﻿<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:trackback="http://madskills.com/public/xml/rss/module/trackback/"><channel><title>ViaggiScoop.it, I viaggi di tellonia</title><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=25&amp;user=tellonia</link><description>I miei viaggi inseriti su www.viaggiscoop.it</description><dc:language>it-IT</dc:language><managingEditor>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</managingEditor><webMaster>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</webMaster><copyright>Copyright 2004-2026 ViaggiScoop.it</copyright><generator>ViaggiScoop.it RSS generator v1.1</generator><image><title>ViaggiScoop.it</title><url>http://www.viaggiscoop.it/image/logo_RSS.gif</url><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=25&amp;user=tellonia</link><width>103</width><height>26</height></image><item><title>KILIMANJARO : sotto le lampadine del cielo., AMBOSELI</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/kenya/diario_di_viaggio_kenya_4171.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/kenya/diario_di_viaggio_kenya_4171.ashx"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;KENYA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so...ho pensato spesso a questo viaggio e spesso mi sono chiesta se la descrizione che ne avrei potuto dare fosse stata in grado di imprimere su carta le reali sensazioni che si possono provare guardando quella che ritengo una meraviglia del mondo : il KILIMANJARO.Poi ho riflettuto : non ci sono parole per descrivere le emozioni. Allora mi son detta: ok !! Io racconto quello che ho vissuto, forse potro&amp;#39; incuriosire qualcuno, forse faro&amp;#39; rivivere un viaggio fatto a chi ne e&amp;#39; stato partecipe come me, forse ..avrei fatto sognare altri ..curiosi di poter un giorno stare ad ammirare questa immensa montagna africana.Incomincio&amp;#39; per caso :
era la terza volta che tornavo al villaggio masai di Njukini. Un piccolo centro masai, dove la vita sembra essersi fermata ai primi dell&amp;#39;800. Scesa dal piccolo matatu (pulmini locali piu&amp;#39; disastrati di un mezzo da rottamare)..e da dove riesci a mangiare tanta polvere rossa , la terra della savana, piu&amp;#39; di quanta tu ne possa immaginare. Ma anche questo era il bello della mia avventura masai. Il mio viaggio africano ripetuto e ogni volta odiato ma anche amato. Ma di questo ne parlero&amp;#39; dopo. Scesi dal matatu , io e mio marito, ci dirigemmo subito verso la capanna della mamma. Una famiglia masai ancorata ai principi e alle tradizioni di un tempo. Lui, il masai moderno. Mio marito. Con tanto di cellulare e occhialini alla moda. Con pinocchietto e Nike. Maglietta DG e ..cappellino con visiera. Lo straniero di casa!! Cosi&amp;#39; fu chiamato. Lui ...considerato &amp;#39;&amp;#39;madda&amp;#39;&amp;#39;..in lingua masai &amp;#39;&amp;#39;pazzo&amp;#39;&amp;#39;. Pazzo perche&amp;#39; era riuscito a vivere come noi mzungu (bianchi) . Lui che ormai mangia pesce (i masai non ne mangiano ..neanche se li paghi..!! provare per credere!!). Insomma. Lui che sembrava avesse cambiato ideologie, modi di fare e di pensare. Ma non sapevamo che lui era e rimarra&amp;#39; per sempre nel suo animo un &amp;#39;&amp;#39;&amp;#39;vero masai&amp;#39;&amp;#39;. Hanno le tradizioni nel cuore. Nel cervello. Nell&amp;#39;animo profondo sono, e rimarranno sempre, dei guerrieri. Uomini della savana. Porteranno auto potenti, avranno la patente e sapranno usare il computer. Ma resteranno sempre loro : i masai del Kenya.Il mio viaggio quindi era programmato verso una totale esperienza masai. La vera Africa. Quella che in fondo sentiamo e conosciamo anche nel nostro paese. Se diciamo masai..diciamo Kenya. Scesi dal matatu mi si bloccarono anche le gambe, oltre gli occhi. Ero li, davanti a quel monte innevato. Ero davanti al Kilimanjaro. Sentii un brivido e mi scosse il richiamo di mio John (mio marito). Improvvisamente mi resi conto che avevo tutti gli sguardi del paese su di me. C&amp;#39;erano