﻿<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:trackback="http://madskills.com/public/xml/rss/module/trackback/"><channel><title>ViaggiScoop.it, I viaggi di davide</title><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=815&amp;user=davide</link><description>I miei viaggi inseriti su www.viaggiscoop.it</description><dc:language>it-IT</dc:language><managingEditor>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</managingEditor><webMaster>info_noreply@viaggiscoop.it (Viaggiscoop.it)</webMaster><copyright>Copyright 2004-2026 ViaggiScoop.it</copyright><generator>ViaggiScoop.it RSS generator v1.1</generator><image><title>ViaggiScoop.it</title><url>http://www.viaggiscoop.it/image/logo_RSS.gif</url><link>http://www.viaggiscoop.itviaggiutente.aspx?idU=815&amp;user=davide</link><width>103</width><height>26</height></image><item><title>Diario di viaggio in Thailandia e Cambogia, In giro in Thailandia e Cambogia , Thailandia e Cambogia</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/tailandia/diario_di_viaggio_tailandia_6029.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/tailandia/diario_di_viaggio_tailandia_6029.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/815/6029/54669.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;TAILANDIA, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivato il grande giorno, si parte per una nuova avventura verso il misterioso Oriente. L’arrivo nella grande metropoli di Bangkok, come poi in tutti i posti Asiatici e’ un impatto non tanto piacevole per via delle stagioni delle piogge che provocano un tasso di afa non indifferente pari a un 90%. Sono per&amp;amp;#242;  fortunato il sole ne fa’ da padrone. Tra canyon di grattacieli di cemento, rombanti veicoli che sfrecciano con rumori assordanti, questa e’ la vera Bangkok, strade a 12 corsie e sopraelevate questa e’ la capitale delle Thailandia dal 1782 come stabilito dal primo Re della dinastia Chakri Rama I. Il nome e’ una contrazione di Bang Makok, che sta’ a significare “Villaggio delle prugne selvatiche” e il nome ufficiale in Thai e’ una specie di scioglilingua. Mi fermo tre notti, il giusto per vedere le cose pi&amp;amp;#249; importanti. La prima visita e sicuramente la pi&amp;amp;#249; bella e’ quella al tempio del Buddha di Smeraldo che sarebbe il Wat Phra Kae. E’ una meraviglia architettonica di luccicanti Chedi (Stupa) dorati apparentemente sospesi in aria, di lucide tegole arancioni e verdi tetti che trafiggono il cielo umido di colonne rivestite di mosaici e di ricchi frontoni di marmo. Dopo passo al Palazzo Reale oggi usato dal Re soltanto in occasione di alcune celebrazioni ufficiali senza dubbio nel vedere tale costruzione si rimane senza fiato. A 15 minuti di strada c’&amp;amp;#232;  il Wat Pho che ospita il pi&amp;amp;#249; importante Buddha disteso e la pi&amp;amp;#249; ricca collezione di statue del Buddha della Thailandia e anche la sede nazionale per l’insegnamento e la conversazione della medicina tradizionale Thai. Passando dall’altra parte del fiume (Tamburi) c’&amp;amp;#232; uno straordinario tempio il Wat Arun con una torre stile Khmer di 82 metri, costruito durante la prima met&amp;amp;#224; del XIX secolo su commissione di Rama II, molto spettacolare. Da vedere c’&amp;amp;#232; ne parecchio dalla parte centrale di Siam Square dove ci sono i vari centri commerciali e dove si possono trovare nuovissime tecnologie con prezzi ottimi e i vari quartieri di Chinatown, Phahunat e Banglamphu dove e’ possibile fare acquisti in vari e svariati mercatini. Penso che 3 giorni siano pi&amp;amp;#249; che sufficienti per visitarla. Dopo la visita della capitale thailandese parto via terra per la Cambogia passando per Trat e cambiando vari mezzi arrivo al confine, mi fermo alla prima cittadina Ko Kong e pernotto per aspettare la mattina seguente il pullman che mi porta a Sihanoukville. Non e’ la prima volta che visito la Cambogia, ci sono stato nel 2005 quando mi sono fermato per visitare i Templi di Angkor Wat a Siem Reap, che dire un posto fantastico la gente anche se povera e’ disponibile e sempre pronta ad aiutare e a regalare un sorriso. Oggi i cambogiani sono circa 14 milioni, praticamente 7 milioni in pi&amp;amp;#249; rispetto al periodo che ha preceduto il genocidio perpetrato dai Khemr rossi o per meglio dire dall’organizzazione di Pol Pot, a partire dal 1975 che secondo le parti sarebbero 3 milioni di vittime sterminate, per dimenticare il genocidio i cambogiani si sono messi a fare sempre pi&amp;amp;#249; figli , questo almeno quanto da loro raccontatomi. Solo alla fine di luglio del 1997, la radio ufficiale dei Khmer annuncia uno scoop: l’arresto e il processo di Pol Pot la cui morte avvenne l’anno successivo anche se rimane sempre un mistero. Dopo questo piccolo excursus storico torniamo al mio viaggio. Arrivo a Sihanoukville, localit&amp;amp;#224; di mare che rimane nel golfo della Thailandia ed &amp;amp;#232; il porto principale della Cambogia. Chiamata anche Kompang Sam attira sia i residenti che gli stranieri che possono passare un week end tranquillo per riposare sotto gli alberi di cocco e le spiagge bianche nonch&amp;amp;#232; appassionati d’immersioni che partono all’esplorazione dei fondali delle magnifiche isolette tropicali al largo delle costa. Il primo giorno di visita mi prendo un tuc- tuc e vado ad esplorare le varie spiagge, come citt&amp;amp;#224; artistica non offre tanto, si possono visitare due      templi e il piccolo porto. Per la sera, se amanti di serpenti, si pu&amp;amp;#242; andare a cenare alla The Snake House, ristorante molto carino il cui proprietario e’ un russo, dove si possono gustare piatti tipici cambogiani e russi, naturalmente senza essere mai persi di vista da questi simpatici rettili. Ah, dimenticavo, questi ultimi a loro volta sorvegliati da un coccodrillo di circa 1,5 m. A Sihanoukville ho pernottato da un amico italiano che possiede una Ghest House. Dopo avere passato 3 notti parto per la capitale Phnom Penh che rimane a 5 ore di viaggio dalla localit&amp;amp;#224; di mare. Le strade sono ben gestite e mentre mi osservo il panorama suggestivo mi faccio scappare qualche click della macchina fotografica sulle varie abitazioni a m&amp;amp;#242; di palafitta. Non ho detto che la guida e’ come in Italia, invece in Thailandia al contrario.

