilometri da Avignone, 25 da Nimes e 15 da Arles, splendidamente posizionata lungo le rive del Rodano, con un patrimonio storico e architettonico di assoluta eccellenza, ma pi&amp;amp;#249; conosciuta in Francia per la leggenda della Tarasca e nel mondo per il famoso libro di Alphonse Daudet &amp;amp;quot;Tartarino di Tarascona&amp;amp;quot;, che per le sue bellezze artistiche. 

In Francia &amp;amp;#232; conosciuta come la citt&amp;amp;#224; di &amp;amp;quot;Conti e di leggende&amp;amp;quot;, la pi&amp;amp;#249; famosa delle quali &amp;amp;#232; quella della Tarasca, un mostro met&amp;amp;#224; coccodrillo e met&amp;amp;#224; drago con le ali, che abitava in una foresta fra Tarascona, Arles e Avignone. Come in tutte le leggende che si rispettano anche questo mostro mangiava uomini, donne e bambini tanto che la popolazione chiese aiuto a Santa Marta che, dopo aver cosparso la Tarasca con acqua benedetta, la condusse fino al pi&amp;amp;#249; vicino villaggio dove fu lapidata. Questa leggenda &amp;amp;#232; ricordata nel mese di giugno di ogni anno con una grande manifestazione folcloristica. 

Miti e leggende a parte, Tarascona &amp;amp;#232; una piacevolissima citt&amp;amp;#224; di antichissime origini, abitata gi&amp;amp;#224; dai fenici e dai greci e poi diventato un importante Castrum romano a protezione della Via Domiziana e per il controllo della navigazione sul Rodano. Nei secoli successivi fu terra di tutti (Visigoti, Burgundi, Franchi, Saraceni) e cosi fino al medioevo quando Tarascona ebbe il periodo del suo massimo splendore, diventando un importantissimo centro religioso e amministrativo di cui si possono vedere delle splendide testimonianze storiche ed artistiche. 

La nostra visita di Tarascona &amp;amp;#232; iniziata dal castello, veramente splendido, costruito dove esisteva il vecchio castrum romano e che i locali chiamano familiarmente &amp;amp;quot;castello di Roi Ren&amp;amp;#233;e&amp;amp;quot; dal re Renato d&amp;#39;Angi&amp;amp;#242; che ne ultim&amp;amp;#242; la costruzione a met&amp;amp;#224; del 1400. Un edificio imponente e splendido allo stesso tempo, considerato uno dei pi&amp;amp;#249; bei castelli medievali di tutta la Francia. L&amp;#39;esterno si presenta molto austero, in linea con i criteri difensivi dell&amp;#39;epoca, ma l&amp;#39;interno &amp;amp;#232; molto pi&amp;amp;#249; ingentilito da uno stile pi&amp;amp;#249; rinascimentale che medievale. 

Molto bello il cortile d&amp;#39;onore con delle sculture ornamentali molto piacevoli e molto bella la visita della sala delle feste, della cappella reale e della cappella dei cantori, della sala del re (splendido il soffitto a cassettoni), l&amp;#39;appartamento del re, la sala del Consiglio e quella delle udienze. Ambienti molto belli e suggestivi ma che, come ho gi&amp;amp;#224; avuto modo di dire parlando del Palazzo dei Papi di Avignone, sono desolatamente vuoti (con alcuni arazzi molto belli e poche altre eccezioni), non certo come siamo abituati in Italia che anche il pi&amp;amp;#249; piccolo edificio storico &amp;amp;#232; un piccolo museo di arredi d&amp;#39;epoca. 

Un ultimo sforzo per salire le scale della Torre dell&amp;#39;Artiglieria e si sbuca su una terrazza panoramica che da sola vale la visita: il colpo d&amp;#39;occhio a 360&amp;amp;#176; &amp;amp;#232; veramente eccezionale sul Rodano, sulla piana di Tarascona, verso Arles e l&amp;#39;Abbazia di Montmajour, sulle alture circostanti delle Alpilles e della Montagnette e pi&amp;amp;#249; lontano verso il Monte Ventoux. E&amp;#39; possibile visitare il castello tutti i giorni e ci sono anche delle visite guidate ad orari fissi che, come nel nostro caso, non sempre &amp;amp;#232; possibile usufruire per differenze di orario. L&amp;#39;ingresso costa 6,00 euro, ma la visita li vale tutti. 

Poco distante c&amp;#39;&amp;amp;#232; la bellissima Collegiata di Santa Marta, uno dei Santuari pi&amp;amp;#249; belli della Provenza, con uno splendido quanto antico portale in parte danneggiato durante la rivoluzione francese, costruita alla fine del 1100 su un vecchio edificio in cui erano conservate le reliquie di Santa Marta. Molto suggestivo l&amp;#39;interno con colonnati e cappelle laterali ed emozionante la visita della cripta. Una curiosit&amp;amp;#224; sul campanile, costruito in un secondo tempo per non intralciare con la sua altezza la visibilit&amp;amp;#224; alle sentinelle del vicino castello.

Proseguiamo la passeggiata verso il Chiostro dei Cordelieri (Clo&amp;amp;#238;tre des Cordeliers), che ci hanno detto molto interessante, e strada facendo incontriamo Palazzo Laudun, un edificio del 1600, monumento storico dal 1940, in cui soleva dimorare il Cardinale Richelieu, quando soggiornava a Tarascona. L&amp;#39;edificio era stato gravemente danneggiato da un bombardamento durante la II guerra mondiale, ma &amp;amp;#232; stato perfettamente restaurato.

Subito dopo troviamo il Palazzo della Zecca, un caratteristico edificio del 1200 in cui dal 1300 al 1500 (circa) era coniata moneta grazie ad un editto di Carlo d&amp;#39;Angi&amp;amp;#242;. Palazzo Laudun e quello della Zecca, sono i due edifici che ho ritenuto di illustrare, ma nel centro di Tarascona, di palazzi altrettanto interessanti ce ne saranno almeno una ventina che, comunque, si possono vedere solo dall&amp;#39;esterno perch&amp;amp;#233; non visitabili. Visitabile &amp;amp;#232; invece il Palazzo Municipale, un bel edificio rinascimentale del seicento. 

