﻿<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:trackback="http://madskills.com/public/xml/rss/module/trackback/"><channel><title>ViaggiScoop.it, I viaggi di anelim</title><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=22&amp;user=anelim</link><description>I miei viaggi inseriti su www.viaggiscoop.it</description><dc:language>it-IT</dc:language><managingEditor>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</managingEditor><webMaster>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</webMaster><copyright>Copyright 2004-2026 ViaggiScoop.it</copyright><generator>ViaggiScoop.it RSS generator v1.1</generator><image><title>ViaggiScoop.it</title><url>http://www.viaggiscoop.it/image/logo_RSS.gif</url><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=22&amp;user=anelim</link><width>103</width><height>26</height></image><item><title>Madagascar, il respiro della terra, Diego Suarez, Nosy Be</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/madagascar/diario_di_viaggio_madagascar_9523.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/madagascar/diario_di_viaggio_madagascar_9523.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/22/9523/96205.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;MADAGASCAR, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/madagascar/diario_di_viaggio_madagascar_9523.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Madagascar, il respiro della terra&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=22&amp;user=anelim"&gt;anelim&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>anelim</dc:creator><category>MADAGASCAR</category><pubDate>Fri, 29 Oct 2010 23:36:59 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/madagascar/diario_di_viaggio_madagascar_9523.ashx</guid></item><item><title>Giordania, shway shway (piano piano, dolcemente)</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/giordania/diario_di_viaggio_giordania_227.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/giordania/diario_di_viaggio_giordania_227.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/22/227/1551.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;GIORDANIA, Medio Oriente&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VENTO DI GIORDANIA (resoconto breve)
Da tempo desideravo visitare la Giordania, ma considerazioni di vario tipo mi avevano fatto sempre rinunciare.
Ed invece, grazie ad un&amp;#39;offerta last minute, ecco, in una calda mattina d&amp;#39;agosto, la voce del muezzin mi sveglia ad Amman, la &amp;quot;citt&amp;#224; bianca&amp;quot;.
Le prime emozioni durante il viaggio verso il Nord Est del Paese; all&amp;#39;improvviso, come miraggi, ci appaiono i castelli del deserto: il silenzio &amp;#232; rotto dai sibili di un vento forte e costante.
La mattina dopo partenza per il Nord, verso il confine con Siria e Israele.
Sostiamo a Umm Qays, un villaggio montano che ospita le rovine dell&amp;#39;antica citt&amp;#224; di Gadara.
Dall&amp;#39;acropoli si assapora un vasto panorama: a sinistra il lago di Tiberiade, di fronte il confine con la Siria e le alture del Golan, con i territori occupati da Israele.
Un nodo di commozione mi prende alla gola; siamo nella terra in cui visse Ges&amp;#249; Cristo: qua vicino &amp;#232; il paese di Nazareth, laggi&amp;#249; la valle del Giordano; qui di fronte si comp&amp;#236; il miracolo della divisione dei  pani e dei pesci e proprio qui, a Gadara, Ges&amp;#249; aiut&amp;#242; gli indemoniati.
La semplicit&amp;#224; del villaggio, con le sue casupole bianche fra alberi di fico ed ulivo, crea un&amp;#39;atmosfera suggestiva, ed &amp;#232; molto facile immaginare una figura avvolta in teli di lino che, con i suoi calzari, calpesta queste antiche pietre.
Di corsa poi verso il  Sud, a visitare castelli fortificati, costruiti o dai musulmani del Saladino, o dai cavalieri crociati, per dominare e taglieggiare le vie carovaniere che si dirigevano alla Mecca, nonch&amp;#233; i pellegrinaggi cristiani verso Gerusalemme; tra le vecchie mura, le gallerie, le ampie scale delle antiche fortezze arroccate, quasi si avvertono echi di sanguinose battaglie.
E poi ancora Jerash, la &amp;quot;Pompei d&amp;#39;Oriente&amp;quot;, con la stupenda piazza ellittica e la Via delle Colonne; su un piccolo rilievo, il tempio dedicato ad Artemide, le cui colonne risplendono dorate alla luce del tardo pomeriggio e sembrano sfidare, con i capitelli corinzi miracolosamente intatti, l&amp;#39;azione del vento, l&amp;#39;onnipresente vento. 
Il giorno dopo lungo viaggio verso il Sud, alla volta di Petra.
Prima tappa, il monte Nebo, il monte dal quale Mos&amp;#232; contempl&amp;#242; la Terra promessa.
Il luogo ci colpisce subito per il silenzio e la sua semplicit&amp;#224;; dalla cima del colle, sulla terrazza naturale rinfrescata dal vento, si gode una splendida vista sulla valle del Giordano e sul Mar Morto; di fronte a noi Gerico, Betlemme e Gerusalemme.
Percorriamo ora la mitica Via dei Re, che segue il percorso del biblico esodo dall&amp;#39;Egitto degli ebrei.
Transitiamo sulla strada tortuosa, poi Mahdi, la nostra guida giordana, ci prepara ad un abile colpo di scena, invitandoci a chiudere gli occhi e a riaprirli ad un suo segnale.
