﻿<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:trackback="http://madskills.com/public/xml/rss/module/trackback/"><channel><title>ViaggiScoop.it, I viaggi di tizimari</title><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari</link><description>I miei viaggi inseriti su www.viaggiscoop.it</description><dc:language>it-IT</dc:language><managingEditor>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</managingEditor><webMaster>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</webMaster><copyright>Copyright 2004-2010 ViaggiScoop.it</copyright><generator>ViaggiScoop.it RSS generator v1.1</generator><image><title>ViaggiScoop.it</title><url>http://www.viaggiscoop.it/image/logo_RSS.gif</url><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari</link><width>103</width><height>26</height></image><item><title>Animali della Namibia, Na Ankuse, Mount Etjo, Namib desert</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/namibia/diario_di_viaggio_namibia_8155.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/namibia/diario_di_viaggio_namibia_8155.ashx"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;NAMIBIA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni giorni tra il deserto del Namib ed alcune riserve private della Namibia a caccia fotografica di animali.&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/namibia/diario_di_viaggio_namibia_8155.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Animali della Namibia&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>NAMIBIA</category><pubDate>Fri, 13 Nov 2009 23:00:58 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/namibia/diario_di_viaggio_namibia_8155.ashx</guid></item><item><title>Animali della Namibia, Na Ankuse, Mount Etjo, Namib desert</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/namibia/diario_di_viaggio_namibia_8156.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/namibia/diario_di_viaggio_namibia_8156.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/8156/80060.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;NAMIBIA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni giorni tra il deserto del Namib ed alcune riserve private della Namibia a caccia fotografica di animali.&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/namibia/diario_di_viaggio_namibia_8156.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Animali della Namibia&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>NAMIBIA</category><pubDate>Fri, 13 Nov 2009 23:02:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/namibia/diario_di_viaggio_namibia_8156.ashx</guid></item><item><title>In mongolfiera sul deserto del Namib, Windhoek, Solitaire, Sesriem, Swakopmund, Mount Etjo</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/namibia/diario_di_viaggio_namibia_8361.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/namibia/diario_di_viaggio_namibia_8361.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/8361/82840.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;NAMIBIA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Colazione non male all’Arebbusch. Partiamo alla ricerca di un auto all’europcar. In teoria dovrebebro fare un prezzo di favore per le squadre ciclistiche. Affittiamo una Yaris a 4560 $N per 11 giorni (circa 38 eur/giorno), comprese tutte le assicurazioni (passeggeri, furto, danni). La restituiremo alla nostra partenza all’aeroporto. Partiamo quindi per il nostro giro in citt&amp;amp;#225;. Iniziamo con la zona comerciale vicino alla Post mall. Nella mattinata non riusciamo a fare piu di un centinaio di metri, tanti sono i negozi di artigianato con tante cose interessanti e poi siamo sempre alla ricerca delle Birkerstock per Mari. Pomeriggio continuiamo la visita nella zona centrale, passando anche per la Christuskirche, per l’Alte Feste, per la stazione. Molte delle vie di Windhoek sono state rinominate ed i vecchi nomi degli eroi del periodo coloniale tedesco sono stati sostituiti con quelli degli attuali o di recenti capi di Stato, come la Fidel Castro street, la Laurent Desir&amp;amp;#233; Kabila e cos&amp;amp;#237; via. Cena al Gathemann, un eccellente ristorante al centro di Windhoek.
3/11/2009
Gita al Daan Vilioen Game Park, situato a circa 25 km da Windhoek, tutte le strutture del parco sono chiuse, ma &amp;amp;#233; comunque possibile visitarlo. Passeggiata a piedi sino alla diga principale, sul percorso incontriamo Kudu, gnu, facoceri, babbuini e una grande quantit&amp;amp;#225; di uccelli. 
7/11/2009 
Escursione al Na’an ku s&amp;amp;#234; wildlife sanctuary, situato a circa 40 km da Windhoek, si tratta di una riserva in cui vengono accolti animali feriti. Oltre a vari erbivori, ci sono ghepardi, leoni, leopardi, linci, licaoni e babbuini. Gli animali sono comunque rinchiusi in ampie zone cintate e sono nutriti giornalmente. I leoni non gradiscono che gli si punti contro l’obiettivo della macchina fotografica e reagiscono abbastanza vivacemente. 
Dopo aver concluso la parte ciclistica del soggiorno in Namibia, oggi si parte per qualche giorno di vacanza, in programma un volo in mongolfiera sul deserto del Namib, un ritorno a Swakopmund ed un giro in un parco per vedere un p&amp;amp;#243; di animali.
Imbocchiamo la C26 per poi imboccare a sinistra la C24. Gli amici di Windhoek ci hanno consigliato di prendere la strada dello Spreets hoogte Pass. Quando giungiamo a  Nauchas giriamo quindi a destra e iniziamo la salita la passo, dopo qualche chlometro si apre la vista spettacolare sulla vallata del deserto del Namib, breve sosta per una birretta ben conservata tra le bottiglie ghiacciate congelate all’Arebbusch. Si scende verso Solitaire per una colazione a base della famosa torta di mele, tra una miriade di tessitori e di altri passeracei. Si continua in direzione di Soussvlei, il Desert Camp qualche chilometro prima dell’entrata principale di Sesriem &amp;amp;#233; un posto incantevole, peccato non ci sia posto per la notte, non ci resta che piantare la tenda nel Campsite di Sesriem. Cena con filetto di Kudu al ristorante del Campsite, nella vicina pompa di benzina riusciamo anche a trovare un collegamento internet. A letto presto domattina alle 5 ci attende il volo in pallone.
10/11/2009
Puntuali alle 5h30 ci raccolgono all’entrata del campsite per raggiungere il punto di partenza del volo in mongolfiera. Avvistiamo da lontano le sagome dei palloni che si stanno gonfiando. Si entra nel cesto in compagnia di 2 tedeschi e dei 2 manovratori. Ci       spiegano rapidamente le norme di sicurezza e la posizione da tenere in caso di atterraggio con vento. Senza nemmeno accorgercene ci siamo gi&amp;amp;#225; sollevati da terra e stiamo sorvolando le dune del deserto del Namib, &amp;amp;#232; un sogno! Ci alziamo e abbassiamo alla ricerca delle correnti di vento che ci portino nella direzione corretta, puntiamo su Soussusvlei in un continuo altalenarsi, sfioriamo la vegetazione, tocchiamo leggermente il suolo sulla strada poi d nuovo in alto, le piste tracciate dagli animali scorrono sotto di noi, le dune si perdono a vista d’occhio.
Dopo un’ora e un quarto circa atterriamo dolcemente poco lonatno dal letto secco del fiume che si perde nel deserto. Colazione abbondante in pieno deserto prima di riprendere la via del ritorno. Smontiamo la tenda e si riparte in direzione Swakopmund, di nuovo sosta a Solitaire con l’immancabile torta di mele da dividere con i simpatici passeracei e continuiamo sulla strada sterrata verso il Kuiseb Canyon per atraversare il braccio di Parco che ci divide da Walvis Bay.   Poco prima dell’incrocio della C26 passiamo il tropico del capricorno, simpatici scoiattoli ci osservano dai lati della strada, in lontananza struzzi e orici si dividono le desolate piane. Alcune deviazioni laterali ci permettono di raggiungere l’orlo del Canyon con impressionanti viste panoramiche. Poi di nuovo nelle piane dorate sino a raggiungere Walvis Bay in un atmosfera da tempesta di sabbia. Telefonicamente abbiamo riservato l’Hotel Rapmund a Swakopmund, tra i piumoni dei letti sembra di essere in Baviera. Non avendo prenotato, non riusciamo a trovare posto per la cena al “The Tag”, considerato tra i migliori ristoranti di Swakopmund e situato in prima linea sul mare. Ci dirigiamo allora al Kucki’s Pub dove qualche anno prima ci eravamo deliziati con un misto mare fantastico. Difficile riconoscerlo, il vecchio pub era stato completamente rimesso a nuovo, il cortile interno trasformato in sala chiusa con tanto di mezzanina. Il piatto di frutti di mare risulta comunque ancora notevole anche se ci sembra meno abbondante di quello delle nostre memorie.

11/11/2009
  Mattinata a Swakopmund per gustarci l’atmosfera tranquilla e rilassante di questa localit&amp;amp;#225; di villeggiatura. Fettina di strudel, visita al museo, all’artigianato, biretta e spuntino alla birreria in parte al museo, prima di imboccare la Transkalahari Highway in direzione Usakos e Omaruru. Lungo il percorso una deviazione su di una pista sterrata di circa 30 km ci porta allo Spitzkoppe, una serie di picchi rocciose che spuntano dall’altopiano. Ritorniamo sull’asfalto della Transkalahari Highway per poi deviare verso Omaruru e di nuovo 40 km di pista sino al Mount Etjo Game Park che raggiungiamo ormai all’imbrunire, appena in tempo per l’aperitivo e la cena nella grande sala a pianta rotonda del lodge. In serata escursione per il pasto dei leoni, purtroppo i leoni in questo parco non sono in libert&amp;amp;#225; ma segregati in una ampia zona cintata e vengono nutriti tutte le sere dal personale del parco. In ogni caso la visione di questi animali a due passi da noi &amp;amp;#233; sempre molto emozionante.

12/11/2009
Partenza alle 7 per un’escursione di crca 3 ore nel parco Mount Etjo. Il parco che &amp;amp;#233; una delle prime riserve naturali private della Namibia &amp;amp;#233; molto esteso. Incontriamo numerosissime giraffe e poi kudu, gnu, springbok, zebre, impala, dikdik, waterbuck, nyala, famigliole di facoceri, struzzi, ippopotami, aironi, spatole, marabu. Purtroppo per quanto riguarda gli elefanti e i rinoceronti ritroviamo solo gli escrementi. Ripartiamo con un p&amp;amp;#243; di amaro in bocca, per noi un parco africano senza i grandi felini &amp;amp;#233; un parco a met&amp;amp;#225;. Ci rifaremo prossimamente. Dopo aver percorso i 40 km che separano la riserva dalla strada nazionale 1,  pieghiamo verso Windhoek, sulla strada ancora il tempo per qualche incontro con i babbuini arroccati sui tralicci dell’elettricit&amp;amp;#225; ad osservare il traffico della nazionale. Sosta per il pranzo a Okahandja e visita al mercato artigianale considerato il pi&amp;amp;#250; importante della Namibia. La maggior parte dell’artigianato proviene comunque da altri Paesi africani e soprattutto dallo Zimbabwe e dal Congo Democratico. La maggior parte dei venditori sono congolesi o angolani. Rientro a Windhoek, al solito Arebbusch e l’indomani partenza per l’aeroporto per il nostro volo su Luanda. All’aeroporto scopriamo che in Namibia (per lo meno con Air Namibia) si paga una tassa di sovraccarico di 5 kg per la bicicletta, pagabile per altro solo in dollari namibiani. 
In totale abbiamo percorso 1800 km.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/namibia/diario_di_viaggio_namibia_8361.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;In mongolfiera sul deserto del Namib&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>NAMIBIA</category><pubDate>Wed, 16 Dec 2009 20:13:16 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/namibia/diario_di_viaggio_namibia_8361.ashx</guid></item><item><title>Campionati africani ciclismo 2009, Windhoek</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/namibia/diario_di_viaggio_namibia_8181.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/namibia/diario_di_viaggio_namibia_8181.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/8181/80349.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;NAMIBIA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una settimana a Windhoek per la partecipazione ai campionati africani di ciclismo.&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/namibia/diario_di_viaggio_namibia_8181.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Campionati africani ciclismo 2009&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>NAMIBIA</category><pubDate>Fri, 20 Nov 2009 20:53:21 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/namibia/diario_di_viaggio_namibia_8181.ashx</guid></item><item><title>Ritorno a Luanda, Ilha, Miramar, Sambizanga, Talatona, Luanda</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/angola/diario_di_viaggio_angola_8086.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/angola/diario_di_viaggio_angola_8086.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/8086/78963.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;ANGOLA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luanda, 31/10/2009
Pensavamo che la Norvegia avesse prezzi imbattibili! Questo solo sino a qualche minuto fa, quando abbiamo ripreso contatto con la citt&amp;amp;#225; di Luanda a distanza di 15 anni dal nostro ultimo passaggio. Nel 1995 l’Angola era ancora un Paese immerso nella guerra, oggi &amp;amp;#233; un Paese in ricostruzione. Le dimensioni della citt&amp;amp;#225; si sono moltiplicate, intere zone residenziali costruite, come Talatona con la sua serie interminabile di condomini privati. I nuovi ghetti per ricchi del XXI secolo.
All’aeroporto ci ha accolto Dino, l’autista della Guest House Soleme, che abbiamo prenotato via Internet. &amp;amp;#200; sabato mattina ed il caotico traffico di Luanda sembra concedere una tregua, in circa 15 minuti raggiungiamo la Guest House Soleme (Rua Kwammw N’Krumah, 1 – web-site: www.soleme.com. Trovare un Hotel in Luanda sembra essere sempre abbastanza problematico, dopo una serie di tentativi a vuoto, abbiamo trovato per caso il sito di Soleme su internet, contattati e ricevuto risposta in meno di mezza giornata, abbiamo confermato. La Guest House si rivela all’altezza delle immagini del site, camere pulite con aria condizionata, internete e TV satellitare, anche il servizio &amp;amp;#232; eccellente. Si trova inoltre in una posizione strategica nel pieno centro di Luanda a 500 metri dal palazzo presidenziale e dai principali ministeri, zona quindi molto sicura. Contrattiamo con Dino per un giro panoramico della citt&amp;amp;#225; per vedere un p&amp;amp;#243; i cambiamneti subiti in 15 anni.
Iniziamo con il quartiere di Miramar con la rsidenza privata di Dos Santos, il presidente, la zona delle residenze degli ambasciatori e le magnifiche viste sulla baia di Luanda e sull’Ilha, ma anche sul quartiere popolari di Sambizanga dove sorge uno dei pi&amp;amp;#250; vasti mercati africani, il Roque Santeiro, una vera giungla e una zona estremamente pericolosa. Proseguiamo verso il porto, con vista sulle baraccopoli che sorgono giusto dietro il muro di cinta. La marginal su cui &amp;amp;#233; in corso un faraonico progetto di riqualificazione dell’intera area, con il drenaggio della sabbia dalla baia per costruire spiagge artificiali su cui costruire nuove installazioni turistiche. Passiamo sotto la Fortaleza di san Miguel, per raggiungere l’imbocco “da Ilha”. Sull’Ilha sorgono tutta una serie di Hotel e di ristoranti di lusso, ma nache piccoli ristorantini economici frequentatissimi dai locali soprattutto verso sera o nei fine settimana. Al “Ponto Final” l’estremit&amp;amp;#225; dell’Ilha ci concediamo una “Cuca”, la birra locale, stupendamente gelata. Nuvoloni si profilano sul settore nord di Luanda ed il vento tenta di portarsi le tendine da ombra malamente legate a dei massi. Tempo di partire, passiamo per la Cidade Alta, con i vari ministeri, il palazzo del presidente, la chiesa dl Bom Jesus, ma nache le baracche di “Hong Kong”. Dino ci spiega che in Angola sono molto creativi, un vecchio palazo occupato &amp;amp;#232; stato ribattezzato “Cecenia”, un altro quartiere un p&amp;amp;#243; problematico “Bagdad”, adesso manca solo Kabul, ma forse non esistono posti del genere in Angola.  Passando nei pressi della residenza di Dos Santos, zona altamente proibita e iper protetta ai tempi di Savimbi, ci dirigiamo verso il nuovo quartiere di Talatona. 15 anni fa qui c’era solo foresta, ora sorge il maggior centro commerciale di Luanda, il Belas Shopping e una serie interminabile di condomini privati di super lusso.
Motivi dominanti in tutta la citt&amp;amp;#225; i cartelloni pubblicitari della CAN 2010 (Coppa africana delle nazioni, di calcio) e della campagna contro l’AIDS.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/angola/diario_di_viaggio_angola_8086.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Ritorno a Luanda&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>ANGOLA</category><pubDate>Sat, 31 Oct 2009 19:11:05 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/angola/diario_di_viaggio_angola_8086.ashx</guid></item><item><title>Breve sosta a Doha, Doha</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/qatar/diario_di_viaggio_qatar_8071.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/qatar/diario_di_viaggio_qatar_8071.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/8071/78460.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;QATAR, Medio Oriente&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9 Ottobre 2009; Venerd&amp;amp;#237;
Dubai – Doha – Milano 
Dall’Ibis di Dubai all’aeroporto alle 4 del mattino sono soli 5 minuti di strada, potrebbe essere oltre un’ora nei momenti di punta. Un’ora di volo e sbarchiamo a Doha, abbiamo una sosta di circa 6 ore e quindi ne approfittiamo per una visita alla citt&amp;amp;#225;. Alle formalit&amp;amp;#225; di dogana si paga il visto di entrata 100 QR a testa (18 eur), recuperiamo una mappa della citt&amp;amp;#225; e troviamo un simpatico tassista che per circa 60 QR (12 eur) ci scarrozza in un tour panoramico della citta. Appartiene alla compagnia di taxi azzurri che operano all’aeroporto e che scopriamo poi essere di propriet&amp;amp;#225; del presidente del Qatar. Iniziamo dalla Corniche, con il museo islamico (purtroppo chiuso essendo venerd&amp;amp;#237;), il quartiere diplomatico con i suoi grattacieli futuristici. La crisi si fa sentire anche qui e tutti i cantieri sono stati sospesi, la maggior parte degli operai aisatici, disoccupati o rimpatriati. Raggiungiamo poi il famoso grattacielo a zigzag che sembra costruito per sfidare le leggi della gravit&amp;amp;#225;. Passiamo a lato della residenza del presidente, il campo da tennis dove si terr&amp;amp;#225; tra qualche settimana il torneo di Doha. Una piacevole sorpresa &amp;amp;#233; il vecchio suq, completamente ristrutturato, ma che mantiene il suo fascino tradizionale, con i suoi quartieri a tema. La via centrale contornata da bar, piccoli ristoranti e negozi di artigianato e poi le viuzze delle spezie, dei tessuti delle pentole, per finire nella zona riservata ai piccoli animali, principalmente piccioni, parrocchetti, ma anche gatti e conigli. Si possono qui trovare i piccioni pi&amp;amp;#250; incredibili, con le penne arricciate, con colli maestosi, delle vere rarit&amp;amp;#225;. Rientro all’aeroporto e imbarco per il volo su Milano.
Alcune ragazze velate non appena sull’aereo si liberano di velo e tunica nera e riappaiono in jeans e t-shirt, completamente occidentalizzate, anche questo &amp;amp;#233; il contrasto di questi paesi.

&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/qatar/diario_di_viaggio_qatar_8071.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Breve sosta a Doha&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>QATAR</category><pubDate>Tue, 27 Oct 2009 20:50:45 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/qatar/diario_di_viaggio_qatar_8071.ashx</guid></item><item><title>Oman fai da te, Muscat, Muttrah, Sur, Nizwa, Khasab, Monti Hajar</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/oman/diario_di_viaggio_oman_8046.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/oman/diario_di_viaggio_oman_8046.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/8046/77771.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;OMAN, Medio Oriente&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il viaggio inizia nella schizofrencia Dubai, citt&amp;amp;#225; divisa tra la storica Deira e il suo Creek, e le torri esagerate e ultramoderne dei nuovi quartieri commerciali. Proseguiamo poi verso nord attraversando altri 3 emirati per raggiungere i paesaggi selvaggi e inospitali del Musandam, piccola enclave Omanita protesa nello stretto di Hormuz con i suoi Khor (fiordi) che si incuneano tra montagne quasi inaccessibili. Riattraversiamo gli emirati per rientrare nel sultanato dell’Oman con la tranquilla Muscat e gli splendidi villaggi di pescatori della costa sud affacciata sull’oceano indiano. Di nuovo il deserto nella regione di Al Sharqiya con le dune di Wahiba Sands, le citt&amp;amp;#225; fortificate di Nizwa, Bahla, Jibrin, Nakhal e Rustaq e le spettacolari strade bianche che attraversano il Jebel Shams su cui si apre il Gran Canyon d’Arabia. La traversata dei monti Hajar su strade impossibili con pendenze attorno al 20%, sorprendenti oasi di montagna e gole profondissime. Seguendo il letto del Wadi Bani Awf ritorniamo all’asfalto. Rientro a Dubai passando per Ibri e Al Ain. Scalo a Doha per una rapida visita della citt&amp;amp;#225;, in particolare la zona diplomatica con i suoi grattacieli bizzarri ed il vecchio suq, che si &amp;amp;#233; rivelato una gradita sorpresa. 
In 11 giorni abbiamo percorso 3000 km. Costo: circa 1250 euro a testa, comprensivo di biglietto aereo e affitto auto. Un viaggio caratterizzato da un’estrema sensazione di sicurezza e di tranquillit&amp;amp;#225; in qualsiasi situazione e luogo, se facciamo eccezione per la spericolata corsa in auto sulle dune delle Wahiba Sands, dove l’adrenalina si &amp;amp;#233; fatta sentire.
Le immagini di questo viaggio: gli uomini di bianco vestiti e le donne velate in nero, i futuristici grattacieli di Dubai e Doha, i castelli merlati e le torri di guardia, le decorazioni di henn&amp;amp;#233;, i datteri, i dhow, i paesaggi mozzafiato dei monti Hajar, le gole nei letti degli wadi, le temperature esagerate, i fiordi (khor) nella penisola del Musandam, le tartarughe e i delfini. 
Top five: la strada di montagna dei monti Hajar e di Wadi Bani Awf,  la penisola del Musandam, le tartarughe marine nella riserva naturale di Ras al Jinz, Sur ed i villaggi dei pescatori della costa sud dell’Oman, il vecchio suq di Doha. 

Informazioni pratiche:
Il volo con Qatar Airways da Milano Malpensa a Dubai con scalo a Doha.
Auto affittata con budget: Prenotata RAV 4 ma con l’up grade ci hanno dato un Toyota Fortuner con cambio automatico, super comoda anche se il cambio automatico non &amp;amp;#233; il massimo per la guida su sabbia. Costo affitto auto circa 90 eur/giorno. Limite di velocit&amp;amp;#225; negli emirati 120 km/h. Le strade in ottime condizioni e perfettamente segnalate. Alla budget abbiamo provveduto alla assicurazione supplementare per viaggiare in Oman.
Temperature ancora un p&amp;amp;#243; troppo elevate tra i 40&amp;amp;#186; ed i 45&amp;amp;#186;. Nessun problema per trovare l’alloggio anche non avendo prenotato nulla, la maggior parte degli hotel erano vuoti.
Cucina: in prevalenza si trovano ristorantini con cucina indiana e libanese, anche se nei principali centri si pu&amp;amp;#243; trovare anche la cucina internazionale. Ottimi i succhi di frutta fresca, in ogni lato.
Meglio pagare con la carta di credito per avere un tasso di cambio pi&amp;amp;#250; vantaggioso. Nei ristoranti minori e nei negozietti si deve invece pagare in cash.
Moneta: 
UAE: Dirham degli emirati (AED) 1 EUR = 5,23 AED
Oman: Rial dell’Oman (OR) 1 EUR = 0,55 OR
Qatar: Rial del Qatar (QR) 1 EUR = 5,30 QR

Il viaggio:
28 Settembre 2009; Lunedi
Milano -Dubai
Volo con la Qatar airways da Malpensa a Dubai con scalo a Doha partiamo da Milano alle 22h50 in perfetto orario, il servizio a bordo &amp;amp;#233; eccellente, aereo semivuoto, ci si pu&amp;amp;#243; sdraiare e schiacciare un pisolino. 5h 50 di volo per raggungere Doha (1 ora avanti rispetto all’Italia, alle 6 del mattino siamo gi&amp;amp;#225; attorno ai 37&amp;amp;#186; di temperatura. Alle 7h55 coincidenza per Dubai, 1 ora di volo e 1 ora avanti rispetto al Qatar (2 in pi&amp;amp;#250; rispetto all’Italia). 
Il volo ci &amp;amp;#233; costato 330 eur a testa (compresa assicurazione).

29 Settembre 2009; Martedi
Dubai e dintorni
All’aeroporto le pratiche doganali sono rapide e efficienti, recuperiamo l’auto presso la budget, e gradita sorpresa non avendo a disposizione la RAV 4 prenotata ci consegnano un Toyota Fortuner 4x4 7 posti. Viaggeremo da veri nababbi. L’impatto con i 42&amp;amp;#186; del mattino di Dubai ci ricorda che ci siamo spostati sensibilmente a sud, la nostra salvezza &amp;amp;#233; l’aria condizionata dell’auto. L’aeroporto di Dubai si trova in pieno centro della citt&amp;amp;#225;, anzi si direbbe che la citt&amp;amp;#225; si sia sviluppata attorno all’aeroporto. Gli aerei passano a poche decine di metri sopra le superstrade e sopra le torri dei grattacieli, la maggior parte dei quali ancora in costruzione. Il nostro programma per oggi prevede un giro panoramico per Dubai, vorremmo vedere i suq di Deira, il famoso creek con i suoi Dhow e la nuova area commerciale. Bastano pochi chilometri nelle affollate vie che conducono a Deira, a Bur Dubai e alla nuova zona commerciale, per comprendere che la citt&amp;amp;#225; &amp;amp;#232; un enorme cantiere, in ogni angolo lavori in corso, per costruire una strada, un nuovo grattacielo, una linea della metropolitana o solo per demolire quello che gi&amp;amp;#225; esisteva, anche se ci dicono che nella maggior parte dei cantieri i lavori sono stati sospesi, anche qui la crisi si fa sentire e gli investimenti stranieri arrivano ormai a singhiozzo. Le indicazioni stradali sono eccellenti e la citt&amp;amp;#225; risulta abbastanza facile da percorrere se non fosse per l’intenso traffico bloccato dagli interminabili semafori.
Dall’aeroport Road puntiamo su Deira, passiamo poi a lato del creek e dei principali suq, attraversiamo il ponte sul creek e ci troviamo a Bur Dubai, le interminabili torri della zona commerciale sono i nostri punti di riferimento per orientarci nel traffico urbano. Raggiungiamo il Trade Center e decidiamo di installarci all’Ibis Hotel che offre prezzi veramente vantaggiosi ed un ottimo rapporto qualit&amp;amp;#225; prezzo (320 AED per una doppia, circa 60 eur). Lasciati i bagagli in Hotel ci rifocilliamo alla Noodle House situato nelle Emirates Towers, prima di continuare la nostra visita di Dubai. Transitiamo tra i maggiori centri commerciali del mondo il Mall of Emirates con l’incredibile stazione di sci in pieno deserto, il Burj Dubai, che con i suoi incredibili 800 metri &amp;amp;#233; il grattacielo pi&amp;amp;#250; alto del mondo. Raggiungiamo poi Jumeirah, dove sorge il famoso Burj Arab, l’Hotel a 7 stelle a forma di vela che &amp;amp;#233; divenuto il simbolo di Dubai, ci accontentiamo di vedere la sua sagoma dall’esterno visto che una camera in questo hotel va dai 3500 ai 35 000 euro a notte, e chi se lo pu&amp;amp;#243; permettere??
Le bizzarie degli emiri non terminano qui, con il sole che sta tramontando dietro la sagoma del Burj Arab intravediamo come in miraggio la sagoma di torri e merletti che spuntano dal mare, puntiamo verso sud e raggiungiamo il Jumeirah Palm, questo complesso residenziale da mille e una notte costruito su di un’isola completamente artificiale a forma di palma, il vertice della palma &amp;amp;#233; dominato da una maestosa porta di entrata con tanto di torri e torrette, ma dove siamo finiti? L’atmosfera &amp;amp;#233; da fiaba. Rientriamo a Dubai e tentiamo l’impresa non semplice di trovare un parcheggio nei pressi del creek, dopo una buona mezz’orata desistiamo e ci infiliamo in un parcheggio silos. Deira &amp;amp;#233; il tradizionale centro commerciale del golfo persico in cui frotte di scaricatori si muovono indaffarati caricando e scaricando ogni genere di merce dai tradizionali dhow, nei suoi suq prosperose donne africane si riforniscono di ogni tipo di merce che caricheranno poi sulle navi con destino ai diversi paesi africani. Arriviamo al suq delle spezie quasi all’ora di chiusura, ci rimane comunque il tempo per fare scorta di datteri ripieni di noci, fichi secchi aromatizzati alla liquiriz&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/oman/diario_di_viaggio_oman_8046.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Oman fai da te&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>OMAN</category><pubDate>Sun, 25 Oct 2009 15:55:02 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/oman/diario_di_viaggio_oman_8046.ashx</guid></item><item><title>Emirati e Oman, Dubai, Sharjah, Ras al Kaimah, Dibba, Fujairah</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/emirati arabi uniti/diario_di_viaggio_emirati arabi uniti_8048.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/emirati arabi uniti/diario_di_viaggio_emirati arabi uniti_8048.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/8048/77807.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;EMIRATI ARABI UNITI, Medio Oriente&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il viaggio inizia nella schizofrenica Dubai, citt&amp;amp;#225; divisa tra la storica Deira e il suo Creek, e le torri esagerate e ultramoderne dei nuovi quartieri commerciali. Proseguiamo poi verso nord attraversando altri 3 emirati per raggiungere i paesaggi selvaggi e inospitali del Musandam, piccola enclave Omanita protesa nello stretto di Hormuz con i suoi Khor (fiordi) che si incuneano tra montagne quasi inaccessibili. Riattraversiamo gli emirati per rientrare nel sultanato dell’Oman con la tranquilla Muscat e gli splendidi villaggi di pescatori della costa sud affacciata sull’oceano indiano. Di nuovo il deserto nella regione di Al Sharqiya con le dune di Wahiba Sands, le citt&amp;amp;#225; fortificate di Nizwa, Bahla, Jibrin, Nakhal e Rustaq e le spettacolari strade bianche che attraversano il Jebel Shams su cui si apre il Gran Canyon d’Arabia. La traversata dei monti Hajar su strade impossibili con pendenze attorno al 20%, sorprendenti oasi di montagna e gole profondissime. Seguendo il letto del Wadi Bani Awf ritorniamo all’asfalto. Rientro a Dubai passando per Ibri e Al Ain. Scalo a Doha per una rapida visita della citt&amp;amp;#225;, in particolare la zona diplomatica con i suoi grattacieli bizzarri ed il vecchio suq, che si &amp;amp;#233; rivelato una gradita sorpresa. 
In 11 giorni abbiamo percorso 3000 km. Costo: circa 1250 euro a testa, comprensivo di biglietto aereo e affitto auto. Un viaggio caratterizzato da un’estrema sensazione di sicurezza e di tranquillit&amp;amp;#225; in qualsiasi situazione e luogo, se facciamo eccezione per la spericolata corsa in auto sulle dune delle Wahiba Sands, dove l’adrenalina si &amp;amp;#233; fatta sentire.
Le immagini di questo viaggio: gli uomini di bianco vestiti e le donne velate in nero, i futuristici grattacieli di Dubai e Doha, i castelli merlati e le torri di guardia, le decorazioni di henn&amp;amp;#233;, i datteri, i dhow, i paesaggi mozzafiato dei monti Hajar, le gole nei letti degli wadi, le temperature esagerate, i fiordi (khor) nella penisola del Musandam, le tartarughe e i delfini. 
Top five: la strada di montagna dei monti Hajar e di Wadi Bani Awf,  la penisola del Musandam, le tartarughe marine nella riserva naturale di Ras al Jinz, Sur ed i villaggi dei pescatori della costa sud dell’Oman, il vecchio suq di Doha. 