Il Chiostro dei Cordelieri &amp;amp;#232;, in effetti, molto bello e risale al 1550 quando i Cordelieri, una confraternita di frati Francescani, cosi chiamata perch&amp;amp;#233; portavano un saio chiuso da un cordone a tre nodi, vi si trasferirono lasciando il vecchio convento che occupavano dal 1200 perch&amp;amp;#233; facilmente soggetto alle inondazioni. L&amp;#39;edificio &amp;amp;#232; realizzato in uno splendido stile rinascimentale ed &amp;amp;#232; usato prevalentemente per mostre ed esposizioni, anzi &amp;amp;#232; visitabile solo in occasione di questi eventi. Siamo stati fortunati a capitarvi, mentre era in corso una mostra di pittori provenzali.

Poco distante una visita la merita il Museo Souleado, ospitato nel cinquecentesco palazzo d&amp;#39;Amigny, un vero regno dei tessuti provenzali, in cui &amp;amp;#232; possibile non solo conoscerne le modalit&amp;amp;#224; di fabbricazione e di stampa, ma vedere molte altre curiosit&amp;amp;#224; della tradizione locale, da pregevoli lavori in terracotta, ad arredamenti di ambienti, fino ai costumi tradizionali. 

Altro luogo interessante, egualmente adibito a luogo espositivo, &amp;amp;#232; la Cappella della Perseveranza (Chapelle de la Pers&amp;amp;#233;v&amp;amp;#233;rance), unica vestigia di un edificio seicentesco di pi&amp;amp;#249; grandi dimensioni che all&amp;#39;epoca era adibito a carcere femminile. Mi &amp;amp;#232; stato descritto in modo estremamente positivo, ma, non essendoci esposizioni in corso, non abbiamo avuto la possibilit&amp;amp;#224; di visitarne l&amp;#39;interno.

Ritornando verso il parcheggio, dopo la casa di Tartarino di cui vi ho gi&amp;amp;#224; parlato, incontriamo il Convento della Visitazione (Le Couvent de la Visitation), unica comunit&amp;amp;#224; religiosa oggi rimasta a Tarascona, delle oltre quindici che vi erano prima della rivoluzione francese. Il complesso &amp;amp;#232;, in effetti, molto bello, ma non di particolare interesse storico, trattandosi di una costruzione che risale al 1850, anno in cui vi si sono trasferite dall&amp;#39;originario convento del 1200.

I dintorni di Tarascona sono altrettanti belli, caratterizzati dalle piccole alture verdeggianti de La Montagnette e delle Alpilles. La perla de La Montagnette &amp;amp;#232; senza dubbio la splendida Abbazia di St Michel de Frigolet, un monastero fondato nel 1100 con una chiesetta in stile romanico, splendidamente decorata, dedicata a Notre Dame du Bon Rem&amp;amp;#232;de, mentre la chiesa dell&amp;#39;Abbazia &amp;amp;#232; invece del 1800. Un ambiente suggestivo che sprizza spiritualit&amp;amp;#224; da ogni angolo e che &amp;amp;#232; uno dei luoghi di pellegrinaggio pi&amp;amp;#249; conosciuti della Provenza. 

Tarascona &amp;amp;#232; in una delle pi&amp;amp;#249; belle zone della Provenza, vicina a localit&amp;amp;#224; di altrettanto alto interesse turistico quali St Remy de Provence, le Pont du Gard e Les Baux de Provence, al centro di una zona delimitata da Avignone (aeroporto e TGV), Arles, Nimes (aeroporto e TGV) e Aix en Provence, alle quali &amp;amp;#232; collegata con regolari servizi di autobus e quindi facilmente raggiungibile anche da chi no&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/francia/diario_di_viaggio_francia_3004.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Città di Conti e di leggende&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=1368&amp;user=Romario"&gt;Romario&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>Romario</dc:creator><category>FRANCIA</category><pubDate>Sat, 10 Feb 2007 00:01:27 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/francia/diario_di_viaggio_francia_3004.ashx</guid></item><item><title>Uno splendido centro storico, Jesi, Marche</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_3014.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_3014.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/1368/3014/23712.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;ITALIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jesi &amp;amp;#232; una localit&amp;amp;#224;, fra quelle che ho visitato la scorsa estate durante il mio soggiorno nelle Marche, che mi ha particolarmente soddisfatto.  Una bella citt&amp;amp;#224; in provincia di Ancona,  con circa quarantamila abitanti, che si presente con un centro storico molto piacevole e in gran parte ancora racchiuso da mura e bastioni, al quale si accede, preferibilmente, attraverso il cosiddetto Arco Clementino, che gli abitanti di Jesi fecero erigere nel 1700 in onore di Papa Clemente XII in riconoscenza di aver fatto sistemare la strada che collegava la citt&amp;amp;#224; all&amp;#39;Adriatico ed aver abolito il dazio sul commercio del grano.

Una bella citt&amp;amp;#224; dal passato antico che &amp;amp;#232; fatto risalire agli Umbri, poi agli etruschi, quindi Castrum e poi Municipium romano con il nome di Aesis. Nel 1100 diventa libero comune con una sua autonomia amministrativa, nel 1400 &amp;amp;#232; Signoria di Francesco Sforza che, a met&amp;amp;#224; del secolo, la cede alla Chiesa, restando cosi nei territori dello Stato Pontificio fino alla battaglia risorgimentale nella vicina Castelfidardo (1860) dopo la quale entr&amp;amp;#242; nel Regno d&amp;#39;Italia. Federico II di Svevia e Giovanni Battista Pergolesi sono fra i nativi illustri di Jesi. 

