﻿<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:trackback="http://madskills.com/public/xml/rss/module/trackback/"><channel><title>ViaggiScoop.it, I viaggi di Rollers</title><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=1703&amp;user=Rollers</link><description>I miei viaggi inseriti su www.viaggiscoop.it</description><dc:language>it-IT</dc:language><managingEditor>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</managingEditor><webMaster>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</webMaster><copyright>Copyright 2004-2026 ViaggiScoop.it</copyright><generator>ViaggiScoop.it RSS generator v1.1</generator><image><title>ViaggiScoop.it</title><url>http://www.viaggiscoop.it/image/logo_RSS.gif</url><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=1703&amp;user=Rollers</link><width>103</width><height>26</height></image><item><title>Le Tre Sorgenti, Sahara, Sahara</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_3381.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_3381.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/1703/3381/26069.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;TUNISIA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Punto di partenza il millenario Hotel Les Berberes scavato a mano nel cuore della montagna di Matmata, il carburante &amp;amp;#232; fatto e i viveri freschi sono caricati nella cambusa della cucina da campo, si parte. Il tratto di asfalto che porta all’incrocio della Pipeline &amp;amp;#232; molto paesaggistico e qualche sosta per le foto di rito &amp;amp;#232; obbligatoria. Raggiunto l’incrocio, attraversiamo velocemente il nuovo tratto di asfalto di circa 60 km. che ha sancito la definitiva fine poetica dell’Oasi di Ksar Ghilane, raggiungibile ora dalla grande massa munita di un qualsiasi mezzo di locomozione. Raggiungiamo l’inizio dello sterrato poco a sud dell’oasi, circa 50 km di pista intervallata da piccoli cumuli sabbiosi e da lunghi tratti di toule ondule, ci conducono abbastanza velocemente al centro petrolifero di Kamur, dove sbrighiamo le pratiche burocratiche di accesso al sud. A fine controllo la malandata sbarra che delimita la zona interdetta viene alzata da una guardia molto cordiale, un saluto e ci rimettiamo in marcia. Ancora molte decine di km. ci separano da una pista secondaria, che seguiremo fino ai piedi di un Erg sabbioso fra i pi&amp;amp;#249; difficili da attraversare di tutto il Sahara “Zemlet El Borma”. Siamo in leggero ritardo sulla tabella di marcia non dimentichiamo che il tutto si deve svolgere in una settimana e gi&amp;amp;#224; Venerd&amp;amp;#236; saremo di ritorno, quindi non possiamo permetterci ritardi eccessivi. Decidiamo di entrare all’interno dell’Erg cercando da subito un buon posto per fare campo, prima per&amp;amp;#242; raccogliamo un po’ di legna per il doveroso fuoco serale intorno al quale potremo scambiarci le nostre prime impressioni di viaggio. Allestiamo il primo campo, ci godiamo il tramonto e un’ottima cena, cose semplici che diventano indimenticabili se vissute in piacevole compagnia, con silenziosi e giganteschi cordoni di dune a fare da sfondo. Il mattino seguente ci avviamo in direzione della sorgente uno “Itnin” (in lingua araba), ci ritroviamo ben presto in mezzo ad un vero e proprio maremoto di sabbia, dove si fatica molto ad avanzare fra le strette dune tipiche solo di questa zona. Le irte salite con brevissimi e stretti spazi di manovra si contrappongono a discese mozzafiato che ci fanno accedere a enormi depressioni o catini di 500/1000 mt. di diametro, che allentano un po’ la fatica sia umana che meccanica. Tutti un po’ a turno, un po’ tutti insieme ci insabbiamo, fa parte del gioco, tutti, anche quelli che non avevano mai utilizzato una cinghia da traino, a fine viaggio saranno esperti nell’utilizzo e nel giusto posizionamento di cinghie,  grilli e quanto altro serve per il disincagliamento dei mezzi. Raggiungiamo l’ennesima cresta che divide due catini, ma questa volta il giallo paglierino della sabbia &amp;amp;#232; spezzato dal verde intenso della vegetazione, segno che l’acqua &amp;amp;#232; vicina. Scendiamo in una remota piana deturpata da resti metallici di antiche trivellazioni, contorti testimoni di un passato dove l’uomo tentava di arricchirsi ad ogni costo cercando idrocarburi e trovando invece una cosa ben pi&amp;amp;#249; preziosa, che qui da oltre venti anni sgorga, permettendo alla vita di resistere in questo ambiente ostile. L’acqua priva di qualsiasi interesse per l’uomo che la trovava, diventa una salvezza in mezzo ad un mare di sabbia per molte forme di vita. Piante e fiori che abitualmente vediamo nel nostro quotidiano, diventano oggetto di interesse proprio perch&amp;amp;#233; collocati in quel particolare contesto. Dopo aver raggiunto un modesto ruscello, lo risaliamo fino alla fonte. Al centro esatto del catino un tubo di circa mezzo metro di diametro si erge in verticale per circa 8 metri, alla sua estremit&amp;amp;#224; un getto di acqua calda a circa 40 gradi esce con una portata impressionante, la pioggia che cade  nelle immediate vicinanze ha una tale forza d’urto a terra che quasi non vi si riesce a stare sotto e il laghetto che si crea alla base con la sua spiaggetta &amp;amp;#232; l’ideale per rimanere a godersi il meritato risposo dopo le grandi fatiche imposte dalle severe dune di “Zemlet El Borma”. Il rilassamento &amp;amp;#232; tale che anche se non &amp;amp;#232; ancora sera decidiamo di fermarci e allestire il secondo campo. Al mattino leviamo presto le tende in modo da sfruttare appieno la sabbia compatta tipica delle prime ore della giornata, impiegheremo tutta la mattinata prima di raggiungere la seconda sorgente. Durante il percorso un piacevole incontro con un piccolo clan della pi&amp;amp;#249; grande trib&amp;amp;#249; nomade del Grande Erg Orientale, quella degli R’Baya, che all’ombra di una piccola tamerice sorvegliano con attenzione alcuni dromedari di loro propriet&amp;amp;#224;, discendenti delle trib&amp;amp;#249; guerriere che invasero il Nord Africa gli R’Baya solo attualmente abilissimi allevatori di dromedari e di cani da caccia del deserto un tipo di levriero che pu&amp;amp;#242; competere in velocit&amp;amp;#224; anche con le scattanti gazzelle. Con gesti eloquenti ci indicano il percorso pi&amp;amp;#249; breve per la seconda sorgente, tre cordoni di dune verso il sole due con il sole a destra li c’&amp;amp;#232; l’acqua, momenti di comunicazione unici e solo chi li vive pu&amp;amp;#242; capirne l’importanza. La sorgente due “Wahad” (in lingua araba) &amp;amp;#232; indubbiamente un posto meraviglioso, qui non vi &amp;amp;#232; nessun segno delle antiche trivellazioni, quindi un vero paradiso. Un catino circolare circondato da altissime dune, nel mezzo un getto d’acqua di grande portata esce a circa 40 gradi da un tubone verticale di circa due metri di altezza alimentando un laghetto di discrete dimensioni e fornendo vita a una vasta distesa di piante e fiori.Queste immagini lasciano stupefatti, queste immagini valgono sicuramente tutte le fatiche affrontate e tutte quelle che ci separano dalla veloce pista che ci condurr&amp;amp;#224; molto pi&amp;amp;#249; a Nord.Il ritardo sulla tabella di marcia &amp;amp;#232; aumentato decidiamo di avvicinarci il pi&amp;amp;#249; possibile alla pista prima di allestire il terzo bivacco su sabbia.Percorriamo circa 5 km e una piana molto pi&amp;amp;#249; piccola delle altre, protetta da insormontabili cordoni di dune si propone come luogo ideale per fermarsi. La assecondiamo anche perch&amp;amp;#233; proseguire &amp;amp;#232; impossibile vista l’altezza e la pendenza delle dune che ci circondano. Rimaniamo in attesa del gruppo che si &amp;amp;#232; attardato nel superare un passaggio di particolare difficolt&amp;amp;#224;, passa un buona mezz’ora, il motore &amp;amp;#232; spento da tempo, il silenzio &amp;amp;#232; totale, con estremo stupore vediamo avanzare verso di noi un animale che raramente si riesce a scorgere, il Varano grigio delle sabbie. L’esemplare che &amp;amp;#232; di dimensioni importanti si avvicina al mezzo abbastanza incuriosito. Il Varano grigio &amp;amp;#232; il pi&amp;amp;#249; grande rettile vivente nell’ambiente Sahariano grande cacciatore &amp;amp;#232; molto abile nel dileguarsi in quanto percepisce con largo anticipo l’avvicinarsi di esseri estranei. Dobbiamo fotografarlo senza spaventarlo, riusciamo a inquadrarlo giusto il tempo dello scatto peraltro perfettamente riuscito e il rettile si allontana velocissimo. Nel frattempo i veicoli che hanno avuto ragione delle ultime dune ci raggiungono, prepariamo quindi il terzo campo, ceniamo e veramente stanchi, ma sicuramente appagati, ci buttiamo nelle tende. L’indomani ripiegheremo di circa un km. aggirando quelle catene insormontabili e raggiungendo un abbassamento delle creste, in gergo “porta”, che ci permette di raggiungere velocemente la pista di collegamento della base di estrazione petrolifera di El Borma e che ci condurr&amp;amp;#224; verso Nord, verso la sorgente dell’oasi di Ksar Ghilane, distante circa 200 km tutti di dura pista. Quindi nel tardo pomeriggio facciamo strada verso Douz dove visiteremo e faremo i consueti acquisti nel caratteristico Souk. In serata doveroso un veloce riassetto dei veicoli che all’alba ci condurranno a Tunisi, da dove, come di consueto oramai da oltre dieci anni, saliremo sul traghetto per l’Italia gi&amp;amp;#224; con il pensiero rivolto ad una nuova avventura in terra d’Africa…&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_3381.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Le Tre Sorgenti&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=1703&amp;user=Rollers"&gt;Rollers&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>Rollers</dc:creator><category>TUNISIA</category><pubDate>Thu, 26 Apr 2007 22:03:51 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_3381.ashx</guid></item><item><title>Grande Erg Orientale in quota, Sahara, Sahara</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_3382.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_3382.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/1703/3382/26089.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;TUNISIA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di viaggi avventura in Tunisia ne sono stati fatti tanti e molti altri ne seguiranno, questo ci obbliga a rinnovare di volta in volta i tracciati cercando di rendere ogni viaggio unico.

