﻿<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:trackback="http://madskills.com/public/xml/rss/module/trackback/"><channel><title>ViaggiScoop.it, I viaggi di lele74</title><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=3067&amp;user=lele74</link><description>I miei viaggi inseriti su www.viaggiscoop.it</description><dc:language>it-IT</dc:language><managingEditor>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</managingEditor><webMaster>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</webMaster><copyright>Copyright 2004-2026 ViaggiScoop.it</copyright><generator>ViaggiScoop.it RSS generator v1.1</generator><image><title>ViaggiScoop.it</title><url>http://www.viaggiscoop.it/image/logo_RSS.gif</url><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=3067&amp;user=lele74</link><width>103</width><height>26</height></image><item><title>Croazia 2007</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/croazia/diario_di_viaggio_croazia_4700.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/croazia/diario_di_viaggio_croazia_4700.ashx"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;CROAZIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;26.07.2007
Finalmente la tanto attesa vacanza &amp;amp;#232; iniziata. Con un viaggio tranquillo raggiungiamo il porto di Ancona con largo anticipo e alle 18.00 siamo gi&amp;amp;#224; in coda per l’imbarco. Un addetto al controllo biglietti ci fa notare che non abbiamo effettuato le operazioni di Check-In e ci indica un ufficio. Quando entriamo nell’ufficio troviamo l’amara sorpresa. Una fila interminabile e soprattutto mal gestita, confusionaria e senza un minimo di aria respirabile. Costatiamo che il Check-In della Jadrolinija &amp;amp;#232; un caos totale.Dopo poco pi&amp;amp;#249; di un ora siamo fuori ma dobbiamo passare ancora dall’ufficio della Polizia per il controllo dei documenti, operazione formalmente inutile. L’imbarco sul traghetto ha inizio appena riusciamo a salire in macchina e la partenza prevista per le 21.00 viene posticipata alle 22.00 destinazione Spalato (Split) dove arriviamo puntualmente alle 6.00 Il viaggio va liscio visto anche le ottime condizioni del mare.

27.07.2007
Alle 7.00 dopo aver fatto colazione in nave siamo gi&amp;amp;#224; in strada direzione Dubrovinik. Il viaggio dura 4 ore ed &amp;amp;#232; uno spettacolo indescrivibile. Cominciamo a prendere conoscenza con le strade, non troppo strette ma neanche larghe. Delle perfette statali gestite meglio delle nostre. L’autostrada c’&amp;amp;#232; ma per il momento &amp;amp;#232; limitata da Spalato a Rijeka e Zagabria. Come al solito il sud viene per ultimo, ma meglio cos&amp;amp;#236;, dalla statale che costeggia il mare si possono vedere le bellezze di questo paese. Attraversiamo un mondo nuovo, bellissimo. Montagne a picco sul mare dove comincia a sorgere un sole pallido. Dal mare ai laghi il passaggio &amp;amp;#232; breve, un tragitto dai colori forestali, verde, bianco della montagna, e azzurro acceso dei laghi. Attraversiamo due volte la frontiera, quella lingua di terra lasciata alla Bosnia per arrivare al mare. Viaggiando sulla statale, dei cartelli avvertono che l’autostrada sar&amp;amp;#224; terminata a breve. Sicuramente il viaggio durer&amp;amp;#224; molto meno, ma si perder&amp;amp;#224; la bellezza e la poesia di questo paesaggio splendido. Arriviamo alla meta alle 12.00 e ci rechiamo in agenzia per ritirare le chiavi del nostro appartamento che a prima vista non &amp;amp;#232; un gran che, ma dopo una doccia rinfrescante tutto il posto assume un’altra sembianza. La casa sembra una reggia e dall’enorme terrazza si ha una vista interminabile. Pranziamo con un gelato e ci buttiamo nella spiaggia sotto casa e cominciamo ad assaporare il mare croato. Risaliamo nell’appartamento una doccia veloce e ci ributtiamo subito nella mischia dei turisti, siamo stanchi e non ci va subito di camminare tanto. Purtroppo la serata si conclude male. Incappiamo in un ristorante poco avvezzo alla cucina e usciamo con l’amaro in bocca e tanta tanta sete. Sar&amp;amp;#224; meglio domani.

