﻿<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:trackback="http://madskills.com/public/xml/rss/module/trackback/"><channel><title>ViaggiScoop.it, I viaggi di scaragio</title><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=2411&amp;user=scaragio</link><description>I miei viaggi inseriti su www.viaggiscoop.it</description><dc:language>it-IT</dc:language><managingEditor>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</managingEditor><webMaster>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</webMaster><copyright>Copyright 2004-2026 ViaggiScoop.it</copyright><generator>ViaggiScoop.it RSS generator v1.1</generator><image><title>ViaggiScoop.it</title><url>http://www.viaggiscoop.it/image/logo_RSS.gif</url><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=2411&amp;user=scaragio</link><width>103</width><height>26</height></image><item><title>Alla Gente del Mali</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/mali/diario_di_viaggio_mali_11635.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/mali/diario_di_viaggio_mali_11635.ashx"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;MALI, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il viaggio &amp;amp;#232; stato organizzato tra amici tramite  Edon&amp;amp;#232;, una struttura italiana che si appoggiava esclusivamente a strutture gestite da gente del Mali.
Il viaggio si &amp;amp;#232; svolto tra Bamako, Segou, Djenne, Mopti e il Paese dei Dogon.
Il budget, compresi i voli da e per l&amp;#39;Italia si aggirava intorno a 1700 euro.&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/mali/diario_di_viaggio_mali_11635.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Alla Gente del Mali&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=2411&amp;user=scaragio"&gt;scaragio&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>scaragio</dc:creator><category>MALI</category><pubDate>Fri, 01 Mar 2013 14:50:42 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/mali/diario_di_viaggio_mali_11635.ashx</guid></item><item><title>Trekking nella valle dello Zanskar, Valle dello Zanskar, Manali,  Darcha, Ladhak</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/india/diario_di_viaggio_india_6279.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/india/diario_di_viaggio_india_6279.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/2411/6279/57385.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;INDIA, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viaggio organizzato in proprio con una guida francese, Johann Pavia. Alloggi in hotel modesti e in tenda durante il trekking. Abbiamo speso 2300 euro a persona tutto compreso. Il trekking nella Valle del fiume Zanskar, modestamente impegnativo, &amp;amp;#232; un&amp;#39;esperienza unica se vissuta con le persone giuste. Eravamo gi&amp;amp;#224; stati in Ladhak e ci siamo ritornati proprio per affrontare un trekking himalayano.&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/india/diario_di_viaggio_india_6279.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Trekking nella valle dello Zanskar&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=2411&amp;user=scaragio"&gt;scaragio&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>scaragio</dc:creator><category>INDIA</category><pubDate>Tue, 06 Jan 2009 16:56:15 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/india/diario_di_viaggio_india_6279.ashx</guid></item><item><title>Colori del Myanmar, Yangoon, Bagan, Mandalay, lago Inle, Keng Tung</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/birmania/diario_di_viaggio_birmania_3950.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/birmania/diario_di_viaggio_birmania_3950.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/2411/3950/31773.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;BIRMANIA, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Yangoon - Bagan:   dopo una breve notte di indispensabile riposo, alle 6 ci ritroviamo all’aeroporto. La zona delle partenze nazionali &amp;amp;#232; uno squallido stanzone impregnato dell’odore di spezie stantie che &amp;amp;#232; come il leit motiv di buona parte del sud-est asiatico. Nell’apparente caos di passeggeri e di bagagli, che ricorda una stazione di corriere degli anni ‘50, l’imbarco &amp;amp;#232; sorprendentemente rapido.
Con un volo breve e tranquillo, il Fokker della Bagan Air ci porta a Bagan. Dall’alto, il luogo &amp;amp;#232; accattivante: nella foresta verde e rigogliosa spicca il rosso di centinaia di pagode. Il sito archeologico, che risale al XII secolo, &amp;amp;#232; costantemente minacciato dalla foresta, precariamente arginata dagli sforzi dell’UNESCO; ma la selvaggia, straripante vitalit&amp;amp;#224; della natura, con la sua mortale minaccia, infonde un’anima di sottile malinconia nel luogo che, come un organismo vivente, &amp;amp;#232; in precario equilibrio su un sottile crinale d’ombre. Sembra incongruo che gli stranieri appaiano pi&amp;amp;#249; sensibili all’afflato panico e numinoso che spira dall’intrico di mattoni e radici. La nostra guida, ad esempio, mostra di non apprezzare alcuna differenza fra gli sciagurati templi di lamiera e cemento, sgangherati centunculi di sottocultura, ed il fascino di un’ispirazione religiosa autenticamente radicata nell’anima e nella storia popolare. Insomma, pi&amp;amp;#249; che materialmente povero, il Myanmar sembra deprivato spiritualmente, espropriato del suo passato, di quella consapevolezza storica, religiosa, culturale che, sola, protegge dall’accoglimento indiscriminato della paccottiglia straniera e dall’annullamento della coerenza artistica ed estetica senza cui non pu&amp;amp;#242; sopravvivere la capacit&amp;amp;#224; di riconoscere e di preservare la bellezza.