Quest’anno la Rollers Adventures “organizzazione ed assistenza viaggi avventura sahariani” di Claudio e Margherita ha organizzato una bella avventura, unica nel suo genere, che &amp;amp;#232; stata chiamata “Tunisia in quota”, la particolarit&amp;amp;#224; di questo viaggio &amp;amp;#233; stata infatti quella di raggiungere la pi&amp;amp;#249; alta duna del Grande Erg Orientale tunisino, che alla sommit&amp;amp;#224; misura 420 metri. e di allestire tutti i bivacchi su sabbia a quote superiori ai 350 metri.

Un viaggio particolare, dove mai si sono cercate le facilitazioni dei valloni sabbiosi o dei corridoi interdunari, ma semplicemente tracciando una perentoria linea retta da Sud verso Nord mantenendo il confine algerino ad una distanza media di 1000 metri.

Il Grande Erg Orientale quindi viene da noi affrontato sulle pi&amp;amp;#249; grandi catene di dune.

Il tracciato prevede una rapida discesa verso il villaggio troglodita di Matmata, dove passeremo la notte, nel suo millenario albergo scavato nel cuore della montagna.
 Il giorno seguente  trasferimento a Tataouine per  provvedere alle formalit&amp;amp;#224; militari che ci concedano l’accesso al grande Sahara.

Sbrigate le sempre pi&amp;amp;#249; complicate pratiche burocratiche riusciamo nel pomeriggio ad uscire dall’asfalto, gli aghi delle bussole ora, puntano con decisione verso Sud.

Percorriamo una cinquantina di chilometri e decidiamo di allestire il primo bivacco.
In serata, intorno al fal&amp;amp;#242;, si da una controllata alle carte,  il giorno seguente infatti  dovremo entrare nel Grande Erg Orientale, ove sar&amp;amp;#224; indispensabile conoscere e seguire perfettamente il  tracciato che dia  inizio al nostro progetto di viaggio……La Tunisia in Quota.

Il mattino seguente Margherita, capogruppo della Rollers Adventures, da la sveglia, timidamente tutti escono dalle tende, tra noi c’&amp;amp;#232; anche qualche neofita del Sahara e lo si nota proprio nel primo risveglio, hanno un’espressione stranita ed estasiata nello stesso tempo.
Fatta colazione e riassettato il campo  ci mettiamo in marcia verso la Stazione Petrolifera di Tjaret per effettuare un rabbocco di carburante, s&amp;amp;#236; perch&amp;amp;#233; da Tjaret in gi&amp;amp;#249;,  infatti non avremo altra possibilit&amp;amp;#224; di recuperare il prezioso liquido se non a fine percorso. 
Superata Tjaret , dopo pochi chilometri, abbandoniamo  la sicura pista per addentrarci nelle sabbie, quindi  sgonfiamo i pneumatici. 
Si da il via a  quella che poi si &amp;amp;#232; presentata come una delle pi&amp;amp;#249; grandi sfide: il tracciato in linea retta sul confine algerino.

 La prima difficolt&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; presentata dall’Owed Tjaret, un fiume sotterraneo, che taglia di netto il nostro percorso, la superficie a fasi alterne pu&amp;amp;#242; presentarsi  molto umida e i veicoli rischiano di bloccarsi nella morsa della sabbia bagnata.
Per non correre rischi decidiamo di costeggiare l’owed, cerchiamo il punto migliore per passarlo, raggiungiamo il tratto pi&amp;amp;#249; stretto, che misura  circa 100 metri, proviamo a passare……. una gran rincorsa ed &amp;amp;#232; fatta, raggiungiamo una zona asciutta nel bel mezzo dell’Owed Tjaret. 
Proseguiamo impavidi e guadagniamo la sponda  opposta, uno dietro l’altro tutti i mezzi attraversano la zona umida e continuiamo il nostro avvicinamento alle grandi dune.

I pi&amp;amp;#249; comodi corridoi interdunari sembrano chiamarci, ma noi (solo per questo particolare viaggio) sordi alle facilitazioni, ci dirigiamo verso le pi&amp;amp;#249; grandi  catene di dune che si affacciano sull’Algeria.
Qui la natura che poco prima ci aveva concesso di decidere il tracciato diventa Sovrana e Potente, la fatica umana e meccanica &amp;amp;#232; notevole, ma in serata il primo campo a quota 350 ci ripaga dello sforzo.

Sulla sommit&amp;amp;#224; di queste dune, anche chi intende il viaggio solo dal punto di vista motoristico, non pu&amp;amp;#242; non essere toccato dallo scenario che il Deserto gli offre.
In questo particolare punto, ognuno di noi si sente libero, libero di decifrare le immagini, i giochi di luci ed ombre dell’alba e  del tramonto,libero di contare le stelle cadenti ma soprattutto  libero di ascoltare nel pi&amp;amp;#249; totale silenzio la Natura.

I giorni si susseguono, le irte salite si contrappongono alle ripide discese, raggiungiamo un’ enorme depressione, grande quasi come un campo di calcio. Sul fondo, al riparo del lato Sud, vediamo numerosi buchi nel terreno di medie dimensioni: sono  tane di Fennek. Decidiamo di non passare per non contaminare questo habitat naturale quindi devieremo di qualche centinaio di metri.
Prima di deviare per&amp;amp;#242;, scegliamo di spegnere  i motori e di scendere  dalle macchine ad osservare…l’attesa viene premiata, dopo circa mezz’ora  ecco i pi&amp;amp;#249; temerari che escono dalle tane.  Si concedono giusto per qualche  attimo, neanche il tempo di immortalarli nelle nostre telecamere, si accorgono infatti subito della nostra presenza e rientrano nei sicuri rifugi di gran carriera, ripartiamo.

Si sta facendo sera, allestiamo il quarto bivacco ad alta quota, questo campo rinominato da noi Campo Panorama, &amp;amp;#232; il pi&amp;amp;#249; alto fra tutti che  faremo .
Si tratta di una terrazza pianeggiante, abbastanza grossa per accogliere una decina di mezzi, posta a 380 metri di altezza. E’ un posto unico, da qui si gode di un panorama incredibile, non &amp;amp;#232; facile trovare un posto simile dove fare campo, ed &amp;amp;#232; un segreto che custodiamo gelosamente.