Siamo arrivati a Jesi provenendo da Cingoli, dove eravamo alloggiati, un breve viaggio di una ventina di chilometri che, per&amp;amp;#242;, richiede una quarantina di minuti d&amp;#39;auto per le strade molto tortuose ed inizialmente avevo pensato di parcheggiare l&amp;#39;auto nelle immediate vicinanze dell&amp;#39;Arco Clementino e proseguire a piedi, poi ho deciso di tentare la mia buona sorte e cosi sono entrato in auto, trovando un comodo parcheggio dinanzi a Palazzo Pianetti (che ospita la Pinacoteca Civica) in una viuzza parallela a quella centrale.

Se si esclude l&amp;#39;asse principale che attraverso il centro storico, dall&amp;#39;Arco Clementino fino alla Piazza del Duomo, ho notato che la viabilit&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; abbastanza agevole, nonostante le strade strette. I parcheggi sono tutti a pagamento e con lo scomodissimo sistema del gratta e sosta che costringe ad andare a cercare dove acquistare i tagliandi, ma ho notato che nelle vie parallele alla via centrale ce ne sono parecchi e non tutti erano utilizzati, nonostante il periodo di Ferragosto.

Abbiamo iniziato la visita proprio da Palazzo Pianetti, che era una delle mete prefissate, perch&amp;amp;#233; volevamo vedere i dipinti di Lorenzo Lotto che sono esposti in questa Pinacoteca. L&amp;#39;edificio che ospita l&amp;#39;esposizione &amp;amp;#232; sicuramente  uno dei pi&amp;amp;#249; interessanti esempi di architettura del settecento e soprattutto la Galleria degli Stucchi (o Galleria Rococ&amp;amp;#242;) &amp;amp;#232; veramente uno spettacolo che da sola vale il biglietto d&amp;#39;ingresso (5,50 euro). Interessanti le opere esposte, soprattutto le cinque di Lorenzo Lotto e poi anche la collezione moderna in cui ci sono opere di Guttuso, Sassu, Mattioli, Brindisi, Cassinari, etc. 

Dalla Pinacoteca ci siamo spostati poche decine di metri ed abbiamo iniziato la vera visita del centro storico di Jesi, ad iniziare  dal quattrocentesco Santuario della Madonna delle Grazie e dalla duecentesca Chiesa di San Nicol&amp;amp;#242; (molto bello il suo portale gotico) che le sta quasi di fronte, per passare alla caratteristica Chiesa di San Giovanni Battista (la cui origine risulta anteriore all&amp;#39;anno Mille) prima di arrivare in Piazza Repubblica su cui si affaccia il Teatro Pergolesi, di fine settecento, e subito dopo il cinquecentesco Palazzo Ricci, caratteristico per la sua facciata di pietre tagliate a forma di diamante.

Proseguendo verso il Duomo si incontrano numerosi edifici storici di particolare impatto visivo come facciata ma non visitabili, quali il quattrocentesco Palazzo Colocci (in parte di propriet&amp;amp;#224; comunale e sede del Museo Colocci e dell&amp;#39;Archivio Colocci-Vespucci) e subito dopo il quattrocentesco Palazzo della Signoria con un bel cortiletto interno porticato e con un sovrastante loggiato (che si intravede dalle inferriate, anche questo chiuso), dopo di che si arriva nella suggestiva Piazza Federico II.

Una piazza molto scenografica su cui si affaccia Palazzo Ripanti, in stile tardo gotico, l&amp;#39;ex Chiesa di San Floriano (che attualmente ospita il Museo Archeologico e il Teatro Studio), il settecentesco Palazzo Baleari e la settecentesca Cattedrale (costruita in quel secolo sul luogo ove sorgeva un precedente edificio religioso) con un interno molto sobrio, ma abbellito da numerosi affreschi e da pregevoli decorazioni in stucco, e con delle cappelle laterali particolarmente artistiche.

Quello che colpisce del centro storico di Jesi e mi riferisco soprattutto alle costruzioni che si affacciano sull&amp;#39;asse viaria dall&amp;#39;Arco Clementino al Duomo, &amp;amp;#232; la piacevole armonia degli edifici che vi si trovano. Vi sono edifici medievali, rinascimentali e anche di recente costruzione, restauro o ristrutturazione, ma che si armonizzano fra loro in un colpo d&amp;#39;occhio molto piacevole. L&amp;#39;unico edificio che si discosta da questi canoni &amp;amp;#232; il Palazzo della Banca Popolare di Ancona (se non ricordo male) che, a mio avviso, solo una commissione edilizia in preda ai fumi dell&amp;#39;alcool pu&amp;amp;#242; aver concesso. Un vero peccato. 

Ci siamo fermati a pranzo all&amp;#39;Osteria Gattomatto, un bel locale che si trova in centro, a pochi passi da Piazza Repubblica  e dal Teatro Pergolesi. Abbiamo scelto l&amp;#39;antipasto di mare (polipo con patate, razza con peperoni e seppie al sedano), per primo piatto Paccheri agli scampi, saltato il secondo e chiuso con sorbetto di ananas, due caff&amp;amp;#232;, acqua e una bottiglia di Verdicchio, per un conto che &amp;amp;#232; stato di 55,00 euro che mi sento di giudicare ragionevole. 

Abbiamo ripreso l&amp;#39;auto per un giro attorno alle mura del centro storico dalle quali si alzano ancora alcune torri di una certa imponenza, come il Torrione di Mezzogiorno in Piazza Pontelli e il Torrione del Mortirozzo. Poco fuori delle mura, una sosta la merita la duecentesca Chiesa di San Marco, molto bella, con la facciata in mattoni e un pregevole interno a tre navate e con il soffitto a crociera molto ben decorato ed affrescato. 