Phnom Penh deve il suo nome a una certa Madame Penh, secondo la leggenda scopr&amp;amp;#236; 4 statue di bronzo in un tronco di albero che galeggiava sul Mekong. Per mettere il suo tesoro al riparo costru&amp;amp;#236; una collina di pietre: il Phnom sul quale fu edificato uno Stupa e l’antico villaggio di pescatori divenne la residenza dei Re Khmer verso il XV secolo. Inizio la visita alla citt&amp;amp;#224; dal Palazzo Reale che risale all’inizio del XX secolo  i suoi edifici principali sono stati commissionati da architetti Khmer e Francesi del Re Nordom e successivamente dal Re Sisowath, e’ estremamente affascinante, con i tetti ricoperti di tegole dipinte, fronte pizzi intarsiati e cortili fioriti con lunghe gallerie. Passo poi a una realt&amp;amp;#224; triste ossia al museo del genocidio o S21, costruito dai francesi come edificio scolastico e trasformato in seguito nella pi&amp;amp;#249; terribile prigione di tutta la Cambogia. Qui dall’aprile del 1975 al gennaio 1979 quasi 15 mila persone sono state rinchiuse e sottoposte alle pi&amp;amp;#249; orribili torture prima di essere uccisi dai Khmer rossi di Pol Pot nel campo di sterminio di Choueng Ek. Lo visito, ma preferisco non parlare di questa cruda realt&amp;amp;#224;. Ci&amp;amp;#242; non significa per&amp;amp;#242; far finta di niente e chi volesse pu&amp;amp;#242; rendersi conto di tali atrocit&amp;amp;#224; guardando alcune  foto nel mio sito che valgono pi&amp;amp;#249; di mille parole. Ci sono poi varie pagode e templi da visitare, molto bella e’ la pagoda d’Argento a Wat Phom in cima ad una piccola collina alta 30 m. Da non perdere inoltre i vari mercatini, da quello centrale con pi&amp;amp;#249; di 2 mila bancarelle, a quello russo che vanta le preferenze dei turisti in quanto meglio assortito se si vogliono acquistare i pi&amp;amp;#249; svariati souvenirs. Molto carine sono anche le gite in battello sul fiume Sisowath. Chi cercasse invece vita notturna, qui, come poi nella maggior parte dei paesi orientali capita male. Bisogna accontentarsi dei tipici locali ”del turista”. Dopo aver  passato una settimana in un paese cos&amp;amp;#236; emozionante lascio con il cuore la bellissima Cambogia e rientro in Thailandia con un volo verso Chain May. Una delle molte domande che i thailandesi sono soliti porre a uno straniero in visita e’: “sei gi&amp;amp;#224; stato a Chain May?” come sottolineare che e’ una tappa obbligatoria. La citt&amp;amp;#224; vecchia e’ un quadrato preciso delimitato da canali e resti di mura dove &amp;amp;#232; possibile visitare molti templi importanti tra i quali, Wat Chian Man, costruito nel 1296  tipico esempio di architettura tradizionale del Nord con possenti colonne in Tek e  Wat Phra Singh iniziato nel 1345 dal Re Pa Yo e portato a compimento tra il 1385 e il 1400 che ospita la statua di Phra Singh.&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/tailandia/diario_di_viaggio_tailandia_6029.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Diario di viaggio in Thailandia e Cambogia&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=815&amp;user=davide"&gt;davide&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>davide</dc:creator><category>TAILANDIA</category><pubDate>Sat, 01 Nov 2008 12:09:18 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/tailandia/diario_di_viaggio_tailandia_6029.ashx</guid></item><item><title>Viaggio in india e nepal, Nord dell&amp;#39;india e Nepal</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/india/diario_di_viaggio_india_2249.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/india/diario_di_viaggio_india_2249.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/815/2249/18183.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;INDIA, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&amp;amp;#180;India ha una popolazione di un miliardo di persone ed &amp;amp;#232; un Paese di accesi contrasti, dove la storia e la tradizione convivono con un presente dinamico. 
E&amp;amp;#180; seconda solo agli Stati Uniti nelle tecnologie dell&amp;amp;#180;informazione, eppure le famiglie rispettano le tradizioni, gustando insieme elaborate ricette preparate in casa, anzich&amp;amp;#233; ingollare qualcosa in un fast-food. 
Il territorio del subcontinente, estremamente diversificato, fatto di fiumi, campi, foreste, montagne e deserti, ha la forma di un immenso diamante.
La moneta locale &amp;amp;#232; la rupia, il cui cambio &amp;amp;#232; 1 € = 58 rupie.
Eccoci inoltrati nella grande capitale dell&amp;amp;#180;India: Delhi. Essa &amp;amp;#232; il principale punto di accesso del Paese, di partenza per visitare il cosiddetto &amp;amp;quot;Triangolo d&amp;amp;#180;oro&amp;amp;quot;, che conserva alcuni tra i maggiori tesori dell&amp;amp;#180;arte indiana. La storia di Delhi, l&amp;amp;#180;attuale capitale della pi&amp;amp;#249; grande democrazia al mondo, risale ad oltre 3000 anni fa. Per ben sette volte Delhi combatte per la propria sopravvivenza ed ogni dinastia regnante lasci&amp;amp;#242; dietro di s&amp;amp;#233; un&amp;amp;#180;unica eredit&amp;amp;#224; culturale ed architettonica, espressa in templi e mercati, palazzi e fortezze, monumenti funebri e torri.
Lasciamo l&amp;amp;#180;aeroporto e subito notiamo una grande differenza tra il nostro modo di vivere e la realt&amp;amp;#224; di Nuova Delhi. 
My web: www.viaggiare11.spaces.live.com per vedere altre foto

&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/india/diario_di_viaggio_india_2249.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Viaggio in india e nepal&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=815&amp;user=davide"&gt;davide&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>davide</dc:creator><category>INDIA</category><pubDate>Sat, 23 Sep 2006 09:28:18 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/india/diario_di_viaggio_india_2249.ashx</guid></item><item><title>DIARIO DI VIAGGIO A SHARM E IL SINAI, sharm el sheikh, SINAI</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/egitto/diario_di_viaggio_egitto_2504.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/egitto/diario_di_viaggio_egitto_2504.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/815/2504/20297.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;EGITTO, Africa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalle montagne di corallo che si levano dal fondo del mare alla bassa barriera corallina brulicante di pesci, dalle ripide pareti sottomarine che scendono a profondit&amp;amp;#224; insondabili ai relitti di navi ricoperte di corallo, siamo arrivati nel Mar Rosso, precisamente a Sharm el Sheikh, dopo un viaggio durato poco pi&amp;amp;#249; di 4 ore.
Appena arrivati, notiamo subito la differenza di clima: ci siamo lasciati alle spalle i nostri 0&amp;amp;#176; per ritrovarne 23&amp;amp;#176;, considerando che qui sono le 22,00… Il fuso tra l’Italia e l’Egitto &amp;amp;#232; di un’ora avanti e la moneta locale &amp;amp;#232; la lira egiziana, il cui cambio &amp;amp;#232; 1 euro = 7 lire egiziane.