Al mattino, il vento ha cancellato ogni traccia del nostro passaggio, come un medicamento miracoloso ha guarito le ferite inferte dai nostri pneumatici sulla sabbia vergine, riportando le lancette dell’orologio del deserto al giorno precedente, come se non fossimo mai passati… … 
e come se  provenissimo da nulla ci allontaniamo con il segreto di Campo Panorama … …

Oggi raggiungeremo l’apice del nostro viaggio, saliremo sulla Grande Duna. La vediamo in lontananza imponente pi&amp;amp;#249; che mai,  ci avviciniamo ed iniziamo a salire. La sabbia &amp;amp;#232; buona, compatta e rimarr&amp;amp;#224; cos&amp;amp;#236; per tutta la mattinata. Raggiungiamo la cresta pi&amp;amp;#249; alta, sulla sommit&amp;amp;#224; lo spazio &amp;amp;#232; di misura per tutti,  verifichiamo le carte e l’altimetro ci da la conferma: siamo sul tetto del Grande Erg Orientale tunisino a quota 420 metri. 
Sotto di noi ci sono centinaia di metri di sabbia, miliardi di innocui granelli di silicio che, uniti dalla storia, spinti e modellati dal vento la fanno da protagonisti in questa nostra sfida.

Proseguiamo verso Nord, qui l’Erg si abbassa dolcemente, trasformandosi  in una veloce pista sabbiosa che conduce alla base petrolifera di El Borma, da dove, una volta rabboccato il carburante faremo strada verso Douz dove trascorreremo un paio di giorni per riposarci, ed infine verso Tunisi distante ancora molte centinaia di Km. per il rientro in Italia.&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_3382.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Grande Erg Orientale in quota&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=1703&amp;user=Rollers"&gt;Rollers&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>Rollers</dc:creator><category>TUNISIA</category><pubDate>Thu, 26 Apr 2007 22:55:45 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_3382.ashx</guid></item><item><title>El Bibane, Sahara, Sahara</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_3393.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_3393.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/1703/3393/26452.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;TUNISIA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La preparazione per la nostra avventura desertica &amp;amp;#232; stata lunga e laboriosa, tanti mesi passati a preparare le auto con tutte quelle cose che normalmente non servono nel fuoristrada nostrano e che nessuno di noi aveva mai pensato di comprare, il portapacchi che deve essere leggero ma molto robusto per resistere alle terribili sollecitazioni del piste africane, la seconda gomma di scorta, le riserve d’acqua e di carburante e molto altro. E’ Sabato 11 Marzo si parte. Il mare &amp;amp;#232; agitato e l’arrivo a Tunisi avviene in forte ritardo sconvolgendo la nostra tabella di marcia, il trasferimento quindi si svolge in notturna, siamo per&amp;amp;#242; eccitati da questa nuova avventura e i molti chilometri non ci pesano. La prima sosta &amp;amp;#232; dopo circa 400 km, dove consumiamo la cena in un ristorante locale a base di agnello alla brace, qui iniziano i primi veri contatti con un mondo diverso, lontano anni dal nostro standard di vita. Ancora un paio d’ore e finalmente si arriva al Villaggio di Matmata all’hotel “Les Berberes”. Caratteristico hotel scavato nel tufo dove ci  sistemiamo  in due camerate. Sveglia all’alba, colazione e rotta verso Ksar Ben Heddadi, sito famoso perch&amp;amp;#233;  usato come set cinematografico e meta di un gran numero di turisti. Il  tragitto dopo pochi km di asfalto, si trasforma in pista, finalmente entriamo nel vivo. Proseguiamo in direzione Ksar Ghilane su una toule ondule che mette a dura prova le sospensioni  delle nostre vetture. Non vediamo l’ora di avvistare la sabbia e le dune, ma le ore passano e vediamo solo pietre e sterpi, al superamento di ogni collina ognuno di noi cerca con lo sguardo  in lontananza le famose dune. Inutilmente ! Siamo impazienti, ma dove saranno finite? I nostri accompagnatori ci rassicurano, la sabbia c’&amp;amp;#232; , non l’hanno portata via e neanche l’hanno spostata. Rassicurati vediamo il mondo in maniera diversa. Dimenticavo di dire che tra le tante cose che abbiamo con noi c’erano anche numerosi giocattoli portati appositamente per donarli ai molti bambini meno fortunati che non hanno la possibilit&amp;amp;#224; di averne. Ed &amp;amp;#232; poco prima  di arrivare a Ksar Ghilane che ci fermiamo in piccolo villaggio  per distribuirli. Arriviamo a Ksar Ghilane poco prima del tramonto e improvvisamente la distesa di dune ci appare nella sua vastit&amp;amp;#224;. Non pensavamo potessero essere cosi tante ! Da noi all’infinito solo sabbia abbiamo la sensazione di essere davanti all’oceano. Giusto il tempo di montare le tende e via un bel bagnetto caldo nelle acque sulfuree dell’oasi. Si cena in riva alla  sorgente, siamo tutti eccitati e non vediamo l’ora che il sole risorga per affrontare il vero deserto. E’ la nostra prima notte in tenda e fa un freddo boia , accidenti uno pensa al deserto e immagina sole, caldo torrido e invece siamo tutti infreddoliti… ma felici !
Il giorno seguente raggiungiamo il fortino romano e ci avviciniamo al deserto di El Bibene dove avremo finalmente il primo contatto con le dune a la sabbia del deserto. Indispensabile in questo tratto di deserto l’esperienza e la preparazione dei nostri accompagnatori della A.S. D. Rollers Adventures Claudio Coletta e Margherita Fenelli, nell’individuare i percorsi pi&amp;amp;#249; idonei dove poter passare coi nostri pesanti fuoristrada senza sprofondare in continuazione. In questa zona, le dune non sono molto alte ma sono una dietro l’altra, un continuo sali e scendi e ogni duna &amp;amp;#232; diversa dall’altra, in una sprofondi e nell’altra passi senza problemi. Iniziano le prime fermate da insabbiamento e le prime faticose spinte e spalate. Sosta per il  pranzo al Caf&amp;amp;#232; Grand Erg, una spoglia baracca di arbusti che offre un riparo dal sole, e poi via partenza alla scoperta di nuove dune. La giornata comunque procede in allegria , questo &amp;amp;#232; un sogno che si avvera, fuoristrada, solo fuoristrada. Questa si che &amp;amp;#232; vita ! Dato che &amp;amp;#232; buona abitudine non viaggiare nel deserto con il buio, nel tardo pomeriggio cerchiamo una sistemazione adatta per accamparci. Piazziamo le tende in un punto sopraelevato che ci permette di godere appieno della maestosit&amp;amp;#224; di El Bibene.Tramonto da favola con colori indescrivibili e un sorgere della luna indimenticabile ! Tutto veramente perfetto , l’ambiente , gli amici la cena in tutta questa positivit&amp;amp;#224; persino il nostro vino all’aceto sembra squisito. Al mattino successivo dopo un tratto particolarmente impegnativo siamo costretti a  deviare dall&amp;#39;itinerario prescelto poich&amp;amp;#233; a causa della temperatura troppo elevata la consistenza della sabbia non ci permette di avanzare abbastanza velocemente da arrivare alla tappa successiva. Verso sera campo nuovamente nel deserto e nanna presto. Il vino non era pi&amp;amp;#249; squisito… Il giorno successivo raggiungiamo il Caf&amp;amp;#232; La porte du desert dove facciamo colazione e ripartiamo velocemente alla volta di Douz dove visitiamo il caratteristico mercatino del Gioved&amp;amp;#236; dove ancora oggi i berberi vengo a fare scambi delle loro merci con l’antica arte del baratto. Veniamo assaliti da colori e odori di un mondo diverso, antico ma vero, la vita qui ha un valore e un tempo da noi ormai dimenticato, i mercanti, i venditori di souvenir sembra preferiscano parlare conoscere che effettivamente vendere i loro prodotti, gente semplice e sincera. Qui facciamo i nostri acquisti  spendendo tutto quello che non abbiamo speso nei giorni precedenti. Finalmente dormiamo in albergo, in un letto vero con un bagno dove possiamo farci una bella doccia calda. Ceniamo al Chez Magic e dopo cena andiamo da Lotfi conosciuto nel pomeriggio nel suo  negozio di souvenir, &amp;amp;#232; un chiacchierone e gli piace la compagnia ci racconta un sacco di cose, &amp;amp;#232; un’ artigiano e con niente sa fare di tutto suona uno stranissimo strumento ricavato da pelle ossa e corna di pecora… direi potrebbe essere una cornamusa, anche se devo dire la verit&amp;amp;#224;, una cornamusa non l’ho mai vista ! Domani ci aspetta una bella tirata. Sveglia alle 6 per arrivare a Tunisi in orario, si passa per El Hamma, Gabes e da qui al porto per l’imbarco. 685 km di lungo trasferimento e con gli occhi tristi guardiamo Tunisi che si allontana piano piano.

