﻿<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:trackback="http://madskills.com/public/xml/rss/module/trackback/"><channel><title>ViaggiScoop.it, I viaggi di tripfabio</title><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=2525&amp;user=tripfabio</link><description>I miei viaggi inseriti su www.viaggiscoop.it</description><dc:language>it-IT</dc:language><managingEditor>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</managingEditor><webMaster>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</webMaster><copyright>Copyright 2004-2026 ViaggiScoop.it</copyright><generator>ViaggiScoop.it RSS generator v1.1</generator><image><title>ViaggiScoop.it</title><url>http://www.viaggiscoop.it/image/logo_RSS.gif</url><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=2525&amp;user=tripfabio</link><width>103</width><height>26</height></image><item><title>LE MILLE MIGLIA DI PUERTO RICO, TUTTA L&amp;#39;ISOLA</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/porto rico/diario_di_viaggio_porto rico_4778.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/porto rico/diario_di_viaggio_porto rico_4778.ashx"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;PORTO RICO, America Centrale e Caraibi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE MILLE MIGLIA DI PUERTO RICO

29/12/2007 – PRE-PARTENZA
Finalmente si parte. Non ne potevamo pi&amp;amp;#249;, sono passati quattro mesi dal nostro ultimo viaggio ed eravamo ormai in astinenza. Siamo carichi come due sveglie perch&amp;amp;#233; questa volta andremo al mare, quello vero, i Caraibi.
La scelta &amp;amp;#232; caduta su Puerto Rico e in molti ci hanno chiesto “perch&amp;amp;#233; proprio l&amp;amp;#236; ?”.
Semplice: Puerto Rico &amp;amp;#232; prima di tutto fuori dalle rotte turistiche tradizionali (almeno per gli italiani, ai quali vengono normalmente offerti Cuba-Messico-Santo Domingo).
Poi perch&amp;amp;#233; &amp;amp;#232; un’isola non troppo grande (lunga circa 120 km e larga circa 50) e quindi vascabile senza troppa fatica con un’auto a noleggio.
Un altro fattore fondamentale &amp;amp;#232; che buona parte dei 400 km di coste sono occupati da spiagge con palme, e per la nostra fame di mare/sabbia &amp;amp;#232; l’ideale.
In pi&amp;amp;#249; all’interno si trova una foresta tropicale straordinaria che pu&amp;amp;#242; offrire una valida alternativa alle estenuanti sedute abbronzanti sotto il sole dei Caraibi.
Da ultimo, ma da non sottovalutare, la moneta locale &amp;amp;#232;… udite, udite… il dollaro USA, praticamente in ginocchio rispetto all’Euro (1 $ = 0,68 Euro), con tutti i benefici che ne possono derivare.
Ecco spiegati i motivi.
Come l’ultima volta (vedi racconto “USA OVEST”) preferiamo spezzare il viaggio in due: oggi arriveremo a Malpensa, pernotteremo al Malpensa House e partiremo con il volo di domani. Fare una pesissima levataccia domani mattina (verso le tre!) e arrivare a Malpensa per il Check-in delle 8,00 sarebbe un’inutile ed pesante allungamento del trip, dannoso solo per la nostra salute.
Il viaggio comincia gi&amp;amp;#224; con una piccola sorpresa: al Malpensa House la caldaia &amp;amp;#232; andata in tilt e quindi, senza alcun supplemento, veniamo parcheggiati all’Hotel Cardano. Piccolo particolare: l’Hotel Cardano &amp;amp;#232; un 4stelle!

