BALKANTOUR-8 paesi in un mese-1a parte : BOSNIA E HERZEGOWINA

viaggiatore non registrato . iscriviti e fai parte della più grande community di viaggiatori . sei registrato? effettua il login

Diario di viaggio BOSNIA E HERZEGOWINA BOSNIA E HERZEGOWINA
balkantour-8 paesi in un mese-1a parte

Medugorie: chiesa di San Giacomo
Medugorie: chiesa di San Giacomo
Pagine 1
caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi

Autore: vinkor

gianni ghersinich, Età 24321 giorni (66), milano

Contatti

La mappa dei miei viaggi

Il feed RSS dei miei viaggi

balkantour-8 paesi in un mese-1a parte

stato: bosnia e herzegowina (ba)

Data inizio viaggio: lunedì 4 aprile 2011
Data fine viaggio: mercoledì 4 maggio 2011

Prendo un volo per Timisoara, Romania e dopo aver visitato la città romena che mancava al mio itinerario romeno ed anche Arad quasi sul confine ungherese prima di salire sul treno che mi porterà a visitare per la prima volta la Serbia.

BELGRADO è una bella capitale, alla confluenza tra il Danubio e la Sava con la sua bella fortezza, il Kalemegdan meta dei belgradesi che la raggiungono per ammirare il bel panorama, respirare un po' d'aria fresca dopo aver percorso la bella via pedonale Kneza Mihajlova con i suoi negozi e gli artisti di strada.

Un'altra bella strada è Terazije coi suoi bar e la vista sull'Hotel Moskva e soprattutto la Skandarska un po' più a sud dopo aver attraversato la bella piazza col sempre chiuso Museo Nazionale e la statua del re Karageorgevic.

Skandarska è la Montmartre belgradese coi suoi bar e ristoranti dove si assaggia l'ottima cucina serba ascoltando musica folk balcanica, ma anche il repertorio classico che piccole orchestrine suonano per i clienti. Poco lontano la cosiddetta Silicon Valley, la via elegante dove arrivano le belle belgradesi botulinate e siliconate per incontrare gli spasimanti nei locali all moda e nelle terrazze dei bar e ristoranti all'aperto.

Belgrado è povera di musei, ma non di gallerie d'arte. C'è da non perdersi il museo del genio serbo, Nikola Tesla cui la Serbia ha dedicato anche l'aereoporto della capitale. E poi varie chiese come quella di San Marco e la più grande dei Balcani, ancora in costruzione, ossia Sveti Sava che somiglia tanto a quella di Alexander Nevski di Sofia.

Direi di visitare anche il mausoleo di Tito in una collina verde in periferia, alla casa dei fiori che i serbi snobbano perchè non ricordano con piacere il regime del leader croato che fino a 20 anni fa era un Dio locale. C'è anche un bel museo accanto che raccoglie vari regali avuti da cittadini jugoslavi, ma anche dai capi di stato esteri in visita a Belgrado.

Vale poi la pena di prendere un pullman e arrivare in un paio d'ore a NOVI SAD, la bella città sul Danubio con la fortezza di Petrovaradin che in estate ospita il festival EXIT che attira giovani da mezza Europa.

Con altro pullman si raggiunge in circa 8 ore SARAJEVO, la capitale della martoriata Repubblica di Bosnia Erzegovina, praticamente divisa fra federazione bosniaca mussulmana e Repubblica Srbska anche se le due parti attualmente convivono pacificamente, senza confine e con moneta comune, il marco bosniaco.

Sarajevo che subì 4 anni di assedio serbo e venne semidistrutta, conserva ancora i fori delle pallottole nelle facciate dei palazzi ed il tunnel largo solo un metro che foraggiava gli abitanti e che raggiungeva il centro della città dal vicino aereoporto. La città che ospitò le Olimpiadi invernali nel 1984 e fu sede dell'attentato mortale del 1914 contro l'arciduca Francesco Ferdinando che incendiò l'Europa con la prima guerra mondiale, è proprio una bella città, attraversata dal fiume Miliacka e circondata da belle montagne.

La parte occidentale è di impronta austriaca con palazzi maestosi di fino '800 e inizio '900 con tanti bar e caffè dove gli abitanti amano sorseggiare il caffè tra una chiacchera e l'altra mentre di sera è frequentato dai giovani che amano fare i nottambuli nei tanti pub e discoteche. La parte orientale è invece d'impronta mussulmana, la Bascarsija, ossia la vecchia città ottomana con case piccole, moschee, hamam dentro i quali ci sono negozi per turisti e gallerie d'arte.

Di giorno la zona è molto frequentata dai turisti ma anche dai locali che amano sorsessiare il caffè turco, assaggiando i tipi dolcetti locali. Da visitare in collina la bella casa ottomana SVRZO dell'800 con balconi di legno e stanze fornite di mobili e tappeti d'epoca.

