﻿<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:trackback="http://madskills.com/public/xml/rss/module/trackback/"><channel><title>ViaggiScoop.it, I viaggi di gilambe</title><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=5521&amp;user=gilambe</link><description>I miei viaggi inseriti su www.viaggiscoop.it</description><dc:language>it-IT</dc:language><managingEditor>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</managingEditor><webMaster>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</webMaster><copyright>Copyright 2004-2026 ViaggiScoop.it</copyright><generator>ViaggiScoop.it RSS generator v1.1</generator><image><title>ViaggiScoop.it</title><url>http://www.viaggiscoop.it/image/logo_RSS.gif</url><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=5521&amp;user=gilambe</link><width>103</width><height>26</height></image><item><title>Il Salzkammergut salisburghese, Salzburg, Fuschl am See, St. Wolfgang, Traunsee, Gmunden, Altenmarkt im Pongau, Rennweg am Katschberg, Salzkammergut</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/austria/diario_di_viaggio_austria_9497.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/austria/diario_di_viaggio_austria_9497.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/5521/9497/95894.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;AUSTRIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una coppia di amici voleva ritornare a Salisburgo e, per fare il viaggio in compagnia... venite anche voi ? Ci siamo guardati... una pi&amp;amp;#249;, una meno, ci siamo gi&amp;amp;#224; stati 3 o 4 volte, la citt&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; bella... ma si, veniamo !
A casa abbiamo scoperto che con questa sarebbe stata la settima volta e quindi ho pensato di ritornare nel Salzkammergut per rivedere i suoi laghi, facendo capo a Salisburgo per i pernottamenti ed il girovagare serale.
Il problema era il dove parcheggiare l&amp;#39;auto per la notte, ma, dopo aver setacciata la rete, l&amp;#39;Hotel Ganslhof, in Vogelweiderstra&amp;amp;#223;e 6, oltre ad essere a due passi dall&amp;#39;area pedonale dei giardini Mirabell, era risultato l&amp;#39;unico ad avere un comodissimo ed ampio parcheggio nel suo giardino.
Prenotate le due camere per non fumatori, al pomeriggio dell&amp;#39;1 ottobre siamo arrivati a Salisburgo, parcheggiata l&amp;#39;auto, disbrigo delle formalit&amp;amp;#224;, bagagli in camera e... via a passeggio per Salisburgo... ci sembrava di essere a casa nostra, ma Salisburgo &amp;amp;#232; sempre bella e ci siamo ritornati volentieri.
Nel rispetto delle nostre abitudini, la prima cena a Salisburgo ? ovviamente... allo Stern... assaporando l&amp;#39;immancabile gulaschsuppe.
Il nostro programma, abitando a due passi da Mestre, prevedeva la mezza giornata di andata e la mezza di ritorno, due giorni a Salisburgo ed un giorno nel Salzkammergut, ma la sera stessa, resici conto tutti e quattro che stavamo passeggiando in un ambiente a noi oramai familiare, abbiamo deciso di modificare il tutto, accettando la mia proposta di fare un giorno nel Salzkammergut ed un giorno nella vicina Germania, a Burghausen, una cittadina sovrastata dal castello pi&amp;amp;#249; lungo d&amp;#39;Europa, 1.051 m di edifici turriti, abitazioni, chiese, botteghe, stalle, cortili, archi, mura difensive e quant&amp;#39;altro costituiva l&amp;#39;ambiente vitale dei suoi abitanti, nobili, soldati, artigiani e servitori.
Burghausen e la vicina Alt&amp;amp;#246;tting, la citt&amp;amp;#224; delle chiese, sono oggetto di una descrizione dedicata.
Il 2 ottobre, colazione abbondante e partiamo per il vicino Salzkammergut.
Il tempo &amp;amp;#232; ancora incerto, ma ci aspettavano 5 laghi, il Fuschlsee, il Wolgangsee, il Traunsee, l&amp;#39;Altersee ed infine il Mondsee, tutti legati da un anello stradale che consente di percorrere le loro rive fino a ritornare verso Salisburgo.
Avevamo due mete ben precise, una la cittadina di St. Wolfgang per il suo trenino a cremagliera che ci avrebbe portati ad oltre 1.700 m per ammirare i laghi dall&amp;#39;alto e l&amp;#39;altra Gmunden, la citt&amp;amp;#224; della ceramica, ove anche le campane del carillon municipale sono state realizzate con questo materiale.
Stando accorti a rispettare i limiti di velocit&amp;amp;#224;, visto che i controlli non mancano, al Fuschlsee ci siamo imbattuti in un matrimonio... tutti in costume tradizionale e la sposa &amp;amp;#232; arrivata su un calesse ove a cassetta c&amp;#39;erano anche due trombettieri che annunciavano l&amp;#39;evento. Tradizioni che da noi sono scomparse... peccato, perch&amp;amp;#232; abbiamo perso una parte delle nostre radici. Riipartiamo alla volta del Wolfgangsee, ove a St. Wolfgang c&amp;#39;&amp;amp;#232; una stazioncina ed una ferrovia a scartamento ridotto, la SchafbergBahn, con treni a cremagliera che nei loro due vagoni trasportano i turisti lungo i 5.850 m di tracciato, superando un dislivello di 1.200 m fino a raggiungere la sommit&amp;amp;#224; della Schafberg, a quota 1.783 m e da dove si gode di un panorama stupendo, anche con il tempo incerto.
La vista verso i sottostanti laghi e le cime dei vicini Tauri &amp;amp;#232; bellissima, un panorama mozzafiato.
Pranzo rigorosamente teutonico alla Haus Schafbergspitze e poi... tutti in carrozza e gi&amp;amp;#249; a St. Wolfgang per ripartire verso Gmunden.
Attraversata Bad Ischl, sosta a Traunsee per visitare la penisola sporgente ove sorge la Traunkirchen, una chiesa barocca dedicata a Maria Kr&amp;amp;#246;nungdi, ove si trova la famosa Fischerkanzel, una rappresentazione statuaria di Pietro, la sua barca ed il pesce pescato con la rete.
Sul monumento naturale di Johannesberg c&amp;#39;&amp;amp;#232; l&amp;#39;omonima cappella di Johannesberg, i cui documenti la fanno risalire al 1356.
Arriviamo a Gmunden nel tardo pomeriggio, ma ci&amp;amp;#242; non ci impedisce di osservare il Rathaus, il Municipio con il suo Glockenspiel, un singolare ed unico carillon di 24 campane in ceramica.
Il tempo di visitare velocemente l&amp;#39;adiacente Stadtpfarrkirche in Kirchenplatz per poi proseguire, oramai con il buio, verso i due ultimi laghi, l&amp;#39;Attersee e il Mondsee, concludendo la nostra giornata con il rientro a Salisburgo.
Il 3 ottobre lo abbiamo passato a Burghausen e Alt&amp;amp;#246;tting in Germania, oggetto di altra descrizione dedicata.
Il 4 ottobre, dopo l&amp;#39;abbondante colazione all&amp;#39;Hotel Ganslhof, ci siamo diretti al mercato di Mozartplatz, in centro a Salisburgo.
Fatti gli ultimi acquisti, compresi gli immancabili cioccolatini salisburghesi, i Mozartkugeln ed i Mozarttaler, abbiamo preso la via del ritorno verso l&amp;#39;Italia.
Prima dei due tunnel a pagamento sotto i Tauri, il Tauertunnel ed il Katschbergtunnel, abbiamo deciso di percorrere la vecchia strada che porta da Radstadt a Rennweg am Katschberg, tragitto un po&amp;#39; pi&amp;amp;#249; lungo ma che offre un panorama decisamente pi&amp;amp;#249; bello rispetto alla rapida autostrada.
La splendida giornata ed il traffico quasi inesistente su questo tratto di bella strada panoramica hanno dato un tono molto gradevole al nostro rientro, consentendoci di ammirare in tutta la sua bellezza il gruppo montagnoso dei Tauri.
Ripresa l&amp;#39;autostrada, a Villacco il tempo si &amp;amp;#232; messo in brutto, scuri nuvoloni stavano entrando in Austria arrivando dall&amp;#39;Italia e lasciandoci presagire cosa avremmo incontrato.
Ancora due spese in Austria, l&amp;#39;ottima carne di maiale alla G&amp;amp;#228;sthaus &amp;amp;amp; Fleischerei Fruhmann a Wernberg e poi all&amp;#39;InterSpar di Villacco per gulaschsuppe in barattolo, w&amp;amp;#252;rstel ed altri prodotti tipici che in Italia non si trovano.