Informazioni pratiche:
Il volo con Qatar Airways da Milano Malpensa a Dubai con scalo a Doha.
Auto affittata con budget: Prenotata RAV 4 ma con l’up grade ci hanno dato un Toyota Fortuner con cambio automatico, super comoda anche se il cambio automatico non &amp;amp;#233; il massimo per la guida su sabbia. Costo affitto auto circa 90 eur/giorno. Limite di velocit&amp;amp;#225; negli emirati 120 km/h. Le strade in ottime condizioni e perfettamente segnalate. Alla budget abbiamo provveduto alla assicurazione supplementare per viaggiare in Oman.
Temperature ancora un p&amp;amp;#243; troppo elevate tra i 40&amp;amp;#186; ed i 45&amp;amp;#186;. Nessun problema per trovare l’alloggio anche non avendo prenotato nulla, la maggior parte degli hotel erano vuoti.
Cucina: in prevalenza si trovano ristorantini con cucina indiana e libanese, anche se nei principali centri si pu&amp;amp;#243; trovare anche la cucina internazionale. Ottimi i succhi di frutta fresca, in ogni lato.
Meglio pagare con la carta di credito per avere un tasso di cambio pi&amp;amp;#250; vantaggioso. Nei ristoranti minori e nei negozietti si deve invece pagare in cash.
Moneta: 
UAE: Dirham degli emirati (AED) 1 EUR = 5,23 AED
Oman: Rial dell’Oman (OR) 1 EUR = 0,55 OR
Qatar: Rial del Qatar (QR) 1 EUR = 5,30 QR


Il viaggio:
28 Settembre 2009; Lunedi
Milano -Dubai
Volo con la Qatar airways da Malpensa a Dubai con scalo a Doha partiamo da Milano alle 22h50 in perfetto orario, il servizio a bordo &amp;amp;#233; eccellente, aereo semivuoto, ci si pu&amp;amp;#243; sdraiare e schiacciare un pisolino. 5h 50 di volo per raggungere Doha (1 ora avanti rispetto all’Italia, alle 6 del mattino siamo gi&amp;amp;#225; attorno ai 37&amp;amp;#186; di temperatura. Alle 7h55 coincidenza per Dubai, 1 ora di volo e 1 ora avanti rispetto al Qatar (2 in pi&amp;amp;#250; rispetto all’Italia). 
Il volo ci &amp;amp;#233; costato 330 eur a testa (compresa assicurazione).
29 Settembre 2009; Martedi
Dubai e dintorni
All’aeroporto le pratiche doganali sono rapide e efficienti, recuperiamo l’auto presso la budget, e gradita sorpresa non avendo a disposizione la RAV 4 prenotata ci consegnano un Toyota Fortuner 4x4 7 posti. Viaggeremo da veri nababbi. L’impatto con i 42&amp;amp;#186; del mattino di Dubai ci ricorda che ci siamo spostati sensibilmente a sud, la nostra salvezza &amp;amp;#233; l’aria condizionata dell’auto. L’aeroporto di Dubai si trova in pieno centro della citt&amp;amp;#225;, anzi si direbbe che la citt&amp;amp;#225; si sia sviluppata attorno all’aeroporto. Gli aerei passano a poche decine di metri sopra le superstrade e sopra le torri dei grattacieli, la maggior parte dei quali ancora in costruzione. Il nostro programma per oggi prevede un giro panoramico per Dubai, vorremmo vedere i suq di Deira, il famoso creek con i suoi Dhow e la nuova area commerciale. Bastano pochi chilometri nelle affollate vie che conducono a Deira, a Bur Dubai e alla nuova zona commerciale, per comprendere che la citt&amp;amp;#225; &amp;amp;#232; un enorme cantiere, in ogni angolo lavori in corso, per costruire una strada, un nuovo grattacielo, una linea della metropolitana o solo per demolire quello che gi&amp;amp;#225; esisteva, anche se ci dicono che nella maggior parte dei cantieri i lavori sono stati sospesi, anche qui la crisi si fa sentire e gli investimenti stranieri arrivano ormai a singhiozzo. Le indicazioni stradali sono eccellenti e la citt&amp;amp;#225; risulta abbastanza facile da percorrere se non fosse per l’intenso traffico bloccato dagli interminabili semafori.
Dall’aeroport Road puntiamo su Deira, passiamo poi a lato del creek e dei principali suq, attraversiamo il ponte sul creek e ci troviamo a Bur Dubai, le interminabili torri della zona commerciale sono i nostri punti di riferimento per orientarci nel traffico urbano. Raggiungiamo il Trade Center e decidiamo di installarci all’Ibis Hotel che offre prezzi veramente vantaggiosi ed un ottimo rapporto qualit&amp;amp;#225; prezzo (320 AED per una doppia, circa 60 eur). Lasciati i bagagli in Hotel ci rifocilliamo alla Noodle House situato nelle Emirates Towers, prima di continuare la nostra visita di Dubai. Transitiamo tra i maggiori centri commerciali del mondo il Mall of Emirates con l’incredibile stazione di sci in pieno deserto, il Burj Dubai, che con i suoi incredibili 800 metri &amp;amp;#233; il grattacielo pi&amp;amp;#250; alto del mondo. Raggiungiamo poi Jumeirah, dove sorge il famoso Burj Arab, l’Hotel a 7 stelle a forma di vela che &amp;amp;#233; divenuto il simbolo di Dubai, ci accontentiamo di vedere la sua sagoma dall’esterno visto che una camera in questo hotel va dai 3500 ai 35 000 euro a notte, e chi se lo pu&amp;amp;#243; permettere??
Le bizzarie degli emiri non terminano qui, con il sole che sta tramontando dietro la sagoma del Burj Arab intravediamo come in miraggio la sagoma di torri e merletti che spuntano dal mare, puntiamo verso sud e raggiungiamo il Jumeirah Palm, questo complesso residenziale da mille e una notte costruito su di un’isola completamente artificiale a forma di palma, il vertice della palma &amp;amp;#233; dominato da una maestosa porta di entrata con tanto di torri e torrette, ma dove siamo finiti? L’atmosfera &amp;amp;#233; da fiaba. Rientriamo a Dubai e tentiamo l’impresa non semplice di trovare un parcheggio nei pressi del creek, dopo una buona mezz’orata desistiamo e ci infiliamo in un parcheggio silos. Deira &amp;amp;#233; il tradizionale centro commerciale del golfo persico in cui frotte di scaricatori si muovono indaffarati caricando e scaricando ogni genere di merce dai tradizionali dhow, nei suoi suq prosperose donne africane si riforniscono di ogni tipo di merce che caricheranno poi sulle navi con destino ai diversi paesi africani. Arriviamo al suq delle spezie quasi all’ora di chiusura, ci rimane comunque il tempo per fare scorta di datteri ripieni di noci, fichi secchi aromatizzati alla liquiriz&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/emirati arabi uniti/diario_di_viaggio_emirati arabi uniti_8048.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Emirati e Oman&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>EMIRATI ARABI UNITI</category><pubDate>Sun, 25 Oct 2009 19:05:38 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/emirati arabi uniti/diario_di_viaggio_emirati arabi uniti_8048.ashx</guid></item><item><title>Una domenica a S&amp;#227;o Tom&amp;#233;, S&amp;#227;o Tom&amp;#233;</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sao tome and principe/diario_di_viaggio_sao tome and principe_7106.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sao tome and principe/diario_di_viaggio_sao tome and principe_7106.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/7106/66236.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SAO TOME AND PRINCIPE, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La citt&amp;amp;#225; di S&amp;amp;#227;o Tom&amp;amp;#233; &amp;amp;#233; la capitale del piccolo Stato di S&amp;amp;#227;o Tom&amp;amp;#233; e Principe, situato nel golfo di Guinea.
Il mese di Aprile offre le migliori luci e allora perch&amp;amp;#233; non fare qualche foto in giro per la citt&amp;amp;#225;.
La Republica democratica di S&amp;amp;#227;o Tom&amp;amp;#233; e Principe &amp;amp;#233; un ex colonia portoghese, indipendente dal 1975. La lingua ufficiale &amp;amp;#233; il portoghese, la moneta la dobras (1 euro circa 22000 dobras). Collegata all'Europa da due voli settimanali su Lisbona (TAP e STP Airways). Altri collegamenti Libreville (Gabon), Luanda (Angola), Sal (Capo Verde), Malabo (Guinea Equatorial). &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sao tome and principe/diario_di_viaggio_sao tome and principe_7106.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Una domenica a São Tomé&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>SAO TOME AND PRINCIPE</category><pubDate>Mon, 11 May 2009 00:02:31 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sao tome and principe/diario_di_viaggio_sao tome and principe_7106.ashx</guid></item><item><title>Acacus e citt&amp;#225; romane, Acacus, Erg Uan Kaza, Erg Ubari, Tripoli, Sabratha, Leptis Magna</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/libyan arab jamahiriya/diario_di_viaggio_libyan arab jamahiriya_6341.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/libyan arab jamahiriya/diario_di_viaggio_libyan arab jamahiriya_6341.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/6341/58416.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;LIBYAN ARAB JAMAHIRIYA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una parte del viaggio si snoda lungo la costa mediterranea con la visita delle citt&amp;amp;#224; punico-romane della Tripolitania, attraverso i luoghi della Libia classica testimone del nostro stesso patrimonio culturale. L’altra parte &amp;amp;#232; un autentico tuffo nel cuore del Fezzan, il Sahara libico, dove la natura ha concentrato un insieme di caratteristiche naturali ed artistiche di notevole interesse: dai laghi incastonati fra le dune dell’erg di Ubari a quel vero e proprio museo di arte rupestre all’aperto che &amp;amp;#232; l’uadi Mathendush, dall’ambiente maestoso dell’Acacus alle splendide pitture preistoriche nascoste fra le sue rocce.

Le immagini di questo viaggio: l’immensit&amp;amp;#225; dei paesaggi, le dune e le rocce erose, le pitture e le incisioni rupestri, il te e i datteri, Balek e Chadku.
Top five: l’erg Ubari e i suoi laghi salati, l’Acacus, i siti rupestri del Mathendush, l’erg di Uan Kaza, Leptis Magna, 

Il viaggio &amp;amp;#233; stato effettuato con Kel 12 che si appoggia sull’agenzia italo libica Dar Sahara.
Temperature minime 6 gradi, massime 24 gradi
Tasso di cambio 1 euro = 1,78 dinari

27-12-2008 (sabato): Milano-Tripoli-Sebha-Germa
Si parte da Milano Malpensa. Al ceck-in inizia la serie di interminabili file che ci accompagneranno per tutta la giornata prima di raggiungere il tanto agognato deserto. Sembra che quest’anno abbiano deciso tutti di andare in Libia. All’aeroporto vari gruppi di Avventure nel Mondo, motociclisti e altri gruppetti di varie agenzie. Nonostante l’arrivo al ceck-in con oltre due ore di anticipo riusciamo a sbrigarci giusto in tempo per l’orario d’imbarco. La partenza &amp;amp;#233; in orario 12h45. Si arriva a Tripoli dopo due ore e mezza di volo, coda chilometrica ai controlli di polizia. Per sistemare tutti nella sala i poliziotti ci dispongono in varie file che convergono allo stesso controllo, iniziano le negoziazioni, le infiltrazioni ed i controlli con i gomiti, per non perdere la posizione guadagnata. Comunque passiamo, ma &amp;amp;#233; solo la prima parte poich&amp;amp;#233; dobbiamo proseguire per Sebha. L’aeroporto di Tripoli non &amp;amp;#233; ancora organizzato per ricevere un grande flusso di passeggeri e sembra che oggi ne siano arrivati veramente tanti. Abbandoniamo i bagagli ai poliziotti che ci accompagneranno durante tutto l’itinerario e ci concediamo una cena al ristorante dell’aeroporto. Partitina a carte per ammazzare l’attesa e le due ore di ritardo del volo per Sebha. Di nuovo in fila per il controllo documenti e bagagli a mano nella solita fila anarchico-araba. Mezz’oretta di sosta in piedi alla porta di imbarco poich&amp;amp;#233; la ventina di sedie &amp;amp;#233; gi&amp;amp;#225; largamente occupata e finalmente dopo essere scesi in  pista per il riconoscimento bagagli, verso le 23h00 ci sistemiamo nell’aereo per Sebha.  Ad accoglierci Sidi con il suo chech color indaco. Ci sistemiamo sugli autobus e via per 2 ore di strada per raggiungere Germa. Sono quasi le 3 quando ci corichiamo nell’Hotel Dar Germa. 

28-12-2008 (domenica): Germa-Uan Kaza-Acacus
Il mattino conosciamo Balek e Chadku e le loro Toyota Land cruiser “mature”. Saranno i nostri autisti per i prossimi sette giorni nel deserto di Uan Kaza, di Ubari e sugli altopiani del Messak Settafet e dell’Acacus. Chiaramente presente anche Ahmed, l’inseparabile poliziotto con il suo impermeabile alla “Colombo”, che ci ha scortato durante tutto il viaggio. Trasferimento su strada asfaltata per circa 200 km in direzione ovest e poi sud per dirigersi alle dune di Uan Kaza: corridoi sabbiosi, fondi di antichi bacini lacustri, creste affilate. Picnic sulle prime dune dell’Uan Kaza. Breve sosta al villaggio di Al Awaynat. Arrivo al campo fisso di Auis, situato alle propaggini dell’Acacus settentrionale, in un semicerchio di falesie d’arenaria erosa e protetto da una spalliera di dune. La sistemazione al campo tendato &amp;amp;#233; sicuramente comoda, ma troppo lontana dalla parte sud dell’Acacus, che non sio riesce quindi a visitare rimanendo basati in questo campo. Non riusciremo quindi a raggiungere il famoso arco di Fozzigiaren. Cena e pernottamento al campo.
29-12-2008 i rilievi dell’Acacus Centrale
Si parte di buon mattino per una visita alla zona centrale dell’Acacus (circa 200 km).
Dopo che l’acqua &amp;amp;#232; scomparsa dalla superficie del Sahara, il vento &amp;amp;#232; stato ed &amp;amp;#232; tuttora il solo e unico artefice del modellamento e dell’erosione della morfologia del Tadrart Acacus. E’ l’ultimo degli altopiani che dal centro del Sahara digradano verso ovest perdendosi nelle sabbie dell’edeyn di Murzuq: rocce sedimentarie intersecate da profondi uidian (fiumi), piccole dune caotiche intrecciate, rada vegetazione, pianure nerastre, pareti rocciose erose nelle forme pi&amp;amp;#249; bizzarre, archi pietrificati, creste seghettate, torrioni isolati emergenti dalla sabbia. Alcuni ripari e cavit&amp;amp;#224; naturali sono stati scelti da artisti preistorici che hanno tramandato fino a noi pitture e incisioni attribuibili a varie fasi che illustrano i cambiamenti avvenuti nel corso di millenni. 
Visitiamo le pitture rupestri di Sindhar, i graffiti di Tina Newen e quelli erotici di Tina Lalen, il grande arco di Tin Lubo (sosta t&amp;amp;#233;).
I posti scelti da Balek e Chadku per le soste per il t&amp;amp;#233; e per il pranzo sono semplicemente fantastici.
Picnic a Sindhar. Cena e pernottamento al campo tendato di Dar Auis.

30-12-2008 i rilievi dell’Acacus 
Si parte alle 9h00, dopo una mezz’ora giungiamo nella piana di Taiwen, il paesaggio &amp;amp;#233; fantastico con grandi pietre che spuntano dalla piana di sabbia, ci concediamo una passeggiata a piedi tra queste rocce spettacolari.
Visitiamo le pitture rupestri di Tin Taborak, di Tin Hadoun. 
Picnic a Tin Hidin e successiva passeggiata a piedi sulle pareti rocciose circostanti. Visita al sito di Tin Salhutin. Prima di rientrare al campo sosta all’enorme duna di Auis. Il sole che si prepara a tramontare ci regala uno spettacolo di colori e giochi d’ombre sulle creste delle dune, veramente spettacolare. Cena e pernottamento al campo.

31-12-2008 Dar Auis – Uan Kaza - Germa 
Lasciamo il campo tendato di Dar Auis e attraversando le dune della parte settentrionale del deserto di Uan Kaza raggiungiamo la striscia di asfalto che ci riporter&amp;amp;#225; a Germa. Rapida 
&amp;amp;#200; l’ultimo dell’anno e all’Hotel Dar Germa hanno organizzato nella hall, un triste spettaccolino con musica locale, per fortuna nel pomeriggio abbiamo organizzato con Balek un escursione a cammello nel deserto con alcuni suoi parenti. Attirandoci le ire del poliziotto per questo fuori programma ci defiliamo e a mezzanotte siamo attorno ad un fuoco, nei pressi dell’oasi di Ubari, con un gruppo di tuareg e relativi cammelli. Il brindisi questa volta &amp;amp;#233; a base di t&amp;amp;#233;, impossibile infatti trovare bevande alcoliche. Giro a cammello nella notte sotto un cielo incredibilmente pieno di stelle. Breve visita alla famiglia di Balek e rientro a Germa.

01-01-2009 Germa – Germa: l’universo immaginario dei cacciatori del Messak Settafet
Con partenza da Germa escursione in giornata ai siti rupestri di Mathendush e In Galghien, che presentano alcuni tra i pi&amp;amp;#249; prestigiosi bassorilievi rupestri dell’epoca dei cacciatori: rinoceronti, giraffe che incedono verso trappole, elefanti di grandi dimensioni, coccodrilli, ippopotami, uomini che portano delle maschere, scene pastorali, etc. Il percorso per raggiungere i siti si sviluppa nel corridoio tra l’altopiano del Messak Settafet ed il deserto Murzuq, le cui dune si scorgono in lontananza. Un’enorme distesa piana e un po monotona sino a raggiungere la parete che costeggia l’oued. Al sito di mathendush le incisioni rupestri sono magnifiche, ma si stanno letteralmente sgretolando in seguito alle frane e rotture delle rocce provocate dall’elevata escursione termica. Il simbolo del sito sono gli spettacolari “gatti mammoni”, che dominano la vallata incisi in una delle rocce pi&amp;amp;#250; alte.  Picnic a In Galghien in uno scenario indimentacabile. Ritorno a Germa. Cena e pernottamento&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/libyan arab jamahiriya/diario_di_viaggio_libyan arab jamahiriya_6341.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Acacus e cittá romane&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>LIBYAN ARAB JAMAHIRIYA</category><pubDate>Mon, 19 Jan 2009 20:03:29 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/libyan arab jamahiriya/diario_di_viaggio_libyan arab jamahiriya_6341.ashx</guid></item><item><title>Dalla Lapponia a Stoccolma, Stoccolma</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/svezia/diario_di_viaggio_svezia_5723.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/svezia/diario_di_viaggio_svezia_5723.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/5723/50674.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SVEZIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;amp;#232; questa l'ultima parte del viaggio in Scandinavia
Per la descrizione della prima parte del viaggio vedere da Oslo a Capo Nord (Norvegia)
29 Luglio 2008; Marted&amp;amp;#237;
Rovaniemi (Finlandia)- Stoccolma 1200 km; Temperatura 19&amp;amp;#186;, sereno.
Dovremmo partire subito per Stoccolma considerando i 1200 km che ci separano, ma la curiosit&amp;amp;#225; di una visita al Santa Klaus Village &amp;amp;#233; pi&amp;amp;#250; forte di noi e quindi rotta verso nord ed eccoci di nuovo al villaggio. Ora tutte le strutture sono aperte, la posta con tanto di letterine dei bimbi da tuttto il mondo, l’ufficio di Babbo Natale, il percorso un p&amp;amp;#243; lugubre nella notte polare e dulcis in fundo nell’ufficio principale, ci troviamo di fronte a Babbo Natale, questa proprio non ce la aspettavamo. Lasciamo le reminescenze dell’infanzia e puntiamo verso Stoccolma. Un lungo percorso tra laghetti e pinete. Stiamo costeggiando il mare Baltico, la temperatura si &amp;amp;#233; alzata notevolmente, siamo ora attorno ai 20 gradi, i ragazzini svedesi sguazzano nel mare. Il tratto pi&amp;amp;#250; interessante della E4 &amp;amp;#233; sicuramente quello tra Ornskoldsvik e Sundsvall. Verso le 22 un tramonto rosso fuoco. Raggiungiamo Stoccolma verso le 23 ed in un batter d’occhio troviamo l’Haga Kristineberg Hotel (850 SEK) che avevamo prenotato via Internet.

30 Luglio 2008; Mercoled&amp;amp;#237;
Stoccolma – Sandenfjord; 700 km; Temperatura 24&amp;amp;#186;, sereno.
L’Haga Kristineberg hotel &amp;amp;#233; una buona soluzione per una visita a Stoccolma, &amp;amp;#233; infatti situato a 100 metri dalla stazione della metropolitana di Kristineberg che in circa 10 minuti porta nel centro storico della citt&amp;amp;#225;. Mattinata e primo pomeriggio dedicati alla visita di Stoccolma, il centro sorico, lo Skeppet, il palazzo reale, Riddarholmen, il municipio. Pranzo in un ristorantino della piazza Torget, un magnifico filetto di renna.
Verso le 16 lasciamo Stoccolma con ben 28 gradi di temperatura, per raggiungere Oslo, preferiamo avvicinarci il pi&amp;amp;#250; possibile all’aeroporto di Sandenfjord. Gli ultimi km in territorio svedese ci regalano l’incontro con un alce, per lo meno dopo tanti cartelli di pericolo attraversamento alci, per lo meno uno vero lo abbiamo visto.
Arriviamo a Sandenfjord verso le 24 e ci sistemiamo per la notte nel Motel (950 NOK) nei pressi dell’aeroporto (4 km).

31 Luglio 2008; Gioved&amp;amp;#237;
Sandenfjord – aeroporto – Bergamo; 4 km; Temperatura 22&amp;amp;#186;, sereno.
Sveglia con calma, colazione e via all’aeroporto per il volo per Bergamo 
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/svezia/diario_di_viaggio_svezia_5723.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Dalla Lapponia a Stoccolma&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>SVEZIA</category><pubDate>Sun, 24 Aug 2008 01:49:52 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/svezia/diario_di_viaggio_svezia_5723.ashx</guid></item><item><title>Lapponia finlandese, rientrando da Capo Nord, Inari, Rovaniemi, Santa Klaus Village, Lapponia</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/finlandia/diario_di_viaggio_finlandia_5682.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/finlandia/diario_di_viaggio_finlandia_5682.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/5682/50242.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;FINLANDIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un viaggio dedicato alla luce, all’acqua e .... al salmone!
Un viaggio in Norvegia, Finlandia e Svezia nel periodo estivo significa non dormire mai, o quasi. Infatti &amp;amp;#233; difficile andare a dormire a mezzanotte quando il sole &amp;amp;#233; appena tramontato ed &amp;amp;#233; ancora tutto illuminato a giorno.
Possiamo definire questo viaggio come una corsa panoramica sulle spettacolari coste norvegesi che sicuramente meriterebbero una visita pi&amp;amp;#250; dettagliata. Il tempo limitato ci ha infatti costretto a una lunga corsa da Oslo a Capo Nord lungo i fiordi norvegesi e le isole Lofoten, toccando le principali citt&amp;amp;#225; norvegesi, per poi rientrare attraverso la Lapponia finlandese e la Svezia con una rapida visita a Stoccolma e di nuovo a Oslo per il rientro in Italia.
In 12 giorni abbiamo percorso 6463 km, consumato 391 litri di benzina e preso 12 traghetti. Un escursione termica di circa 22&amp;amp;#186; (28&amp;amp;#186; a Stoccolma e 6&amp;amp;#186; a capo Nord) e praticamente 288 ore di luce, qualche migliaio di laghetti e qualche chilo di salmone.
Per la descrizione della parte in Norvegia vedi Norvegia &amp;amp;quot;Da Oslo a Capo Nord&amp;amp;quot;
28 Luglio 2008; Luned&amp;amp;#237;
Skarvag (Capo Nord) -  Rovaniemi (Finlandia) 735 km; Temperatura 8&amp;amp;#186;, nuvoloso, sole.
Risveglio sempre avvolti dalla coltre di nuvole, la vista sulla scogliera da Capo Nord sar&amp;amp;#225; per la prossima. Decidiamo quindi di partire verso sud, dato che pi&amp;amp;#250; a nord non si pu&amp;amp;#243;, o meglio &amp;amp;#233; possibile raggiungere il vero punto pi&amp;amp;#250; settentrionale d’Europa che stranamente non &amp;amp;#233; Capo Nord, ma un’altro capo raggiungibile a piedi con un trekking di 9 km. Abbandoniamo l’isola di Magaroya, di nuovo il pedaggio per il tunnel e tantissimi gruppi di renne sulla strada. Il sole inizia ad apparire verso Laknes all’estremit&amp;amp;#225; sud del golfo di Porsangen. Ci chiediamo se anche a Capo Nord si sar&amp;amp;#225; tutto schiarito, ma girandoci verso Nord, i grossi nuvoloni all’orizzonte sembrano darci la risposta. Proseguiamo sulla E6 sino a Karasjok, dove la lasceremo per puntare verso il confine finlandese. Nella citt&amp;amp;#225; di Karasjok visitiamo il museo lappone, anche se sar&amp;amp;#225; molto pi&amp;amp;#250; interessante la visita al museo lappone di Inari in Finlandia. Siamo ora in Lapponia finlandese, le nuvole sono completamente scomparse, il limite di velocit&amp;amp;#225; &amp;amp;#233; salito a 100 km orari, i lunghi rettilinei ondulati costeggiati da laghetti e dalle onnipresenti renne ci permettono di raggiungere rapidamente Inari, situato sul lago di Anar dove visitiamo l’interessante museo Sami. Proseguiamo poi verso Rovaniemi, la nostra meta di oggi. Qualche km prima di entrare a Rovaniemi si attraversa il circolo polare artico o “napapiiri” in finlandes e proprio qui &amp;amp;#233; situato Santa Klaus village, il famoso villaggio di Babbo Natale. Sono ormai le 23h00 e gironzoliamo nel piazzale davanti all’ufficio di Babbo Natale da cui si diffondono melodie natalizie. Raggiungiamo Rovaniemi e troviamo una camera al City Hotel (70 euro) in pieno centro di Rovaniemi. Dopo i prezzi proibitivi della Norvegia, la Finlandia ci sembra un Paese economicissimo. 


29 Luglio 2008; Marted&amp;amp;#237;
Rovaniemi (Finlandia)- Stoccolma 1200 km; Temperatura 19&amp;amp;#186;, sereno.
Dovremmo partire subito per Stoccolma considerando i 1200 km che ci separano, ma la curiosit&amp;amp;#225; di una visita al Santa Klaus Village &amp;amp;#233; pi&amp;amp;#250; forte di noi e quindi rotta verso nord ed eccoci di nuovo al villaggio. Ora tutte le strutture sono aperte, la posta con tanto di letterine dei bimbi da tuttto il mondo, l’ufficio di Babbo Natale, il percorso un p&amp;amp;#243; lugubre nella notte polare e dulcis in fundo nell’ufficio principale, ci troviamo di fronte a Babbo Natale, questa proprio non ce la aspettavamo. Lasciamo le reminescenze dell’infanzia e puntiamo verso Stoccolma. Un lungo percorso tra laghetti e pinete. Stiamo costeggiando il mare Baltico, la temperatura si &amp;amp;#233; alzata notevolmente, siamo ora attorno ai 20 gradi, i ragazzini svedesi sguazzano nel mare. Il tratto pi&amp;amp;#250; interessante della E$ &amp;amp;#233; sicuramente quello tra Ornskoldsvik e Sundsvall. Verso le 22 un tramonto rosso fuoco. Raggiungiamo Stoccolma verso le 23 ed in un batter d’occhio troviamo l’Haga Kristineberg Hotel (850 SEK) che avevamo prenotato via Internet.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/finlandia/diario_di_viaggio_finlandia_5682.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Lapponia finlandese, rientrando da Capo Nord&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>FINLANDIA</category><pubDate>Sun, 17 Aug 2008 00:36:38 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/finlandia/diario_di_viaggio_finlandia_5682.ashx</guid></item><item><title>Da Oslo a Capo Nord, Bergen, Alesund, Helgeland, Lofoten, Trondheim, Tromso, Capo Nord </title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/norvegia/diario_di_viaggio_norvegia_5681.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/norvegia/diario_di_viaggio_norvegia_5681.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/5681/50230.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;NORVEGIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un viaggio dedicato alla luce, all’acqua e .... al salmone!
Un viaggio in Norvegia nel periodo estivo significa non dormire mai, o quasi. Infatti &amp;amp;#233; difficile andare a dormire a mezzanotte quando il sole &amp;amp;#233; appena tramontato ed &amp;amp;#233; ancora tutto illuminato a giorno.
Possiamo definire questo viaggio come una corsa panoramica sulle spettacolari coste norvegesi che sicuramente meriterebbero una visita pi&amp;amp;#250; dettagliata. Il tempo limitato ci ha infatti costretto a una lunga corsa da Oslo a Capo Nord lungo i fiordi norvegesi e le isole Lofoten, toccando le principali citt&amp;amp;#225; norvegesi, per poi rientrare attraverso la Lapponia finlandese e la Svezia con una rapida visita a Stoccolma e di nuovo a Oslo per il rientro in Italia.
In 12 giorni abbiamo percorso 6463 km, consumato 391 litri di benzina e preso 12 traghetti. Un escursione termica di circa 22&amp;amp;#186; (28&amp;amp;#186; a Stoccolma e 6&amp;amp;#186; a capo Nord) e praticamente 288 ore di luce, qualche migliaio di laghetti e qualche chilo di salmone.
Costo: circa 3800 euro in due.
Le immagini di questo viaggio: paesaggi mozzafiato, i fiordi, i laghetti, la luce di mezzanotte, le fragole, i limiti di velocit&amp;amp;#225;, le renne, i traghetti, il salmone ed il merluzzo, le roerbur.
Top five: Isole Lofoten, Helgeland e la strada costiera, Gerainerfjord, Troolstigveien, Bergen. 

Informazioni pratiche:
Il volo Ryanair da Bergamo a Oslo Torp (Sandenfjord) situato a circa 90 km a sud di Oslo.
Auto prepagata dall’Italia con Hertz, attravero le tariffe agevolate di Ryanair. Occhio ai limiti di velocit&amp;amp;#225;. In Norvegia il limite massimo &amp;amp;#233; di 80 km/orari.
Il viaggio &amp;amp;#233; estremamente caro e quindi se non si vuole spendere una fortuna bisogna scegliere soluzioni relativamente pi&amp;amp;#250; economiche per l’alloggio e per i pasti.
Noi abbiamo alloggiato in Ostelli, Bungalows (Hytten, Roerbur, Sious) e tre volte in Hotel. Per quanto riguarda i pasti abbiamo prediletto gli acquisti nei supermercati o mercati e qualche volta ci siamo concessi i ristoranti.
Meglio pagare con la carta di credito o bancomat (accettati per qualsiasi spesa) per avere un tasso di cambio pi&amp;amp;#250; vantaggioso. Tenersi qualche riserva di corone per i pedaggi autostradali (spesso automatici) o per alcuni alloggi presso privati che non accettano le carte di credito.

Il viaggio:
19 luglio 2008; Sabato
Sandenfjord – Bergen. 545 km, nuvoloso e pioggerellina.
Partenza da Bergamo con Ryanair, con un paio d’ore di volo siamo all’aeroporto di Oslo Torp, ritiriamo la Opel Corsa dalla Hertz e alle 13h00 si parte. 
I primi km ci immergono in un paesaggio vellutato, il verde &amp;amp;#233; il colore dominante, la temperatura &amp;amp;#232; gradevole (18&amp;amp;#186;-20&amp;amp;#186;), la presenza dell’acqua, che sar&amp;amp;#225; il carattere dominante di questa vacanza, si fa notare sin dall’inizio con una serie di laghi e laghetti. Sar&amp;amp;#225; forse la velocit&amp;amp;#225; limitata o il traffico pressoch&amp;amp;#233; inesistente, ma ci sentiamo estremamente rilassati. Imbocchiamo quindi la n&amp;amp;#186; 40 attraversando la regione del Telemark. Prima di giungere a Geilo si passano un paio di passi di montagna intorno ai 1000 metri di altezza e la temperatura inizia a scendere. Geilo &amp;amp;#233; una localit&amp;amp;#225; sciistica circondata dalle montagne da qui si imbocca la n&amp;amp;#186; 7 che ci condurr&amp;amp;#225; sino a Bergen. Dopo il passo di Voringfoss si scende tra una gola spettacolare ed una serie di gallerie scavate nella roccia sino al primo contatto con i fiordi della costa occidentale sullo Hardangerfjord che si costeggia sino al traghetto tra Brimsen e Bruravik. Il sistema dei traghetti in Norvegia &amp;amp;#233; estremamente efficiente ed in genere si attende solo qualche decina di minuti. Il traghetto (103 NOK, 10 minuti) ci porta sull’altra costa del fiordo. Si continua sulla n&amp;amp;#186; 7 e nei pressi di Norheimsmund ci si imbatte nella spettacolare cascata di Steinsdalfossen.
Giungiamo a Bergen verso le 24 ed inizia appena a diventare un po piu scuro. Alloggiamo al Montana Vandrerhjem (ostello) situato in una posizione con una magnifica vista sulla citt&amp;amp;#225; (750 NOK la doppia).
20 Luglio 2008; Domenica
Bergen – Bergen – 41 km - Temperatura 16&amp;amp;#186;, sole e pioggerella nel pomeriggio.
Dopo un abbondante colazione all’ostello inizia la visita della citt&amp;amp;#225;
Bergen &amp;amp;#232; la seconda citt&amp;amp;#224; pi&amp;amp;#249; grande della Norvegia. Nel 2000 &amp;amp;#232; stata la capitale europea della cultura. &amp;amp;#200; detta anche la porta dei fiordi. La sua posizione, nella Norvegia meridionale, affacciata sull'oceano atlantico, nel punto pi&amp;amp;#249; occidentale del paese, la rende il punto di partenza ideale per esplorare la vasta regione dei fiordi. 
Bergen &amp;amp;#232; stata fondata nel 1070 da re Olav Kyrre. Sorge su una penisola, circondata da sette colline. &amp;amp;#200; stata la capitale della Norvegia per due secoli, fino al XIII. La sua storia e la sua cultura sono essenzialmente legate la mare.
Bergen, durante il medioevo faceva parte della Lega anseatica, la lega mercantile che riuniva le pi&amp;amp;#249; importanti citt&amp;amp;#224; portuali e commerciali del Nord Europa. Bergen era infatti la citt&amp;amp;#224; pi&amp;amp;#249; ricca e potente della Scandinavia. 
Il suo cuore &amp;amp;#232; tutt'oggi Torget, la piazza affacciata sul Vaagen, il porto. Qui si svolge l'animato e colorato mercato del pesce. Il Bryggen &amp;amp;#232; l'antico centro commerciale della citt&amp;amp;#224; all'epoca della lega anseatica. Si trova sul lato settentrionale del porto ed &amp;amp;#232; costituito da bellissime case di legno colorate, allineate lungo la banchina. &amp;amp;#200; il simbolo della citt&amp;amp;#224; ed &amp;amp;#232; stato inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO nel 1980. Anche se le case originali vennero per lo pi&amp;amp;#249; distrutte da un incendio all'inizio del '700, le attuali mantengo la struttura e lo stile medievale. Un tempo era la residenza dei mercanti tedeschi, ora le sue stradine strette ospitano musei, ristornati e negozi. 
Tra i musei da visitare sono il Museo Anseatico, che offre uno spaccato della vita dei mercanti medievali, e il Bryggens Museum, il museo archeologico dove &amp;amp;#232; possibile vedere le antiche fondamenta del quartiere.
Per il pranzo niente di meglio di un assaggio di gamberetti, salmone marinato, aringhe e granchi in una delle tante bancarelle della piazza Torget.
Nel pomeriggio viista alla Troldhauhghen, la casa dove mor&amp;amp;#236; il compositore norvegese Edvard Grieg, che si trova vicino al lago Nordaass, ad un decina di km dal centro della citt&amp;amp;#224;. Ora ospita un museo dedicato all'artista e una sala da musica.
 
21 Luglio 2008; Lunedi
Bergen – Alesund. 633 km - Temperatura 14&amp;amp;#186;, sole
Il programma di oggi prevede l’attraversamento di alcuni dei fiordi piu famosi, una parte del ghiacciaio Josteldasbreen e la famosa strada dei Trolls, la Trollstigveien, non c’&amp;amp;#233; quindi tempo da perdere.
Partenza di primo mattino da Bergen, imbocchiamo la E39 e tiriamo dritti sino al primo traghetto ad Oppedal sul Sognefjord (121 NOK), cercando di non farci prendere troppo dalla voglia di fotografare i paesaggi che si manifestano subito da mozzafiato. Continuiamo sulla E39 dal lato opposto del Sognefjord e a Byrkjelo deviamo sulla 60 in direzione di Olden e Loen per addentrarci nelle vallate glaciali dello Josteldasbreen. Optiamo per lo Kjendalsbreen a cui si accede da Loen, dove una strada di circa 20 km porta sino alla lingua glaciale, raggiungibile con una breve escursione di 1 ora. Il paesaggio &amp;amp;#232; incantevole ed i laghi glaciali presentano un’acqua color di giada. Rientrati a Loen raggiungiamo la 15 a Stryn per poi imboccare la 63 in direzione Gerainger. A Dalnibba (1500 metri di altezza) si dovrebbe avere una vista spettacolare sul Gerainger, ma siamo completamente avvolti dalla nuvole, che si diradano solo qualche centinaio di metri pi&amp;amp;#250; in basso regalandoci una vista spettacolare. La 63 si inerpica di nuovo dall’altro lato del fiordo offrendo altri scorci spettacolari. Raggiunto il traghetto di Eidsdal (78 NOK), attraversiamo il Nordalsfjord e continuiamo verso la &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/norvegia/diario_di_viaggio_norvegia_5681.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Da Oslo a Capo Nord&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>NORVEGIA</category><pubDate>Sat, 16 Aug 2008 23:44:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/norvegia/diario_di_viaggio_norvegia_5681.ashx</guid></item><item><title>Cuba meno conosciuta, Havana, Pinar del Rio, Maria La Gorda, Penisola Guanahacabibes, L'Avana e Provincia di Pinar del Rio</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/cuba/diario_di_viaggio_cuba_5108.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/cuba/diario_di_viaggio_cuba_5108.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/5108/43060.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;CUBA, America Centrale e Caraibi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5 gennaio Varadero – Havana – Pinar del Rio
Mattinata in spiaggia a Varadero, tra orde di canadesi. Doccia e si riparte per quel di Havana percorrendo la carretera blanca. Attraversiamo Matanzas e poi Playa del Este. Inquesta zona spuntano da tutte le parti i pozzi per l’estrazione di gas naturale e l’aria non sempre &amp;amp;#233; molto salubre, raggiungiamo la periferia di Havana e percorrendo il tunnel ci ritroviamo in pieno centro sosta sul Malecon per una pizza niente male.
Lasciamo Anna e Cesare sulla porta del Nacional, il loro volo &amp;amp;#233; previsto in serata. Foto d’addio e ci rilanciamo verso ovest. Prossima meta Pinar del Rio. Raggiungiamo Pinar verso fine pomeriggio, la casa particular “Marti 51” purtroppo &amp;amp;#233; gi&amp;amp;#225; occupata, diamo comunque un’occhiata alla biblioteca privata di famiglia con una serie di libri di viaggi e diari di viaggio del padre dell’attuale proprietario. Non ci resta che cercare un’altra sistemazione, dopo aver visitato un paio di case ci adattiamo dalla Dra Mayda Martinez Rodrigues, una camera con servizi e cucina sul tetto della loro abitazione. Non molto pulito, ma per una notte puo andare. Cena in un ristorantino su Colon (terrazzo al primo piano). &amp;amp;#200; sabato sera e le strade di Pinar sono piene zeppe di gente, gruppi musicali dal vivo e musica registrata in ogni angolo.