Da Sarajevo si raggiunge in pullman, lungo la Neretva che ha tanti allevamenti di trote e annessi ristorantini dove si assaggia il pesce fresco pescato difronte, MOSTAR la capitale dell'Erzegovina, città che pensavo soprattutto croata e invece è piena di moschee, hamam, bazar tipici di Sarajevo, ma soprattutto si ammira il suo famoso vecchio ponte appena ricostruito dopo le distruzioni della recente guerra che rase al suolo la bella città che ancora mostra molti dei suoi palazzi abbandonati e danneggiati dai bombardamenti e dalla linea del fronte che passava in mezzo alla città.

Da Mostar, dopo aver camminato lungo la deliziosa cittadella turistica intorno al ponte ed averlo fotografato da tutte le posizioni, si può fare una bella escursione nella vicina BLAGAJ, una cittadina piccola ma rilassante col suo fiume Buna che scaturisce da un foro sopra il tempio derviscio, nella montagna rocciosa che lo sovrasta. Si può assaggiare anche qui la trota o la carpa nei ristoranti sulle passerelle di legno con vista sul tempio derviscio in totale ristrutturazione.

Un'altra interessante escursione da Mostar è quella che porta a MEDUGORJE, la cittadina dove nel 1981 sei adolescenti videro la Madonna e che deve la sua fortuna a questo evento dato che vi arrivano migliaia di pellegrini da tutta Europa per la messa nella nuova chiesa e per la salita del monte Krizevac lungo il sentiero pericoloso e accidentato dato che la pavimentazione è di pietre aguzze che alcuni percorrono a piedi scalzi per penitenza prima di raggiungere la cima con la croce e la vista spettacolare sulla valle sottostante, dopo aver passato vari tornanti con crocefissi e le scene in bronzo della salita al Calvario di Gesù.

Da Mostar si raggiunge parzialmente in treno attraverso un paesaggio di gole montagnose e gallerie scavate nella roccia e poi in pullman fino ad approdare a NEUM, l'unica cittadina bosniaca sulla costa dalmata, sulla strada che porta alla non lontana DUBROVNIK, la bella città croata che visito per la quarta volta, perdendomi nelle sue stradine ed i suoi vicoli dentro la città murata che di sera è quasi deserta mentre di giorno è assediata dai turisti che vi arrivano con le navi crociera. Ho approffitato del bel tempo per rilassarmi sulla spiaggia di Ploce a due passi dalle vecchie e alte mura ed ho perfino nuotato nelle acque fredde dell'Adriatico.

Il giorno successivo è tornato l'inverno e sono partito in pullman per KORCULA o Curzola, la bella isola che si raggiunge attraverso la penisola di Peljesac e poi da Orebic con una breve attraversata in traghetto fino alla bella cittadina veneziana che i locali dicono sia anche la città natale di Marco Polo con tanto di casa segnalata oltre alle belle chiese, le mura alte, i torrioni, i vicoli stretti, le palme, la costa sassosa con piccole spiaggette e la bella pineta a monte con tanti ciclamini anche ad aprile, una bella torre antica ed una vista mozzafiato sulla città ed il mare che qui sembra un lago dato che è limitato dalla penisola di Peljesac.

Di ritorno a Dubrovnik ho preso il catamarrano per l'isola di MLJET che inseguivo da anni per visitare il suo parco nazionale costituito da due laghi attigui, una piccola isoletta con un monastero antico e tanta bella vegetazione che si gode percorrendo i sentieri lungo i laghi.

Quindi altro pullman verso il confinante Montenegro e passo di corsa la bella baia di CATTARO, la penisola di Sveti Stefan, Budva, Petrovac, Sutomore fino ad arrivare a BAR di cui l'altr'anno avevo visitato le rovine di Stari Bar ma mi ero perso la bella città portuale, con la sua passeggiata a mare in fase di ristrutturazione ed il bel palazzo del re Nicola che ospita un museo e le stanze originali della famiglia reale montenegrina che annoverava la regina Elena andata in sposa a Vittorio Emanuele III , il piccolo re che sposò l'altissima principessa per alzare la statura dei Savoia.

Da Bar si attraversa tutto il paese, incontrando gallerie scavate nella montagna, la capitale Pod

Tutela e copyright dei viaggiatori: ogni riproduzione non autorizzata dall'autore del seguente materiale testuale e fotografico è vietata per scopi diversi da quelli personali

blog comments powered by Disqus
Loading...
+ Vuoi pubblicare un diario di viaggio ? iscriviti e comincia a divertirti e condividere le tue esperienze ! :-)
Per inserire una tua domanda o commento su questo viaggio devi essere registrato.
Puoi farlo in questa pagina.
Se sei già registato, effettua il login

Come giudichi la qualità dei contenuti di questo viaggio?


Scarsa       Ottima

Come giudichi la qualità delle foto di questo viaggio?


Scarsa       Ottima

>