Sono stato molto soddisfatto della visita di questa citt&amp;amp;#224;, se non fosse stato per il Palazzo della Banca Popolare, non avrei esitato a definire il centro storico di Jesi fra i pi&amp;amp;#249; belli in assoluto fra quelli che ho avuto occasione di visitare fino ad ora, e quindi il consiglio a visitarla &amp;amp;#232; d&amp;#39;obbligo. Dall&amp;#39;autostrada Adriatica &amp;amp;#232; molto comodo arrivarci in auto, uscendo ad Ancona Nord e proseguendo per la superstrada Ancona Roma. Anche il servizio ferroviario &amp;amp;#232; molto buono, trovandosi Jesi lungo la linea ferroviaria Roma Ancona.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_3014.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Uno splendido centro storico&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=1368&amp;user=Romario"&gt;Romario&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>Romario</dc:creator><category>ITALIA</category><pubDate>Sun, 11 Feb 2007 17:08:05 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_3014.ashx</guid></item><item><title>L&amp;#39;affascinante e romantica Graz, Graz, Stiria</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/austria/diario_di_viaggio_austria_3012.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/austria/diario_di_viaggio_austria_3012.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/1368/3012/23690.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;AUSTRIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi decide di programmare un viaggio in auto verso Vienna, &amp;amp;#232; quasi indispensabile prevedere una sosta a Graz (includendo di preferenza anche il pernottamento), una bellissima citt&amp;amp;#224; di circa 230.000 abitanti, di antiche origini romane, gi&amp;amp;#224; capitale dell&amp;#39;Austria Inferiore ed ora capoluogo della Stiria, capitale Europea della Cultura per l&amp;#39;anno 2003, piacevolmente attraversata dal fiume Mur e con un centro storico cosi bello e significativo che l&amp;#39;Unesco lo ha classificato patrimonio dell&amp;#39;umanit&amp;amp;#224;.

Una citt&amp;amp;#224; che del periodo asburgico ha conservato non solo edifici, monumenti, siti storici ma soprattutto un&amp;#39;atmosfera riposante e d&amp;#39;altri tempi, che si pu&amp;amp;#242; respirare (e oserei dire quasi &amp;amp;quot;toccare&amp;amp;quot;) soprattutto passeggiando nella piazza principale (l&amp;#39;Hauptplatz) e nello splendido centro storico. E&amp;#39; considerata la pi&amp;amp;#249; romantica delle citt&amp;amp;#224; austriache e, come raramente mi &amp;amp;#232; capitato, mi trovo perfettamente d&amp;#39;accordo con questa definizione. 

Pur avendo oltre 230.000 abitanti, Graz si presenta tranquilla, senza traffico asfissiante, comoda da percorrere, priva di particolari rumori e con un assetto urbanistico che, anche nella parte periferica di pi&amp;amp;#249; recente espansione, alterna costruzioni residenziali a parchi e giardini che la rendono particolarmente piacevole alla visita. Un degno capoluogo per una regione come la Stiria che per tre quarti &amp;amp;#232; coperta da boschi, prati, vigneti, pascoli e foreste.

Il miglior modo per visitare la citt&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; farlo utilizzando i mezzi pubblici. Il servizio &amp;amp;#232; molto buono, consente di raggiungere agevolmente tutti i punti della citt&amp;amp;#224; e la frequenza delle corse &amp;amp;#232; cosi elevata che in pratica quasi non esistono tempi d&amp;#39;attesa. Vedendo, poi, tutte le biciclette che girano per Graz viene quasi spontaneo pensare di noleggiane una e di girare con quella. Penso che con un po&amp;#39; d&amp;#39;attenzione sia possibile raggiungere qualsiasi unto della citt&amp;amp;#224; con i mezzi pubblici, ma se per altre esigenze o per comodit&amp;amp;#224; si optasse per l&amp;#39;uso di un taxi, il servizio &amp;amp;#232; molto buono ed i prezzi delle corse ragionevoli. 

Ovviamente la parte pi&amp;amp;#249; interessante di Graz &amp;amp;#232; la citt&amp;amp;#224; vecchia che si estende in gran parte lungo il fiume Mur ed in cui si trovano i luoghi pi&amp;amp;#249; interessanti da vedere:
- Il Duomo, costruito nel 1438 per iniziativa di Federico III, in stile gotico
- Il Palazzo del Municipio nell&amp;#39;Hauptplatz
- Il Burg, vale a dire il palazzo attualmente sede del Governo Regionale della Stiria.
- Il Landhaus, uno splendido palazzo in stile rinascimento con un meraviglioso cortile principale a tre ordini di porticati, progettato da un architetto italiano nel 1500, attualmente sede del Consiglio Regionale.
- Il Palazzo dell&amp;#39;Opera, con una facciata molto bella, costruito alla fine del 1800.
- Il giardino ed il castello di Eggenberg, costruito nel 1600 e con la caratteristica di avere 365 finestre, tante quante i giorni dell&amp;#39;anno. 

Un discorso a parte merita lo Schlossberg, uno dei luoghi pi&amp;amp;#249; interessanti di Graz. Si tratta di una fortezza posta su una verde collinetta al centro della citt&amp;amp;#224;, raggiungibile con una scalinata o pi&amp;amp;#249; comodamente con un ascensore o con la funicolare, e dalla quale si ha uno splendido panorama a 360&amp;amp;#176; sulla citt&amp;amp;#224; stessa e sul circondario. Interessante &amp;amp;#232; anche la Torre dell&amp;#39;Orologio costruita nel 1382 e considerata il simbolo di Graz. 

Se avete tempo, vi sono anche numerosi Musei che meritano di essere visitati, fra i quali mi sembra opportuno segnalare i pi&amp;amp;#249; curiosi o interessanti: 
- Il Giardino Botanico, le cui serre sono considerate dei veri e propri esempi d&amp;#39;architettura contemporanea. 
- Il Civico Museo (Stadtmuseum) presso Palazzo Khuenberg in Sackstrasse, in cui &amp;amp;#232; rappresentata la storia della citt&amp;amp;#224; (ingresso 5,00 euro).
- L&amp;#39;Arsenale della Stiria (Landeszeughaus), in cui dalla fine del 1600 erano conservate le armi e le armature da utilizzare in caso di guerra. Un luogo in cui sono conservate circa 30.000 armature e la cui caratteristica &amp;amp;#232; quella di essere stato lasciato cosi come era all&amp;#39;epoca, senza che sia stato trasformato in un museo vero e proprio (ingresso 4,50 euro).