donne e bambini sul ciglio delle baracche (negozietti di generi alimentari..) che mi osservavano come fossi una bestia rara. Lo ero ? Mah...non so. So per certo che alcuni bambini, quelli piu&amp;#39; piccoli, erano intimoriti della mia presenza. Qualcuno addirittura al mio passaggio urlava . Era paura? O cosa? Mi sentivo imbarazzata. Cercavo di essere indifferente agli sguardi, ma ogni qualvolta passavo davanti ad una donna sentivo la parola mzungu volteggiare nell&amp;#39;aria. Parlavano di me. Non certo del mio vestito. Eppure avevo cercato di essere come loro. Avevo indossato un pareo masai. Sopra una maglietta colorata cercava di farmi mescolare ai loro vestiti multicolore. Non sapevo che ero derisa. Il mio abbigliamento li faceva sorridere. Una mzungu con i vestiti masai. Che cosa ridicola. Johnera sempre piu&amp;#39; indifferente agli sguardi delle donne. I masai , gli uomini, ci venivano
incontro. Qualcuno accennava una parola di inglese. Qualcun altro mi sorrideva e mi porgeva la mano con un semplice Jambo. Altri, curisosi, si fermavano con John. Com&amp;#39;e&amp;#39; la vita con una donna bianca? E come bacia? E&amp;#39; come le nostre donne? Domande su domande. Anche delle piu&amp;#39; assurde (non posso fare un elenco..ma immaginate).Alcuni bambini pian piano cercavano di avvicinarsi. Altri passavano accanto a me e, facendo finta di sbattere, mi toccavano con il gomito. Chissa&amp;#39; che sensazione avranno provato. Loro che una bianca non l&amp;#39;avevano mai vista, ora potevano anche toccarla, sfiorarla. E per non raccontare di quelli che cercarono di capire se i miei capelli erano finti o erano extension. Si..le donne masai hanno tutte i capelli rasati a zero. E io ..i capelli lunghi e pure chiari. Che stranezze. Ma andiamo al mio Monte!!Arrivati alla capanna della mamma cominciarono i saluti. I convenevoli che fanno di questa gente i migliori ospiti del mondo. La loro casa e&amp;#39; la tua. Tutto si ferma per salutare e far stare al meglio il nuovo ospite arrivato E pensate se l&amp;#39;ospite e&amp;#39; un bianco. Anche i vicini arrivano festosi a dare il benvenuto.Dopo i saluti e il classico bicchiere di Chai (latte e te&amp;#39;) io e John decidemmo di andare a fare un salto in savana. D&amp;#39;altronde con un masai che pericoli si corrono ??!! (inconsciente!!). Ci dirigemmo verso la savana. Non potete immaginare a quanti km. ho dovuto camminare. Ma non potete immaginare nemmeno che sensazione si ha nel camminare e incontrare non una bici, non una vettura o una moto, bensi&amp;#39; una meravigliosa giraffa. Ne abbiamo incontrate 6 quel giorno. Tutte altissime. Mai viste cosi&amp;#39; alte. E poi gazzelle, poi dik dik, poi zebre, poi gnu, e infine....NO!!..per fortuna non abbiamo incontrato il leone. Mi spaventava , lo ammetto, mi spaventava l&amp;#39;idea di poter incontrare animali pericolosi, ma mi sentivo protetta. Ero con il mio guerriero. L&amp;#39;uomo della savana. Non potevo aver paura. Forse e&amp;#39; stato un bene,......ma vi garantisco che oggi mi rendo conto di quanto io sia stata incosciente. Credo sia l&amp;#39;aria della savana, gli odori, i colori, i suoi rumori. Credo sia tutto un insieme di sensazioni che si provano che riescono a rendere forti e fanno sentire sicuri anche un uomo pauroso. E poi lui era li..maestoso. Imponente. Davanti a noi. Lui : il Kilimanjaro. Cenammo con i familiari. Donne da una parte e uomini da un altra. Come e&amp;#39; cultura masai. Io, la mzungu ospite, potevo saltare da un posto all&amp;#39;altro senza problema. A me era concesso mangiare con gli uomini. Ma una donna masai , una donna circoncisa, non puo&amp;#39; veder mangiare un uomo masai.E&amp;#39; cosi&amp;#39; che infatti gli uomini sono sempre loro che cucinano carne e portano la parte spettante alle donne presso la capanna. Gli altri attendono che tutto sia pronto, lontano dgli occhi indiscreti delle donne (non chiedete perche&amp;#39;..in fondo anche loro non sanno dare una spiagazione a tale usanza..ma