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Cuba, il paese dell'arcobaleno!
Diario di viaggio · CUBA · 2017

Cuba, il paese dell'arcobaleno!

I primi due giorni all’Avana abbiamo girato, camminato e osservato, stando alla larga da locali tanto celebrati come ad esempio, La Bodeguita del Medio, e puntando solo su quelli che ci ispiravano perché meno…

AVdiario di annalisa volpe
roma
21 marzo 2017 → 28 marzo 2017
8 giorni di viaggio
36 foto
con didascalie
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Dove
CUBACUBA · America Centrale e Caraibi
Quando
21 marzo 2017 → 28 marzo 20178 giorni · viaggio del 2017
Chi
annalisa volpe@avolpe · roma
Il racconto
1 giornate · 709 parole0 like dei lettori
Giorno 121 marzo 2017

I primi due giorni all’Avana abbiamo girato, camminato e osservato, stando alla larga da locali tanto celebrati come ad esempio, La Bodeguita del Medio, e puntando solo su quelli che ci ispiravano perché meno appariscenti o che in apparenza erano meno turistici. In realtà, poi sono quasi tutti ovviamente per turisti, perché quelli che il cubano medio si può permettere, sono altri e con altri cibi, magari anche più buoni. Il cubano non può mangiare le aragostine che il turista paga 10/12 CUC, in compenso, le loro fettine panate di carne di maiale (non possono mangiare carne di vitello!)) sono qualcosa di strepitoso. Abbiamo mangiato in un loro ristorante insieme a Junior.

L’Avana la decadente è bellissima, piena di atmosfere e fasti antichi, alcuni dei quali stanno un po’ risorgendo dalle loro ceneri! L’Avana Vieja è la sua gemma, che sembra un paesone pieno di gente che la vive realmente…non so come spiegare meglio questa cosa! Il centro di Roma, ad esempio è pieno di Romani…ma che la vivono da turisti. Lì no, anche il centro storico è nevralgico per le attività quotidiane. BELLISSIMA! La mattina del secondo giorno Yunior è passato a prenderci e abbiamo iniziato la nostra avventura insieme dirigendoci a Trinidad. Trinidad è bellissima, con case basse e di tutti colori e pavimentazione in ciottoli di fiume, scomodi quanto caratteristici: sembra di essere tornati al periodo della grande ricchezza dovuta alle piantagioni di zucchero. Un po’ come a Vinales, che però risulterà un po’ più rurale.

Da qui abbiamo fatto una gita a Playa Ancon, con mare bello e alberi sulla spiaggia e alla Valle de los Ingenios, dove anticamente si piantava zucchero, in vece piuttosto deludente. La bellezza di Trinidad consiste nel fatto che, pur essendo molto turistica, ha un’estensione talmente ampia, da poter girare mille vicoli, allontanandoti facilmente dalla ressa. Dopo due notti ripartiamo per Vinales, dove arriveremo cotti, perché bisogna tornare fino all’Avana per poi andare ancora più a ovest. Vinales è un paesotto in mezzo a una valle piena di Mojotes, colline carsiche spesso cave a forma di panettone e ricoperte di vegetazione tropicale. Non è facile coglierne la visione di insieme, che poi non è solo una, ma quando capita, non lascia delusi: un posto da cui si può avere questa visione dall’alto è il Mirador dell’hotel Jazmin.

Nella valle, tra i mojotes ci sono fiumicciattoli, la terra incredibilmente rossa dove nasce il miglior tabacco al mondo, palme reali, banani, radure…uno spettacolo! Da qui siamo andati un giorno a Cayo Jutias: mare caraibico, spiaggia bianca e fine, mangrovie e localini carinissimi in cui bere e mangiare, ma i 70 km per raggiungerlo ci hanno fatto penare. Poi abbiamo visitato qualche Cuevas (grotte), tra cui quella di Santo Tomas, se è bella e meno turistica, per esempio, della Cueva del Indio, forse non vale la pena per il costo di 10 CUC, decisamente eccessivi per il costo della vita qui. Un’ esperienza bellissima è quella che abbiamo fatto andando a cavallo per 2 ore e mezzo con un simpaticissimo quanto loquace caballero/campesino.

Normalmente sono i padroni di casa che organizzano tutto su richiesta, però, attenzione, i padroni dei cavalli tendono a far credere che non si ha scelta perché le escursioni devono essere di almeno quattro ore: se non vi va, insistete e accordatevi direttamente. I francesi che vivevano nella nostra stessa casa sono stati letteralmente sequestrati per 5 ore e considerato che si paga all’ora e che loro non si erano accordati prima, diventa un furto e…un sequestro, appunto! E’ bellissimo, ma cercano anche di venderti sigari, rum e miele e rischia di diventare un bazar infinito.

Il nostro aereo per l’Italia era alle 19.30, per cui la mattina del volo abbiamo fatto subito i 170 km per l’Avana per stare tranquilli, vi abbiamo girovagato ancora alcune ore e poi Yunior ci ha preso, portati a conoscere la sua famiglia e quindi lasciati in aeroporto con ampio anticipo tra grandi abbracci e sincera tristezza. Ma qui non abbiamo avuto alcun intoppo, abbiamo ricambiato i CUC avanzati e ci siamo disposti a ripartire per tornare nel nostro paese bellissimo, ma privo di quei colori meravigliosi che ci hanno fatto innamorare di Cuba e dei suoi abitanti. Come i colori di un arcobaleno!

Vinales
Vinales
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