Dal sacco a pelo il rumore dei passi sulla terra oltre la tenda, il brusio delle voci … Passano i minuti ed è distinto il suono del generatore, dei motori dei pulmann che continuano ad arrivare … È presto, solo le 7.30, nn si può rimanere fermi .. sarà l’umidità che entra nelle ossa dal tappeto giaciglio, sarà il pensiero che mancano poche ore, sarà il desiderio che vada tutto bene … C’è una luce smorzata sotto alla tenda da campo, il riflesso del raso blu e verde gli conferisce un’aria totalmente decontestualizzata ..
più da luogo parigino di leggerezze d’inizio secolo piuttosto che tenda berbera con the verde alla menta che bolle sul fuoco di legna Davanti francesi, inglesi, tedeschi e italiani già in coda per fare colazione Dietro, fuori dalla tenda, nuvole bassissime, effetto nebbia novembrina in pianura padana … Camminano gambe senza busto, si fermano davanti a trepiedi che reggono misteri nascosti nell’ovatta Passano pulmann, nel giro di poche decine di metri diventano mezzi di sole ruote, poi scompaiono all’orizzonte nel nulla La nebbia frizza la scena, la frenesia dei preparativi accelera i movimenti … un contrasto che nn si spiega, le opposizioni a confronto Si alza la temperatura, cala l’umidità, sale il sole, esplode il movimento Al nostro fianco telescopi, binocoli, cannocchiali, teleobbiettivi, “cappelli” per le macchine fotografiche, filtri per gli obiettivi, dispositivi artigianali, fanta
siosi, incuriosenti Ovunque, realmente ovunque, cavalletti Nell’attesa del primo contatto, fotografi, astrofili … viaggiatori, si alternano tra un cavalletto e l’altro come marionette sulla scena del teatro dei pupi Pile, giacche, maglioni sono tutti sulle sedie, c’è caldo, ci si aggira in maniche corte gustando la forza del sole sulla pelle, nelle ossa Continua la consultazione, il confronto, lo scambio di idee, di tecniche, tempi e diaframmi Passa il tempo tra lo studio divertito di quanto piazzato nel campo dei giapponesi, degli americani … le contrapposizioni dei due mondi: il giapponese in cravatta, lo statunitense dall’attrezzatura megalomane Primo contatto La luna mangia il sole, lascia il nero di un boccone mancante, il banchetto crescente di una merenda di metà mattina Divertente Quello che sorprende nn lo si vede dal teleobiettivo, lo si sente nell’aria Lentamente la luce si pol
arizza, senza filtro, senza artificio fotografico Blu nell’alto del cielo, rosso all’orizzonte Tramonto a 360° Temperatura che scende con costanza e persistenza Vento d’eclissi che si alza e raffredda la pelle che sa di sole Aria densa carica d’energia palpabile agguantabile Emozioni vibranti, agitazione crescente, frenesia confusionale Spannung Freddo, buio non nero Ombre volanti corrono sul terreno Si accende venere, appaiono i grani di Baily, scoppia l’anello di diamante …. Secondo contatto Totalità Si ferma il rullio dei tamburi e si zittisce il silenzio 3’53” Qualcuno grida cromosfera Nn sono minuti, sono un soffio, un alito di attimo È già finito, ecco l’anello di diamante opposto … È già finito ………..
Un anno di attesa, una mattina di preparativi, 3’53” di non respiro Mente in confusione, nessun ricordo di tempi e diaframmi concordati, tremore alle mani e inquadrature impacciate Guardare con la macchina fotografica o a occhio nudo ? Una sola risposta Sentire con gli occhi, ascoltare con la pelle …. Registrare tutto con la mente, imprigionare con il cuore e lasciarsi trasportare Nn credevo … la gola batte, deglutire nn serve Un abbraccio fortissimo Sento il cuore che si specchia nel mio, il battito che echeggia nel mio, il respiro che corre col mio Nessuna parola, trasmissione di pensieri Incrocio di sguardi Una lacrima d’emozione scende silenziosa di Stefania Rabitti