Guizzano i muscoli rilegati da forme armoniche l’essenza degli avi scolpita nell’ebano una mezzaluna ridente fa arco sugli occhi socchiusi nella mente il ricordo di geni lontani tra catene e lerciume sulle onde di un mare di carne e di sangue ripiene le stive rubando una giovinezza che deve ancora sfiorire l’innocenza di un gioco nella notte che cade l’alba che nasce un attimo un fiore che non hai visto sbocciare un sogno che non sai realizzare un giorno ti attende e devi giocare
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