﻿<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:trackback="http://madskills.com/public/xml/rss/module/trackback/"><channel><title>ViaggiScoop.it, I viaggi di piedistanchi.com</title><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=5614&amp;user=piedistanchi.com</link><description>I miei viaggi inseriti su www.viaggiscoop.it</description><dc:language>it-IT</dc:language><managingEditor>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</managingEditor><webMaster>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</webMaster><copyright>Copyright 2004-2026 ViaggiScoop.it</copyright><generator>ViaggiScoop.it RSS generator v1.1</generator><image><title>ViaggiScoop.it</title><url>http://www.viaggiscoop.it/image/logo_RSS.gif</url><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=5614&amp;user=piedistanchi.com</link><width>103</width><height>26</height></image><item><title>New York in 1 settimana, New York</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/nord america/stati uniti d'america/diario_di_viaggio_stati uniti d'america_8454.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/nord america/stati uniti d'america/diario_di_viaggio_stati uniti d'america_8454.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/5614/8454/83814.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;STATI UNITI D&amp;#39;AMERICA, Nord America&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;WWW.PIEDISTANCHI.COM

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Una rapido assaggio di vari quartieri di New York:

MANHATTAN

1.Financial District/Battery Park: distretto finanziario di New York occupa 
l’estremit&amp;amp;#224; sud di Manhattan. Vanta splendidi edifici, oltre a luoghi pieni di storia quali 
la Borsa di New York, a Wall Street, la Trinity Church, l’edificio sede della Federal 
Reserve, La Old Custom’s House e numerosi altri. 

Da non perdere:
Nelle vicinanze, di Battery Park, potrete recarvi 
verso lo Staten Island Ferry e cio&amp;amp;#232; le navette di pendolari che viaggiano tra Staten 
Island e Lower Manhattan offrendo splendide vedute dello skyline della baia di 
Manhattan, e di Miss Liberty a costo zero.

2. Chinatown &amp;amp;amp; Little Italy: La chinatown di New York &amp;amp;#232; probabilmente la zona pi&amp;amp;#249; eclettica di Manhattan; con le sue fiorenti botteghe di frutta e pesce e i suoi colorati negozi di souvenir, questo luogo, simile a un grande mercato vivace ed esotico, stupisce chi lo visita. In anni recenti, i confini di chinatown si sono allargati fino ad incorporare la vicina Little Italy, che ha perso ormai la sua autenticit&amp;amp;#224;, trasformandosi in via piena di ristoranti italiani per turisti.

3. Tribeca/Soho/Nolita
Questi tre quartieri sono stati trasformati da centri di produzione e distribuzione in zone residenziali dall’atmosfera e dall’aspetto architettonico unico. 

TriBeCa: (acronicmo di Triangolo Sotto Canal Street) attualmente il suo aspetto &amp;amp;#232; quello di un quartiere residenziale, ricco di ex magazzini trasformati in lussuosi condomini e moderni uffici. La zona vanta alcuni tra i ristoranti e i locali notturni pi&amp;amp;#249; “in” della citt&amp;amp;#224;.

Soho: quartiere storico di New York, si &amp;amp;#232; trasformata pian piano in zona residenziale. Oggi le sue strade acciottolate, i suoi locali pieni di atmosfera e i suoi eleganti negozi attraggono molti turisti e amanti dello shopping.

Nolita (cio&amp;amp;#232; “A Nord Little Italy”): Il quartiere &amp;amp;#232; abitato in parte dai suoi vecchi residenti e in parte da artisti e da giovani professionisti che scelgono di vivere in una zona trendy. Vale la pena fare una passeggiata.

Lower East Side &amp;amp;amp; East Village: caratterizzato da una vita sociale 
dinamica e da uno stile di vita trendy. La zona &amp;amp;#232; divisa in due parti da 
Houston Street: a nord si trova l’East Village, mentre il Lower East Side si 
estende a sud. 

5. Greenwich Village: caratterizzato da un’aria di libert&amp;amp;#224; creativa ed 
intellettuale, &amp;amp;#232; noto per essere sede della New York University e del Washington 
Square Park, il quartiere ospita molti luoghi celebri per le frequentazioni di 
persone famose e per le reminiscenze letterarie e cinematografiche.

Da non perdere:
L’ aperitivo/serata al meat packing district antica zona di mattatoi, che ospita oggi un 
Gran numero di locali alla moda. 

6. Midtown Manhattan: &amp;amp;#232; quello tutti noi ci immaginiamo quando pensiamo o 
alla grande mela. Midtown &amp;amp;#232; il quartiere pi&amp;amp;#249; commerciale e pi&amp;amp;#249; movimentato 
degli Stati Uniti. La zona ospita Times Square, il Rockfeller Center, il Madison 
Square Garden, molti musei sulla 53esima (tra cui anche il Museo di Arte 
Moderna, o MoMa), oltre a capolavori dell’architettura quali l’Empire State 
Building, il Chrysler building e il Grand Central Terminal.
Da non perdere
Un musical di Brodway nelle vicinanze di Time Square (stupenda la sera). I biglietti si 
possono acquistare ad un costo minore presso la biglietteria al Pier 17.

7. Upper East Side: qui troverete il Metropolitan Museum of Art, il Guggenheim 
Museum e il Whitney Museum of American Art. Inoltre, se siete amanti della 
cucina e dell’haute coutour, l’Upper East Side soddisfer&amp;amp;#224; anche le persone dai 
gusti pi&amp;amp;#249; esigenti

7.1 Upper west side: La vicinanza al Central Park e al Riverside Park, fanno 
dell’Upper West Side una scelta ideale per le famiglie con bambini. La zona &amp;amp;#232; 
anche sede del Lincoln Center for the Performing Arts, dell’American Museum 
of Natural History, del Children’s Museum e del Symphony Space. 

BROOKLYN
- Williamsburg: situato nella parte settentrionale di Brooklyn, tra 
Flushing Avenue, Bushwick e Kent Avenue, &amp;amp;#232; un quartiere in continuo 
movimento. Una serie di artisti e musicisti hanno iniziato a popolare questo 
quartiere, attratti dagli affitti contenuti e dai suoi magazzini trasformati in loft, fino 
a fare di Williamsburg il luogo pi&amp;amp;#249; alternativo di New York. Quest’area &amp;amp;#232; stata 
culla di numerose band indipendenti quali gli Interpol o i Clap Your Hands Say 
Yeah, e qui si trovano i migliori locali di musica dal vivo, dove si esibiscono 
gruppi musicali emergenti. 

-Dumbo: l’acronimo del pi&amp;amp;#249; prosaico “Down Under the Manhattan Bridge 
Overpass” (ovvero “Sotto il cavalcavia del Manhattan Bridge”) vanta una vista 
spettacolare su Manhattan e sul Ponte di Brooklyn. Il panorama migliore si gode da 
Fulton Ferry e dall’Empire-Fulton State Park. Offre anche una serie di ristoranti 
eclettici e stuzzicanti, quali ad esempio Pete’s Downtown Restaurant e la pizzeria 
Grimaldi’s.