28.07.2207
La mattina ci svegliamo molto presto con la buona intenzioni di arrivare al mare e starci tutta la giornata. Prendiamo una cartina e puntiamo il dito dopo la citt&amp;amp;#224; vecchia ancora pi&amp;amp;#249; a sud direzione Cavtat. Troviamo una strada sulla destra che sembra l’entrata di un centro residenziale, ma la portineria &amp;amp;#232; abbandonata. Entriamo con la macchina e il paesaggio &amp;amp;#232; desolante. Ci sono delle strutture alberghiere completamente abbandonate sicuramente dopo la furia della guerra. Infatti gli stabili portano ancora segni di granate e colpi di mortajo. (Per informazioni su come trovare la strada chiedete dell’albergo Hotel Kupari) La spiaggia sottostante &amp;amp;#232; completamente di ghiaia e non c’&amp;amp;#232; neanche uno spiraglio di ombra naturale e tornano utili le tre mezze tende (spiaggine) comprate prima di partire. Un mare di un colore indescrivibile ci invita al primo vero bagno. L’acqua &amp;amp;#232; fredda, ma non come ci avevano detto. Pranziamo al piccolo Bar sopra la spiaggia con un gelato eccezionale per la cifra di 10 Kuna. Follia.Nel tardo pomeriggio (visto anche l’elevata temperatura) torniamo a casa per una doccia e per poi visitare la citt&amp;amp;#224; di Dubrovnik sperando di riuscire a trovare subito parcheggio (tutti a pagamento) cosa veramente difficile. La citt&amp;amp;#224; assomiglia ad un grande labirinto, vicoli su vicoli che si incastrano tra loro e un gioco di sali scendi di scale che permettono di scrutare bene il paesaggio e i famosi tetti rossi di Dubrovnik. Si arriva alla fine nel cuore della citt&amp;amp;#224;. La strada centrale appare come un enorme salotto. Pavimento lucido a specchio e uno “struscio” di persone interminabile, il vociferare diventa quasi assordante. Completamente distrutta dalla guerra, &amp;amp;#232; stata ricostruita in meno di 15 anni e non presenta alcun segno. La cosa che pi&amp;amp;#249; ci ha colpito &amp;amp;#232; la cura con cui sono stati ricostruiti (e ancora oggi si stanno ricostruendo) i tetti di tutti gli edifici. Per mantenere lo stile antico della citt&amp;amp;#224; si &amp;amp;#232; deciso di far arrivare da una vicina isola le tegole fatte a mano del colore originale. Una follia che noi Italiani non avremmo mai compreso. Arriviamo tardi per&amp;amp;#242; per salire sul muro di cinta per fare una passeggiata e guardare la citt&amp;amp;#224; dall’alto. L’ingresso si paga ( 50 Kn – circa 9 Euro) ma &amp;amp;#232; aperto dalle 8.00 fino alle 19.30. Facciamo per&amp;amp;#242; un giro per ammirare il resto della citt&amp;amp;#224;. La grande fontana d’Onofrio, costruita nel 1438 costruita dal napoletano Onofrio della cava che aveva avuto incarico di costruire anche gli acquedotti di 12Km per rifornire la popolazione. Fu completamente danneggiata nel tremendo terremoto del 1667. Oggi riporta solamente 16 maschere che gettano acqua potabile. La Chiesa di San Salvatore e il Convento (museo) dei Francescani con il suo bellissimo portale. Un Cristo morente raffigurato in una maniera eccellente, sovrasta l’entrata alla chiesa. (Curiosit&amp;amp;#224;. All’esterno del convento c’&amp;amp;#232; una piccola maschera in marmo. L’altezza da terra sar&amp;amp;#224; di 30 Cm. Sporge lievemente, e viene utilizzato come gioco da bambini e non solo. Il divertimento sta nel salire su questa specie di pedana, restarci sopra e togliersi e rimettersi la maglietta.) Vi assicuro &amp;amp;#232; impossibile. Provate per credere. Proseguendo per la Placa ci si affaccia sulla bellissima Piazza Luza con la Colonna di Orlando, oggi punto di ritrovo, ma una volta usata come punto dove leggere gli editti. Una curiosit&amp;amp;#224;. La misura di unit&amp;amp;#224; di Dubrovnik era l’avambraccio del cavaliere. La Torre dell’orologio, fu restaurata diverse volte a causa dei terremoti e guerre. L’ultimo restauro risale al 1929. Girando intorno alla Piazza si possono notare il Palazzo Sponza (una volta sede della dogana), mentre oggi &amp;amp;#232; alloggiato l’archivio di stato. Vicino a palazzo Sponza si trova un’altra fontana “La piccola fontana di Onofrio”. Giratevi e troverete la maestosa Chiesa di San Biagio e il palazzo del Rettore. La Stradum (Il corso per intenderci) dove volendo ci si pu&amp;amp;#242; sdraiare e mangiare per quanto &amp;amp;#232; lucido e pulito, una via che taglia la citt&amp;amp;#224;, ricca di piccoli negozi. Ceniamo in uno dei tantissimo mini ristoranti sparsi nella miriade di piccoli vicoli. Mangiamo bene e facciamo un altro giro per la citt&amp;amp;#224; di notte. Illuminata fa ancora pi&amp;amp;#249; effetto, il fascino interminabile di questa citt&amp;amp;#224;. Ad ogni angolo delle vie si possono trovare ballerini di break-dance, violinisti di musica classica, giocolieri. Beh &amp;amp;#232; ora di andare a casa.