6 gennaio Pinar del Rio – Maria la Gorda
Lasciamo Pinar e ci immergiamo nel paesaggo rurale di Cuba, piantagioni di tabacco, lavori nei campi con i buoi e gli immancabili trasporti pubblici trainati dai cavalli. A Isabel Rubio si deve fare il pieno perch&amp;amp;#233; alla stazione di servizio di Sandino non sempre si trova carburante. Con il pieno si raggiunge Maria La Gorda e si pu&amp;amp;#243; fare tranquillamente il giro della penisola di Guanahacabibes.
Continuiamo in direzione Maria la Gorda, i villaggi si fanno sempre pi&amp;amp;#250; rari e la strada un filo sottile della vegetazione. Facciamo il nostro ingresso nel parco naturale di Guanahacabibes. Questo parco &amp;amp;#233; una delle 6 zone di cuba considerate riserve della biosfera. A la Bajada prendiamo a sinistra in direzione di Maria La Gorda. La strada costeggia un infinita spiaggia di sabbia bianca e ricca di coralli. Il mare caraibico si manifesta nelle sue tonalit&amp;amp;#225; da cartolina. L’hotel Maria La Gorda del gruppo Gaviota offre per il momento l’unica possibilit&amp;amp;#225; di pernottamento in questa zona ancora poco sfruttata, ma che si rivela un vero paradiso per lo snorkeling e per le immersioni. Il centro di immersione &amp;amp;#233; ben attrezzato e organizza almeno 2 immersioni al giorno con una variet&amp;amp;#225; di scelta di oltre 20 punti di interesse. Le camere sono situate direttamente sulla spiaggia, unica nota dolente i fastidiosi moscerini che verso l’ora del tramonto non danno tregua ed i cui segni di punture ci porteremo sino in Italia.
All’Hotel sono diposnibili 2 ristoranti (uno alla carta e uno buffet) ed un piccolo bar. 

7 gennaio: Maria la Gorda – parque natural de Guanahacabibes
Mattinata in spiaggia, un p&amp;amp;#243; di snorkeling e dopo pranzo escursione sulla penisola di Guanahacabibes, circa 60 km di sterrato per raggiungere il capo Santo Antonio, la punta pi&amp;amp;#250; occidentale di Cuba. Questa zona &amp;amp;#233; ancora piu selvaggia di Maria La Gorda e la vegetazione fittissima, l’unica struttura turistica &amp;amp;#233; L’Hotel Cabo Santo Antonio, 3 km dopo il faro e 4 km prima della marina Gaviota. I malefici moscerini qui sono ancora pi&amp;amp;#250; agressivi e dopo le 16, risulta impossibile rimanere in spiaggia. Dentro l’acqua i barracuda si aggirano a pochi centimetri dalla riva. Un mojito e via di ritorno a Maria La Gorda.

8 gennaio: Maria la Gorda – Havana
Mattinata in spiaggia, pranzo e di ritorno a Havana. L’immersione sar&amp;amp;#225; per la prossima.
A Havana alloggiamo nel quartiere Vedado dalla Signora Carmen Fernandez Armas, Calle 18 n&amp;amp;#186; 113 tra 11 e 13, tel 537 831 2761,casa molto accogliente con un tranquillo giardino interno. Non poteva mancare il mojito al Bodeguito del Medio, il pi&amp;amp;#250; caro in assoluto, ma senza dubbio il miglior mojito di Cuba, a due passi dal Bodeguito ceniamo al ristorante “El Patio”, nella piazza della cattedrale. Un ristorante decisamente romantico, ci sistemiamo sul balcone centrale del primo piano con vista sul movimento della piazza sottostante.
 Oggi &amp;amp;#233; anche l’anniversario dell’entrata del Che e di Fidel in Avana e la serata continua con uno spettacolo di fuochi d’artificio sul Malecon.
&amp;amp;#200; l’ultima sera a Cuba e non possiamo perdere lo spettacolo del Tropicana, il pi&amp;amp;#250; famoso Nightclub di Cuba. L’ingresso &amp;amp;#233; di 80 CUC a testa comprensivo di stuzzichini, 1 bottiglia di rum, una di spumante e altro. Numeri di buon livello, ma nel complesso forse un p&amp;amp;#243; deludente.

9 gennaio Havana
Giornata ad Havana, ripercorriamo le strade di Havana Vieja, gli ultimi acquisti nel mercatino della fortaleza real, spiedino di gamberetti, mancato alla birreria la Muralla (troppo tardi) ultima corsa in Coco Taxi, preparazione valigie e di corsa all’aeroporto. Volo Iberia su Milano via Madrid.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/cuba/diario_di_viaggio_cuba_5108.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Cuba meno conosciuta&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>CUBA</category><pubDate>Sun, 23 Mar 2008 21:07:29 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/cuba/diario_di_viaggio_cuba_5108.ashx</guid></item><item><title>Hasta la victoria siempre, Havana, Vinales, Cayo Jutias, Trinidad, Remedios, varadero</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/cuba/diario_di_viaggio_cuba_5077.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/cuba/diario_di_viaggio_cuba_5077.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/5077/42734.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;CUBA, America Centrale e Caraibi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;27 dicembre 2007: 	Il volo da Milano per Havana &amp;amp;#232; con la Iberia via Madrid, arriviamo ad Havana verso le 20h30. Le pratiche all’aeroporto sono particolarmente rapide ed efficienti. Ci sono ben 23 funzionari di polizia al controllo passaporti e la faccenda si sbriga veramente in pochi minuti. La seconda bella sorpresa &amp;amp;#232; all’uscita dall’aeroporto, una imponente signora ci affida il nostro taxi, ci informa sul prezzo che dobbiamo pagare e via si parte.
Le luci sulle strade sono scarse e fioche, un grande contrasto rispetto allo spreco cui siamo abituati sulle strade europee. Iniziamo i primi incontri con le mitiche auto cubane. Sembra di essere in un parco preistorico di autoveicoli, si tratta di auto americane che datano ormai di 60 e pi&amp;amp;#250; anni. Alcune sono incredibilmente ben conservate. Nel nostro percorso verso il centro di Havana, una prima occhiata a Plaza de la Revolucion con la statua di Marti e l’effige del Che.
Le prime due notti saremo all’Hotel Nacional, monumento storico di Havana, in cui hanno soggiornato tutti i personaggi famosi di passaggio ad Havana, inclusi i gangster della mafia americana. Al pian terreno un paio di sale sono dedicate a tutti i personaggi famosi che hanno soggiornato nell’Hotel. Lasciamo i bagagli in camera e subito un primo Mojito nel giardino del Nacional, con una spettacolare vista sul Malecon e appena in tempo per salutare un primo quartino di luna che scende dietro El Castillo de la Real Fuerza.

28 dicembre 2007: Havana
La colazione al Nacional &amp;amp;#233; veramente uno spettacolo, un enorme buffet con di tutto un p&amp;amp;#243;. Siamo veramente pronti per l’attacco alla Habana Vieja.
Passiamo per&amp;amp;#243; prima per confermare l’auto che abbiamo prenotato per il giorno successivo, il garage &amp;amp;#233; stranamente vuoto ed il responsabile anticipa “abbiamo grossi problemi con le auto, venite comunque domani”. Questa frase sibillina ci lascia un p&amp;amp;#243; sulle spine, ma per il momento partiamo in “Coco Taxi” verso la citt&amp;amp;#225; vecchia.
Iniziamo la visita da Plaza de la Catedral, questa parte della citt&amp;amp;#225; &amp;amp;#233; una vera delizia, le antiche case coloniali restaurate conservano un fascino indescrivibile. Passando per Plaza de Armas, Plaza S. Francisco, arriviamo a Plaza Vieja, in tempo per uno spiedino di gamberi e per un metro di birra alla taverna de la Muralla. Qui la birra &amp;amp;#233; venduta a metri, si tratta di cilindri in vetro con del ghiaccio in una camera interna e la birra nella parte esterna. Un metro di birra corrisponde a circa sette boccali.
Appena fuori dalle vie restaurate di Habana Vieja, si entra nella vera Habana, case degradate e fatiscenti, uomini i strada che giocano a domino, meccanici che quasi scompaiono nei cofani delle vecchie Buick. Dopo il Capitolio arriviamo al Museo de la Revolucion nel cui giardino si pu&amp;amp;#243; ammirare il Granma, la barca con la quale nel 1956 Fidel insieme ad altri 81 compagni lasci&amp;amp;#243; il Messico per raggiungere Cuba.

29 dicembre: Havana - Vinales
L’auto prenotata e pagata dall’Italia, non c’&amp;amp;#233;! Sembra che non ci siano piu auto disponibili sino a met&amp;amp;#225; febbraio. Prendiamo d’assedio l’agenzia di affitto auto e talloniamo tutto il personale, dopo un paio d’ore appare una Atos, non &amp;amp;#233; quello che ci aspettavamo, ma meglio non perdere l’occasione. Partiamo, o meglio nel piazzale del Nacionale facciamo la prova carico. Entrare in 5 in una Atos potrebbe essere semplice per un gruppo di smilzi, ma noi abbiamo 2 calibri pesanti, senza parlare dei bagagli. Incredibilmente riusciamo a stipare tutto ed a entrarci in 5. Via verso Vinales.
L’autostrada che conduce a Pinar del Rio, da tre a quattro corsie per senso di marcia, ha l’aspetto di un opera faraonica incompiuta. Iniziata verso la fine degli anni 80 con l’appoggio sovietico, non &amp;amp;#232; mai stata conclusa, la maggior parte dei sovrappassi sono rimasti sospesi nel vuoto ed i carretti, le biciclette e pedoni attraversano tranquillamente l’autostrada in ogni punto. In alcuni tratti, riusciamo comunque a lanciare la Atos alla folle velocit&amp;amp;#225; di 120 km orari. Ai bordi venditori di aglio, pollo grigliato e per chi &amp;amp;#233; pi&amp;amp;#250; affamato c’&amp;amp;#233; anche la possibilit&amp;amp;#225; di comprarsi un quarto di maiale alla brace. “Naturaleza e Revolucion” &amp;amp;#233; la frase di benvenuto nella valle di Vinales. Prima di entrare a Vinales si puo godere di una ottima vista sulla vallata dal terrazzo dell’Hotel Los Jazmines. Abbiamo l’indirizzo di una casa particular “Casa de Lucy”, situata su una parallela della strada principale, &amp;amp;#233; un’ottima sistemazione. Purtroppo per noi le due stanze sono gi&amp;amp;#225; occupate, ma Bartolo ci accompagna in una casa di amici. Le casas particulares sono un ottima soluzione per l’alloggio a Cuba, pi&amp;amp;#250; economiche e accoglienti degli Hotel, ti permettono di entrare in contatto diretto con le famiglie cubane ed avere nella maggior parte dei casi un accoglienza formidabile. Le famiglie cubane possono avere un massimo di due camere ed ospitare 2 persone adulte per camera. &amp;amp;#200; comunque ammesso un letto supplementare per i minori.

30 dicembre: Vinales – Cayo Jutias - S. Diego los Ba&amp;amp;#241;os
Percorrendo la valle di Vinales costellata da “Mogotes” (formazioni basaltiche) raggiungiamo Cayo Jutias ed il primo approccio con le spiagge caraibiche di sabbia bianchissima. Cayo Jutias &amp;amp;#233; poco conosciuto e non esistono praticamente installazioni turistiche. Si tratta di decine di chilometri di spiagge bianche con la vegetazione fitta che le rende quasi irragiungibili. Pernottiamo all’Hotel Mirador, della catena Isla Azul a San Diego de Los Ba&amp;amp;#241;os, una vecchia localit&amp;amp;#225; termale, ora poco frequentata (le terme sono chiuse). 

31 dicembre: S. Diego los Ba&amp;amp;#241;os – Cienfuegos - Trinidad
Lasciamo S. Diego Los Ba&amp;amp;#241;os di buon mattino, si fa per dire visto che sono gi&amp;amp;#225; le 9h30, ma i ritmi sono da ferie! Il nostro obiettivo di oggi &amp;amp;#233; raggiungere Trinidad. Dobbiamo quindi ritornare a Avana e proseguire verso est. Sosta a Cienfuegos, visita al Parque Jos&amp;amp;#233; Marti con il teatro Tomas Terry, la catedral e il Palacio del Gobierno.  Un salto a Punta Gorda e poi via verso Trinidad. Su indicazione di Bartolo di Vinales ci sistemiamo nella casa di Juan Carlos Orbea y la China, Calle Francisco Pettersen #183, Trinidad, una vecchia casa coloniale con cortile interno veramente molto accogliente. Alle 18 si festeggia l’ultimo dell’anno italiano (6 ore di differenza) con l’immancabile mojito. La cena del 31 &amp;amp;#233; al ristorante Plaza major, com musica dal vivo. Dopo la cena tutti in piazza in attesa della mezzanotte cubana. A lato della cattedrale una serie di gruppi musicali si esibiscono dal vivo, poco lontano nella “Casa della Musica” altri gruppi e ballerini.

1 gennaio 2008: Trinidad
La citt&amp;amp;#225; di Trinidad, dichiarata patrimonio dell’umanit&amp;amp;#225; dall’Unesco, merita grandemente la sua fama, dovuta alle splendide case coloniali con gli ampi cortili interni. Una visita al museo romantico, al museo municipal, ma soprattutto &amp;amp;#233; bello bighellonare tra le via acciotolate. Nel pomeriggio relax sulla Playa Ancon, tramonto e mojito fantastico al Grill Caribe che ci mette quasi KO. Per ora questo mojito &amp;amp;#233; largamente in testa alla graduatoria!!


2 gennaio: Trinidad –Sancti Spiritu – Santa Clara - Remedios
Lasciamo Trinidad ed il tempo inizia a cambiare, un forte vento nord fa abbassare la temperatura di diversi gradi, percorriamo la valle dos Ingenios, che non ci sembra essere poi tanto interessante. Breve sosta a Sancti Spiritu, visita al museo de arte colonial, piove e fa decisamente freddo. A Santa Clara pranziamo al ristorante La Concha, economico e con una pizza niente male. Terminiamo la tappa a Remedios dove alloggiamo da Las Chinitas, Calle Independencia n&amp;amp;#186; 21-A, Remedios (tel 53-42)395784 – 395846. Senza dubbio la casa dove abbiamo ricevuto la migliore accoglienza. Il proprietario Gregorio Fong &amp;amp;#233; figlio di madre e padre cinesi, giunti a Cuba agli &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/cuba/diario_di_viaggio_cuba_5077.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Hasta la victoria siempre&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>CUBA</category><pubDate>Thu, 13 Mar 2008 00:57:08 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/america centrale e caraibi/cuba/diario_di_viaggio_cuba_5077.ashx</guid></item><item><title>Campionati africani di ciclismo 2007, Yaound&amp;#233;</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/cameroon/diario_di_viaggio_cameroon_4477.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/cameroon/diario_di_viaggio_cameroon_4477.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/4477/37517.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;CAMEROON, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In volo da S&amp;amp;#227;o Tom&amp;amp;#233; via Libreville e Douala, il transfert da Douala a Yaound&amp;amp;#233; in bus lusso 3 ore.

Sexta Feira 9 de Novembro de 2008, tiveram lugar as primeiras duas provas validas para os t&amp;amp;#237;tulos africanos masculinos e femininos contra rel&amp;amp;#243;gio. 
Na prova masculina participaram 30 atletas representantes de 12 Paises. 
Eneio Pereira com um tempo de 21’11’’ conseguiu o 15&amp;amp;#186; lugar entre os melhores atletas africanos. Eneio efectuou uma prova entusiasmante conseguindo apanhar 3 atletas partidos a frente dele e conseguindo conter o ataque do marroquino Er Ragragoui que chegou na linha da meta po&amp;amp;#231;os metros antes.
O percurso constitu&amp;amp;#237;do por um circuito muito dif&amp;amp;#237;cil com subidas elevadas foi particularmente adapto ao ciclista santomense, que conseguiu manter-se ao n&amp;amp;#237;vel dos melhores ciclistas africanos. A prova foi ganha pelo Sul-africano White Nicholas que precedeu o seu compatriota Thomson Robert de 30’’ na linha da meta.

Serafim Fernandes segundo representante de S&amp;amp;#227;o Tom&amp;amp;#233; e Pr&amp;amp;#237;ncipe conseguiu o 23&amp;amp;#186; lugar.
Importa salientar que a maioria dos atletas participantes tiveram a oportunidade de afinar a pr&amp;amp;#243;pria prepara&amp;amp;#231;&amp;amp;#227;o com a Volta do Burkina Faso, enquanto os atletas santomenses tiveram poucas ocasi&amp;amp;#245;es de competir ao longo deste ano. Por isso o resultado de Eneio assume ainda mais valor. 
A n&amp;amp;#237;vel de classifica&amp;amp;#231;&amp;amp;#227;o por na&amp;amp;#231;&amp;amp;#245;es, a equipa Santomense, conseguiu classificar-se no s&amp;amp;#233;timo lugar, ganhando pa&amp;amp;#237;ses como o Gab&amp;amp;#227;o, a Rep&amp;amp;#250;blica Centrafricana, o Zimbabwe o Malawi e a Costa do Marfim.

A prova feminina foi dominada pelas atletas da Africa do Sul que conseguiram o primeiro e segundo lugar no p&amp;amp;#243;dio, frente a atleta das Ilhas Maur&amp;amp;#237;cias.
Prova em linea masculina e feminina
A prova em linaea masculina da terceira edi&amp;amp;#231;&amp;amp;#227;o dos campeonatos africanos de ciclismo foi dominada pelos atletas da Africa do Sul, que conquistaram as primeiras tr&amp;amp;#234;s posi&amp;amp;#231;&amp;amp;#245;es com Nicholas White no primeiro lugar, Johann Rabier no segundo e Robert Thomson no terceiro. O quarto lugar foi ocupado pelo marroquino Jelloul Adil. O ritmo foi elevado desde as primeiras voltas com os cont&amp;amp;#237;nuos ataques da equipa da Eritreia que no final da prova pagou os esfor&amp;amp;#231;os efectuados e n&amp;amp;#227;o conseguiu aguentar os ataques finais perpetuados pelos sul-africanos. 

A prova que viu &amp;amp;#224; partida 67 ciclistas representando 14 pa&amp;amp;#237;ses tais como Africa do Sul, Zimbabu&amp;amp;#233;, Ilhas Maur&amp;amp;#237;cias, Malawi, Qu&amp;amp;#233;nia, Ruanda, Eritreia, Camar&amp;amp;#245;es, Costa do Marfim, Gabon, Centrafrica, Marrocos, Guin&amp;amp;#233; Conakri e S&amp;amp;#227;o Tom&amp;amp;#233; e Pr&amp;amp;#237;ncipe, foi efectuada num circuito , muito selectivo de 7,5 km, no centro da cidade de Yaound&amp;amp;#233;, com uma subida de cerca 1 km a repetir 18 vezes. Depois de 3 voltas o pelot&amp;amp;#227;o principal estava j&amp;amp;#225; reduzido a cerca de 40 elementos entre os quais os 2 representantes de S&amp;amp;#227;o Tom&amp;amp;#233; e Pr&amp;amp;#237;ncipe.  

Ao longo da 4&amp;amp;#170; volta uma queda de 6 ciclistas do pelot&amp;amp;#227;o de frente envolveu tamb&amp;amp;#233;m Eneio Pereira que n&amp;amp;#227;o reportou traumatismos mas somente danos materiais que o obrigaram a substituir a roda traseira perdendo desta forma alguns minutos preciosos que o afastaram do pelot&amp;amp;#227;o de frente.

Ao longo da 10&amp;amp;#170; volta os dois ciclistas santomense abandonaram a prova, quando um numero extremamente ex&amp;amp;#237;guo de concorrentes continuava na competi&amp;amp;#231;&amp;amp;#227;o.

Somente 18 ciclistas conseguiram terminar os 134 km da prova.

No entanto a prova feminina viu no p&amp;amp;#243;dio mais tr&amp;amp;#234;s ciclistas da Africa do Sul com a Marissa Van Der Merwe que conquistou o t&amp;amp;#237;tulo continental, Lynette Burger no segundo lugar e Yolandi Du Toit no terceiro.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/cameroon/diario_di_viaggio_cameroon_4477.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Campionati africani di ciclismo 2007&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>CAMEROON</category><pubDate>Sun, 18 Nov 2007 22:44:41 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/cameroon/diario_di_viaggio_cameroon_4477.ashx</guid></item><item><title>Nella terra degli Inka, Cuzco, Pisac, Maras, Moray, Islas Ballestas, Cuzco</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/peru'/diario_di_viaggio_peru'_4534.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/peru'/diario_di_viaggio_peru'_4534.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/4534/38140.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;PERU', Sud America&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7 giugno 2007 gioved&amp;amp;#237;: 
Dopo la visita in Bolivia i bagagli sono letteralmente lievitati e nonostante le diverse varianti geometriche sperimentate nel tentativo di stipare tutto nel portabagagli della Sentra, questi si rifiuta di chiudersi. Abbiamo anche un p&amp;amp;#243; accentuato la bombatura del baule, ma niente da fare. Comunque dopo varie peripezie riusciamo a conciliare i bagagli con lo spazio e riparata la foratura abbandoniamo Puno, dove fervono i preparativi per la festa del Corpus Domini.
La strada scorre tra vallate costellate da alpaca, siamo sempre attorno ai 4000 metri di altezza. Circa a met&amp;amp;#225; strada tra Puno e Cusco, qualche chilometro prima di Raqchi, sosta al ristorante “Filipon”, ottimo buffet molto vario. 
A Raqchi &amp;amp;#233; in corso la festa locale del Corpus Domini, tutta una serie di gruppi folcloristici locali danzano e suonano sulla piazza della chiesa, situata proprio all’entrata delle rovine INCA. Il tempio di Raqchi era uno dei pi&amp;amp;#250; grandi del Cusco. 
Si riparte per Cusco che raggiungiamo verso le 7 del pomeriggio. Tutte le strade del centro sono ancora bloccate per la processione del Corpus Domini, uno dei principali eventi del calendario cattolico del Peru. Dopo aver percorso una serie labirintica di strade conquistiamo la Piccola Locanda (Hotel Piccola Locanda Cusco, calle Resbalosa 520, Cusco.  La locanda &amp;amp;#233; ben situata a pochi passi dal centro di Cusco, l’ambiente &amp;amp;#233; gradevolissimo e dispone di un ottima cucina casalinga italiana.
8 giugno 2007 venerd&amp;amp;#237;:
Per la visita ai musei e siti archeologici di Cusco e dintorni acquistiamo il boleto turistico. 
Iniziamo con la visita al museo inka, per passare poi alla cattedrale, al museo precolombiao, alla chiesa di Santo Domingo e al Corikancha. Nel pomeriggio acquistiamo i biglietti per il trenino per Macchu Picchu, previamente prenotati via Internet. Cuzco &amp;amp;#232; una citt&amp;amp;#225; veramente interessante e ci perdiamo volentieri tra le viuzze incassate tra le mura Inka, bighellonando tra i negozietti di artigianato. 
9 giugno sabato: 
Il programma di oggi prevede il trasferimento da Cuzco a Ollantaytambo, percorrendo tutta la Valle sagrada.
Prima sosta alle rovine di Saqsaywaman dove vale la pena ingaggiare una guida per riuscire a scoprire parte dei segreti delle pietre delle rovine Inka. Nella spianata antistante le rovine sono gi&amp;amp;#225; in corso i preparativi per la festa in costume in cui viene rievocata la battaglia con Pizarro.
Passando poi per Q’enqo e Puka Pukara, raggiungiamo Pisac. Anche se il famoso mercato si tiene il gioved&amp;amp;#237; e la domenica, la Plaza de Armas &amp;amp;#232; occupata tutti i giorni da bancarelle con articoli di artigianato. Pranziamo nella Plaza de Armas, nel pomeriggio si parte per la visita alle rovine di Pisac, dove arriviamo un p&amp;amp;#243; troppo tardi per il tipo di percorso che ci aspetta. Le rovine sono infatti disseminate sulla parete e sulla cresta della montagna che domina Pisac, un giro completo delle rovine richiede probabilmente 3 o 4 ore. Noi abbiamo solo un paio ore di luce e ci limitiamo quindi al precorso ridotto, che contempla comunque alcuni passaggi suggestivi e un p&amp;amp;#243; esposti. Riconquistiamo l’auto dopo un paio d’ore un p&amp;amp;#243; stremati per la sgambata in altitudine e per il forte vento. Percorriamo quindi il resto della Valle Sagrada ormai nell’oscurit&amp;amp;#225;. A Ollantaytambo poernottiamo all’Hotel Munay Tika situato sulla strada che conduce alla stazione dei treni. La cena abbastanza deludente al ristorante Kusiloyuor. 
10 giugno domenica: 
Sveglia alle 6 per la colazione e per prendere il treno per Aguas Calientes, localit&amp;amp;#225; d’accesso alle rovine di Machu Pichu. La compagnia inglese che gestisce la ferrovia per Aguas Calientes attua una vera e propria truffa legalizzata. Si tratta infatti del treno pi&amp;amp;#250; caro al mondo, un’ora e venti circa di treno al prezzo di circa 80 USD a testa! Non essendoci alternativa plausibile (il trekking a piedi ci trova un p&amp;amp;#243; gi&amp;amp;#250; di allenamento) ci lasciamo “spennare” in questo modo indegno (in ogni caso &amp;amp;#233; bene ricordarsi che i biglietti possono essere acquistati solo a Cuzco alla biglietteria centrale e con almeno un giorno di anticipo). I posti sono numerati, &amp;amp;#233; bene quindi cercare al momento dell’acquisto di chiedere i sedili sul lato sinistro del vagone, che permettono i migliori scorci e vedute sul fiume sottostante.
Aguas Calientes &amp;amp;#233; molto molto deludente, quasi nulla rimane del villaggio originario e tutto &amp;amp;#232; costruito e situato in funzione dell’enorme flusso turistico che ogni giorno passa obbligatoriamente per raggiungere Machu Picchu. Il furto per la visita a Machu Picchu non &amp;amp;#233; ancora terminato, il pulmino per la trasferta da Aguas Calientes alle rovine costa 12 USD a testa, a questo si deve poi aggiungere il biglietto d’entrata alle rovine e eventualmente il costo della guida.
Lo spettacolo &amp;amp;#233; comunque maestoso le rovine situate su una serie di picchi dominanti le vallate sottostanti lasciano senza fiato e non solo per i dislivelli e per la scarpinata in quota. La visita guidata dura circa un paio d’ore dopodich&amp;amp;#233; ci godiamo la vista dalle diverse angolazioni. La vista dalla casa del guardiano &amp;amp;#233; comunque quella pi&amp;amp;#250; affascinante. Ci intratteniamo con i giardinieri quadrupedi (lama) che mantengono l’erba nello spazio archeologico sempre a modo di tappeto inglese (ci sar&amp;amp;#225; qualche attinenza con la compagnia che gestisce la ferrovia??).
Il ritorno in pulmino a Aguas Calientes &amp;amp;#233; caratterizzato da una corsa tra i ragazzini a piedi ed il pulmino. I ragazzini tagliano i tornanti scendendo nella foresta e riescono regolarmente ad arrivare prima dei pulmini, in tempo quindi per una buona mancia.
Viaggio a ritroso con il trenino sino a Ollantaytambo. Cambiamo ristorante ed il ristorante Mayupata si rivela una gradevole sorpresa.
11 giugno luned&amp;amp;#237;: 
Sulla via di ritorno verso Cuzco, visitiamo le salinas di Maras, un’interminabile distesa di vasche di decantazione, rifornite dalle acque di un torrente sotteraneo ricco in Sali minerali. Procediamo quindi per Moray per la visita al laboratorio agronomico Inka, una sorta di anfiteatro a terrazze, in cui si pu&amp;amp;#243; trovare un microclima diverso in ogni terrazza.
Raggiungiamo poi Chincero, villaggio tipico delle Ande, visita alla chiesa coloniale costruita come nella maggior parte dei casi sulla mura del tempio Inka. Chincehero non offre molte alternative per il pranzo, ci dirigiamo quindi alla trattoria della famiglia Castro sulla strada principale.
Rientro a Cuzco e cena alla Piccola Locanda.
12 giugno marted&amp;amp;#237;: 
Grande tappa di trasferimento: 900 km attraversando l’intera cordigliera delle Ande.
Tutti erano abbastanz perplessi sulla possibilit&amp;amp;#225; di trasferirsi in gironata da Cuzco a Paracas, circa 900 km di strade con almeno quattro passi oltre i 4000 metri e altrettante discese nelle vallate. Ci proviamo! Scendiamo nella vallata dell’Apurimac, risaliamo ad Abancay, scendiamo e risaliamo ogni volta sono circa 1500 o 2000 metri di dislivello. Saliamo di nuovo sulla cordigliera di Huanzu, scendiamo a Puquio e di nuovo su a 4000 metri nel Parco naturale di Pampa Galeras. Il paesaggio &amp;amp;#233; incantevole ma la strada &amp;amp;#233; proibitiva, una serie interminabile di curve e nonostante il traffico esiguo incontriamo ben tre veicoli usciti di strada, un auto, un camion e un bus con tutto il suo carico di passeggeri. Siamo ormai al tramonto quando raggiungiamo Nazca, al termine quindi della traversata delle Ande, circa 12 ore per percorrere 700 km, praticamente senza soste.
Ci restano ora solo 200 km di Panamericana per raggiungere Paracas che raggiungiamo alle 20. Ci siamo risuciti!! 14 ore come programmato, molto stanchi!!! Pernottamento e cena all’Hotel el Mirador – Paracas.
13 giugno mercoled&amp;amp;#237;: L’escursione per le isole Ballestas &amp;amp;#233; prevista per le 8h00 con partenza da el Chaco a Paracas. La bruma invernale riduce la visibilit&amp;amp;#225; a p&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/peru'/diario_di_viaggio_peru'_4534.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Nella terra degli Inka&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>PERU'</category><pubDate>Sun, 09 Dec 2007 16:44:44 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/peru'/diario_di_viaggio_peru'_4534.ashx</guid></item><item><title>Tra vulcani e deserti, La Paz, Salar de Uyuni, Laguna Colorada</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/bolivia/diario_di_viaggio_bolivia_3934.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/bolivia/diario_di_viaggio_bolivia_3934.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/3934/31568.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;BOLIVIA, Sud America&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;31 maggio:Partiamo da Puno alle 7h30 con un bus della Tour Peru, con destino La Paz (30 soles a testa). Dopo aver passato il confine boliviano a Yumguyo, raggiungiamo Copacabana verso le 12h30 (ora locale, 1 h in pi&amp;amp;#250; rispetto al Peru). A Copacabana abbiamo il tempo di pranzare prima di passare sul bus boliviano. Da Copacabana la strada si inerpica sulle montagne con notevoli scorci panoramici sul lago Titicaca e sulla cordigliera Real. Si ridiscende al lago per traghettare e ripartire in direzione di La Paz dove arriveremo verso le 17. Da El Alto a quota 4000 metri, La Paz ci appare nella vallata sottostante con i suoi 3600 metri di altezza. Il bus si ferma nella zona centrale di La Paz proprio a lato del decantato Hotel Rosario. Nonostante via Internet ci avessero comunicato che l’Hotel era completo proviamo lo stesso a chiedere e con fortuna riusciamo a trovare ancora 2 camere libere. Ne &amp;amp;#232; valsa la pena! L&amp;amp;#180;Hotel Rosario &amp;amp;#233; veramente molto accogliente e relativamente economico (45 USD la doppia compresa colazione), dotato di accesso gratuito a Internet, un ristorante di ottimo livello ed una colazione a buffet molto ricca e variata. Aprofittiamo delle ultime luci della giornata per organizzarci la trasferta per Uyuni, acquistiamo quindi i biglietti per il bus per Oruro e del treno da Oruro a Uyuni. Ancora il ~tempo per percorrere la zona artigianale nelle viuzze attorno all’Hotel Rosario e poi cena in Hotel. Un filetto di lama accompagnato da un ottimo Cabernet boliviano, prodotto nella regione meridionale in prossimit&amp;amp;#225; del confine argentino. 

1 giugno: Il bus per Oruro parte alle 10 dal terminal terrestre di La Paz, giungiamo ad Oruro verso le 13. Ci resta il tempo per pranzare al ristorante Nayama (a circa 300 metri dalla stazione ferroviaria di Oruro), prima di prendere il mitico Expreso del Sur, il treno che ci porter&amp;amp;#225; a Uyuni. Alle 15.30 il treno parte in perfetto orario, come tutti i mezzi pubblici presi sinora. La prima ora di viaggio &amp;amp;#233; altamente spettacolare, il treno corre letteralmente sulle acque del lago Oruro, tra fenicotteri e numerosi uccelli acquatici. Il paesaggio ci lascia con il fiato sospeso sino alle ultime luci del giorno con un tramonto spettacolare. Raggiungiamo Uyuni verso alle 22.20, il freddo inizia a farsi sentire, siamo gi&amp;amp;#225; alcuni gradi sotto zero!! Alloggiamo all’Hotel Kutimuy, gestito dall’agenzia Colque Tour, che si rivela basico e senza acqua calda.

2 giugno:  organizziamo il tour di 3 giorni nel salar e nelle lagune con l’agenzia Colque Tour, che ci fornisce autista e un Land Cruiser. Dopo aver acquistato l’essenziale per i prossimi tre giorni verso le 11 ci addentriamo nel Salar, prima sosta alle saline di Colchani da cui si estrae ancora il sale consumato in Bolivia e seconda sosta all’Hotel de Sal. Puntando verso l’Isla do Pescado il paesaggio diventa indescrivibile. Siamo nella regione pi&amp;amp;#250; luminosa del mondo con la sua distesa bianca di sale di 12000 kmq ed il sole nitido dei 4000 metri. Ogni anno con le piogge che trasportano nel lago i minerali dalle montagne circostanti si forma una nuova crosta di sale di circa 3 o 4 cm. In alcuni punti il sale accumulato supera il metro e mezzo. All’isola del Pescado consumiamo il nostro primo pic nic, prima di visitare la piccola riserva naturale, una foresta di cactus centenari che si ergono nella enorme distesa di sale. Si prosegue poi nella distesa di sale per raggiungere il piccolo villaggio di Chuvica dove passeremo la notte nell&amp;amp;#180;Hostal della Colque Tour che &amp;amp;#233; decisamente migliore dell’Hotel di Uyuni. Anche stasera niente doccia calda!
3 giugno: partenza alle 8.00, abbandoniamo il Salar e ci inoltriamo nei paesaggi montani e indescrivibili del sud boliviano, la temperatura si mantiene largamente sotto lo zero. Ci inerpichiamo tra valli e vulcani e raggiungiamo i 4600 metri prima di raggiungere la prima serie di lagune (Canapa, Hedionda e Colorada). Lungo il percorso incontri ravvicinati con vigogne, fenicotteri e volpi. Attraversiamo il deserto di Siloli in un paesaggio lunare prima di arrivare al famoso albero di pietra. Una serie di rocce erose dal vento che hanno assunto forme particolarmente curiose. Per la notte ci fermiamo in un rifugio estremamente bascio nei pressi del campo Ende sulla laguna Colorada. Appena il sole scende la temperatura precipita e durante la notte arriviamo attorno ai 20 negativi. Il sacco a pelo di piumino si rivela estremamente utile!