Da non perdere:
Il tramonto con vista ponte di Brooklin sullo sfondo dello skyline di Manhattan

HARLEM: 
quartiere afro – americano ormai diventato appannaggio di tour 
operator che offrono una rapida veduta dl quartiere. 

Da non perdere:
La messa gospel la domenica mattina e men che meno un 
concerto di musica jazz il venerd&amp;amp;#236; sera sorseggiando una “gustosissima” 
Harlem Beer.

BRONX:
Storicamente il Bronx vanta di una cattiva fama, per la quale esso 
viene descritto come uno dei quartieri pi&amp;amp;#249; violenti e pericolosi al mondo ma 
In realt&amp;amp;#224; questo pensiero risulta essere frutto di un puro stereotipo poich&amp;amp;#233; 
Tuttora gran parte della crimininalit&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; concentrata unicamente nell&amp;#39;area del 
South Bronx.

Da non perdere:
una partita di Baseball accompagnata da hamburger e 
patatine allo Yankee Stadium per immergersi nel cuore della cultura 
americana.

www.piedistanchi.com&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/nord america/stati uniti d'america/diario_di_viaggio_stati uniti d'america_8454.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;New York in 1 settimana&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=5614&amp;user=piedistanchi.com"&gt;piedistanchi.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>piedistanchi.com</dc:creator><category>STATI UNITI D'AMERICA</category><pubDate>Fri, 08 Jan 2010 16:07:02 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/nord america/stati uniti d'america/diario_di_viaggio_stati uniti d'america_8454.ashx</guid></item><item><title>Namibia in 4x4</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/namibia/diario_di_viaggio_namibia_8519.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/namibia/diario_di_viaggio_namibia_8519.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/5614/8519/84329.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;NAMIBIA, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se oltre all&amp;#39;Asia Centrale vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; su altri paesi che abbiamo visitato vai su: 

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Prima di passare alla descrizione dell’itinerario del viaggio, anticipiamo per raggiungere alcune delle mete descritte &amp;amp;#232; indispensabile avere un buon fuoristrada 4x4 con relativa attrezzatura da campeggio. Nella sezione consigli troverete maggiori dettagli in proposito.
 
 
WINDHOEK (Khameleon Guest House): capitale della Namibia, &amp;amp;#232; una citt&amp;amp;#224; tranquilla che non offre granch&amp;amp;#233; se non la possibilit&amp;amp;#224; di noleggiare l’auto con cui partire per l’esplorazione del paese.  Consigliamo l’acquisto di una buona mappa, che potr&amp;amp;#224; sostituire l’uso del navigatore.
 
KAOKOVELD (Opuwo/ Orupembe/Purros/ Sesfontein): nonostante i vari racconti di viaggio e le guide consultate sconsigliassero vivamente la visita di questa zona in autonomia per la difficolt&amp;amp;#224; del percorso, ad oggi siamo ben contenti di non aver dato retta a nessuno se non al nostro istinto.
Il Kaokoveld &amp;amp;#232; una splendida zona situata a nord ovest della Namibia. Descrivere gli straordinari paesaggi di cui si pu&amp;amp;#242; godere, sarebbe molto riduttivo. Non aspettatevi nient’altro se non natura e spazi immensi, a perdita d’occhio. Siete solo voi e la natura e la gente del luogo. Questa infatti &amp;amp;#232; la terra degli Himba, o Ovahimba: un gruppo etnico di circa 12.000 persone che abita nel Kaokoland (regione di Kunene), nella Namibia settentrionale. Sono un popolo di pastori nomadi, strettamente correlati al popolo Herero, e parlano la lingua herero. Allevano soprattutto vacche e capre. Indossano pochi capi di vestiario; le donne si coprono il corpo con una mistura rossa a base di burro, ocra ed erbe, secondo quanto si ritiene comunemente, per proteggersi dal sole. In realt&amp;amp;#224; sono ragioni puramente estetiche.

Pochissimi turisti percorrono queste strade proprio per la loro asperit&amp;amp;#224;. Occorre solo del buon senso e tenere una velocit&amp;amp;#224; adeguata alle condizioni del terreno. Un punto a favore dell’atmosfera di cui si pu&amp;amp;#242; godere in totale solitudine, e un punto a svantaggio in quanto in caso di problemi alla macchina, c’&amp;amp;#232; la possibilit&amp;amp;#224; di rimanere bloccati anche per una settimana, ecco perch&amp;amp;#233; prima della partenza &amp;amp;#232; necessario fare il pieno di benzina ed avere un’autonomia di almeno 1000 km e viveri (cibo e acqua) a sufficienza.
 
DAMARALAND (Palmwag/ Outjo): lungo la strada che dal Kaokoveld porta verso il parco Etosha, si attraversa la zona del Damaraland. La regione vanta di numerose attrazioni naturali tra cui il massiccio del Brandberg culminante nella cima pi&amp;amp;#249; alta della Namibia e Twyfelfontein dove si trovano alcune delle pi&amp;amp;#249; pregevoli pitture rupestri di tutta l’Africa. Simpatica (se siete di strada) &amp;amp;#232; anche l’escursione alla Foresta Pietrificata dove potrete osservare tronchi di alberi vecchi di 260 milioni di anni. Le guide vanno obbligatoriamente ingaggiate, il prezzo &amp;amp;#232; davvero irrisorio, circa 4$. Potrete divertirvi ad ascoltarle parlare nella loro lingua ricca di suoni particolari propri della lingua damara.

Il resto del viaggio su:

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Da Etosha (Namibia) al Botswana, la strada da percorrere &amp;amp;#232; molto lunga e monotona eccetto la parte relativa alla Caprivi Strip pullulante di villaggi e di gente che sembra trascorrere gran parte della propria vita ai bordi della strada.
Dopo circa 8 ore di macchina si giunge al confine dove in poco tempo vi faranno il visto d’ingresso per il Botswana.
TSODILO HILLS (campeggio libero): sono le uniche “montagne” della piana desertica del Botswana, punteggiate da antiche pitture rupestri opera degli antichi San, che le ritengono “luogo della creazione”. Con soli 5$ a testa una guida vi accompagner&amp;amp;#224; alla scoperta di questo posto incantevole (diversi itinerari tra cui scegliere, noi abbiamo fatto il Rhino Trail).
  
MAUN (Okavango camp): &amp;amp;#232; il punto di partenza per le escursioni dirette al raggiungere il delta dell’Okawango e i vari parchi/ riserve. Noi abbiamo scelto di escludere il Delta a vantaggio della riserva Moremi e del parco Chobe.
Questa zona del Botwsana non &amp;amp;#232; facile da visitare in autonomia, a meno che non si abbia gi&amp;amp;#224; una certa confidenza nel guidare “off road” (paludi, sabbia..ecc..)
Noi ci siamo rivolti all’agenzia TRAVEL WILD con la quale ci siamo trovati benissimo.
Il nostro tour di 7 giorni ci ha portato dal Botswana allo Zambia, a Livingstone.
In autonomia ci siamo spostati poi in Zambia a Vic Falls.
MOREMI GAME RESERVE: &amp;amp;#232; un&amp;#39;area a nord del Botswana, ai margini del delta dell&amp;#39;Okavango, dove si concentra un&amp;#39;ampia varieta&amp;#39; di specie animali. Avvistati ghepardi, zebre, giraffe, un leone, ippopotami, facoceri, sciacalli, elefanti, babbuini, iene, licaoni, avvoltoi e molti uccelli coloratissimi.
SAVUTI: e&amp;#39; un parco nazionale particolarmente indicato per osservare i leoni, ed e&amp;#39; una delle poche zone al mondo dove, al culmine della stagione secca (generalmente a Settembre), i leoni uccidono e mangiano gli elefanti.