29.07.2007
Questa volta la mattinata inizia molto tardi, siamo in spiaggia alle 11.00 Chiediamo informazioni all’ufficio turistico posto di fronte al porto turistico dove possiamo trovare altre spiagge da visitare. Molto gentilmente e sempre in Inglese, ci danno una cartina della citt&amp;amp;#224; e segnano due punti. Una delle spiagge belle da vedere era quella degli alberghi bombardati all’ora ci dirigiamo verso l’altro puntino contrassegnato dal nome di Copacabana…ci suona strano ma andiamo. Arriviamo con qualche difficolt&amp;amp;#224; a questa spiaggia, &amp;amp;#232; una piccola insenatura all’interno di un campeggio. L’ingresso e il parcheggio della&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/croazia/diario_di_viaggio_croazia_4700.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Croazia 2007&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=3067&amp;user=lele74"&gt;lele74&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>lele74</dc:creator><category>CROAZIA</category><pubDate>Sat, 19 Jan 2008 22:37:32 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/croazia/diario_di_viaggio_croazia_4700.ashx</guid></item><item><title>Egitto 2005</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/egitto/diario_di_viaggio_egitto_4698.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/egitto/diario_di_viaggio_egitto_4698.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/3067/4698/39779.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;EGITTO, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3 Ottobre
L’aereo Egypt Air Lines ci aspetta al Leonardo da Vinci per raggiungere quella tanto attesa meta. Il volo &amp;amp;#232; tranquillo, senza sobalzi e vuoti d’aria. L’aereo non &amp;amp;#232; male anche se ho visto di meglio. Il servizio a bordo invece &amp;amp;#232; ottimo, eccellente nulla da dire. La cortesia si vede &amp;amp;#232; di casa. Dopo 4 ore siamo a Luxor, stanchi del viaggio ma felici di essere arrivati in una terra stupenda e da sempre sognata.Veniamo presi all’aeroporto e con dei pulman fatti veniamo trasferiti all’attracco delle Navi, che in realt&amp;amp;#224; sono degli enormi zatteroni ben allestiti. Veniamo accolti in maniera eccellente dirottati subito nelle nostre stanze per una doccia e poi in sala pranzo dove ci imbattiamo subito nella fatidica “cucina internazionale”.
Riso in bianco, pollo e manzo. Durante la cena ci viene mostrato il diario di viaggio, le nostre escursioni e gli orari da panico, le alzatacce e gli svariati mezzi da prendere.