Scritto da Gi&amp;amp;#242; e Luca&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_3393.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;El Bibane&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=1703&amp;user=Rollers"&gt;Rollers&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>Rollers</dc:creator><category>TUNISIA</category><pubDate>Sun, 29 Apr 2007 12:03:31 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_3393.ashx</guid></item><item><title>Via Del Sale, Alpi, Liguria - Piemonte</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_3390.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_3390.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/1703/3390/26392.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;ITALIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 3 e 4 Luglio 2004 la nostra associazione ha organizzato un’ escursione di due giorni sulla Via del Sale,  nel totale oltre 100 km. di Off Road, con partenza da Ventimiglia e arrivo a Limone Piemonte. L’organizzazione visto l’alto numero di partecipanti, oltre 30, ha schierato per l’evento tre veicoli Pick Up assistenza, attrezzati con officina mobile e attrezzature complete per disincaglio e recupero mezzi, con 5 accompagnatori.
Vista la bella stagione, il ritrovo &amp;amp;#232; stato organizzato nei pressi della spiaggia di Ventimiglia, dove i partecipanti hanno avuto modo di rinfrescarsi prima di affrontare le piste che si inerpicano sulle Alpi che dividono l’Italia dalla Francia,  forse non era neppure necessario rinfrescarsi …..abbiamo trovato addirittura la neve!!!!!! Il gruppo &amp;amp;#232; decisamente al completo ci sono giovanissimi, giovani,  adulti e  senior  pi&amp;amp;#249; la cagnolina  Kelly mascotte del gruppo e un suo spasimante il carlino Duke. Ore 12.00  si parte dal mare per raggiungere il rifugio, che al nostro arrivo viene subito avvolto dalla nebbia, la temperatura si fa fresca , ma  il caff&amp;amp;#232; non &amp;amp;#232; male. Dopo la breve sosta al rifugio, si mettono le ruote sullo sterrato, la pista &amp;amp;#232; una stretta mulattiera che si affronta senza grosse difficolt&amp;amp;#224;. Una forte salita iniziale, molto sconnessa, obbliga all’inserimento delle ridotte  per chi dispone di meno cavalli,  gi&amp;amp;#224; da qui &amp;amp;#232; necessario prestare attenzione al bordo della carreggiata a strapiombo su altezze vertiginose. Salendo in quota,  dopo una ventina di km., si arriva all’ex Caserma degli Alpini. Sono le 16.30 circa e qualche raggio di sole fa capolino.  Prima di  preparare il campo si provano i mezzi, anche perch&amp;amp;#233; domani ci saranno numerosi passaggi  impegnativi. La zona si presenta come una vera palestra per i nostri PILOTI , ci sono forti pendenze e irti salite, i motori scalpitano e i cavalli nitriscono alla grande. Piantiamo le tende per la nottata e ,ovviamente, si alza il vento e si abbassa repentinamente la temperatura. I pi&amp;amp;#249; giovani vengono insigniti del ruolo di “boscaioli”  e partono alla ricerca di  legna gi&amp;amp;#224; secca per la braciolata.
Ore 19.00 si comincia a preparare l’ampio braciere anche perch&amp;amp;#233; ci sono ben 35 kg di carne da cuocere!!!! I “boscaioli” sono di ritorno, l’ormai veterano Luca si &amp;amp;#232;  portato addirittura il caschetto antinfortunistico…… il carico di legna &amp;amp;#232; abbondante. Si accende il fuoco  ed in breve una bella brace &amp;amp;#232; pronta, si preparano le griglie, si imbandisce la tavolata e ci si abbuffa di carne alla brace  con appetitose salsine, il tutto affiancato da fiumi di Barbera, servizio al tavolo effettuato dal “cameriere di Sala” Manuel. Ci vorrebbe un buon caff&amp;amp;#232;, ma le caffettiere sono poche quindi tanto vale digerire tutti con la mitica Booka (grappa tunisina),il liquore di caff&amp;amp;#232;, la Grappa di Prosecco e  la Sambuca. Attirati dal profumo della nostra grigliata e dal baccano che si stava facendo, si aggregano a noi  dei “vicini” accampati nella piana sottostante anche loro hanno un “fedele” amico, una bellissima dobermann che socializza volentieri. La serata si conclude con qualche accenno di “ciucca”e qualche astemio infreddolito, ma sicuramente tutti pi&amp;amp;#249; che sazi e soddisfatti. La notte &amp;amp;#232; lunga ed accade di tutto nell’accampamento il piccolo Duke  russa quasi come un Grande Orso,  i  pi&amp;amp;#249; ” piccoli” che dapprima erano entusiasti di dormire in tenda vanno a dormire in auto, la maggior parte degli uomini , che per  risparmiargli la figuracce eviteremo di nominare, fanno rumori…… “esplosivi”ed in sottofondo sempre i campanacci delle pecore che si aggiravano in zona. Superata la nottata si fanno le somme e purtroppo Claudia e Valeria non stanno troppo bene , probabilmente il troppo freddo le ha un po’ disturbate. Da temerarie dicono che ci si pu&amp;amp;#242; mettere in marcia tranquillamente, quindi alle nove  dopo la colazione e la bonifica accurata di tutta la zona, portando via rifiuti nostri e non solo ….. si riparte. Iniziamo con una mulattiera in discesa, molto polverosa e sconnessa, con stretti tornanti che obbligano i mezzi pi&amp;amp;#249;  lunghi a manovrare ad ogni curva, poi la pista si addentra in una fitta foresta. Qui il fondo diventa, a tratti, pi&amp;amp;#249; morbido vista la parte in ombra si trova  anche qualche pozza d’acqua, si prosegue su tratti rocciosi fino a sbucare in direzione del Passo Saccarello a quota 2145 dominata dalla statua del Redentore. Il Redentore sovrasta una vallata  coperta di azalee selvatiche, &amp;amp;#232; mezzogiorno e gi&amp;amp;#224; che qualche raggio di sole sbuca tra le nuvole decidiamo di pranzare. I senjor sono sicuramente i pi&amp;amp;#249; attrezzati in  “cucina” e  preparano dell’ottimo caff&amp;amp;#232; per tutti . Si riparte  e il percorso comincia a farsi veramente impegnativo, in molti punti i passaggi sono di misura per il transito dell’auto, le ruote di sinistra strisciano contro le rocce mentre quelle di destra sfiorano il bordo pista che si affaccia, in alcuni tratti, su strapiombi di parecchie centinaia di metri, ma proprio questi offrono dei paesaggi impareggiabili, la natura qui &amp;amp;#232; stata davvero generosa. Si  prosegue con le ridotte, ma ad andatura costante, gli equipaggi sono tutti molto preparati, non ci sono intoppi, anche Giacomo,  neofita del Fuoristrada, affiancato dal suo navigatore, si sta divertendo ed &amp;amp;#232; soddisfatto del suo L200 di tre mesi, mezzo messo anche a disposizione del gruppo  per la raccolta rifiuti (grazie). Si fanno diverse soste per le foto, per  le riprese  e per far sgranchire le zampette di Kelly e Duke. Stiamo procedendo in direzione Limone Piemonte ed attraversiamo la zona Carsica, qui la roccia ha sostituito il verde, ma l’erosione del vento e dell’acqua l’ha lavorata talmente bene da renderla ai nostri occhi  un’immensa scultura. Siamo sempre pi&amp;amp;#249; in  alto e la temperatura si  &amp;amp;#232; abbassata ulteriormente, in molti punti infatti  tutti Mitsubishi, Toyota , Nissan, Daihatzu … … hanno dovuto superare la prova “neve”, s&amp;amp;#236; &amp;amp;#232; proprio cos&amp;amp;#236;, c’&amp;amp;#232; ancora la neve!!!!! Anche qui tutti promossi  perfino Max gommato da sabbia……&amp;amp;#232; sempre il solito, ormai lo conosciamo, effettivamente  per&amp;amp;#242; anche Morena la sua “meccanica” di fiducia era un po’ preoccupata. Claudio e Margherita rimangono un pochino indietro per filmare  il transito degli altri fuoristrada, ma non sono i soli a guardare  c’&amp;amp;#232; anche una coppia di marmotte molto incuriosita che osserva ci&amp;amp;#242; che succede intorno a se. Claudio immediatamente spegne il motore dell’ L200 ed addirittura fa spegnere il rumoroso frigorifero a Margherita, cos&amp;amp;#236; riesce ad immortalare questa originale “coppietta”. E’ pomeriggio inoltrato, raggiungiamo un laghetto attorniato  da  immancabili splendide azalee selvatiche. Si va avanti  si deve arrivare a Limone  e ci si arriva alle 17.00 circa  qui iniziamo la discesa sulle ripide piste sciistiche che ci fanno raggiungere il fondovalle e il veloce asfalto che ci riconduce a casa. Di prove difficili in questa “due giorni”  se ne sono superate non poche e la tensione accumulata nei passaggi di misura a strapiombo viene scaricata tutta in pochi minuti. 