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TOKYO (Khassan Guest House /Taito Ryokan): una citt&amp;amp;#224; incredibile e ricca di contrasti, dalla tecnologia pi&amp;amp;#249; avanzata alla meditazione pi&amp;amp;#249; profonda, dalla moda pi&amp;amp;#249; trendy dei teen agers agli splendidi e tradizionali kimono..e questo &amp;amp;#232; solo un assaggio.
Tappe principali:
-        Mercato del pesce: si tiene ogni mattina alle 6.00
-        Ginza: quartiere elegante dove si trovano gli eleganti negozi delle principali griffes a pochi passi dal palazzo imperiale e dal famosissimo teatro Kabuky.
-        Ueno e Asakusa: pi&amp;amp;#249; classici e tradizionali
-        Shinjuku: il quartiere per eccellenza pi&amp;amp;#249; animato di Tokyo. La sera &amp;amp;#232; un trionfo di luci e neon colorati, locali, ristoranti e migliaia di persone in giro. Vi si trova il “Metropolitan Government”, progettato da Kenzo Tange, un palazzo dall’architettura molto particolare dove, salendo al 40esimo piano si pu&amp;amp;#242; godere gratuitamente della vista panoramica di Tokyo magari gustando un buon t&amp;amp;#232;
-        Harajuku e Shibuya: quartieri giovani, pieni di negozi super trendy che offrono la possibilit&amp;amp;#224; di osservare i goth kids appena fuori la stazione della metro di Harajuku, nella via Takeshita
-        Tokyo Bay: quartiere ultramoderno che pu&amp;amp;#242; essere visitato attraverso una monorotaia, da prendere assolutamente al tramonto dove i riflessi rosati del sole si rispecchiano nella baia e nei vetri degli enormi grattacieli
-        Roppongi: quartiere per il divertimento degli stranieri
 
TAKAMATSU: tappa intermedia per Kochi, si presenta come molte cittadine giapponesi, una galleria ricca di negozi di vario genere ne rappresenta il centro. Notevole &amp;amp;#232; invece il giardino Ritsurin –Koen, tra i pi&amp;amp;#249; belli del paese. Offre la classica veduta di giardini giapponesi con case da th&amp;amp;#232;, ponti e isolotti che lo rendono un’oasi serena e tranquilla
 
KOTOHIRA: meta interessante per la visita del santuario Kompira San, con i suoi pi&amp;amp;#249; 1368 gradini che portano in cima alla montagna cui &amp;amp;#232; situato il tempio. Sebbene il percorso risulti un po’ lungo e faticoso, &amp;amp;#232; abbastanza gradevole grazie alla visita dei templi situati lungo il percorso stesso e alla presenza di sentieri alberati 
 
KOCHI (Los Hotel): il 10 e l’11 agosto sono delle date molto interessanti per immergersi nella tradizionale festa dello Yosakoi – Matsuri, dove pi&amp;amp;#249; di 20 mila ballerini sfilano per le vie della citt&amp;amp;#224; sulle note delle musiche tradizionali giapponesi. Inoltre da Kochi, si pu&amp;amp;#242; partecipare al Whale Watching, un’escursione molto divertente della durata di mezza giornata dove si ha la possibilit&amp;amp;#224; di ammirare i giganti del mare.
 
HIMEJI (Toyoko Inn Hotel): visto che i treni giapponesi consentono di raggiungere facilmente e velocemente i vari punti del paese, vale la pena fare una sosta a Himeji-j&amp;amp;#242; uno dei pochi castelli visibili nella sua struttura originaria 
 
KYOTO (pernottamento K’s House Kyoto vivamente consigliato): con Nara, costituisce la meta principale della regione del Kansai. Kyoto, capitale imperiale tra il 794 e il 1868, &amp;amp;#232; considerata il cuore culturale del Giappone con pi&amp;amp;#249; di 2000 templi e santuari, le case da t&amp;amp;#232; popolate dalle antiche figure femminili delle geishe, donne di squisita raffinatezza che intrattengono gentiluomini facoltosi. Rispecchia quello che pu&amp;amp;#242; essere l’immagine del Giappone tradizionale presso le popolazioni occidentali. Il 16 agosto su 5 colli vengono accesi grandi fuochi per celebrare l’addio finale alle anime degli antenati – Daimon-ji Yaki
 
NARA: Ancora prima di Kyoto fu Nara a svolgere il ruolo di capitale imperiale. Anch’essa vanta numerosi siti da visitare il pi&amp;amp;#249; importante, il Nara-Koen che nel mese di Agosto (il 16) in occasione della celebrazione degli antenati viene cosparso di migliaia di lanterne che regalano all’occhio di chi le vede uno spettacolo difficile da dimenticare 
  
HIROSHIMA (Minshuku Ikedaia - sconsigliamo): citt&amp;amp;#224; caotica, moderna, tristemente ricordata per l’esplosione della bomba atomica il 6 agosto del 1945. Unica meta d’interesse il Peace Memorial Park che attira visitatori da tutto il mondo e l’A-Bomb Dome una volta sede dell’Industrial Promotion Hall, l’unico edificio simbolo della devastazione che ha colpito la citt&amp;amp;#224;
  
MIAJIMA: facilmente raggiungibile da Hiroshima (1 ora circa tra treno e traghetto) l’isola si presenta ricca di santuari e templi. Famosa per il torii galleggiante, (ingresso del santuario Scintoista), classificato come uno dei tre panorami pi&amp;amp;#249; affascinanti del paese
 
KURASHIKY: sempre grazie ai fantastici treni giapponesi &amp;amp;#232; possibile pensare di fare una rapida escursione in questa piccola cittadina la cui caratteristica principale &amp;amp;#232; un piccolo quartiere formato da edifici pittoreschi disposti lungo un canale sul quale si riversano le chiome fluenti dei numerosi salici piangenti. In epoca feudale tali magazzini venivano utilizzati per conservare il riso trasportato in barca dalle campagne circostanti
 
BEPPU (Beppu Youth Hostel – cos&amp;amp;#236; cos&amp;amp;#236;): nella regione del Kyushu, &amp;amp;#232; famosa la zona dell’Oita ken per i numerosissimi onsen, tra le cittadine pi&amp;amp;#249; importanti quella di Beppu. Centro di piacevole evasione non offre granch&amp;amp;#232; se non numerosi centri termali dove ci si pu&amp;amp;#242; concedere una pausa rilassante alla fine del viaggio. Attenzione non occorre il costume. Si entra restando rigorosamente nudi, anche nei bagni comuni a uomini e donne. Buona usanza e portare con s&amp;amp;#233; un asciugamano per coprire le parti intime mentre si passa da una zona all’altra.
Per la cena consigliamo un buon ristorantino nella stazione di Beppu. Ottimi i Tempura Udon. 
A circa 40 km da Beppu (treno e bus), si pu&amp;amp;#242; fare un’escursione per la cittadina di Usuky, dove si trova una collezione di statue del Buddha. In una gola se ne possono vedere pi&amp;amp;#249; di 60

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NEW DHELI: buon punto di partenza per la visita del Rajastan. Gi&amp;amp;#224; dall’aeroporto si respira la vita pulante di questo splendido paese. Il traffico congestionato. Macchine, risci&amp;amp;#242; e motorini con il rumore assordante dei loro clacson per segnalare il loro diritto di precedenza. Le mucche che insensibili al caos che le circonda si riposavano in mezzo alla strada. Incredibile India. E questo &amp;amp;#232; solo un piccolo assaggio.
 