Vi sono anche altre musei curiosi, ma che spesso la ristrettezza del tempo non consente di visitare, come il Museo Tranviario, quello dell&amp;#39;Aeronautica, la Galleria d&amp;#39;Arte, l&amp;#39;Istituto di Archeologia, il Museo Provinciale (Landesmuseum), il Museo Diocesano e la Galleria delle Bambole. Per la cronaca vi &amp;amp;#232; anche l&amp;#39;Arnold Schwarzenegger Museum, dedicato all&amp;#39;attore ed attuale governatore della California, nato proprio a Graz, ed in cui &amp;amp;#232; illustrata la sua carriera cinematografica. 

Ma anche il semplice passeggiare per Graz &amp;amp;#232; molto piacevole e interessante. In piazza del Carillon (Glockenspielplatz), tre volte al giorno si ha lo spettacolo di due figure che escono dalla torre e danzano al suono della musichetta. Molto pittoresco il mercatino ortofrutticolo della Kaiser Joseph Platz. Di pregevole architettura Casa Luegg all&amp;#39;angolo fra l&amp;#39;Hauptplatz e la Sporgasse, una delle pi&amp;amp;#249; belle vie per lo shopping, unitamente alla Sackstrasse (famosa per i negozi di antiquariato e per il bellissimo palazzo barocco Attems) ed alla Hofgasse (in cui si trova anche la Hofbakerei Edegger-Tax, un panificio pasticceria fornitore della casa imperale fin dalla fine del 1500). 

La cucina di questa regione presenta un paio di piatti tipici che vale la pena assaggiare: il pollo fritto e il bollito di carne servito con una salsa molto saporita preparata a base di kren. Per il resto i soliti piatti della cucina austriaca con la primo posto la classica wiener schnitzel (cotoletta impanata) e l&amp;#39;immancabile goulash che si possono gustare in uno dei tanti ristoranti che vi sono in citt&amp;amp;#224;. Ristoranti di ogni tipo e per tutte le borse, ma uniti da un comune denominatore: un buon servizio, una buona cucina ed un prezzo ragionevole (molti ristoranti propongono anche un menu a prezzo fisso). 

Anche in questa occasione abbiamo pernottato a Graz. In effetti, partendo da Milano per raggiungere Vienna, Graz rappresenta il punto ideale per una sosta trovandosi a 680 chilometri da Milano ed a 200 da Vienna. Come nelle altre occasioni abbiamo prenotato al Romantik Parkhotel (Leonhardstrasse 8, telefono 00 43 316 3630), un ottimo quattro stelle, in una zona centrale particolarmente tranquilla, dotato di ogni confort (palestra, piscina, sauna), un eccellente ristorante gastronomico, camere ampie e arredate con gusto, al prezzo di 140,00 euro per notte per una doppia, inclusa prima colazione a buffet. La prima volta abbiamo scelto questo Hotel perch&amp;amp;#233; inserito nel programma &amp;amp;quot;L&amp;#39;Austria per l&amp;#39;Italia&amp;amp;quot; (vale a dire Hotel in cui si parla l&amp;#39;italiano), e successivamente perch&amp;amp;#232; ci siamo sempre trovati molto bene.

In conclusione considero Graz una citt&amp;amp;#224; molto gradevole e meritevole di essere visitata con una certa calma. Una citt&amp;amp;#224; non solo di storia ma anche importante centro industriale e citt&amp;amp;#224; universitaria, che si &amp;amp;#232; sviluppata in modo piacevole salvaguardando quelle caratteristiche di citt&amp;amp;#224; verde che l&amp;#39;avevano resa famosa. 

Graz si trova lungo l&amp;#39;autostrada che dal confine italiano di Tarvisio porta a Vienna e la si raggiunge dopo aver superato le cittadine di Villach e di Klagenfurt. Dall&amp;#39;Italia vi sono anche collegamenti aerei dagli aeroporti di Milano, Firenze e Roma Ciampino a quello di Graz, distante pochi chilometri dalla citt&amp;amp;#224; e collegato con un regolare servizio di autobus.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/austria/diario_di_viaggio_austria_3012.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;L'affascinante e romantica Graz&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=1368&amp;user=Romario"&gt;Romario&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>Romario</dc:creator><category>AUSTRIA</category><pubDate>Sun, 11 Feb 2007 16:10:19 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/austria/diario_di_viaggio_austria_3012.ashx</guid></item><item><title>Il Medioevo si &amp;#232; fermato sul Baltico, Tallin, Contea di Harjumaa</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/estonia/diario_di_viaggio_estonia_3010.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/estonia/diario_di_viaggio_estonia_3010.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/1368/3010/23685.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;ESTONIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante un mio recente soggiorno a Helsinki avevo sperato di riuscire a rifare una visita veloce a Tallin, capitale della repubblica dell&amp;#39;Estonia. Per diversi motivi non ci sono riuscito ma, comunque, tre anni fa vi ero gi&amp;amp;#224; stato, anche allora per motivi professionali, per quattro giorni ed in pratica tutto quello che c&amp;#39;era di interessante da vedere in questa bella citt&amp;amp;#224;, lo avevo gi&amp;amp;#224; visto.

In effetti Tallin &amp;amp;#232; situata proprio di fronte ad Helsinki, separata da una settantina di chilometri di mare, alla quale &amp;amp;#232; molto bene collegata con numerosissime corse giornaliere di traghetti (circa 3 ore e mezza di viaggio) e di catamarani veloci (circa 1 ora e mezzo), oltre che con collegamenti aerei e con elicottero. Non essendo funzionante quella domenica il servizio di catamarani, sette ore di traghetto fra andata e ritorno, avrebbero occupato il poco tempo che avevo a disposizione e non era certo il caso di andarci in aereo o in elicottero (20 minuti), considerato che bene o male era una citt&amp;amp;#224; che avevo gi&amp;amp;#224; vista. 