Circa 20 milioni di anni fa, l’Egitto, il Sinai e la penisola Arabica erano uniti in un unico blocco. Poi, enormi sconvolgimenti terrestri portarono alla separazione delle terre e la penisola meridionale del Sinai rimase isolata dando luogo a due grandi golfi: ad ovest il golfo di Suez, la cui massima profondit&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; appena 95 metri e ad est il golfo di Aqaba, che raggiunge invece i 1.800 metri di profondit&amp;amp;#224;. Quest’ultimo golfo fa parte della grande spaccatura terrestre, chiamata Rift, che dalla catena del Tauro si estende fino al Kenia. La grande attivit&amp;amp;#224; sismica del passato e i tremendi fenomeni eruttivi hanno dato al Sinai meridionale la sua impronta caratteristica; le sue vette pi&amp;amp;#249; importanti sono il Monte di Mos&amp;amp;#232;, che raggiunge i 2.285 metri e il Monte di Santa Caterina, di 2.642 metri, il pi&amp;amp;#249; alto di tutta la penisola.
La navetta, dall’aeroporto, ci porta direttamente al villaggio, che si trova a Sharm el Sheikh, pi&amp;amp;#249; precisamente a Sharm el Maya Bay (la baia dell’acqua tranquilla).
La mattina seguente, appena svegli ed incuriositi, andiamo subito a dare un’occhiata al mare e a vedere l’alba, di cui abbiamo sempre sentito parlare…
I primi due giorni sono dedicati esclusivamente al puro riposo e alle innumerevoli camminate sulla baia… E’ tutto molto rilassante, soprattutto pensando al freddo che c’&amp;amp;#232; in Italia… Qui verso le 13,00, la temperatura &amp;amp;#232; di 29&amp;amp;#176;… che spettacolo!!!
Qui lo snorkelling &amp;amp;#232; d’obbligo, ma non sapendo nuotare molto bene, decidiamo di prendere una barca con il fondo in vetro… ci godiamo cos&amp;amp;#236; una spettacolare visione subacquea della barriera corallina, con le sue decine di costruzioni di corallo popolate da vivaci pesci colorati. Il mare sotto di noi &amp;amp;#232; di un incredibile azzurro senza fine, intenso e luminoso, con una barriera corallina incontaminata, animata da migliaia di pesci…
La vera escursione inizia decisamente con la prima escursione al monastero di Santa Caterina e il monte Sinai. Partiamo verso le 6,00 di mattina e, dopo aver passato vari posti di blocco, prendiamo la strada, circondata dal deserto, da cui si pu&amp;amp;#242; ammirare un panorama da togliere il fiato!
Per arrivare al monastero, da Sharm, occorrono 2 ore e mezzo di viaggio…
Compreso tra i contrafforti delle aree protette di Nabq e Ras Abu Gallum e lo uad&amp;amp;#236; Fayran, questo territorio, di 4.300 kmq di alte montagne, comprende il monastero cristiano di Santa Caterina, il picco roccioso del santissimo monte Sinai, la montagna pi&amp;amp;#249; alta dell’Egitto, il monte di Santa Caterina e il protettorato di Santa Caterina, inaugurato nel 1996.
Il monastero &amp;amp;#232; un convento greco-ortodosso fondato nel IV secolo e ha una doppia particolarit&amp;amp;#224;: &amp;amp;#232; la pi&amp;amp;#249; piccola diocesi e il pi&amp;amp;#249; antico monastero ancora attivo. L’imperatrice Elena, moglie di Costantino, ordin&amp;amp;#242;, nel 337 a.C., la costruzione di una cappella nel punto in cui, secondo la tradizione biblica, a Mos&amp;amp;#232; era apparso il roveto ardente (l’albero che miracolosamente si incendiava ma non si consumava). Nel VII secolo, il profeta Maometto stesso avrebbe garantito la protezione del centro religioso. Con il passare del tempo le guardie si convertirono, a poco a poco, all’islam e i monaci si fecero sempre meno numerosi, finch&amp;amp;#233;, si racconta, nell’VIII secolo, venne scoperto il corpo intatto di Santa Caterina d’Alessandria, martirizzata nel 395 a:C.; le spoglie della Santa sarebbero state deposte dagli angeli sulla vetta del monte che oggi porta il suo nome. Anche l’impero ottomano scelse di proteggere il monastero, esattamente come fece Napoleone Bonaparte. Divenuto una struttura religiosa autonoma, oggi il monastero accoglie 22 monaci sotto l’autorit&amp;amp;#224; di un arcivescovo e di un consiglio. Eretta a 1.570 metri di altezza, al centro di una stretta valle dominata da cime vertiginose, questa fortezza dalle mura imponenti alte 10-15 metri e larghe 2-3, si rivela di primo acchito misteriosa, se non addirittura angosciante quando cala l’oscurit&amp;amp;#224;. Vista l’affluenza di visitatori, oggi i monaci hanno limitato l’accesso alla chiesa principale, eretta intorno al punto dove sarebbe apparso il roveto ardente, e al pozzo di Mos&amp;amp;#232; (in cui, miracolosamente, ancora oggi c’&amp;amp;#232; acqua), escludendo dalla visita il tesoro, il museo, la biblioteca e i refettori. All’interno delle mura &amp;amp;#232; inoltre presente l’ossario, dove sono lugubremente custodite le ossa e i teschi dei monaci deceduti, oltre alla reliquia di Santo Stefano, protetta da una teca in vetro. La particolarit&amp;amp;#224; di questo monastero, che lo rende unico al mondo, &amp;amp;#232; vedere un campanile sovrastare in altezza una torre del muezzin. All’interno delle mura, infatti, oltre al monastero ortodosso, si trova una moschea, fatta costruire dai monaci per impedire la demolizione di tutto il monastero, ordinata dall’imperatore Costantino, che voleva la distruzione di tutti i luoghi di culto cristiani. In questo modo, infatti, il monastero di Santa Caterina era diventato un luogo di culto non soltanto cristiano ma anche musulmano. 
Luogo santo tanto per gli ebrei quanto per i cristiani e i musulmani, il monte Sinai sarebbe stato scalato dal primo profeta, Mos&amp;amp;#232;, che qui avrebbe ricevuto le tavole della legge (i dieci comandamenti). Gli archeologi si chiedono ancora se il monte Sinai corrisponde al monte Haub della Bibbia. Il paesaggio &amp;amp;#232; molto particolare, specialmente se si percorre il tragitto a dorso di dromedario…
Lasciando il monastero e dopo aver pranzato, ci dirigiamo verso Dahab, conosciuta anche come “Koh Samui” del Mar Rosso. Dahab, che in arabo significa “oro”, &amp;amp;#232; situata tra Sharm el Sheikh e Nuwayba. Questa deliziosa cittadina &amp;amp;#232; la localit&amp;amp;#224; prediletta dei subacquei e da tutti coloro che amano immergersi in un’atmosfera intrisa di cultura beduina, semplice e rilassante. Un vero rifugio hippy, a detta dei nostalgici. Qui si sono incontrati la cultura degli anni ’70 del Novecento e il modo di vivere dei beduini. Attenzione, a Dahab l’acqua non &amp;amp;#232; potabile e pare che ogni anno provochi nuovi casi di epatite, &amp;amp;#232; perci&amp;amp;#242; consigliabile bere acqua in bottiglie chiuse.