Anche se la torrenziale pioggia incontrata in Italia ha distratto le nostre menti, quanto visitato in questa breve vacanza in Austria e Germania ci ha ripagati pienamente, perch&amp;amp;#232; ne &amp;amp;#232; valsa veramente la pena, visto che queste splendide mete turistiche, il Salzkammergut con St. Wolfgang in Austria e poi Burghausen in Germania, essendo meno note di altre localit&amp;amp;#224; frequentate dal turismo organizzato, ci hanno riservate delle sorprese piacevolissime con quanto abbiamo potuto ammirare visitandole.
Buon viaggio.
Wanda &amp;amp;amp; Giancarlo
 &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/austria/diario_di_viaggio_austria_9497.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Il Salzkammergut salisburghese&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=5521&amp;user=gilambe"&gt;gilambe&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>gilambe</dc:creator><category>AUSTRIA</category><pubDate>Sun, 24 Oct 2010 00:16:38 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/austria/diario_di_viaggio_austria_9497.ashx</guid></item><item><title>St. Moritz con il Bernina Express... il genio e la follia., St. Moritz, VAL ENGADINA</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/svizzera/diario_di_viaggio_svizzera_9467.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/svizzera/diario_di_viaggio_svizzera_9467.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/5521/9467/95240.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SVIZZERA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I ragazzi ci hanno fatto una sorpresa... per il nostro 39&amp;amp;#176; anniversario di matrimonio ci hanno spediti... in Svizzera, a St. Moritz con il treno del Bernina.
Era da tempo che volevamo farlo, tutti ce ne avevano parlato, tutti ce lo avevano descritto come un viaggio da non perdere.
Hanno fatto tutto loro ed il 4 settembre, a fine pranzo, il momento dei regali, ci hanno presentata una busta... ??? cosa sar&amp;amp;#224;, cosa avranno combinato, cosa avranno pensato e... bellissima sorpresa, Hotel prenotato a St. Moritz, viaggio prenotato sul Bernina Express, Tirano - St. Moritz - Tirano, dall&amp;#39;8 al 9 settembre, si sono sorpresi perch&amp;amp;#233; mi sono commosso, non me lo aspettavo, non ce lo aspettavamo.
Il treno con posti riservati partiva da Tirano il giorno 8 alle 10,03 e quindi abbiamo preferito arrivare il giorno prima, trovando una sistemazione a Sondalo, a pochi km da Tirano.
Autostrada da Marcon (Ve) fino a Brescia e poi su a Tirano per ritirare i biglietti del treno.
Il tempo non &amp;amp;#232; stato dei migliori, pioggia durante il viaggio in auto e quindi la pasta e fagioli con le cotiche propostaci in albergo a Sondalo &amp;amp;#232; stata provvidenziale in quanto, con la sua bont&amp;amp;#224;, ci ha tirato su il morale, sperando anche in un miglioramento del tempo per il giorno successivo.
Sveglia alle 7,00, pulizie generali, ricca colazione e via verso Tirano.
Il tempo era ancora sul coperto ma in miglioramento ed il  nostro umore pure.
Parcheggio gratuito dietro alla stazione, borsone con le nostre cose, sottopasso ferroviario che sbuca nella stazione italiana, si esce e subito a sinistra, ove c&amp;#39;&amp;amp;#232; scritto Dogana di Tirano, via dentro e li... il famoso treno rosso, il Bernina Express con i suoi vagoni panoramici.
Individuata la carrozza con i nostri posti, puntuale come gli svizzeri, il treno parte alle 10,03 spaccate e comincia uno dei pi&amp;amp;#249; bei viaggi fatti in treno, 2 ore e 15 minuti di curve, di gallerie, di montagne ora a destra e poi a sinistra, e su e su fino ad oltre 2000 metri per poi scendere verso St. Moritz.
Ho pensato che solo una mente geniale ma un po&amp;#39; folle pu&amp;amp;#242; aver progettato questo tragitto ferroviario tra le montagne, con un continuo serpeggiare tra boschi e rocce, passando da un fianco all&amp;#39;altro di ripide montagne, mostrando nel contempo impareggiabili paesaggi delle sottostanti vallate, dei laghi, dei nevai che si incontrano lungo il percorso.
Un viaggio inaspettato, uno di quei viaggi che per quanto te lo raccontino, fin che non lo provi di persona non puoi renderti conto del tragitto di questo treno.
St. Moritz &amp;amp;#232; bella, molto cara, ma non ci ha entusiasmato pi&amp;amp;#249; di tanto perch&amp;amp;#233; siamo abituati ai paesi delle nostre Dolomiti... ma anche St. Moritz ha il suo fascino, l&amp;#39;area pedonale, il lago, le montagne attorno... ma le Dolomiti... non hanno il Bernina Express.
Abbiamo pernottato all&amp;#39;Hotel Languard, prenotato dai figli, un hotel a ridosso dell&amp;#39;area pedonale, stile tipico da montagna, con tutti gli arredi in legno, camera spaziosa, silenzioso, pulito, personale gentilissimo, colazione abbondante su una saletta con vista sulle alte cime antistanti, c&amp;#39;era anche un po&amp;#39; di neve e... il sole.
Passeggiata per il centro, i suoi lussuosi negozi, poi all&amp;#39;esterno gustandoci il panorama con le sue montagne, qualche nuvola ancora, ma il sole stava avendo la meglio mostrandoci una St. Moritz piacevolmente illuminata.
L&amp;#39;unico neo, oltre al costo di una cena o di un pranzo, ma siamo a St. Moritz, &amp;amp;#232; quello che gli Euro... funzionano solo per darli, ma poi si ricevono Franchi Svizzeri e per fortuna siamo riusciti a spendere quelli che avevamo in tasca pagando la prenotazione obbligatoria in quanto abbiamo ripreso un treno panoramico.
Gentilissima una ragazza alla biglietteria ha fatto in modo che tra Euro e Franchi Svizzeri ci rimassero in tasca 60 centesimi di Franco... souvenir.
Al pomeriggio, alle 15,22 in punto... viaggio di ritorno ed alle 17,27, sempre cronometri svizzeri, eravamo a Tirano.
Ci siamo gustati il viaggio in quanto il cielo era di un azzurro intenso bellissimo ed il sole ci rendeva nitidi i colori di questo splendido paesaggio montano.
Un viaggio da provare, un viaggio da non dimenticare.
Buon viaggio.
Wanda &amp;amp;amp; Giancarlo
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/svizzera/diario_di_viaggio_svizzera_9467.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;St. Moritz con il Bernina Express... il genio e la follia.&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=5521&amp;user=gilambe"&gt;gilambe&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>gilambe</dc:creator><category>SVIZZERA</category><pubDate>Tue, 12 Oct 2010 00:05:50 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/svizzera/diario_di_viaggio_svizzera_9467.ashx</guid></item><item><title>Chiesa fortificata di Hrastovlje in Istria, Hrastovlje, Cristoglie, Istria</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/slovenia/diario_di_viaggio_slovenia_9330.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/slovenia/diario_di_viaggio_slovenia_9330.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/5521/9330/93748.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;SLOVENIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una coppia di amici nostri ci aveva descritto la chiesa di Hrastovlje come un capolavoro da visitare, sia per l&amp;#39;essere fortificata e sia per l&amp;#39;avere le sue pareti interne completamente affrescate.
Cogliendo l&amp;#39;occasione di essere a Santa Lucia ospiti di nostri amici sloveni, il 26 agosto 2010 siamo andati con loro a scoprire questa meraviglia dell&amp;#39;arte medievale.
Si trova a Hrastovlje, Cristoglie per noi, l&amp;#39;antica Cristogliano.
La strada che porta a Hrastovlje, se si arriva dal lato Muggia - Caposistria, &amp;amp;#232; la statale 409 che va a Lubiana.
Passati Dekani e Rizana, si piega a destra prendendo la 208 per Kubed e poco prima di questo paese si trova l&amp;#39;indicazione per Hrastovlje.
Ci si trova in un ambiente immerso nel verde del territorio carsico, interessante anche sul piano geologico per la conformazione della parete rocciosa che forma la vallata.
Arrivando, alla vista si presentano subito le mura perimetrali in masso ed il campanile che fuoriesce da queste.
Le mura risalgono al XVI secolo e vennero erette quali difesa dalle invasioni turche del tempo.
Due torri agli angoli opposti costituivano la guardia al territorio circostante al fine di controllare l&amp;#39;approssimarsi dei temuti turchi, stante il fatto che questi utilizzavano anche questa vallata per puntare verso l&amp;#39;Austria.
La chiesa &amp;amp;#232; in stile romano-gotico, eretta su di una precedente costruzione del XIII secolo e fu consacrata nel 1475 dedicandola alla SS. Trinit&amp;amp;#224;.