e&amp;#39; cosi&amp;#39; che si fa!!!) e quando il cibo e&amp;#39; pronto...tutti insieme a immergere le mani nella grande pentola. Unico piatto per tutta la compagnia. A me quel giorno fu dato un piatto di riso e carne. Avevano dato a me la sedia d&amp;#39;onore quale ospite d&amp;#39;eccezione. Un grande masso che generalmente veniva offerto al vecchio del gruppo. ma , quel giorno, anche il vecchio aveva ceduto ad una donna, la sua poltrona. Che onore. Terminato il pasto, piano piano i guerrieri sparivano tra gli alberi della savana. A piccoli gruppi si dirigevano verso le loro capanne. E tutti venivano a dare un saluto all&amp;#39;anziano del gruppo...e alla mzungu. Mi sentivo una prima donna, ma vi giuro che allo stesso tempo mi sentivo imbarazzata. Ma quella era la sensazione che speravo di provare. Non era il solito viaggo tra gente comune in posti comuni. Ero tra i masai. Nella loro terra. Ero tra il popolo che ancora oggi riesce a uccidere il leone a mani nude. Brrrr!!!! Che brivido. John di tanto in tanto mi osservava e sorrideva. Sapeva che ero elettrizzata all&amp;#39;idea di essere vicina alla savana. Sapeva che il mio sguardo di tanto in tanto si alzava a guardare lui...!! Sapeva che ero li per quella gente e per il Kilimanjaro. Sentivamo vocii nel buio della notte africana. Sentivamo il rumere del silenzio. Gli animali, anche i piu&amp;#39; piccoli , sembravano animare al massimo la vita notturna. Si intravedevano piccoli focolai. Erano le capanne vicine. Tutte con un lampioncino a kerosene. Tutte capanne piene di vita. Tutte vite da raccontare.La sera cominciava a scend&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/kenya/diario_di_viaggio_kenya_4171.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;KILIMANJARO : sotto le lampadine del cielo.&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=25&amp;user=tellonia"&gt;tellonia&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tellonia</dc:creator><category>KENYA</category><pubDate>Thu, 27 Sep 2007 17:13:30 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/kenya/diario_di_viaggio_kenya_4171.ashx</guid></item><item><title>KILIMANJARO : sotto le lampadine del cielo., AMBOSELI</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/kenya/diario_di_viaggio_kenya_4172.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/kenya/diario_di_viaggio_kenya_4172.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/25/4172/37110.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;KENYA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so,ho pensato spesso a questo viaggio e spesso mi sono chiesta se la descrizione che ne avrei potuto dare fosse stata in grado di imprimere su carta le reali sensazioni che si possono provare guardando quella che ritengo una meraviglia del mondo : il KILIMANJARO.Poi ho riflettuto : non ci sono parole per descrivere le emozioni. Allora mi son detta: ok !! Io racconto quello che ho vissuto, forse potro&amp;#39; incuriosire qualcuno, forse faro&amp;#39; rivivere un viaggio fatto a chi ne e&amp;#39; stato partecipe come me, forse ..avrei fatto sognare altri ..curiosi di poter un giorno stare ad ammirare questa immensa montagna africana.Incomincio&amp;#39; per caso :era la terza volta che tornavo al villaggio masai di Njukini. Un piccolo centro masai, dove la vita sembra essersi fermata ai primi dell&amp;#39;800. Scesa dal piccolo matatu (pulmini locali piu&amp;#39; disastrati di un mezzo da rottamare)..e da dove riesci a mangiare tanta polvere rossa , la terra della savana, piu&amp;#39; di quanta tu ne possa immaginare. Ma anche questo era il bello della mia avventura masai. Il mio viaggio africano ripetuto e ogni volta odiato ma anche amato. Ma di questo ne parlero&amp;#39; dopo. Scesi dal matatu , io e mio marito, ci dirigemmo subito verso la capanna della mamma. Una famiglia masai ancorata ai principi e alle tradizioni di un tempo. Lui, il masai moderno. Mio marito. Con tanto di cellulare e occhialini alla moda. Con pinocchietto e