﻿<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:trackback="http://madskills.com/public/xml/rss/module/trackback/"><channel><title>ViaggiScoop.it, I viaggi di viaggiedonne</title><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=5660&amp;user=viaggiedonne</link><description>I miei viaggi inseriti su www.viaggiscoop.it</description><dc:language>it-IT</dc:language><managingEditor>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</managingEditor><webMaster>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</webMaster><copyright>Copyright 2004-2026 ViaggiScoop.it</copyright><generator>ViaggiScoop.it RSS generator v1.1</generator><image><title>ViaggiScoop.it</title><url>http://www.viaggiscoop.it/image/logo_RSS.gif</url><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=5660&amp;user=viaggiedonne</link><width>103</width><height>26</height></image><item><title>Come le russe..niente</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/russia/diario_di_viaggio_russia_8528.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/russia/diario_di_viaggio_russia_8528.ashx"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;RUSSIA, Europa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente ci siamo laureati. Quasi nei tempi, personalmente solo un anno di ritardo mi sembra un risultato pi&amp;amp;#249; che accettabile per essere in Italia, considerando che Economia non &amp;amp;#232; laurea pi&amp;amp;#249; facile del mondo e che, mediamente, i ragazzi a 30 anni sono ancora parcheggiati in Ateneo, e vedendo ci&amp;amp;#242; che li aspetta dopo, non li biasimo. Il Capodanno si avvicina, e tra una rilegatura della tesi e un’altra, prenotiamo l’aereo per Mosca. Il Cremlino aveva sempre affascinato la mia mente, ma il terrore del freddo e gli esami incombenti, ci avevano sempre impedito di intraprendere questo viaggio. Il 27 si parte. Abbiamo pianificato una ventina di giorni di ghiaccio della capitale russa, e il primo impatto a Sheremetyevo non &amp;amp;#232; dei migliori: -15. E’ un freddo secco, lo senti di meno di quello di Cervinia sul Plateu Ros&amp;amp;#224;, per intenderci. Ma certamente, caldo non fa. La casa ci &amp;amp;#232; stata prenotata da un’amica russa, sulla fermata Novoslobodskaya della linea rossa. Non &amp;amp;#232; vicinissima al centro, ma nemmeno troppo lontana, con la metropolitana vai dove vuoi. Il taxi scassato ci lascia nella neve fino alle caviglie, davanti all’ingresso del nostro stabile. Digitiamo il codice, saliamo le scale buie, e facciamo i primi passi nel nostro tugurio: la vecchia proprietaria ci accoglie all’interno, ci mostra la casa, composta da una camera da letto, una grande sala, bagno e cucina. Il mobilio &amp;amp;#232; vecchio, e l’odore di stantio &amp;amp;#232; davvero fortissimo (il problema verr&amp;amp;#224; presto risolto acquistando una boccetta di deodorante per ogni camera!). Ci cambiamo, docciamo e prepariamo per la serata: abbiamo gi&amp;amp;#224; un appuntamento. Con chi, direte voi?Com’&amp;amp;#232; possibile?? Beh, essendo ormai dei VERI PROFESSIONISTI, con almeno gi&amp;amp;#224; 15 viaggi alle spalle, abbiamo pianificato da un mesetto di rivedere Lena e Tereza, due dolcissime sorelle conosciute a Madrid l’anno prima (vedi recensione), che si sono ripromesse di mostrarci le bellezze del Cremlino. Ci danno appuntamento in Tverskaya Uliza, una delle vie principali del centro, sotto il Marriot Hotel. Gi&amp;amp;#224; temiamo il peggio per i nostri portafogli, non perch&amp;amp;#233; le due siano delle scroccone…ma per il contrario: gi&amp;amp;#224; in quel di Madrid le due fanciulle, allora 18enni, alloggiavano da sole in uno dei migliori alberghi dietro Puerta del Sol della capitale spagnola! Le due bellezze si presentano ancora pi&amp;amp;#249; splendenti che in passato. Bionda e mora, riccia e liscia, formosa e snella, si bilanciano proprio come due veline. La scelta per la cena ricade sul