La meraviglia di questo piccolo edificio sacro sono le sue pareti interne totalmente affrescate e che riportano scene diverse.
La pi&amp;amp;#249; nota &amp;amp;#232; la &amp;amp;quot;Danza della Morte&amp;amp;quot; o &amp;amp;quot;Danza Macabra&amp;amp;quot;, dipinta sul lato sud ad esprimere l’uguaglianza di tutti gli uomini di fronte alla morte, evento ineluttabile che rende giustizia a tutti in egual maniera, tutti gli 11 personaggi che rapprentano i ceti sociali del tempo, accompagnati ognuno da uno scheletro, si troveranno a finire nella stessa tomba ove uno scheletro seduto in cattedra ne tiene sollevato il coperchio.
Altre scene rappresentano la vita di Ges&amp;amp;#249;, la Passione, la Natvit&amp;amp;#224;, la Creazione, il ciclo di Adamo ed Eva fino all&amp;#39;uccisione di Abele da parte di Caino.
Interessanti gli affreschi a soffitto che illustrano i mesi dell’anno ed i lavori che l&amp;#39;agricoltore istriano svolgeva a quel tempo.
Un gioiello del medioevo racchiuso nel piccolo scrigno che &amp;amp;#232; la chiesa della Santissima Trinit&amp;amp;#224; a Hrastovlje.
Il biglietto d&amp;#39;ingresso costo qualche euro e, chiedendo a chi vi far&amp;amp;#224; i biglietti, &amp;amp;#232; possibile sentire la spiegazione degli affreschi in italiano, farceli illuminare ed indicare con un puntatore laser.
Se si arriva a ridosso dell&amp;#39;ora di pranzo, consiglio vivamente la locale trattoria Costjlna Svab, ove, nell&amp;#39;accogliente suo interno, potrete gustare le specialit&amp;amp;#224; del posto tra le quali, da non perdere, la zuppa di Bobici, una gustosissima zuppa con fagioli, orzo, mais fresco e pezzi di prosciutto.
Per i buongustai il saporito prosciutto istriano e, se c&amp;#39;&amp;amp;#232; e piace, il tartufo, il tutto inaffiato con gli ottimi vini del posto.
Buon viaggio.
Wanda &amp;amp;amp; Giancarlo&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/slovenia/diario_di_viaggio_slovenia_9330.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Chiesa fortificata di Hrastovlje in Istria&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=5521&amp;user=gilambe"&gt;gilambe&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>gilambe</dc:creator><category>SLOVENIA</category><pubDate>Fri, 03 Sep 2010 14:32:32 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/slovenia/diario_di_viaggio_slovenia_9330.ashx</guid></item><item><title>Valle d&amp;#39;Itria, un incanto pugliese, Alberobello, Castellana Grotte, Ceglie Mess&amp;#224;pica, Cisternino, Grotta Figazzano, Locorotondo, Martina Franca, Massafra, Mottola, Ostuni, Puglia</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_9254.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_9254.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/5521/9254/92472.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;ITALIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Valle d&amp;#39;Itria, la parte meridionale delle Murge, un&amp;#39;angolo di Puglia incantevole.
Natura e storia in uno degli angoli pi&amp;amp;#249; belli d&amp;#39;Italia, ove bianche cittadine, uliveti, trulli, chiese rupestri, gradevole ospitalit&amp;amp;#224; ed ottima cucina rendono unica questa stupenda area pugliese, la Valle d&amp;#39;Itria.
A Natale i nostri figli ci hanno regalato un pernottamento con prima colazione da scegliere fra gli alloggi citati in uno dei cofanetti che oggi consentono di fare un dono inconsueto e simpatico, come quello ricevuto dai nostri figli, spronandoci cos&amp;amp;#236; a visitare un luogo che da tempo era nei nostri programmi di viaggio in Italia, la Valle d’Itria in Puglia.
Allungata la permanenza per visitare questa parte meridionale delle Murge, abbiamo scelto di alloggiare presso la Masseria Selvaggi di Gregorio Soleti, in via Galante Menzella, Localit&amp;amp;#224; Selvaggi a Ceglie Mess&amp;amp;#224;pica.
Per la scelta della Masseria Selvaggi, gi&amp;amp;#224; il bel sito www.masseriaselvaggi.com ci aveva mostrato un ambiente piacevole, curato, spazioso ed i successivi giudizi letti in Tripadvisor ci avevano convinto che potevamo optare tranquillamente per questa masseria.
La posizione strategica della Masseria Selvaggi &amp;amp;#232; stata un’altra carta che ha giocato a favore del preferirla ad altre, trovandosi questa baricentrica rispetto ad Ostuni, Ceglie Mess&amp;amp;#224;pica, Martina Franca, Cisternino, Locorotondo, Alberobello e Castellana Grotte, ovvero tutte le localit&amp;amp;#224; che avevamo deciso di conoscere e chefanno della Valle d&amp;#39;Itria un luogo incantato.
Volo diretto Treviso - Brindisi, auto a noleggio ed in poche ore siamo arrivati alla Masseria Selvaggi.
E’ stata una scelta vincente, appagante perch&amp;amp;#233; ci ha dato delle grosse soddisfazioni, sia sulla confermata posizione in Valle d’Itria e sia per l’accurato ambiente rimesso a nuovo, tipico della zona, con i suoi trulli e la masseria, ma nello stesso tempo funzionale, pulito, ben attrezzato e magistralmente gestito dallo splendido signor Gregorio, che poi &amp;amp;#232; diventato Gregorio per la sua affabilit&amp;amp;#224; e gentilezza.
E’ proprio Gregorio che riesce ad accattivarsi la simpatia dei suoi ospiti perch&amp;amp;#233;, con il suo modo di fare sempre attento, cordiale, disponibile, accorto a non essere invadente ma sempre pronto a recepire i desideri di chi ha la fortuna di vivere una vacanza nella sua Masseria Selvaggi, ne rende indimenticabile l’averlo incontrato, conosciuto, l’aver piacevolmente dialogato di qualsiasi cosa con lui, anche se non prettamente legato alla nostra vacanza.
Le gustose colazioni con i dolcetti alle mandorle, i taralli fatti in casa, il formaggio di sua mamma, le friselle preparate davanti ai nostri occhi, le fave fresche e quant’altro l’attento Gregorio mette a disposizione dei suoi ospiti, hanno fatto in modo che anche noi, come tutti quanti alloggiano nella sua Masseria Selvaggi, ci sentissimo di casa.
Tutto questo accompagnato dalla disponibilit&amp;amp;#224; di Gregorio nel dar consigli, scambiare quattro chiacchiere, indicarci cosa non perdere nel visitare la Valle d’Itria, indirizzarci presso localini piacevolissimi ove cenare assaporando la squisita cucina locale, ecc. ha reso questa vacanza indimenticabile, sia per i luoghi visitati, sia per le squisite persone incontrate e sia per la speciale disponibilit&amp;amp;#224; di Gregorio nei confronti di chi alloggia in Masseria Selvaggi.
Come arrivare da Gregorio &amp;amp;#232; semplice, percorrendo la Strada Provinciale 14 da Ostuni verso Martina Franca, all’incrocio con la Ceglie Mess&amp;amp;#224;pica - Cisternino, inconfondibile per la statua di Padre Pio, si prosegue per Martina Franca, si passa sotto al ponte ferroviario ed appena superata l’indicazione stradale Grotta Figazzano si prende la prima a sinistra, altri 400 metri e sulla sinistra c’&amp;amp;#232; il cancello della Masseria Selvaggi.
Siete arrivati a… casa vostra.
Se andate a Ceglie Mess&amp;amp;#224;pica, non perdetevi di godere dell’ospitalit&amp;amp;#224; che troverete all’Osteria Antico Arco, in via Celso 4 nel centro storico, un bel localino finito in pietra a vista, con pochi posti, tranquillo, che propone la cucina tradizionale pugliese offrendo alla clientela anche prodotti tipici lavorati in casa, dalle orecchiette al pecorino, dalla pancetta ai fichi con le mandorle, ecc.
Il men&amp;amp;#249; non &amp;amp;#232; vasto, ma quello che si assapora &amp;amp;#232; preparato alla casalinga, rispettoso delle ricette di un tempo, saporito, gustoso e genuino, il tutto accompagnato da buoni vini locali. 
Un&amp;#39;ottima scelta in pieno centro storico di Ceglie Mess&amp;amp;#224;pica.
Un consiglio... parlate con la mamma del giovane ma bravo ristoratore e troverete una persona ben lieta di spiegarvi come si preparano i loro ottimi piatti.