BRAVI E COMPLIMENTI A TUTTI
Margherita Fenelli
www.rollersadventures.com
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_3390.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Via Del Sale&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=1703&amp;user=Rollers"&gt;Rollers&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>Rollers</dc:creator><category>ITALIA</category><pubDate>Fri, 27 Apr 2007 22:23:22 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_3390.ashx</guid></item><item><title>Borj El Kadra, Sahara, Sahara</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_3387.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_3387.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/1703/3387/26144.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;TUNISIA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rollers Adventures

“From Genoa to Borj El Kadra” per i bambini del deserto 2002

Che dire, i viaggi africani sono sempre una grande esperienza ogni chilometro percorso ci arricchisce donandoci paesaggi e sensazioni che difficilmente si possono trovare altrove.
Questo viaggio e stato sicuramente diverso perch&amp;amp;#233; ci ha permesso di poter interagire con il mondo circostante e non di fare solo la parte degli spettatori. 
La scuola per bambini sordo muti di Douz &amp;amp;#232; stata la nostra prima meta: Il responsabile fondatore della struttura parlava solamente arabo; solo grazie al preside e ad alcuni suoi collaboratori siamo riusciti nel nostro intento. La comunit&amp;amp;#224; composta da bambini sull’et&amp;amp;#224; che variava dai 5 ai 11 anni circa, &amp;amp;#232; salita al settimo cielo quando si &amp;amp;#232; vista recapitare una valanga di materiale didattico. Noi invece tutti con un “nodo in gola” abbiamo dovuto deglutire alcune volte prima di riuscire a formulare una semplice frase, ma soprattutto a capire che a soli 2500 km da casa nostra c’&amp;amp;#232; tanta gente che ha bisogno di un serio aiuto.
Ci siamo messi in cerchio e alcuni secondi dopo il fondatore, vestito con tipici abiti locali, ha intrapreso il racconto narrante la storia della fondazione della struttura, tutto  in lingua araba; alle sue spalle alcuni docenti della scuola, al suo fianco il preside che traduceva in francese quello che diceva il fondatore.
Una marea di foto hanno documentato la nostra voglia di aiutare i giovani tunisini studenti nella struttura.
Douz, cittadina meravigliosa, li c’&amp;amp;#232; gente che potrebbe insegnarci molte regole che oramai noi europei ci siamo dimenticati: la lealt&amp;amp;#224; e la sincerit&amp;amp;#224;, la calma e virt&amp;amp;#249; del vivere con l’indispensabile e non con il superfluo.
Il giorno dopo ci siamo recati al caff&amp;amp;#232; “le Port Du Desert” dove ad offrirci una confortevole ospitalit&amp;amp;#224;, vi era Ahmed Boual&amp;amp;#236;. 
Il nostro amico da vecchia data, dopo averci offerto un caldo piatto di Cous Cous, ci ha accompagnati via dune di sabbia al caff&amp;amp;#232; di Bir Soltane dove un amico gi&amp;amp;#224; ci aspettava perch&amp;amp;#233; a Douz era gi&amp;amp;#224; partita la notizia del nostro arrivo.
La consegna del materiale &amp;amp;#232; purtroppo avvenuta con il buio perch&amp;amp;#233; purtroppo il tratto di dune che univa il Caff&amp;amp;#232; “Du Desert e Bir Soltane” erano tagliate a sfavore rispetto il nostro senso di marcia.
Dopo un caldo th&amp;amp;#232; alla menta e un paio di caff&amp;amp;#232;, ci siamo riportati al caff&amp;amp;#232; di Ahmed dove dopo aver riposato nella nottata nella sua struttura, al mattino di buon ora ci siamo messi in marcia per Borj el kadra.
Prima di raggiungere Borj El Kadra per un semplice disguido tecnico inerente i permessi per accedere al sud, ci siamo recati a Tataouine dove abbiamo perso un giorno intero per lo svolgimento dell’iter burocratico.
Raggiunta un paio di giorni dopo la comunit&amp;amp;#224; di Borj El Kadra, l’accoglienza &amp;amp;#232; stata magnifica; il nostro gruppo ormai conosciuto da alcuni  dei capovillaggio &amp;amp;#232; stato accolto con festa e danze tipiche, ma soprattutto originali, il tutto contornato da una bella tavolata imbandita  di cibarie varie.
La distribuzione del materiale di vestiario e stata affidata all’amico Douh che con grande generosit&amp;amp;#224; ci ha donato 4 rose del deserto da circa 35 kg l’una.
Nella comunit&amp;amp;#224; di Borj El Kadra vivono numerose famiglie con decine di bambini di et&amp;amp;#224; compresa tra i 3 e 10 anni. Quest’ultimi abitano a circa 400 km dalla prima citt&amp;amp;#224; civilizzata, (premetto che secondo me loro sono pi&amp;amp;#249; civili di tutti noi) raggiungibile dalla famosa pipeline o dalle catene di dune che danno il nome al Grand Erg Orientale del deserto del Sahara.
E’ proprio da li che con i nostri fuoristrada abbiamo raggiunto El Borma  e  subito dopo al pozzo di Bir Awin dove abbiamo incontrato un gruppo di Tuareg che provenivano dall’Algeria e che stava facendo abbeverare i loro cammelli.
Appena spenti i motori delle nostre auto, il pi&amp;amp;#249; giovane dei Tuareg si &amp;amp;#232; avvicinato a noi con una brocca metallica e dopo aver sussurrato delle parole in dialetto ci ha offerto del latte di cammella appena munto. Abbiamo pensato che lo scambio con un pacco di biscotti italiani, un imbuto in plastica per travasare l’acqua, e diversi vestiti per i loro bambini, fosse la cosa pi&amp;amp;#249; indicata alla circostanza. Un’esperienza unica!
La risalita dell’Erg &amp;amp;#232; stata dura ma finalmente eccoci.
Siamo arrivati a Ksar Ghilane dove dopo aver cercato per circa &amp;amp;#189; ora la scuola finalmente l’abbiamo trovata.
Una minuscola struttura collocata nella vera Ksar Ghilane, e cio&amp;amp;#232; quella vecchia e non quella turistica,  ospitava 7 bambini che al nostro arrivo stavano disegnando.
Il professore, molto diffidente nei nostri confronti, ha stabilito un contatto pacifico con la nostra organizzazione solamente dopo aver capito che noi eravamo li a consegnare diverso materiale scolastico, solamente perch&amp;amp;#233; credevamo in quello che stavamo facendo. Lui pensava che le fotografie che abbiamo scattato fossero un mezzo per documentare la loro inferiorit&amp;amp;#224; (strutturale e economica) rispetto a quella europea. 
Salutata la piccola comunit&amp;amp;#224; di Ksar Ghilane  ci siamo diretti, via sabbia, a Douz facendo obbligatoriamente una lunga sosta al caff&amp;amp;#232; “le port du desert” dal nostro amico Ahmed.
Resoconto del resoconto:
Abbiamo individuato numerose cittadine arroccate tra Matmata e Tataouine, gente che vive dell’essenziale, luoghi dove i bambini vanno a scuola senza penne ne quaderni, ma ancor pi&amp;amp;#249; grave senza scarpe.
Abbiamo contattato diverse scuole per bambini in et&amp;amp;#224; elementare e media; abbiamo trovato comunit&amp;amp;#224; di gente che vive di pastorizia, gente che lavora il grano con la macina in pietra; famiglie con numerosi bambini che si privavano del loro cibo per offrirci un pezzo del loro pane, abbiamo trovato tanta ricchezza nella loro anima; abbiamo conosciuto marginalmente cosa vuol dire vivere la povert&amp;amp;#224;, ma abbiamo conosciuto cosa vuol dire amare il prossimo.