30/12/2007 – MALPENSA – SAN JUAN VIA PHILADELPHIA
Si vola con U.S. Airways, biglietto acquistato sul sito della compagnia a 770,00 Euro (commissioni e tasse comprese). Nove ore e passa di volo e ci troviamo catapultati a Philadelphia per uno stop di quattro ore (che tra menate dell’immigrazione, perquise, transfer dei bagagli e pizza al trancio, volano via abbastanza spedite).
Il volo per San Juan, altra stecca di quattro ore, sempre con U.S. Airways, &amp;amp;#232; piuttosto movimentato a causa di diverse turbolenze; in compenso risulta quasi totalmente inattivo il carrello delle vivande (solo un minuscolo snack).
Per evitare sbattimenti di vario genere (che sarebbero veramente inutili e pesanti a quest’ora – le undici ora locale, le quattro del mattino in Italia) abbiamo trovato su internet (sul suo proprio sito) e prenotato un piccolo motel ad un paio di chilometri dall’aeroporto.
La sfiga per&amp;amp;#242; &amp;amp;#232; con noi e ci appoggia sulla spalla la sua mano nefasta: i nostri bagagli non sono arrivati! (eviteremo a questo punto di elencare le inascoltabili imprecazioni lanciate verso i quattro punti cardinali).
Non siamo gli unici sfigati del nostro volo e cos&amp;amp;#236; in poco tempo si forma una discreta fila davanti all’ufficio reclami che viene gestito da un paio di impiegate extra large, con unghie pitturatissime, ma di una lentezza spaventosa.
Ci comunicano che le nostre valigie arriveranno domani con il volo delle 13,30. Fortunatamente abbiamo la sana abitudine di arricchire il bagaglio a mano con un po’ di indumenti di emergenza (che possono essere fondamentali in momenti come questo) e quindi non siamo completamente “desnudos”, ma il contrattempo &amp;amp;#232; di quelli che fanno girare vorticosamente le palle. Scornati, prendiamo un taxi che per la modica cifra di 11,00 $ ci conduce al nostro Villaverde Inn, piccolo motel di colore verde in una zona chiamata “Isla Verde”, con sbarre alle finestre, sbarre e lucchetto alla porta, catenaccio al cancello  (evidentemente non deve essere una zona del tutto tranquilla). Ci serviremo di questo piccolo bunker (stanza e bagno minuscoli, letto queen size, 80 $ a notte) per due notti, poi comincer&amp;amp;#224; il nostro tour vero e proprio.
Ormai siamo spappolati, quindi buonanotte.

31/12/2007 – SAN JUAN
Sveglia nel bunker. Veramente non abbiamo dormito troppo bene, un po’ per il fuso orario sballato, un po’ per l’incazzatura per i bagagli in ritardo, un po’ per il casino della strada adiacente (il nostro piccolo motel &amp;amp;#232; appollaiato sulla carretera 26, un’autostrada trafficatissima ad ogni ora del giorno e della notte, e i portoricani guidano in maniera piuttosto rumorosa e pittoresca).
Oggi alle 13,30 dovremo presentarci in aeroporto per ritirare (speriamo!) le nostre valigie che arriveranno da Philadelphia. Sono giorni di grande casino per tutte le compagnie aeree e quindi non siamo stati le uniche vittime, anche se la storia arcinota del “mal comune, mezzo gaudio” non riesce a farci stare meglio. Mezza giornata &amp;amp;#232; quindi andata a puttane.
Per ingannare l’attesa ci facciamo due passi per vedere una piccola parte di San Juan, dove si pu&amp;amp;#242; morire di qualsiasi cosa tranne che di fame: i locali pubblici (almeno nella nostra zona) sono quasi tutti ristoranti e accanto a quelli tipici di “comida criolla” (riso, pollo, fagioli) c’&amp;amp;#232; un susseguirsi trionfante di fast food da far impallidire… McDonalds, Burger King, KFC, PizzaHut, Wendy’s, Church’s Chicken ecc. ecc. E infatti il popolo portoricano &amp;amp;#232; caratterizzato da un’obesit&amp;amp;#224; largamente diffusa.
Quindi all’aeroporto: che culo, arrivano le nostre valigie! Felici come le pasque, baciamo i nostri effetti personali e finalmente inizia la vacanza. Festeggiamo sulla spiaggia di Isla Verde, dove possiamo cominciare a spalmarci le creme e beccarci il primo assaggio di sole portoricano.
Serata di capodanno tipicamente italiana: Anna, una ragazza che vive e lavora a San Juan, conosciuta via internet nei mesi scorsi durante una ricerca su skype, ci ha invitati a casa sua a cena. Oltre a lei, l’allegra brigata &amp;amp;#232; composta da suo marito, i suoi due figli, suo fratello, sua cognata e i suoi due nipoti. Si aggiunge alla comitiva anche un amico, naturalmente italiano. A questo punto la tavolata &amp;amp;#232; completa: undici italiani a Puerto Rico. Una serata davvero molto piacevole, con una straordinaria sintonia creatasi subito tra persone che, in fin dei conti, non si erano mai viste prima. Anna, tra l’altro, &amp;amp;#232; anche un’ottima cuoca (il suo “bue alla bourguignonne” &amp;amp;#232; mitico).
La stanchezza per&amp;amp;#242; ci assale: essendo tutti italiani fuori sede, concordiamo di festeggiare il capodanno secondo l’ora di un fuso intermedio standard, per anticipare il nostro ormai necessario ricovero a letto. Alle 23,00 viene sparato in orbita il tappo dello spumante, saluti e rientro al Villaverde Inn, dove ci barrichiamo nel nostro bunker. Fuori &amp;amp;#232; il finimondo. 