Un cosi consistente servizio di collegamento &amp;amp;#232; giustificato dal fatto che, in pratica, Tallin sta diventando quella che potremmo definire una &amp;amp;quot;dependance&amp;amp;quot; di Helsinki. Negli ultimi anni sono stati numerosi e consistenti gli investimenti che le aziende finlandesi hanno fatto nell&amp;#39;area di Tallin, beneficiando delle migliori condizioni economiche presenti in Estonia. Questo avviene non tanto perch&amp;amp;#233; l&amp;#39;Estonia &amp;amp;#232; un paese povero (anche se vi &amp;amp;#232; una certa differenza fra la zona costiera (sopratutto l&amp;#39;area di Tallin) ed il resto del paese, ma perch&amp;amp;#233; &amp;amp;#232; la Finlandia ad essere carissima. Per dare un&amp;#39;idea pratica, basta ricordare che molti finlandesi vanno a farsi la spesa a Tallin, acquistando fra l&amp;#39;altro anche prodotti molto comuni quali la birra. 

Tallin &amp;amp;#232; indubbiamente una citt&amp;amp;#224; molto bella, che &amp;amp;#232; riuscita a conservare molto bene il suo piccolo e splendido centro storico medievale (considerato dall&amp;#39;Unesco patrimonio universale) quasi che il tempo non fosse passato, in pratica una piccola isola assediata dai quartieri sorti negli ultimi cinquantanni di dominazione sovietica, costruiti in modo cosi anonimo da creare una sensazione di tristezza che raramente avevo provato precedentemente. Anche a Tallin, come del resto ho visto fare anche a Riga, &amp;amp;#232; in costo una riqualificazione sia delle aree immediatamente adiacenti al centro storico, sia degli edifici dismessi dalle autorit&amp;amp;#224; sovietiche (in particolare caserme militari) che vengono trasformati prevalentemente con destinazione di utilit&amp;amp;#224; pubblica o commerciale. 

Il patrimonio storico e artistico di questa citt&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; quasi tutto racchiuso nel centro medievale ed &amp;amp;#232; veramente splendido. Mi limito solo a sottolineare alcuni punti assolutamente imperdibili visitando la citt&amp;amp;#224; medievale: la Cattedrale Alexander Nevski, il Castello di Toompea, la piazza del Mercato con il palazzo Municipale e la torre dell&amp;#39;Orologio. Fra i tantissimi musei, non mancate di visitare il civico museo di Tallin, in cui i reperti esposti coprono tutti i settecento anni di vita della citt&amp;amp;#224;, dal 1290 ai giorni nostri. Interessante &amp;amp;#232; anche la visita al giardino botanico che ha una superficie di oltre 120 ettari con oltre 8.000 variet&amp;amp;#224; di piante. Un consistente risparmio lo si ottiene acquistando la Tallin Card, che d&amp;amp;#224; diritto a viaggiare sui mezzi pubblici, agli ingressi in tutti i musei e altri luoghi di interesse storico, a sconti in ristoranti e negozi ed anche al giro turistico della citt&amp;amp;#224;. E&amp;#39; una carta oraria, disponibile da 6, 24, 48 e72 ore ad un costo che va dai 3,83 euro per quella di 6 ore ai 20,77 euro per quella di 72 ore. 

Quando sono stato a Tallin ho pernottato all&amp;#39; &amp;amp;quot;Hotel Ol&amp;amp;#252;mpia&amp;amp;quot;, situato in quello che potremmo definire il centro direzionale della citt&amp;amp;#224;, abbastanza vicino al centro storico, costruito in occasione delle Olimpiadi di Mosca del 1980 (a Tallin si svolsero le regate olimpiche) ma completamente ristrutturato a met&amp;amp;#224; degli anni novanta. Un albergo di almeno una ventina di piani (se non ricordo male) dall&amp;#39;alto del quale si ha un bellissimo panorama sulla citt&amp;amp;#224; vecchia e sul golfo di Finlandia. Indubbiamente un hotel di prestigio, in cui hanno alloggiato anche il Presidente Ceko Havel, il segretario dell&amp;#39;Onu Kofi Annan e Hillary Clinton, e costi nell&amp;#39;ordine di 150 euro per una camera standard. Nell&amp;#39;albergo si trova anche il &amp;amp;quot;Bonnie &amp;amp;amp; Clyde&amp;amp;quot;, sicuramente il migliore locale notturno di Tallin. Comunque, se dovessi ritornare a Tallin solo per turismo, penso che darei la preferenza ad un albergo che si trovi nella citt&amp;amp;#224; vecchia.

Vi sono anche degli ottimi ristoranti locali, anche se il migliore di Tallin &amp;amp;#232; universalmente considerato il ristorante italiano &amp;amp;quot;Casanova&amp;amp;quot;. Oltre al ristorante &amp;amp;quot;Olde Hansa&amp;amp;quot;,  ho un ottimo ricordo anche del ristorante &amp;amp;quot;Maiasmokk&amp;amp;quot; in via Pikk 16, nella citt&amp;amp;#224; medievale, forse il pi&amp;amp;#249; vecchio di Tallin essendo aperto fin dal 1864. Di questo ristorante mi ricordo una strana ma ottima minestra, molto cremosa, a base di formaggio e gamberi, con crostini croccanti e l&amp;#39;arrosto di alce, anche questo con una crema di formaggio e patate al forno. Abbiamo bevuto del buon vino estone, ma ricordo che nella lista vi erano numerose etichette di vini italiani.