Altra indovinata scelta &amp;amp;#232; il Terranostra, sempre in centro storico, via Vico III Monte 28, collegato al Bedroom Frammenti d&amp;#39;Itria, &amp;amp;#232; un bel locale, curato nell&amp;#39;arredo, dalla gradita non eccessiva sobriet&amp;amp;#224;, tranquillo, ove l&amp;#39;atmosfera interna ci ha fatto sentire a nostro agio.
La cucina &amp;amp;#232; di ottimo livello, il men&amp;amp;#249; propone piatti di carne o pesce preparati molto bene ed alcuni un po&amp;#39; inconsueti per la regione, tipo il filetto di maiale scaloppato all&amp;#39;aceto balsamico, il pesce in croste varie, ecc. ovvero piatti che escono dal vincolo della tradizione per offrire alla clientela sapori inconsueti ma sempre gustosi.
Cordialit&amp;amp;#224; ed affabilit&amp;amp;#224; incontrata hanno reso particolarmente piacevole la cena consumata al Terranostra, come graditissimo &amp;amp;#232; stato il successivo scambio di idee con il gestore, che ci spiegava il perch&amp;amp;#232; delle sue scelte gastronomice, anche inusuali per quella terra, ma necessarie per proporsi con novit&amp;amp;#224; che accattivassero la clientela.
Ovviamente, anche nelle altre varie localit&amp;amp;#224; visitate abbiamo trovato cordialit&amp;amp;#224; e buona cucina.
Come dimenticare, ad esempio,  le macellerie-fornello disseminate nel centro storico di Cisternino, ove la carne scelta viene cotta al momento per poi venir assaporata tranquillamente su uno dei tavolini in legno messi a disposizione dalla stessa macelleria.
Come dimenticare le orecchiette fatte in casa e condite con il profumato pomodoro del sud, tre foglie di basilico ed una grattugiata di casereccio pecorino.
Quasi ovunque abbiamo avuto la fortuna di gustare la cucina pugliese della tradizione, la genuinit&amp;amp;#224; di una cucina in grado di deliziare i nostri palati con i sapori che oggi, purtroppo spesso, ricordiamo come quelli della nostra infanzia, quelli che ci preparava la nonna.
Non abbiamo minimamente sentita la necessit&amp;amp;#224; di visitare le localit&amp;amp;#224; costiere, il mare del sud, come pi&amp;amp;#249; di qualcuno ci ha chiesto, in quanto l&amp;#39;ambiente incontrato in Valle d&amp;#39;Itria &amp;amp;#232; stato di una bellezza unica, un ambiente inaspettato, ove gli ulivi, i trulli ed i candidi paesi creano un&amp;#39;atmosfera quasi irreale, ove gli occhi spaziano tra le colline di questa magica vallata, scrutando lo spuntare dei trulli dalla verde macchia degli uliveti ed il dominare, accentuato del loro bianco candore, dei paesi appollaiati sulle colline circostanti.
La Valle d’Itria ? Un bel viaggio, in un ambiente che ha appagato le nostre aspettative e che consigliamo ad occhi chiusi a chi vuol conoscere questo incantevole angolo di Puglia.
Buon viaggio.
Wanda &amp;amp;amp; Giancarlo


&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_9254.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Valle d'Itria, un incanto pugliese&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=5521&amp;user=gilambe"&gt;gilambe&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>gilambe</dc:creator><category>ITALIA</category><pubDate>Wed, 18 Aug 2010 14:30:02 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_9254.ashx</guid></item><item><title>PESARIIS IN VAL PESARINA – Il paese degli orologi nella valle del tempo, Pesariis, Pieria, Friuli</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_8345.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_8345.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/5521/8345/82600.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;ITALIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondo che viaggia vede scorrere sui grandi tabelloni i nomi delle destinazioni ferroviarie, il numero dei binari, i voli, le fermate delle metropolitana, con gli orari di arrivo e partenza… tutti con il naso all’ins&amp;amp;#249; a scrutare il nome e l’orario che si comporr&amp;amp;#224; dal vorticoso roteare di nere palette con lettere e numeri stampati in bianco per formare la scritta necessaria a chi sta impiegando questi mezzi di trasporto.
In tutto il mondo del viaggiare troviamo questi indicatori che, con il loro ticchettio veloce, informano chi viaggia su ci&amp;amp;#242; che lo interessa, tutto il mondo li usa, tutti li osservano, ma… pochi sanno dov’&amp;amp;#232; nato questo sistema informativo.
Dobbiamo anche dire che, in tutto il mondo, migliaia e migliaia di persone, ogni giorno, posano lo sguardo sui grandi orologi da parete posti sulle facciate esterne di campanili, chiese, municipi, stazioni ferroviarie, pali stradali, ecc., ove, oltre all’ora, &amp;amp;#232; molto facile leggere un nome ricorrente su questi quadranti: Fratelli Solari.
Come Fratelli Solari erano gli scatoloni di legno con un orologio ed una fessura ove, dopo aver messo il cartellino, schiacciando una leva veniva timbrata l’ora d’entrata o di uscita dal posto di lavoro, con l’indimenticabile suono di un campanello che segnalava l’avvenuta apposizione dell’orario di marcatura.
Ebbene si, tutti questi meccanismi, un tempo meccanici, poi elettromeccanici ed ora a controllo elettronico, sono il frutto dell’ingegno e capacit&amp;amp;#224; imprenditoriale dei Fratelli Solari, la cui “Antica e premiata fabbrica di orologi da torre” nasce nel 1725 prendendo spunto dall’attivit&amp;amp;#224; artigianale che si svolgeva a Pesariis, a ridosso di Prato Carnico in Val Pesarina, gi&amp;amp;#224; dal XVII secolo, ma dando i Fratelli Solari quell’impronta evolutiva che ha permesso a questa azienda carnica di affermarsi in tutto il mondo.
Ora a Pesariis, paese ai piedi delle Alpi Carniche dell’alto Friuli ove, paradossalmente, il tempo si &amp;amp;#232; fermato mostrando il netto contrasto con l&amp;#39;antica attivit&amp;amp;#224;, &amp;amp;#232; rimasta solo la storia di questa orologeria, con qualche solitario artigiano che ne continua la tradizione, ma il ricordo della vocazione orologiaia la si rivive ogni giorno nel passeggiare in un paese ove gli orologi costituiscono i suoi monumenti viventi.
Pesariis, al visitatore di questo piccolo ma piacevole paesino carnico, mostra misuratori del tempo di ogni tipo, meridiane, orologi ad acqua, meccanici a palette giganti, a scacchiera, orologi con complicazioni ove sono rappresentati i pianeti, i segni zodiacali, la posizione delle stelle, l’eclittica del sole attraverso le varie costellazioni, poi l’orologio con carillon di campane che pu&amp;amp;#242; essere suonato anche a mano e quant’altro si pu&amp;amp;#242; ammirare passeggiando lungo il percorso dell’Orologeria monumentale di questo antico borgo.
Un piccolo museo conserva alcuni meccanismi di un tempo e per farsi aprire la porta, se chiusa perch&amp;amp;#233; fuori orario, chiedete dov’&amp;amp;#232; il sacrestano, tenutario della chiave di questo museo, e lui ben volentieri si prester&amp;amp;#224; anche a spiegarvi la storia di questi “misuratori del tempo”.
Da non tralasciare il sedersi con le gambe sotto la tavola per assaporare le specialit&amp;amp;#224; del luogo, quelle tipiche della Carnia, ove la base di ogni piatto sono la semplicit&amp;amp;#224; e la genuinit&amp;amp;#224; dei prodotti impiegati, tradizionalmente quei pochi che questa terra ha sempre dato alle sue genti.
La pasta e fagioli, la zuppa d’orzo, la pasta ripiena con erbe aromatiche, il cotechino (muset) con i crauti,  la carne in umido con la polenta, il frico, la sottile sfoglia croccante di soli formaggi misti, grattugiati e fritti nel loro unto naturale, poi gli insaccati affumicati dove lo speck la fa da padrone, ecc. il tutto assaporando i robusti vini friulani ove anche qui il nero cabernet primeggia per il suo corpo robusto e profumo che ben si associano ai piatti della cucina carnica.
A Pesariis l’incontro con questa cucina lo abbiamo avuto all’agriturismo Sot La Napa, un locale ove c’&amp;amp;#232; la classica “napa o nape” friulana, il tipico focolare con la sovrastante bianca nappa spesso bordata al suo intorno con merletti fatti a mano.