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Finalmente si parte, il volo sarebbe il giorno dopo ma noi abbiamo deciso di dormire la notte prima vicino alla Malpensa per non fare una levataccia la mattina seguente e farsi 170 Km per andare a prendere l’aereo, quindi destinazione Malpensa House, a 5 minuti dal terminal 1. Prendiamo il treno per Milano centrale, incredibile incontro un amica che erano mesi che non vedevo, facciamo il viaggio in compagnia. A Milano ci aspetta il nostro taxista di fiducia (Max), ci accompagna nella nostra tana per stanotte, il Malpensa House. La proprietaria &amp;amp;#232; tutta un perch&amp;amp;#233;, sembra uscita da un film di Dario Argento, noi la soprannominiamo “Bocca di Ferro”. Posate le valigie andiamo in una pizzeria poco distante dal nome molto particolare, (il Buco del Mulo), comunque posto tranquillo, pizza discreta e cameriere buone.Salutiamo il taxista e ce ne andiamo a letto.

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&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/nord america/stati uniti d'america/diario_di_viaggio_stati uniti d'america_4121.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;8200 Km tra i parchi dell’ovest americano&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=2525&amp;user=tripfabio"&gt;tripfabio&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tripfabio</dc:creator><category>STATI UNITI D'AMERICA</category><pubDate>Mon, 17 Sep 2007 21:51:13 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/nord america/stati uniti d'america/diario_di_viaggio_stati uniti d'america_4121.ashx</guid></item><item><title>LA TIERRA ENTRE LOS DOS OCEANOS, On the road</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/panama/diario_di_viaggio_panama_4120.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/panama/diario_di_viaggio_panama_4120.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/2525/4120/34195.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;PANAMA, America Centrale e Caraibi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA TIERRA ENTRE LOS DOS OCEANOS

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25/12/2006 – MILANO MXP – ATLANTA (USA) – PANAMA
Oggi &amp;amp;#232; Natale. La tradizione vorrebbe che restassimo a casa per dedicarci alle generose pietanze della consuetudine emiliana.Noi invece questo Natale lo passeremo sopra un aereo della Delta Airlines, attraversando l’Atlantico, per far scalo ad Atlanta e arrivare a Panama City dopo 15 ore di volo (+4 di stop ad Atlanta per cambio aereo fanno 19 ore). Perch&amp;amp;#233; proprio Panama? Intanto perch&amp;amp;#233; la nostra voglia di mare &amp;amp;#232; insanabile e a Panama ci sono addirittura due oceani. Poi perch&amp;amp;#233; dalle nostre ricerche ci risulta che ci sia ancora tanta natura incontaminata, oltre che una grande variet&amp;amp;#224; di paesaggi. E per finire, ma non meno importante, &amp;amp;#232; una meta ancora non toccata dal turismo di massa. Gli italiani snobbano ancora questo posto, meglio cos&amp;amp;#236;. Non esiste neanche una guida in italiano: la Lonely Planet, la nostra bibbia, &amp;amp;#232; in inglese. No problem, ce la siamo tradotta. Su Amazon abbiamo trovato una mappa in scala 1:480.000 della International Travel Maps: plastificata, a prova di sbrodolo, particolareggiata, un acquisto azzeccatissimo. Sbarchiamo a Panama City che &amp;amp;#232; ormai notte fonda. Grande pensata quella di prenotare via internet dall’Italia un hotel nei pressi dell’aeroporto, che &amp;amp;#232; anche pi&amp;amp;#249; vicino di quanto pensavamo: 2 minuti di taxi. E domani andremo a prendere la nostra auto che ci aspetta all’aeroporto.