I mezzi pubblici sono soddisfacenti, i taxi numerosi ed a costi ragionevoli. La lingua ufficiale &amp;amp;#232; l&amp;#39;estone, ma l&amp;#39;inglese &amp;amp;#232; abbastanza diffuso (anche se forse l&amp;#39;idioma pi&amp;amp;#249; parlato &amp;amp;#232; il russo considerato che, penso, una buona met&amp;amp;#224; della popolazione &amp;amp;#232; di quell&amp;#39;etnia). Il mezzo migliore per raggiungere Tallin dall&amp;#39;Italia &amp;amp;#232; ovviamente l&amp;#39;aereo. Vi sono collegamenti con Milano e Roma della SAS (e proseguimento da Stoccolma con l&amp;#39;Air Baltic) e dalla Finnair via Helsinki. L&amp;#39;aeroporto di Tallin &amp;amp;#232; a soli 5 chilometri dalla citt&amp;amp;#224;. Riassumendo, mi sentirei un attimo in difficolt&amp;amp;#224; a consigliare un viaggio per l&amp;#39;esclusiva visita di Tallin, ma in caso di viaggi che dovessero gi&amp;amp;#224; includere citt&amp;amp;#224; come Helsinki o Riga, un&amp;#39;estensione a Tallin &amp;amp;#232; da non perdere.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/estonia/diario_di_viaggio_estonia_3010.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Il Medioevo si è fermato sul Baltico&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=1368&amp;user=Romario"&gt;Romario&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>Romario</dc:creator><category>ESTONIA</category><pubDate>Sun, 11 Feb 2007 15:51:49 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/estonia/diario_di_viaggio_estonia_3010.ashx</guid></item><item><title>La pi&amp;#249; autentica citt&amp;#224; del Marocco, Fes, Provincia di F&amp;#233;s</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/marocco/diario_di_viaggio_marocco_3023.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/marocco/diario_di_viaggio_marocco_3023.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/1368/3023/23766.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;MAROCCO, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fondata nel 789 da Moulay Idriss I, considerata la capitale religiosa e culturale del Marocco e conosciuta come la pi&amp;amp;#249; autentica citt&amp;amp;#224; dell&amp;#39;Africa del Nord, F&amp;amp;#232;s &amp;amp;#232; la pi&amp;amp;#249; antica delle citt&amp;amp;#224; imperiali e, urbanisticamente parlando, &amp;amp;#232; formata da tre quartieri  distinti fra loro per tipologia e caratteristiche sia stradali che edilizie, che prendono il nome di F&amp;amp;#232;s el Bali (con la Medina), F&amp;amp;#232;s el Jedid (con il Palazzo Reale e la Mellah ebraica) e di Citt&amp;amp;#224; nuova (con gli uffici amministrativi). I primi due di antica origine e riuniti all&amp;#39;interno delle mura ed il terzo costruito dai francesi nel 1920, con caratteristiche urbanistiche occidentali.

Innanzitutto alcuni suggerimenti. Per una buona visita &amp;amp;#232; utile farsi assistere da una guida locale che, di solito, potete trovare in attesa di clienti nella hall di quasi tutti gli alberghi o rivolgendovi all&amp;#39;Ufficio del Turismo che si trova in Place de la R&amp;amp;#233;sistance. I vantaggi sono molti a cominciare dalla visita della Medina nella quale, senza una guida, vi perdereste facilmente e potreste vedere ben poco, al poter visitare la citt&amp;amp;#224; senza perdere tempo nel cercare i punti pi&amp;amp;#249; interessanti e, visto che di solito le guide usano la loro auto, alla possibilit&amp;amp;#224; di risparmiare tempo e denaro per spostarsi all&amp;#39;interno e nella periferia della citt&amp;amp;#224;. Inoltre, la presenza della guida, serve anche ad evitare l&amp;#39;insistenza dei venditori ambulanti. La nostra guida per l&amp;#39;assistenza di un giorno, incluso l&amp;#39;uso della sua auto, &amp;amp;#232; costata 40 $ che considero ben spesi. Vi raccomando di scegliere una guida autorizzata (hanno uno speciale tesserino con fotografia) in quanto la Polizia non &amp;amp;#232; molto tenera con le guide abusive e potreste ritrovarvi in situazioni antipatiche. 

Se siete a F&amp;amp;#232;s con un viaggio organizzato, l&amp;#39;albergo sar&amp;amp;#224; certamente compreso nel pacchetto turistico e di solito propongono l&amp;#39;Hotel Sheraton o l&amp;#39;Hotel Palais Jamai. Se viaggiate per conto vostro, vi suggerisco di non sprecare soldi in quegli alberghi (un pernottamento costa almeno 125/150 euro (e non si ha mai il tempo di usare i servizi disponibili e che comunque si pagano tipo tennis, palestra, solarium, golf e campo di equitazione convenzionato, etc.) in quanto vi sono altri buoni alberghi, coi servizi essenziali, ad un costo nettamente inferiore. Noi abbiamo pernottato all&amp;#39;Hotel Mounia (a dire il vero non &amp;amp;#232; che lo abbiamo cercato, ci siamo fermati al primo che ci ispirava, e ci &amp;amp;#232; andata bene), ubicato nella Citt&amp;amp;#224; Nuova al 60 di Rue Asilah (tel. 05-5650771), un tre stelle, camere comode, servizi appropriati, personale cortese, ed una eccellente prima colazione, con costi dai 20 ai 35 euro. Quello che risparmiate nell&amp;#39;albergo lo potete spendere meglio facendo acquisti nella Medina.

