diari, guide ed esperienze di viaggio con tante foto

bernardimax : africa : tunisia : tour della tunisia
Viaggiscoop›africa›tunisia›Le magie della Luna
colori e profumi del deserto
Diario di viaggio · TUNISIA · tour della Tunisia · 2004

Le magie della Luna

La Luna. Presente, immutabile da secoli eppure così diversa e così nuova ogni volta. La Luna, seppur assente dalla volta celeste, ha accompagnato magicamente il mio viaggio attraverso tutta la longitudine del…

BEdiario di bernardimax
Tutti i suoi diari →
15 agosto 2004 → 22 agosto 2004
8 giorni di viaggio
4 foto
con didascalie
Leggi il racconto
4 foto del viaggio scorri la pellicola o clicca per aprirla 1 / 4
Dove
TUNISIATUNISIA · Africa
Quando
15 agosto 2004 → 22 agosto 20048 giorni · viaggio del 2004
Chi
bernardimax@bernardimax
Il racconto
8 giornate · 1.254 parole0 like dei lettori
Giorno 115 agosto 2004

Le magie della Luna

La Luna. Presente, immutabile da secoli eppure così diversa e così nuova ogni volta. La Luna, seppur assente dalla volta celeste, ha accompagnato magicamente il mio viaggio attraverso tutta la longitudine del nordafrica tunisino.

colori e profumi del deserto
colori e profumi del deserto
Giorno 216 agosto 2004

la porta del deserto

Iniziamo da Djerba, quasi un satellite del paese. Il Sole è già alto. La compagnia è numerosa ma stranamente silenziosa. Ognuno aspetta quella scintilla che possa incendiare di passione le anime, accompagnandole nel lungo cammino. Donne accovacciate preparano il pane sulla pietra. La scintilla arriva quasi al termine della giornata. Siamo alle porte del deserto: Douz. A cavallo delle navi affrontiamo il mare dorato delle dune. Questi animali così flemmosi, così placidi ci conducono al tramonto nel silenzio di sabbia. Davanti a me montagne mutevoli di granelli sparsi dal vento. Tutt'intorno il silenzio, la solitudine. Tornando, mi volgo a ponente: il Sole mi acceca gli occhi, riesco a scorgere un fanciullo chino su una pietra nel giardino del silenzio.

l'ora della partenza
l'ora della partenza
Giorno 317 agosto 2004

il pianeta Tatooine

All'indomani, di buon ora, riprendiamo il cammino, paghi della gioia che ci aveva dato tanta bellezza. Attraversiamo velocemente una distesa cristallina, luccicante sotto i raggi del Sole: lo Chott el Djerid. Immenso. Cerco l'orizzonte. Mi perdo. Delle strane lingue d'acqua affiorano di tanto in tanto. Acqua rossa. La tentazione è forte: la raccolgo con le mani. Subito l'acqua si asciuga, le mani restano increspate, bianche. Ad un tratto una conca di verdi palme lussureggianti: la Corbeille. La natura così rigogliosa non poteva che dare come frutti le dita di luce. Siamo a Tozeur. Fatico ad immaginare la poesia di celebri canzoni. Le mura della città vecchia ci riparano dal caldo Sole. Le pareti di piccoli mattoni rossi nascondono cortili di luce testimoni del tempo che fu. Mangiamo in ciotole di ceramica il tipico cous cous di verdure e pollo. Di nuovo il tramonto.

Di nuovo la magia del deserto ci rapisce. Siamo a bordo di possenti fuoristrada che scalano le alte dune: discese veloci col cuore in gola e poi ancora irte salite sulle dune e ancora giù, ancora più veloci. Questo strano ottovolante ci fa rivivere le emozioni dell'infanzia. D'un tratto l'ultima duna scopre un villaggio mai visto. Case di gesso. Cupole. Torrette. Antenne. E' veramente un altro pianeta.

l'ora della partenza
l'ora della partenza
Giorno 418 agosto 2004

la Mecca

E' ancora buio mentre iniziamo la nuova giornata di viaggio. Il vociare del gruppo sulle emozioni provate mi tiene sveglio. E' l'alba. E' giorno di mercato a Gafsa. Il mercato degli animali. Mucche, pecore, capre, ma anche galline, polli, perfino dromedari. Il Sole è al culmine quando arriviamo alla città santa. Gigantesche vasche ne delimitano l'ingresso. Non mi sento pellegrino. Non potrei esserlo. Indosso il tipico saio. Appena messo piede nel cortile una strana suggestione mi avvolge. Guadagno il centro della luminosa piazza. Centinaia di colonne di epoca romana e bizantina ornano il porticato che la circonda. Ancora pezzi di storia romana attaccati sulle mura del minareto. Mi avvicino alla sala di preghiera. L'ingresso è interdetto. Nessuno prega. Sul pavimento e sulle colonne delle stuoie.