Il locale &amp;amp;#232; semplice, come semplice &amp;amp;#232; il suo arredo che richiama le memorie di un tempo, il tutto ben sistemato in una stanza dell’antica casa borghese del settecento che costituisce l’insieme dell’agriturismo, con i suoi alloggi, la sala da pranzo ed il negozio, attivit&amp;amp;#224; condotta dalle signore Eliana e Silvia, ovviamente Solari, una piacevole presenza per la disponibilit&amp;amp;#224; al dialogo che ci ha consentito di carpire anche qualche segreto della loro ottima cucina, ma anche di conoscere i prodotti biologici della loro azienda, acquistabili e dei quali noi abbiamo scelto i tipici crauti da associare al bollito, preferibilmente il... “muset”.
Buon viaggio.
Wanda &amp;amp;amp; Giancarlo
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_8345.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;PESARIIS IN VAL PESARINA – Il paese degli orologi nella valle del tempo&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=5521&amp;user=gilambe"&gt;gilambe&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>gilambe</dc:creator><category>ITALIA</category><pubDate>Sat, 12 Dec 2009 23:37:26 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_8345.ashx</guid></item><item><title>LISBONA &amp;amp; DINTORNI – Tram 28, Fado, Bacalhau, Pasteis &amp;amp;… Seconda parte, Sintra, Mafra, Sobreiro de Mafra, Ericeira, &amp;#211;bidos, Alcoba&amp;#231;a, Nazar&amp;#233;, Aljubarrota, Batalha, Fatima, Tomar</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/portogallo/diario_di_viaggio_portogallo_8651.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/portogallo/diario_di_viaggio_portogallo_8651.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/5521/8651/85734.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;PORTOGALLO, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seconda parte

Sintra, Mafra, Sobreiro de Mafra, Ericeira, &amp;amp;#211;bidos, Alcoba&amp;amp;#231;a, Nazar&amp;amp;#233;, Aljubarrota, Batalha, Fatima, Tomar - 25/26/27
Lisbona (vedi prima parte) - 27 sera per rientro in Italia il 28 mattina

Il nostro viaggio continua nelle regioni a ridosso di Lisbona, visitando, in ordine di successione, Sintra, Mafra, Sobreiro de Mafra, Ericeira, &amp;amp;#211;bidos, Alcoba&amp;amp;#231;a, Nazar&amp;amp;#233;, Aljubarrota, Batalha, Fatima, Tomar, quelle cittadine e paesini pi&amp;amp;#249; interessanti attorno alla capitale lusitana.
Il salire verso Coimbra e Porto lo abbiamo lasciato ad un’altra occasione e questo ci ha permesso di fare anche quelle mini tappe ove abbiamo visto quello che altre persone ci avevano detto di lasciar perdere perch&amp;amp;#233; non meritevoli di tanta attenzione, tipo le scogliere di Boca do Inferno, Cabo Raso e Cabo da Roca.
E’ vero, non sono le scogliere dell’Irlanda o della Bretagna, ma se non le avessimo viste ci sarebbe sicuramente rimasto il dubbio sul cosa avremmo perso.
E’ stato un bel girovagare in un ambiente ancora dallo stato naturale integro, spesso aspro, un misto tra il collinare ed il montagnoso, ove la massiccia contaminazione del turismo di massa non &amp;amp;#232; ancora arrivata, consentendo a chi visita questi luoghi, fatte salve le cittadine di una certa dimensione, di vivere un contatto con la natura e la gente del posto che oramai in tanti luoghi d’Europa, ed in sempre pi&amp;amp;#249; vaste aree dello stesso Portogallo, non esiste pi&amp;amp;#249;.
Quando ad alcune persone avevamo manifestata l’idea di visitare Lisbona e le zone a ridosso di questa, la risposta &amp;amp;#232; stata unanime… fate presto perch&amp;amp;#233; il Portogallo sta cambiando velocemente in quanto &amp;amp;#232; in atto una modernizzazione del paese che, inevitabilmente, modificher&amp;amp;#224; molti aspetti peculiari della vita e dell’ambiente portoghese, cancellando quello che ancora di genuino si pu&amp;amp;#242; oggi trovare senza fatica, ma che domani sar&amp;amp;#224; solo un ricordo perch&amp;amp;#233; soppiantato dal tritatutto turistico.
Ad esempio, la tanto decantata Nazar&amp;amp;#233; quale paesino di pescatori ove le donne indossano tradizionalmente le gonne a sette strati e rammendano le reti dei pescatori… oggi le donne con le sette gonne ci sono ancora, ma non rammendano pi&amp;amp;#249; perch&amp;amp;#233; &amp;amp;#232; diventato pi&amp;amp;#249; remunerativo offrire ai turisti alloggi, ristoranti, souvenir, ecc.  mentre i pescatori hanno lasciato le reti per fare i gestori di alberghi o altre attivit&amp;amp;#224; legate al flusso turistico del quale oggi vive Nazar&amp;amp;#233;, non mostrando pi&amp;amp;#249; quel fascino che un tempo l’aveva resa famosa.
A tanto sviluppo turistico delle zone costiere non &amp;amp;#232; sempre corrisposto pari incremento in alcune cittadine dell’entroterra, anche se quanto offrono costituisce una validissima motivazione per visitarle, come nel caso di Mafra con il suo convento-palazzo noto come Palacio Nacional de Mafra, un’imponente struttura che domina la cittadina perlopi&amp;amp;#249; costituita da edifici a due piani, ove per&amp;amp;#242;, se si decide di passare la nottata in questa piccola cittadina, diventa obbligo fruire dell’unico albergo esistente in paese, l’Hotel Castelao, un albergo ove le sue due stelle brillano molto poco, con l’unico vantaggio di essere a due passi del centro e dove avevamo deciso di passare la serata cenando al Ristorante Paris, una buona scelta.
Come alloggio, la miglior scelta &amp;amp;#232; stata fatta fermandoci ad Aljubarrota, in una struttura del Turismo Rural ed ove in Internet (www.casadapadeira.com) avevamo gi&amp;amp;#224; notata la qualit&amp;amp;#224; della Casa da Padeira, un piacevole ambiente che molte valutazioni lo definivano ottimo, giudizio confermato sia dalla qualit&amp;amp;#224; dei servizi riscontrati e sia dall’affabilit&amp;amp;#224; dimostrataci dalla sua preparata conduttrice, la gentilissima Lina Pacheco.
Brevemente, perch&amp;amp;#233; richiamate nel diario giornaliero, le cittadine che avevamo programmato di visitare hanno ben appagato le nostre aspettative, riservandoci ognuna, pur avendole scelte per tempo informandoci in Internet su cosa meritava la loro visita, delle inaspettate sorprese, specialmente sulla loro ubicazione territoriale o sulla loro tipologia urbanistica.
Sintra &amp;amp;#232; collocata su di un territorio collinare, dominato dal Castelo dos Mouros, che regala un’ampia vista sull’intorno pieno di verde.
Mafra &amp;amp;#232; sconcertante perch&amp;amp;#233; a tanta imponenza del suo Palacio Nacional corrisponde un tessuto urbano costituito da bassi edifici, quasi ad accentuare quello che un tempo costituiva il potere nei confronti del popolo.
Sobreiro de Mafra, con la sua Aldeia Saloia, ci fa percorrere un viaggio nel tempo visitando quel mini Portogallo che l’artista Jos&amp;amp;#233; Franco ha voluto realizzare a memoria storica delle attivit&amp;amp;#224; artigianali di un tempo, ove le varie “casinhas” bianche bordate di azzurro e ben attrezzate all’interno mostrano ai visitatori gli antichi “mestieri” pressoch&amp;amp;#233; scomparsi. 
Ericeira &amp;amp;#232; stata oggetto di una breve visita perch&amp;amp;#233; siamo arrivati in tempo per godere di un bel panorama sull’Atlantico e per ammirare ugualmente le bordure blu sulle bianche case e le rosse tegole sulle finestre.
&amp;amp;#211;bidos &amp;amp;#232; stata la ciliegina sulla torta, un paesino tutto bianco adagiato su una conca protetta dalle possenti mura del suo castello, un saliscendi di vicoli ove si passeggia sempre fra bianche mura bordate di azzurro e finestre adornate con fiori.
Di Alcoba&amp;amp;#231;a e Batalha abbiamo visitato i loro imponenti monasteri, tralasciando il tessuto urbano perch&amp;amp;#233; quasi sempre ricorrente il contrasto strutturale dell’insieme.