VARANASI (Hotel Alka - fantastica la posizione. Molto umile ma con un’incredibile vista sul Gange.): la citt&amp;amp;#224; sacra tra le citt&amp;amp;#224; sacre dell’India. Benares o Varanasi, il suo nome attuale che vuol dire “la citt&amp;amp;#224; fra i due fiumi” il Varuna e l’Asi, &amp;amp;#232; il luogo di riferimento per tutti gli indiani che vogliono fare un pellegrinaggio. Sorge sulla sponda occidentale del fiume sacro: il Gange.
SARNATH: a pochi km dalla rumorosa Benares una piccola oasi di pace e di verde. Qui nel parco delle Gazelle, il Buddha diede il suo primo insegnamento dopo l’illuminazione e in seguito il buddhismo si propag&amp;amp;#242; in tutta l’India. Lo stupa DHARMARAJIKA alto circa 30 m, ora in rovina, fu fatto costruire dall’imperatore Ashoka 200 anni dopo la morte del Buddha. Alla sua distruzione, al suo interno fu trovata una scatola di marmo verde contenente le ceneri del Buddha.
 
AGRA (Tourist Rest House):
-  TAJ MAHAL: uno dei due motivi per cui visitare Agra &amp;amp;#232; noto a tutti. Lo splendido Taj Mahal. Nel 1634, alla morte della sua adorata moglie, Shah Jahan le fece costruire il Taj come sua ultima dimora. Conosciuto dall’indiani come tempio dell’amore quest’enorme costruzione completamente fatta in marmo bianco, &amp;amp;#232; sormontata da un enorme cupola  e affiancata ai quattro lati da minareti; alcune pareti sono ornate con versi del Corano. Se ne consiglia la visita al tramonto.
-     FORTE ROSSO: costruito fra il 1565 e il 1573 sulla sponda destra dello Yamuna. Sha Jhanan lo abbell&amp;amp;#236; con i palazzi reali, la sala delle udienze e una moschea. Una costruzione davvero splendida. 
Lungo la strada che da Agra conduce a Jaipur consigliamo due soste:
-   FATEHPUR SIKRI:  si tratta di una citt&amp;amp;#224; abbandonata costruita interamente in arenaria rossa dal grande Moghul Akbar come sua residenza. Fu abbandonata pochi anni dopo per mancanza d’acqua. Con i suoi palazzi ed edifici riccamente scolpiti, &amp;amp;#232; una perla architettonica senza pari. 
 - GALTA: meno turistica (almeno nel 2004 lo era) e molto suggestiva. E’ un tempio completamente immerso tra rocce e vegetazione. Ci sono delle vasche in cui gli indiani, uomini e donne, separatamente fanno il bagno.
 
JAIPUR (Hotel Jaipur Inn/ Samode): Fondata nel 1727, &amp;amp;#232; la citt&amp;amp;#224; rosa, capitale dello stato del Rajasthan. E’ la sede di ricchi commercianti di tappeti e gioelli.
-        HAWA MAHAL: il “palazzo dei venti”, un edificio con una bellissima facciata in arenaria rosa, si trova nell’affollato bazar. La facciata con un totale di 953 nicchie consentiva alle nobildonne di assistere alla vita movimentata di Jaipur.
-        CITY PALACE: le diverse sale mostrano vestiti broccati e tessuti pieni di ricami dei membri della famiglia reale e ancora armi, tappeti e dipinti.
-        AMBER FORT: poco fuori da Jaipur su una collina si trova questo meraviglioso forte. Seguendo la tradizione degli antichi maharaja, si pu&amp;amp;#242; salire a dorso di pacifici elefanti lungo una strada panoramica e giunti alla Jai Pol, la porta della vittoria, si entra nel grande cortile. Templi dedicati alla Dea Kali e al Dio Ganesh, la sala delle udienze adornate di preziosi tappeti, sale dei divertimenti, gli appartamenti personali di Jai Singh, il suo Arem e ancora la meravigliosa sala degli specchi le cui pareti sono completamente ricoperte da piccoli specchietti.
 
FATEHPUR: a circa 4 ore di macchina da Jaipur, nello Shekawati, vi &amp;amp;#232; la terra delle haveli, le dimore dei signori locali, stupendamente decorate con affreschi che riproducono scene di vita del periodo coloniale. Si possono visitare i villaggi di Fatehpur e Mandawa.
 
BIKANER: un’intera giornata di trasferimento (8 ore) fra villaggi rurali e l’inizio del deserto del Thar. E’ la citt&amp;amp;#224; pi&amp;amp;#249; a nord tra le citt&amp;amp;#224; del deserto, circondata da 7 km di mura imponenti con cinque entrate.
 
JAISALMER (Hotel Sona): costruita nel 1156, &amp;amp;#232; una delle pi&amp;amp;#249; affascinanti citt&amp;amp;#224; Rajastane, profondamente affossata nel deserto del Thar. Arrivando al tramonto, i suoi edifici, i bastioni, e le sue mura costruite in arenaria gialla riflettono una luce dorata che gli ha guadagnato il nome di “citt&amp;amp;#224; d’oro”.
-  IL FORTE DI JAISALMER: sorge dal mare di sabbia che lo circonda, conosciuto anche come “Sonar Kila” il forte dorato. Si visita inoltre il tempio jainista Parswanath Temple, il pi&amp;amp;#249; antico e il pi&amp;amp;#249; bello dei templi jainisti dentro al forte. Subito fuori dal palazzo vi &amp;amp;#232; il bazar chiamato Mank Chowk: vale la pena fare una passeggiata per le sue strette viuzze per osservare oltre ai negozietti, le costruzioni tipiche.
-        LE HAVELI: usciti dalla cittadella, ci si dirige verso la citt&amp;amp;#224; vera e propria per visitare le Haveli, palazzi in arenaria gialla riccamente decorati costruiti da ricchi mercanti e nobili: Salim Sing ki Haveli, Patwon ki Haveli, Nathmanlji haveli, e la Tazia Tower.
-     LODURVA: a 15 km fuori da Jaisalmer; una volta l’antica capitale, &amp;amp;#232; un importante luogo di pellegrinaggio per i jainisti. Nel tempio vi &amp;amp;#232; un buco dal quale, si dice, la sera esca un serpente per bere il latte che gli viene lasciato in offerta, ma naturalmente pu&amp;amp;#242; essere visto solo da coloro che godono di una particolare benedizione.
-    SAND DUNES: a circa 40 km da Jaisalmer &amp;amp;#232; possibile godere di un panorama incredibile, le due del deserto del Thar con escursione in cammello appena prima del tramonto. Si pu&amp;amp;#242; scegliere, come noi, di passare la sera nelle capanne nel deserto dei villaggio di Khuri,dove case di fango e paglia sono decorate con motivi simili a quelli dei tappeti persiani. Occhio, ci vuole mooolto spirito di adattamento.
JODHPUR (Sandhu Palace Hotel): la citt&amp;amp;#224; blu, &amp;amp;#232; annidata nella profondit&amp;amp;#224; del deserto del Thar, &amp;amp;#232; oggi la seconda citt&amp;amp;#224; del Rajastan dopo Jaipur. E’ ancora oggi uno dei pi&amp;amp;#249; importanti centri per la lana, il bestiame, i cammelli e il sale.

