﻿<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:trackback="http://madskills.com/public/xml/rss/module/trackback/"><channel><title>ViaggiScoop.it, I viaggi di robclimbing</title><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=5934&amp;user=robclimbing</link><description>I miei viaggi inseriti su www.viaggiscoop.it</description><dc:language>it-IT</dc:language><managingEditor>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</managingEditor><webMaster>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</webMaster><copyright>Copyright 2004-2026 ViaggiScoop.it</copyright><generator>ViaggiScoop.it RSS generator v1.1</generator><image><title>ViaggiScoop.it</title><url>http://www.viaggiscoop.it/image/logo_RSS.gif</url><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=5934&amp;user=robclimbing</link><width>103</width><height>26</height></image><item><title>istanbul : una Parigi che prega in ginocchio, istanbul</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/turchia/diario_di_viaggio_turchia_8912.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/turchia/diario_di_viaggio_turchia_8912.ashx"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;TURCHIA, Medio Oriente&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Istanbul mi ha spiazzato. Non sapevo a cosa andavo in contro. Avevo letto di moschee, bazar, spezie, t&amp;amp;#232;. Avevo sentito parlare della citt&amp;amp;#224; come centro dell’islam (da cui deriva il nome), come folklore turco tra minareti e richiami alla preghiera. Per cui l’idea formatasi aveva un non so che di orientale , che si riconduceva un po’ a cosa avevo visto in Cairo. Idea completamente fuorviante. 
Istanbul &amp;amp;#232; una Parigi che prega in ginocchio e si leva le scarpe. Tanto graziosa, pulita, ordinata quanto a volte meramente superficiale, contrastante e furtiva. Lo stile arabeggiante si districa nobilmente flessuoso con ornamenti i fluttuanti tra i colori delle ceramiche che tappezzano palazzi e mosche. Il passio flemme e ombreggiato dai minareti che sfrecciano versoi l’alto &amp;amp;#232; una caratteristica di chi vuole esalare Istanbul. Camminare &amp;amp;#232; l’unico modo di scoprire una citt&amp;amp;#224;. A orari prestabiliti gli altoparlanti presenti su ogni minareto iniziano il richiamo alla preghiera. Un lungo, cadenzato e cantilenino lamento, che barcamena sinfonico tra una moschea ed un&amp;#39;altra. Come se fosse un direttore orchestrale , il canto ha inizio dalla grande moschea blu e si propaga come se l’onda sonora avesse anima propria, attraverso le strade e le tramvie. Il Bosforo stesso in tutta la sua ampiezza sembra risonare come una cassa acustica il tonante canto degli imam.
la prima percezione &amp;amp;#232; acuta e alienante, qualche minuto dopo la si incomincia a dimenticare. 
Istanbul &amp;amp;#232; una citt&amp;amp;#224; immaginaria, o meglio immaginata. Eretta in tutta la sua magnificenza dai sogni degli stranieri. Uno specchio che da un lato riflette gli slanci e i taxi gialli e dall’altro nasconde la quiete dei piedi nudi dei venditori di spezie e ghiaccio all’ombra di tendami e tappeti.
Il sole si spegne dietro cupole e picchi luccicanti. Al rumore del Bosforo alla sera, le lunghe ombre delle canne da pesca fanno fronte e s’issano. Il pascolio di pescatori e pescato aspetta l’accendersi delle stelle per ammainare l’ultimo amo e il ponte Galata libera la sua groppa appesantita dal continuo via vai. Il vocio frammentato , l’aria squarciata dalle lenze che la fendono con uno schiocco , sono adesso solo quiete e brusio del mare. Solo riflessi scomposti delle luci del culto nei flutti del tempo.
Vivere Istanbul significa, odorare Istanbul ed assaggiarla. Il cumino impregna ogni pietanza lasciando il palato gustar meglio la semplice acqua. Gli odori sono associati ai quartieri. Ognuno tipico &amp;amp;#232; pungente speziato o acre. Il frittume che costeggia il porto e il lungo mare impregna le t-shirt sudate dei venditori e di coloro che vi si avvicinano. I pesciolini poco sostanziosi , che non hanno speranza di attraversare il ponte senza cascare nell’inganno del verme, sono impanati e cotti nell’olio bollente all’istante.