Nike. Maglietta DG e ..cappellino con visiera. Lo straniero di casa!! Cosi&amp;#39; fu chiamato. Lui ...considerato &amp;#39;&amp;#39;madda&amp;#39;&amp;#39;..in lingua masai &amp;#39;&amp;#39;pazzo&amp;#39;&amp;#39;. Pazzo perche&amp;#39; era riuscito a vivere come noi mzungu bianchi) . Lui che ormai mangia pesce (i masai non ne mangiano,neanche se li paghi.Provare per credere!). Insomma. Lui che sembrava avesse cambiato ideologie, modi di fare e di pensare. Ma non sapevamo che lui era e rimarra&amp;#39; per sempre nel suo animo un &amp;#39;&amp;#39;&amp;#39;vero masai&amp;#39;&amp;#39;. Hanno le tradizioni nel cuore. Nel cervello. Nell&amp;#39;animo profondo sono,e rimarranno sempre,dei guerrieri. Uomini della savana. Porteranno auto potenti, avranno la patente e sapranno usare il computer. Ma resteranno sempre loro : i masai del Kenya.Il mio viaggio quindi era programmato verso una totale esperienza masai. La vera Africa. Quella che in fondo sentiamo e conosciamo anche nel nostro paese. Se diciamo masai,diciamo Kenya. Scesi dal matatu mi si bloccarono anche le gambe, oltre gli occhi. Ero li, davanti a quel monte innevato. Ero davanti al Kilimanjaro. Sentii un brivido e mi scosse il richiamo di John (mio marito).Mi resi conto che avevo tutti gli sguardi del paese su di me.Tutti davanti alle baracche che mi osservavano come fossi una bestia rara.Mah...non so. ALcuni bambini erano intimoriti della mia presenza. Qualcuno addirittura al mio passaggio urlava .Era paura?Mi sentivo imbarazzata. Cercavo di essere indifferente, ma ogni qualvolta passavo davanti ad una donna sentivo la parola mzungu volteggiare nell&amp;#39;aria. Parlavano di me. Non certo del mio vestito. Eppure avevo cercato di essere come loro. Avevo indossato un pareo masai. Sopra una maglietta colorata cercava di farmi mescolare ai loro vestiti multicolore. Non sapevo che ero derisa. Il mio abbigliamento li faceva sorridere. Una mzungu con i vestiti masai. Ridicola. John era sempre piu&amp;#39; indifferente agli sguardi delle donne. I masai,gli uomini,ci venivano incontro.Qualcuno accennava una parola di inglese.Qualcun altro mi sorrideva e mi porgeva la mano con un semplice Jambo.Altri,si fermavano con John. Com&amp;#39;e&amp;#39; la vita con una donna bianca? E come bacia? E&amp;#39; come le nostre donne? Domande su domande. Anche delle piu&amp;#39; assurde.Alcuni bambini pian piano cercavano di avvicinarsi. Altri passavano accanto a me e, facendo finta di sbattere, mi toccavano con il gomito. Chissa&amp;#39; che sensazione avranno provato. Loro che una bianca non l&amp;#39;avevano mai vista, ora potevano anche toccarla, sfiorarla. E per non raccontare di quelli che cercarono di capire se i miei capelli erano finti o erano extension. Si,le donne masai hanno tutte i capelli rasati a zero. E io,i capelli lunghi e pure chiari. Che stranezze. Ma andiamo al mio Monte!Arrivati alla capanna della mamma cominciarono i saluti. I convenevoli che fanno di questa gente i migliori ospiti del mondo. La loro casa e&amp;#39; la tua. Tutto si ferma per salutare e far stare al meglio il nuovo ospite arrivato.E pensate se l&amp;#39;ospite e&amp;#39; un bianco. Anche i vicini arrivano festosi a dare il benvenuto.Dopo i saluti e il classico bicchiere di Chai (latte e te&amp;#39;) io e John decidemmo di andare a fare un salto in savana. D&amp;#39;altronde con un masai che pericoli si corrono ??!! (inconsciente!!). Ci dirigemmo verso la savana. Non potete immaginare a quanti km. ho dovuto camminare. Ma non potete immaginare nemmeno che sensazione si ha nel camminare e incontrare non una bici, non una vettura o una moto, bensi&amp;#39; una meravigliosa giraffa. Ne abbiamo incontrate 6 quel giorno. Tutte altissime. Mai viste cosi&amp;#39; alte. E poi gazzelle, poi dik dik, poi zebre, poi gnu, e infine, NO!!..per fortuna non abbiamo incontrato il leone. Mi spaventava,lo ammetto, mi spaventava l&amp;#39;idea di poter incontrare animali pericolosi, ma mi sentivo protetta. Ero con il mio guerriero. L&amp;#39;uomo