Ci fermiamo un paio di orette per rilassarci e per fare un po’ di shopping , naturalmente, qui i prezzi sono pi&amp;amp;#249; bassi che a Na’ama Bay. Lungo la passeggiata, chiamata Assalah, si susseguono ristoranti in stile beduino, centri sub e spiagge, dove chi &amp;amp;#232; stanco di oziare nei bar all’aperto sulla spiaggia pu&amp;amp;#242; praticare un’ampia variet&amp;amp;#224; di attivit&amp;amp;#224;, acquatiche e a terra.
Dopo una giornata intera di escursione, un po’ stanchi, ritorniamo al nostro villaggio per riposare e per prepararci, per l’indomani mattina, per un’altra emozionante visita, non prima per&amp;amp;#242; di aver fatto un girettino all’Hold Market di Sharm vecchia, per raggiungere il quale occorrono solo 10 minuti di cammino dal nostro villaggio…
Il mattino seguente partiamo alle 6,00 con un fuoristrada per una delle meraviglie naturali del Sinai: il maestoso Canyon colorato. Per arrivarci occorrono 3 ore di viaggio, di cui, l’ultimo tratto di mezz’ora, di fuoristrada nel deserto. Tra l’altro, si tratta di una strada con un percorso segnalato da seguire perch&amp;amp;#233; pare ci possano essere mine inesplose. Arrivati, il panorama &amp;amp;#232; spettacolare e il s&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/egitto/diario_di_viaggio_egitto_2504.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;DIARIO DI VIAGGIO A SHARM E IL SINAI&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=815&amp;user=davide"&gt;davide&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>davide</dc:creator><category>EGITTO</category><pubDate>Sat, 18 Nov 2006 09:34:23 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/africa/egitto/diario_di_viaggio_egitto_2504.ashx</guid></item><item><title>Diario di viaggio in Cambogia e Vietnam, Tour del Vietnam</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/vietnam/diario_di_viaggio_vietnam_2916.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/vietnam/diario_di_viaggio_vietnam_2916.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/815/2916/23027.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;VIETNAM, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DIARIO DI VIAGGIO
TRA LA CAMBOGIA E IL VIETNAM

AGOSTO 2005

 

Sono arrivato in Cambogia, dopo diversi scali, per la meta non tanto turistica, precisamente Siem Reap. L’indomani mattina ho fatto il pass, con tanto di foto, per entrare al sito archeologico patrimonio dell’UNESCO. Non credevo ai miei occhi, che al mondo potessero esistere meraviglie del genere. Ebbene s&amp;amp;#236;, sono proprio i templi di Angkor, il sito pi&amp;amp;#249; grande al mondo, su un’area di 21 km2, che rappresentano l’universo. Per visitarli ho preso una macchina, con tanto di driver sempre a disposizione, al costo di 10 dollari al giorno. Angkor Wat, il pi&amp;amp;#249; maestoso e, a mio parere, il pi&amp;amp;#249; fantastico, Angkor Tom e il Bayon, che per visitarlo all’interno della giungla a dorso di elefante &amp;amp;#232; stata un’esperienza unica. Per non parlare dei templi inghiottiti dalla vegetazione, in cui sono state girate alcune scene del film “Tomb Raider”. Prima di partire per Hanoi, mi sono fermato a visitare il Museo delle mine antiuomo, una cosa terrificante; attualmente la Cambogia &amp;amp;#232; il Paese con pi&amp;amp;#249; mine antiuomo e per bonificarla ci vorrebbero altri 10 anni. Per le strade ho notato molte persone a cui mancavano gli arti inferiori e superiori e tutt’ora &amp;amp;#232; consigliabile camminare sui sentieri battuti; di tutto questo, ancora oggi, la gente si chiede il perch&amp;amp;#233;. Ne far&amp;amp;#242; riferimento pi&amp;amp;#249; avanti su quello che ho visto ed &amp;amp;#232; accaduto specialmente in Vietnam. Per&amp;amp;#242; mi fa sempre pi&amp;amp;#249; pensare che i veri colpevoli di queste guerre sono gli Stati Uniti d’America, altro che “Peace”! La gente &amp;amp;#232; fantastica, a parte un po’ il romperti dei bambini per lasciargli un goccio di Coca cola nella lattina. Lasciando la selvaggia Cambogia arrivo ad Hanoi, per fermarmi per 3 giorni in visita e, in serata, ne approfitto, visto il traffico intenso, per andare a vedere lo spettacolo delle marionette sull’acqua: molto bello! Dopo cinque ore di viaggio, una mattina mi trovo immerso in uno scenario sorprendente, ebbene s&amp;amp;#236;, &amp;amp;#232; proprio la baia di Halong: una meraviglia incontaminata in mezzo al mare, con pi&amp;amp;#249; di 3.000 tra faraglioni e isole. Per visitare questa sorprendente bellezza ho preso un tour di 3 giorni: la prima notte l’ho passata sull’isola di Cat Ba e l’altra su una barca, ammirando le sfumature del tramonto e dell’alba, per poi approfittarne per fare un bel bagno. L’indomani mattina sono partito per Hue e, dopo 13 ore di pullman per percorrere 800 km, sono andato a visitare la vecchia cittadella, sempre patrimonio dell’UNESCO, assomigliante alla citt&amp;amp;#224; proibita di Pechino. Nel pomeriggio ho preso una piccola imbarcazione e ho fatto una crociera sul fiume dei Profumi, per poi visitare, sotto la pioggia, i vari templi che non finiscono mai di stupirmi. L’umidit&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; sempre alta e verso le 16,00, immancabilmente, la pioggia cade per la sua solita oretta ininterrotta. Il 12/8 arrivo a Hoi An, citt&amp;amp;#224; molto carina che rimane al centro del Vietnam sulla costa. Per visitare la parte storica &amp;amp;#232; necessario acquistare dei ticket, per&amp;amp;#242; bisogna selezionare cosa si vuole vedere. Molto bello &amp;amp;#232; il ponte costruito dai giapponesi e il porto. Il giorno seguente noleggio una moto e mi reco ai siti archeologici di My Son, che rimangono a circa 60 km di distanza. C’&amp;amp;#232; da dire che dopo aver visto, nei giorni iniziali, il fantastico sito di Angkor, non ci sono paragoni, ma mi rifaccio con i paesaggi e gli inconvenienti che si possono trovare per strada! Nel pomeriggio faccio un salto alla beach, ne