Fatima non poteva mancare nel nostro visitare e cos&amp;amp;#236; &amp;amp;#232; stato, anche se l’impatto che si ha attraversando il centro non &amp;amp;#232; dei pi&amp;amp;#249; belli in quanto si assiste ad una mercificazione di tutto ci&amp;amp;#242; che pu&amp;amp;#242; essere collegato al venerare la Madonna di Fatima.
La sorpresa grande del nostro viaggio &amp;amp;#232; stata proprio l’ultima tappa, la visita del castello dei Templari o Convento do Cristo a Tomar, una struttura imponente, massiccia, ben conservata, ove sono ancora riconoscibili le attivit&amp;amp;#224; che si svolgevano al suo interno, mostrandone la sobria essenzialit&amp;amp;#224; dei molteplici locali a suo tempo destinati alla vita dei Templari in questo luogo, ove la potenza di questi monaci guerrieri la si percepisce anche dall’incombere del possente castello sulla sottostante cittadina.
Tomar &amp;amp;#232; stata l’ultima tappa di questo nostro viaggio in terra portoghese, facendo rientro a Lisbona in serata, sempre all’Hotel Sete Colinas, cena in centro e l’indomani… volo TAP verso Venezia.
Buon viaggio.
Wanda &amp;amp;amp; Giancarlo
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/portogallo/diario_di_viaggio_portogallo_8651.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;LISBONA &amp; DINTORNI – Tram 28, Fado, Bacalhau, Pasteis &amp;… Seconda parte&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=5521&amp;user=gilambe"&gt;gilambe&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>gilambe</dc:creator><category>PORTOGALLO</category><pubDate>Sat, 06 Feb 2010 20:59:32 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/portogallo/diario_di_viaggio_portogallo_8651.ashx</guid></item><item><title>LISBONA &amp;amp; DINTORNI – Tram 28, Fado, Bacalhau, Pasteis &amp;amp;... Prima parte, Lisbona, Sintra, Mafra, Sobreiro de Mafra, Ericeira, Obidos, Alcoba&amp;#231;a, Nazar&amp;#233;, Aljubarrota, Batalha, F&amp;#225;tima, Tomar</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/portogallo/diario_di_viaggio_portogallo_8512.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/portogallo/diario_di_viaggio_portogallo_8512.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/5521/8512/84788.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;PORTOGALLO, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima parte

Lisbona - 22/23/24 ottobre 2008

Il Fado… il destino triste del popolo portoghese.
Il primo incontro con questa musica &amp;amp;#232; avvenuto a Venezia, nel 1977 al Teatro Malibran, ove ci recammo ad ascoltare quell’Amalia Rodrigues che conoscevo solo attraverso 2 LP acquistati per la mia passione verso la musica di origine popolare.
Ebbi anche la fortuna di conoscere personalmente, a fine spettacolo, la grande Amalia Rodriguez ed i suoi musicisti, incontro del quale conservo gelosamente la locandina dello spettacolo con la dedica di Amalia e gli autografi dei suoi accompagnatori musicali.
Da qui iniziai a covare il grande desiderio di andare in Portogallo, a Lisbona, per conoscere la citt&amp;amp;#224;, ma principalmente per ascoltare il Fado nella sua terra natia.
Dopo altri viaggi, questo a Lisbona si concretizz&amp;amp;#242; nel 2008, volo TAP Venezia-Lisbona, Hotel in centro, il Sete Colinas in Avenida Almirante Reis 67, un tre stelle realizzato nel 2008, pulito, dotato di comfort moderni, abbondanti colazioni e... metropolitana con fermata Anjos davanti all’uscio, comodissimo e tranquillo anche se in un&amp;#39;arteria principale della citt&amp;amp;#224;.
Tre giorni... e tre notti per conoscere meglio la capitale del Portogallo assieme al suo bacalhau, alla sua splendida gente ed al suo struggente... Fado. 
Le mete successive, secondo il programma di viaggio preparato per tempo e delle quali ne parler&amp;amp;#242; nella seconda parte, prevedevano la visita all&amp;#39;area costiera con Boca do Inferno, Cabo Raso e Cabo de Roca per poi proseguire verso Sintra, Mafra, Sobreiro de Mafra, Ericeira, Obidos, Alcoba&amp;amp;#231;a, Nazar&amp;amp;#233;, Batalha, F&amp;amp;#225;tima e Tomar, rientrando poi verso Lisbona per il concludersi del nostro viaggio, .
Su questi luoghi l’informatica ci mette a disposizione tantissime informazioni, tra le quali quelle che ho utilizzato per confezionare il nostro viaggio, pertanto qui mi limiter&amp;amp;#242; ad indicare quei luoghi che maggiormente hanno lasciato il segno nei nostri ricordi.
Il Portogallo ha ancora delle forti motivazioni per essere oggetto di un viaggio, che suggerisco, per chi lo ha in mente, di farlo quanto prima per non perderle.
A causa della passata economia non proprio florida, il Portogallo si sta affacciando da pochi anni alle porte del turismo e questo fa si che si possa ancora trovare ci&amp;amp;#242; che in altre citt&amp;amp;#224; europee &amp;amp;#232; quasi totalmente scomparso... l&amp;#39;ambiente di un tempo e le persone di un tempo, un ambiente per certi versi ancora dal volto umano, ove la gente non ti guarda e passa, ma dialoga volentieri, &amp;amp;#232; cordiale, aperta, quasi desiderosa di comunicare con chi visita il loro paese.
Lisbona &amp;amp;#232; un insieme di colline ove si adagiano tutti i suoi quartieri, la Baixa, il Rossio, il Bairro Alto, il Chiado, un po’ tutti pi&amp;amp;#249; o meno rifatti dopo il terremoto che l’aveva semidistrutta nel 1775, all&amp;#39;infuori di quello che mantiene intatto l’aspetto dell’antica Lisbona, l’Alfama, il quartiere con le sue viuzze strette e tortuose ove, in un continuo saliscendi, non &amp;amp;#232; difficile scovare l&amp;#39;artigiano che lavora nella sua piccola e polverosa bottega, il quartiere con le case dall&amp;#39;intonaco scrostato, le scalette esterne che non si sa mai dove finiscono, le miriadi di antenne televisive che infestano i tetti, le colorate lenzuola al vento... la gente di un tempo, quella molto cordiale, aperta al dialogo, disponibile, un&amp;#39;umanit&amp;amp;#224; piacevole da incontrare... ma fino a quando?
Lisbona offre anche altre opportunit&amp;amp;#224; che vanno vissute per la loro unicit&amp;amp;#224;:
- i Miradouro, terrazze panoramiche dalle quali spaziare la vista sulla citt&amp;amp;#224;;
- gli Electric&amp;amp;#242;s, i vecchi tram rossi o gialli che percorrono sferragliando la citt&amp;amp;#224;, ove il 28 storicamente fa la parte del leone per il suo percorrere le strette e tortuose stradine dell’Alfama;
- gli Elevadores, gli storici ascensori che salendo “da un piano all’altro” della citt&amp;amp;#224; ci permettono ancora di ammirare Lisbona dall’interno delle loro cabine rivestite con legno ed ottone, ove il pi&amp;amp;#249; noto &amp;amp;#232; quello di Santa Justa in Largo do Carmo, vicino a Rua Augusta;
particolare, perch&amp;amp;#233; chiamato Elevador da Gl&amp;amp;#243;ria ma che in realt&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; una funicolare, &amp;amp;#232; il vagoncino simile ai gialli Electric&amp;amp;#242;s che si trova in Cal&amp;amp;#231;ada da Gl&amp;amp;#243;ria, a lato della stazione ferroviaria Central do Rossio in Pra&amp;amp;#231;a dos Restauradores, da dove parte per percorrere la ripida salita fino a portarci in breve tempo sulla terrazza belvedere di S&amp;amp;#227;o Pedro de Alc&amp;amp;#227;ntara, altro punto panoramico sulla citt&amp;amp;#224;.
Un po’ fuori del centro di Lisbona, verso il Ponte Vasco da Gama, c’&amp;amp;#232; l’Oriente, il modernissimo quartiere sul lungo mare costruito sapientemente in occasione dell’Exp&amp;amp;#243; 98, ridando vita ad un&amp;#39;area portuale dismessa.