PUSHKAR (White House): &amp;amp;#232; un piccolo paesino situato al bordo di un lago e circondato da colline. E’ un luogo di pellegrinaggio dedicato al dio Brhama, l’unico in tutta l’India. Durante la fiera dei cammelli, al plenilunio del mese di Kartika, il paesino si popola all’inverosimile di commercianti di bestiame, devoti e turisti. Durante il resto dell’anno rimane un posto molto gradevole e tranquillo. Si visita il tempio dedicato al dio Brhama, si fa un giretto attorno al lago e una visita al bazar molto carino.
 
BUNDI: cittadina accogliente conserva ancora l’atmosfera medioevale, grazie all’assenza delle orde di turisti che privilegiano le mete pi&amp;amp;#249; conosciute. Un enorme forte dell’epoca Rajput si affaccia sulla valle cui sorge la citt&amp;amp;#224;, ai suoi piedi un imponente palazzo racchiude i famosi dipinti di Bundi. Diverse case di colore azzurro simili a quelle che si trovano Jodhpur, sono visibili nella parte vecchia della citt&amp;amp;#224;.
 
UDAIPUR (Poonam Haveli): “la citt&amp;amp;#224; bianca”, fondata nel 1567, &amp;amp;#232; definita “l’unica in India che stimola l’immaginazione di poeti, artisti e scrittori”. Circondata da colline.

WWW.PIEDISTANCHI.COM&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/india/diario_di_viaggio_india_8460.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Rajastan, Dehli, Agra e Varanasi&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=5614&amp;user=piedistanchi.com"&gt;piedistanchi.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>piedistanchi.com</dc:creator><category>INDIA</category><pubDate>Fri, 08 Jan 2010 16:34:48 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/india/diario_di_viaggio_india_8460.ashx</guid></item><item><title>Vietnam da Nord a Sud</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/vietnam/diario_di_viaggio_vietnam_8461.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/vietnam/diario_di_viaggio_vietnam_8461.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/5614/8461/83808.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;VIETNAM, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se oltre al Vietnam vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; su altri paesi che abbiamo visitato vai su:

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HANOI: instancabile. Gi&amp;amp;#224; dal primo mattino gente di qualunque et&amp;amp;#224;, fa jogging o si ritrova al parco a fare ginnastica. E poi comincia la giornata lavorativa, il traffico di motorini e biciclette, le persone a piedi coi bilancieri pieni di merce che, con la loro strana andatura si dirigono al mercato per venderla.
     Tappe importanti da visistare:
-     Mercato vecchio (alimentare)
-        Mausoleo di Ho Chi Min
-        Tempio della letteratura
-        Lago Ho&amp;amp;#224;n Kiem
Hanoi &amp;amp;#232; il punto di partenza per diversi luoghi (fai da te o con tour organizzati) alcuni da fare in giornata come “La pagoda dei profumi”(meglio con un tour), altri che richiedono pi&amp;amp;#249; giorni quali: Sapa e la Baia di Halong (noi abbiamo preferito il fai da te).
 
I DINTORNI DI HANOI
- PAGODA DEI PROFUMI: a sole 2 ore di bus ci si trova immersi nella campagna vietnamita dove si osservano i contadini che indossano i tipici cappelli conici e lavorano la terra. In poco tempo, a bordo di piccole barche tipo canoa, si giunge in un punto da cui parte una passeggiata (“scarpinata”) di un’ora circa che conduce alla Pagoda dei Profumi.
Si tratta di una grotta molto suggestiva, nascosta da una fitta vegetazione. Il buio delle pareti e delle statue degli antenati, &amp;amp;#232; rischiarato dalle candele accese dai pellegrini. Il profumo d’incenso invade il territorio circostante.
 
- SAPA (queen Hotel): le colline punteggiate dalle piante di bamb&amp;amp;#249; e le verdi risaie coltivate a terrazza. Le etnie locali degli ‘Mong e degli Ngzu e le passeggiate per la campagne attraverso i loro villaggi.
Un buon pranzetto al mercato coperto dove si ha la possibilit&amp;amp;#224; di interagire con la gente locale a sua volta incuriosita dalla presenza dei turisti. 
 
- CAT BA (My Ngoe Hotel): bellissima isola nella baia di Halong. I villaggi galleggianti, la gita in moto alla scoperta degli angoli pi&amp;amp;#249; suggestivi, calette, baie, palme da cocco, alberi dai frutti esotici e piante dalle foglie gigantesche. E ancora la vegetazione lussureggiante, i fiori e le farfalle multicolore. E l&amp;amp;#236; dove meno te l’aspetti degli ospedali militari nascosti, costruiti nel periodo di guerra. E per finire in meraviglia, le incredibili cene a base di pesce freschissimo.
 
HUE’ (Mai Dao Hotel): citt&amp;amp;#224; imperiale in cui risiedeva l’imperatore del Vietnam. Colpisce lo stile tipicamente orientale delle pagode lavorate e multicolore, iscrizioni dorate, la predominanza del rosso, i simboli religiosi.
Da Hu&amp;amp;#232;, parte la gita in battello sul fiume dei profumi dove si ha la possibilit&amp;amp;#224; di visitare le tombe imperiali. A nostro parere il nome della gita &amp;amp;#232; molto pi&amp;amp;#249; attraente rispetto a quello che si vede effettivamente. Sconsigliamo.
In realt&amp;amp;#224; non abbiamo trovato questa citt&amp;amp;#224; molto interessante tanto che l’unica cosa positiva del soggiorno &amp;amp;#232; stato un ristorante di pesce sulla riva del fiume con vista ponte con illuminazione cangiante e il Mandarin caf&amp;amp;#232; dove abbiamo fatto delle ottimi colazioni circondati dalle foto della campagna vietnamita, fatte del proprietario.
 