vale veramente la pena, anche per gustare qualche specialit&amp;amp;#224; che offre il mare. In nottata parto per Dalat e mi aspettano 18 ore di bus per percorrere soli 900 km…pi&amp;amp;#249; che altro, ogni 3 ore, di regola, l’autista si ferma mezz’ora e pi&amp;amp;#249; per sosta. Dalat rimane ad un’altezza di 1.400 metri sul livello del mare; &amp;amp;#232; una bella cittadina, che mi permetter&amp;amp;#224; di liberarmi dallo stress e dall’afa dei giorni scorsi. Mi sono preso un pomeriggio di riposo per organizzare l’escursione, per l’indomani mattina, alle cascate di Pangkor, che rimangono a 70 km, e che, tra l’altro, visito accompagnato da un driver su motorbike. A parte le 2 ore impiegate, ne &amp;amp;#232; valsa veramente la pena…le cascate sono davvero molto belle! Al ritorno mi fermo a visitare un villaggio caratteristico sul country, poi un monastero su un lago, tipico collinare. La fine della visita la passo in una casa un po’ strana, “Crazy House”, costruita da un architetto americano un po’ particolare, assomigliante alla casa delle meraviglie. Ed &amp;amp;#232; arrivato il giorno fatidico: si parte per Saigon, o, per meglio dire, Ho Chi Min. Per raggiungerla occorrono 7 ore di viaggio, tra l’altro 2 solo per entrare nell’immensa e incasinata metropoli. Non avevo mai visto un caos cos&amp;amp;#236; monotono neanche a New York, un’infinit&amp;amp;#224; di motorini… A Ho Chi Min cerco di rimanerci il minimo indispensabile, &amp;amp;#232; troppo stressante. Ne approfitto, comunque, per visitare il Museo della guerra o, per meglio dire, gli orrori che gli americani hanno combinato con le bombe al Nepal. Molto belli, poi, e che meritano di essere visitati, i vari templi e il palazzo residenziale. Il 16/8 parto, in mattinata, per la visita ai cunicoli di Cu Chil, che rimangono fuori Saigon di 70 km. Arrivati, una guida ci accompagna in una sala, dove ci mostra un filmato originale sulla guerra. Poi, passa a spiegarci, con un plastico, tutta la ramificazione dei cunicoli e la predisposizione delle varie stanze (cucina, toilette, camerate)…una cosa sorprendente pensando che si sviluppano su un’area di 200 km… E’ arrivato il momento che aspettavo: la guida ci porta al sito ed entriamo in questi cunicoli. Per entrarvi e girare mi devo mettere a gattoni e mi sono chiesto “Ma erano cos&amp;amp;#236; piccoli, un tempo, i Vietcong o si sacrificavano???”… Una volta usciti, la guida ci porta nella zona delle trappole, che i Vitcong mettevano per fare le imboscate agli americani…tra l’altro ci sono residui di bombe inesplose e crateri causati dall’esplosione di altre bombe… Tutta questa rete di cunicoli &amp;amp;#232; dovuta all’ingegno dei Vietcong per imbrogliare e sconfiggere l’esercito USA. Il giorno seguente parto per un’escursione di ben 3 giorni, presa in agenzia, sul delta del Mekong. Siamo un gruppo di 15 persone: io, l’unico italiano, una coppia australiana, tre ragazzi di New York, due coppie di Parigi e cinque ragazzi di Londra… Iniziamo l’escursione visitando il mercato galleggiante, molto particolare e caratteristico, dove si vedono lanci di frutta tra barca e barca, poi passiamo ad esplorare il vero delta del Mekong. E’ bello e particolare, anche se non tanto igienico, vedere queste case galleggianti, cio&amp;amp;#232; le barche, e le persone che fanno uso del fiume per tutte le mansioni relative all’igiene del corpo, alla pulizia di stoviglie e cos&amp;amp;#236; via…specialmente dato il colore fangoso del fiume… Entriamo in una casa e ci offrono frutta a volont&amp;amp;#224;, in cambio noi acquisteremo dei loro souvenir. Entriamo poi in un allevamento di coccodrilli, ce n’&amp;amp;#232; di tute le dimensioni…il pi&amp;amp;#249; piccolo &amp;amp;#232; lungo 10 cm, per arrivare all’esemplare pi&amp;amp;#249; grande che raggiunge i 6 metri di lunghezza… Usciti dall’allevamento, la guida ci racconta la storia di un film e, arrivando alla trama, scopro che il luogo in cui stiamo andando &amp;amp;#232; proprio il posto in cui hanno girato il film Apocalipse Now! Arrivati, lo spettacolo &amp;amp;#232; sorprendente: le imbarcazioni che fungono da casa che si muovono, per non parlare dei cappellini vietnamiti che le donne indossano, per non parlare poi della florida vegetazione che si rispecchia sul fiume…davvero uno spettacolo!
Dando alcuni numeri relativi a questo viaggio, ho passato 28 ore in aereo, per un totale di 25.000 km e 4 scali; 2.600 km in pullman, equivalenti a 60 ore di viaggio, alla velocit&amp;amp;#224; media di 43 km orari; 300 km in motorino e 60 ore in nave…tutto questo in soli 25 giorn&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/vietnam/diario_di_viaggio_vietnam_2916.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Diario di viaggio in Cambogia e Vietnam&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=815&amp;user=davide"&gt;davide&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>davide</dc:creator><category>VIETNAM</category><pubDate>Sat, 03 Feb 2007 01:07:42 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/vietnam/diario_di_viaggio_vietnam_2916.ashx</guid></item><item><title>Diario di viaggio in australia, australia</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/oceania/australia/diario_di_viaggio_australia_2071.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/oceania/australia/diario_di_viaggio_australia_2071.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/815/2071/15704.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;AUSTRALIA, Oceania&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene s&amp;amp;#236;, dopo varie meditazioni decido…ad agosto parto…
L’Australia si trova nell’emisfero meridionale ed ha una superficie complessiva di 7.772.535 km2, quasi 30 volte pi&amp;amp;#249; grande dell’Italia. Abitata dagli aborigeni da pi&amp;amp;#249; di 60.000 anni, &amp;amp;#232; il pi&amp;amp;#249; vecchio continente del mondo ed ora ha una popolazione di 20.000.000 di abitanti.