Deambulando a naso aperto odor di t&amp;amp;#232;, vaniglia, e caff&amp;amp;#232; si appiccicano alle narici espandendo l’orizzonte sensoriale. Il tipico caff&amp;amp;#232; turco , macinato fresco &amp;amp;#232; tra le delizie olfattive che pi&amp;amp;#249; catturano. Pur di portarlo con me ne ho acquistato un chilo sfuso in busta di cartone. &amp;amp;#200; fresco e leggermente pungente. Rimane nell’aria e n&amp;amp;#233; si sente il sapore aromatico sotto la lingua che comincia a secernere saliva per il desiderio. Lo stesso dicesi per la fruttosit&amp;amp;#224; del t&amp;amp;#232; alla mela. 
Alla sera, i mercati e bazar contengono i loro profumi protetti da serrande e saracinesche . adesso i kebab , prima coperti da ondate di spezie sfuse e sudore , divampano in profumi possenti e pesanti, ricchi di seducente grasso che cola dagli strati di pollo e tacchino uniti dal tipico forcone.
Quante foto di queste sensazioni possono aver scattato tutti coloro per i quali Istanbul si cela solo dietro le costose e sopravvalutate estetiche bellezze turistiche? La lunghezza del periodo della frase &amp;amp;#232; voluta. Una citt&amp;amp;#224; come questa non la si pu&amp;amp;#242; vivere senza virgole e punti accapo. Tutta di un fiato, seguendo le scie luminose che lasciano le spalle dei turisti rosse fluorescenti per esposizione solare. Ha bisogno di calma e discernimento. Non intendo tempo fisico , considerando il mio limitato soggiorno. Mi riferisco a un tempo mentale che si deve acquisire entrando nella lentezza dei vicoli e dei carretti di agrumi trainati da rugosi e irsuti turchi.
Ma magari l’errore o mio, o semplicemente non esiste errore. C’&amp;amp;#232; chi si accontenta di collezionare foto ricordo vivendo il viaggio attraverso il mirino della macchina fotografica. C’&amp;amp;#232; chi va solo per poter inserire un&amp;#39;altra citt&amp;amp;#224; tra i luoghi dei suoi racconti o chi ama il pensiero del viaggio e basta questo per asserire di” essere stato”. 
Camminando senza meta, solo alla ricerca dell’essenza , tiepidi cuscini su gradoni coperti di tappeti ricamati in rosso accolsero il nostro ozio passeggero.
Il tepore dell’ultimo sole lentamente , a suon di preghiere e richiami, si attenuava, cos&amp;amp;#236; come il suo timido rossore. Le cupole, gli slanci , i ponti perdevano dettagli disegnando siluette stagliate all’orizzonte. Le ombre di un’antica e prostrata cultura.
Il venditore di t&amp;amp;#232; danza tra i resti appisolati di chi cerca la quiete. Il ritmo &amp;amp;#232; scandito dal vociferare piatto degli acquirenti. I bicchieri di t&amp;amp;#232; fumante, rosso e odoroso filtrano la luce al tramonto creando ombre magenta nel vassoio d’argento. Il vapore lascia tracce nell’aria densa che con un soffio di brezza sono solo ricordi.
I giocatori di dama e i navigatori nel web sono entrambi seduti in questo lungomare. Ognuno con i suoi arnesi, pedine dalla lunga ombra del sole all’orizzonte e monitor poggiati sulle cosce. Entrambi il loro t&amp;amp;#232; in mano. Io ed Emilie distesi senza scarpe, come vuole l’educazione, attendiamo che ancora una volta, la pi&amp;amp;#249; affascinante cadenza ritmica naturale si compia. La bevanda rossa e calda scorre attraverso la gola e dalla riva del Bosforo, in totale quiete e pacatezza, anche oggi finisce un altro giorno. &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/turchia/diario_di_viaggio_turchia_8912.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;istanbul : una Parigi che prega in ginocchio&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=5934&amp;user=robclimbing"&gt;robclimbing&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>robclimbing</dc:creator><category>TURCHIA</category><pubDate>Tue, 18 May 2010 21:08:50 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/medio oriente/turchia/diario_di_viaggio_turchia_8912.ashx</guid></item><item><title>Welcome to Egypt, Cairo</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/egitto/diario_di_viaggio_egitto_8913.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/egitto/diario_di_viaggio_egitto_8913.ashx"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;EGITTO, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrivere del Cairo, dell’Egitto e della sua gente potrebbe richiedere titanici volumi, per cui preferisco essere il pi&amp;amp;#249; sintetico ed esaustivo possibile.
Il Cairo &amp;amp;#232; una citt&amp;amp;#224; aperta alle interpretazioni. Non &amp;amp;#232; Firenze: bella , colorata e costosa. 