Il nostro gruppo torner&amp;amp;#224; a marzo 2003 per una nuova missione.

Lorenzo Bonacorsi, Margherita Fenelli &amp;amp;amp; Claudio Coletta
www.rollersadventures.com
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_3387.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Borj El Kadra&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=1703&amp;user=Rollers"&gt;Rollers&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>Rollers</dc:creator><category>TUNISIA</category><pubDate>Fri, 27 Apr 2007 13:34:01 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_3387.ashx</guid></item><item><title>Sabbie del Sud, Sahara, Sahara</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_3391.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_3391.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/1703/3391/26415.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;TUNISIA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Recensione scritta dai partecipanti ad un viaggio Rollers Adventures.

Siamo un gruppetto di amici amanti del Sahara tutti appassionati di Land Rover, avevamo accettato con entusiasmo il viaggio in Libia che doveva essere organizzato dal Registro italiano Land Rover, immaginarsi la delusione quando meno di un mese prima della partenza la Land fa marcia indietro e annulla il viaggio! Presi per&amp;amp;#242; da sacro fuoco desertifero, dopo varie ricerche troviamo l’agenzia che ci propone la Tunisia; decisione rapida, si accetta. A posteriori: OTTIMA DECISIONE.
Partenza tranquilla, mare calmo, i soliti discorsi, la solita noia, i soliti documenti.
Arrivo a Tunisi in tarda serata e partenza immediata… Prima Tappa Kairouane: cena e pernottamento. Il giorno successivo, partenza alle 8 Altro asfalto fino a Tataouine.
Rifornimenti di carburante: Gasolio per le macchine, benzina per le moto, pane e frutta per noi. Stiamo puntando decisamente a sud ma i rifornimenti ci hanno fatto tardare e, poco dopo, decidiamo di uscire dall’asfalto e fare il primo campo, proviamo per la prima volta la modifica alla Range adattata a &amp;amp;#171;Camper&amp;amp;#187;, “suite”, secondo me. L’allestimento &amp;amp;#232; rapidissimo e il confort ottimo,confermato anche al mattino dopo la sveglia siamo riposati e per nulla “acciaccati”, direi forma ottima. Si tenta di ripartire piuttosto presto ma non c’&amp;amp;#232; verso! Questa mattina &amp;amp;#232; una moto che ha deciso di fare i capricci. Alle 9 circa si riparte. Siamo sulla pista sassosa in direzione di Borj Bourguiba; tutto procede tranquillamente, si scherza e si ride comunicando tra noi via radio. Al fortino, controllo documenti, distribuzione sigarette, sorrisi e si riparte, sempre direzione sud. Siamo su di una pista sassosa , arriviamo ad un altro fortino (Bori Jenin). Visitiamo la sorgente. Si fa tardi e cerchiamo un posto per accamparci. Insabbiamento quasi collettivo. Siamo al 31/12 e programmiamo il saluto al vecchio anno e i festeggiamenti al nuovo. Cena con lenticchie e cotechino, spumante, baci abbracci e siamo decisamente stanchi decidiamo di non aspettare la mezza notte per i fuochi artificiali di prammatica. Alle dieci iniziano i botti, i saluti, gli abbracci. Il satellitare &amp;amp;#232; sotto pressione per i saluti agli amici e parenti in Italia. Al mattino si riprende; un po’ di dunette poi la pipe line, sempre in direzione sud, obbiettivo: Borj El Khadra, ma ci arriveremo domani. Intanto siamo su quella che sembra una strada. Illusione. Bastano pochi chilometri e se non acceleriamo l’andatura corriamo il rischio di vedere i bulloni dei nostri fuoristrada precederci staccati per&amp;amp;#242; dalle macchine. Alt! Fermi tutti. La prima foratura. Si tratta di Paolo. Ha la mania di stare avanti a tutti e qualche ghignetto si vede quando lo superiamo per fermarci per&amp;amp;#242; subito dopo ad aiutarlo a cambiare la ruota. Roberto offre dei mon-cheri alle signore. Povero illuso se pensa che non ne approfittiamo anche noi maschietti. Risultato la scatola finisce in un baleno. Siamo sempre sulla pipe, ma quando finisce il Toule Ondul&amp;amp;#232; inizia una serie di grosse dune di sabbia portate dal vento, alcune vengono superate con facilit&amp;amp;#224;. Nicola ha ceduto il volante a Rossella,  Guido viaggia fuori sulla sabbia per evitare i sassi e quando si trova il percorso sbarrato rientra sulla pipe senza guardare, Rossella inchioda, l’incidente &amp;amp;#232; evitato, ma Rossella ha immerso il muso della discovery nella sabbia fino al radiatore. Si spala, si tirano fuori le strop per posizionare una vettura trainante su terreno solido.
Poi  Bir Pistor  al confine con la Libia, villaggio berbero abbandonato da tempo.
Proseguiamo alla volta di Borj el Kadra dove facciamo rifornimento per la “cambusa”, assistiamo al confezionamento e cottura del pane da parte di un tunisino, possiamo ammirare delle magnifiche rose del deserto. Qui l’acqua &amp;amp;#232; in abbondanza, approfittiamo per lavarci ed eliminare un po’ di quella sabbia che abbiamo accumulato sui capelli e sulla pelle. Nel primo pomeriggio si riparte; siamo diretti alle sabbie del’Erg Abiod. La sera arriva presto e ci fermiamo per il campo. Al mattino si riparte, ci sono solo dune e sabbia, il divertimento &amp;amp;#232; assicurato da insabbiamenti vari.  Il gasolio scarseggia e puntiamo diritti su El Borma, gli ultimi chilometri li facciamo seguendo una  pista sabbiosa . Rifornimento di carburante per le fuori strada e per le persone. Si riparte subito, facciamo a ritroso una parte della pista  poi ci addentriamo sulle dune, il primo cordone viene superato tranquillamente anche se con diverse insabbiature; al secondo cordone quando ormai siamo quasi in cima, Guido, in un salto, si pianta con il muso della Defender, la maggiolina si stacca quasi per intero. Tutti fermi per riparare alla meno peggio i danni. Quando si riparte Nicola sale sul paraurti posteriore del fuoristrada di Roberto, era quasi certo, viene sbalzato a terra e un piede prende una storta terribile. Questa volta siamo ancora fermi per controllare i danni al piede di Niki. Per fortuna &amp;amp;#232; il sinistro. Ma prima che possa adoperarlo ancora, &amp;amp;#232; stato necessario una fasciatura e iniezione antidolorifica. Anna (medico) dice che probabilmente non c’&amp;amp;#232; rottura ma avrebbe bisogno di riposo. Intanto il tempo passa e continuare per il percorso programmato diventa difficile. Bisogna rifare la tabella di marcia. Si riparte, Nicola riesce a guidare con qualche difficolt&amp;amp;#224;. Ci dirigiamo verso la pista. Campo in mezzo alle dune. Al mattino raggiungiamo la pista e dalla radio Claudio avverte –macchina in senso contrario-  sono le macchine della “Parigi Dakar”. Ad intervalli, incrociamo moto, macchine, camion. Paola dal cb continua a segnalare tutte le macchine che incrociamo; non servirebbe visto che ormai lo sappiamo tutti, ma lei continua. Finalmente si sente sempre da cb –“radioMaria” lo sappiamo- ma Paola continua imperterrita a segnalare moto, camion, sassi, cunette, macchine. Solo il giorno dopo si azzittir&amp;amp;#224; dopo che al campo l’abbiamo presa in giro un po’ tutti.
Ad un tratto sopra la pista un aereo, poi un elicottero e a lato pista un gazebo : &amp;amp;#232; un posto di controllo della “Parigi Dakar”; naturalmente ci fermiamo per le foto di rito. 
Riprendiamo il viaggio e seguiamo la pipe line ma la pista quasi non esiste. Seguiamo le due tubazioni avvicinandoci od allontanandoci in funzione delle condizioni del fondo. Rifornimento di carburante nel deposito di Kamour. Si prosegue sempre lungo le tubazioni della pipe line. Poi si devia in direzione di Kasar Ghilane. L&amp;amp;#236; troviamo tutta la carovana delle Nissan che partecipano alla “Parigi-Dakar” , &amp;amp;#232; il loro giorno di riposo. Al mattino si riparte, ma altra gomma quasi a terra, dovr&amp;amp;#242; viaggiare fermandomi ogni tanto a gonfiarla, l’altra, quella di scorta &amp;amp;#232; riparata alla meno peggio e voglio adoperarla solo in caso di vera emergenza. Stiamo dirigendo su Matmata.
Ma ormai il viaggio pu&amp;amp;#242; dirsi concluso, il giorno successivo una lunga corsa su asfalto fino a Hamamet, visita alla medina, altro pernottamento poi direzione Tunisi per l’imbarco e raggiungere Genova.
Qui i soliti saluti abbracci e propositi di ripetere l’esperienza quanto prima. In effetti un gruppetto limitato nel numero e tutti con esperienze in comune &amp;amp;#232; effettivamente quanto di pi&amp;amp;#249; razionale si possa trovare per viaggi di questo tipo.
 