della savana. Non potevo aver paura. MA vi garantisco che oggi mi rendo conto di quanto io sia stata incosciente. Credo sia l&amp;#39;aria della savana, gli odori, i colori, i suoi rumori. Credo sia tutto un insieme di sensazioni che si provano che riescono a rendere forti e fanno sentire sicuri anche un uomo pauroso. E poi lui era li..maestoso. Imponente. Davanti a noi. Lui : il Kilimanjaro. Cenammo con i familiari. Donne da una parte e uomini da un altra. Come e&amp;#39; cultura masai. Io, la mzungu ospite, potevo saltare da un posto all&amp;#39;altro senza problema. A me era concesso mangiare con gli uomini. Ma una donna masai , una donna circoncisa, non puo&amp;#39; veder mangiare un uomo masai.E&amp;#39; cosi&amp;#39; che infatti gli uomini sono sempre loro che cucinano carne e portano la parte spettante alle donne presso la capanna. Gli altri attendono che tutto sia pronto, lontano dgli occhi indiscreti delle donne (non chiedete perche&amp;#39;..in fondo anche loro non sanno dare una spiagazione a tale usanza..ma e&amp;#39; cosi&amp;#39; che si fa!!!) e quando il cibo e&amp;#39; pronto,tutti insieme a immergere le mani nella grande pentola. Unico piatto per tutta la compagnia. A me quel giorno fu dato un piatto di riso e carne. Avevano dato a me la sedia d&amp;#39;onore quale ospite d&amp;#39;eccezione. Un grande masso che generalmente veniva offerto al vecchio del gruppo. ma , quel giorno, anche il vecchio aveva ceduto ad una donna, la sua poltrona. Che onore. Terminato il pasto, piano piano i guerrieri sparivano tra gli alberi della savana. A piccoli gruppi si dirigevano verso le loro capanne. E tutti venivano a dare un saluto all&amp;#39;anziano del gruppo e alla mzungu. Mi sentivo una prima donna, ma allo stesso tempo imbarazzata. Ma era la sensazione che speravo di provare. Non era il solito viaggo tra gente comune in posti comuni. Ero tra i masai. Ero tra il popolo che ancora oggi riesce a uccidere il leone a mani nude.John di tanto in tanto mi osservava e sorrideva. Sapeva che ero elettrizzata all&amp;#39;idea di essere vicina alla savana. Sapeva che il mio sguardo di tanto in tanto si alzava a guardare lui  Sapeva che ero li per quella gente e per il Kilimanjaro. Sentivamo vocii nel buio della notte africana.Sentivamo il rumore del silenzio.Gli animali, anche i piu&amp;#39; piccoli,sembravano animare al massimo la vita notturna.Si intravedevano piccoli focolai.Tutte con un lampioncino a kerosene.Capanne piene di vita.Vite da raccontare!Ci ritrovammo con altri guerrieri davanti ad una capanna.Niente luce elettrica.La torcia era dentro lo zaino. Per John era meglio senza.E poi c&amp;#39;era la luce su di noi. Erano le lampadine del Kilimanjaro.Milioni di stelle tante da illuminare tutto il villaggio.La luna crescendp.Mi saluto&amp;#39; il giorno che partivo nel suo massimo splendore.E le stelle quella sera erano sparite.La luna era ora la lampada del Kilimanjaro.Devo tornare. Non si puo&amp;#39; non rtornare in paradiso.Donatella&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/kenya/diario_di_viaggio_kenya_4172.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;KILIMANJARO : sotto le lampadine del cielo.&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=25&amp;user=tellonia"&gt;tellonia&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tellonia</dc:creator><category>KENYA</category><pubDate>Thu, 27 Sep 2007 17:41:54 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/kenya/diario_di_viaggio_kenya_4172.ashx</guid></item><item><title>Vita da masai, AMboseli</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/kenya/diario_di_viaggio_kenya_45.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/kenya/diario_di_viaggio_kenya_45.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/25/45/37184.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;KENYA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dire che il mio e&amp;#39; proprio un viaggio... non so !! Forse un&amp;#39;avventura fantastica irripetibile. 