HOI AN (Hai Bao Hotel): ridente villaggio, famoso per la vivacit&amp;amp;#224; dei suoi negozietti e l’abilit&amp;amp;#224; dei suoi sarti. Capi di tutti i tipi sono confezionati in meno di 24ore per i visitatori che li prenotano. Ampia scelta di modelli e di tessuti: meravigliosi.
Stesso dicasi per le scarpe: ciabatte, sandali e tutto viene fatto in maniera molto facile e veloce. Ti prendono la forma del piede su un foglio bianco. Scegli il modello, il pellame l’eventuale decoro e in poche ore…&amp;amp;#232; tutto pronto.
Inoltre, ogni 14esimo giorno del mese lunare si celebra il full moon festival in tale occasione delle lanterne luminose sono immerse nel fiume. Come ultima cosa, pu&amp;amp;#242; essere interessante vedere come erano arredate un tempo le case antiche. Se non doveste andarci, non avrete perso nulla.
 
SAIGON/HO CHI MIN CITY: una bella citt&amp;amp;#224; moderna, pulita, viva. Negozi e grandi magazzini non hanno nulla da invidiare a quelli delle nostre citt&amp;amp;#224;. Divertente visitarne i vari quartieri e mercati. Sebbene decantato da tutti, il Cholon, quartiere cinese famoso per la via delle erboristerie, per noi &amp;amp;#232; stato una gran delusione.
Vale invece la pena andare a farsi un massaggio presso l’istituto dei ciechi dove il guadagno (una cifra davvero ridicola se parliamo di 1,50 euro a testa serve ovviamente a sostenere questa comunit&amp;amp;#224;).
Consigliamo vivamente di dedicare tempo alla visita del museo che racconta i crimini che sono stati compiuti durante la guerra. Un museo prevalentemente fotografico ma che ben racconta gli anni terribili che questa popolazione ha dovuto passare.
Da Saigon, diverse agenzie (Sinh Caf&amp;amp;#232; &amp;amp;#232; tra le migliori) organizzano i tour per il delta Mekong e per chi volesse,  il passaggio dal Vietnam alla Cambogia via fiume visto compreso.
 
DELTA DEL MEKONG (da Saigon alla Cambogia): dalla barca, il paesaggio del Delta scorre davanti agli occhi come un film: case a palafitte che affiorano sulle rive del fiume, alberi completamente sommersi dall’acqua, la vita delle popolazioni locali che scorre sulle rive del Mekong la cui acqua &amp;amp;#232; sfruttata per lavare i piatti, lavarsi i denti e fare la doccia, e lavare i cibi.
Il punto d’arrivo &amp;amp;#232; Cantho, da cui il giorno dopo si parte per visitare i mercati galleggianti di CAI RANG. Interessante vedere come le barche segnalino la merce che vendono infilzando un bastone con i vari prodotti e come la gente, con il loro caratteristico modo di remare vi giunga vicino.
Una serie di canaletti che curvano e poi si incrociano riportano alla memoria gli stessi paesaggi di Apocalypse Now. Palme banani, ogni tanto una casa, dei bambini che tornano da scuola in bici con le loro belle divise..
Chau Doc &amp;amp;#232; la tappa intermedia prima di giungere in Cambogia. Qui si ha la possibilit&amp;amp;#224; di visitare dei villaggi galleggianti, le palafitte in cui sono allevati i pesci. Campagne inondate e villaggi costellano il panorama circostante. Da qui si pu&amp;amp;#242; andare a visitare il monte Sam ove si trovano decine di pagode e templi molte dei quali scavati nelle grotte,ma per farlo occorre svegliarsi all’alba alle 4.30 circa per rispettare l’orario della nuova partenza che porta in Cambogia.

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CAMBOGIA - PHNOM PHEN: capitale della Cambogia. Da non perdere:
•         Palazzo Reale: in stile Kmer
•         Pagoda d’argento: famosa per il suo pavimento composto da 500 piastrelle in argento del peso di un chilogrammo l’una
•         Seo Tuol Slang: il museo delle vittime del regime di Pol Pot. In origine era un liceo e successivamente fu trasformato in luogo di prigionia e tortura dai Kmer rossi. Furono uccise circa 17 mila persone.
 
SIEM REAP: a 3 ore di traghetto dalla capitale, &amp;amp;#232; la base di partenza per la visita di templi di Angkor che si trovano a soli 7 km di distanza. Offre davvero poco. C’&amp;amp;#232; un mercato coperto, qualche bel ristorantino incredibilmente pieno di turisti con prezzi da turisti..fine. La visita dei templi pu&amp;amp;#242; essere fatta con un tuc tuc, in auto o semplicemente in bici. A nostro parere la terza opzione &amp;amp;#232; la pi&amp;amp;#249; bella che vi consentir&amp;amp;#224; di godere con i vostri ritmi la passeggiata ai templi. Noi abbiamo noleggiato due bici per tre giorni a solo 1$ al giorno. I templi di Angkor sono stati scoperti di recente. Un paesaggio fantastico nel vero senso della parola: costruzioni immerse nella fitta vegetazione, scimmie che saltano sugli alberi, le costruzioni invase da radici enormi e contorte. Tutto riporta ad un mondo fatato, surreale dove ci si sente dei piccoli Indiana Jones.

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KASHGAR:
Kashgar, rappresenta il grande centro da cui si dipartono le vie che conducono a occidente, e luogo dove si ricongiungono i due tracciati della via della seta che attraversano l’Asia Centrale. 

Edifici costruiti con mattoni di fango, vicoli tortuosi e labirintici conducono presso le botteghe di infaticabili artigiani che lavorano il legno, il rame, con estrema cura e attenzione. E ancora mercanti ambulanti che camminano silenziosamente con i loro carretti trainati da asini vendendo le merci pi&amp;amp;#249; disparate, donne, che si aggirano tra i vari mercati con il capo avvolto nei loro foulard marroni. Caratteristici i muri anneriti dal fumo dei forni che producono quasi ininterrottamente del buonissimo pane. Affascinante vedere ammassi di carni appese ad ogni angolo pronte per essere acquistate dai ristoratori che la sera ne avrebbero fatto degli squisiti shashlik (kebab fatto a spiedini)
Il cuore della citt&amp;amp;#224; vecchia sembra davvero essere rimasto immutato nel tempo, con tutta la sua magia, la sua autenticit&amp;amp;#224;.
Non da meno &amp;amp;#232; l’atmosfera che si respira al mercato della domenica, dove giungono da ogni dove un’infinit&amp;amp;#224; di asini, cavalli, pecore, capre, che vengono valutati dall’occhio attento dei compratori.
I minareti dominano silenziosamente la scena, ricordando agli abitanti di Kashgar che, oltre al commercio, anche l’Islam influenza la loro routine quotidiana. Poi, la chiamata del muezzin rompe il trambusto delle attivit&amp;amp;#224;, spingendo i devoti ad affrettarsi lungo le strette viuzze per essere presenti alla preghiera.

KARAKORUM HIGHWAY: realizzata in circa un 20ennio, questa via di comunicazione vene costruita allo scopo di facilitare il trasporto di mercanzie e lo scambio tra le repubbliche dell’Asia Centrale e il subcontinente. 
&amp;amp;#200; tale la grandezza di questa strada che si dice che sia l’opera pi&amp;amp;#249; colossale costruita dall’uomo dopo le piramidi di Egitto. 