Uno spettacolare e lunare canyon si apre ora improvvisamente davanti ai nostri occhi: ammirando il panorama mozzafiato su lande desolate, ancora una volta ci rendiamo conto dell&amp;#39;importanza della presenza /assenza dell&amp;#39;acqua e del vento per la Giordania.
Poi la Strada dei Re si apre su vallate e paesaggi pi&amp;#249; ampi e dolci, fino alla valle di Petra, la citt&amp;#224; dei Nabatei.
Il mattino seguente eccoci all&amp;#39;imbocco del siq, che quasi segretamente conduce all&amp;#39;interno della citt&amp;#224;; &amp;#232; da qui che Mahdi compie il suo capolavoro: entrando nella stradina tortuosa ci fa assaporare i silenzi, le infinite variazioni di luci e colori, le diverse atmosfere che si respirano, i mille particolari che, di solito, nell&amp;#39;ansia di arrivare al Tesoro, sono inavvertiti dalla maggioranza dei turisti.
Mahdi ci invita a seguire un ritmo rilassato, a notare con pazienza ed attenzione i contrasti fra luci ed ombre, i cambiamenti dei colori, a toccare l&amp;#39;arenaria, piacevolissima al tatto. 
Petra shway shway (piano piano, dolcemente), quindi.
Ora le rocce del siq si avvicinano e sembrano quasi chiudersi su di esso: &amp;#232; il momento di un&amp;#39;altra magia.
Mahdi ci invita a tenerci per mano e a procedere ad occhi chiusi: dopo pochi istanti, nella luce accecante del mezzogiorno, davanti a noi, imponente, il Tesoro.
E poi altri templi, tempietti, tombe che punteggiano le pareti di arenaria; montagne che sembrano liquefarsi al sole caldo, sciogliendo pian piano gli elementi architettonici che le decorano; mescolanze di colori che sembrano prodotte dall&amp;#39;azione armoniosa di un vento combinatore.
Poi saliamo verso il Monastero,  per spaziare con lo sguardo sulle vette delle montagne circostanti ed ammirare canyons e profonde vallate. 
Ed &amp;#232; il momento di Mahdi, il mistico.
Ottiene da noi cinque minuti di perfetto silenzio, durante i quali ascoltiamo la voce del vento sussurrare e gridare, di volta in volta, oscuri messaggi.
Torniamo sui nostri passi, senza far caso alla fatica, rivivendo le emozioni vissute.
Siamo grati a Mahdi per i momenti che ci ha offerto con gentilezza e attenta partecipazione.
Un vecchio beduino, seduto sulla sabbia, intona per noi un antico canto, accompagnandosi con la sua tradizionale &amp;quot;rababa&amp;quot; dall&amp;#39;unica corda.
Mahdi racconta la vita semplice e dignitosa di questa gente, il loro senso di libert&amp;#224;,  dell&amp;#39;onore e dell&amp;#39;ospitalit&amp;#224;...poi traduce per noi il canto beduino:
&amp;quot;E&amp;#39; il sole la nostra forza, 
&amp;#232; la luna la nostra bellezza,
&amp;#232; il deserto la nostra ricchezza.
Tenda nera,
ma cuore bianco.
Il colore del nostro sangue
&amp;#232; lo stesso della sabbia;
del profumo del nostro caff&amp;#232;
&amp;#232; rimasto solo roccia&amp;quot;
Il giorno dopo siamo in viaggio verso il &amp;quot;vasto, echeggiante e divino&amp;quot; Wadi Rum .
Con vecchi fuoristrada ci addentriamo in questo paesaggio difficile da descrivere: torrioni giganteschi, enormi monoliti di arenaria con la base di granito, che sembrano apparire dalla sabbia per incanto; sotto l&amp;#39;ombra di una grande acacia un bambino si riposa con il suo gregge di capre...
Riprendiamo la strada per il Nord, verso Amman.
Guardo con occhi nuovi la citt&amp;#224; al tramonto: sar&amp;#224; la strana luce del momento, sar&amp;#224; la consapevolezza che ci resta ancora poco tempo da passare in questo paese, ma ora mi sembra di comprendere molto di pi&amp;#249; sulla terra giordana e sul suo popolo.
Mentre prendiamo commiato, con nostalgia, da Amman, la citt&amp;#224; ci avvolge in un ultimo abbraccio, con la sua distesa immensa di case e casupole in pietra calcarea bianca, ammassate le une sulle altre.
Un grosso aereo militare sorvola il cielo a bassa quota, ricordandoci che venti di guerra soffiano molto vicini a noi; non qui, per&amp;#242;, dove un vento gentile sostiene in alto un aquilone.
E&amp;#39; questa, che portiamo con noi, l&amp;#39;ultima immagine di un paese che, tra tutti gli altri paesi arabi, si distingue per la gentilezza, la cordialit&amp;#224;, la sensibilit&amp;#224;, la dignit&amp;#224; del suo popolo; un paese straniero, da molti ritenuto a rischio, nel quale noi  abbiamo riconosciuto un paese amico.

 
Il vento proveniente dal Nord e dall&amp;#39;Ovest,
che porta ricordi di tempi passati 
e messaggi aspri di paesi vicini, 
al contempo lontani.
Il vento instancabile,
che plasma e rimodella
le citt&amp;#224; nascoste,
fra le pietre misteriose del Sud.
Il vento carico di suggestioni,
che sussurra parole di mistero
sulla cima di montagne 
e canyons dai mutevoli colori.
Il vento soccorrevole,
che accarezza la pelle infuocata
dal sole, nel deserto 
di arenarie sfarinate.

Il vento dolce e gentile 
della citt&amp;#224; bianca,
che sostiene in alto, al tramonto,
gli aquiloni dei bambini,
messaggeri di pace. 

&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/giordania/diario_di_viaggio_giordania_227.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Giordania, shway shway (piano piano, dolcemente)&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=22&amp;user=anelim"&gt;anelim&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>anelim</dc:creator><category>GIORDANIA</category><pubDate>Wed, 08 Dec 2004 09:17:55 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/giordania/diario_di_viaggio_giordania_227.ashx</guid></item></channel></rss>