Premetto questo in quanto in Kenya ci vivo.. e essere andata per un lungo (o quasi) mese tra i masai e alcune altre tribu locali mi ha riempita di... non so... ma credo di tantissimo amore per la vita e per il popolo africano in genere. 

Siamo partiti con mio marito da malindi (citta&amp;#39; dove abitiamo e con l&amp;#39;autobus ci siamo diretti verso Mombasa. Qui abbiamo proseguito verso Taveta dove, dopo 8 ore di viaggio circa attraversando la savana e scortati dalla polizia per evitare assalti banditeschi, siamo arrivati finalmente a destinazione. Ma non finale. 

La nostra meta l&amp;#39;abbiamo raggiunta dopo con un altro mezzo (niente finestrini e con i fazzoletti sulle labbra per evitare di ingerire la tantissima terra rossa che ci arrivava dal manto stradale. Meta raggiunta dopo che, a Taveta, abbiamo dovuto attendere circa 5 ore seduti al tavolino di un bar africanissimo, con tanta gente che beveva Tusker e Pilsner (le birre preferite locali). 

Da Taveta a Njukini, piccolo, anzi piccolissimo centro masai. Che emozione. Tantissime capanne.... tantissime moderne costruzioni (loro le definiscono cosi&amp;#39;) fatte di legno vecchio, cartone e lamiere arrugginite. Bambini che scorazzavano dappertutto, donne con ceste in testa e grosse taniche da 20 litri trasportate con un fazzoletto attorno alla fronte, appese sullle spalle. Sarebbe una tortura per il mio povero collo. Ma la fierezza delle donne masai, uniche amministratrici e uniche a gestire la loro abitazione. Tutto canne, sterco di mucca e fango. Un mix che farebbe inorridire solo al pensiero le nostre signore ingioiellate nei circoli delle citta&amp;#39;. 

All&amp;#39;inizio alcuni bambini si son spaventati alla mia vista. Come era possibile che io fossi di colore bianco? La pelle di un africano a contatto con il fuoco diventa rosa...... e allora io? Ero tutta bruciata!!! Sono riuscita solo dopo un po di tempo a far capire ai bambini che ero come loro, e che ci differiva solo una piccola differenza di colore. 

Ci siamo sistemati in un hotel che ha del lontano dalle nostra pensioni..... uno squallore, ma tanta gentilezza da parte di chi ci ha accolti. Abbiamo fatto la doccia tutti i giorni al fiume (manca l&amp;#39;energia elettrica e l&amp;#39;acqua) e solo quello era il momento che piu&amp;#39; mi faceva rinfrescare. Acqua corrente del fiume. Acqua che arriva dalle sorgenti del Kilimanjaro. Un&amp;#39;incanto. Le scimmie saltavano da un albero all&amp;#39;altro, gli uccelli cinguettavano a migliaia e i bambini accorrevano con la soperanza di vedere la &amp;amp;quot;donna bianca&amp;amp;quot; con qualche velo in meno. Chissa&amp;#39; se era come loro!!! Mio marito li impauriva solo in un modo: mostrando loro la macchina fotografica, della quale ci siamo subito accorti avevano una paura tremenda. Forse... non sapevano neanche loro di cosa si trattasse. 