4 Ottobre
La sveglia del primo giorno non &amp;amp;#232; male, alle 6:00 ci dobbiamo trovare in sala per una buona colazione.Alle 6:30 siamo pronti in autobus per tornare a Luxor e visitare il grande tempio consacrato ad Ammone.La guida ci favoleggia, ci incanta con i racconti su questo enorme tempio.In realt&amp;amp;#224; i templi sono due,camminando infatti ci si accorge di essere all’interno del tempio di Luxor per poi arrivare al tempio di Karnak una immensa distesa di colonne che caratterizzano il posto. Il colonnato &amp;amp;#232; spettacolare, 134 colonne, ci lascia senza fiato, i geroglifici, i colori le forme diverse, papiri e fiori di loto, uno spettacolo che visitato presto al mattino ti lascia a bocca aperta. Sorpassato il colonnato si pu&amp;amp;#242; ammirare la moschea di Abu el-Haggag, e si nota anche l’altezza della sabbia che sommergeva il tempio.Una curiosit&amp;amp;#224;: su una colonna in alto troviamo una scritta “1820 Carlo Vidua Italiano”. Carlo Vidua era un viaggiatore/esploratore/collezionista torinese, che rimase colpito dall’egitto. Tanto ne rimase colpito che volle fare un regalo a Torino, il museo Egiziano pi&amp;amp;#249; bello e grande d’europa.Ma la vera curiosit&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; la data, nel 1820 l’italia ancora non esisteva. 

5 Ottobre
La prima tappa sempre in pulman &amp;amp;#232; il tempio di Hatshepsut. Arriviamo con il pulman fino ad un tratto, poi scendiamo e prendiamo una specie di trenino che ci porta fino alle porte del tempio, li scendiamo e ci andiamo a riparare sotto una tettoia e seduti ascoltiamo la guida che ci spiega la struttura che ad occhio sembra molto pi&amp;amp;#249; moderna delle rovine fino ad ora viste, ed infatti la gran parte del tempio &amp;amp;#232; stato ricostruito. Il tempio &amp;amp;#232; composto da Tre terrazzi/colonnati addossati alla roccia naturale, l’ultimo terrazzo, il pi&amp;amp;#249; alto &amp;amp;#232; collegato al sacrario riservato alla divinit&amp;amp;#224; Hatshepsut, la prima vera regina d’Egitto. In realt&amp;amp;#224; il tempio non lascia a bocca aperta, almeno a noi, ha lasciato un po di amaro in bocca. Al secondo terrazzo si notano due cappelle, quella a Sud dedicata ad Hathor (Dea della musica, della poesia dell’amore) e quella a Nord dedicata ad Anubi (Dio dei morti). In questa si possono notare dei colori bellissimi e ancora accessi nonostante il sole e il tempo che scorre inesorabile. Risaliamo su uno di questi trabiccoli e torniamo al nostro pulman per far rotta nella Valle dei Re.
Arriviamo e scendiamo dal pulman, il colpo d’occhio non &amp;amp;#232; dei migliori. Lo spettacolo che verr&amp;amp;#224; si. Un deserto immenso con dei piccoli buchi che scendono verso il basso, porticine che sembrano tane, invece sono tombe, le tombe dei Re. La guida ci fa accomodare sotto una piccola tettoia perch&amp;amp;#232; il sole comincia a picchiare duro. Li all’ombra ci spiega la zona e cosa andremo a vedere, e sopratutto perch&amp;amp;#232; non entrer&amp;amp;#224; con noi all’interno. Ci dice che li far&amp;amp;#224; molto caldo e sar&amp;amp;#224; molto umido e non potr&amp;amp;#224; fermarsi a spiegare per evitare che qualcuno si senta male. Nella valle sono state rinvenute fino adesso 63 tombe. La prima che si incontra &amp;amp;#232; la tomba di Ramses VII. Entriamo e capiamo cosa intendeva dire la guida, si soffoca.La nostra giornata continua faticosamente, non siamo abituati a questo caldo, si respira benissimo, l’aria non &amp;amp;#232; affatto afosa, ma il sole cuoce ferocemente la pelle. Rientriamo in pulman e ci diriggiamo verso la nave dove ad accoglierci troviamo una gradita sorpresa. Un piccolo asciugamano tenuto in caldo da passare sul viso e sul collo, sembrava un paradosso ma in meno di un minuto il caldo era passato. Ci servono il pranzo e poi subito via nuovamente fuori per visitare il tempio di Edfu dedicato al Dio Horus. Questa volta per&amp;amp;#242; non andiamo in Pulman ma in carrozza, fuori dalla nave troviamo una sfilza di carozzelle con dei cavalli striminsiti che fanno fatica solo a respirare. Il cocchiere un ragazzo di appena 18 anni ci fa da guida, ci spiega che un palazzo a dir poco disastrato &amp;amp;#232; l’ospedale del posto, e che pi&amp;amp;#249; a destra c’&amp;amp;#232; lo stadio della squadra locale.Ci divertiamo e facciamo conoscenza con questo ragazzo che ci spiega che il cavallo &amp;amp;#232; la sua unica fonte di sostentamento alla famiglia. Arriviamo davanti ad un parcheggio enorme, ma non ci sono pulman o macchine, solamente carrozze tutte allineate agganciate a delle sbarre. Oltre la ringhiera un gruppo di bambini ci chiedono delle penne bic e i cappellini che portiamo per ripararci. Mi avvicino, non ho le bic o matite, ma gli regalo ben volentieri il mio cappellino da baseball.Arrivati davanti al tempio rimango esterefatto dalla sua grandezza. Tutto l’esterno del tempio &amp;amp;#232; i ricoperto da basso rilievi grandissimi, l’effige di Horus ricopre i due laterali nella sua completa altezza. Entrare in questo tempio &amp;amp;#232; qualcosa di particolare, si sta entrando nel tempio del dio falco. Horus era il dio del cielo della luce e della bont&amp;amp;#224;, sconfisse Seth (suo Zio) dio del male e dell’oscurit&amp;amp;#224;.