sushi; procediamo quindi lungo la strada principale ed entriamo al Planeta Sushi, un ristorante su due piani che subito ci colpisce per la clientela di livello. Ci accomodiamo, ascoltando le due ragazze mentre ci raccontano il loro ultimo anno e mezzo; si sono iscritte alla facolt&amp;amp;#224; di lettere alla Moscow University for the Humanities. Dopo un paio di scambi di opinioni su Guerra e Pace di Tolstoj, e un abbuffata di maki e vinello bianco, saldiamo il conto (salatissimo) e usciamo per un tour notturno del Cremlino. L’immensit&amp;amp;#224; della Piazza Rossa e della Cattedrale di San Basilio ci lasciano allibiti: la prima impressione &amp;amp;#232; che lo spazio occupato sia il doppio dello stadio Meazza di San Siro, parcheggio compreso! Terminato il giro panoramico, le veline ci trascinano in un locale poco distante; la nostra resistenza al freddo e alla neve era ormai giunta quasi al termine, dato che i Woolrich, nonostante tutto, non sono dei caloriferi. Il Fabrique &amp;amp;#232; uno dei locali pi&amp;amp;#249; noti della citt&amp;amp;#224;: la selezione all’ingresso &amp;amp;#232; molto rigida, ma le due fanciulle ci accompagnano all’interno senza problemi, conoscono i buttafuori. La pista &amp;amp;#232; molto grande ma il posto &amp;amp;#232; affollatissimo, ci rifugiamo quindi subito in un angolo vicino al bar per bere qualcosa e riuscire a scambiare quattro chiacchiere, dato che la musica house ci sta spaccando i timpani. Le ragazze a dir la verit&amp;amp;#224; sembrano stanche e provate,e i drink non le svegliano pi&amp;amp;#249; di tanto, probabilmente perch&amp;amp;#233; qui in Russia sono abituate a prendersene 5 o 6 prima di sentirsi un po’ brille. Balliamo un po’ assieme, ma non riusciamo pi&amp;amp;#249; di tanto a “infrangere le loro barriere”, che il problema sia sempre il solito? Non ci stupiremmo se fossero fidanzate, ma non ci va di rovinarci la prima stupenda serata in questa citt&amp;amp;#224; imperiale, per cui ci rivestiamo e le accompagniamo fuori, in cerca di un taxi. Tereza si sporge dal marciapiedi col braccio proteso verso l’esterno, e una fila di macchine si ferma quasi simultaneamente..l’avranno mica presa per una prostituta?? Mentre la ragazza scende in strada a “contrattare il prezzo”, Lena ci spiega come sia d’uso, in Russia e paesi limitrofi, l’utilizzo di taxi abusivi, ovvero normalissime vetture guidate da cittadini qualunque che per raggranellare qualche rublo in pi&amp;amp;#249;, offrono questo tipo di servizio, ovviamente a un prezzo inferiore a quello istituzionale. Scoppiamo a ridere e scendiamo in strada, perch&amp;amp;#233; Tereza ha trovato un passaggio anche per noi: ci salutiamo dandoci appuntamento per i giorni successivi, e torniamo a casa. Prima di buttarci a bomba nel turismo pi&amp;amp;#249; sfrenato, cerchiamo di informarci su quali siano i migliori centri commerciali della citt&amp;amp;#224;; le nostre guide ci hanno consigliato l’Okhotny Ryad Shopping Mall, che si trova nei sotterranei della splendida metropolitana russa, in pieno centro. La scelta si rivela quanto mai azzeccata: un intero centro commerciale di tre piani sotterranei si estende sotto la Piazza Rossa, con i migliori negozi, boutique, gioiellerie e bar di tutta la citt&amp;amp;#224;. Andiamo su e gi&amp;amp;#249; per il mall, compiendo una prima perlustrazione dei piani, soffermandoci in particolare sui negozi con insegna italiana; i brand nostrani, soprattutto nel campo della moda, sono letteralmente presi d’assalto dai russi benestanti, nonostante quest’ultimi si vestano in maniera forse troppo estroversa, indossando capi di abbigliamento griffati da scritte gigantesche e colori sgargianti. Mentre decidiamo la destinazione successiva, tre ragazze si sono fermate davanti alla vetrina di Accessorize, intente ad osservare alcuni orecchini; approfittiamo per chiedere se e dove si trovi il negozio di Dolce &amp;amp;amp; Gabbana e le