Dopo 14 ore di volo, arrivo ad Hong Kong e mi fermo, per uno scalo tecnico, per circa 12 ore. Ne approfitto, quindi, per visitare la bellissima isola, che ancora oggi &amp;amp;#232; la citt&amp;amp;#224; pi&amp;amp;#249; bella che io abbia mai visto… Mi aspettano poi altre 11 ore di volo per raggiungere la mia meta…
…WELCOME TO AUSTRALIA…
Eccomi, dopo un volo massacrante, arrivo a Sidney e…non credo ai miei occhi…
Metto piede in terra Australiana alle 12,00 ora locale, che in Italia sarebbero le 3,00 di mattina…
Arrivato all’aeroporto mi controllano le valigie e ne approfitto per cambiare la moneta in dollaro australiano, che vale 0,80 €…
Prendo la metro e mi dirigo nel centro di Sidney, dove ho prenotato la prima notte in albergo, in Pitt Street. 
A proposito delle stagioni, in Australia sono l’esatto opposto di quelle dell’emisfero settentrionale. Nella parte meridionale del Paese, la primavera arriva a settembre, l’estate va da dicembre a gennaio, l’autunno da marzo a maggio, mentre l’inverno comincia a giugno. Di positivo c’&amp;amp;#232; che il tempo, per la maggior parte dell’anno, &amp;amp;#232; bello e secco. Parlando chiaro, ora qui &amp;amp;#232; pieno inverno, per&amp;amp;#242; di giorno sto in maniche corte, anche se la massima &amp;amp;#232; sui 18&amp;amp;#176; C…
Dopo essermi sistemato, inizio subito la mia visita e ne approfitto per andare sopra alla Sidney Tower, che &amp;amp;#232; il punto panoramico pi&amp;amp;#249; alto di tutto l’emisfero australe (ex AMP Tower). Da quass&amp;amp;#249; si gode di una straordinaria vista a 360&amp;amp;#176; sui principali punti chiave di Sidney…davvero uno spettacolo, che consiglio come prima visita… All’ultimo piano &amp;amp;#232; possibile intraprendere un viaggio multimediale dell’Australia, attraverso una serie di porti virtuali… Al penultimo piano, invece, c’&amp;amp;#232; un ristornate che offre 7 tipi di carne un po’ “particolari”…dal coccodrillo al canguro, per poi passare allo struzzo australiano…
Mi sembra ancora di sognare…
Mi dirigo, poi, nel simbolo di Sidney: l’Opera House… Non esiste altro edificio al mondo di uguale bellezza, diventato celebre prima ancora di essere finito… In realt&amp;amp;#224;, si tratta di un insieme di teatri e sale, coperti dalla famosa serie di “conchiglie”… 
Per non parlare dell’Harbour Bridge, che rimane a due passi di distanza, proprio di fronte all’Opera House… Capolavoro d’ingegneria e notevole impresa economica, che tra l’altro si pu&amp;amp;#242; visitare sopra la cima, godendo di uno spettacolo unico al mondo della baia di Sidney…
Il 2 agosto sono in visita al Taronga Zoo di Sidney, che rimane dalla parte opposta del centro… Esperienza unica &amp;amp;#232; la prima volta che ho l’onore di vedere da vicino e di accarezzare i canguri e i koala…troppo dolci…specialmente vedere la femmina con il piccolo dentro al marsupio… Ovviamente, ne approfitto per scattare un sacco di foto…
Poi, passo all’acquario di Sidney, che ospita la pi&amp;amp;#249; vasta collezione del Paese di specie acquatiche. In una serie di habitat marini, vivono pi&amp;amp;#249; di 11.000 esemplari di circa 650 razze. Per i moltissimi visitatori, l’attrattiva maggiore &amp;amp;#232; il percorso chiamato “Sul letto dell’oceano”: un tunnel sottomarino trasparente, di 150 metri, che attraversa due vasche oceaniche…davvero emozionante… Il percorso consente di vedere da vicino squali, pastinache e branchi di altri tipi di pesci. Foche e buoi marini si possono osservare, dall’alto e dal basso, in speciali riserve marine… Molto bella &amp;amp;#232; la mostra della grande Barriera Corallina del Queensland, che rimane la pi&amp;amp;#249; grande e pi&amp;amp;#249; bella del mondo… 
Parlando di spiagge, faccio un salto a Bondi Beach, la spiaggia pi&amp;amp;#249; nota di Sidney, a forma di mezzaluna, con sabbia dorata… Essa &amp;amp;#232; il punto di ritrovo per gli appassionati di sole e di surf, che da tutto il mondo giungono alla ricerca della “grande onda”. Visito, poi, la stupenda costa di Manly, bagnata dall’oceano…veramente impressionante…
Nel tardo pomeriggio, visito il parco olimpico di Sidney, situato vicino alla baia di Homebush, che ha ospitato i 27&amp;amp;#176; Giochi Olimpici e quelli Paraolimpici…
La guida, in Australia, &amp;amp;#232; alla destra e il senso di marcia &amp;amp;#232; l’opposto del nostro…
Nel centro di Sidney, c’&amp;amp;#232; una monorail fantastica, che consiglio di prendere… 
Molto bella e particolare da visitare &amp;amp;#232; la zona di Chinatown e il Rocks Market coperto, che si trova vicino al porto.
Mi organizzo, prenotando un tour, per andare a visitare il Parco Nazionale delle Blue Mountains… Questo parco si &amp;amp;#232; sviluppato nell’arco di 250 milioni di anni, con la deposizione e l’accumulo delle rocce sedimentarie e la loro successiva erosione, che ha formato dirupi e spettacolari insenature come i Canyon. Dopo 4 ore di viaggio in treno, arrivo al campo base “Katoomba”, per poi prendere il pullman che mi porta subito nella zona panoramica… Ed ecco davanti a me le Three Sisters, alte 1.100 metri: una formazione rocciosa dovuta all’erosione. Secondo la leggenda aborigena, la roccia ricorda le tre sorelle imprigionate dal loro padre, per proteggerle da un “bunyip” (cio&amp;amp;#232; da un mostro). Personalmente, consiglio a tutti di “farci un salto”, ne vale veramente la pena…specialmente pranzare sopra al punto panoramico &amp;amp;#232; uno spettacolo unico!!! 
Nel pomeriggio andiamo a visitare le cascate Wentworth…una cosa unica al mondo…non ho davvero mai visto nulla del genere…
In serata, riparto per Sidney per prepararmi, per la mattina successiva, per un’esperienza che scriver&amp;amp;#242; nelle prossime righe…
Il 10 agosto sono in volo da Sidney diretto ad Alice Springs, esattamente il cuore dell’Australia, nella regione chiamata “Red Centre”… Essa &amp;amp;#232; essenzialmente costituita da vaste aree desertiche ed il termine “red”, che ne costituisce parte del nome, &amp;amp;#232; dovuto al fatto che essa &amp;amp;#232; caratterizzata e contraddistinta dal colore rosso (in inglese, appunto, “red”): rossa &amp;amp;#232; la sabbia, cos&amp;amp;#236; come il suolo, le rocce e pure le montagne che si stagliano nel cielo limpido e blu… Il Red Centre vanta uno dei paesaggi naturali pi&amp;amp;#249; belli del mondo, gran parte del quale risale a pi&amp;amp;#249; di 800 milioni di anni fa…
Impiego 3 ore di volo…tra l’altro molto movimentato, con parecchie turbolenze e vuoti d’aria…per&amp;amp;#242; quello che importa &amp;amp;#232; arrivare sani e salvi alla meta!!! 