Un sincero ringraziamento alle guide Margherita Fenelli e Claudio Coletta, che anche se poco nominati in queste righe, sono stati sicuramente la colonna portante di tutto il viaggio.
www.rollersadventures.com&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_3391.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Sabbie del Sud&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=1703&amp;user=Rollers"&gt;Rollers&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>Rollers</dc:creator><category>TUNISIA</category><pubDate>Fri, 27 Apr 2007 23:30:16 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_3391.ashx</guid></item><item><title>Waw An Namus, Sahara, Sahara</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/libyan arab jamahiriya/diario_di_viaggio_libyan arab jamahiriya_3384.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/libyan arab jamahiriya/diario_di_viaggio_libyan arab jamahiriya_3384.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/1703/3384/26117.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;LIBYAN ARAB JAMAHIRIYA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Waw An Namus 1998-1999

“Visto questo, abbiamo visto tutto!” Queste sono le uniche parole, che ci sono uscite dalla bocca, quando, giunti sulla cresta del cratere esterno, ci siamo trovati davanti in tutta la sua maestosit&amp;amp;#224; il “Waw An Numus”.

Il vulcano, era la meta del nostro percorso ma il viaggio era iniziato da molto pi&amp;amp;#249; lontano, da Shaba, dove ci siamo concessi una notte in albergo per partirne poi molto presto in direzione dell’oasi di Murzuk. L&amp;amp;#236; finalmente abbiamo lasciato l’asfalto per addentrarci nell’omonimo deserto. Non sono state poche le difficolt&amp;amp;#224;, per superare le severe dune del Murzuk!!!!!!. Due i giorni di viaggio per raggiungere Al Katrun, dove abbiamo scattato una bella foto con un gruppo di ragazzini saliti sul cassone del Pik Up e dove avremmo dovuto effettuare il pieno di carburante e acqua,  per raggiungere il Namus, ma come pu&amp;amp;#242; accadere da queste parti…….. “gasolio finito” fu la risposta che c’&amp;amp;#232; stata data dal benzinaio.
Il percorso tracciato sulle nostre carte, prevedeva Sud-Est direzione Al Wigh e poi Est direzione Namus, ma era impensabile con il carburante rimastoci. La riserva nei serbatoi, era tale per&amp;amp;#242; da permetterci una deviazione in direzione di Tajri, una piccola comunit&amp;amp;#224; spersa nel deserto a meno di 100 Km a Sud verso il Niger e cosi abbiamo fatto. Giunti nella polverosa piazza del villaggio troviamo ad attenderci la Polizia per il consueto controllo documenti, il distributore ed un folto gruppo di locali che ci salutano.
Riempiti i serbatoi e le taniche siamo pronti, paghiamo pochi Diram per litri e litri di carburante e ci rimettiamo in marcia. A noi si unisce un Pik Up militare che ci supera, lo ritroviamo poco pi&amp;amp;#249; avanti in panne, rallentiamo e offriamo il nostro aiuto. L’autista ringrazia, ma non sembra essere preoccupato tocca qualche filo e il vecchio Toyota si risveglia sbuffando si rimette in marcia, ci ricupera, lo troviamo poi, parecchi Km pi&amp;amp;#249; avanti nei pressi di un passaggio obbligato in mezzo a cordoni di filo spinato, dove due guardie molto cordiali, ci aprono una sorta di malandata sbarra che delimita la zona militare.
Proseguiamo ancora qualche km e troviamo su di una collinetta l’ultimo avamposto, i militari ci salutano, ricambiamo con un colpetto di clacson. 
D’ ora in poi non abbiamo pi&amp;amp;#249; incontrato nessuno, ci siamo solo noi direzione Namus. Il percorso &amp;amp;#232; a tratti duro, a tratti tecnico. Tre i giorni di viaggio molto intensi, tramonti unici, paesaggi indimenticabili e un simpatico incontro con un Fennek. Ci si presenta davanti una pianura di Fesh Fesh veramente difficoltosa, che sembra non finire mai, &amp;amp;#232; una sabbia finissima, molto simile al borotalco. Qui bisogna tenere la pi&amp;amp;#249; alta velocit&amp;amp;#224; possibile per non affondare.
E’ l’alba del terzo giorno, quello decisivo, oggi raggiungeremo il vulcano, si fa una colazione veloce leviamo le tende e ci avviamo. Viaggiamo gi&amp;amp;#224; da qualche ora quando giungiamo su di un banco di conchiglie fossili, vecchie di millenni, scendiamo tutti dai mezzi facciamo due passi, approfittandone per sgranchire le gambe.  Vi sono migliaia di conchiglie, alcune molto grandi, basta scavare pochissimo sotto la sabbia, per trovare esemplari perfettamente conservati.  A testimonianza di una vita che fioriva decine di millenni fa, in questi luoghi osserviamo anche numerosi pezzi di legno fossile, pietrificato e addirittura degli utensili di pietra abilmente lavorati. Girando lo sguardo a 360 gradi non si vede che sabbia e rocce, difficile immaginare queste sterminate valli coperte d’acqua e vegetazione, sembra davvero incredibile!
 E l’ora di rimetterci in marcia, siamo a parecchie decine di km dalla meta e gi&amp;amp;#224; si possono vedere pietre e macigni neri come il carbone, scagliati fin l&amp;amp;#236; dall’antica furia del vulcano. Pi&amp;amp;#249; ci avviciniamo e pi&amp;amp;#249; aumentano i segni tangibili delle antiche e potenti eruzioni, a circa dieci km la sabbia cambia improvvisamente  il suo colore, da paglierino diventa nero. Ci avviciniamo ancora iniziamo a salire, iniziamo a percepire odore di zolfo, la pendenza aumenta sempre pi&amp;amp;#249;, arriviamo sulla cima ed ecco apparire, in tutta la sua maestosit&amp;amp;#224;, il Waw An Namus. Siamo sul bordo che &amp;amp;#232; largo circa 30 mt a forma di anello, con il diametro di circa 5 km,  al centro esatto c’&amp;amp;#232; un altro cono pi&amp;amp;#249; piccolo, forse pi&amp;amp;#249; recente, tutto intorno alcuni splendidi laghi, tutti di  un  colore diverso, circondati da canneti e palme, tutto questo nel centro del Sahara libico, questo, dopo aver viaggiato per centinaia di km nel deserto, rende lo spettacolo pi&amp;amp;#249; che mai incredibile; non bastano le parole o le  immagini riportate, per descrivere la sensazione che si prova. Ognuno di noi vive quel momento a modo suo, chi si siede a contemplare le immagini che gli scorrono davanti agli occhi chi, si sposta per godere di una migliore angolazione. Cos&amp;amp;#236;  facciamo anche NOI e……… sorpresa, la colorazione dei laghi cambia con il cambiare della prospettiva! FANTASTICO!!!!!!!!!!!!!!
Decidiamo di scendere a piedi all’interno del vulcano, il costone &amp;amp;#232; molto ripido poi, lentamente, si addolcisce, non si ci pu&amp;amp;#242; avvicinare troppo ai laghi a causa del fondo che, in prossimit&amp;amp;#224; di questi, diventa melmoso. Anche da qui il colpo d’occhio &amp;amp;#232; incredibile, le nere dune all’interno del vulcano, sono state  modellate dal vento in modo cos&amp;amp;#236; perfetto, che sembrano finte… sembrano montagne di panna montata… anzi, sembrano gigantesche meringhe… o ancora onde di un mare in tempesta…
Come avevo detto, ognuno &amp;amp;#232; libero di decifrare, le immagini che gli giungono, a modo suo, tutti siamo per&amp;amp;#242; d’accordo su di una cosa “visto questo abbiamo visto tutto”…