tre, ridacchiando come oche, ci riferiscono che non &amp;amp;#232; all’interno del centro commerciale, e ci domandano a loro volta se siamo italiani. La conversazione si sposta lentamente verso il primo bar a portata di mano, dove ci accomodiamo per assaporare un buon espresso italiano. Purtroppo, nonostante i Coffee House siano una catena di negozi nazionale, l’unica cosa che ci arriva &amp;amp;#232; la solita tazzona stile caff&amp;amp;#232; americano, che giriamo gentilmente alle ragazze: &amp;amp;#232; imbevibile. Due delle tre sono, come siamo soliti definire, veline: mora e bionda, grandi occhi chiari e (solito) fisico snello e slanciato, Cristina e Nastya sono davvero due splendide fanciulle, se non fosse per la terza amica, che abbassa notevolmente il livello del terzetto. Giriamo un paio di video spiritosi e scattiamo un paio di foto assieme: le ragazze non solo ci promettono di portarci in giro per la citt&amp;amp;#224;, ad ammirare i monumenti, ma ci guideranno anche dove noi non metteremmo mai piede di nostra sponte…in un noto museo della citt&amp;amp;#224;! Prima di darci appuntamento al giorno seguente, ci facciamo suggerire un paio locali “giusti” per la serata; l’organizzazione della night life russa &amp;amp;#232; molto simile a quella milanese, nel senso che ogni giorno ha il suo locale di riferimento, e se lo sbagli, non ti diverti. Il Garaje &amp;amp;#232; una piccola discoteca situata in una delle traverse che incrociano la solita Tverskaya Uliza, ormai percorso obbligato delle nostre lunghissime camminate nella neve verso casa. Giunti di fronte al Nighflight, altro locale trendy della citt&amp;amp;#224;, scopriamo quest’ultimo essere invece un nightclub di alto livello; manager e uom&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/russia/diario_di_viaggio_russia_8528.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Come le russe..niente&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=5660&amp;user=viaggiedonne"&gt;viaggiedonne&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>viaggiedonne</dc:creator><category>RUSSIA</category><pubDate>Fri, 22 Jan 2010 10:21:08 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/russia/diario_di_viaggio_russia_8528.ashx</guid></item><item><title>La Thai...non solo Buddah, Bangkok</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/tailandia/diario_di_viaggio_tailandia_8529.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/tailandia/diario_di_viaggio_tailandia_8529.ashx"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;TAILANDIA, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partenza direzione Koh Samui &amp;amp;#232; alle porte; tempo di fare velocemente i bagagli e allontanarci dal centro trafficatissimo di Singapore, tassista mongoloide permettendo. Il caldo &amp;amp;#232; soffocante: dopo l&amp;#39;ennesimo starnuto dovuto all&amp;#39;aria condizionata con conseguente sbalzo di temperatura di circa 20 gradi, arriviamo finalmente in aeroporto. Singapore ci ha lasciato una grande emozione nel cuore, ed &amp;amp;#232; difficile cambiare ancora una volta paese, ma questa &amp;amp;#232; la missione che ci contraddistingue da anni: ANDARE ALLA SCOPERTA DI NUOVE, FANTASTICHE METE DOVE UN GIORNO TRASFERIRSI TUTTI INSIEME. Le gentilissime, quanto ufficialmente pi&amp;amp;#249; sexy hostess asiatiche della Airasia.com, la compagnia asiatica low cost che serve praticamente tutto il sud est asiatico, ci impacchettano a dovere i bagagli, e ci fanno accomodare come da noi sempre richiesto vicino alle uscite di sicurezza. Il volo prevede lo scalo a Bangkok, e il cambio su un secondo aereo della &amp;amp;quot;neo compagnia maledetta&amp;amp;quot; Bangkok Airlines; sfiga ha voluto, infatti, che proprio la settimana prima di partire, un velivolo della suddetta compagnia di bandiera si sia incartato su una delle due torri di controllo del piccolo aeroporto di Samui! Sprezzanti del pericolo, abbiamo