4 giugno: La sveglia &amp;amp;#232; alle 5.30 e si parte alle 6 ancora in piena oscurit&amp;amp;#225;, la temperatura &amp;amp;#233; estremamente bassa, in poco piu di 30 minuti raggiungiamo a 5200 metri di altezza i Geyser del Sol de la Ma&amp;amp;#241;ana, che a contatto con le temperature basse del mattino avvolgono tutta la zona di un vapore sulfureo. I Geyser sono una serie di calderoni in cui ribolle un fango bollente che sprigionano vapori di zolfo, una zona estremamente pericolosa perch&amp;amp;#233; i calderoni comunicano tra loro con passaggi sotteranei  e le volte superficiali spesso cedono. Attenzione quindi a dove si mettono i piedi. Il sorgere del sole in questo paesaggio infernale &amp;amp;#233; uno spettacolo eccezionale e la luce indescrivibile. Proseguiamo verso le sorgenti termali a quota 5000 metri. Le pozze di acqua calda sembrano surreali soprattutto se si osserva il ghiaccio tutto attorno. Si prosegue in un atmosfera di luce e di paesaggi straordinari sino a raggiungere Laguna Verde ai piedi del vulcano Licancabur che segna il confine con il Cile. Da qui chi prosegue per S. Pedro di Atacama in Cile, cambia veicolo. Ritorniamo sui nostri passi per raggiungere di nuovo laguna Colorada, che ci appare ora con una colorazione rosata delle acque. Eccezionale. Iniziamo poi la discesa verso Vila Mar edopo una breve sosta per il pasto si continua per Uyuni.
L’autista della Colque Tour ci lascia al terminal della Todo Turismo che organizza viaggi notturni di rientro a La Paz. Si parte alle 20.00, il bus &amp;amp;#233; nuovissimo ed il servizio impeccabile, cena e snack compresi. Le prime 6 ore di pista sono estremamente severe, il bus nuovo sembra estremamente fuori luogo. Una volta raggiunto l’asfalto si prosegue con pi&amp;amp;#250; tranquillit&amp;amp;#225; e raggiungiamo La Paz alle 6 del mattino. Il personale del bus affida i passeggeri ai taxisti “ufficiali” e raggiungiamo di nuovo l’Hotel Rosario. 
5 giugno: ci concediamo una giornata a La Paz, un p&amp;amp;#243; di acquisti. La Bolivia &amp;amp;#233; molto pi&amp;amp;#250; economica del Peru! Tanta voglia di fare una discesa in bike sulla strada della morte. Una discesa che in poco pi&amp;amp;#250; di 40 km percorre un dislivello di 3500 metri per raggiungere Coroico. Ma sar&amp;amp;#225; per la prossima volta.

6 giugno mercoled&amp;amp;#237;: Rientro in Peru via Desaguadero, partenza da La Paz alle 8.00 e arrivo a Puno alle 13.00. Hotel Posada Don Giorgio. Pranzo alla “Casona” con la sua collezione di ferri da stiro a carbone e cena all&amp;amp;#180;Hosteria (non male) entrambe situate sull’avenida Lima, l&amp;amp;#237;sola pedonale di Puno. 
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/bolivia/diario_di_viaggio_bolivia_3934.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Tra vulcani e deserti&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>BOLIVIA</category><pubDate>Sun, 19 Aug 2007 23:52:19 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/bolivia/diario_di_viaggio_bolivia_3934.ashx</guid></item><item><title>A zonzo per le Ande, Arequipa, Colca, Puno, Costa sud, Arequipa e lago Titicaca</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/peru'/diario_di_viaggio_peru'_3752.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/peru'/diario_di_viaggio_peru'_3752.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/3752/29892.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;PERU', Sud America&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;24 maggio gioved&amp;amp;#237;: 	Il volo da Milano per Lima &amp;amp;#232; con la KLM via Amsterdam, costo intorno ai 1000 euro, servizio impeccabile e orari perfetti (siamo persino arrivati con un circa mezz’ora di anticipo).
Ritiriamo l’auto alla Budget all’aeroporto di Lima, un Nissan Sentra marone, che sembra una vecchia auto fine anni 70, ma di fatto &amp;amp;#233; nuova e immatricolata in febbraio. Dopo le quasi 24 ore di viaggio (compreso il transfer a Milano) la Sentra ci sembra estremamente scomoda. Il primo contatto con Lima &amp;amp;#232; sufficiente per farci capire che le indicazioni stradali in Peru sono pressoch&amp;amp;#233; inesistenti. Impariamo anche subito che in Peru basta andare sempre dritti che prima o poi si arriva a destinazione. 
Dopo aver percorso le principali arterie di Lima nell’orario di punta e aver provato l’ebbrezza di spostarsi tra le orde di trasporti collettivi riusciamo in qualche modo ad avvicinarci al quartiere di Miraflores e caschiamo a fagiolo nell’avenida Diez Canseco, proprio davanti all’Hostal el Patio, Diez Canseco, 341 Miraflores, Lima tel 51-1-444-2107, hostalelpatio@qnet.com.pe, (minisuite per 45 USD) che avevamo prenotato via Internet. Il posto &amp;amp;#232; accogliente e particolarmente tranquillo considerando che si trova nel pieno centro del quartiere di Miraflores. Cena al ristorante “La Trattoria” un p&amp;amp;#243; caro, ma il posto merita sicuramente, le paste fatte in casa sono una delizia. La proprietaria si sorprende “Come arrivate dall’Italia e venite subito a mangiare la pasta?”, ma per noi che arriviamo dall’Africa e che abbiamo passato solo 3 giorni in Italia, una buona pasta &amp;amp;#232; quello che ci vuole.

25 maggio venerd&amp;amp;#237;: Sveglia tranquilla, partiamo alla carica della budget per vedere se c’&amp;amp;#233; la possibilit&amp;amp;#225; di prendere un’auto piu comoda, ma purtroppo niente di disponibile, la gentile signorina ci dice che il Nissan Sentra con cambio meccanico, &amp;amp;#233; comunque l’auto ideale per le province, chiss&amp;amp;#225;? Non avendo alternative ci teniamo il Sentra e si parte sulla carretera Panamericana e sorpresa oggi la Sentra sembra particolarmente comoda, qualche problemino per gli occupanti del sedile posteriore per fare uscire i piedi calzati con scarponcini, ma per il resto niente male, probabilmente ieri eravamo veramente molto stanchi dopo il viaggio. Sosta per il pranzo al Brisas de Mar, uno dei tanti ristorantini locali lungo la panamericana poco prima di Pisco, Vivamente sconsigliato, eh si non ci becchi pi&amp;amp;#250;!
Sosta a Ica per un caff&amp;amp;#233; e un dolcetto nella Plaza de Armas e si riparte verso Nazca, lasceremo la visita alle linee per il ritorno. L’Hotel Alegria a Nazca &amp;amp;#232; un’ottima sorpresa, ben situato, pulito, tranquillo e soprattutto molto economico per il servizio offerto (27 USD la doppia). Hotel Alegria: J. Lima 168, alegriatours@hotmail.com .
“El Porton”, a pochi metri dall’Hotel ci delude invece in quanto a cena. Il clima &amp;amp;#233; freschino un maglioncino non guasta.

26 maggio sabato: la tappa di oggi prevede il trasferimento Nazca – Arequipa, partiamo di primo mattino con una visita al cimitero di Chauchilla (30 km circa a sud di Nazca), 12 tombe scavate in cui sono state ordinate parte delle ossa ritrovate sul luogo e parte delle mummie cha hanno incredibilmente conservato le lunghe trecce. Il cimitero &amp;amp;#232; cosparso un p&amp;amp;#243; dappertutto di ossa, frammenti di tessuto, pezzi di cotone usato per le mummie. Riprendiamo la Panamericana e dirigiamo a sud, il paesaggio si rivela fantastico, la strada si snoda tra l’oceano pacifico ed il deserto costiero, costeggiando dune di sabbia incredibilmente alti. La strada a tratti &amp;amp;#232; sommesra dalla sabbia, ed incontriamo cantonieri indaffarati a spostare questo mare di sabbia. In un passaggio non protetto dai venti oceanici le dune hanno praticamente invaso completamente la strada, per fortuna qui c’&amp;amp;#233; in azione una ruspa che ci apre rapidamente la strada. Per il pranzo sostiamo ad Atico al “Don Oscar”, ottimo per i frutti di mare, e qui ci facciamo il primo “chicharones de marisco” seguito da ricci freschi (tanto per gradire). La panamericana dopo Ocona si inerpica a strapiombo sulla scogliera, senza protezioni laterali diventa veramente un p&amp;amp;#243; impressionante, ma gli scorci sull’oceano sono fantastici. Ci perdiamo con le soste per le foto ed arriviamo a Camana poco prima del tramonto. Siamo terribilmente in ritardo, ma non ci possiamo perdere la sfilata di bambini in costume nella piazza principale, mi affianco ai fotografi ufficiali per scattare qualche coloratissima foto, che spediremo poi. Ci “toccano” le ultime tre ore di strada con il buio e considerando la strada e l’intensificarsi del traffico di camion e bus nelle ore serali, meglio stare tranquilli e impiegarci qualche minuto in pi&amp;amp;#250;. Ad Arequipa l’Hotel Casa del Melgar; tel 054- 222459, lacasadelmelgar@terra.com.pe - 40 USD la doppia, non viene meno alle nostre aspettative. Avevamo visto le immagini su Internet, ma effettivamente il posto vale, ci si immerge gi&amp;amp;#225; nell’atmosfera settecentesca e nella storia della citta bianca. Ben scelto! Siamo abbastanza fusi dopo i circa 600 km, ma c’&amp;amp;#233; ancora il tempo per una cena al “Camaroncito”, niente male. Primo approccio con il vino peruviano, un p&amp;amp;#243; deludente dopo i bei ricordi dei vini argentini e cileni. 
27 maggio domenica: giornata dedicata alla visita di Arequipa, il monastero di Santa Catarina con i suoi caldi colori, il museo Andino, dove abbiamo avuto la fortuna di trovare esposta la mummia di Juanita, spesso sotratta per le analisi nei laboratori. La mummia ritrovata solo pochi anni fa in seguito allo scioglimento dei ghiacciai su di un vulcano nelle prossimit&amp;amp;#225; di Arequipa, si trova particolarmente ben conservata ed intatta. 
Cena allo “Zingaro”, ambiente gradevole e cucina buona.
28 maggio luned&amp;amp;#237;: Abbiamo programmato il viaggio in modo da abituari gradualmente all’altitudine. Due giorni ad Arequipa a 2800, una notte nel Canon del Colca a 3300 e poi 2 giorni a Puno 3800, 2 giorni a La Paz 3600, per poi attaccare i 5000 metri della Bolivia. Ma oggi abbiamo il primo approccio ai 5000 con il passo di Patapampa (4910). La strada per il Colca passa da Yura e contorna il vulcano Chachani ed il Misti. A Canaus si abbandona la strada per Puno per imboccare la deviazione per Chivay, si sale ormai da diversi kilometri, attraversiamo la riserva nazionale di Salinas e Aguada Blanca dove incrociamo i primi gruppi di vigogne. Poco prima del passo di Patapampa, saremo intorno ai 4500, a Mari viene la brillante idea di fotografare gli alpaca. Accostiamo e iniziamo a scendere nella valletta per avvicinare il branco. La risalita all’auto ci sar&amp;amp;#225; fatale, il soroche inizia a farsi sentire sotto forma di forte mal di testa. Si sale ancora arriviamo al passo (quasi ai 5000) e quando scendo dall’auto mi sento particolarmente leggero, inizia a girare tutto e ci manca poco per non cadere senza sensi a terra. Riprendo colore solo dopo aver attaccato la bistecca di alpaca al ristorante “Pozo del Ciel” di Chivay 2000 metri piu in basso. Ottimo il gelato di Chirichuelo. Su consiglio dei locali ci buttiamo quindi con il mate de coca, che sembra aiuti a superare il mal di montagna. Dopo Chivay la strada che costeggia il Canon &amp;amp;#233; sterrata, ma il paesaggio &amp;amp;#233; incantevole. I diversi mirador permettono delle viste sul Canyon e sui terrazzamenti Inka tuttora utilizzati a scopo agricolo, sosta al famoso Cruz del Condor dove gli ultimi condor si attardano in volo nel fine pomeriggio.
Raggiungiamo Cabanaconde, villaggetto di montagna con l’aria rilassante. La strada che parte dalla chiesa e raggiunge l&amp;amp;#180;Hotel Kunturwassi (reservas@kunturwassi-colca.com) -50 USD la doppia) &amp;amp;#232; al limite della praticabilit&amp;amp;#225; e onde evitare di lasciare qualche pezzo della Sentra in questa sperduta valle del Peru, tutti gi&amp;amp;#250; e si sale a piedi. Il fiatone ci ricorda subito che siamo ancora olte i 3000. Le viette di Cabanaconde sono percorse da &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/peru'/diario_di_viaggio_peru'_3752.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;A zonzo per le Ande&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>PERU'</category><pubDate>Mon, 09 Jul 2007 01:19:28 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/peru'/diario_di_viaggio_peru'_3752.ashx</guid></item><item><title>Ro&amp;#231;a S. Joao, S. Joao dos Angolares, Caue</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sao tome and principe/diario_di_viaggio_sao tome and principe_3242.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sao tome and principe/diario_di_viaggio_sao tome and principe_3242.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/3242/25040.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SAO TOME AND PRINCIPE, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ro&amp;amp;#231;a S. Jo&amp;amp;#227;o
Situata a 40 km a sud di S&amp;amp;#227;o Tom&amp;amp;#233;, nel distretto di Caue, la Ro&amp;amp;#231;a S. Joao &amp;amp;#233; un esempio di progetto integrato che insieme all’agricoltura pretende sviluppare il turismo e l’arte.
L’attuale proprietario Joao Carlos Silva &amp;amp;#233; diventato famoso nei paesi lusofoni e in alcuni paesi europei per il suo programma di cucina etnica e culturale “Nas ro&amp;amp;#231;as com os tachos”.
La ro&amp;amp;#231;a (impresa agricola) &amp;amp;#233; un antica casa coloniale recuperata a fini turistici. Vi si pu&amp;amp;#243; alloggiare immergendosi nella tranquilla realt&amp;amp;#225; della zona.
Dalla ro&amp;amp;#231;a si gode una invidiabile vista sulla cittadina di Angolares e sulla sottostante baia di Santa Cruz. Gli Angolares discendenti di naufraghi di una nave negriera sono i principali abitanti di questa zona. Nella spiaggia di sabbia nera sottostante i pescatori e le venditrici di pesce si incontrano con il vino di palma.
La Ro&amp;amp;#231;a S. Joao offre una gastronomia locale e genuina e la magia delle feste tradizionali. Le cene al suono di un Bulaue coinvolgono i partecipanti in un ritmo ancestrale che non pu&amp;amp;#243; lasciare indifferenti. 
La Ro&amp;amp;#231;a S. Joao &amp;amp;#233; raggiungibile da S. Tom&amp;amp;#233; con i taxi collettivi 30 000 dobras (circa 2 euro), oppure con taxi privato (40 euro circa).
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sao tome and principe/diario_di_viaggio_sao tome and principe_3242.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Roça S. Joao&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>SAO TOME AND PRINCIPE</category><pubDate>Sat, 31 Mar 2007 23:12:08 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sao tome and principe/diario_di_viaggio_sao tome and principe_3242.ashx</guid></item><item><title>Navigando sul Congo, Brazzaville</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/congo/diario_di_viaggio_congo_2129.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/congo/diario_di_viaggio_congo_2129.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2129/16530.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;CONGO, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15 minuti in motoscafo e si passa dalla caotica Kinshasa alla molto pi&amp;amp;#250; vivibile Brazzaville, capitale del Congo.&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/congo/diario_di_viaggio_congo_2129.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Navigando sul Congo&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>CONGO</category><pubDate>Mon, 21 Aug 2006 23:35:24 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/congo/diario_di_viaggio_congo_2129.ashx</guid></item><item><title>Sul fiume Congo, Mulongo, Katanga</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/repubblica democratica del congo/diario_di_viaggio_repubblica democratica del congo_2120.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/repubblica democratica del congo/diario_di_viaggio_repubblica democratica del congo_2120.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2120/16449.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un percorso di 150 km tra Manono nel Tanganika (10 ore circa, 3 forature comprese) ci porta a Malemba Nkulu nel distretto di Haut Lomami, una pista di sabbia su cui la guida richiede un attenzione particolare. L'attraversamento del fiume Congo a Mulongo (115 km da Manono e 35 km da Malemba) si effettua su piccole piroghe. Il costo 1000 FC per ogni moto. &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/repubblica democratica del congo/diario_di_viaggio_repubblica democratica del congo_2120.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Sul fiume Congo&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO</category><pubDate>Mon, 21 Aug 2006 00:00:38 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/repubblica democratica del congo/diario_di_viaggio_repubblica democratica del congo_2120.ashx</guid></item><item><title>Tra i guerriglieri Mai Mai. Un esercito di bambini, Mitwaba, Katanga</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/repubblica democratica del congo/diario_di_viaggio_repubblica democratica del congo_2207.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/repubblica democratica del congo/diario_di_viaggio_repubblica democratica del congo_2207.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2207/17532.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un esercito di bambini. Tra i guerriglieri Mai-Mai
La provincia del Katanga &amp;amp;#233; una delle 11 province della RDC. &amp;amp;#201; situata a sud-est della Repubblica Democratica del Congo e confina a nord con le province di Maniema e Sud Kivu, con i 2 Kasai a nord-ovest, con la Tanzania a est, con la Zambia a sud-est e con l’Angola a sud-ovest. &amp;amp;#200; una provincia ricchissima di risorse naturali, diamanti, oro, uranio, rame e altro e proprio per questo forse si trova in una guerra continua ormai da decenni.
Al centro del Katanga situato tra Dubie, Malemba Nkulu e Manono si trova il cosiddetto “triangolo della morte” dove si &amp;amp;#233; registrata a partire dalla met&amp;amp;#225; del 2005 una recrudesenza delle operazioni militari che hanno contrapposto le forze governative (FARDC) alle milizie Ma&amp;amp;#239;-Ma&amp;amp;#239;, condotte da “G&amp;amp;#233;d&amp;amp;#233;on”. Moltissimi villaggi sono stati distrutti e incendiati dalle milizie provocando un importante fenomeno di sfollati. Pi&amp;amp;#250; di 150 000 persone avrebbero abbandonato le loro case ed i loro villaggi a causa del conflitto. Stupri, assassini, mutilazioni atti di cannibalismo, sono divenute pratiche quotidiane in questa zona dilaniata dalla guerriglia.
Le milizie Mai Mai recrutano tra le loro file numerosi bambini che sono costretti a commettere le pi&amp;amp;#250; atroci violenze. Il 16 maggio del 2006 il capo mai mai “Gedeon” si &amp;amp;#233; arreso con il suo esercito e si &amp;amp;#233; consegnato alle forze delle Nazioni Unite nel campo di Mitwaba dopo circa 15 giorni di trattative.
Sono ora iniziati gli interventi per il recupero e la reintegrazione dei numerosi bambini soldato che integravano le file dei ribelli.

I guerriglieri Mai Mai praticano riti animisti ed il cannibalismo. Hanno il corpo ricoperto da gri gri (amuleti) che secondo la loro credenza li renderebbe invincibili e invisibili. Mentre a Mitwaba il capo principale Mai Mai si &amp;amp;#232; arreso alle forze delle Nazioni Unite, in altre zone limitrofe altri capi continuano a recrutare bambini per rinforzare il loro esercito.

La zona di Mitwaba dove sono state scattate le immagini &amp;amp;#233; per il momento raggiungibile con i voli delle Nazioni Unite o con i mezzi di alcune ONG che operano nella zona, gli spostamenti sono comunque molto difficoltosi e quasi imposibili nella stagione delle piogge. 
Brevi Notizie sulla Repubblica Democratica del Congo
La Repubblica Democratica del Congo (RDC), con capitale Kinshasa, &amp;amp;#232;, in rapporto alla sua superficie (2,3 milioni di Kmq), il terzo Paese africano e, in rapporto alla popolazione uno dei pi&amp;amp;#249; popolati (circa 56 milioni di abitanti, dati 2004). Stato subsahariano, il Congo Kinshasa &amp;amp;#232; localizzato nel centro-sud del continente e le sue frontiere sono in comune con altri 9 Paesi. Sul piano amministrativo, la RDC &amp;amp;#232; divisa in 11 province: Bandundu, Bas-Congo, Equateur, Kasa&amp;amp;#239; Occidental, Kasa&amp;amp;#239; Oriental, Katanga, Kinshasa (la capitale), Orientale e (nella regione del Kivu): Maniema, Nord Kivu e Sud Kivu.
Dal 2001 dopo l’assunzione della presidenza da parte di Joseph Kabila, succeduto al padre Laurent-D&amp;amp;#233;sir&amp;amp;#233; Cabila, la RDC ha inizio una graduale politica di apertura internazionale.
Gli ultimi dieci anni hanno visto lo svolgimento sul territorio congolese della “prima guerra internazionale africana” che, si stima, abbia registrato circa 4 milioni di morti e, secondo fonti FAO, si calcola che circa 1200 persone continuano a morire ogni giorno a causa della violenza, delle malattie e della malnutrizione. 
Oltre 1,7 milioni di persone sono sfollate, ed altrettante sono tornate alle loro comunit&amp;amp;#224; d’origine solo di recente e stanno cercando di rimettere in piedi le proprie case ed i propri mezzi di sussistenza.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/repubblica democratica del congo/diario_di_viaggio_repubblica democratica del congo_2207.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Tra i guerriglieri Mai Mai. Un esercito di bambini&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO</category><pubDate>Sun, 10 Sep 2006 21:32:58 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/repubblica democratica del congo/diario_di_viaggio_repubblica democratica del congo_2207.ashx</guid></item><item><title>Dove il tempo si &amp;#233; fermato, Principe, Principe</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sao tome and principe/diario_di_viaggio_sao tome and principe_1930.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sao tome and principe/diario_di_viaggio_sao tome and principe_1930.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/1930/13935.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SAO TOME AND PRINCIPE, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un breve viaggio nell'isola di Principe, dove il tempo si &amp;#233; fermato.
Nella vecchia ro&amp;#231;a di Sundy i resti coloniali sopravvivono come spiriti immortali, una vecchia locomotiva che testimonia le grandi produzioni di cacao degli anni 60 -70.
Principe &amp;#233; raggiungibile dall'isola di S&amp;#227;o Tom&amp;#233; in 40 minuti di volo. Capitale &amp;#233; la citta di Santo Antonio, famosa per le rappresentazioni dell'auto di Floripe tutti gli anni nel mese di agosto.
Circa 5000 abitanti, spiagge immaccolate e incontaminate, paradiso delle tartarughe.
Hotel: Bom Bom Resort, Pens&amp;#227;o Palhota, Pens&amp;#227;o Romar.
Piatti tipici: molho no fogo, peixe lim&amp;#227;o, crac, fundji maguita.&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sao tome and principe/diario_di_viaggio_sao tome and principe_1930.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Dove il tempo si é fermato&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>SAO TOME AND PRINCIPE</category><pubDate>Fri, 26 May 2006 21:07:21 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sao tome and principe/diario_di_viaggio_sao tome and principe_1930.ashx</guid></item><item><title>Architettura sotto la neve, Crespi d'Adda, Lombardia</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_2588.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_2588.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2588/21013.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;ITALIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Patrimonio dell'umanit&amp;amp;#224;, esempio mirabile di villaggio industriale, di simbiosi fra grande azienda e territorio, di scambio di energie e premure fra padroni e maestranze, Crespi d'Adda sonnecchia nel pomeriggio piovoso, le sue casette tutte uguali, le grandi ciminiere spente. l'Adda che in basso mormora contento delle piogge che gli ridanno fiato. Nessun lavoratore torner&amp;amp;#224; nella tessitura di Crespi dopo le vacanze di Natale, i capannoni resteranno li vuoti, in attesa. Di che cosa?
 Dice il parroco, don Luigi Cortesi, autore di un esauriente volume sulla storia di Crespi d'Adda: &amp;amp;quot;Dal punto di vista dell'occupazione, del lavoro, la chiusura e il passaggio del lavoratori nella struttura di Ponte San Pietro non significa molto. Il problema &amp;amp;#232; di pi&amp;amp;#249; ampio respiro, si tratta di un fatto storico negativo per l'insieme del Villaggio di Crespi. Anche perch&amp;amp;#233; del futuro non si sa nulla, se non vaghe idee. Il timore &amp;amp;#232; che si rischia di perdere un patrimonio culturale, architettonico che la stessa Unesco definisce di importanza per tutta l'umanit&amp;amp;#224;. Il problema &amp;amp;#232; che l'Unesco ci offre questo riconoscimento, regala questa affermazione, ma poi a dover intervenire sono gli enti, &amp;amp;#232; il territorio, dallo Stato, alla Regione, alla Provincia, al Comune. Anche ai privati, certo&amp;amp;quot;.
 E, in un certo senso, i privati la loro parte la fanno. Le casette sono tutte ben sistemate perch&amp;amp;#233; alla met&amp;amp;#224; degli Anni Settanta vennero cedute dall'azienda. Ormai i proprietari non erano pi&amp;amp;#249; I Crespi che erano usciti di scena nel 1930, in seguito alla grande crisi mondiale. Spiega Alberico Crotti, che ha 66 anni e che &amp;amp;#232; rimasto in fabbrica per la met&amp;amp;#224; degli anni della sua vita: &amp;amp;quot;Mi raccontava mio pap&amp;amp;#224; che i Crespi non volevano licenziare nessuno. Allora i dipendenti erano circa quattromila, nel Villaggio abitavano 1250 persone. Tutti gli altri venivano dai paesi attorno. I Crespi si impegnarono troppo con le banche, dovettero cedere&amp;amp;quot;. La manifattura pass&amp;amp;#242; alla STI, poi alla Rossari e Varzi che nel 1972 fu posta in liquidazione. Fu allora che il patrimonio del Villaggio venne venduto. Quasi tutte le casette andarono a coloro che vi abitavano.
 Parti del patrimonio edilizio accusano una grave decadenza. Il lavatoio per esempio. Le parti comuni dei &amp;amp;quot;palazzotti&amp;amp;quot;, per esempio. E parti del grande stabilimento. Adriana D'Adda ha 63 anni, ha lavorato per 37 anni negli uffici della tessitura. Qui lavoravano suo padre e sua madre e prima ancora i nonni. Dice: &amp;amp;quot;Questo posto mi &amp;amp;#232; entrato nel sangue. L'abbandono mi da un senso di tristezza. Del resto erano anni che le cose andavano in questa direzione. Per&amp;amp;#242; avevamo ancora speranza perch&amp;amp;#233; di crisi profonde ce ne sono state anche in passato e tutte superate bene. Io ricordo bene la crisi del 1972-73, per esempio, anche allora sembrava finita, invece riprendemmo. E cos&amp;amp;#236; avevamo ancora una speranza. Adesso non sappiamo che cosa riserver&amp;amp;#224; il futuro, ma speriamo che questo patrimonio venga salvato. Non &amp;amp;#232; soltanto un patrimonio di muri. C'&amp;amp;#232; dentro la storia, le fatiche di tante persone&amp;amp;quot;.
 C'&amp;amp;#232; dentro una grande idea, dice don Luigi, una visione del mondo, un senso di solidariet&amp;amp;#224; tra classi sociali diverse, un'etica. Questa di Crespi &amp;amp;#232; una testimonianza che parla pi&amp;amp;#249; di tanti parole e di tanti libri. Una testimonianza malata: negli anni se ne sono andati il macellaio. il fruttivendolo, il calzolaio. L'ultimo a chiudere i battenti &amp;amp;#232; stato il tabaccaio. Resiste il piccolo negozio di Giuseppina Colombo che ha 75 anni e che non vuole arrendersi. Suo padre era il falegname di Crespi, sua nonna fu la balia di Silvio Crespi. &amp;amp;quot;In questo 'turismo Industriale' ci credo&amp;amp;quot;. Il nonno di Alberto Enzler venne qui dalla Svizzera a montare i telai. Non se ne and&amp;amp;#242; pi&amp;amp;#249;. Oggi Alberto Enzler ha 61 anni, abita qui, ma lavora altrove come perito chimico: &amp;amp;quot;Spero che questo patrimonio venga salvato. Il mio timore &amp;amp;#232; che anche questa grande realt&amp;amp;#224; finisca come tanti esempi di archeologia industriale, come la Cesalpinia, come l'opificio di via Daste e Spalenga a Bergamo. Temo l'abbandono totale, il degrado, la distruzione. Ma forse qui andr&amp;amp;#224; diversamente: siamo o non siamo patrimonio culturale dell'umanit&amp;amp;#224;?&amp;amp;quot;

Come si visita Crespi?
Il Villaggio operaio di Crespi &amp;amp;#232; un paese abitato. Non vi sono ingressi formali e non vi sono orari di ingresso.
Il Villaggio di Crespi pu&amp;amp;#242; essere visitato e apprezzato sia CON LA GUIDA sia AUTONOMAMENTE, ma sempre con la dovuta attenzione (vedi raccomandazioni qui a lato).
 
E la fabbrica?
La storica fabbrica di Crespi ha funzionato fino al 2004 ed ora la produzione &amp;amp;#232; cessata.
 
Come si arriva a Crespi?
A Crespi si pu&amp;amp;#242; arrivare in auto, coi mezzi pubblici o, meglio ancora, a piedi o in bicicletta!
Raccomandiamo a coloro che desiderano visitare Crespi di valersi del servizio di visite guidate, che rappresenta il modo pi&amp;amp;#249; soddisfacente per conoscere la complessa ma affascinante realt&amp;amp;#224; del Villaggio Crespi.
 