Visitare F&amp;amp;#232;s el Bal&amp;amp;#236; &amp;amp;#232; un&amp;#39;esperienza che oserei dire unica e che ho avuto recentemente modo di fare per la seconda volta mettendo a frutto l&amp;#39;esperienza della prima. Una grande Medina in cui gli abitanti, circa 100.000 (di cui 30.000 artigiani), vivono il quotidiano per se stessi e solo marginalmente per il turismo, un ambiente vero e reale che nulla ha a che vedere con le medine di Marrakech, Casablanca o Rabat in cui il lato turistico ha oramai preso il sopravvento. Una Medina con le case costruite l&amp;#39;una addossata all&amp;#39;altra, coi vicoletti cosi angusti da non consentire alcun traffico a motore ed i trasporti sono fatti tutti a spalla o spingendo piccoli carretti o, molto pi&amp;amp;#249; spesso, a dorso di mulo. Una citt&amp;amp;#224; in cui si possono conoscere le vecchie tradizioni, provare la sensazione di vivere il mondo arabo e, fra le donne che portano il pane a cuocere nel forno pubblico, l&amp;#39;animazione degli abitanti, i colori, i profumi, sembra proprio di essere tornati indietro nella storia. Una citt&amp;amp;#224; nella citt&amp;amp;#224; formata gi&amp;amp;#224; dall&amp;#39;origine da due quartieri (F&amp;amp;#232;s Al Andalous inizialmente abitato dai profughi provenienti dall&amp;#39;Andalusia e F&amp;amp;#232;s Al Quaraouiyin originariamente abitato dai profughi provenienti da Kairouan in Tunisia) a loro volta suddivisi in tanti souk di artigiani, il pi&amp;amp;#249; conosciuto dei quali &amp;amp;#232; sicuramente quello dei conciatori con le grandi vasche rotonde piene di colori in cui vengono tinte le pelli. Grazie alla guida (e qui si conferma la sua importanza) siamo riusciti a recarci sulla terrazza (accessibile solo attraversando dei negozi e delle esposizioni) dalla quale sono state scattate le classiche foto che hanno fatto il giro del mondo. La puzza era molto accentuata ma altrettanto accentuata era la soddisfazione di vedere dal vivo i conciatori al lavoro, protagonisti della foto che &amp;amp;#232; quasi un simbolo di F&amp;amp;#232;s. Il 90% dei negozi della Medina sono al servizio dei locali e forse per questo si possono fare buoni acquisti, a prezzi ottimi, di articoli di abbigliamento (ovviamente di foggia locale), in argento (collane, braccialetti, spille e monili in genere), in pelle (soprattutto borse) profumi, spezie e articoli di ceramica. Come sempre avviene nei paesi arabi &amp;amp;#232; indispensabile la contrattazione per ottenere un prezzo ragionevole. 

Nella visita alla Medina una visita la merita la Medersa Bou Inania (la scuola coranica pi&amp;amp;#249; importante di F&amp;amp;#232;s), la Medersa Attarin (un capolavoro dell&amp;#39;arte M&amp;amp;#233;rinide), la Moschea Quaraouiyine (la principale di F&amp;amp;#232;s) e l&amp;#39;omonima Universit&amp;amp;#224; (la pi&amp;amp;#249; antica al mondo). Un occhio in particolare al Souk el Attarine (botteghe dei droghieri), al Souk el Henne (botteghe di prodotti di bellezza), alla via Sidi Youssef (moschea e rione degli andalusi), alla piazza Nejjarinee (botteghe degli ebanisti) con una bella fontana decorata di ceramiche e il Museo del legno, e al Dar Batha, un vecchio edificio costruito all&amp;#39;inizio del secolo scorso dal sultano Moulay El Hassan che oggi &amp;amp;#232; stata trasformata in un museo delle arti e delle tradizioni della regione di F&amp;amp;#232;s. Se durante l&amp;#39;ora del pranzo state visitando la Medina, vi suggerisco una sosta al Restaurant Al Fassia al 21 di rue Salaj, vicino a Piazza Batha, un ottimo ristorante che propone una cucina tipicamente locale senza nessuna concessione alle rivisitazioni ad uso turistico. 

A F&amp;amp;#232;s el Jedid si trova il Palazzo Reale, con un portale dorato e molto ben decorato, ed i relativi giardini che si estendono su una superficie di 70 ettari, ma il tutto &amp;amp;#232; chiuso al pubblico anche se il re non c&amp;#39;&amp;amp;#232; quasi mai. Qui si trova anche quello che una volta era il quartiere ebraico chiamato Mellah, un insieme di costruzioni abbastanza modeste e oserei dire anche trasandate, ora abitate da musulmani.

Il terzo quartiere di F&amp;amp;#232;s, quello costruito dai francesi, presenta un aspetto tutto differente, con un grande viale centrale attorno al quale si &amp;amp;#232; estesa la nuova citt&amp;amp;#224; con ampie vie e spaziose piazze, ed in cui si trovano i principali edifici pubblici, i grandi alberghi, ristoranti, negozi, caffetterie, bar, insomma, un quartiere residenziale molto ordinato ma privo di qualsiasi interesse storico o artistico.

Tralasciando il tour organizzato, il modo migliore per arrivare a F&amp;amp;#232;s dall&amp;#39;Italia &amp;amp;#232; quello di raggiungere Casablanca con uno dei voli aerei della Royal Air Maroc e dell&amp;#39;Alitalia provenienti da Milano o Roma (costo circa 390 euro). F&amp;amp;#232;s dista circa 220 chilometri da Casablanca e pu&amp;amp;#242; essere raggiunta sia in treno (circa 4 ore) che in autobus (l&amp;#39;orario prevede 4 ore, ma preventivate pure un&amp;#39;ora in pi&amp;amp;#249;. Noi ne abbiamo impiegate 6, ma l&amp;#39;autobus aveva avuto un problema ai freni). C&amp;#39;&amp;amp;#232; anche un collegamento aereo da Casablanca in orario serale,  ma non mi sembra il caso di prenderlo in considerazione.

Prima di partire &amp;amp;#232; possibile avere altre infomazioni presso gli uffici dell&amp;#39;Ente Nazionale per il Turismo del Marocco che si trovano a Milano, in via Larga, 23, tel. 02 58303756, fax 02 58303970, E-mail: turismo.marocco@tin.it - L&amp;#39;Ambasciata del Ma&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/marocco/diario_di_viaggio_marocco_3023.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;La più autentica città del Marocco&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=1368&amp;user=Romario"&gt;Romario&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>Romario</dc:creator><category>MAROCCO</category><pubDate>Mon, 12 Feb 2007 18:30:53 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/marocco/diario_di_viaggio_marocco_3023.ashx</guid></item></channel></rss>