Keng Tung:
oggi trekking: toccheremo 4 villaggi con un ampio giro nella foresta. La passeggiata si annunzia bella ed interessante; il sentiero, a tratti impervio, &amp;amp;#232; di terra rossa e la foresta ci circonda rigogliosa. Sembra di percorrere il sentiero di Ho Chi Min. 
I villaggi ci danno un’impressione di genuinit&amp;amp;#224; forse mai provata: sono comunit&amp;amp;#224; autentiche, tagliate fuori dal tempo, che vivono in palafitte di paglia e bamb&amp;amp;#249;, hanno un senso omerico dell’ospitalit&amp;amp;#224; e praticano un’agricoltura arcaica, integrata dall’allevamento di polli e maialini. Le donne hanno copricapo splendidi, ricoperti di sfere e di monete di argento, apparentemente scomodi e pesanti; i bambini pullulano, affidati alla benevolenza della natura come le nidiate di pulcini. Doniamo caramelle, spazzolini da denti, medicine per alleviare i dolori provocati dai pesanti lavori agricoli; ma abbiamo comunque l’impressione di turbare un’armonia di vita, col nostro essere irreparabilmente alieni, non meno che se fossimo sbarcati da un’astronave.

Lago Inle:
ci leviamo prima dell’alba, dopo un sonno turbato dal sottofondo della pioggia. Per fortuna, il tempo  minaccia ma regge durante la navigazione fino al mercato dei “ 5 giorni”, che, per avventura, si tiene in una localit&amp;amp;#224; abbastanza lontana. 
Il mercato &amp;amp;#232; affascinante. Sulla proda fangosa si accalcano carri trainati da buoi, piroghe grandi e piccole e banchi numerosi e vari di venditori delle diverse etnie, ognuna caratterizzata da fogge e colori diversi nell’abbigliamento. Ci sono capanne con improvvisati spacci di cibi e bevande, gi&amp;amp;#224; gremiti di clienti; c’&amp;amp;#232; chi assicura un ingenuo ma apprezzato divertimento con un primitivo congegno che fa rotolare due dadi giganteschi, che consentono ad un numeroso capannello di partecipare al gioco; e ci sono venditori di oggetti che interessano anche noi, come pugnali, sculture in legno, monili, pitture e antichit&amp;amp;#224; pi&amp;amp;#249; o meno fasulle. Comunque, ci divertiamo, compriamo e ripartiamo, inseguiti dai venditori pi&amp;amp;#249; tenaci fin dentro l’acqua.
Attraversiamo villaggi su palafitte navigando canali tenuti a stento liberi dall’invasione dei fiori di loto e dei giacinti d’acqua, che formano grovigli capaci di fermare e ribaltare una barca; sul lago ci sono isole galleggianti e vaste aree coltivate ad ortaggi che un’esigua zolla di terra sospende sull’acqua; ci sono officine ed attivit&amp;amp;#224; artigiane di vario genere che traggono, ovviamente, beneficio dal turismo. Visitiamo una fabbrica di sigari, una forgia, in cui il ferro incandescente &amp;amp;#232; battuto dai magli di operai che vibrano colpi in coordinata e rischiosa cadenza, mentre un vecchio, seduto in alto, con l’alterno lavoro delle braccia mette in moto il mantice; assistiamo allo spettacolo, veramente incredibile, della creazione di un tessuto dagli steli di loto. Il gambo, spezzato dalla mano della filatrice, emette mucillagini filamentose sottili come ragnatele che, ritorte da abili dita, formano un filo, il quale viene subito avvolto intorno ad un rocchetto; poi viene filato e tessuto a mano fino a formare una stoffa dall’aspetto ruvido, ma , al tatto, morbida e cedevole come seta.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/birmania/diario_di_viaggio_birmania_3950.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Colori del Myanmar&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=2411&amp;user=scaragio"&gt;scaragio&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>scaragio</dc:creator><category>BIRMANIA</category><pubDate>Wed, 22 Aug 2007 19:29:07 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/birmania/diario_di_viaggio_birmania_3950.ashx</guid></item><item><title>Splendori del Rajasthan, Rajasthan</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/india/diario_di_viaggio_india_3948.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/india/diario_di_viaggio_india_3948.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/2411/3948/31713.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;INDIA, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

Ci trasferiamo a Pushkar, per la fiera dei cammelli. Poich&amp;amp;#233; i turisti sono ancora pochi (il pienone &amp;amp;#232; atteso negli ultimi giorni, per i riti del plenilunio), scansiamo il campo tendato ed alloggiamo in un confortevole albergo. 