Sono disponibili due tipi di visita guidata:
 
VISITE GUIDATE PRIVATE CON PRENOTAZIONE
(Il visitatore - o il gruppo di visitatori - sceglie la data e l'orario prenotando allo 02 90987191)
 
VISITE GUIDATE DOMENICALI SENZA PRENOTAZIONE
(Partenza alle 16,00: solo nei periodi di aprile, maggio e settembre)

&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_2588.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Architettura sotto la neve&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>ITALIA</category><pubDate>Sun, 17 Dec 2006 13:21:18 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_2588.ashx</guid></item><item><title>Colonia Sacramento, Colonia Sacramento</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/uruguay/diario_di_viaggio_uruguay_1556.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/uruguay/diario_di_viaggio_uruguay_1556.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/1556/10751.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;URUGUAY, Sud America&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una traversata di un'ora in traghetto sul Rio della Plata e si passa dal caos di Buenos Aires alla tranquillit&amp;#224; di Colonia Sacramento, dove il tempo sembra essersi fermato. &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/uruguay/diario_di_viaggio_uruguay_1556.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Colonia Sacramento&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>URUGUAY</category><pubDate>Sun, 05 Feb 2006 23:38:22 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/uruguay/diario_di_viaggio_uruguay_1556.ashx</guid></item><item><title>Esteros del Iber&amp;#224;, Colonia Pellegrini, Corrientes</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/argentina/diario_di_viaggio_argentina_1557.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/argentina/diario_di_viaggio_argentina_1557.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/1557/10754.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;ARGENTINA, Sud America&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad Iguaz&amp;#249; nessuno ci sapeva dare indicazioini precise su come raggiungere Esteros de Iber&amp;#224;. Il dubbio era sapere se con la nostra Chevrolet Corsa avremmo potuto percorrere la pista di accesso a Colonia Pellegrini.
A rassicurarci &amp;#233; stata la signora Zita proprietaria di un agenzia di viaggi a Ituzaingo, se non piove la pista &amp;#233; transitabile anche con un auto normale, speriamo quindi che durante la notte il tempo tenga!
Sette del mattino si parte, dopo 30 km in direzione Pousadas, si imbocca a destra la pista per Esteros dell'Iber&amp;#224;. La pista non &amp;#233; male, ma dopo una cinquantina di km iniziamo a vedere pozze d'acqua ai lati della strada, che via via aumentano e coprono a tratti la carreggiata, sicuramente &amp;#233; piovuto il giorno precedente. Qualche pozzanghera un p&amp;#242; pi&amp;#249; profonda mette a dura prova la nostra &amp;quot;Corsa&amp;quot;, ma riusciamo a guadare senza troppi danni. Lungo tutto il percorso una miriade di uccelli che si involano. Finalmente a Colonia Pellegrini, un vero paradiso faunistico ancora poco conosciuto e praticamente fuori dai principali itinerari turistici. Escursioni in barca e a piedi in un'atmosfera molto particolare. &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/argentina/diario_di_viaggio_argentina_1557.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Esteros del Iberà&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>ARGENTINA</category><pubDate>Mon, 06 Feb 2006 00:11:27 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/argentina/diario_di_viaggio_argentina_1557.ashx</guid></item><item><title>Parco Naturale Torres del Paines, Torres del Paines, Magallhanes</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/cile/diario_di_viaggio_cile_1558.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/cile/diario_di_viaggio_cile_1558.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/1558/10757.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;CILE, Sud America&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Definito come uno dei pi&amp;amp;#249; spettacolari parchi del sudamerica, Torres del Paines sicuramente non lascia indifferenti.
Sulla pista che da Puerto Natales conduce al Parco, il primo incontro &amp;amp;#232; con un gruppo di condor alle prese con i resti di una pecora. Poi la pista corre lungo le acque lattiginose dei laghi in cui si sciolgono i ghiacciai del Campo de Hielo sur, avvicinandoci sempre di pi&amp;amp;#249; alle guglie rocciose delle Ande. Tanti guanachi e tanti fiori in un paesaggio che ad ogni curva si apre con nuovi scorci mozzafiato. E' solo l'inizio!&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/cile/diario_di_viaggio_cile_1558.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Parco Naturale Torres del Paines&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>CILE</category><pubDate>Mon, 06 Feb 2006 00:36:16 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/cile/diario_di_viaggio_cile_1558.ashx</guid></item><item><title>Ristoranti in patagonia e oltre, Penisola di Valdez, El Chalten, Calafate, Punta Arenas, Ushuaia, Buenos Aires, Patagonia e altro</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/argentina/diario_di_viaggio_argentina_1967.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/argentina/diario_di_viaggio_argentina_1967.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/1967/14234.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;ARGENTINA, Sud America&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo alcuni consigli per i ristoranti che noi abbiamo considerato eccellenti:
Penisola di Valdez: la Estancia &amp;amp;quot;Faro Punta Delgada&amp;amp;quot;, anche possibilit&amp;amp;#224; di alloggio.
El Chalten: &amp;amp;quot;Ruca Mahuida&amp;amp;quot; (piatti locali molto particolari)
Calafate: &amp;amp;quot;La Tablita&amp;amp;quot; da non perdere il vino consigliato &amp;amp;quot;Ruca Malen&amp;amp;quot;
Punta Arenas (Chile): &amp;amp;quot;La Pergola&amp;amp;quot; (ristorante dell'Hotel Jose Nogueira)
Ushuaia: il tenedor libre della &amp;amp;quot;Rueda&amp;amp;quot;, ma anche molti altri.
Buenos Aires: &amp;amp;quot;Il broccolino&amp;amp;quot; (Cordoba y Esmeralda);
&amp;amp;quot;Spettus&amp;amp;quot; (Puerto Madeiro)
Non so se farete anche la zona Nord, ma una buona e economica possibilit&amp;amp;#224; di alloggio per le cascate dell'Iguazu, &amp;amp;#232; il villaggio &amp;amp;quot;Viejo Americano&amp;amp;quot; 2 km dall'entrata di Puerto Iguazu.
Una piacevole sorpresa per noi &amp;amp;#233; stata la visita all'esteros dell'Ibera nella provincia di Corrientes, una zona paludosa e di acquitrini, un vero paradiso per gli uccelli (pi&amp;amp;#249; di 350 specie). Nel caso una possibilit&amp;amp;#224; di alloggio a Colonia Pellegrini &amp;amp;#232; l'Hostaria &amp;amp;quot;Ypa Sapukai&amp;amp;quot;
Se vi capita di dover alloggiare nel transito tra Chile e Argentina provate la Posada Tehuelche a 10 km dal traghetto di Ponta Delgada sullo stretto di Magellano (nel lato continentale).
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/argentina/diario_di_viaggio_argentina_1967.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Ristoranti in patagonia e oltre&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>ARGENTINA</category><pubDate>Mon, 12 Jun 2006 02:23:33 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/argentina/diario_di_viaggio_argentina_1967.ashx</guid></item><item><title>Tra foresta e mare a cavallo dell'equatore, Distretto di Caue, Sud</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sao tome and principe/diario_di_viaggio_sao tome and principe_1106.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sao tome and principe/diario_di_viaggio_sao tome and principe_1106.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/1106/7620.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SAO TOME AND PRINCIPE, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un escursione tra foresta e mare, dalla foresta primaria, alle piantagioni di cacao sino alle incontaminate spiagge del sud&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sao tome and principe/diario_di_viaggio_sao tome and principe_1106.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Tra foresta e mare a cavallo dell'equatore&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>SAO TOME AND PRINCIPE</category><pubDate>Sat, 05 Nov 2005 21:22:09 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sao tome and principe/diario_di_viaggio_sao tome and principe_1106.ashx</guid></item><item><title>Attraverso l'isola in bicicletta con i ciclisti di Sao Tom&amp;#233;</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sao tome and principe/diario_di_viaggio_sao tome and principe_1059.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sao tome and principe/diario_di_viaggio_sao tome and principe_1059.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/1059/6816.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SAO TOME AND PRINCIPE, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'attraversata dell'isola di Sao Tom&amp;#233; in bicicletta in compagnia dei ciclisti della federazione di ciclismo di Sao Tom&amp;#233; e Principe. Le maggiori difficolt&amp;#224; sono state per le auto al seguito!&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sao tome and principe/diario_di_viaggio_sao tome and principe_1059.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Attraverso l'isola in bicicletta con i ciclisti di Sao Tomé&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>SAO TOME AND PRINCIPE</category><pubDate>Mon, 31 Oct 2005 01:03:11 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sao tome and principe/diario_di_viaggio_sao tome and principe_1059.ashx</guid></item><item><title>Nel regno della regina di Saba, Sana'a</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/yemen/diario_di_viaggio_yemen_2236.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/yemen/diario_di_viaggio_yemen_2236.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2236/17873.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;YEMEN, Medio Oriente&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un paese che vive con le sue secolari tradizioni, l’aleggiare del mito della regina di Saba e il desiderio di far rifiorire il paese come il giardino dell’Eden. Dalla capitale Sana’a di bellezza indescrivibile e dall’atmosfera magica creata dall’architettura dei suoi palazzi a Shibam con i suoi grattacieli di fango all’isola di Socotra, un vero paradiso con spiagge incontaminate e con un eccezionale ecosistema da preservare
Sana'a
Visita alla splendida capitale dello Yemen che conserva l'aspetto di un borgo medioevale con le mura di fango contenenti le stupende costruzioni in pietra e mattoni decorate da arabeschi e stucchi bianchi. Le caratteristiche finestre sormontate da lunette con vetri colorati o di prezioso alabastro donano un aspetto fiabesco a tutto l’insieme. La vecchia citt&amp;amp;#224;, con il colorato souk ricco di mille mercanzie e il brulicare di gente dal tipico abbigliamento, crea un insieme di perfetta armonia tra l’uomo e l’ambiente.
Sana’a – Manaka – Hajjara – Hoteip – Hodeida
Tra vallate e canyons della montagna dell'Haraz si visitano due villaggi in pietra dalle case alte 5-6 piani. Attraverso una strada sterrata si giunge a Al Hajjara, piccola roccaforte in miniatura posta a strapiombo su una montagna con strette viuzze che consentono solo il passaggio a piedi e con le alte case a torre. Ritorno a Manaka, pranzo al funduq, tipico albergo yemenita. Manaka &amp;amp;#232; posta in una zona dove viene coltivato un'ottima specie di caff&amp;amp;#233;. Nel 1600, fu un importante centro commerciale per la vendita di tale prodotto, che veniva poi esportato attraverso il porto di Mokha. Proseguimento per Hoteip, dove c'&amp;amp;#232; la tomba di un Santone venerato dai musulmani indiani, tra bellissimi paesaggi e villaggi fortificati. Arrivo in serata a Hodeida, principale porto yemenita.
In mattinata visita al vivace mercato del pesce con le tipiche barche colorate e partenza per Beyt al Faqih, piccola cittadina con interessanti case intonacate di bianco e arricchite di mille merletti. Visita alla citt&amp;amp;#224;, al souk e proseguimento per Zabid, la citt&amp;amp;#224; santa con una bellissima moschea, splendide architetture con soffitti in legno dipinto. Nel pomeriggio partenza per Taiz, posta in ottima posizione, visita al vivacissimo souk.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/yemen/diario_di_viaggio_yemen_2236.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Nel regno della regina di Saba&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>YEMEN</category><pubDate>Mon, 18 Sep 2006 01:04:09 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/yemen/diario_di_viaggio_yemen_2236.ashx</guid></item><item><title>La leggendaria Timbouctou, Tombouctou, Sahara maliano</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/mali/diario_di_viaggio_mali_1786.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/mali/diario_di_viaggio_mali_1786.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/1786/12508.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;MALI, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In viaggio verso Tombouctou, la m&amp;amp;#237;tica, la leggendaria, l’ombelico, la grande madre.
Il percorso &amp;amp;#233; stato effettuato via terra all’andata in fuoristrada con partenza da Mopti e ritorno in “pinasse” (piroga), tre giorni fantastici di navigazione sul fiume N&amp;amp;#237;ger. 
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/mali/diario_di_viaggio_mali_1786.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;La leggendaria Timbouctou&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>MALI</category><pubDate>Sun, 19 Mar 2006 20:37:22 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/mali/diario_di_viaggio_mali_1786.ashx</guid></item><item><title>Viaggio con i mezzi locali nel Paese degli uomini integri, Bobo Dioulasso, Banfora, Sindou, Ouagadougou</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/burkina faso/diario_di_viaggio_burkina faso_2292.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/burkina faso/diario_di_viaggio_burkina faso_2292.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2292/18438.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;BURKINA FASO, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bobo Dioulasso, Posta a Sud-Ovest sulla strada che porta in Mali, Bobo &amp;amp;#232; la seconda citt&amp;amp;#224; del Burkina con circa 400.000 abitanti. Caratterizzata da un ambiente estremamente tranquillo, lontano del caos e dalla frenesia di Ouaga (tutto &amp;amp;#232; relativo!!) e da una ricca vegetazione subtropicale, con larghi viali bordati di manghi e ceiba, il suo vero punto di forza risiede nella sua posizione geografica. Vicina a Mali e Costa d’Avorio con cui divide anche la lingua (il dioula &amp;amp;#232; un ceppo della lingua bambar&amp;amp;#224; ampiamente diffusa in Africa centro-occidentale), Bobo &amp;amp;#232; da sempre un crocevia importante e il punto d’incontro di diverse etnie che la rendono una cittadina molto attiva e vivace dal punto di vista culturale (da tempo Bobo ospita la Settimana Nazionale della Cultura e il Festival Yeleen : due delle pi&amp;amp;#249; importanti ed interessanti manifestazioni artistiche di tutta l’Africa francofona.)
L’antica moschea : Costruita nel 1880 &amp;amp;#232; uno squisito esempio d'architettura sudanese in fango - si racconta che qualche anno fa il comune voleva demolirla per costruirne una nuova ma i bulldozer non riuscirono a scalfire i solidi muri di banc&amp;amp;#242; - una volta dentro colpisce il suggestivo interno che ricorda molto un labirinto ed &amp;amp;#232; caratterizzato da un soffitto basso e da un'estrema semplicit&amp;amp;#224; nei dettagli con pareti di fango, molte colonne e nessun tipo di decorazione - d’altronde si tratta di un vecchio tempio animista riconvertito all’Islam -.
- I vecchi quartieri di Kibidw&amp;amp;#233; e Sya : costituiscono la parte pi&amp;amp;#249; antica della citt&amp;amp;#224;. All’ interno &amp;amp;#232; possibile ammirare case tradizionali dioula e bobo - queste ultime sono a due piani: al piano superiore vive la donna con i figli, al piano terreno vive l’uomo - e la prima casa costruita in questa citt&amp;amp;#224; - attribita all’epoca di Sundiata, glorioso imperatore mandingo vissuto, a quanto pare, all’epoca di Carlo Magno - . Molti fabbri, vasai, tintori e tessitori lavorano qui seguendo i metodi ancestrali. Grande animazione lungo il braccio morto del fiume Huet e, di sera, nei molti caff&amp;amp;#232; del quartiere. Le vie sono rese vivaci dal incessante lavoro degli artigiani che &amp;amp;#232; possibile osservare all’opera.
- Il Grand March&amp;amp;#233; : &amp;amp;#232; uno dei pi&amp;amp;#249; belli dell’Africa occidentale grazie alle sue dimensioni e alla sua arhitettura sudanese che gli conferisce un che di particolare.
All’interno &amp;amp;#232; un vero alveare febbrile dove si trova tutto ci&amp;amp;#242; che &amp;amp;#232; possibile comprare: nelle gallerie alte si trovano bellissime maschere, vecchi sgabelli, gioielli, scrigni bobo, giochi rompicapo tradizionali, pozioni magiche......; ovunque ci si imbatte in piccoli oggetti di uso comune - pentole, sgabelli, pettini.... - tessuti artigianali e cotoni stampati (batik e bogolan). Imperdibile la macelleria coperta: davvero impressionante!
BANFORA
Trasferimento in bus di linea da Bobo Dioulasso per Banfora.
E' un grosso borgo agricolo dai quartieri tranquilli e stranamente sparpagliati sul territorio e dai campi agricoli sparsi un po’ ovunque (in principal modo campi di canne da zucchero, di cui il distretto di Banfora &amp;amp;#232; il primo produttore del paese).
Il bello di questa cittadina sono per&amp;amp;#242; i sui dintorni, sicuramente una delle zone pi&amp;amp;#249; affiscinanti del Burkina e vero paradiso per le escursioni. 
Banfora &amp;amp;#232; inoltre nota per alcuni dei sui cabaret ove &amp;amp;#232; possibile ascoltare musica tradizionale suonata con balafon - sorta di xilofono fatto di legno e zucche di diverse dimensioni, &amp;amp;#232; uno dei pi&amp;amp;#249; antichi strumenti musicali africani - e bara - antichissimo strumento a percussione formato da una grossa zucca scavata e coperta con pelle di capra su cui &amp;amp;#232; stesa una speciale gomma che gli conferisce sonorit&amp;amp;#224; particolari -, degustando il dolo - birra di miglio rosso - o il bangui - vino di borasso -.
NEI DINTORNI DI BANFORA
- Il lago di Tengrela : si trova a circa 10 km di strada sterrata da Banfora. Sul posto si possono osservare i pescatori in azione (particolarmente interessante il momento in cui tirano le reti in barca), numerose specie di uccelli tropicali, scimmie e ippopotami.
Sono particolarmente suggestive le &amp;amp;quot;danze tremanti&amp;amp;quot; che le donne del villaggio vicino vengono a fare sulle sponde del lago.
- Le cascate della Como&amp;amp;#233; : si trovano a circa 3 km dal lago Tengrela, dove le acque del fiume Koba precipitano con belle cascate in una grande vasca naturale con tutt’intorno una folta vegetazione - non &amp;amp;#232; raro imbattersi in leggendari ed immensi Baobab - e bizzarre formazioni rocciose.
L’acqua corrente e tiepida lo rendono un ottimo posto per rinfrescarsi e sguazzare in libert&amp;amp;#224;.
- Le alture di Febedougou : sono raggiungibili dopo un percorso a piedi di circa 3 km che parte dalle cascate. 
Le rocce del paesaggio sono molto suggestive: alcune sembgano delle capanne intagliate nella poetra, altre sembrano alberi, uccelli, zucche, maschere, visi....
IL VILLAGGIO DI SINDOU E I PICCHI SACRI
Abbiamo affittato due motorini a Banfora e ci siamo direti verso Sindou.
Sindou &amp;amp;#232; un villaggio situato a 50 km da Banfor&amp;amp;#224;, nella regione della Como&amp;amp;#232;.
Conosciuto soprattutto per i suoi caratteristici picchi Sacri, rappresenta un interesse sia a livello turistico che a livello culturale e umano.
Nel 1995 il famoso cineasta Dani Kouyat&amp;amp;#232; gira il suo primo lungometraggio &amp;amp;quot;Keita, l’h&amp;amp;#233;ritage du griot&amp;amp;quot; (premio Fespaco ’95, Junior Cannes ’96, Mannheim ’96) nella suggestiva cornice dei picchi di Sindou. Lo stesso Dani far&amp;amp;#224; da ponte tra il villaggio - con la sua comunit&amp;amp;#224; di vecchi e giovani - e artisti del Koron Tl&amp;amp;#232; e dell’associazione Siraba.
Negli ultimi anni &amp;amp;#232; stata fondata l’associazione Giovani e Studenti di Sindou che ha come obbiettivo di promuovere e valorizzare le particolarit&amp;amp;#224; culturali e turistiche del villaggio – ad esempio &amp;amp;#232; stata da poco terminata la costruzione di un centro d’accoglienza per ospitare &amp;amp;quot;amici&amp;amp;quot; di passaggio. 
L’interesse nel proporre Sindou nel nostro itinerario si situa non solo per l’importanza turistica dovuta alla bellezza del luogo, ma anche e soprattutto nell’amicizia che ci lega al villaggio e alla sua gente e che permetter&amp;amp;#224; quindi al viaggiatore di penetrarne gli aspetti pi&amp;amp;#249; intimi della vita quotidiana come di quella culturale-artistica-tradizionale.
LE FALESIE DI SINDOU
Nella valle del fiume Leraba le rocce di Sindou si innalzano nel cielo in lunghi cammini scolpiti dal vento, attorti, torturati. Chiunque guardando queste bizzarre formazioni rocciose potr&amp;amp;#224; divertirsi nell’attribuire alle rocce le forme e le somiglianze che la sua fantasia gli suggerisce.
Il paesaggio circostante offre una veduta splendida e la possibilit&amp;amp;#224; di incontrare uccelli di tutti i colori.

Ouagadougou fu fondata nell’XI sec. dai Nyonyons&amp;amp;#233; che la chiamarono Kombemtinga, la &amp;amp;quot;Terra dei Guerrieri&amp;amp;quot; e che stanchi di subire assalti da popoli vicini, si posero sotto la protezoine dell’Imperatore mossi Zoungrana. In seguito la citt&amp;amp;#224; cambi&amp;amp;#242; nome prendendo quello attuale, divenne nel 1441 capitale dell’Impero mossi, e nel 1919 capitale dell’Alto Volta coloniale.
Oggi si presenta come una strana citt&amp;amp;#224; che ha l’aspetto di un raggruppamento di grossi villaggi costruiti in mezzo alla pianura pi&amp;amp;#249; che della metropoli africn-occidentale stile Abidjan. Sebbene si stia urbanizzando velocemente, Ouaga riesce a mantenere una certa armonia come testimoniano i nuovi edifici alti al massimo 4-5 piani e costruiti con un’architettura molto elaborata.
La capitale del Burkina si presenta quindi come una citt&amp;amp;#224; dall’atmosfera rilassante (anche se in misura notevolmente inferiore rispetto a Bobo) ma che nel contempo offre una vita notturna tra le pi&amp;amp;#249; vivaci dell’Africa occidentale.
Una curiosit&amp;amp;#224;: a Ouaga di sera, con la polvere di mattone - che circola in quantit&amp;amp;#224; a volte davve&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/burkina faso/diario_di_viaggio_burkina faso_2292.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Viaggio con i mezzi locali nel Paese degli uomini integri&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>BURKINA FASO</category><pubDate>Sun, 01 Oct 2006 01:59:57 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/burkina faso/diario_di_viaggio_burkina faso_2292.ashx</guid></item><item><title>Rien de rien, Agadez, Air e Tener&amp;#233;</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/niger/diario_di_viaggio_niger_1785.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/niger/diario_di_viaggio_niger_1785.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/1785/12503.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;NIGER, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tener&amp;#233; e Air
Tener&amp;#233; in lingua Tamaceck significa &amp;amp;#8220;nulla di nulla&amp;amp;#8221;, qui si pu&amp;#243; viaggiare per giorni e giorni senza trovare assolutamente nulla.
Ad Agadez tutti i preparativi per affrontare una settimana di deserto. Si parte com Sidi, amico e titolare di una piccola agenzia tur&amp;#237;stica locale (Pleyades Voyages). Nessuno come lui conosce il deserto dal Tener&amp;#233; all'Air. Figlio di un capo locale tuareg, Sidi ha mandrie di cammelli disperse in tutta a zona a nord di Agadez. 
 &amp;amp;#8220;Quando vai nel deserto non dire mai dove dove sei diretto&amp;amp;#8221;, sono queste le raccomandazioni di Sidi la sera prima di partire, meno gente sa che si sta partendo maggiori sono le condizioni di sicurezza.
Tutti gli acquisti per una settimana, riserve di acqua, riserve di carburante e si parte, verso nord nel deserto dall&amp;amp;#8217;Air.
Prima del villaggio di Elmeki acquistiamo il montone che sar&amp;#225; la base della nostra alimentazione per la prossima settimana, dopo averlo sacrificato osservando le prescrizioni coraniche, lo carichiamo sul portapacchi del land cruiser dove incredibilmente si conserver&amp;#225; senza problemi per tutto il periodo. Il clima &amp;#233; talmente secco che la carne non entra in putrefazione ma si secca direttamente.
Il percorso: Agadez, Elmeki, Timia, Tchintoulu,sValle di Zagado, Arakaou, entriamo nel deserto del Tener&amp;#233;, Anakom, Tabelot, Agadez.
Pernottamento ad Agadez, vivamente consigliato l&amp;amp;#8217;Hotel Tellit e per la cena non si pu&amp;#243; perdere il ristorante &amp;amp;#8220;Pilier&amp;amp;#8221;, sia l&amp;amp;#8217;Hotel sia il ristorante sono di propriet&amp;#225; di un italiano sposato con una tuareg.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/niger/diario_di_viaggio_niger_1785.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Rien de rien&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>NIGER</category><pubDate>Sun, 19 Mar 2006 20:00:20 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/niger/diario_di_viaggio_niger_1785.ashx</guid></item><item><title>Vento e sole, Sal, Mindelo, Sal e S. Vicente</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/capo verde/diario_di_viaggio_capo verde_2736.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/capo verde/diario_di_viaggio_capo verde_2736.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2736/21891.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;CAPO VERDE, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una breve vacanza a Sal, S. Vicente e Santiago.&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/capo verde/diario_di_viaggio_capo verde_2736.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Vento e sole&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>CAPO VERDE</category><pubDate>Wed, 10 Jan 2007 00:26:46 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/capo verde/diario_di_viaggio_capo verde_2736.ashx</guid></item><item><title>Eshira, Libreville</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/gabon/diario_di_viaggio_gabon_1576.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/gabon/diario_di_viaggio_gabon_1576.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/1576/10854.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;GABON, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guizzano i muscoli rilegati da forme armoniche
l&amp;amp;#8217;essenza degli avi scolpita nell&amp;amp;#8217;ebano
una mezzaluna ridente fa arco sugli occhi socchiusi
nella mente il ricordo di geni lontani
tra catene e lerciume sulle onde di un mare 
di carne e di sangue ripiene le stive
rubando una giovinezza che deve ancora sfiorire 
l&amp;amp;#8217;innocenza di un gioco nella notte che cade
l&amp;amp;#8217;alba che nasce
un attimo 
un fiore che non hai visto sbocciare
un sogno che non sai realizzare
un giorno ti attende e devi giocare&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/gabon/diario_di_viaggio_gabon_1576.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Eshira&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>GABON</category><pubDate>Thu, 09 Feb 2006 01:57:01 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/gabon/diario_di_viaggio_gabon_1576.ashx</guid></item><item><title>Su e gi&amp;#250; per le montagne ....., Berna, Ginevra, S. Moritz</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/svizzera/diario_di_viaggio_svizzera_2793.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/svizzera/diario_di_viaggio_svizzera_2793.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2793/22226.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SVIZZERA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Geneve
The jet d'eau, or fountain, is one of the best known sights of Geneva. It rises to a height of 140 meters (460 ft).

The original fountain of 1886 was much smaller and was not intended as a tourist attraction. A company which pumped water under pressure to run machines in the city's craft industries put a small valve in one of the pipes to make it easier to decrease the pressure in the evening when demand dropped. The fountain created when the valve was opened was only about 30 meters high. 

The city authorities realised its tourism potential and moved the fountain to its present position in 1891. It was first lit up on August 2nd of that year, as part of the celebrations of the 600th anniversary of the foundation of Switzerland.

Schlitteda, St Moritz, Graub&amp;amp;#252;nden (GR)
Young people wearing traditional costume ride in ornate horse-drawn sleighs. 

Unlike most customs, the Schlitteda has no specific date, but is held on a Sunday in January or February decided on by the young people of the village. The destination is a village about two hours ride away. The sleighs are accompanied by bands, and the ride ends with a dance.

Originally only unmarried couples took part; today it is a festival for the whole village.

Bear Pits in Bern (BE)
The bear is Bern's heraldic animal. Legend has it that a bear was the first animal caught by the city's founder, Berchtold V von Z&amp;amp;#228;hringen, when hunting in the area, and he named the city after it.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/svizzera/diario_di_viaggio_svizzera_2793.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Su e giú per le montagne .....&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>SVIZZERA</category><pubDate>Sun, 14 Jan 2007 02:30:15 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/svizzera/diario_di_viaggio_svizzera_2793.ashx</guid></item><item><title>Tre giorni a Londra, Londra, Inghilterra</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/regno unito/diario_di_viaggio_regno unito_2804.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/regno unito/diario_di_viaggio_regno unito_2804.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2804/22349.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;REGNO UNITO, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Londra (12.000.000 abitanti) si trova sulle sponde del fiume Tamigi, nella parte sud-orientale dell’Inghilterra, di cui la citt&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; la capitale nonch&amp;amp;#233; il principale centro politico, culturale amministrativo, finanziario e turistico. Situata in una strategica posizione, rappresenta da sempre la cultura e il potere di uno degli imperi pi&amp;amp;#249; importanti della storia ed &amp;amp;#232; sicuramente tra le mete turistiche pi&amp;amp;#249; ricercate nel panorama europeo e mondiale.
La fondazione di Londra risale al 43 a.C. ad opera dei romani, che le diedero il nome di Londinium, e sin da allora la citt&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; stata il maggiore porto e centro di scambi commerciali tra la Gran Bretagna e il resto d’Europa e una delle principali citt&amp;amp;#224; per importanza in ambito europeo e mondiale. 

Londra &amp;amp;#232; oggi una capitale moderna e dinamica, ed &amp;amp;#232; costituita da una moltitudine di quartieri multirazziali che fervono attorno della City, il cuore finanziario ed economico di Londra, indipendente dal punto di vista amministrativo dal resto della citt&amp;amp;#224;. 

Londra, grazie ai suoi caratteristici bus a due piani, alle cabine telefoniche rosse, al cambio della Guardia, al Big-Ben e a tutta una serie di icone entrate nell’immaginario collettivo &amp;amp;#232; inoltre una meta turistica molto ricercata sia per chi vuole trascorrere un breve periodo di vacanza sia per chi desidera lavorare (anche solo per qualche mese) all’estero e imparare un po’ di inglese.

Servita da tre aeroporti (Heatrow, il principale, Gatewick e Stanstead, privilegiato dalle compagnie low-cost) la citt&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; dotata di una efficiente rete di trasporti, e pu&amp;amp;#242; essere agevolmente visitata in metro che, (nonostante il costo elevato), permette di spostarsi rapidamente in ogni parte sua parte in maniera decisamente efficace.

La moneta, nonostante l’Inghilterra abbia aderito all’UE, &amp;amp;#232; la Sterlina Inglese che si divide in Penny, e Londra, anche se offre molte possibilit&amp;amp;#224; al visitatore, &amp;amp;#232; relativamente cara per noi italiani.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/regno unito/diario_di_viaggio_regno unito_2804.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Tre giorni a Londra&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>REGNO UNITO</category><pubDate>Wed, 17 Jan 2007 00:46:50 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/regno unito/diario_di_viaggio_regno unito_2804.ashx</guid></item><item><title>Navigando tra la foresta equatoriale, Fernan Vaz, Missione Sainte Anne, Laguna Fernan Vaz</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/gabon/diario_di_viaggio_gabon_1683.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/gabon/diario_di_viaggio_gabon_1683.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/1683/11479.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;GABON, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La laguna di Fernan Vaz si pu&amp;amp;#243; raggiungere in aereo da Port Gentil, atterrando all'aeroporto di Ombu&amp;amp;#233;, ma per gustarsi tutto il fascino di questa regione niente di meglio che percorrere tutto il percorso fluviale partendo da Port Gentil.
Un viaggio che pu&amp;amp;#243; durare dalle 5 alle 10 ore a seconda del tipo di imbarcazione, della potenza del motore e del numero di passeggeri. Ci si lascia alle spalle Port Gentil e subito si entra nell'intricato labirinto di fiumi e canali con le pericolose secche di sabbia. Bisogna conoscere veramente bene questi tratti di fiume per non correre il rischio di arenarsi. Il paesaggio &amp;amp;#233; semplicemente fantastico, aquile pescatrici, aironi, martin pescatori e poi coccodrilli tanti e poi tanti. Una foresta sommersa dall'acqua e nemmeno osi pensare in che situazione ci si potrebbe trovare in caso di un avaria ai motori.
Dopo 4 ore di navigazione si sbuca nella parte settentrionale della laguna di Fernan Vaz, ancora una buona ora per raggiungere Ombu&amp;amp;#233;, dove dopo aver fatto rifornimento si riparte par la missione di Sainte Anne. All'improvviso si apre uno spettacolo surreale, tra la foresta fitta si scorge il campanile di una chiesa. Incredibile pensare che i pezi per erigere questa chiesa completamente in ferro siano stati fabbricati alla fine 800 in Francia nei cantieri Eiffel, pi&amp;amp;#250; o meno nello stesso periodo in cui si iniziavano a preparare i pezzi per la torre omonima. Tutti i pezzi sono poi stati trasportati via mare sino in questo pezzo d'Africa dove un padre alsaziano ha deciso di erigere questa chiesa.
siamo in una delle regioni meno conosciute del Gabon e tra le  pi&amp;amp;#250; difficilmente raggiungibili, ma indubbiamente tra le pi&amp;amp;#250; ricche dal punto di vista naturale e culturale. in questa zona l'etnia dominante sono i Myen&amp;amp;#233; (i popoli della costa), ma ci sono anche molti fang e baponou. La notte in foresta &amp;amp;#233; buia ed ogni rumore nasconde un potenziale pericolo. Al villaggio vicino si stanno preparando per un Bwiti, gli spiriti delle acque ci accolgono nel villaggio di Kongo. Poi le storie di pitoni giganteschi e leopardi ci richiamano i pensieri di &amp;amp;quot;Les memoires du fleuve&amp;amp;quot;. Sono le notti nel cuore nero della foresta africana. &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/gabon/diario_di_viaggio_gabon_1683.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Navigando tra la foresta equatoriale&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>GABON</category><pubDate>Mon, 27 Feb 2006 00:24:58 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/gabon/diario_di_viaggio_gabon_1683.ashx</guid></item><item><title>La culla delle religioni, Gerusalemme</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/israele/diario_di_viaggio_israele_2267.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/israele/diario_di_viaggio_israele_2267.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2267/18423.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;ISRAELE, Medio Oriente&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gerusalemme
Un viaggio a Gerusalemme non &amp;amp;#233; solo un viaggio spaziale, ma nache temporale, ci si immerge in un’atmosfera che ti porta indietro di secoli, se non fosse per i metal detector collocati a tutte le entrate della parte ebraica della citt&amp;amp;#225;. Qui si respira comunque un’aria diversa e cambi mondo solo cambiando di quartiere.

Situata su una collina, lontana dal mare e senza fiumi che la attraversano, Gerusalemme non &amp;amp;#232; stata, e non &amp;amp;#232;, contesa per la sua importanza strategica ma per il suo valore e carattere religioso. La storia ha voluto che questa citt&amp;amp;#224; divenisse santa per le tre religioni monoteistiche mondiali: Terra promessa per gli ebrei, teatro della missione redentrice di Ges&amp;amp;#249; e sosta del viaggio mistico verso Allah di Maometto. La Bibbia ebraica si riferisce esplicitamente a Gerusalemme (per nome) circa 700 volte e con il nominativo di Sion (che propriamente indica il Monte del Tempio e, successivamente, viene usato per indicare Gerusalemme come citt&amp;amp;#224; capitale e cos&amp;amp;#236; probabilmente la Terra Santa nel suo insieme) 150 volte . Nella religione ebraica, a differenza da quanto avviene nel cristianesimo e nell’islam, la santit&amp;amp;#224; di un luogo non si misura in base agli avvenimenti che vi si possono essere verificati o alla persona che vi si pu&amp;amp;#242; essere sepolta, ma al luogo stesso. Questo spiega come i siti sacri agli ebrei non abbiano reliquie. I cristiani tendono invece a dimostrare l’autenticit&amp;amp;#224; del carattere sacro di un luogo in base al criterio del ricordo dell’esatta localizzazione del sito sul quale sono stati compiuti atti di Ges&amp;amp;#249; o altri santi. Per questo i cristiani considerano Luoghi Santi tutti quelli evangelici.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/israele/diario_di_viaggio_israele_2267.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;La culla delle religioni&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>ISRAELE</category><pubDate>Thu, 28 Sep 2006 23:24:23 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/israele/diario_di_viaggio_israele_2267.ashx</guid></item><item><title>Tra armi e filo spinato (prima dell'arrivo del muro), Cisgiordania</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/territori occupati palestina/diario_di_viaggio_territori occupati palestina_2363.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/territori occupati palestina/diario_di_viaggio_territori occupati palestina_2363.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2363/19242.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;TERRITORI OCCUPATI PALESTINA, Medio Oriente&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un tentativo senza esito di ottenere ad Amman il visto per la Siria, decidiamo di dirigerci verso Gerusalemme, lasceremo Damasco per una prossima occasione! Giungiamo al Allenby bridge da dove entreremo in Cisgiordania per raggiungere Jericho e Ramallah. Al posto di frontiera con Israele i controlli sono serrati, le auto setacciate dentro, sotto sopra, entriamo in Cisgiordania, tanto tanto filo spinato e poi sembra proprio di cambiare mondo, le case semi distrutte, strade che terminano in un baratro senza preavviso, scheletri di auto e camion un p&amp;amp;#243; dappertutto. Ramallah &amp;amp;#233; una citt&amp;amp;#225; presidiata scorgiamo da lontano il palazzo sede del governo palestinese, tutt’attorno la vita continua nel caos tipico dei suk arabi.
La sofferenza di questo popolo si respira ad ogni angolo di strada la rabbia la si sente sulla pelle, sembra impossibile riuscire a vivere in una situazione di questo tipo, eppure la maggior parte dei bambini che ci circondano non hanno mai visto altro se non armi e guerra. Giocano tra i resti di un carro blindato o di un auto bruciata.
Dopo la prima guerra mondiale scompare l'Impero Ottomano, sconfitto. La Societ&amp;amp;#224; delle Nazioni spartisce fra Inghilterra e Francia il controllo militare e politico del Medio Oriente. La Palestina &amp;amp;#232; sotto il mandato inglese. 
Intanto si sviluppa il progetto &amp;amp;quot;sionista&amp;amp;quot;, un movimento ed un'organizzazione tra ebrei di tutto il mondo, ma in massima parte dell'Europa centro-orientale (Germania, Polonia, Russia) che per varie ispirazioni, la fuga dalle gravi persecuzioni di fine '800 (pogrom), l'utopia di una forma di societ&amp;amp;#224; e di economia comunista (i kibbutz), lo stimolo di gruppi economici colonialisti (interessati al controllo del Canale di Suez e del petrolio) e infine una componente religiosa che aspira al ritorno nella Terra Promessa, promuovono la migrazione ebraica in Palestina e pongono l'obbiettivo della fondazione di uno Stato Nazionale ebraico.
Per quasi 30 anni il governo inglese conduce una politica oscillante tra il favore all'immigrazione e il suo divieto quando si tratta di smorzare l'ostilit&amp;amp;#224; delle nazioni arabe circostanti, specie quelle dei Paesi del petrolio. Dalle terre che i sionisti acquistano a caro prezzo dai vecchi latifondisti Ottomani (quasi sempre residenti lontano, a Damasco o Baghdad), vengono cacciati gli abitanti palestinesi. Gi&amp;amp;#224; nel 1920, 1926, 1936 vi sono scontri e sommosse non tanto per ragioni religiose quanto per cause economiche e sociali.
Durante la seconda guerra mondiale la persecuzione nazista, l'Olocausto ed il rifiuto dei Paesi occidentali a farsi carico dei profughi ebrei costringono centinaia di migliaia di questi a rifugiarsi in Palestina. La situazione &amp;amp;#232; sempre pi&amp;amp;#249; difficile da controllare. Il governo inglese rinuncia al protettorato. Le Nazioni Unite decidono la divisione della Palestina in due stati, uno Ebraico ed uno Palestinese. Terroristi ebrei uccidono il diplomatico svedese Folke Bernadotte, incaricato dall'ONU della mediazione. I Paesi Arabi circostanti rifiutano la spartizione ed entrano in guerra contro lo Stato di Israele, autoproclamato il 14 maggio 1948.
Un anno dopo, alla fine della guerra, Israele ha allargato il suo territorio. La Giordania controlla una parte della Palestina e di Gerusalemme (Cisgiordania e Gerusalemme Est). L'Egitto controlla la &amp;amp;quot;striscia di Gaza&amp;amp;quot; lungo la costa mediterr&amp;amp;#226;nea.
Nel giugno del 1967, mentre una campagna internazionale di stampa aveva presentato aU'Europa e all'America una Israele minacciata di sterminio Israele sfrutta la situazione e grazie alla sua enorme superiorita' aerea e tecnologica, attacca gli stati arabi ed opera una seconda invasione nel Sinai, anzi continua la guerra anche dopo che gli stati arabi hanno accettato la tregua procedendo ad occupare tutta la linea orientale del Canale di Suez, la fertile Cisgiordania e le strategiche alture del Golan siriano. Ed inizia subito una &amp;amp;quot;Seconda colonizzazione ebraica&amp;amp;quot; e contemporaneamente l'esodo dei palestinesi, costretti per la seconda volta in venti anni ad abbandonare tutto agli israeliani. La &amp;amp;quot;guerra dei sei giorni&amp;amp;quot;, lungi dall'essere difensiva, risulto concepita solamente come primo momento del piano di espansione sionista. Alla &amp;amp;quot;guerra lampo&amp;amp;quot; segu&amp;amp;#236; immediatamente la creazione di postazioni di difesa agricolo-militari. S'inizia su vasta scala, lo sfruttamento del petrolio nel Sinai, si ignora il carattere internazionale di Gerusalemme, infine il ministro del Lavoro annuncia che: &amp;amp;quot;la attuali frontiere sono irrinunciabili&amp;amp;quot;.
Per quanto tempo ancora??
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/territori occupati palestina/diario_di_viaggio_territori occupati palestina_2363.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Tra armi e filo spinato (prima dell'arrivo del muro)&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>TERRITORI OCCUPATI PALESTINA</category><pubDate>Sun, 22 Oct 2006 02:13:22 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/territori occupati palestina/diario_di_viaggio_territori occupati palestina_2363.ashx</guid></item><item><title>Una notte tra le dune del deserto, Wadi Rum, Petra, Wadi Rum e Petra</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/giordania/diario_di_viaggio_giordania_2250.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/giordania/diario_di_viaggio_giordania_2250.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2250/18190.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;GIORDANIA, Medio Oriente&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wadi Rum: Tra queste dune abbiamo trascorso il passaggio del secolo: 31/12/1999-01/01/2000. Dopo aver contattato un beduino che ci ha accompagnato in fuoristrada in pieno deserto ci siamo fatti scaricare con i nostri bagagli. Vedendo allontanarsi il fuoristrada il nostro pensiero &amp;amp;#232; stato &amp;amp;quot;Speriamo che ritorni a riprenderci!!&amp;amp;quot;. Montata la tenda ai pidei di una parete di roccia rossa ci siamo gustati la nitidezza del cielo del deserto. Un modo un p&amp;amp;#243; diverso per entrare nel nuovo secolo!
Definito “immenso, echeggiante, divino” dallo scrittore T.E. Lawrence, il Wadi Rum &amp;amp;#232; il pi&amp;amp;#249; grande deserto della Giordania. Tra dune, lingue di terra bruciata e distese di sabbia si trovano le sorgenti di Lawrence d’Arabia e la montagna delle sette colonne della saggezza.
Ogni deserto, qualsiasi deserto, &amp;amp;#232; di per s&amp;amp;#233; spettacolare. Il Wadi Rum &amp;amp;#232; il pi&amp;amp;#249; maestoso e vasto della Giordania, anche se non l’unico, famoso per le narrazioni di T.E. Lawrence. Offre l’immagine classica del deserto, fatta di distese di sabbia rossastra con jabal (colline) d’arenaria che s’innalzano improvvise dal fondo valle. Ma offre anche attrazioni siggestive come Jebel Khazali, le sorgenti di Lawrence d’Arabia e la montagna delle sette colonne della saggezza. In questo ambiente sconfinato si trovano anche canyon e montagne altissime con vette di puro granito fino a 1750 metri, scalate impegantive per i pi&amp;amp;#249; avventurosi e alpinisti esperti. Qui si trova la seconda montagna pi&amp;amp;#249; alta della Giordania, Jabal Rum.
Non &amp;amp;#232; difficile incontrare all’orizzonte del panorama desertico, beduini giordani con le loro basse tende nere e cammelli, anche se la maggior parte si &amp;amp;#232; trasferita nelle citt&amp;amp;#224;. Le opzioni per l’esplorazione del Wadi Rum includono veicoli a quattro ruote motrici e carovane di cammelli. I “veri consacrati”, naturalmente, assicurano che per scoprire l’immensa anima del Wadi Rum &amp;amp;#232; necessario percorrerlo a piedi, dormendo in tenda.