Finita la doccia tutte le mattina ci incamminavamo verso l&amp;#39;interno delle manyatta. Tutti ci chiamavano a bere con loro il chai (te&amp;#39; e latte caldo) alla maniera inglese. Tutti volevano avere la bianca seduta presso la loro capanna. E tutti cercavano di capire, di sapere, di vedere, e di ascoltare con l&amp;#39;ingenuita&amp;#39; di chi non sa... tutti i racconti del nostro mondo &amp;#39;civilizzato e moderno&amp;#39;. Ma si... moderno si... ma civilizzato... non ne sono convinta che lo siamo piu&amp;#39; di loro. 

Ho visto bambini dividere le caramelle e anche solo un pezzo di pane. Ho visto donne allattare i figli di altre masai... solo perche&amp;#39; loro potevano!!
Ho visto piangere e ridere. Ho vissuto una intera giornata ospite in una cerimonia di circoncisione (per fortuna qui non si applica la infibulazione) e ho visto tutta una intera tribu&amp;#39; masai, vestita al meglio, con tutti gli ornamenti degni dei migliori gioielli &amp;#39;nostrani&amp;#39;, tutti... a ballare e a sorridere della loro giornata di festa. Io, ospite in prima linea, ho gioito per la loro felicita&amp;#39;. 

Una giornata stupenda... invece,... quella trascorsa immersi nella savana. Ci siamo addentrati nel bush (la vera savana africana) e siamo stati incammino per circa 12 ore, speranzosi di incontrare animali di vario specie. Io, un pochino titubante e paurosa (se incontravamo il leone... preferisco non pensarci) mi rendo conto solo ora della nostra incoscenza. Mio marito... fiero, sicuro e sprezzante del pericolo scampato... tutt&amp;#39;oggi mi prende in giro. Devo dire pero&amp;#39; che e&amp;#39; stato meraviglioso incontrare gazzelle, impala, gnu, e meravigliose giraffe. Abbiamo incontrato bimbi masai, fieri protettori di gruppi di mucche e capre, dirigere il loro bestiame verso la savana. Niente paura per loro, tutto nella massima liberta&amp;#39;. Credevo di sognare... io a piedi nella infinita savana tra gli animali liberi. Una sensazione inimmaginabile. Siamo tornati verso sera al nostro &amp;amp;quot;hotel&amp;amp;quot; sfiniti (io sicuramente). Avevo voglia di ricominciare. Mi sono sentita veramente libera, e, lo ripeto, solo ora mi rendo conto di che pericolo, forse, io abbia corso. 

Una giornata ancora siamo andati sotto una grande albero di acacia immersi nella savana, a parlare con un gruppo di masai riunitosi su nostra richiesta. Portavo loro un messaggio che non credevo potesse sconvolgerli cosi&amp;#39; tanto. Una amica ci aveva dato l&amp;#39;ok per poter fare costruire a sue spese un pozzo in un punto molto lontano dal fiume. Un punto dove le donne ne avessero avuto la migliore possibilita&amp;#39; nel raggiungerlo, senza dover percorrere km. per prendere l&amp;#39;acqua giornalmente. La reazione dei dignitosi uomini masai? Il capo si e&amp;#39; alzato. Ha cominciato a ringraziare (avevo il traduttore vicino) e mi ha detto che da quel momento avrebbero pregato per me come io fossi stata il loro secondo Dio. Non ho potuto trattenere le lacrime. Io portavoce di un messaggio... incredibilmente venerata da tanta genta... da tanti uomini... da un gruppo di anziani masai.

Siamo tornati al villaggio, sempre piu&amp;#39; felici che mai. Le nostre giornate sono trascorse al villaggio, tra le donne e i bambini, che con i loro sorrisi ci hanno fatto trascorrere giornate meravigliose, nella piene semplicita&amp;#39;, e regalandoci ore indimenticabili. Ci ritorneremo... come abbiamo fatto tutti gli anni... dal 2001. Ci ritorneremo e se qualcuno vorra&amp;#39; aggregarsi a noi, ne saremo felici. 
Un abbraccio,
Tellonia

Ps: dimenticavo, mio marito e&amp;#39; masai... 
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/kenya/diario_di_viaggio_kenya_45.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Vita da masai&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=25&amp;user=tellonia"&gt;tellonia&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tellonia</dc:creator><category>KENYA</category><pubDate>Fri, 29 Oct 2004 10:57:31 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/kenya/diario_di_viaggio_kenya_45.ashx</guid></item></channel></rss>