Il villaggio ha un bazar ricco di merci, in cui &amp;amp;#232; piacevole scegliere e contrattare; attigui al mercato i numerosi ghat scendono nel lago Pushkar. Il luogo &amp;amp;#232; uno dei pi&amp;amp;#249; sacri dell’India ed attira pellegrini da ogni regione. Ma anche qui., come a Dheli, il sacro include miseria, sporcizia e promiscuit&amp;amp;#224;; calpestare a piedi nudi – come impone il rispetto per il luogo sacro – le scalinate di pietra &amp;amp;#232; un atto di vero eroismo e di sconfinata fiducia nel proprio sistema immunitario.
Poi, ci tuffiamo nella fiera. Le colline sabbiose che circondano la citt&amp;amp;#224; sono coperte di tende e di mandrie di cavalli e cammelli. Lo spettacolo &amp;amp;#232; straordinario. Gli uomini, vestiti nelle fogge pi&amp;amp;#249; varie, con grandi turbanti colorati, accosciati, fumano e osservano, senza darlo a vedere, gli animali su cui hanno messo l’occhio. Le contrattazioni sono lente e complesse, interrotte da corse di cavalli, partite di polo con i cammelli, canti e danze. Infatti, per la ricorrenza, convengono a Pushkar etnie di ogni sorta; una casta di nomadi, che di definiscono “gipsy”, zingari, intrattiene commercianti e turisti con la musica: gli uomini suonano strumenti a corda e a percussione e le ragazze, dai grandi occhi luminosi e dalle movenze flessuose, danzano e si offrono, con grazia naturale e con giovanile freschezza, alla macchina fotografica. I santoni sadhu, professionisti del sacro, siedono in ieratica immobilit&amp;amp;#224; all’ombra dei pochi alberi che attecchiscono nella sabbia o camminano con incesso solenne, non tocchi dalla variopinta confusione. Sotto ripari improvvisati si fabbricano e si vendono bardature per cammelli, frustini, selle, strumenti musicali, tessuti; nelle grandi tende rabberciate che fungono da ristorante bolle l’acqua per il te e fumano pentoloni di minestra. Il mondo della fiera &amp;amp;#232; prevalentemente maschile; le donne occhieggiano dalle tende, cucinano e cuciono, badano ai numerosi bambini. Ma i cavalieri galoppano per vantare l’eccellenza del loro destriero; uomini scarni e vigorosi, con grandi pugnali ricurvi alla cintola, osservano in silenzio; altri parlottano fitto accostando i turbanti rossi, gialli, turchini.
Cerchiamo di calarci in questo mondo cos&amp;amp;#236; lontano e cos&amp;amp;#236; affascinante; ci sentiamo accettati con benevola indifferenza, qualche volta con blanda curiosit&amp;amp;#224;. Solo i venditori ci seguono tenacemente, per strapparci il guadagno della giornata.
Nel pomeriggio del I novembre, ci trasferiamo ad Udaipur. Le cosiddette autostrade indiane meritano un cenno. Dell’autostrada hanno solo il pedaggio: sono, in realt&amp;amp;#224;, un nastro d’asfalto su cui circolano pedoni, biciclette, motocicli, carri trainati da uomini, da cavalli e da cammelli. Questi ultimi sono veramente singolari: veicoli di legno, dalle ruote molto alte e dalle stanghe lunghissime, cui &amp;amp;#232; aggiogato il cammello che, maestoso ed indolente, sembra accettare con sdegnosa tolleranza la fatica del traino. Dalle stradine laterali si immettono, senza alcuna precauzione, sulla larga e caotica arteria, uomini ed animali; l’autista deve avere occhi da ogni parte e limitare drasticamente la velocit&amp;amp;#224;. Comunque, raggiungiamo Udaipur senza incidenti. La sistemazione in albergo &amp;amp;#232; macchinosa e il consueto rinfresco di benvenuto si protrae oltre ogni ragionevolezza. Alla fine ci viene assegnato un alloggio veramente straordinario. Abiteremo negli appartamenti reali trasformati in museo. Le nostre stanze si sviluppano attorno ad uno spettacolare salone completamente arredato con mobili di cristallo, che la bizzarria di un maharaja  ai primi del novecento ordin&amp;amp;#242; in Inghilterra senza poterli mai  usare per la loro assoluta scomodit&amp;amp;#224;. L’alloggio &amp;amp;#232; fastoso, ma quasi inaccessibile: la scala di ingresso &amp;amp;#232; ripidissima e formata da gradini cos&amp;amp;#236; alti che vanno scalati aiutandosi con le mani; le stanze sono arredate con sontuosi ammennicoli e corredate da letti monumentali muniti di baldacchini e cortine, ricettacolo di polvere secolare; ma tant’&amp;amp;#232;, questa &amp;amp;#232; l’India.


&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/india/diario_di_viaggio_india_3948.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Splendori del Rajasthan&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=2411&amp;user=scaragio"&gt;scaragio&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>scaragio</dc:creator><category>INDIA</category><pubDate>Tue, 21 Aug 2007 18:57:01 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/india/diario_di_viaggio_india_3948.ashx</guid></item></channel></rss>