Petra: citta costruita dai Nabatei di Petra, Sud della Giordania, era uno dei terminali dell’antica via delle spezie, ha avuto il massimo splendore  sotto Filelleno (84 - 56. a.C.). Nel 64 d. C Pompeo attacca i Nabatei riuscendo a sottometterli e a fare dell'intero territorio una provincia romana nel106 d.C.
Numerosi luoghi di culto, tombe e abitazioni, scolpiti nella roccia. Lo stile architettonica appare l'influenzato da quello ellenistico, egiziana e quello persiano-assiro.
Dopo aver percorso a piedi il Siq, una stretta gola (in alcuni punti non pi&amp;amp;#249; di due metri) appare una suggestiva  vista dela maestosa facciata della tomba &amp;amp;quot;Alkhazneh Tesoro&amp;amp;quot;.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/giordania/diario_di_viaggio_giordania_2250.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Una notte tra le dune del deserto&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>GIORDANIA</category><pubDate>Sun, 24 Sep 2006 01:57:40 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/giordania/diario_di_viaggio_giordania_2250.ashx</guid></item><item><title>In barca o in bici, Amsterdam</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/olanda/diario_di_viaggio_olanda_2235.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/olanda/diario_di_viaggio_olanda_2235.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2235/17869.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;OLANDA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cucina olandese non possiede molti piatti tipici, &amp;amp;#232; famosa per zuppe (esistono addirittura alcune catene ‘take away’) e largo uso di patate, per il pesce fresco e soprattutto le aringhe (‘haring’, marinate o affumicate vendute in pescherie e bancarelle da gustare sul posto). Tuttavia essa presenta alcune particolarit&amp;amp;#224; da provare, come ad esempio le omelette (chiamate ‘pannekoeken’) dolci e salate con farcitura a piacimento; le croquette, specie di crocchette con ripieno di carne o formaggio e verdure. Famosissimo il formaggio: esistono circa 70 qualit&amp;amp;#224; diverse, anche aromatizzate, che vanno dal jong (giovane) all’alter (stagionato); Gouda e Edamer sono sicuramente i nomi pi&amp;amp;#249; famosi. E tra i souvenir non pu&amp;amp;#242; mancare il tipico accessorio per affettarlo.
Tra i dolci da segnalare le gustose torte di mela (‘appeltart’) spesso servite con panna montata fresca; le ‘siropwaffels’ (sorta di cialde farcite con sciroppo di zucchero, vendute confezionate ma anche fresche); le ‘hagels’ (scaglie di cioccolato da spalmare sul pane insieme al burro); i poffertijes (specie di piccole pannekoeken da mangiare caldi con burro e zucchero a velo); e tra le caramelle la liquirizia (‘drop’).

Amsterdam &amp;amp;#232; un connubio di culture e quindi il piatto forte &amp;amp;#232; rappresentato sicuramente dalla cucina “non olandese”: cinese, giapponese, indiana, thai, portoghese, greca, turca, tibetana e chi pi&amp;amp;#249; ne ha pi&amp;amp;#249; ne metta…. Un’occasione per allargare i propri orizzonti culinari.

&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/olanda/diario_di_viaggio_olanda_2235.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;In barca o in bici&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>OLANDA</category><pubDate>Mon, 18 Sep 2006 00:24:05 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/olanda/diario_di_viaggio_olanda_2235.ashx</guid></item><item><title>Passaggio in Belgio, Bruxelles</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/belgio/diario_di_viaggio_belgio_4263.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/belgio/diario_di_viaggio_belgio_4263.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/4263/35456.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;BELGIO, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un rapido passaggio in Belgio, qualche birra e via verso l'Olanda.&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/belgio/diario_di_viaggio_belgio_4263.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Passaggio in Belgio&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>BELGIO</category><pubDate>Wed, 10 Oct 2007 01:38:48 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/belgio/diario_di_viaggio_belgio_4263.ashx</guid></item><item><title>Passaggio rapido, Luxembourg</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/lussemburgo/diario_di_viaggio_lussemburgo_8364.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/lussemburgo/diario_di_viaggio_lussemburgo_8364.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/8364/82890.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;LUSSEMBURGO, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un rapido passaggio in Lussemburgo mentre si viaggiava verso Amsterdam.
Il Lussemburgo ha avuto una storia relativamente corta, e non particolarmente travagliata nei secoli: Nato come contea feudale nel 1312 si &amp;amp;#232; reso indipendente dal 1867 ed &amp;amp;#232; diviso in 2 distretti e 12 cantoni.
Il Lussemburgo, trovandosi al centro dell'Europa tra Francia, Belgio e Germania, ha sviluppato un'ottima rete ferroviaria e stradale. Molte sono le autostrade e ottimi sono i collegamenti ferroviari. Si veda il TGV francese che collega Lussemburgo con Parigi in sole 2h05. Nel granducato &amp;amp;#232; presente anche un aeroporto internazionale, ubicato nel comune di Findel, a 6km dal centro della capitale.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/lussemburgo/diario_di_viaggio_lussemburgo_8364.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Passaggio rapido&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>LUSSEMBURGO</category><pubDate>Thu, 17 Dec 2009 19:45:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/lussemburgo/diario_di_viaggio_lussemburgo_8364.ashx</guid></item><item><title>Di passaggio in lussemburgo, Lussemburgo</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/lussemburgo/diario_di_viaggio_lussemburgo_8366.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/lussemburgo/diario_di_viaggio_lussemburgo_8366.ashx"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;LUSSEMBURGO, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo transitati varie volte in Lussemburgo quasi sempre di passaggio da e verso il nord, una visita rapida in citt&amp;amp;#225; basta per rendersi conto di quanto siano importanti le banche in questo piccolo Stato. Incredibile il numero di frontalieri che giungono ogni giorno dalla Francia, dalla Germania e dal Belgio per lavorare, qui i slaari sono notevolmente pi&amp;amp;#250; elevati che nei paesi limitrofi. Tantissimi anche gli amici portoghesi.
Note  tratte dal Touring Club.
La citt&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; situata su di una piattaforma rocciosa tagliata a picco su tre lati da profondi fossati naturali. Per la sua posizione il sito fin dal X secolo venne fortificato; nel 1554, la citt&amp;amp;#224;, andata quasi distrutta dallo scoppio di polveri, fu riedificata per volere di Fiippo II con strade ampie e rettilinee. 
Degli di nota: Mus&amp;amp;#233;e de l’Etat, Chemin de la Corniche, Place de la Costitution, Adolphe.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/lussemburgo/diario_di_viaggio_lussemburgo_8366.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Di passaggio in lussemburgo&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>LUSSEMBURGO</category><pubDate>Fri, 18 Dec 2009 20:13:35 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/lussemburgo/diario_di_viaggio_lussemburgo_8366.ashx</guid></item><item><title>Vento, Stoccarda</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/germania/diario_di_viaggio_germania_2240.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/germania/diario_di_viaggio_germania_2240.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2240/17927.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;GERMANIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VENTO
Ho toccato il cielo con un dito
scivolando nel profondo dell'anima
ho aperto le porte alle emozioni
ho sentito il tuo cuore
palpitare contro il mio
ho sentito la tua lotta e il tuo richiamo
la paura fuggire e lo spirito elevarsi
ho pianto nell'anima e nel cuore
ho sentito il tuo pianto avvicinarsi
accoglierci nel grembo capiente di madre
quando il cielo si &amp;amp;#233; unito al nostro pianto
con una raffica di vento 
ha abbattuto il muro oscuro della razionalit&amp;amp;#224;
ed i corpi uniti nell'abbraccio
le nostre anime si sono parlate
mentre la pioggia discuteva 
sui nostri corpi in estasi
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/germania/diario_di_viaggio_germania_2240.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Vento&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>GERMANIA</category><pubDate>Mon, 18 Sep 2006 20:26:06 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/germania/diario_di_viaggio_germania_2240.ashx</guid></item><item><title>Un Paese tutto da scoprire, Bazaruto, Vilankulu, Inhambane, Maputo</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/mozambico/diario_di_viaggio_mozambico_2251.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/mozambico/diario_di_viaggio_mozambico_2251.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2251/18197.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;MOZAMBICO, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una settimana in Mozambico, dopo aver affittato un auto a Maputo, ci siamo diretti verso nord sulla strada costiera, prima notte a Inhambane, seconda notte campeggio a Vilankulo da dove organizziamo l'escursione indimenticabile all'arcipelago di Bazaruto. 
Il Mozambico &amp;amp;#232; un paese ricco di una straordinaria variet&amp;amp;#224; di ecosistemi, ampie zone paludose, foreste di mangrovie, ricchi habitat marini lungo le coste, foreste di montagna tra i monti Chimanimani ed il massiccio di Gorongosa. Questo paese ospita una flora vasta che ricomprende numerose specie endemiche, circa 250 delle 5600 formalizzate. In Mozambico vi sono poi 200 specie di mammiferi, 170 specie di rettili, 40 tipi di anfibi, ma sono tra le specie marine che si trovano degli esemplari pi&amp;amp;#249; interessanti come tursiopi, megattere, delfini, dugonghi, tartarughe caretta, tartarughe verdi. Un’altra parte fondamentale dell’ecosistema di questo paese sono le specie di uccelli, ben 900 identificate nell’Africa meridionale. Infine vi sono le specie in via di estinzione come i rinoceronti, i dugonghi, il licaone, lo gnu azzurro, l’antilope roana, il pitone delle rocce. Tra tutti questi animali quello che ultimamente ha attirato di pi&amp;amp;#249; l’attenzione internazionale &amp;amp;#232; certamente il dugongo. Questo animale appartenente alla famiglia dei Sirena &amp;amp;#232; lungo circa 3 metri e pesa 150 kg. Circa, il suo cibo &amp;amp;#232; prevalentemente formato da erbe ed alghe marine ed il suo animale pi&amp;amp;#249; prossimo sulla terra &amp;amp;#232; l’elefante. Nel passato &amp;amp;#232; stato lungamente cacciato a causa della sua succulenta carne grassa sino a metterlo a rischio di estinzione. Oggi &amp;amp;#232; possibile avvistarlo nei pressi dell’arcipelago di Bazaruto, Baia Inhambane, Angoche, e all’Isola di Mozambico.
L’arcipelago di Bazaruto situato a circa 15 km dalla costa tra i centri di Vilankulo e Invasolo, &amp;amp;#232; formato da 5 isole principali e molte isole minori e sono l’isola di Bazaruto, Benguerra, Magaruque, St Carolina e Bangu&amp;amp;#232;. 
Dal 1971 l’arcipelago &amp;amp;#232; stato ricompresso nel Worldwide Fund of Nature poich&amp;amp;#233; l’ecosistema &amp;amp;#232; habitat di molte specie protette quali la tartaruga Caretta. Inoltre queste calde acque ospitano la pi&amp;amp;#249; numerosa concentrazione di Dugonghi dell’Africa Orientale.
Grandi colonie di uccelli popolano le coste dalle lunghissime spiagge, mentre spettacolari siti per le immersioni e lo snorkelling entusiasmeranno gli appassionali di diving, molti di questi siti sono quasi del tutto inesplorati. La pesca d‘altura pu&amp;amp;#242; essere praticata si organizzano, infatti, battute di caccia ai tonni, al pesce spada, al barracuda, al marlin nero ed a quello blu sempre nel rispetto della natura e dell’ambiente circostante, preservandone l’habitat.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/mozambico/diario_di_viaggio_mozambico_2251.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Un Paese tutto da scoprire&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>MOZAMBICO</category><pubDate>Sun, 24 Sep 2006 02:45:46 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/mozambico/diario_di_viaggio_mozambico_2251.ashx</guid></item><item><title>Un re un p&amp;#243; bizzarro, Mbabane</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/swaziland/diario_di_viaggio_swaziland_2333.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/swaziland/diario_di_viaggio_swaziland_2333.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2333/18911.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SWAZILAND, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il capo di stato &amp;amp;#232; il re. Dal 1986 regna Re Mswati III che &amp;amp;#232; succeduto a Re Sobhuza II, morto nel 1982. Secondo la tradizione il monarca regna insieme a sua madre, l'Indlovukazi, cio&amp;amp;#232; l'Elefantessa. Il primo &amp;amp;#232; visto come il capo di stato amministraivo mentre la seconda &amp;amp;#232; vista come un capo spirituale della nazione. Il re non solo nomina il primo ministro, capo del governo, ma anche un piccolo numero di rappresentanti delle due camere del Libandla, il parlamento. Il Senato consiste di 30 membri mentre la Camera dell'Assemblee conta 65 membri, 55 dei quali eletti ogni cinque anni. Con tutto questo potere nelle mani del re, nonostante la presenza di un parlamento democraticamente eletto, lo Swaziland &amp;amp;#232; tecnicamente una monarchia assoluta.
Mswati III &amp;amp;#232; stato spesso criticato per il suo stile di vita svagato in una nazione colpita dai livelli di infezione da virus HIV pi&amp;amp;#249; alti al mondo. La sua collezione di auto di lusso e i milioni spesi per finanziare le lussuose dimore delle sue numerose mogli contrastano con il tasso di disoccupazione al 34% e con la cognizione di povert&amp;amp;#225; del 70% della popolazione che vive con meno di un dollaro al giorno. Lo Swaziland &amp;amp;#232; una delle nazioni pi&amp;amp;#249; povere al mondo e ha un indice di sviluppo umano molto basso.
Re Mswati ha colto l'occasione della festa del suo 33&amp;amp;#176; compleanno per proibire alle giovani donne di fare sesso prima del matrimonio, indossare pantaloni e perfino stringere la mano agli uomini. Il divieto imposto nel 2001 alle adolescenti del Paese &amp;amp;#233; stato poi sospeso nel 2005. Con le grosse nappe che erano costrette a portare e che sono state bruciate in piazza, &amp;amp;#233; andato in fumo anche il tentativo (bizzarro) di arginare il tasso pi&amp;amp;#249; alto al mondo di malati da Aids.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/swaziland/diario_di_viaggio_swaziland_2333.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Un re un pó bizzarro&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>SWAZILAND</category><pubDate>Tue, 10 Oct 2006 00:47:52 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/swaziland/diario_di_viaggio_swaziland_2333.ashx</guid></item><item><title>A cavallo tra Africa del Sud e Lesotho, Sani Pass</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/lesotho/diario_di_viaggio_lesotho_2252.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/lesotho/diario_di_viaggio_lesotho_2252.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2252/18201.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;LESOTHO, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una serie di tornanti sterrati percorribili solo in fuoristrada o in mountain bike e con pendenze notevoli conducono dal Sudafrica al Lesotho. Si tratta del Sani Pass a quota 2900 metri. Una decina di capanne spesso immerse nella neve ospitano i funzionari di frontiera, uno chalet accoglie i pochi turisti che si avventurano sino a quota 2900. E' uno dei luoghi pi&amp;amp;#249; incontaminati dell'Africa del sud, protetto perch&amp;amp;#233; quasi inaccessibile. 

Il Sani Top Chalet, considerato il pub pi&amp;amp;#249; alto d'Africa, e punto di partenza privilegiato per salire sulla cima del Thabana Ntlenyana (3482 metri), l'elevazione pi&amp;amp;#249; importante a sud del Kilimanjaro. 

Purtroppo stanno tentando di asfaltare questa strada spettacolare e unica al mondo, speriamo che qualcuno li fermi!!!
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/lesotho/diario_di_viaggio_lesotho_2252.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;A cavallo tra Africa del Sud e Lesotho&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>LESOTHO</category><pubDate>Sun, 24 Sep 2006 03:21:54 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/lesotho/diario_di_viaggio_lesotho_2252.ashx</guid></item><item><title>Dal cielo alle rapide dello Zambesi, Cascate Vittoria, Elicottero e rafting</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/zimbabwe/diario_di_viaggio_zimbabwe_2291.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/zimbabwe/diario_di_viaggio_zimbabwe_2291.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2291/18432.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;ZIMBABWE, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elencate tra le sette meraviglie del mondo, le Cascate Vittoria sono la pi&amp;amp;#249; grande massa d'acqua cadente del pianeta. Le fragorose acque dello Zambesi si gettano da 100 metri di altezza in un abisso largo due chilometri regalando un'affascinante dimostrazione di pura forza. Nel corso del suo viaggio lungo migliaia di chilometri attraverso il cuore dell'Africa, il mitico Dottor David Livingstone avvist&amp;amp;#242; per primo dal versante dello Zambia la gloriosa maest&amp;amp;#224; delle Cascate Vittoria. Percorse il possente Zambesi a bordo di un grosso &amp;amp;quot;makoro&amp;amp;quot; (una canoa scavata in un tronco d'albero), manovrata con una pagaia locale con la quale super&amp;amp;#242; le insidie delle rapide che c'erano tra lui e questa grande meraviglia della natura. Di fronte all'incredibile spettacolo delle acque dello Zambesi che si buttavano da 100 metri di altezza, rest&amp;amp;#242; talmente strabiliato da chiamarle con il nome della sua regina, Vittoria.

Elicottero
Dall’eliporto di Victoria Falls si possono fare escursioni di circa 15 minuti sorvolando le cascate Vittoria. 

Rafting
Victoria falls &amp;amp;#180;comunque il luogo ideale per chi ricerca scariche di adrenalina pura. Il rafting sullo Zambesi partendo proprio sotto le cascate &amp;amp;#233; un’esperienza indimenticabile. 19 rapide tra il 4&amp;amp;#186; ed il 6&amp;amp;#186; grado da percorrere in una giornata.
Sette del mattino, dopo aver firmato una liberatoria in cui ci si assume tutte le responsabilit&amp;amp;#225; in caso di morte inizia il briefing a terra: Obbedite ai comandi del timoniere: left, right, go,go, go, in, out, quando il gommone si rovescer&amp;amp;#224;, si raccoglietevi in posizione fetale e lasciatevi trasportare dalla corrente, se incontrate una roccia portati in piedi in avanti, se incontrate un coccodrillo ......., attenzione alle rocce e ai mulinelli, se venite risucchiati dal vortice non fatevi prendere dal panico, attendete un minuto e dovrete riemergere, se non riemergete attendete un altro minuto .......... cooosa? Non fatevi prendere dal panico? Sotto a tonnellate d’acqua? Ma chi &amp;amp;#232; questo? Da che mondo proviene? E i coccodrilli, ci sono i coccodrilli? Si ci sono, ma stanno tra una rapida e l’altra, nelle acque calme, normalmente non danno nessun problema, normalmente ecco, appunto, mai sentito parlare di sfiga? Il gagliardo termina rassicurandoci: la rapida pi&amp;amp;#249; pericolosa,un sesto grado interminabile, detta amichevolmente il cesso del diavolo, verr&amp;amp;#224; superata a piedi, sulla riva del fiume. Ci si dispone sui gommoni: nel nostro siamo in otto pi&amp;amp;#250; il timoniere, il “recuperatore” dei dispersi ci segue in kayak.
Comincia il briefing pratico: left, right, in, OUT e tutti si buttano in acqua GELIDA!!
Siamo partiti. Primo tratto di acque calme: il fiume &amp;amp;#232; imponente, stretto tra due ripidissime pareti di roccia. Intravedo una striscia di schiuma bianca sullo sfondo; &amp;amp;#232; la prima rapida, the boiling pot, un nome, un programma. Ci avviciniamo lentamente mentre la guida ci spiega come la affronteremo, cosa dovremo fare e poi non so che altro. Non ho il tempo di realizzare, stringo allo spasimo la corda del gommone e in un attimo precipito letteralmente dentro ad un turbine liquido, non vedo pi&amp;amp;#249; niente, l’acqua &amp;amp;#232; ovunque sopra e sotto di me, mi sento strappare via, resisto, l’adrenalina &amp;amp;#232; al massimo, usciamo indenni dalla rapida liberando un urlo incontenibile di gioia e soddisfazione. Solo una signora &amp;amp;#232; stata sbalzata fuori, la recuperiamo, ma questa scena si ripeter&amp;amp;#225; ad ogni rapida. Era solo la prima e nemmeno la pi&amp;amp;#250; difficile, dopo di noi vari gommoni si rovesciano e dobbiamo recuperare i naufraghi. L’organizzazione &amp;amp;#233; comunque impeccabile con i kayak fermi per lk’assistenza in prossimit&amp;amp;#225; dei mulinelli pi&amp;amp;#250; pericolosi.
Dopo una mezza gironata di scariche di adrenalina si approda per il pranzo, qui termina la prima parte del percorso ed i pi&amp;amp;#250; stremati a fatica riecono a recuperare la cima del canyon. Abbiamo poco tempo dobbiamo trasferirci nell’Okawango e quindi rinunciamo alla seconda parte della discesa e alla doverosa cassetta video che sarebbe pronta solo in tarda serata. Mentre percorriamo la lunga strada rettilinea che ci porta nel cuore del Botswana, abbiamo ancora in corpo una buona dose di adrenalina e negli occhi le immagini dei muri d’acqua. Veramente strepitoso!!
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/zimbabwe/diario_di_viaggio_zimbabwe_2291.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Dal cielo alle rapide dello Zambesi&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>ZIMBABWE</category><pubDate>Sun, 01 Oct 2006 00:25:44 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/zimbabwe/diario_di_viaggio_zimbabwe_2291.ashx</guid></item><item><title>Ma quanti elefanti ci sono?, Chobe e Okawango</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/botswana/diario_di_viaggio_botswana_2345.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/botswana/diario_di_viaggio_botswana_2345.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2345/19032.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;BOTSWANA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver passato la notte in un campeggio sulle rive del Cubango nella striscia del Caprivi, entriamo in Botswana dal posto di frontiera di Ngoma. La strada che conduce a Kasane (circa 60 km) attraversa il Parco del Chobe e gli elefanti non si fanno attendere. 
La scelta migliore per visitare il Botswana se non si vuole finire “spennati” &amp;amp;#233; affittare un’auto e portarsi la propria tenda. La soluzione &amp;amp;#233; un p&amp;amp;#243; spartana anche perch&amp;amp;#233; la maggior parte dei camp site non sono dotati di alcun servizio, ma sicuramente si guadagna in autenticit&amp;amp;#225; e contatto con gli animali. A volte sin troppo, come le notti passate in bianco con un branco di iene che si azzuffavano fuori dalla nostra tenda o con gli sciacalli che ti rubano il sacchetto con la carne per il BBQ. I parchi di Chobe e del Moremi sono sicuramente tra i pi&amp;amp;#250; interessanti dell’Africa Australe. Mai vista una concentrazione simile di elefanti!! Sono pi&amp;amp;#250; di 65000 nel solo Chobe.
Giunti a Kasane una prima escursione nel Chobe navigando per qualche ora tra gruppi di elefanti, bufali, ippopotami. I camp site all’interno del campo possono essere definiti minimalisti ed &amp;amp;#232; bene rifornirsi in precedenza di tutto quanto ti possa servire. Spesso e volentieri ci si ritrova soli nell’accampamento e ogni notte africana &amp;amp;#232; diversa dalla precedente e riserva sempre qualche incognita.
Dal Chobe una magnifica pista in sabbia ti conduce al Moremi Park, in alternativa se non si possiede un 4x4 si percorre la strada asfaltata passando da Francistown che attraversa i vari Pan, distese di niente ricoperte di sale che possono rivelarsi pericolose trappole se ci si aventura fuori pista. Il sorvolo dell’Okawango con un piccolo aereo 4 posti si potrebbe definire un’esperienza quasi mistica, sugli isolotti formati dal delta interno si raggruppano gli animali, dall’alto sono scene idilliache.
A Maun si pu&amp;amp;#243; dormire per poco in alcuni campeggi locali, sicuramente molto pi&amp;amp;#250; abbordabili dei favolosi lodge dai prezzi astronomici.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/botswana/diario_di_viaggio_botswana_2345.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Ma quanti elefanti ci sono?&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>BOTSWANA</category><pubDate>Sat, 14 Oct 2006 20:43:36 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/botswana/diario_di_viaggio_botswana_2345.ashx</guid></item><item><title>Nel territtorio degli Himba, Epupa falls, Kaokoland</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/namibia/diario_di_viaggio_namibia_1685.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/namibia/diario_di_viaggio_namibia_1685.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/1685/11486.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;NAMIBIA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ce la faremo a passare con un auto normale? Tutte le carte della Namibia indicavano le piste a nord di Opuwo transitabili solo con 4x4, ma la voglia di inoltrarsi nella regione degli Himba era tale che si decide di raggiungere Opuwo per prendere informazioni un p&amp;#243; pi&amp;#250; da vicino.
Ad Opuwo ci dicono che &amp;#233; difficile, ma non impossibile, l'insidia principale i lunghi tratti sabbiosi in cui la nostra Polo potrebbe insabbiarsi.
Decidiamo di tentare. Scorte di acque e cibo e si parte, lungo la strada diamo un passaggio ad un paio di ragazze Himba, che nonostante la coperta per evitare di lasciare l'ocra sui sedili  ci lasciano comunque un bel ricordo rossastro (se la dovranno poi vedere i ragazzi del lavaggio).
Alcuni tratti sono davvero insidiosi ed &amp;#233; necssario scendere per verificare meglio le condizioni della sabbia, sarebbe un gioco da ragazzi con un fuoristrada, ma con un'auto normale...!
Il viaggio da Opuwo ad epupa Falls dura circa 5 ore, ma alla fine abbiamo raggiunto la meta incolumi e senza danni per l'auto. Ad Epupa falls c'&amp;#233; un area da campeggio gestita dalla comunit&amp;#225; locale ben posizionata sulle cascate.
Per il ritorno, nessun problema basta ripercorrere le tracce del giorno precedente......&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/namibia/diario_di_viaggio_namibia_1685.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Nel territtorio degli Himba&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>NAMIBIA</category><pubDate>Mon, 27 Feb 2006 01:30:09 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/namibia/diario_di_viaggio_namibia_1685.ashx</guid></item><item><title>Incontro a sorpresa, Port Elizabeth, Hermanus, Cape Town</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sud africa/diario_di_viaggio_sud africa_2334.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sud africa/diario_di_viaggio_sud africa_2334.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2334/18917.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SUD AFRICA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo circa 12 mesi su di un isola equatoriale nel bel mezzo dell’atlantico, la voglia di vedere grandi spazi &amp;amp;#233; immensa.
Appena giunti all’aeroporto di Johannesbourg ritiriamo la nostra auto prenotata via Internet e via di corsa nelle sterminate distese del Sudafrica. Sono gi&amp;amp;#225; le 15 ma la voglia di spazio ci rende quasi invisibili i 500 km che ci separano da Bloemfentein.
Qualche settimana prima ci siamo dati appuntamento con dei cari amici in un Hotel scelto a caso sulla guida in quel di Port Elisabeth, chiss&amp;amp;#225; se l’Hotel esiste veramente e chiss&amp;amp;#225; se i nostri cari amici sono riusciti a superare incolumi tutti gli imprevisti che ti si possono presentare durante un viaggio. Lo scopriremo domani, intanto ci attendono altri 700 km: bevuti come un bicchiere d’acqua. Le strade sudafricane impeccabili e praticamente senza traffico ti permettono anche questo. Alle 16.30 giungiamo a Port Elisabeth dopo aver visitato il Mtn Zebra Nat. Park. L’appuntamento &amp;amp;#233; per le 18, cerchiamo l’Hotel, trovato!! Esiste per davvero!! Alla reception chiediamo informazioni relativamente ai nostri amici, sono arrivati!! Ah dimenticavo di dirvi che la sola a conoscenza del nostro arrivo era Anna, mentre Cesare era all’oscuro di tutto!! Alle 18.00 ci facciamo trovare come da accordi al bar dsell’Hotel, solo qualche minuto di ritardo e vediamo spuntare la famigliola, Cesare rimane letteralmente di stucco ed immobile per qualche secondo, non pu&amp;amp;#225; credere ad una casualit&amp;amp;#225; di questo tipo un incontro fortuito a circa 10 000 km di distanza: &amp;amp;#232; troppo! Comunque una grandissima e piacevole sorpresa. Il giorno successivo proseguiamo il viaggio insieme, per lo meno sino a Cape Town, percorrendo tutta la costa meridionale sull’oceano indiano. Nottata a Knysna e poi a Hermanus, le ultime balene si trovano ancora nella baia e ogni tanto si accostano agli scogli per grattarsi un p&amp;amp;#243;.Il vento di Capo buona Speranza &amp;amp;#233; indimenticabile, il commiato dagli amici e proseguiamo verso nord, Stellenboch, Chamonix (sembra di essere in Francia o in Svizzera) qualche fetta di strudel in localino stile tirolese, (ma dove siamo?) e poi sosta obbligatoria sulla strada dei vini con nottata a Paarl. Il giorno seguente dirigiamo decisi verso nord il Namaqualand  e poi la frontiera con la Namibia. Il Fish River Canyon &amp;amp;#232; la nostra prossima meta namibiana. L’incontro ravvicinato con l’otocione ormai all’imbrunire sar&amp;amp;#225; l’immagine che ci accompagner&amp;amp;#225; nei prossimi giorni.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sud africa/diario_di_viaggio_sud africa_2334.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Incontro a sorpresa&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>SUD AFRICA</category><pubDate>Tue, 10 Oct 2006 02:17:44 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sud africa/diario_di_viaggio_sud africa_2334.ashx</guid></item><item><title>Dove la birra pu&amp;#243; anche essere di miglio, Tourou, Oudjilla, Waza, Nord</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/cameroon/diario_di_viaggio_cameroon_2268.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/cameroon/diario_di_viaggio_cameroon_2268.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2268/18426.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;CAMEROON, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Douala prendiamo letteralmente al volo l'aereo per Maroua e ci immergiamo subito nei paesaggi lunari del nord del Cameroun. Sulla strada per Waza gruppi di uomini armati di lance e frecce ai bordi dela strada, cavalieri frenetici che lanciano i cavalli pancia a terra, pensiamo trattarsi di qualche festa, ci fermiamo sperando di poter scattare qualche buona fotografia.  Immediatamente ci consigliano di risalire in auto e partire, siamo nel bel mezzo di una guerra tribale, un furto di bestiame &amp;amp;#233; sfociato con l'uccisione di 2 giovani e ci si sta organizzando per attaccare il villaggio vicino ritenuto responsabile. Sembra un film, ma &amp;amp;#233; tutto maledettamente vero come i corpi dei due ragazzi che giacciono esanimi a qualche decina di metri da noi.
Comunque il viaggio continua
Tourou
Tourou &amp;amp;#232; un piccolo villaggio sul confine con la Nigeria nel quale il gioved&amp;amp;#236; convergono gli abitanti della regione per dare vita all’animatissimo mercato settimanale, uno dei pi&amp;amp;#249; tipici del nord del Cameroun. Del tutto singolare il settore della vendita della birra di miglio curato dalle donne Hid&amp;amp;#232;, riconoscibili grazie al tipico copricapo: una mezza zucca decorata.

Oudjilla
Una pista difficile ed impervia sale a Oudjilla, nota per uno dei pi&amp;amp;#249; curiosi e smisurati &amp;amp;quot;sar&amp;amp;#233;&amp;amp;quot;, abitazione di un capofamiglia Podoko famoso nella regione grazie allo schieramento di una cinquantina di mogli che lo hanno arricchito di un’ ampia discendenza. Poich&amp;amp;#233; ogni donna ha diritto a quattro capanne, costruite con sassi e fango e coperte da un tetto di paglia conico, la sua famiglia copre uno spazio importante.