6 Ottobre
La giornata del 6 ottobre iniza molto presto. Sveglia alle 4:30. Dobbiamo essere pronti per le 5:00, alle 6:30 abbiamo un volo che ci porter&amp;amp;#224; nel posto pi&amp;amp;#249; affascinante del mondo. Visiteremo il tempio di Abu Simbel.Il volo a differenza di quello di arrivo &amp;amp;#232; un po traballante. I voli interni lasciano un po a desiderare.All’aeroporto c’&amp;amp;#232; un pulman ad aspettarci, questo ci porter&amp;amp;#224; prima alla diga di Aswan. Arrivati scendiamo e guardiamo il capolavoro voluto dal presidente Nasser, che per pochissimi mesi non fece in tempo a vederla inaugurata. Siamo i primi a presentarci davanti ai 4 Faraoni scolpiti direttamente nella roccia. Statue alte 20 metri fatte costruire da Ramses per onorare tre grandi divinit&amp;amp;#242;, Amon Ra e Ptah. Il tempio di Abu Simbel per&amp;amp;#242; ha una storia affascinante che non risale a tanto tempo fa, ma solamente a circa 40 anni fa.

7 Ottobre 2005

Il giorno precedente &amp;amp;#232; stato massacrante quindi la mattina veniamo lasicati pi&amp;amp;#249; liberi del solito.Sveglia alle 7:00Il giorno dovrebbe essere tranquillo e andremo a visitare la Moschea di Mohamedd Ali e la piana di Giza.
Arrivati con il pulman in un parcheggio scendiamo e a piedi cominciamo a camminare per raggiungere la Cittadella con la relativa moschea di Mohamedd Ali. Qui a differenza dei siti precedentementi visitai l’atmosfera &amp;amp;#232; diversa, non siamo presi d’assalto da bambini che vogliono in regalo penne o cappellini, o da venditori di souvenir. Qui la Polizia &amp;amp;#232; molto severa con chi si avvicina ai turisti, non tollerano nulla, per motivi di sicurezza e di lavoro, i poliziotti ci guardano a distanza e appena qualcuno ci si avvicina per proporci qualche cosa da vendere, gli agenti si avvicinano e con fare minaccioso allontanano il venditore ambulante. Entriamo nella moschea e le donne “troppo scollate o avvenenti” vengono fatte coprire con un telo verde che consegnano all’ingresso.

Per leggere tutto il diario del viaggio http://idiaridiviaggio.blogspot.com/&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/egitto/diario_di_viaggio_egitto_4698.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Egitto 2005&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=3067&amp;user=lele74"&gt;lele74&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>lele74</dc:creator><category>EGITTO</category><pubDate>Sat, 19 Jan 2008 22:23:50 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/egitto/diario_di_viaggio_egitto_4698.ashx</guid></item></channel></rss>