Mi fermo la notte ad Alice Springs, cittadina molto tranquilla e campo base per le partenze per il deserto… Molto carina &amp;amp;#232; la veduta che si ha da sopra la sommit&amp;amp;#224; di Anzac Hill…si pu&amp;amp;#242; dominare tutto il paesaggio…tra l’altro &amp;amp;#232; la prima volta che ho l’opportunit&amp;amp;#224; di vedere gli enormi tir con tre rimorchi…
L’indomani mattina si parte per il mega safari, di una settimana, nel Red Centre. Siamo 18 ragazzi: io sono l’unico italiano, mentre gli altri sono australiani, americani, giapponesi, londinesi e canadesi… Il mezzo di trasporto che ci accompagna in questa avventura &amp;amp;#232; un pulmino, con tanto di carrellino per contenere le valigie…oltre, ovviamente, alle due guide… 
Dopo aver percorso ben 500 km nel bel mezzo del deserto, siamo arrivati alla prima meravigliosa Rainbow Valley: &amp;amp;#232; uno spettacolo indescrivibile vedere queste montagne “sbucare” dal deserto, con le loro forme particolari…per apprezzare tutto ci&amp;amp;#242;, per&amp;amp;#242;, bisogna vedere con i propri occhi…le parole non bastano per commentare e non rendono certo l’idea…
Siamo entrati nel Parco Nazionale di Uluru-Kata-Tjuta e…si intravede “lui”!!! Il pi&amp;amp;#249; riconoscibile simbolo dell’Australia &amp;amp;#232; il gigantesco monolito.my web: www.viaggiare11.spaces.live.com&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/oceania/australia/diario_di_viaggio_australia_2071.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;Diario di viaggio in australia&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=815&amp;user=davide"&gt;davide&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>davide</dc:creator><category>AUSTRALIA</category><pubDate>Tue, 01 Aug 2006 01:09:44 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/oceania/australia/diario_di_viaggio_australia_2071.ashx</guid></item><item><title>DIARIO IN CINA, TUTTE LE CITTA IMPORTANTI, CINA</title><link>http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/cina/diario_di_viaggio_cina_2505.ashx</link><description>&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/cina/diario_di_viaggio_cina_2505.ashx"&gt;&lt;img src="http://www.viaggiscoop.it/foto/815/2505/20309.jpg" style="float:left;margin:0 10px 10px 0" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;CINA, Asia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco qua il mio primo viaggio fuori dall’Europa, a parte la missione umanitaria fatta in Somalia nel 1992…
&amp;amp;gt; La partenza avviene il 28 luglio da Bologna, con scalo a Roma, per prendere il volo Air China CA 940, velivolo Boeing 747, con arrivo a Pechino il 29 luglio…
&amp;amp;gt; Un viaggio cos&amp;amp;#236; lungo non l’avevo mai fatto, per&amp;amp;#242; non ho avuto nessun problema, anzi…lo rifarei subito!!!
&amp;amp;gt; Vi chiederete: “Perch&amp;amp;#233; la Cina???”. Semplice: perch&amp;amp;#233; mi ha sempre attratto e poi, al momento, preferisco visitare prima l’Oriente…
&amp;amp;gt; All’arrivo nella grande capitale, Pechino, che conta 10.000.000 di abitanti e 8.000.000 di biciclette, il clima &amp;amp;#232; pessimo, con il 95% di umidit&amp;amp;#224; e una cappa inspiegabile di smog…
&amp;amp;gt; La prima visita &amp;amp;#232; destinata al Tempio del Cielo, unico al mondo per struttura e significato, e oggi un parco dove, all’ombra di pini e cipressi secolari, giovani e anziani convergono di primo mattino per praticare la ginnastica tradizionale, il “Taijiquan”, o per fare il consueto pic-nic… Il complesso fu costruito contemporaneamente alla Citt&amp;amp;#224; imperiale (1406-1420) e doveva essere il luogo di contatto rituale tra il cielo e la terra (il cielo era considerato tondo dagli antichi Cinesi e la terra quadrata: al cielo, al sole e all’Imperatore erano riservati i numeri dispari).
&amp;amp;gt; Un itinerario consigliato mi indica di vedere, con precedenza, l’Altare Circolare, la volta Celeste Imperiale e il Tempio della preghiera…direi che ne vale veramente la pena…
&amp;amp;gt; Poi, visito il Tempio dei Lama, letteralmente il Palazzo dell’Eterna Armonia: uno dei templi pi&amp;amp;#249; ampi e meglio conservati della capitale. Originariamente era il palazzo di Yangzheng, quarto figlio dell’Imperatore Kangxi (1662-1723). Al tempio &amp;amp;#232; annesso un Monastero, che ospita 300 Monaci Lamaisti (seguaci del Dalai Lama) e 200 studenti, fra Cinesi e Tartari, impegnati nello studio del dharma, della matematica, della retorica e della medicina. Uscendo verso nord c’&amp;amp;#232; la Sala dell’Eterna Protezione, con il Buddha della Longevit&amp;amp;#224; e, alla sua sinistra, il Buddha della Medicina…
&amp;amp;gt; Il 31 luglio, di prima mattina, vado a visitare la piazza pi&amp;amp;#249; ampia del mondo, che si estende 800 metri in lunghezza e 500 in larghezza, il cui nome &amp;amp;#232; “Tienanmen”: essa ospita il ritratto di Mao Tse Tung ed &amp;amp;#232; molto pubblicizzata dai telegiornali.
&amp;amp;gt; Entro, poi, nella monumentale, gigantesca, elegantissima, splendida Citt&amp;amp;#224; Proibita. Tutto questo complesso si estende su una superficie di 5 kmq e risale principalmente al XIV secolo. Il palazzo &amp;amp;#232; circondato da un fossato largo 50 metri, ancora pieno d’acqua, dove oggi si va in barca, e da una cinta muraria alta 13 metri… Per visitare la Citt&amp;amp;#224; Proibita occorrono almeno 2 ore, ma ne vale la pena, anche se &amp;amp;#232; stata in parte ricostruita…
&amp;amp;gt; Uno dei vicoli pi&amp;amp;#249; caratteristici di Pechino &amp;amp;#232; Dazhalan: in esso si possono ammirare case del XVII secolo, alcune delle quali decorate con stucchi multicolori.