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&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/panama/diario_di_viaggio_panama_4120.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;LA TIERRA ENTRE LOS DOS OCEANOS&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=2525&amp;user=tripfabio"&gt;tripfabio&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tripfabio</dc:creator><category>PANAMA</category><pubDate>Mon, 17 Sep 2007 21:48:11 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/panama/diario_di_viaggio_panama_4120.ashx</guid></item><item><title>La mia Africa, Malindi</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/kenya/diario_di_viaggio_kenya_4122.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/kenya/diario_di_viaggio_kenya_4122.ashx"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;KENYA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro viaggio in Kenya (Io e Luca) comincia nel peggiore dei modi, arrivati in aeroporto scopriamo che il nostro volo non partir&amp;amp;#224; a causa di un guasto al portellone, quindi ci portano in un hotel vicino a malpensa pernottiamo e il giorno dopo partiamo nel pomeriggio.
L’arrivo &amp;amp;#232; previsto nella notte e mentre tutti all’arrivo hanno pulmini, amici, taxi e ogni tipo di tour operator ad aspettare noi non c’&amp;amp;#232; proprio nessuno, noi abbiamo prenotato solo il volo il giorno precedente alla partenza quindi alle 3 del mattino ad aspettarci non ci sarebbe stato nessuno.
Dall’Italia ho conosciuto una ragazza che vive a Malindi, Donatella, che ci ha chiamato un taxi per venirci a prendere all’aeroporto, ma essendo noi in ritardo il taxi se n&amp;amp;#233; andato, comunque Donatella ci ha anche riservato un appartamento che non vediamo l’ora di arrivarci perch&amp;amp;#233; siamo oramai in ballo da diverse ore.
Troviamo un taxi che va a Malindi e lo dividiamo con un signore sui 60 anni che ci racconta di venire in Kenya tutti gli anni lasciano a casa la moglie, bene immagino cosa vada a fare, dopo due ore di viaggio, sono le 5 del mattino, non sappiamo dove andare in quanto dovevamo vederci con Donatella per andare all’appartamento, ma non alle 5 del mattino, la chiamo ugualmente e dopo un po’ riesco a convincerla ad ospitarci a casa sua, l’idea di girare per Malindi con valige in mano non mi allettava molto. Arrivati da Donatella oramai giorno finalmente cominciamo a goderci il nostro viaggio anche se un po’ stanchi, facciamo due chiacchiere per aspettare l’apertura dell’appartamento intanto ci conosciamo un po’ e lei ci spiega come funziona la vita a Malindi, lati positivi e lati negativi che purtroppo sono ancora tanti, ma parliamo delle cose belle le brutte lasciamole alle spalle, il clima &amp;amp;#232; caldo ma piacevole, la vegetazione &amp;amp;#232; foltissima, animali ancora non ne ho visti ma mi promettono che ne vedr&amp;amp;#242; tanti, la gente a primo impatto sembra tranquilla, sempre con il sorriso stampato in viso, magari non mangiano da giorni per&amp;amp;#242; sono lo stesso allegri e questo dovremmo impararlo anche noi.

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