Claudio Coletta
Margherita Fenelli
www.rollersadventures.com&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/libyan arab jamahiriya/diario_di_viaggio_libyan arab jamahiriya_3384.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Waw An Namus&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=1703&amp;user=Rollers"&gt;Rollers&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>Rollers</dc:creator><category>LIBYAN ARAB JAMAHIRIYA</category><pubDate>Fri, 27 Apr 2007 09:20:09 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/libyan arab jamahiriya/diario_di_viaggio_libyan arab jamahiriya_3384.ashx</guid></item><item><title>Akakus e Owbari, Sahara, Sahara</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/libyan arab jamahiriya/diario_di_viaggio_libyan arab jamahiriya_3383.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/libyan arab jamahiriya/diario_di_viaggio_libyan arab jamahiriya_3383.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/1703/3383/26099.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;LIBYAN ARAB JAMAHIRIYA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Libia Akakus e Laghi…

La recensione di questo viaggio inizia dal confine libico, raggiunto dopo aver attraversato parte della bellissima e sempre accogliente Tunisia su asfalto.
Le formalit&amp;amp;#224; di dogana libiche sono abbastanza complicate, ma come sempre riusciamo ad entrare in territorio libico in met&amp;amp;#224; tempo rispetto ad altri gruppi, grazie all’assistenza doganale che ci viene data dai nostri collaboratori libici.
Una volta in marcia raggiungiamo Zouara l&amp;amp;#236; l’ostello offre un pavimento e un tetto, quanto basta per riposare.
Al mattino un bel sole ci fa ben sperare siamo riposati alcuni equipaggi non ben preparati accusano un po’ di stanchezza, ma  dobbiamo metterci in viaggio la tappa di oggi sar&amp;amp;#224; piuttosto lunga, passando per Tripoli raggiungeremo Ghadames una delle pi&amp;amp;#249; importanti oasi del Sahara.
L’asfalto corre per centinaia di chilometri in mezzo a paesaggi stupendi con incredibili montagne rocciose alternate a piatte distese che si estendono a perdita d’occhio.
Raggiungiamo Ghadames nella nottata. Al mattino seguente ci concediamo una visita alla citt&amp;amp;#224;. Ghadames fu fondata dai romani e divenne in breve tempo uno dei pi&amp;amp;#249; importanti nodi carovanieri sahariani e sede di importanti scambi commerciali, stupenda &amp;amp;#232; la citt&amp;amp;#224; vecchia costruita sotto il livello stradale in modo da creare ampie zone d’ombra per difendersi dalla calura del deserto.
Ci mettiamo in marcia nel primo pomeriggio, abbiamo rifornito Gasolio, Acqua e viveri freschi finalmente lasceremo l’asfalto appena fuori dal centro abitato gli aghi delle bussole girano con decisione verso sud in direzione dell’oasi di Ghat distante circa 700 Km. che percorreremo in completa autonomia.
Percorriamo una quarantina di km. nell’hammada un deserto molto duro, sassoso, piatto, volgendo lo sguardo a 360 gradi non si vedono confini, delimitazioni alcune, come in mare aperto.
Una foratura ad una vettura ci impone una breve sosta e ne approfittiamo per sgranchire un po’ le gambe.
Davanti a noi molto lontano vediamo qualcosa di strano una figura umana si muove di corsa nella nostra direzione si sbraccia, quando ci avr&amp;amp;#224; raggiunti capiremo che si tratta di un incauto viaggiatore che con il suo fuoristrada si era avventurato con moglie e figli nell’Hammada e al mattino l’amara sorpresa della batteria a terra erano bloccati dal giorno precedente, li facciamo immediatamente ripartire rabbocchiamo i loro serbatoi di acqua prelevandola dai mezzi assistenza ci sinceriamo delle loro condizioni di salute e li indirizziamo sulla giusta pista per il rientro a Ghadames, ringraziamenti e lacrime ovviamente si sprecano.
Continuiamo il nostro viaggio fra stupendi paesaggi difficili da descrivere, una foto o un racconto non possono trasmettere le emozioni che il deserto trasmette, li la natura &amp;amp;#232; padrona &amp;amp;#232; potente, li la si pu&amp;amp;#242; solo assecondare e si pu&amp;amp;#242; solo essere spettatori.
Nel tardo pomeriggio quando il sole colora in modo stupendo le rocce e la sabbia, molto stanchi ma appagati prepariamo il campo, un’ottima cena un rapido consulto alle carte per mostrare a tutti il punto raggiunto nel deserto e poi il meritato sonno.
Al mattino dopo aver rassettato il campo e l’ora di accendere i motori si parte ma una vettura si spegne dopo pochi metri, l’autista capisce quasi subito di aver un problema all’alimentazione del gasolio.
Si prospetta un’oretta di intenso lavoro per i meccanici dell’organizzazione che dopo aver svuotato e pulito tutto l’impianto fanno ripartire la macchina.
Davanti a noi distese di Serir incredibilmente vaste, passano le ore e in lontananza si iniziano a intravedere le imponenti dune dell’Erg di Awbari che con il passare delle ore si fanno sempre pi&amp;amp;#249; grandi e incredibilmente belle, doverosa una piccola preparazione tecnica e teorica per gli equipaggi alle prime armi, si sgonfiano i pneumatici per aumentare la capacit&amp;amp;#224; di galleggiamento dei fuoristrada e poi in marcia attraverso splendidi paesaggi dove quasi si cerca di passare in punta di piedi, quasi avendo paura di rovinare quelle opere d’arte modellate dal vento. Due giorni intensi dove la compagnia della spinta e chiamata pi&amp;amp;#249; volte a rimediare a qualche insabbiamento un po’ pi&amp;amp;#249; deciso da parte dei meno esperti.
Raggiungiamo Al Awainat dove faremo campo, il giorno dopo entreremo in quello che &amp;amp;#232; a ragione definito il pi&amp;amp;#249; grande museo d’arte a cielo aperto del mondo.
L’Akakus e una meraviglia della natura, giganteschi archi di roccia ed  incredibili montagne rocciose che emergono dalla sabbia di un forte colore rosso, sulle pareti erose dal tempo a testimonianza di un passato oramai remoto  splendidi graffiti e pitture rupestri rappresentano scene di caccia con animali di ogni specie, l’Akakus rappresenta pi&amp;amp;#249; di ogni altro posto, l’esaltazione sublime della sabbia e della roccia
Dopo due giorni indimenticabili ci lasciamo alle spalle l’Akakus per attraversare il Mathen Doush un fiume preistorico dove sulle sue pareti sono raffigurate scene di caccia e animali di ogni specie.
Le nostre bussole stanno puntando verso Nord Est fra poco infatti entreremo nuovamente nel deserto sabbioso di Awbari questa volta nella zona dei laghi che emergono dalle millenarie sabbie con imponenti dune che fanno da sfondo a paesaggi che sembrano usciti da quadri d’autore.
Anche qui la guida si fa pi&amp;amp;#249; impegnativa e nuovamente i meno esperti hanno bisogno di qualche aiuto. Avanzando lentamente fra le dune si scoprono paesaggi sempre nuovi mutevoli fino a che ci accorgiamo che le dune iniziano ad abbassarsi di altezza e di difficolt&amp;amp;#224; finche una pianura sabbiosa ci fa raggiungere rapidamente l’oasi di Sabha.
Li riprendiamo a malincuore l’asfalto che ci riporter&amp;amp;#224; in Tunisia durante il viaggio gi&amp;amp;#224; c’&amp;amp;#232; chi ne programma un altro perch&amp;amp;#233; come noi manifesta gi&amp;amp;#224; i sintomi del Mal D’africa… … …

Coletta Claudio e Margherita Fenelli&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/libyan arab jamahiriya/diario_di_viaggio_libyan arab jamahiriya_3383.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Akakus e Owbari&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=1703&amp;user=Rollers"&gt;Rollers&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>Rollers</dc:creator><category>LIBYAN ARAB JAMAHIRIYA</category><pubDate>Thu, 26 Apr 2007 23:13:50 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/libyan arab jamahiriya/diario_di_viaggio_libyan arab jamahiriya_3383.ashx</guid></item></channel></rss>