Waza 
Il parco &amp;amp;#232; stato creato nel 1934 per proteggere giraffe ed antilopi ed &amp;amp;#232; il pi&amp;amp;#249; visitato ed il meglio attrezzato del Cameroun. I suoi 170.000 ettari popolati di pachidermi, ungulati, uccelli e felini costituiscono una delle pi&amp;amp;#249; importanti attrattive del nord del paese. Non pu&amp;amp;#242; certo vantare la ricchezza delle riserve dell'Africa Orientale, soprattutto durante la stagione delle piogge, quando la fauna abbandona la savana. Gli animali qui bisogna cercarli con lo sguardo tra le erbe, sorprenderli vicino ai punti d’acqua, sbirciarli tra la vegetazione, bisogna vivere il piacere della scoperta, aiutati da un po’ di fortuna, ed a volte accontentarsi di “sentirne” solo la presenza supportati da tracce ed altri elementi tangibili. Cena e pernottamento al Campement de Waza, magnificamente situato su di una collina da cui si domina la piana.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/cameroon/diario_di_viaggio_cameroon_2268.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Dove la birra puó anche essere di miglio&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>CAMEROON</category><pubDate>Thu, 28 Sep 2006 23:47:22 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/cameroon/diario_di_viaggio_cameroon_2268.ashx</guid></item><item><title>Mulinelli, Yerevan</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/armenia/diario_di_viaggio_armenia_2226.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/armenia/diario_di_viaggio_armenia_2226.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2226/17704.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;ARMENIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MULINELLI

Ho visto una nuvola sorridere
mentre lacrime pesanti le bagnavano il seno

Ho visto una rosa fiorire 
tra l'indifferenza della gente

Ho visto la luna chinarsi
per raccogliere la sua ombra scivolata sulla terra

Ho visto un bimbo gioire 
cullato dalle braccia della madre

Ho visto due amanti scambiarsi la pelle
in attimi di incanto senza fine

Ho visto un albero lambire lieve
il volo di un passero indeciso

E il fiume corre lento
con il suo mormorio di vecchio
osserva i giovani torrenti 
adeguarsi nelle acque placide delle sue anse
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/armenia/diario_di_viaggio_armenia_2226.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Mulinelli&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>ARMENIA</category><pubDate>Fri, 15 Sep 2006 02:52:44 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/armenia/diario_di_viaggio_armenia_2226.ashx</guid></item><item><title>Caviale e petrolio, Baku</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/azerbaijan/diario_di_viaggio_azerbaijan_2228.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/azerbaijan/diario_di_viaggio_azerbaijan_2228.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2228/17749.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;AZERBAIJAN, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL CAVIALE, L'ORO NERO DEL MAR CASPIO. Questo Natale ci sar&amp;amp;#224; poco caviale in giro per il mondo: tre dei maggiori produttori mondiali, Russia, Azerbaijan e Kazahstan, si sono autoimposti di non pescare pi&amp;amp;#249; storioni per questa stagione per non incorrere nel bando della CITES (l'organismo delle Nazioni Unite che regola il commercio di specie protette) e per cercare di salvare una specie la cui sopravvivenza &amp;amp;#232; criticamente minacciata. Il perch&amp;amp;#233; &amp;amp;#232; presto detto: per ottenere il caviale, le uova non fecondate dello storione, &amp;amp;#232; necessario uccidere la femmina. Questa specie cresce lentamente e pu&amp;amp;#242; raggiungere e superare i cento anni di et&amp;amp;#224;: uccidere le femmine prima della riproduzione &amp;amp;#232; un vero crimine biologico. I dati ufficiali mostrano che le catture sono crollate del 90% negli ultimi venti anni a causa dell'inquinamento, della distruzione dell'habitat nel quale vivono i pesci ma soprattutto della pesca totalmente priva di controlli. Il giro d'affari annuale &amp;amp;#232; stimato attorno il miliardo di dollari: il 90% da traffico illegale. Per ogni tonnellata di storione &amp;amp;quot;legale&amp;amp;quot; ne vengono messe in commercio infatti dalle 9 alle 12 tonnellate, da aziende spesso fondate con capitali della criminalit&amp;amp;#224; organizzata che hanno preso il posto delle aziende statali sovietiche dopo la disintegrazione dell'URSS. La sospensione della pesca &amp;amp;#232; parte di un programma di 12 mesi volto alla ricostruzione degli stock di storione ed &amp;amp;#232; stato annunciato nel corso della riunione della CITES di Parigi; gli stati membri avranno il permesso di commercializzare il caviale estratto in primavera. I dirigenti della CITES hanno ammesso che questa misura temporanea non avr&amp;amp;#224; probabilmente effetto immediato sul commercio illegale, ma i tre paesi si sono impegnati ad adottare un piano a lungo termine che prevede anche la lotta al contrabbando con l'aiuto dell'Interpol e della stessa CITES. Altri due paesi produttori, l'Iran e il Turkmenistan, non erano presenti alla riunione; mentre la situazione in Iran &amp;amp;#232; sotto controllo - la produzione &amp;amp;#232; saldamente nelle mani del governo che attua una vigilanza strettissima contro I contrabbandieri - il Turkmenistan dovr&amp;amp;#224; adeguarsi alle direttive o sar&amp;amp;#224; colpito dal bando totale delle sue esportazioni di caviale. Tutti e cinque questi paesi hanno infatti firmato il trattato CITES che consente all'agenzia di bandire le importazioni di prodotti a base di specie protette. Il bando &amp;amp;#232; un primo passo nella giusta direzione ha affermato Ellen Pikitch, della Wildlife Conservation Society &amp;amp;quot;ma per una specie che cresce lentamente, vive un secolo e impiega molti anni a raggiungere la maturit&amp;amp;#224; sessuale, non ci sono soluzioni rapide&amp;amp;quot;. &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/azerbaijan/diario_di_viaggio_azerbaijan_2228.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Caviale e petrolio&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>AZERBAIJAN</category><pubDate>Sat, 16 Sep 2006 01:32:48 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/azerbaijan/diario_di_viaggio_azerbaijan_2228.ashx</guid></item><item><title>Nel Paese del vino - &amp;quot;Vaktanguri&amp;quot;, Kakheti e Imereti</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/georgia/diario_di_viaggio_georgia_2227.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/georgia/diario_di_viaggio_georgia_2227.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2227/17745.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;GEORGIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I georgiani hanno un metodo speciale per la produzione del vino che avviene in recipienti di pietra. La sua conservazione &amp;amp;#233; fatta nelle giare di terracotta immerse in terra. Anche oggi molte case nel paese hanno una cantina del vino – cosidetta “marani” con i pressanti d’uva e con le giare di terracotta messe sottoterra. Queste giare del vino sono chiamate “kvevri” e sono difese solo dalle piastrelle di pietra con le quali esse vengono chiuse. A differenza del metodo europeo della produzione del vino che comprende la separazione del succo dell’uva dopo la pressatura, i georgiani tengono il succo e l’uva insieme per qualche tempo prima della separazione. Ecco quello che d&amp;amp;#224; al vino georgiano il suo profumo e la fortezza speciale.
Il vino &amp;amp;#232; una parte inseparabile della tradizionale festa georgiana. Alla tavola georgiana i brindisi sono fatti dal capotavola o “tamada” ed il vino viene bevuto dalle coppe di terracotta o dalle corna chiamate “kantsi”. &amp;amp;#201; impossibile non terminare il bicchiere ad ogni brindisi e si deve inoltre dire qualche frase di circostanza inerente al tema del brindisi proposto. Anche le canzoni folcloristiche vengono cantate frequentemente alla tavola. Per i brindisi pi&amp;amp;#250; importanti chiamati Vaktanguri dal nome di un re georgiano si usano corni di capra o di vacca e si arriva a bere in un solo brindisi anche un litro di vino. Attenzione a chi soffre di cirrosi!!!!!!
Le principali regioni di viticoltura sono quelle di Kakheti nella Georgia orientale e nella provincia di Imereti dove potrete assaggiare i vini differenti. 
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/georgia/diario_di_viaggio_georgia_2227.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Nel Paese del vino - "Vaktanguri"&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>GEORGIA</category><pubDate>Sat, 16 Sep 2006 01:08:47 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/georgia/diario_di_viaggio_georgia_2227.ashx</guid></item><item><title>Incanto, Lubango, Huila</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/angola/diario_di_viaggio_angola_1577.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/angola/diario_di_viaggio_angola_1577.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/1577/10855.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;ANGOLA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sillab&amp;#242; sentenze il poeta clandestino
e l'effluvio umido s'impadroniva 
delle logiche di pensiero

Odore nuovo che persiste nel pomeriggio stanco
un bagliore lontano che sembra raggiungere la luna

ma la luna sovrasta un cielo di stelle bizzarre
occhi profondi di gatto cullano la mente

Un brivido percorre le praterie e l'occhio vaga
sulle armonie di un paesaggio appena sfiorito

Un crepaccio si apre scuro profondo
suggerendo come un soffio di vento
la mano affusolata che ti propone la luna

Como esta terra que germina........&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/angola/diario_di_viaggio_angola_1577.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Incanto&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>ANGOLA</category><pubDate>Thu, 09 Feb 2006 02:10:14 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/angola/diario_di_viaggio_angola_1577.ashx</guid></item><item><title>Due giorni a Lisbona, Lisbona</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/portogallo/diario_di_viaggio_portogallo_2548.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/portogallo/diario_di_viaggio_portogallo_2548.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2548/20712.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;PORTOGALLO, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo essere transitato innumerevoli volte dall'aeroporto di Lisbona, finalmente decidiamo di dedicare un paio di giorni alla visita della citt&amp;amp;#225;.
A Lisbona &amp;amp;#233; bello bighellonare di giorno nelle strade della Baixa e perdersi poi di sera nelle viuzze del Bairro Alto, tra le note di un fado e un bacalhau a braz. 
La storica stazione del Rossio, un caff&amp;amp;#233; sulla panchina a lato di Pessoa, la Pra&amp;amp;#231;a do Comercio, la torre di Belem, il museo delle scoperte ed il museo dos azulejos, sono solo alcune note di una capitale ancora a dimensione d'uomo.&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/portogallo/diario_di_viaggio_portogallo_2548.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Due giorni a Lisbona&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>PORTOGALLO</category><pubDate>Sun, 03 Dec 2006 23:56:10 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/portogallo/diario_di_viaggio_portogallo_2548.ashx</guid></item><item><title>Storia, leggende e natura, Il Cairo, Nilo, Sinai</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/egitto/diario_di_viaggio_egitto_2508.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/egitto/diario_di_viaggio_egitto_2508.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2508/20370.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;EGITTO, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;questo viaggio &amp;amp;#233;:
il caos del Cairo e le sue magnifiche moschee
gli odori e rumori dei suk del Cairo
il mercato del bestiame del Cairo
il museo del Cairo
le classiche Giza e Saqara
lo spettacolo di suoni e luci a Luxor
Assuan e la sua diga
la feluca sul Nilo
la bicicletta nella valle dei re
la maestosit&amp;amp;#225; di Abu Simbel
i miraggi nel deserto verso Abu Simbel
Hurgada ed i suoi fondali
i fondali del mar Rosso a Daab
ci&amp;amp;#243; che resta dei fricchettoni di Daab
il tentativo di sedentarizzare i beduini
la neve nel deserto del Sinai
i colori del Sinai
la condensa nel refettorio del monastero di Santa Catarina (di fronte ad una zuppa calda)
la scalinata del Sinai con il ghiaccio
il canale di Suez
i falafel del Cairo &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/egitto/diario_di_viaggio_egitto_2508.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Storia, leggende e natura&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>EGITTO</category><pubDate>Sun, 19 Nov 2006 22:11:37 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/egitto/diario_di_viaggio_egitto_2508.ashx</guid></item><item><title>60&amp;#186; gradi di escursione termica, Mosca - Dakar</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/russia/diario_di_viaggio_russia_2245.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/russia/diario_di_viaggio_russia_2245.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2245/18066.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;RUSSIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il modo pi&amp;amp;#250; rapido e economico per raggiungere l’Africa?? Naturalmente via Mosca con Aeroflot. E come se non bastasse durante il mese di gennaio con un escursione termica di circa 60 gradi (Mosca 19 gradi negativi e Dakar 40 gradi). Comunque una buona cosa &amp;amp;#233; stata l’opportunit&amp;amp;#225; di una sosta di 2 giorni a Mosca che ci ha permesso di scoprire qualche angolo di questa magnifica e affascinante citt&amp;amp;#225;, anche se in piena epoca di decadenza e rigore.

La metropolitana di Mosca fu aperta il 15 maggio del 1935. La lunghezza della prima linea fu di 11 km.  Attualmente la lunghezza totale delle undici linee  &amp;amp;#232; di 246 km.  La prima costruzione della metropolitana di Mosca ebbe inizio nel 1913. La Prima Guerra Mondiale e successivamente La Rivoluzione del 1917  misero fine a tutti i lavori. Soltanto negli  anni '30  l'idea della metropolitana ha avuto la sua realizzazione. Per la costruzione dei padiglioni e delle stazioni vennero usati granito, marmo; per i design interni vennero impiegati anche acciaio, mosaici, vetrate, ferro battuto.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/russia/diario_di_viaggio_russia_2245.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;60º gradi di escursione termica&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>RUSSIA</category><pubDate>Wed, 20 Sep 2006 20:46:30 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/russia/diario_di_viaggio_russia_2245.ashx</guid></item><item><title>Biciclette e fucili, Da Koindu a Freetown</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sierra leone/diario_di_viaggio_sierra leone_1601.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sierra leone/diario_di_viaggio_sierra leone_1601.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/1601/11120.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SIERRA LEONE, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Dakar abbiamo ormai percorso circa 2000 km con le nostre biciclette, attraversato Senegal, Gambia e Guinea, vorremmo ora raggiungere l'oceano e magari concederci una settimana di relax sulle spiagge. Ormai da un p&amp;#242; di tempo percorriamo la zona di confine tra Guinea, Sierra Leone e Liberia. Qui tutti sono armati, da vecchi archibugi ad avancarica, sino a moderni mitragliatori ed altre armi da guerra. In Liberia &amp;#233; gi&amp;#224; scoppiata la guerra civile ed i rifugiati si ammassano nei campi profughi di Gueckedou. Varie volte abbiamo incontrato persone che affrontando viaggi di centinaia di chilometri si recavano alla ricerca de propri familiari in Guinea, in Sierra Leone o in Costa d'Avorio.
Da Gueckedou ci dirigiamo verso la frontiera della Sierra Leone. La frontiera &amp;#233; costituita dal fiume Makona, ma non esiste nessun ponte e nessuna strada, non ci resta che cercare una canoa che ci conduca dall'altra parte. Altro problema il visto d'entrata, che purtroppo non abbiamo, ma come sempre in Africa una soluzione si pu&amp;#242; sempre trovare. Trovata la canoa attraversiamo il fiume e siamo in territtorio della Sierra Leone, imbocchiamo una pista che ci condurr&amp;#224; a Koindu, dove troveremo il primo posto di polizia, ci dicono che non possiamo rimanere in Sierra Leone perch&amp;#233; non siamo in possesso del visto e ci trattengono i passaporti. Per il momento non se ne parla nemmeno di ritornare in Guinea, abbiamo solo un'ora di luce e quindi non ci possimao muovere. Ci installiamo nella pensioncina del signor Kamara, niente male per lo standard a cui ci eravamo ormai abituati. Ci dormiamo sopra e domani penseremo alla questione dei passaporti. Il mattino per contare i Leoni (moneta della Sierra Leone) che ci hanno portato in un sacchetto di plastica contro i 100 USD che abbiamo cambiato ci vogliono un paio d'ore. Dopo un abbondante colazione ci rechiamo alla polizia per la questione dei passaporti e riusciamo a cavarcela con un visto provvisorio di 48 ore, in attesa del visto definitivo da richiedere a Freetown. Freetown si trova a circa 500 km, impossibile da raggiungere in 48 ore in bicicletta, che fare?? E' il signor Kamara che ci trova un passaggio su di un camion carico di di sacchi di cacao, 26 ore di viaggio stipati con altre 40 persone su di un camion gi&amp;#224; stracarico di cacao. Ma questa &amp;#232; l'Africa. Ci concediamo quindi la nostra settimana sulle magnifiche spiagge di Freetown, peccato che solo dopo qualche mese anche qui sia scoppiata una delle pi&amp;#249; violente guerre civili che affliggono eccessivamente questi paesi africani! e la situazione non &amp;#232; tutt'ora risolta! &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sierra leone/diario_di_viaggio_sierra leone_1601.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Biciclette e fucili&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>SIERRA LEONE</category><pubDate>Sun, 12 Feb 2006 17:16:24 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/sierra leone/diario_di_viaggio_sierra leone_1601.ashx</guid></item><item><title>Migrazioni, Ziguinchor</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/senegal/diario_di_viaggio_senegal_1574.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/senegal/diario_di_viaggio_senegal_1574.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/1574/11484.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SENEGAL, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Impercettibile e misterioso
alito di vento o gioco del sole
che s'inchina delineando tra le ombre
la traccia da seguire
eserciti schierati attendono il segnale
il primo passo
il primo battito d'ali
il primo colpo di pinne
la prima parola
nomadi irriducibili
si riversano su rotte ataviche
gelosamente conservate tra i cromosomi

&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/senegal/diario_di_viaggio_senegal_1574.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Migrazioni&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>SENEGAL</category><pubDate>Thu, 09 Feb 2006 01:43:11 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/senegal/diario_di_viaggio_senegal_1574.ashx</guid></item><item><title>Sempre in bici: parentesi in Gambia, Banjul, dintorni</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/gambia/diario_di_viaggio_gambia_2326.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/gambia/diario_di_viaggio_gambia_2326.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2326/18714.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;GAMBIA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Kaolak si abbandona la n.1 per imboccare la n.5 in direzione Banjul. Entriamo cos&amp;amp;#237; nella regione paludosa del Sine Saloum, si viaggia tra le mangrovie in un’immensa voliera naturale circondati da pellicani egrette, pappagallie cicogne. Superato il posto di frontiera con il Gambia la pedalata si fa inspiegabilmente pi&amp;amp;#250; pesante mentre le gomme si fanno rumorose sull’asfalto. Ci fermiamo e notiamo che l’attrito &amp;amp;#233; dovuto al particolare tipo dio pavimentazione che ci accompagner&amp;amp;#225; per tutto il Gambia: un immenso tappeto di conchiglie assemblate con un p&amp;amp;#243; di bitume!
La strada termina nel caotico piazzale antistante il molo del ferry per Banjul. Approdiamo a Banjul quando ormai &amp;amp;#232; buio e nella capitale pressoch&amp;amp;#233; priva di elettricit&amp;amp;#225; non &amp;amp;#233; facile pedalare tra le buche ed i pedoni, indistinguibili nell’oscurit&amp;amp;#225;.
Settanta kilometri dopo si ritorna in territtorio senegalese.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/gambia/diario_di_viaggio_gambia_2326.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Sempre in bici: parentesi in Gambia&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>GAMBIA</category><pubDate>Mon, 09 Oct 2006 00:12:58 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/gambia/diario_di_viaggio_gambia_2326.ashx</guid></item><item><title>Sotto le ali dell'Harmattan, Lab&amp;#233;, Nzerekor&amp;#233;, Fouta Djalon - Nzerekor&amp;#233;</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/guinea/diario_di_viaggio_guinea_1600.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/guinea/diario_di_viaggio_guinea_1600.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/1600/11116.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;GUINEA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il posto di frontiera senegalese di Segou, la pista diventa una mulattiera di montagna, saranno 2giori di viaggio senza incontrare un unico mezzo motorizzato, compagno di viaggio un commerciante guinense che come noi si sta trasferendo in Guinea in bicicletta. La pista segue fedelmente l'andamento orografico, inabissndosi vertiginosamente nelle falesie sino a guadare i numerosi corsi d'acqua per poi risalire con altrettanto vigore sul versante opposto. Dopo il primo giorno di viaggio raggiungiamo il posto avanzato della frontiera guinense. Tre militari che ci guardano stupefatti, riusciamo ad avere 2 calabash di acqua per levarci la polvere della giornata ed una bacinella di riso con pesce secco da dividere con i tre militari. L'indomani si riparte le nostre scorte alimentari stanno esaurendosi e per il momento nessuna traccia di villaggi. Il percorso sulla cartina non sembrava essere eccessivo, ma la zona impervia, le condizioni della pista e le continue salite non ci hanno permesso di percorrere pi&amp;#249; di 36 km durante l'intera giornata. Nel pomeriggio ci dividiamo l'ultima scatola di formaggini e poi ..... speriamo che al villaggio non manchi molto.
&amp;#233; quasi sera quando arriviamo ormai esausti a Lebekeren il primo villaggio in territtorio guinense del Fouta Djalon. Una fortuna enorme, nel villaggio si trova in visita il prefetto della regione e quindi &amp;#233; stato allestito un banchetto a cui siamo invitati come ospiti d'onore, quasi come degli spiriti della foresta, apparsi all'imporvviso.
Per il momento ce l'abbiamo fatta, domani penseremo come affrontare le rampe pi&amp;#249; impervie del Fouta Djalon per salire sino a Mali, piccolo villaggio a 1500 metri d'altezza.
a domani!  &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/guinea/diario_di_viaggio_guinea_1600.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Sotto le ali dell'Harmattan&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>GUINEA</category><pubDate>Sun, 12 Feb 2006 15:57:31 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/guinea/diario_di_viaggio_guinea_1600.ashx</guid></item><item><title>La Spagna sconosciuta, Asturie, Asturie</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/spagna/diario_di_viaggio_spagna_2823.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/spagna/diario_di_viaggio_spagna_2823.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2823/22427.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SPAGNA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Principato delle Asturie &amp;amp;#232; una piccola regione nel nord della Spagna, circondata da montagne che guardano al mare cantabrico. Gode di un clima oceanico, con piogge abbondanti e il paesaggio &amp;amp;#232; sempre verde. Los Picos de Europa, il Parque Nacional de Covadonga o quello di Somiedo sono alcuni dei posti migliori per ammirare il paesaggio e la natura di questa cordigliera che attraversa il nord del Paese, dove ci sono ancora animali in via di estinzione.
Essendo un territorio circondato dai monti, le valli asturiane sono state culla di credenze popolari che hanno resistito ai tempi che cambiano, miti molto originali. I canti e i balli sono mostra di un folklore assai particolare, celebrato durante le estate con molte feste. In alcuni paesi l’inizio dell’estate si celebra con il giorno di san Pedro con l’innalzamento dell’alberone, un’albero altissimo che viene tagliato e trasportato dai giovani del paese. 
La festa delle canoe &amp;amp;#232; la festa pi&amp;amp;#249; importante delle Asturie. Inizialmente, nel 1930, era una gita sul fiume per pochi amici e conoscenti della zona che desideravano godersi il fiume Sella. Ma l’idea ebbe tanto successo che, oggi, migliaia di persone il primo sabato di agosto si ritrovano a celebrare la Discesa internazionale della Sella, un grande evento ludico e festivo.
Il principato delle Asturie, in asturiano Princip&amp;amp;#225;u d'Asturies o Asturies, &amp;amp;#232; una comunit&amp;amp;#225; autonoma spagnola composta da una sola provincia, dove il Principe &amp;amp;#233; l'erede al trono spagnolo. Si estende per circa 10.000 chilometri quadrati e la sua popolazione, in diminuzione, supera leggermente il milione di abitanti che parlano castigliano e asturiano.
Il suo capoluogo &amp;amp;#232; la citt&amp;amp;#224; di Oviedo mentre Gijon (Xix&amp;amp;#243;n) &amp;amp;#232; la pi&amp;amp;#249; abitata. La regione &amp;amp;#232; situata nella costa settentrionale spagnola. Confina ad ovest con la Galizia, a est con la Cantabria a sud con Castiglia e Leon e a nord &amp;amp;#232; bagnata dal &amp;amp;quot;Mar Cantabrico&amp;amp;quot; .
Gi&amp;amp;#224; nel libro Liber Testamentorum del vescovo Pelayo, nel XII secolo si definisce la provincia delle Asturie come:
&amp;amp;#171;Intra fines asturiarum a pirineis montibus usque in ora maris a flumine magno quod dicitur Ove usque in flumin quod dicitur Deva&amp;amp;#187; 
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/spagna/diario_di_viaggio_spagna_2823.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;La Spagna sconosciuta&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>SPAGNA</category><pubDate>Sat, 20 Jan 2007 01:18:05 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/spagna/diario_di_viaggio_spagna_2823.ashx</guid></item><item><title>Corsica in Kayak e in moto, Solenzara, Porto Vecchio</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/francia/diario_di_viaggio_francia_8367.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/francia/diario_di_viaggio_francia_8367.ashx"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;FRANCIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partiamo in 5 con 4 kayak (1 doppio), l'idea &amp;amp;#233; di fare la zona delle Calanche, sulla costa ovest. Prima sosta a la plage d'Arone a qualche chilometro da Piana, dove avevamo campeggiato qualche anno prima durante il nostro giro della Corsica in moto. Mettiamo i nostri kayak in acqua, ma il mare &amp;amp;#233; troppo forte ci divertiamo quindi una giornata a surfare sulle onde, ma nemmeno parlarne di caricare tutto il materiale da campeggio per il giro turistico. Optiamo quindi per la costa est, sicuramente molto pi&amp;amp;#250; tranquilla. Percorso il colle della Bavella rimettiamo i kayak in acqua a Solenzara, questa volta mare tranquillo, carichiamo tende, sacchi a pelo, pentole e cibo e si parte. Il programma prevede di raggiungere Porto Vecchio a circa 40 km, che suddividiamo in 3 tappe, campeggio libero nelle spiagge pi&amp;amp;#250; remote e dimenticate e soste per tuffi nelle acque cristalline. un viaggio veramente affascinante. Arriviamo a Porto Vecchio, carichiamo i kayak sul furgone e si rientra. 
Il viaggio in moto invece risale al 1987 sempre com la m&amp;amp;#237;tica Guzzi 350 custom, sbarcati a Bastia abbiamo percorso tutto la costa est, com deviazione per il Colle della Bavella e poi sino a Porto Vecchio e Bonif&amp;amp;#225;cio per poi risalire a Propriano e Ajaccio. Poi le magnifiche Calanche com le loro terre rosse e calette panoramiche. Sosta alla Plage d’Arone vicino a Piana, Porto, Girolata Ile Rousse, St. Florent, Bastia.    
Alla prossima&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/francia/diario_di_viaggio_francia_8367.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Corsica in Kayak e in moto&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>FRANCIA</category><pubDate>Fri, 18 Dec 2009 20:31:28 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/francia/diario_di_viaggio_francia_8367.ashx</guid></item><item><title>Guzel, Lago Van, Kurdistan</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/turchia/diario_di_viaggio_turchia_1571.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/turchia/diario_di_viaggio_turchia_1571.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/1571/14399.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;TURCHIA, Medio Oriente&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gorgogliano leggeri i vagiti dei bimbi 
sospinti dal destino in culle inclinate 
sul baratro della conoscenza 
mentre imperterriti si interrogano 
sul futuro delle loro anime sospese 
tra il candito e l'imbarazzo
di giocolieri impuberi che si misurano
sulle noti vibranti staccatesi
dalla longilineit&amp;#224; di un orutu
in equilibrio precario sulle urla dei presenti
che invocano una profezia
nella polvere sollevata dai passi transumanti
di coceres tra l'umido e il fuoco.&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/turchia/diario_di_viaggio_turchia_1571.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Guzel&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>TURCHIA</category><pubDate>Thu, 09 Feb 2006 01:18:58 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/turchia/diario_di_viaggio_turchia_1571.ashx</guid></item><item><title>Giro ciclistico delle Americhe, Caracas e Valencia</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/venezuela/diario_di_viaggio_venezuela_5802.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/venezuela/diario_di_viaggio_venezuela_5802.ashx"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;VENEZUELA, Sud America&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una permanenza di 10 giorni al seguito del Giro ciclistico delle Americhe del 1989.
Qualche giorno a Caracas e poi a Valencia. Solo un assaggio dello stile di vita sudamericano ed un incontro con la grande comunit&amp;amp;#225; italiana residente.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/venezuela/diario_di_viaggio_venezuela_5802.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Giro ciclistico delle Americhe&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>VENEZUELA</category><pubDate>Fri, 12 Sep 2008 21:05:25 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/sud america/venezuela/diario_di_viaggio_venezuela_5802.ashx</guid></item><item><title>Toccata e fuga, Georgetown, Penang</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/malesia/diario_di_viaggio_malesia_2355.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/malesia/diario_di_viaggio_malesia_2355.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2355/19140.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;MALESIA, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;amp;#233; trascorso tantissimo tempo da quel viaggio &amp;amp;quot;toccata e fuga&amp;amp;quot; in Malesia, il ricordo ancora vivo &amp;amp;#233; quello del pulmino collettivo che ci ha trasportato stipati in 18 al posto di 11!! Una fuga disperata dal finestrino posteriore per asaporare un p&amp;amp;#243; d'aria e l'arrivo notturno in quel di Georgetown.
Penang viene anche detta &amp;amp;quot;L’isola dei mille templi&amp;amp;quot;. Non saranno un numero cos&amp;amp;#236; esorbitante, ma un credente di qualsiasi religione, colto da improvviso raptus mistico, qui non ha che l’imbarazzo della scelta. Una moschea, un tempio cinese, una chiesa battista o luterana, un tempio ind&amp;amp;#249; o buddista, si trovano ad ogni angolo.
Non esiste in pratica una strada nella quale non si respiri un alito di sacralit&amp;amp;#224;, dove il profumo e le volute d’incenso non si mescolino con i pi&amp;amp;#249; profani e terreni odori di cucina che salgono dalle bancarelle e dalle centinaia di piccoli ristoranti sparsi in ogni angolo dell’isola.Ma non si deve pensare a Penang come a un’isola noiosa e dedita solo ai problemi dello spirito. Se qui, negli anni Settanta, prosper&amp;amp;#242; una delle pi&amp;amp;#249; grandi comunit&amp;amp;#224; hippy dell’Asia, un motivo c’&amp;amp;#232;.
Penang &amp;amp;#232; divertente, viva, &amp;amp;#232; un’isola briosa, &amp;amp;#232; un ammaliante inno allo shopping con i suoi moderni centri commerciali e con le centinaia di bancarelle e di piccoli mercati che offrono i pi&amp;amp;#249; svariati articoli. 
Penang vanta un raffinato passato coloniale e un futuro turistico d’&amp;amp;#233;lite; &amp;amp;#232; la foto in bianco e nero di una Malesia antica, di molti anni fa, ed &amp;amp;#232; anche un concentrato di Asia moderna in pochi chilometri quadrati, dove quasi tutto &amp;amp;#232; davvero a buon mercato.

&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/malesia/diario_di_viaggio_malesia_2355.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Toccata e fuga&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>MALESIA</category><pubDate>Thu, 19 Oct 2006 01:24:47 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/malesia/diario_di_viaggio_malesia_2355.ashx</guid></item><item><title>Trekking e mare, Bangkok, Chiang Mai, Pukhet</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/tailandia/diario_di_viaggio_tailandia_2480.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/tailandia/diario_di_viaggio_tailandia_2480.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2480/20250.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;TAILANDIA, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima settimana dedicata a Bangkok e alla scoperta di tutti i suoi grandiosi templi, i ristorantini in strada, lunghe corse in tuk tuk nel caos e nello smog soffocante, il mercato galleggiante, la vita notturna.
Seconda settimana: per riossigenarsi dopo il soggiorno a Bangkok, una settimana di trekking nella zona di Chiang Mai e Chiang Rai, 5 o 6 ore al giorno di cammino e notti ospitate nelle capanne delle trib&amp;amp;#250; locali, rafting, percorsi a dorso d'elefante e tante scarpinate.
I rilassanti massaggi di Chiang Mai.
Una puntata sul Mekong, colazione a base di pesce secco, l'incontro spirituale con il monaco buddista.
La voglia di entrare in Laos!
La notte persi tra le piste del triangolo d'oro e l'accogliente pensioncina sulla riva del fiume.
Lo spettacolo di luci e suoni.
E poi Pukhet le spiagge il mare ed ancora la magica Pee Pee Island con le acque turchesi e le pareti ripide, le scale di bambu dei cercatori di nidi di rondine. I frutti di mare, i ristorantini sulla spiaggia e la capanna di paglia.
Il viaggio in teeno in mezzo al diluvio universale e di nuovo Bangkok.&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/tailandia/diario_di_viaggio_tailandia_2480.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Trekking e mare&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>TAILANDIA</category><pubDate>Thu, 16 Nov 2006 22:20:22 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/tailandia/diario_di_viaggio_tailandia_2480.ashx</guid></item><item><title>Sul monte Titano, San Marino</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/san marino/diario_di_viaggio_san marino_4005.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/san marino/diario_di_viaggio_san marino_4005.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/4005/32637.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SAN MARINO, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corre l'anno 257 d.c. quando l'imperatore Diocleziano ordina la ricostruzione delle mura di Rimini, distrutte da Demonstene, re dei Liburni. 
Tra i tagliatori di pietra e incisori chiamati da tutta Europa, due, giunti dalla Dalmazia, sono destinati a rimanere nella memoria di molti : Marino e Leo.
Timorati di Dio e pieni di carit&amp;amp;#224;, contribuiscono a diffondere la fede cristiana fino al momento del loro ritiro, Leo nel Montefeltro e Marino sul monte Titano.
Del periodo trascorso sul monte Titano da Marino si raccontano grandi prodigi, come la guarigione di una donna indemoniata o l'addomesticamento di un orso.
Il momento pi&amp;amp;#249; importante per&amp;amp;#242; &amp;amp;#232; stato l'incontro con Verissimo e la madre di lui, Felicissima, proprietari del monte.
Verissimo contesta la residenza di Marino nelle sue terre, ma la provvidenza non abbandona quest'ultimo, facendo s&amp;amp;#236; che Verissimo rimanga paralizzato. La madre disperata supplica l'aiuto di Marino, che non si fa attendere e guarisce il paralitico. 
Il gesto conquista la fede dei due, che si convertono al cristianesimo e come ringraziamento danno in dono il monte Titano a Marino e alla sua discendenza. 
Marino continua la sua vita di preghiera e ritiro e, il tre settembre di un anno sconosciuto, muore. Tale giorno viene solennemente ricordato nella Repubblica.
Questo &amp;amp;#232; in sintesi ci&amp;amp;#242; che &amp;amp;#232; scritto nell'agiografia del XII secolo del Santo Marino. Quanto ci sia di vero &amp;amp;#232; difficile a dirsi, per certo si sa che Demonstene, re dei Liburni, non &amp;amp;#232; mai esistito e che se Diocleziano ha fatto ricostruire le mura di Rimini non l'ha fatto nel 257.
Studi approfonditi fanno risalire la vita di San Marino in un periodo compreso tra il 500 ed il 700. E' anche probabile che l'agiografia sia stata, almeno in parte, contraffatta per tutelare il patrimonio territoriale del monastero di S. Marino dai tentativi di rivendicazione del vescovo di Rimini all'epoca del placito feretrano.
Qualunque sia la verit&amp;amp;#224;, la leggenda &amp;amp;#232; di certo l'espressione della forte volont&amp;amp;#224; di indipendenza degli abitanti del monte Titano e suggella l'immagine suggestiva di &amp;amp;quot;antica terra della libert&amp;amp;#224;&amp;amp;quot;. 