Ci si pu&amp;amp;#242; limitare ad essere semplici i turisti, venendo impressionati dalla magnificenza delle piramidi e dal folclore dei mercati,osservando il rito del t&amp;amp;#232; per strada, e sibilando frasi encomiastiche alla vista di un bel souvenir. Oppure si pu&amp;amp;#242; vivere il Cairo, Venendo investiti dalla storia , travolti da migliaia di operai che stanno posando le ultime lastre di copertura delle piramidi. Si pu&amp;amp;#242; entrare nella vita dei mercati e della popolazione , bevendo il pi&amp;amp;#249; buon t&amp;amp;#232; mai sorseggiato prima, nel pi&amp;amp;#249; sudicio bicchiere che abbia mai sfiorato le mie labbra.
L’ospitalit&amp;amp;#224; degli egiziani &amp;amp;#232; incredibile. Ogni forestiero , se incrociato da un egiziano, riceve un cordiale Welcome to egypt! Alla fine di ogni giornata quasi non se ne pu&amp;amp;#242; pi&amp;amp;#249; di tutta questa cordialit&amp;amp;#224;. Tornati a Cipro, dopo cinque giorni di benvenuti e discussioni con ogni sorta di persona, la semplicit&amp;amp;#224; egiziana, la cortesia e l’allegra mi hanno lasciato un gran vuoto. Davanti casa mia, qui a Cipro, una villa con due porche, silenziosa e superficiale, mi da il benvenuto ogni mattina con il silenzio dei loro proprietari.
La citt&amp;amp;#224; sembra vivere di notte. Probabilmente a causa del caldo, ma durante il giorno i mercati , le strade e le piazze sono popolati solo da pallide persone in pantaloncini, palesemente turisti, che si stanno compiacendo dell’affare appena conseguito. Durante la notte, dalle 5 del pomeriggio, alle cinque della mattina, Il pugno di turisti si tramuta in uno stormo euforico e colorato. Le strade si surriscaldano dal passio delle persone. I bar estraggono le loro migliori shisha (il narghil&amp;amp;#232;, un oggetto utilizzato per fumare) e i tavoli sono un ricettacolo di donne con il velo, uomini e ragazzi, tutti con i loro t&amp;amp;#232; e le loro risate. Camminare la notte &amp;amp;#232; un’esperienza mai provata prima. Le spezie nell’aria si fanno pesanti con i vapori dei kebab. La menta, la liquirizia e la mela verde rinfrescano il tabacco delle shishe che infervorano l’aria di questi strabilianti profumi.
Si incontrano persone di ogni genere, come nazione araba vuole, le donne portano il velo, ma solo alcune integrale. Le donne sembrano piuttosto integrate, anche se le restrizioni religiose da tutti conosciute impongono alcuni limiti per noi occidentali inconcepibili.
&amp;amp;#200; divertente vedere come i ragazzi fanno i galletti con le loro auto ammaccate e vecchie, sorseggiando non birra ma t&amp;amp;#232;! In meno di un’ora, se si &amp;amp;#232; sociali, ci si ritrova avvolti da giovani che vogliono scattare foto o semplicemente offrire qualcosa. L’ultima sera, seduti su dei divani costituiti da scocche malandate di macchine, abbiamo speso del piacevole tempo tra cammelli e banane (e non &amp;amp;#232; un eufemismo) bevendo caff&amp;amp;#232; egiziano e scherzando in arabo!
Girando per il mercato, il “where are you from?” &amp;amp;#232; una sintassi consueta e ripetuta in ogni lingua. &amp;amp;#200; il loro approccio per invogliarti a d acquistare qualcosa.
Ogni cosa acquistata in giro per i mercati deve essere contrattata. Il prezzo base &amp;amp;#232; sempre 2, 3 o 5 volte il prezzo che puoi ottenere con una buona parlantina e la simpatia cordiale di qualche sorriso. La pratica del patteggio non &amp;amp;#232; solo necessaria al fine di realizzare ottimi affari, ma &amp;amp;#232; un divertente gioco di pazienza e abilit&amp;amp;#224; che ogni egiziano si aspetta di vincere. Tornato a casa viene voglia di ribattere sul prezzo dei servizi o delle cose, ma immaginare di scendere dal taxi e dire “ok ti do 5 euro, anzich&amp;amp;#233; 10” mi sembra un po’ fuori luogo.