Qui si passeggia lungo ampi marciapiedi tra alberi, aiuole, fontane con effetto geiger, visitando il Parque das Na&amp;amp;#231;&amp;amp;#245;es con l’interessante stazione Gare do Oriente progettata da Calatrava, la moderna Torre Vasco da Gama, alla quale il parco &amp;amp;#232; collegato anche con la panoramica Ovovia, ed ancora l’insieme di strutture dedicate a mostre, convegni, concerti, i centri commerciali e… l’Oceanario de Lisboa, il pi&amp;amp;#249; grande acquario d’Europa ove, con i suoi 7 milioni di litri d’acqua, nuotano davanti ai nostri occhi tante specie di esseri viventi negli oceani, una grande vasca che con i suoi tre piani ci mostra mante, squali, tonni, murene, cernie, pesci di ogni colore, ecc., incontrando anche pinguini, otarie, uccelli marini nel loro ambiente ben ricostruito e poi il percorso in penombra ove si possono ammirare bellissimi anemoni di mare, coloratissimi pesciolini tropicali, i cavallucci marini agganciati alle alghe e quant’altro disposto in numerosi acquari incastonati nelle nere pareti, formando quadri viventi del mondo marino.
Dalla parte opposta del lungomare, raggiungibile facilmente con i mezzi pubblici, c’&amp;amp;#232; il quartiere Belem e qui non bisogna tralasciare la visita ad almeno 4 delle istituzioni storiche di questo luogo, il Padr&amp;amp;#227;o dos Descobrimentos, La Torre de Bel&amp;amp;#233;m, il grande Monasterio de Jer&amp;amp;#243;nimos e, per i golosi… la storica pasticceria Pasteis de Bel&amp;amp;#233;m, ove per assaporare le loro specialit&amp;amp;#224; in una delle parecchie sale interne &amp;amp;#232; bene armarsi di tanta pazienza perch&amp;amp;#233; &amp;amp;#232; quasi sempre pieno.
Infine i colori di Lisbona, il bianco degli edifici che si stagliano in netto contrasto con il blu intenso del cielo, la luce di Lisbona, che dona alla citt&amp;amp;#224; toni particolarmente caldi, i tramonti di Lisbona, ove il sole dorato non fa rimpiangere il chiudersi del giorno, anche perch&amp;amp;#232; la luce della Lisbona notturna &amp;amp;#232; un chiaro invito a proseguire la passeggiata per visitarne le sue belle piazze, le sue illuminatissime vie, i suoi appena rischiarati vicoli ove le note del Fado ci accompagnano facendoci sognare.
Segnalo che il Portogallo &amp;amp;#232; meno costoso di tanti altri paesi d’Europa, il mangiare in localini ove mangiano i portoghesi costa poco ed anche farsi scorrazzare dai taxi &amp;amp;#232; abbordabilissimo (7 euro dall’aeroporto all’albergo ed anche in centro si spendono pochi euro), pertanto non vale la pena tralasciare la gustosa cucina portoghese, con il suo bacalhau preparato anche in modi a noi impensabili (ho mangiato il baccal&amp;amp;#224; con il maiale e patate, tutto cotto al forno, buonissimo), per panini e simili, si perderebbe l’opportunit&amp;amp;#224; di conoscere il gustoso aspetto di questo bel paese.
Un piccolo locale di questo tipo &amp;amp;#232; il Casa da India in Rua de Loreto 49-51, laterale di Rua do Alecrim dove diventa Rua da Misericordia (lo scrivo perch&amp;amp;#233; il tassista, pur facendomi pagare solo 6 euro, ha girato pi&amp;amp;#249; di mezz’ora perch&amp;amp;#233; non sapeva dove portarci).
Il diario di questo viaggio, per ragioni di spazio descrittivo, continua nella seconda parte.
Buon viaggio.
Wanda &amp;amp;amp; Giancarlo
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/portogallo/diario_di_viaggio_portogallo_8512.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;LISBONA &amp; DINTORNI – Tram 28, Fado, Bacalhau, Pasteis &amp;... Prima parte&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=5521&amp;user=gilambe"&gt;gilambe&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>gilambe</dc:creator><category>PORTOGALLO</category><pubDate>Mon, 18 Jan 2010 23:04:33 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/portogallo/diario_di_viaggio_portogallo_8512.ashx</guid></item><item><title>MAINAU - L&amp;#39;Isola dei fiori, Mainau, Lago di Costanza</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/germania/diario_di_viaggio_germania_8185.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/germania/diario_di_viaggio_germania_8185.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/5521/8185/80363.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;GERMANIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mainau &amp;amp;#232; una splendida isoletta sul lago di Costanza, sulla parte tedesca dell’isola, poco sopra l’omonima citt&amp;amp;#224;, ove &amp;amp;#232; stato realizzato un immenso giardino fiorito con passeggiate che si sviluppano attorno a grandi aiuole coloratissime, a serre per piante tropicali, alla pi&amp;amp;#249; grande “casa per farfalle” della Germania, ad un plastico ferroviario, un saliscendi tra una natura piena di fiori variopinti.
L’isoletta &amp;amp;#232; raggiungibile comodamente in auto utilizzando la strada L219, la Mainaustra&amp;amp;#223;e che si trova poco prima del traghetto a Costanza e che porta all’altra sponda del lago.
A ridosso dell’isola, raggiungibile solo con un attraversamento pedonale, non esistono problemi per il parcheggio dell’auto in quanto &amp;amp;#232; disponibile un’ampia area preparata per questo, con segnaletica al fine di ricordare ove &amp;amp;#232; stata messa l’auto.
Il parcheggio e l’ingresso all’isola sono a pagamento ma la visita a questo luogo merita il pedaggio sostenuto.
Appena dentro si trovano bar e self-service per ritemprarci e poi sementi, bulbi e ricordini vari per farci rivivere nel tempo il bel luogo visitato.
Il parco &amp;amp;#232; tenuto benissimo ed offre delle belle passeggiate tra fiori coloratissimi e di molte variet&amp;amp;#224;.
Da non perdere assolutamente la “casa delle farfalle”, la serra, con 27 gradi ed un ambiente umido, ove si cammina tra la vegetazione tropicale e tante farfalle che ci svolazzano attorno, bellissime, che volano tra noi, che mangiano tra noi, che si accoppiano tra noi, mostrandoci il loro evolvere della vita, da verde bruco a colorata farfalla.
A Mainau ci siamo andati il 30 aprile 2008 e rientrava nell’itinerario programmatoci per conoscere la Foresta Nera e la vicina Alsazia (altri diari), partendo il 25 aprile da Marcon (Venezia) e rientrandovi il primo maggio dopo aver percorso pi&amp;amp;#249; di 2000 km , il tutto via Brennero, Innsbruck, Konstanz, Freiburg.
Nessun alloggio prenotato, tutto trovato, senza alcun problema, in funzione di dove eravamo, privilegiando la tipologia B&amp;amp;amp;B, la camera con servizi privati e prima colazione.
Una ricca colazione alla mattina, uno spuntino a tardo pomeriggio e poi cena con le gambe sotto la tavola di un qualche buon localino per conoscere le specialit&amp;amp;#224; del posto, soluzione che fino ad oggi ci ha permesso di viaggiare visitando molto, fotografando senza i limiti di tempo dei viaggi organizzati, non rinunciando alla cucina locale che spesso si perde con il viaggio organizzato ed in particolare senza dissanguare il nostro portafoglio.
Buon viaggio.
Wanda &amp;amp;amp; Giancarlo
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/germania/diario_di_viaggio_germania_8185.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;MAINAU - L'Isola dei fiori&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=5521&amp;user=gilambe"&gt;gilambe&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>gilambe</dc:creator><category>GERMANIA</category><pubDate>Sat, 21 Nov 2009 23:48:39 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/germania/diario_di_viaggio_germania_8185.ashx</guid></item><item><title>CASE A GRATICCIO E VINI D&amp;#39;ALSAZIA, Eguisheim, Colmar, Kaysersberg, Riquewihr, Ribeauvill&amp;#233;, ALSAZIA</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/francia/diario_di_viaggio_francia_8217.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/francia/diario_di_viaggio_francia_8217.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/5521/8217/80947.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;FRANCIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eravamo in Germania, nella Foresta Nera, un viaggio fai da te dal 25 aprile al primo maggio del 2008 che ci ha fatto conoscere la bellissima patria degli orologi a cuc&amp;amp;#249; e non solo quelli, ma essere a due passi dalla Francia e non visitare parte della vicina Alsazia, che per alcuni aspetti mi richiama i disegni delle favole che leggevo da bambino, si sarebbe tramutato in un rimpianto imperdonabile perch&amp;amp;#233; avremmo perso l’opportunit&amp;amp;#224; di vedere con i nostri occhi le incantevoli Eguisheim, Colmar, Kaysersberg, Riquewihr e Ribeauvill&amp;amp;#233;, cittadine a pochi km rispetto al nostro alloggiare presso la G&amp;amp;#228;stehaus Pension Faller nella tedesca Buchenbach, cittadine che, oltre al loro aspetto architettonico caratteristico e costituito da case a graticcio che sembrano delle bomboniere, ci hanno dato modo di viaggiare anche nel mondo dei grandi vini d’Alsazia.
