tratto da www.born2travel.it 01.01.2013 Antigua (GUATEMALA) [Stefy]: “Atterriamo nella capitale: Guatemala City. Molti scorci mi hanno ricordato la cittadina filippina di Cebu. La gentilissima Claudia ci accompagna ad Antigua e lungo il tragitto noto una piccola famiglia che, seduta in cerchio, prega in un parco; donne dagli abiti coloratissimi mi sorridono; bimbe dagli occhi grandi color pece giocare nascondendosi sotto le vesti delle mamme.
Che sensazione di pace! Purtroppo arrivati ad Antigua scopriamo che i signori dell’ “Hotel Dionisio” non hanno mantenuto la nostra prenotazione e ci ritroviamo il primo gennaio sera, dopo 14 ore di volo senza un albergo! Gli imprevisti ci piacciono! Dopo 2 ore di ricerca eccoci in una alberghetto molto spartano e poco dopo già in giro con Claudia tra mercatini di artigianato, le stradine coloniali e l’aria natalizia!” 02.01.2013 Antigua (GUATEMALA) Antigua… con i suoi vicoletti coloniali di acciottolato con le mura color pastello… Questa città alle pendici di ben tre vulcani (Agua, Fuego e Acatenango) è stata capitale del Guatemala fino al 1773 anno in cui fu rasa ala suolo da un terremoto devastante.
03.01.2013 Chichicastenango (GUATEMALA) Chichi, come la chiamano i locali, ci ha proprio rapiti! I suoi colori, i suoi rumori, la sua gente, la sua storia, l’aria magica che si respira mentre sei seduto sui gradini di St. Thomas ed osservi i “quiche” recitare i propri rituali religiosi facendo bruciare della resina di coppale o mentre passeggi tra le tombe colorate del “Cemeterio General”. Le donne dagli abiti multicolori e dai lunghi capelli corvini affollano le stradine vendendo di tutto e noi ci incantiamo ad ammirare la quotidianità che ci scorre dinanzi agli occhi come un appassionante documentario. Nel pomeriggio raggiungiamo Panajachel, ospiti di Sandra e della sua bella famigliola! 04.01.2013 Panajachel (GUATEMALA) “Pana”, così com’è chiamata dai locali, è una tranquilla cittadina sulle sponde del lago di Atitlàn, oggi partiamo proprio alla scoperta dei suoi “puebli”.
San Juan la Laguna. Piccolo paesino di artigiane tessili; gironzoliamo senza meta intrufolandoci nel suo intimo rimanendo incantati dalla pace che ovunque si respira. [Stefy]: “Dopo venti minuti di navigazione siamo a San Pedro la Laguna ed una lunga ma piacevole salita ci conduce nel centro del piccolo pueblo. Mercatini di frutta colorata e verdura o di abiti usati vendono a nostalgici hippies. Santiago de Atitlàn. All’interno della cattedrale una trentina di donne in ginocchio dinanzi l’altare recitano il rosario tra preghiere e canti suggestivi. Seguendo la Lonely Planet partiamo alla ricerca di “Maximòn”, un pupazzo, frutto di vecchie credenze Maya, molto venerato qui.” 05.01.2013 Panajachel (GUATEMALA) È già ora di andare.
Dopo una colazione luculliana a base di pancake preparata dalla dolce Sandra, partiamo alla volta di Guatemala City, da lì sarà tutt’un’avventura fino ad Ahuachapan. Per una lunga serie di combinazioni ci ritroviamo a bordo di un vecchio taxi coccolati da Ricoberto e la moglie Liliana che per 100 dollari (mai pagato così tanto!), ci conducono, tra mille avventure fino al confine con l’El Salvador.
I 120 km che separano la pericolosa capitale guatemalteca alla frontiera di Villa Nueva sono parecchio tempestosi… Prima ci fermiamo incolonnati perché stanno rifacendo il manto stradale e qui, quando succede, l’ANAS locale risolve il grattacapo semplicemente chiudendo per due ore entrambi i sensi di marcia! Caldo soffocante e preoccupazioni varie visto che alle 17.00 la frontiera chiudeva e da lì in poi era tutta un’incognita! Finalmente ripartiamo ma poco dopo sentiamo un fischio provenire da fuori… Ricoberto rallenta, poi le quattro frecce… è come temiamo… abbiamo forato… Scendiamo subito (fortunatamente aveva una ruota di scorta… mai vista una ruota messa così male…) e ci mettiamo all’opera anche perché insieme a noi s’era fermato un pick up con tre uomini poco rassicuranti che ci osservavano a mò di squali… Liliana tremava già di paura… e meno male che vive nella zona più pericolosa
di Guatemala City. Ecco in lontananza la frontiera. I due ci lasciano perché non possono proseguire oltre e tra mille raccomandazioni li salutiamo mentre veniamo assaliti da mille rigattieri, taxisti e farabutti vari. Ma un angelo custode viene in nostro aiuto: Daniel, un religioso spagnolo che vive in Centroamerica da 15 anni e che ci aiuta a raggiungere la nostra meta finale. Siamo esausti! continua su www.born2travel.it