Tutti sono cordiali. Per mera cordialit&amp;amp;#224; o perch&amp;amp;#233; sperano in un possibile acquisto, comunque i sorrisi non mancano. A volte questa eloquenza pu&amp;amp;#242; apparire veramente oppressiva, ma le rughe nei volti bruciati dal sole di questa gente, mi sono rimaste nel cuore. Gente che possibilmente abita sopra la tomba dei loro avi(usuale nella citt&amp;amp;#224; dei morti, un quartiere del Cairo) , in una casa senza tetto con il pavimento di sabbia, ma che sprizza gratitudine anche solo per dieci minuti spesi a chiacchierare con loro.
Il Cairo insegna che la mancia &amp;amp;#232; obbligatoria. All’ingresso di ogni bagno, all’uscita di ogni moschea, dopo un t&amp;amp;#232;, in albergo cosi come per fare una fotografia ad una donna che spella le melanzane, si deve dire addio a qualche pound egiziano. Si arriva al punto che quando si trova qualcuno che da indicazione gratuitamente ci si stupisce!
A questo per&amp;amp;#242; fa fronte l’economica vita egiziana. Con cinquanta pound , che sarebbero solo 8 euro europei, potresti vivere una settimana. In Cairo (parlo di quello vero, non il turistico!) per quella cifra puoi acquistare 25 gelati (in Italia 3, 2 se si &amp;amp;#232; a Firenze!), 25 piatti di riso (contro i 2 in Italia), 15 kefie ( 1 in Italia), 500 pagnotte (4 in Italia), 50 caff&amp;amp;#232;, t&amp;amp;#232; , o succhi di frutta (3 succhi, 8 caff&amp;amp;#232; , 8 te in Italia)15 kebab (2 in Italia).
Incredibile pensare alle differenze abissali tra i prezzi nella stessa Cairo per quanto riguarda tutto ci&amp;amp;#242; che potrebbe interessare i turisti e ci&amp;amp;#242; che si discosta dalla uso comune di ogni visitatore. Comunque sia, una cena di lusso in un ristorante a 5 stelle non supera i sessanta pound !
Se non si &amp;amp;#232; suscettibili alla sporcizia, o meglio, se si &amp;amp;#232; coraggiosi, testare le abitudini culinarie del luogo &amp;amp;#232; un’esperienza sensoriale inimitabile. La spremuta di canna da zucchero serviti in bicchieri puliti con un drappo della maglietta del barman &amp;amp;#232; una delizia. Dicesi lo stesso per il karkad&amp;amp;#232; freddo, ristoratore ed ineguagliabile!
Lo stile di guida degli egiziani &amp;amp;#232; incredibile. Pensavo di aver visto tutto passando dall’indisciplina siciliana alla prepotenza cipriota, ma mi sbagliavo. Qui non si va veloci ma si va sempre!nel senso che il freno &amp;amp;#232; utilizzato solo in casi di emergenza. Il traffico &amp;amp;#232; un fluire inimmaginabile dove i clacson suonano in continuazione, ma senza rabbia o prepotenza, solo una tattica organizzativa.
ES in caso di un normale rallentamento:
1-	Clacson e si passa a destra o a sinistra
2-	 Il sorpassato risponde con il clacson
3-	 Ma dietro il sorpassante di sicuro ci sar&amp;amp;#224; qualcuno a cui si ha tagliato la strada che avr&amp;amp;#224; a sua volta deviato l’incidente e suona,
4-	di conseguenza il primo sorpassante suona nuovamente e cosi via per tutte le auto di una delle citt&amp;amp;#224; pi&amp;amp;#249; grandi del mondo.
Il primo giorno ho pensato che stessimo per incidentarci almeno venti volte. La distanza tra una macchina ed un&amp;#39;altra &amp;amp;#232; di una spanna, e credo che il miglio taxista napoletano finirebbe per diventare la pallina di un flipper tra le strade della capitale egiziana..
Il Cairo &amp;amp;#232; una citt&amp;amp;#224; senza cielo, coperto da una cortina di gas e sabbia. Nella quale sono rinchiusi abissali discordanze e anacronistici stili di vita. Amo questo luogo, l’essenza povera e umile aperta al sorriso e ad un t&amp;amp;#232; non pu&amp;amp;#242; che catturare ed ammaliare.&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/egitto/diario_di_viaggio_egitto_8913.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Welcome to Egypt&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=5934&amp;user=robclimbing"&gt;robclimbing&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>robclimbing</dc:creator><category>EGITTO</category><pubDate>Tue, 18 May 2010 21:27:20 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/egitto/diario_di_viaggio_egitto_8913.ashx</guid></item></channel></rss>