comunque deciso di affidarci a quest&amp;#39;ultima proprio per la remota possibilit&amp;amp;#224; che si verifichi l&amp;#39;ennesima tragedia nell&amp;#39;immediato. Approdiamo a Koh Samui nel tardo pomeriggio, perch&amp;amp;#233; il volo da Bangkok impiega poco pi&amp;amp;#249; di mezz&amp;#39;ora per coprire la breve tratta; l&amp;#39;aeroporto di Samui &amp;amp;#232; curatissimo, quasi come un giardino botanico. Tuttavia, la nostra attenzione &amp;amp;#232; ovviamente catalizzata da quel che rimane dell&amp;#39;aereo incidentatosi pochi giorni prima e nascosto sotto a un telone (VEDI VIDEO); il taxi ci aspetta appena fuori, e vuole 400 bath (prezzo standard spenna turisti di agosto), per portarci in albergo, che scopriamo poi essere a esattamente cinque minuti. La scelta del resort di Chaweng &amp;amp;#232; ricaduta sul Chaba Cabana, consigliatoci dalla cara amica napoletana conosciuta in quel di Redang; il resort &amp;amp;#232; ospitale e abbastanza curato, anche se nei dintorni &amp;amp;#232; facile trovare anche molto meglio a prezzi allineati…siamo ancora una volta stati vittime dell&amp;#39;alta stagione. Non appena sistemiamo i bagagli e realizziamo di aver riservato un alloggio decisamente pi&amp;amp;#249; ospitale della cripta in cui eravamo rinchiusi a Redang, ci catapultiamo in spiaggia, nonostante la grande stanchezza del viaggio; la baia di Chaweng ci lascia subito a bocca aperta per il panorama creato dalla bassa marea, nonostante si debba camminare per circa trecento metri per raggiungere l&amp;#39;acqua pi&amp;amp;#249; profonda. Dopo esserci informati sui prezzi delle moto d&amp;#39;acqua, su cui vige una sorta di mafia della zona ed il cui prezzo non &amp;amp;#232; cos&amp;amp;#236; a buon mercato (ma rimane un must che ci siamo imposti per questa vacanza), rientriamo per un veloce riposino, abbiamo bisogno di nuove forze per la serata. Indossiamo ci&amp;amp;#242; che di pi&amp;amp;#249; leggero abbiamo con noi (il tasso di umidit&amp;amp;#224; sar&amp;amp;#224; attorno al 99%) e scendiamo in reception, dove sono arrivati i motorini che abbiamo ordinato nel pomeriggio, un obbligo per poter girare liberamente l&amp;#39;isola senza dover incappare in taxi strapieni e scomodissimi. Abbiamo gi&amp;amp;#224; preso contatto con Don Peppo e Lucifero, fieri compagni di battaglie in terra croata ed estone, i quali ci stanno aspettando nel delirio di Chaweng, e pi&amp;amp;#249; precisamente al Rice, il ristorante italiano/lounge bar che si trova nel passeggio principale; due splendide hostess locali ci attendono alla fontana all&amp;#39;ingresso, e ci guidano al tavolo del resto della truppa. Notiamo immediatamente che ci sono due nuovi elementi del gruppo; si tratta di due meccanici di Biella, che militano nel mondiale di rally, di cui ci danno una panoramica delle tappe principali: in pochi minuti si evince che non sono certo i bolidi da corsa il fulcro dei loro pensieri… Interpellato ripetutamente dal nostro gruppo di insurrezionalisti sull&amp;#39;entit&amp;amp;#224; delle bellezze del posto, Lucifero ci spiega brevemente come si compone la fauna locale: &amp;amp;quot;Principalmente si tratta di turiste, in maggioranza inglesi e nordiche (di bassa qualit&amp;amp;#224;, sfondate dall&amp;#39;alcool e dal cibo), ragazze locali pi&amp;amp;#249; o meno compiacenti, prostitute e transessuali…un men&amp;amp;#249; senza dubbio ricco; la via principale dei locali &amp;amp;#232; una sola, dove ci sono il Henry Africa&amp;#39;s bar (bar,pool, tequila girls), Soul, Green Mango e Sound club&amp;amp;quot;. Terminata la nostra cenetta pre-guerriglia, ci muoviamo subito aggressivi, facendo capolino nel primo bar; all&amp;#39;Henry Africa&amp;#39;s, sexy fanciulle locali vestite da cow boy servono tequila e altri shots in ampi vassoi di legno, e tengono compagnia ai turisti durante i loro gozzovigli; a una prima occhiata ci si rende subito conto dell&amp;#39;altissima percentuale di occidentali che battono questi luoghi. Facciamo un paio di giri di tequila, per addentrarci nell&amp;#39;atmosfera alcolica e condividere opinioni sempre pi&amp;amp;#249; virili: &amp;amp;#232; la volta dei biellesi, che, nel pieno dell&amp;#39;entusiasmo estraggono la loro macchinetta fotografica, mostrando da sotto il tavolo un paio di filmati a dir poco imbarazzanti che ritraggono il Duca e compagni durante le loro scorribande sessuali. &amp;amp;quot; Ma dove cazzo li avete presi sti due??