Il tutto &amp;amp;#232; stato fatto nella giornata del 27 aprile con prima destinazione Eguisheim, veramente un paese fiabesco, con le sue case a graticcio, i suoi colori, i suoi piccoli vicoli stretti che si snodano concentrici attorno a quelli che ancor oggi sono il centro del paese, la piazza, la sua fontana, la chiesa, i localini, ecc.
Poi Colmar, con il suo centro storico e la sua Piccola Venezia, con le colorate case a graticcio che si specchiano sul canale oggi percorso da barche con turisti a naso all’ins&amp;amp;#249; per ammirare l’ambiente magico che li circonda.
A salire, sempre a ridosso del confine franco-tedesco, abbiamo visitato anche Kaysersberg, Riquewihr e Ribeauvill&amp;amp;#233;, tre cittadine a pochi km una dall’altra, meno fiabesche di Eguisheim ma altrettanto meritevoli di una visita, vuoi per gli angolini che si scoprono, per i nidi di cicogne sui tetti, per i dolcetti tipici o vuoi per gli immancabili vini d’Alsazia, tutti buoni motivi per farci lasciare un bellissimo ricordo del passeggiare per i loro vicoli, ove a comporre quest’atmosfera magica c’&amp;amp;#232; anche l’assenza delle… auto, o quasi ma sempre poche.
Per chi decidesse di visitare questa zona della Francia, a lungo contesa tra Germania e Francia, ma oggi appartenente a quest’ultima anche se &amp;amp;#232; fortemente presente la matrice tedesca, sicuramente da non perdere in assoluto &amp;amp;#232; la cittadina di Eguisheim e poi la pi&amp;amp;#249; grande Colmar, ove per&amp;amp;#242; consiglio di dedicarsi al centro storico, in particolare passeggiando lungo il Lauch nel tratto di Rue de la Poissonnerie e poi anche nelle zone comprese tra Rue de Turenne e Place de 2 F&amp;amp;#233;vrier, ecc.
Ovunque, percorrendo i dolci saliscendi di quest’area collinare, troviamo vigneti, vigneti e vigneti ancora, quei tralci che danno il buon vino alsaziano, assaggiabile in una delle tante e belle cantine della zona, ove &amp;amp;#232; anche facile trovare un bancone sul loro cortile per riposarsi davanti ad un buon bicchiere di un classico Pinot o un fresco Gewurztraminer o… acqua per gli astemi.
Buon viaggio.
Wanda &amp;amp;amp; Giancarlo
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/francia/diario_di_viaggio_francia_8217.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;CASE A GRATICCIO E VINI D'ALSAZIA&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=5521&amp;user=gilambe"&gt;gilambe&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>gilambe</dc:creator><category>FRANCIA</category><pubDate>Mon, 30 Nov 2009 00:04:25 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/francia/diario_di_viaggio_francia_8217.ashx</guid></item><item><title>MERANO - I Giardini di Castel Trauttmansdorff... la flora del mondo in 1 giorno, Merano, Trentino Alto Adige</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_8210.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_8210.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/5521/8210/80721.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;ITALIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il verde ed i fiori del mondo in 1 giorno ? Pu&amp;amp;#242; sembrare incredibile, ma in Italia &amp;amp;#232; possibile ammirare il mondo vegetale della nostra Terra visitando i Giardini di Trauttmansdorff in 1 giorno, dalla mattina al tardo pomeriggio, un’esperienza unica da farsi in una perla dell’Alto Adige, Merano.
Questo breve viaggio ve lo illustro con 100 foto scelte fra quelle scattate in primavera, parecchie, perch&amp;amp;#233; il tempo che abbiamo incontrato non era l’ideale per immortalare i fantastici colori della piena fioritura.
Noi lo abbiamo fatto con un fine settimana, dal 12 al 13 maggio 2007, anche per ritornare a Merano, una delle cittadine sud tirolesi che prediligo per il suo centro storico con la piacevole via dei Portici e per l’atmosfera un po’ retr&amp;amp;#242; che si pu&amp;amp;#242; ancora cogliere passeggiando lungo il torrente Passirio, ove i palazzi ci ripropongono quello che era il salotto della Merano di un tempo, lasciandoci immaginare facilmente la vita giornaliera di allora, le chiacchiere davanti ad uno strudel o una cioccolata calda allietati dalle musiche di Strauss, oppure il passeggiare tranquillo tra le aiuole piene di fiori nei giardini che si trovano da sempre lungo il Passirio.
Il verde, i fiori, i giardini a Merano non mancano, anzi, sono una componente alla quale i meranesi, e non solo loro, non rinuncerebbero mai e per questa ragione hanno una dedizione innata per il verde, particolare e talmente radicata che ne hanno realizzato un simbolo penso unico in Italia, i Giardini di Castel Trauttmansdorff, alla periferia di Merano, in via S. Valentino 51a, alla quale si arriva anche a piedi partendo dalla porta del centro storico e percorrendo un primo tratto della via Cavour per poi girare a destra in via Winkel ed ancora a destra in via Dante, fino ad arrivare in via San Valentino, con una bella vista sul Castello da cui accedere a questo meraviglioso parco.
Per chi non se la sente di farla a piedi, anche perch&amp;amp;#233; in salita all’andare, c’&amp;amp;#232; un comodo servizio con autobus che arrivano all’ingresso di questa meraviglia meranese.
La particolarit&amp;amp;#224; di questo enorme giardino sta nel fatto che all’interno della suo vasto spazio, 12 ettari ove &amp;amp;#232; stata sfruttata la felice esposizione naturale ad anfiteatro di un’area collinosa, sono stati ricreati gli habitat di piante provenienti da tutto il mondo, ammirabili attraverso un saliscendi di sentieri che portano il visitatore a diretto contatto con tutte le specie vegetali presenti e che ci fanno fare un viaggio ideale attorno al mondo, attraversando oltre 80 ambienti botanici, suddivisi in quattro grosse aree per donare al visitatore la sensazione di trovarsi veramente nei continenti perch&amp;amp;#233; rappresentati da una vegetazione costituita da circa 5.800 specie e variet&amp;amp;#224; diverse con un totale di 700.000 piante !!!
Sembra quasi incredibile, ma all’interno dei Giardini di Castel Trauttmansdorff si passeggia tra i Boschi del mondo, dal nord America all’Asia, per passare poi ai Giardini del sole tra i paesaggi mediterranei, poi i cactus dell’Africa, i Giardini acquatici e terrazzati, con la piccola risaia, il giardino giapponese, il giardino dei sensi, le scalinate d’acqua, la voliera con i coloratissimi pappagalli, il laghetto con le ninfee, e poi, e poi, e poi ancora, una passeggiata di 7 km, con viottoli che ci portano tra verde, colori e profumi di tutto il mondo.
Ovviamente non possono mancare i Paesaggi dell’Alto Adige con i loro scorci tipici, ove troviamo anche un simpatico pergolato di viti, con la panca ove, se siete stanchi, potete sedervi per assaporare un sorso degli squisiti vini che l’Alto Adige sa produrre.
La giornata ci vuole tutta e, visti i chilometri di sentieri e la vasta quantit&amp;amp;#224; di specie visibili, &amp;amp;#232; bene entrare di mattina, consigliando scarpe comode e robuste al fine di affrontare in tutta tranquillit&amp;amp;#224; i molteplici saliscendi.
Una visitina al museo del turismo ospitato all’interno del Castello Trauttmansdorff &amp;amp;#232; d’obbligo in quanto il viaggiare &amp;amp;#232; simpaticamente ben simboleggiato dalle molte valigie blu accatastate al suo ingresso.
Per chi vuole rifocillarsi, non mancano il bar ed il ristorante ove, per utilizzare quest’ultimo, &amp;amp;#232; bene muoversi per tempo in quanto nei fine settimana non invernali &amp;amp;#232; sempre pieno di affamati visitatori.
E gli ultimi soldini ? poco prima dell’uscita c’&amp;amp;#232; un simpatico shop con gli immancabili souvenir.
Per i curiosi consiglio una sbirciata nel sito www.trauttmansdorff.it/
Buon viaggio.
Wanda &amp;amp;amp; Giancarlo&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_8210.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;MERANO - I Giardini di Castel Trauttmansdorff... la flora del mondo in 1 giorno&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=5521&amp;user=gilambe"&gt;gilambe&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>gilambe</dc:creator><category>ITALIA</category><pubDate>Wed, 25 Nov 2009 11:53:46 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_8210.ashx</guid></item></channel></rss>