&amp;amp;gt; Mi sposto a 20 km a nord di Pechino per visitare il Palazzo d’Estate. Passo, poi, alla necropoli dei Ming, oppure “Shisanling”, che significa letteralmente “le 13 tombe”, che si trovano sulle colline Tiansaeshan…
&amp;amp;gt; Non ho detto una cosa molto importante: a Pechino i ristoranti chiudono molto presto, solitamente intorno alle 20,00…
&amp;amp;gt; L’indomani mattina mi dirigo a 64 km dalla grande citt&amp;amp;#224;, per vedere la Grande Muraliga a Badaling, che i Cinesi chiamano “Wang Li Chang Cheng”. Si tratta dell’unica opera fatta dall’uomo e visibile ad occhio nudo dalla luna; essa, infatti, &amp;amp;#232; lunga ben 6.350 km, in linea d’aria, dal suo punto pi&amp;amp;#249; occidentale (passo Jiayuguan nella provincia Gansu). La Grande Muraglia fu s&amp;amp;#236; un’opera di difesa dai Mongoli, ma anche una strada fortificata, che permetteva rapidi spostamenti di merci, per il commercio, e di forze di difesa. Per descrivere questa opera non bastano parole n&amp;amp;#233; commenti…tutto fa parlare di s&amp;amp;#233; osservandola… Nell’ingresso principale ci sono parecchi negozietti molto caratteristici, che vendono le miniature della Muraglia e tanti altri piccoli souvenir a prezzi veramente modici… Per non parlare delle cucine improvvisate, dove con 2 dollari puoi pranzare!!!
&amp;amp;gt; Ci sono poi delle pescherie un po’ “particolari”, che mi lasciano molto perplesso… Vi chiederete il perch&amp;amp;#233;… Semplice: al loro interno, da una parte vendono il pesce e dall’altra…ti puoi scegliere il tuo bel serpentello, naturalmente vivo, pronto per essere messo in pentola!!!
&amp;amp;gt; Il 2 agosto parto, con un volo dell’Air China, per Xian. Questa citt&amp;amp;#224; &amp;amp;#232; la capitale della provincia dello Shaanxi e si trova, a 466 metri di altitudine, nella pianura di Guanzhang, a sud del fiume Wei, ed ha 6,5 milioni di abitanti.
&amp;amp;gt; La prima visita la faccio alle Mura Ming, che in gran parte sono state restaurate e riportate agli antichi splendori. Esse hanno un perimetro di 12 km, sono alte 12 metri e larghe dai 12 ai 14 metri in alto e tra i 15 e i 18 metri alla base… A mio parere vale la pena di vederle, non &amp;amp;#232; cos&amp;amp;#236; invece per la citt&amp;amp;#224; interna…
&amp;amp;gt; Molto particolare &amp;amp;#232; la Foresta di Stele, annessa al Tempio di Confucio. Queste steli riportano testi clanici buddhisti su pietra di Kaicheng, oltre a testi storici, trattati d’arte e di filosofia, critiche ad artisti e pittori ed intere antologie…
&amp;amp;gt; Spostandomi verso sud dalle Mura Ming, visito la Grande Pagoda dell’Oca selvatica e il Tempio della buona volont&amp;amp;#224;, che risalgono al 647 d.C., poi restaurati nel 1580…ma, sinceramente, penso che recentemente sia stato fatto qualche ritocco, perch&amp;amp;#233; &amp;amp;#232; tutto troppo perfetto…
&amp;amp;gt; Nel marzo del 1974 (l’anno in cui sono nato io!!!), il contadino Yang Zhifa, tentando di scavare un pozzo per attingervi acqua da utilizzare per l’irrigazione dei campi, trov&amp;amp;#242; la testa in terracotta di un guerriero, a 5 metri di profondit&amp;amp;#224;, un chilometro e mezzo a est dal tumulo imperiale di Qin Shihuangdi… Cos&amp;amp;#236;, 2 anni dopo, nel 1976, gli archeologi iniziarono gli scavi di pozzi di ispezione e venne alla luce la scoperta archeologica del XX secolo: l’Esercito di terracotta. 
&amp;amp;gt; Il complesso &amp;amp;#232; stato protetto con un immenso hangar e non &amp;amp;#232; consentito scattare fotografie. Nel 1987 l’UNESCO ha incluso il complesso nell’elenco del patrimonio culturale umano. 
&amp;amp;gt; Ci sono tre fosse, contenenti ognuna una parte dell’Esercito di terracotta, ad altezza reale d’uomo… La prima fossa &amp;amp;#232; profonda 5 metri, lunga 230 X 62 metri di larghezza, per una superficie complessiva di 14.260 mq. Essa contiene 6.000 guerrieri alti tra 1,75 e 1,97 metri, che sicuramente facevano parte della guardia imperiale, vista la statura decisamente superiore alla media dei Cinesi… Tre file di 70 balestrieri e arcieri ciascuna aprono la falange sul lato orientale e, dietro a loro, disposti su 36 file di 150 guerrieri ciascuna, ci sono le varie squadre, ognuna delle quali &amp;amp;#232; disposta su 4 file ed &amp;amp;#232; assistita da un carro montato da una auriga e da un arciere e trainato da quattro cavalli (lunghi 2 metri e alti 1,5 metri al garretto). 
&amp;amp;gt; La seconda fossa &amp;amp;#232; a forma di “L” ed &amp;amp;#232; la pi&amp;amp;#249; interessante. Essa &amp;amp;#232; stata aperta al pubblico nel novembre 1994, &amp;amp;#232; ampia 6.000 mq e contiene un esercito composto da 3 battaglioni: uno di fanteria, uno di cavalleria e i guerriglieri in corazza, per un totale di 900 guerrieri… La cosa interessante &amp;amp;#232; che ogni guerriero &amp;amp;#232; diverso dall’altro: le acconciature sembrano essere state fatte in fretta e varie sono le uniformi e le fatture delle corazze, a sottolineare che la guardia imperiale era composta da combattenti dei vari eserciti provenienti da tutta la Cina.
&amp;amp;gt; All’uscita della terza ed ultima fossa passo per il classico negozietto che vende i souvenir e, per ricordo, acquisto due statue in terracotta che rappresentano due guerrieri, naturalmente di dimensioni ridotte, anche&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/cina/diario_di_viaggio_cina_2505.ashx"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per vedere le altre foto e il diario del viaggio &lt;em&gt;DIARIO IN CINA&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.viaggiscoop.it/viaggiutente.aspx?idU=815&amp;user=davide"&gt;davide&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><dc:creator>davide</dc:creator><category>CINA</category><pubDate>Sat, 18 Nov 2006 10:01:15 GMT</pubDate><guid isPermaLink="true">http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/asia/cina/diario_di_viaggio_cina_2505.ashx</guid></item></channel></rss>