&amp;amp;quot; - sussurro nell&amp;#39;orecchio di Lucifero, ancora piegato in due dai racconti demenziali dei due personaggi - &amp;amp;quot;Sono fortissimi dai: li abbiamo conosciuti settimana scorsa e li abbiamo ospitati in villa per smezzare le spese..fanno di quelle orge!&amp;amp;quot; La serata prosegue nella vicina discoteca, non ci si pu&amp;amp;#242; sbagliare perch&amp;amp;#233; le discoteche sono tre: Soul, Green Mango, Sound club. Il tema della serata diviene ai nostri occhi sempre pi&amp;amp;#249; cristallino: ragazzine, prostitute, transessuali, gay e turiste si mescolano nella movida globale della folla ansimante. Recuperiamo un secchiello (qui &amp;amp;#232; molto utilizzato) di vodka e lemonsoda e, armati di quattro cannucce, cominciamo la perlustrazione, schivando gli ammalianti LADY BOY che ci toccano pericolosamente nelle parti basse appena li sfioriamo; questo &amp;amp;#232; infatti il soprannome degli splendidi transessuali che in Thailandia sono diffusissimi, nonch&amp;amp;#232; difficilissimi da distinguere da una femmina. Decidiamo di spostarci nella vicina balera, dove la musica non cambia (in tutti i sensi); bisogna essere molto selettivi con le scimmiette del posto, perch&amp;amp;#233; quello che cade subito all&amp;#39;occhio &amp;amp;#232; la qualit&amp;amp;#224;, decisamente bassa. La fortuna non &amp;amp;#232; dalla nostra, se non per il fatto che incrociamo le coppiette romane, conosciute in quel di Redang in Malesia, totalmente spaesate in questo marasma di casino misto a prostituzione lussureggiante; i ragazzi ci raccontano i loro tre giorni appena trascorsi qua (difficili obiettivamente da gestire per una coppia) ed i loro progetti di viaggio verso il Borneo, un must per qualunque turista coraggioso che si voglia impegnare nel Jungle Trekking! Lasciamo quindi il gruppo, ritornando da Lucifero e compagni, che nel frattempo sono stati raggiunti da due ragazze italiane. &amp;amp;quot;Pensate un po&amp;#39; che - ci spiega Lucifero distaccandosi leggermente dal gruppo - non appena le abbiamo conosciute, si sono piantate nella nostra villa, e non ci mollano pi&amp;amp;#249;!&amp;amp;quot; La versione dei fatti non stupisce pi&amp;amp;#249; di tanto il vecchio compagno di merende Sandalo, che di destinazioni ne ha viste tante, a cominciare dalla Romania: &amp;amp;quot; Ci credo - replica infatti quest&amp;#39;ultimo - non siamo mica a Milano dove sono martellate dai loro 200 amici ogni 15 secondi..qui in Thailandia non le caga nessuno manco di striscio!&amp;amp;quot; Il prode moschettiere ha pienamente ragione: a differenza di qualunque luogo di villeggiatura, i turisti appaiono completamente disinteressati alla fauna europea, perch&amp;amp;#233; assuefatti alle snelle figure delle piccole e umili fanciulle thai, con cui sembrano divertirsi &amp;amp;quot;in moltissimi modi&amp;amp;quo&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/tailandia/diario_di_viaggio_tailandia_8529.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;La Thai...non solo Buddah&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=5660&amp;user=viaggiedonne"&gt;viaggiedonne&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>viaggiedonne</dc:creator><category>TAILANDIA</category><pubDate>Fri, 22 Jan 2010 10:25:07 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/tailandia/diario_di_viaggio_tailandia_8529.ashx</guid></item></channel></rss>