&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/san marino/diario_di_viaggio_san marino_4005.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Sul monte Titano&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>SAN MARINO</category><pubDate>Thu, 30 Aug 2007 00:06:59 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/san marino/diario_di_viaggio_san marino_4005.ashx</guid></item><item><title>Grande sud, Douz</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_1573.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_1573.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/1573/14395.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;TUNISIA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pastelli che si stemperano
in immagini dal sapore coloniale
ingiallite e agrodolci
m&amp;#233;lange di silenzio e sudore ai datteri

Pigmenti itineranti
identificabili colorimetricamente
ricercando nel range delle tonalit&amp;#224; ocra
la loro provenienza originaria

Brandelli di storia sospesa
e inspiegabilmente lontana
tra dune che si plasmano
sotto la spinta di venti 
atavici
unidirezionali
tra fantasmi aleggianti
di leggendari predoni&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_1573.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Grande sud&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>TUNISIA</category><pubDate>Thu, 09 Feb 2006 01:38:22 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tunisia/diario_di_viaggio_tunisia_1573.ashx</guid></item><item><title>Nel pi&amp;#250; piccolo Stato del Mondo, San Pietro, Vaticano</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/citta' del vaticano/diario_di_viaggio_citta' del vaticano_2792.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/citta' del vaticano/diario_di_viaggio_citta' del vaticano_2792.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2792/22222.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;CITTA' DEL VATICANO, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La costruzione di San Pietro fu iniziata sotto Papa Giulio II, nel 1506, e si concluse nel 1612, regnante Papa Paolo V. Si tratta in realt&amp;amp;#224; di una ricostruzione, dato che nello stesso sito, prima dell'attuale basilica, ne sorgeva un'altra risalente al IV secolo, fatta costruire dall'imperatore Costantino nel luogo in cui sorgeva il circo di Nerone e dove la tradizione vuole che San Pietro, uno degli apostoli di Ges&amp;amp;#249; Cristo e primo Papa del Cristianesimo, fosse stato crocifisso e sepolto.
La Guardia Svizzera Pontificia nacque nel 1506 nella Roma rinascimentale, sub&amp;amp;#236; soltanto due interruzioni: dopo il “Sacco di Roma”, dal 1527 al 1548, e sotto Napoleone, dal 1798 al 1814. Questa piccola colonia svizzera nella metropoli di Roma &amp;amp;#232; oggi la truppa di difesa e guardia d’onore di una “carica universale” religiosa e al contempo anche simbolo di fama internazionale della Svizzera. Il principe rinascimentale e papa Giulio II della Rovere, eletto nel 1503, perseguiva in quegli anni tormentati l’obiettivo politico di rafforzare lo Stato della Chiesa e riconquistare territori ribelli. Pervaso da un senso di ottimismo creativo, egli sostenne poeti e architetti, scultori e pittori (Bramante, Michelangelo, Raffaello).
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/citta' del vaticano/diario_di_viaggio_citta' del vaticano_2792.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Nel piú piccolo Stato del Mondo&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>CITTA' DEL VATICANO</category><pubDate>Sun, 14 Jan 2007 01:50:55 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/citta' del vaticano/diario_di_viaggio_citta' del vaticano_2792.ashx</guid></item><item><title>Gnu, Ngorongoro</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tanzania/diario_di_viaggio_tanzania_1572.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tanzania/diario_di_viaggio_tanzania_1572.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/1572/14402.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;TANZANIA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corrono sollevando una polvere intensa
turbinio bizzarro
tra le incisure dei loro zoccoli fessi

Sul mantello le stagioni depongono
l'impronta ciclica
di un equilibrio sussurrato 
dal rincorrersi dei venti
in rotte ataviche
a fatica intrappolate 
nella prospettiva tridimensionale 
di una rosa

Sbuffanti nel grigio mattutino
spingono i loro appoggi
lungo linee di forza
di magnetismi biologici nati con loro.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tanzania/diario_di_viaggio_tanzania_1572.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Gnu&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>TANZANIA</category><pubDate>Thu, 09 Feb 2006 01:34:46 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/tanzania/diario_di_viaggio_tanzania_1572.ashx</guid></item><item><title>Africa &amp;#233;, Amboseli Natural Park</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/kenya/diario_di_viaggio_kenya_1570.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/kenya/diario_di_viaggio_kenya_1570.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/1570/14406.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;KENYA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;#233; il nero della notte africana
&amp;#233; il rumore che taglia il buio della notte
sono occhi che ti spiano nella notte
&amp;#233; la savana che respira
&amp;#233; dormire sulla nuda terra
&amp;#233; la lotta per vedere una nuova alba
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/kenya/diario_di_viaggio_kenya_1570.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Africa é&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>KENYA</category><pubDate>Thu, 09 Feb 2006 01:12:13 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/kenya/diario_di_viaggio_kenya_1570.ashx</guid></item><item><title>In Marocco con la mitica Guzzi, Fes, Meknes, Marrakech, Zagora</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/marocco/diario_di_viaggio_marocco_2423.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/marocco/diario_di_viaggio_marocco_2423.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2423/19917.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;MAROCCO, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un vecchio viaggio con la mitica Guzzi 350 custom..
Una lunga tirata attraverso Francia e Spagna e ed eccoci in suolo africano.
Al posto di frontiera inizia il contatto con la realt&amp;amp;#225; marocchina, riusciamo a cavarcela con tempi abbastanza decenti e senza troppe noie.
La prima citt&amp;amp;#225; nel programma &amp;amp;#233; Tetouan, troviamo un campeggio, montiamo la tenda e ci immergiamo nel Souk, siamo subito attorniati da pseudo amici che ci vorrebebero svelare tutti gli angoli pi&amp;amp;#250; caratteristici della citt&amp;amp;#225;, riusciamo a resistere alla prima decina di attacchi, ma poi finiamo inesorabilmente nel classico negozio di tappeti. Dopo aver respinto un tentativo di furto ci rifugiamo in campeggio per “riflettere” sul nostro primo giorno in Marocco.
Si riparte, altro giorno altro spirito, ci dirigiamo verso Meknes classica tappa del circuito delle citt&amp;amp;#225; imperiali. Ci stiamo comunque abituando all’insistenza a volte esasperante dei ragazzi locali che ci vorrebbero vendere tutto quanto immaginabile, con il passare dei giorni stiamo comunque affinando la nostra tecnica di difesa e risciamo ora a passeggiare quasi tranquilli.
Dopo Fes con una visita al caratteristico quartiere dei conciatori proseguiamo verso
Marrakech, qui &amp;amp;#233; d’obbligo godersi il caotico viavai della piazza Djema’el Fna, magari seduti sul terrazzo di uno dei numerosi bar che circondano la piazza.
Attacchiamo le rampe dell’Atlante e il paesaggio diventa affascinante, giungiamo ad Ouarzazate, quasi disidratati, la temperatura si aggira attorno ai 48 gradi, pranziamo al ristorante La Gazelle. Nel bel mezzo del pranzo una tromba d’aria invade la sala riempiendo tutto di polvere.
Il viaggio prosegue nella valle della Dra sino a Zagora, notte sotto le stelle in pieno deserto, rientro verso Agadir, Casablanca, Rabat, Tangeri, rientro in Spagna e da Barcellona in poi 1200 km tutti sotto la pioggia.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/marocco/diario_di_viaggio_marocco_2423.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;In Marocco con la mitica Guzzi&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>MAROCCO</category><pubDate>Fri, 03 Nov 2006 00:48:17 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/marocco/diario_di_viaggio_marocco_2423.ashx</guid></item><item><title>Praga, Praga</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/repubblica ceca/diario_di_viaggio_repubblica ceca_1575.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/repubblica ceca/diario_di_viaggio_repubblica ceca_1575.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/1575/17707.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;REPUBBLICA CECA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l'aria stanca del giocatore 
che piange sull'ultima sconfitta
si ergono i tuoi muri neri

Poco importa del gelido vento del nord
delle bufere di neve
del ghiaccio che penzola 
dai nasi delle tue torri gotiche

Acre &amp;#233; l'odore del carbone
che brucia nei tuoi visceri
acre &amp;#233; il fumo che veste a lutto ogni cosa
ma il tuo severo vestito 
&amp;#233; ornato dai bagliori d'oro barocco
e
sotto il nero 
sono infiniti colori
a monito della tua reale grandezza
dove palpit&amp;#242; il cuore d'Europa
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/repubblica ceca/diario_di_viaggio_repubblica ceca_1575.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Praga&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>REPUBBLICA CECA</category><pubDate>Thu, 09 Feb 2006 01:47:12 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/repubblica ceca/diario_di_viaggio_repubblica ceca_1575.ashx</guid></item><item><title>Nel regno della Sacher Torte, Vienna</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/austria/diario_di_viaggio_austria_2838.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/austria/diario_di_viaggio_austria_2838.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2838/22528.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;AUSTRIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Godetevi Vienna, andate alla scoperta dell’ambiente imperiale del castello di Sch&amp;amp;#246;nbrunn, dei capolavori artistici dell’Albertina e dell’atmosfera di un tipico caff&amp;amp;#232; viennese al Caf&amp;amp;#233; Schwarzenberg. La Vienna Card vi permette di girare per 72 ore con la metropolitana, l’autobus o il tram.
La Sacher Torte
Le origini della pi&amp;amp;#249; famosa torta al mondo, la Sacher Torte originale, sono da far risalire al 1832, quando un'apprendista pasticciere di 16 anni di nome Franz Sacher, mentre sostituiva lo chef che era sul letto di morte presso la corte del Principe Metternich, cre&amp;amp;#242; un dessert per degli ospiti particolari: La Sacher Torte Originale.
I suoi sforzi furono del tutto ripagati dal pieno successo riscosso. Inizi&amp;amp;#242;, cos&amp;amp;#236;, il tour de force nella produzione di questo dolce che conta la produzione complessiva di circa 270.000 pezzi e, proprio come 160 anni fa, vengono tutte farcite di marmellata di albicocche, ricoperte di cioccolato e impacchettate manualmente.

Le torte consistono di materie prime eccezionali, ecco qualche numero: 1,2 millioni di uova, 80 tonnellate di zucchero, 70 tonnellate di cioccolato, 37 tonnellate di marmellata di albicocche, 25 tonnellate di zucchero, 30 tonnellate di farina.

Fino ad oggi la ricetta della Sacher Torte originale, che prevede esclusivamente l'utilizzo di prodotti puramente naturali senza conservanti, &amp;amp;#232; un segreto molto ben conservato dell'Hotel Sacher.

La Sacher Torte Originale &amp;amp;#232;, inoltre, protetta da un marchio di fabbrica e, ad oggi, non ci sono licenze per la rivendita di questo prodotto o altro in nessuna parte del mondo.

Per garantire la conservazione ottimale di questa specialit&amp;amp;#224;, viene raccomandata una conservazione ad una temperatura tra i 16&amp;amp;#176;C e i 18&amp;amp;#176;C.
La Sacher Torte Originale viene servita al suo meglio con panna montata non dolce e una tazza del Caff&amp;amp;#232; Sacher Originale o the.

La ricetta:
Per la pasta: 150 gr di farina, 150 gr di cioccolato fondente, 150 gr di burro, 150 gr di zucchero, 5 uova.
Per la farcitura: marmellata di albicocche.
Per la glassa di copertura: 100 gr cioccolato fondente, 70 gr di zucchero.
Spezzettate anzitutto il cioccolato fondente e quindi fatelo sciogliere a bagnomaria in un pentolino. Nel frattempo lavorate a crema il burro tenuto a temperatura ambiente, aggiungendovi met&amp;amp;#224; dello zucchero. Unitevi il cioccolato a cucchiaiate e. rimestando di continuo, i tuorli, uno alla volta. Montate a neve ben ferma gli albumi unendovi lo zucchero rimanente e quindi aggiungetene una parte al composto di burro, servendovi della frusta. Poi, aiutandovi con un mestolo di legno, incorporate delicatamente il resto degli albumi, alternandoli via via alla farina. Preparato l'impasto, imburrate e infarinate uno stampo a cerniera, versatevi il composto e cuocetelo in forno per circa un'ora a una temperatura di 180&amp;amp;#176;. A cottura ultimata, togliete il dolce dal forno, lasciatelo raffreddare,quindi tagliatelo a met&amp;amp;#224; in senso orizzontale e farcitelo di marmellata di albicocche. Poi portate a ebollizione in un pentolino un paio di cucchiai di marmellata insieme con un cucchiaio d'acqua, passatela al setaccio e spalmatela uniformemente sulla superficie della torta. A questo punto passate alla preparazione della glassa: in un pentolino sciogliete lo zucchero in un bicchiere d'acqua e. tenendo mescolato, fate bollire a fuoco lento per 5 minuti. Lasciate quindi raffreddare lo sciroppo ottenuto, unitevi il cioccolato sbriciolato e mescolate in modo da scioglierlo e poter ottenere un composto liscio e omogeneo. Poi rimetterlo sul fuoco a fiamma moderata e fatelo uocere mescolando sempre, finch&amp;amp;#233; si sia addensato. A quel punto versatela sulla torta e spalmatela in modo uniforme sulla superficie.

&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/austria/diario_di_viaggio_austria_2838.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Nel regno della Sacher Torte&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>AUSTRIA</category><pubDate>Tue, 23 Jan 2007 22:21:25 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/austria/diario_di_viaggio_austria_2838.ashx</guid></item><item><title>Corsica in moto, Corsica</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/francia/diario_di_viaggio_francia_2509.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/francia/diario_di_viaggio_francia_2509.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2509/20374.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;FRANCIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bastia, Solenzara, Bonifacio, Ajaccio, Les Calanches, Piana (Plage d'Arone), Porto, Col de Bavella, Bastia&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/francia/diario_di_viaggio_francia_2509.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Corsica in moto&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>FRANCIA</category><pubDate>Sun, 19 Nov 2006 22:35:06 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/francia/diario_di_viaggio_francia_2509.ashx</guid></item><item><title>Tra le dita della Calcidica, Kassandra, Sitonia, Calcidica</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/grecia/diario_di_viaggio_grecia_2737.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/grecia/diario_di_viaggio_grecia_2737.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2737/21896.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;GRECIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una tappa piacevole sulla strada verso la Turchia. Un mare cristallino, sole ustionante ed il fascino del Monte Athos li davanti, territorio proibito alle donne. &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/grecia/diario_di_viaggio_grecia_2737.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Tra le dita della Calcidica&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>GRECIA</category><pubDate>Wed, 10 Jan 2007 01:13:08 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/grecia/diario_di_viaggio_grecia_2737.ashx</guid></item><item><title>Passaggio a sudest, Skopje</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/macedonia of/diario_di_viaggio_macedonia of_2816.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/macedonia of/diario_di_viaggio_macedonia of_2816.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2816/22364.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;MACEDONIA OF, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivati a Skopje notiamo subito il suggestivo ponte di pietra sul fiume Vardar che unisce la citt&amp;amp;#224; vecchia da quella nuova. 
Passeggiando per la citt&amp;amp;#224; possiamo ammiriamo: i Bagni di Daut Hammam Pasci&amp;amp;#224;, del 1466, in cui &amp;amp;#232; ospitata la Galleria d'Arte della citt&amp;amp;#224;; la Chiesa di Sveti Spas, caratterizzata dal fatto che per met&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; sotterranea, visto che nel XVII secolo, nessuna chiesa poteva essere pi&amp;amp;#249; alta di una Moschea; il Museo della Macedonia, con opere e reperti della storia della regione; e il vecchio quartiere dei bazar orientali che risulta essere il pi&amp;amp;#249; grande, vivace e intatto ancora presente in Europa.
I piatti tipici pi&amp;amp;#249; rinomati della zona sono a base di carne di maiale, di vitello, di agnello, di pollo e di pesce, tra cui: Banitza con ripieno di zucca “ &amp;amp;quot;Tikvenik” ; Focaccia con formaggio “Sirene” ; Involtini di carne alla “Sofiota” ; &amp;amp;quot;Kebabcheta” alla griglia ; &amp;amp;quot;Kjuftentza &amp;amp;quot; alla griglia ; Pollo alla &amp;amp;quot;Kjustendil&amp;amp;quot;; Spalla di agnello ripiena e insalata “Sopska&amp;amp;quot;.
Inoltre ricordiamo che ultimamente si sta sviluppando anche dell’interesse per la ricchezza vitivinicola di questo paese. Tra i vini ricordiamo: il Rhein Riesling, detto “rajnski rizling”; il Riesling italico, “italijanski rizling”; lo Chardonnay; lo Zilavka; il Cabernet Sauvignon; il Merlot; il Burgunder, nominato “burgundy black”; il Gamay; il Vranec, chiamato „vranac” o „vranac crnogorski” o „kratosija”; ed il Prokupec, detto “nisevka” o “kamenicarka” o “skopje black”. 
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/macedonia of/diario_di_viaggio_macedonia of_2816.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Passaggio a sudest&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>MACEDONIA OF</category><pubDate>Fri, 19 Jan 2007 00:26:44 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/macedonia of/diario_di_viaggio_macedonia of_2816.ashx</guid></item><item><title>Dall&amp;#193;driatico al Danubio, Belgrado e Kotor</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/serbia/diario_di_viaggio_serbia_2817.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/serbia/diario_di_viaggio_serbia_2817.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2817/22368.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SERBIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Belgrado ha un’origine antichissima e una storia ricca di vicissitudini. Fu fondata nel IV secolo a.C. da popolazioni celtiche ( i Singa ) lungo la confluenza del fiume Sava col Danubio, e prosper&amp;amp;#242; immediatamente come centro commerciale tra i traffici fra Oriente ed Occidente. I romani fecero di questo insediamento ( che chiamarono Singidum ) a partire dal I secolo d.C. un importante bastione difensivo nella catena di fortificazioni lungo il Danubio. 

Con l’arrivo delle popolazioni barbare all’indomani della caduta dell’Impero Romano, Belgrado conobbe una lunga serie di dominazioni differenti: fu prima Ostrogota, quindi pass&amp;amp;#242; ai Gepidi, agli Avari e infine agli Slavi, che le diedero l’attuale nome di “Beograd” ( citt&amp;amp;#224; bianca ) nell’XI secolo. Divenne capitale dell’autonomo Regno di Serbia fino al XV secolo, quando fu inglobata dal potente vicino Regno di Ungheria. Fu conquistata dagli Ottomani nel 1521, dai quali ottenne l’indipendenza soltanto nel 1830. 

Nel 1918 divenne capitale del Regno di Jugoslavia e nel 1944 capitale della Repubblica di Jugoslavia. Attualmente Belgrado &amp;amp;#232; soltanto la capitale della Repubblica di Serbia, in seguito agli sconvolgimenti politici che hanno dissolto la vecchia Federazione Jugoslava.

Oggi Belgrado &amp;amp;#232; una citt&amp;amp;#224; moderna, centro della vita politica e culturale del Paese, ricca di teatri, gallerie d’arte, musei, con belle spiagge sulle rive dei Fiumi Sava e Danubio e grandi Parchi immersi nella natura.

Montenegro
Boka Kotorska (the Bay of Kotor) is a deep bay on the Montenegrin Adriatic coast, about 50 kilometres south of Dubrovnik, Croatia. The bay is surrounded by magnificent mounts all around, so the views are quite something. Inside the bay you can find several small towns well worth visiting, like Perast, with its baroque palaces and stories of sea captains, or Kotor, which is the most attractive - surrounded with medieval walls and filled with old churches and palaces.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/serbia/diario_di_viaggio_serbia_2817.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;DallÁdriatico al Danubio&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>SERBIA</category><pubDate>Fri, 19 Jan 2007 00:41:02 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/serbia/diario_di_viaggio_serbia_2817.ashx</guid></item><item><title>Un paese da scoprire, Ulcinj, Ada Bojana, Podgorica</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/montenegro/diario_di_viaggio_montenegro_4498.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/montenegro/diario_di_viaggio_montenegro_4498.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/4498/37796.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;MONTENEGRO, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Repubblica del Montenegro &amp;amp;#232; un paese poco conosciuto che merita di essere scoperto, iniziando dalla sua capitale, Podgorica, che si colloca all'incrocio di sei fiumi, e che si presenta come una moderna citt&amp;amp;#224; europea. 
Per molti anni il Montenegro &amp;amp;#232; stato luogo di conflitti interetnici che spesso sono sfociati in guerre sanguinose. 
Dal 3 giugno 2006, in seguito ad un referendum, il Montenegro &amp;amp;#232; divenuto uno stato indipendente e dunque una Repubblica autonoma.
 Il nostro viaggio &amp;amp;#233; stato effettuato in moto nel lonatno 1985, quando il Montenegro faceva ancota parte della vecchia Yugoslavia.
Sorprendenti le spiagge di Ulcinj e la zona del delta della Bojana che segna il confine con l'Albania. Una spiaggia immensa e poco frequentata dove puoi praticamente entrare a piedi in Albania.
Famoso il campo nudisti di Ada Bojana situato su di un isola fluviale nel delta del fiume omonimo.

The isle is a triangle, with the Bojana River from two sides and the Adriatic Sea from the third one. This side is a sandy beach, 2880m long, with the capacity of 13000 people. The beach and the sea bottom are covered with fine sand. There are parasols made of reeds and rods on the beach. Ada is the most beautiful in sunset-when the incredible dance of colours starts creating a unique picture of the sea, sand and the sky. It is a heaven for windsurfing, sailing, water-skiing, beach riding, for all the adventurers and lovers...

The beaches that are pounded by Bojana river are famous for wooden houses, from where the local people fish in a traditional and specific way. You can taste the fish in the restaurants which are also built in an attractive environment. There are a lot of subtropical and Mediterranean vegetation, and some plant species are unique in Europe .
 &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/montenegro/diario_di_viaggio_montenegro_4498.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Un paese da scoprire&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>MONTENEGRO</category><pubDate>Sun, 25 Nov 2007 23:38:52 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/montenegro/diario_di_viaggio_montenegro_4498.ashx</guid></item><item><title>Solo un assaggio, Bosnia Erzegovina</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/bosnia e herzegowina/diario_di_viaggio_bosnia e herzegowina_2818.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/bosnia e herzegowina/diario_di_viaggio_bosnia e herzegowina_2818.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2818/22374.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;BOSNIA E HERZEGOWINA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I confini settentrionali, meridionali e occidentali della Bosnia-Erzegovina toccano la Croazia, quelli orientali la Serbia e il Montenegro. Uno stretto lembo della Bosnia tocca l'Adriatico passando per la Croazia meridionale.

Il territorio bosniaco &amp;amp;#232; diviso tra la Federazione musulmano-croata e la Republika Srpska; la Federazione occupa una percentuale di spazio leggermente superiore (51%). 

Le Alpi Dinariche solcano il territorio, dividendolo in tre distinti ecosistemi: mediterraneo, balcanico e centro-europeo. 
Nella parte settentrionale le pianure e gli altipiani sono solcati dal fiume Sava. La vetta pi&amp;amp;#249; alta &amp;amp;#232; il Maglic in Erzegovina (2385 m); tutta la zona presenta caratteristiche sismiche.
La Bosnia era abitata da islamici, ortodossi, cattolici, protestanti, ebrei e fedeli di altre religioni e ideologie prima dello scoppio della guerra. 
Ora la Repubblica Serba &amp;amp;#232; quasi esclusivamente cristiana e la Federazione quasi esclusivamente musulmana; i serbi, i croati e i bosniaci musulmani hanno tutti la stessa fisionomia perch&amp;amp;#233; appartenenti tutti allo stesso gruppo etnico. 
Le influenze mediterranee, esteuropee e turche sono raccolte tutte nella cultura della Bosnia Erzegovina e ci sono considerevoli variazioni tra ortodosso e moderno e tra mentalit&amp;amp;#224; rurale e urbana. 
I legami familiari sono stretti e vengono tenuti molto in considerazione il vicinato e le relazioni di amicizia. Grande importanza &amp;amp;#232; riposta sull’ospitalit&amp;amp;#224; e sulla spontaneit&amp;amp;#224;. 
La varia popolazione della Bosnia ha reso la vita culturale della nazione di gran valore. Storie epiche, una forma di letteratura orale, venivano ancora tramandate lungo tutta la nazione fino agli anni ’50. 
Le canzoni d’amore bosniache, in maggior parte musulmane, erano popolari in tutta la Yugoslavia. Ivo Andric, un serbo cattolico cresciuto in Bosnia, vinse il premio Nobel per la letteratura nel 1961. Le sue novelle comprendevano Na Drini cuprica, in cui un ponte dell’et&amp;amp;#224; ottomana univa simbolicamente i popoli bosniaci.
Il novellista Meša Selimovic era di origina musulmana ma disse di aver scritto secondo i canoni della letteratura serba.
Le differenze fondamentali tra i gruppi etnici sono le religioni: i Serbi sono cristiano-ortodossi, i croati sono cattolici, i bosniaci musulmani con una minoranza di ebrei.
La cucina bosniaca ha uno spiccato legame con la cultura culinaria turca; evidente soprattutto nello stufato di vegetali, nel caff&amp;amp;#233; e nelle torte dolci tipo il baklava.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/bosnia e herzegowina/diario_di_viaggio_bosnia e herzegowina_2818.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Solo un assaggio&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>BOSNIA E HERZEGOWINA</category><pubDate>Fri, 19 Jan 2007 01:06:30 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/bosnia e herzegowina/diario_di_viaggio_bosnia e herzegowina_2818.ashx</guid></item><item><title>Una costa splendida, Spalato, Dubrovnik, Dalmazia e altro </title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/croazia/diario_di_viaggio_croazia_2799.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/croazia/diario_di_viaggio_croazia_2799.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2799/22307.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;CROAZIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Croazia si trova dall'altra parte dell'Adriatico; inizia praticamente 30km dopo il confine di Trieste, passando per la Slovenia, e il punto pi&amp;amp;#249; meridionale si trova all'altezza di Bari.
Partendo da Toscana, Romagna e tutte le zone pi&amp;amp;#249; meridionali, conviene prendere il traghetto (quasi tutti partono da Ancona) e dopo 7-8 ore arrivare a Zara o Spalato. Partendo, invece, dal nord dell'Italia &amp;amp;#232; pi&amp;amp;#249; conveniente passare per Trieste e scendere lungo la costa.
Sulla scelta del mezzo possono influire anche i costi del traghetto - 70 euro per macchina, 50 euro a persona per la sola andata.
In Croazia &amp;amp;#232; raccomandabile alloggiare in appartamenti privati:
• costano meno degli alberghi
• essendoci degli ottimi ristoranti, &amp;amp;#232; un peccato &amp;amp;quot;legarsi&amp;amp;quot; alla cucina dell'albergo.
I villaggi turistici sono quasi inesistenti
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/croazia/diario_di_viaggio_croazia_2799.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Una costa splendida&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>CROAZIA</category><pubDate>Sun, 14 Jan 2007 22:19:39 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/croazia/diario_di_viaggio_croazia_2799.ashx</guid></item><item><title>Attenti alla testa! Parte il treno, Grotte di Postumia</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/slovenia/diario_di_viaggio_slovenia_2800.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/slovenia/diario_di_viaggio_slovenia_2800.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2800/22311.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SLOVENIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le firme di visitatori attestano che le grotte erano conosciute gi&amp;amp;#224; nel XIII secolo.
La prima mappa delle sezioni scoperte fino allora fu pubblicata dal matematico viennese J. N. Nagel nel 1748. 
Le Grotte di Postumia figurano tra le prime grotte turistiche che hanno introdotto le visite a pagamento (1824) e il servizio di guide turistiche (1825). 
Il libro dei visitatori &amp;amp;#232; stato istituito nel 1819. 
Il primo abitante sotterraneo, il coleottero nominato &amp;amp;#171;drobnovratnik&amp;amp;#187; o collominuto (Leptodirus hochenwartii), &amp;amp;#232; stato scoperto nelle Grotte di Postumia nel 1831. 
La prima guida delle grotte &amp;amp;#232; stata pubblicata nel 1821, la prima guida in lingua slovena nel 1863. 
La tradizione delle manifestazioni sottoterra risale al 1825, l’anno del primo ballo del Luned&amp;amp;#236; di Pentecoste. 
Le fiaccole e le candele sono state sostituite dall’illuminazione elettrica gi&amp;amp;#224; nel 1884. 
Il primo trasporto di visitatori con carrelli spinti sui binari dalle guide risale al 1872. Il trenino trainato da una locomotiva con motore a benzina cominci&amp;amp;#242; a viaggiare nel 1914. 
Fino ad oggi le grotte sono state visitate da pi&amp;amp;#249; di 30 milioni di visitatori.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/slovenia/diario_di_viaggio_slovenia_2800.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Attenti alla testa! Parte il treno&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>SLOVENIA</category><pubDate>Sun, 14 Jan 2007 22:42:28 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/slovenia/diario_di_viaggio_slovenia_2800.ashx</guid></item><item><title>Le colonne d'Ercole, Gibilterra</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/gibilterra/diario_di_viaggio_gibilterra_3974.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/gibilterra/diario_di_viaggio_gibilterra_3974.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/3974/32168.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;GIBILTERRA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche le Colonne d'Ercole, ossia lo Stretto di Gibilterra, come pure il passaggio tra Scilla e Cariddi, avevano dato luogo a una leggenda, imperniata sulle imprese di Ercole, in greco Eracle. Egli aveva ricevuto in compito di recuperare le mandrie di Gerione, che il pastore Eurizione custodiva nell'isola Eurizia, situata ai confini dell'Occidente.
Durante il viaggio di andata aveva liberato la Libia da una moltitudine di mostri e, in ricordo di tali imprese, aveva eretto due colonne, d'ambo le parti dello Stretto, a Ceuta e sull'opposta sponda, nei pressi di Gibilterra.
Infatti, secondo la leggenda, quando pass&amp;amp;#242; dall'Africa alla Spagna e raggiunse l'isola di Cadice, vi costru&amp;amp;#236; un'alta torre sulla quale innalz&amp;amp;#242; una statua rivolta a Est, con una chiave nella mano destra, come per aprire una porta; sulla sinistra incise invece l'iscrizione &amp;amp;quot;Ecco i confini di Ercole&amp;amp;quot;, ad indicare il limite invalicabile delle terre note.
Le favole antiche furono accolte nella cartografia dal Medioevo fino al Cinquecento: in molti planisferi medievali le &amp;amp;quot;colonne d'Ercole&amp;amp;quot; erano collocate in prossimit&amp;amp;#224; dello Stretto ma, via via che i navigatori si addentravano nell'Atlantico, le colonne venivano spostate sulle carte fino alle terre raggiunte per ultime, cos&amp;amp;#236; segnando i confini del mondo conosciuto.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/gibilterra/diario_di_viaggio_gibilterra_3974.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Le colonne d'Ercole&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>GIBILTERRA</category><pubDate>Sat, 25 Aug 2007 21:41:48 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/gibilterra/diario_di_viaggio_gibilterra_3974.ashx</guid></item><item><title>Tra i Pirenei, La Vella</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/andorra/diario_di_viaggio_andorra_2771.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/andorra/diario_di_viaggio_andorra_2771.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2771/22111.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;ANDORRA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una sosta tra i Pirenei, il luogo ideale per acquistare pezzi di ricambio per auto e moto&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/andorra/diario_di_viaggio_andorra_2771.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Tra i Pirenei&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>ANDORRA</category><pubDate>Fri, 12 Jan 2007 01:00:18 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/andorra/diario_di_viaggio_andorra_2771.ashx</guid></item><item><title>Montecarlo, Monaco</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/monaco/diario_di_viaggio_monaco_2772.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/monaco/diario_di_viaggio_monaco_2772.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/2772/22113.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;MONACO, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Principato di Monaco &amp;amp;#232; uno stato sovrano ed indipendente, situato nel dipartimento francese delle Alpi Marittime. Andando da ovest ad est confina con i seguenti comuni: Roquebrune Cap Martin, Beausoleil, la Turbie, Cap d'Ail. A sud si affaccia sul mar Mediterraneo. La popolazione del Principato &amp;amp;#232; di circa 30.000 abitanti, dei quali solo 5.000 sono monegaschi. Gli altri sono cos&amp;amp;#236; suddivisi: 12.000 francesi, 5.000 italiani.
Da un recente censimento &amp;amp;#232; venuto alla luce che ha un'altissima densit&amp;amp;#224; di popolazione, unica nel mondo, che &amp;amp;#232; di circa 15.000 abitanti per kmq su una superficie di soli 195 ettari. Nel Principato c'&amp;amp;#232; un solo comune, Monaco, che ha quindi gli stessi confini dello stato. Per quanto riguarda il clima: mite in inverno, infatti le temperature medie dicono che in Gennaio e Febbraio si sta intorno agli 8&amp;amp;#176;C; non eccessivamente caldo in estate, infatti Luglio e Agosto fanno registrare temperature medie di circa 25&amp;amp;#176;C. Nell'ambito dell'anno la temperatura media si stabilizza sui 16&amp;amp;#176;C, con una stragrande prevalenza di giornate di sole su quelle di pioggia.
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/monaco/diario_di_viaggio_monaco_2772.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Montecarlo&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>MONACO</category><pubDate>Fri, 12 Jan 2007 01:14:12 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/monaco/diario_di_viaggio_monaco_2772.ashx</guid></item><item><title>Quando c'era ancora la cortina, Sofia, Sozopol, Burgas</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/bulgaria/diario_di_viaggio_bulgaria_5113.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/bulgaria/diario_di_viaggio_bulgaria_5113.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/437/5113/43158.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;BULGARIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raggiungere la Bulgaria via terra nel 1979, era ancora un'avventura. la frontiera con la Yugoslavia, la temibile statale che attraversa tutta la Yugoslavia con le colonne di turchi che rientrano per le ferie, la frontiera bulogara e l'arrivo sorprendente nella piazza della cattedrale di Sofia. Poi la valle delle rose ed infine il mar Nero a Burgas e Sozopol. L'invasione di cechi e polacchi con le loro Tatra, Skoda, Lada e Wartburg. Le file per comprarsi un po di pane ed un piccolo gelato. 
Probabilmente oggi &amp;amp;#233; tutto cambiato.&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/bulgaria/diario_di_viaggio_bulgaria_5113.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Quando c'era ancora la cortina&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>BULGARIA</category><pubDate>Wed, 26 Mar 2008 00:42:23 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/bulgaria/diario_di_viaggio_bulgaria_5113.ashx</guid></item><item><title>Parigi, Parigi</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/france, metropolitan/diario_di_viaggio_france, metropolitan_8382.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/france, metropolitan/diario_di_viaggio_france, metropolitan_8382.ashx"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;FRANCE, METROPOLITAN, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo viaggio a Parigi &amp;amp;#233; stato nel lontano 1979, con la Fiat 125.
Attraversiamo le Alpi al Gran S. Bernardo e raggiungiamo Parigi, nottata a Montmartre, poi gironata tra Notre Dame e les quais de la Seine, Campi Elisi e Tour Eiffel. Praticamente 48 ore senza sosta, quando l'et&amp;amp;#225; lo permette. Dormiamo dopo 2 giorni in una pineta della periferia.
Ritorno a Parigi dopo qualche anno, questa volta con la Dyane 6, visita al museo del Louvre, Centre Pompidou, Sacre Coeur et Montmartre, Bois de Boulogne. Escursione a Versailles e rientro via Strasburgo e Germania. La Dyane 6 trasformata in camper &amp;amp;#232; ottima ma le nottate un p&amp;amp;#243; freddine.&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/france, metropolitan/diario_di_viaggio_france, metropolitan_8382.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Parigi&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=437&amp;user=tizimari"&gt;tizimari&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>tizimari</dc:creator><category>FRANCE, METROPOLITAN</category><pubDate>Mon, 21 Dec 2009 18:31:17 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/france, metropolitan/diario_di_viaggio_france, metropolitan_8382.ashx</guid></item></channel></rss>