Inutile dire che il panorama &amp;amp;#232; molto suggestivo, l’occhio &amp;amp;#232; attratto dalle vette, tra le pi&amp;amp;#249; alte del mondo, che cambiano colore, dal grigio al rosso vivo alla sabbia. Dopo circa tre ore di viaggio, si giunge allo splendido lago Karakul situato a 3.600 m. E’ il secondo lago pi&amp;amp;#249; alto al mondo ma il pi&amp;amp;#249; alto dell&amp;#39;altopiano del Pamir. Sono presenti anche qui degli insediamenti kyrghyzi. Numerose yurte costellano infatti le sponde lago, e tra loro, yak e cammelli che pascolano serenamente e indisturbati.

TASHKURGAN: Il giorno dopo ci spostiamo a Tashkurgan capoluogo della Provincia Autonoma Tagica di Tashkurgan. Un antico centro dove la popolazione &amp;amp;#232; in maggioranza tagica dove si commerciavano pecore, lana e derivati, e in particolar modo tappeti. Merita come sempre fare una passeggiata al mercato, cuore pulsante di questi posti.


URUMQUI: per continuare con l’ultima parte del nostro viaggio, e proseguire verso la regione del Gansu, abbiamo preso un volo per Urumqi. Capitale del Xinjang, non offre granch&amp;amp;#232; se non una visita al parco del popolo dove potrete osservare le “stranezze” del popolo cinese. Gente che balla il liscio, altri che suonano la loro musica tradizionale, mercatini improvvisati dove vengono vendute le foto e il libretti rossi di Mao. Da Urumqi i vari pulman/treni consentono di effettuare vari spostamenti. 

TURPAN: a circa tre ore di pulman da Urumqi, Turpan &amp;amp;#232; oasi leggendaria, i suoi insediamenti sono per lungo tempo stati tappe importanti della via della seta. Conosciuta anche come Huo Zhou (u posto caldo come il fuoco) &amp;amp;#232; effettivamente il luogo pi&amp;amp;#249; caldo della Cina.
La temperatura cos&amp;amp;#236; alta, porta per&amp;amp;#242; anche dei benefici quali la creazione di condizioni favorevoli per la crescita di meloni e uva.

DINTORNI DI TURPAN

JAHOE: una delle citt&amp;amp;#224; del deserto pi&amp;amp;#249; antiche e pi&amp;amp;#249; grandi e meglio conservate del mondo. E’ molto suggestivo passeggiare attraverso i suoi vicoli anche perch&amp;amp;#233; sarete i soli a farlo. Di solito infatti le masse dei turisti locali si imitano ad osservare il panorama dal punto pi&amp;amp;#249; altro della citt&amp;amp;#224; per poi ritornare indietro. Obbligatorio il cappello. Il caldo e il sole sono davvero forti. Dopo la visita un punto di ristoro situato all’uscita del sito vi consentir&amp;amp;#224; di assaporare delle buonissime e freschissime fette d’anguria.

TUYOQ: immerso in una vallata incorniciata dai monti fiammeggianti sorge questo minuscolo e tranquillo villaggio di viticoltotori che offre l’opportunit&amp;amp;#224; di conoscere la vita e l’architettura uigure tradizionali. Lungo la gola si trovano una serie di grotte buddiste.

KAREZ: caratteristico dell’Asia centrale, &amp;amp;#232; un sistema di irrigazione che prevede che un pozzo principale sia scavato su un punto elevato per raccogliere l’acqua proveniente dallo scioglimento delle nevi. Il sistema dei karez prevede che poi si scavi una lunga galleria sotterranea che trasporti l’acqua fino ai terreni coltivati nei villaggi.
Lungo la galleria vengono realizzati poi dei pozzi verticali il cui scopo &amp;amp;#232; consentire l’accesso alla galleria stessa. 

GANSU

DUNHUANG: in un’oasi che si trova nel bel mezzo del deserto del Gobi, &amp;amp;#232; in realt&amp;amp;#224; una meta obbligatoria per visitare il famoso sito archeologico delle grotte di Mogao.
Si presenta come una ridente cittadina che a soli 6 km di distanza &amp;amp;#232; circondata dalle maestose dune del deserto del Gobi. Tra loro regna un curioso un laghetto a forma di mezzaluna, tappa obbligata del turismo locale.

GROTTE DI MOGAO: risalenti al 366 d.c., queste grotte, sono decorate con figure scolpite nella roccia, con affreschi e con statue che hanno come tema dominante quello religioso. Le pitture si estendono su tutta la superficie delle grotte e conservano la pi&amp;amp;#249; grande collezione di arte buddhista cinese. 
Purtroppo la “ristrutturazione” del sito ha fatto s&amp;amp;#236; che tutta l’atmosfera che il sito doveva avere originariamente sia venuta completamente meno. 
La visita &amp;amp;#232; obbligatoriamente guidata.

DINTORNI DUNHUANG: In giornata c’&amp;amp;#232; la possibilit&amp;amp;#224; di affittare un taxi e fare una passeggiata nei luoghi attorno alla citt&amp;amp;#224;. Oltre ai due luoghi sotto citati, lungo il tragitto &amp;amp;#232; possibile fare una sosta per visitare una vecchia muraglia che cingeva il regno della dinastia che dominava quest’area.

YADAN: Caratterizzato da un peculiare paesaggio desertico si estende nel mezzo del maestoso deserto del Gobi un tempo letto di un lago modellato dall’erosione 12000 anni fa. Singolari Le sue formazioni rocciose che creano un paesaggio davvero suggestivo.
Anche in questo caso, l’unico neo &amp;amp;#232; che &amp;amp;#232; impossibile visitarlo per conto proprio. 

GROTTE DEI MILLE BUDDA: se visitate Mogao non ha senso venire fino a qui. Anche in questo caso il sito si presenta come una grande colata di cemento all’interno della quale ci sono delle stanze affrescate. Anche in questo caso, la visita &amp;amp;#232; obbligatoriamente guidata.

Considerazione personale: le zone che abbiamo visitato nel Gansu facenti parte della Cina pi&amp;amp;#249; tradizionale, non sono particolarmente attraenti. 

WWW.PIEDISTANCHI.COM&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/cina/diario_di_viaggio_cina_8458.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Cina: Xinjiang e Gansu&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=5614&amp;user=piedistanchi.com"&gt;piedistanchi.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>piedistanchi.com</dc:creator><category>CINA</category><pubDate>Fri, 08 Jan 2010 16:22:02 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/cina/diario_di_viaggio_cina_8458.ashx</guid></item><item><title>Grandi spazi e laghi di montagna</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/kyrgyzstan/diario_di_viaggio_kyrgyzstan_8457.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/kyrgyzstan/diario_di_viaggio_kyrgyzstan_8457.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/5614/8457/83812.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;KYRGYZSTAN, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se oltre all&amp;#39;Asia Centrale vuoi saperne di pi&amp;amp;#249; su altri paesi che abbiamo visitato vai su:

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BISKEK: citt&amp;amp;#224; ricca di verde, gradevole e tranquilla con edifici in stile ucraino. 
Curioso vedere come la piazza Ala-too sia quasi un parcheggio per le varie limou addobbate a festa per i numerosi matrimoni che si tengono durante i week end.
Sempre nella stessa piazza, &amp;amp;#232; imperdibile lo spettacolo serale dove tutto, palazzi compresi si illuminano di svariati colori e l’acqua delle fontane danza a suon di musica.

LAGO SONG-KOL: dopo essere stati al CBT per concordare quello che sarebbe stato il nostro tour all’intreno della egione ci siamo recati presso dalla stazione dei pulman di Biskek. Qui partono taxi per varie destinazioni. Dopo tre ore di viaggio, giungiamo alla nostra meta Kochcor. Un piccolo e sonnolento villaggio dove si trova l’ufficio del CBT. Da qui, una jeep con autista ci conduce alla nostra in sole tre ore e mezzo. Finalmente arriviamo al lago Song-Kol, uno dei gioielli del patrimonio lacustre kirghiso. 
Sotto uno splendido cielo terso, si spandevano sterminati pascoli punteggiati da caratteristiche yurte (le tende dove vivono i pastori kyrghyzi). Centinaia di pecore, mucche e cavalli pascolavano serenamente tra i campi mentre allegri pastorelli si rincorrevano a cavallo di asinelli.
Il cielo &amp;amp;#232; terso, le nuvole sembrano morbide come ovatta, bianche da sembrare panna. Il silenzio del lago, la vastit&amp;amp;#224; della steppa, sembra di essere all’interno di uno splendido quadro in cui la maestosit&amp;amp;#224; delle montagne fa da cornice. 

TASH RABAT: dopo aver trascorso una giornata al lago Song-Kul, lo lasciamo per raggiungere Narin. un’amabile e silenziosa cittadina, sosta obbligatoria per chi intende proseguire il percorso verso Tash Rabat, ultima tappa prima di attraversare il confine cinese. Costruito nel 15esimo secolo, questo cavanserraglio rappresentava un luogo di riposo e ristoro per mercanti e i viaggiatori.
Situato in una splendida valle, &amp;amp;#232; possibile fare delle piacevoli passeggiate a cavallo.
Da Tash rabat, si raggiunge facilmente il confine cinese attraverso il famigerato passo del Torugart.

PASSO TORUGART: per chi come noi volesse attraversare il confine cinese via terra dal Kyrgyzistan &amp;amp;#232; indispensabile organizzarsi per tempo e conseguire il visto cinese gi&amp;amp;#224; dal paese di provenienza onde evitare spiacevoli inconvenienti. E’ infatti molto importante avere sia il supporto di un’organizzazione Kyrgyza (nel nostro caso il CBT) che vi accompagni sulla linea di confine e dall’altra parte, il supporto di un’agenzia cinese che incarichi qualcuno ad aspettarvi e che vi conduca sino a Kashgar, prima citt&amp;amp;#224; che si incontra al di l&amp;amp;#224; del confine cinese. 

L’attraversamento del confine via terra pu&amp;amp;#242; essere un p&amp;amp;#242; complicato per via degli umori dei soldati cinesi che troverete di turno. A noi per esempio hanno perquisito qualsiasi cosa tra cui la scheda memoria della macchina fotografica.
Calma e sangue freddo sono le parole d’ordine.

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UZBEKISTAN

TASHKENT: capitale dell’Uzbekistan, &amp;amp;#232; anche tappa obbligatoria per iniziare il viaggio attraverso quest’affascinante regione.
Da qui &amp;amp;#232; possibile prendere dei voli che in un’ora raggiungono sia la parte nord della regione che la capitale del Kyrgyzistan nel caso in cui vogliare proseguire il viaggio in questo paese.
La citt&amp;amp;#224; non offre molto, ma a nostro parere merita comunque una visita per via della sua originalit&amp;amp;#224; data dal suo duplice aspetto: sovietico e islamico al tempo stesso.
Ampi viali in stile sovietico caratterizzano la citt&amp;amp;#224;. Da visitare la Piazza dell’indipendenza le cui porte sono sorvegliate da statue di pellicani in acciaio/alluminio che si colorano di un rosso fiammante all’ora del tramonto. 

KHIVA: un’ora di volo vi porter&amp;amp;#224; a Urgench. Da qui soli 30 km vi separano dalla meravigliosa Khiva. La citt&amp;amp;#224; vecchia - Ichon-Qala - rispecchia esattamente quello che poteva essere in passato, rimanendo quindi un’autentica citt&amp;amp;#224; centro asiatica.
Basta chiudere gli occhi e immaginare i suoi vicoli tortuosi brulicanti di mercanti, merci, cammelli sovrastati da splendidi minareti, medresse e moschee. Oggi splendide bellezze da ammirare al tal calar del sole mentre si colorano d’oro. Superba la vista della citt&amp;amp;#224; alla luce del tramonto sulla sommit&amp;amp;#224; del minareto d’Islom-Huja. 

BUKHARA: da Khiva un taxi (scegliete voi se privato o collettivo) in circa 5 ore vi condurr&amp;amp;#224; attraverso il caldo soffocante del deserto a Bukhara. Anche questa meraviglisoa citt&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; rimasta la stessa di quel tempo ormai andato.
Gironzolando per la citt&amp;amp;#224; vecchia ci s’imbatte in un vero e proprio groviglio di vicoli commerciali e minibazar. Nei caratteristici mercati coperti (i Taqi) minuscole botteghe si aprono in angusti spazi al cui interno gli artigiani lavorano in penombra. Nei cortili, d’incomparabile bellezza delle medresse, oltre ai piccoli negozi, si svolgono mercati giornalieri. Da togliere il fiato per la sua bellezza la piazza in cui si trova il minareto Kalon. A fare da cornice la moschea di Kalon e la madrasa di Mir-i-Arab, quest’ultima, attiva ancor oggi, importante scuola coranica.

SAMARCANDA: a circa 4 ore di viaggio in treno, si raggiunge Samarcanda, citt&amp;amp;#224; leggendaria, nota per la magia del suo nome che richiama alla mente la “via della seta” come nessun’altra citt&amp;amp;#224; asiatica. Purtroppo &amp;amp;#232; rimasto molto poco di quello sfarzo che Samarcanda che poteva rappresentare un tempo. 
Imperdibile &amp;amp;#232; la piazza del Registan, dove mattonelle dagli abbaglianti colori blu cobalto, turchese e verdie adornano le tre medresse che incorniciano la piazza: 
d’Ulug-Beg, di Shir Dar e Tilla-Kari. 
Incantevole la Moschea di Bibi Khanym alla luce del mattino.
Ancor pi&amp;amp;#249; splendido e suggestivo &amp;amp;#232; il santuario Shah-I-Zinda, dove numerosi fedeli si recano a pregare sulla tomba di un cugino del profeta Maometto che pare abbia portato l’Islam in questa regione. Da Samarcanda, la capitale Taskent &amp;amp;#232; facilmente raggiungibile in treno (4 ore). Da qui il nostro viaggio &amp;amp;#232; proseguito in volo verso Biskek, capitale del Kyrgyzistan.

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