Anche l'interno è molto suggestivo: riparato dal Sole, quasi buio; l'atmosfera magica della nicchia che indica la mecca. Perdo la suggestione passando alla Moschea cosiddetta del Barbiere. Il rivestimento in maioliche, gli stucchi in gesso, gli intarsi del legno ne fanno uno dei gioielli dell'architettura araba. La medina di Kairouan mi ravviva con i mercanti, gli avventori, gli artigiani tessitori di tappeti, i colori, i profumi. Siamo nella fortezza. Scegliamo di accogliere la notte nella prigione fumando il narghilé.

il Circo nella sabbia
il Circo nella sabbia
Giorno 519 agosto 2004

fuoco e fiamme a Cartagine

A Tunisi ci attende un clima torrido, afoso. Il Sole è velato. Le piacevoli passeggiate nei souk, si trasformano in infernali traversate. Manca l'aria, manca il respiro. La mattinata è scarsa di emozioni. Arrivati al Bardo, però, uno spettacolo mai visto. Davanti ai nostri occhi centinaia di mosaici romani ornano le pareti di questo palazzo. Infinite tesserine colorate compongono il piacere della vita, la flora, la fauna, i miti, le muse. Avanziamo nelle stanze del palazzo. Immagini sempre diverse ricamate con la pietra ci lasciano attoniti. E' l'arte nel suo massimo splendore, senza tempo, senza spazio. La vista dei mosaici ci riporta al tempo dei romani. E' Cartagine. Più di ogni altra cosa mi stupisce il porto. Un cerchio perfetto. La ricostruzione ne evidenzia i ricoveri delle barche, quelle commerciali ma soprattutto le terribili triremi che dominarono il Mediterraneo.

In cielo scorgo colonne di fumo nero. Urla, fiamme, gemiti. Cartago delenda est. In alto sulla collina il Sole si posa sulle bianche case. E' quasi il tramonto.

il Circo nella sabbia
il Circo nella sabbia
Giorno 620 agosto 2004

palme, olive, belve feroci

Siamo a ridosso della costa e il profumo del mare si fa sempre più intenso. E' una bellissima giornata di Sole. Lungo le coste di sabbia migliaia di persone. Donne vestite si immergono nell'acqua cristallina. Più avanti il mare si allontana lasciando la sabbia molle. Ci nutriamo di pesce cotto sul fuoco. Il sapore è intenso, la carne tenera. Il mare è generoso con la terra. E' l'ultimo pasto. La luce filtra dalle grate sopra le nostre teste. E' un cunicolo buio, scavato nella pietra. L'odore forte degli animali ci chiude le narici. Al passare dei carri la polvere piove dal soffitto. E' il momento. Con una carrucola ci alzano dal sottosuolo. Per un momento non riesco ad aprire gli occhi. Siamo nell'arena. Un immenso circo costruito per onorare qui i fasti di Roma: El Djem.

Trenta metri di altezza, tre ordini di gradinate, fino a trentamila posti, ne fanno uno dei più grandi anfiteatri al mondo. Perché proprio qui? Quale ricchezza poteva dare questa provincia così lontana dalla città maestra? Salgo tutti i gradini fino all'ultima gradinata. Mi sporgo all'esterno degli archi. Una distesa di olivi a perdita d'occhio. Migliaia, milioni di piante che davano i frutti per il prezioso olio. Ecco cosa ricavava l'impero dalla città di Thyrsus. Carni arrostite, otri di vino rosso, musica di percussioni, archi, flauti. Lo spettacolo del circo è finito. Il pubblico abbandona gli spalti.

i granai dei berberi
i granai dei berberi
Giorno 721 agosto 2004

il villaggio dei trogloditi

La Luna. Bianca, illuminata dal Sole. Dall'alto ci sorveglia. Segue il nostro cammino e lo segna. Raggiungiamo un punto panoramico sulle colline di Matmata. Intorno il nulla, soltanto il rincorrersi di colline aride, ora a destra ora a sinistra. Nient'altro. Immaginiamo tutti il paesaggio lunare fatto dell'immensità del nulla eterno. Per un attimo il silenzio pervade tutto il gruppo. Strane case scavate nella roccia ospitano la vita. Cunicoli stretti e profondi ci conducono all'interno. In mezzo una grande volta aperta al cielo per far entrare il Sole. La pietra tiene fuori il caldo. Dentro, semplici suppellettili ornano le fresche caverne. Una donna ci offre del pane appena cotto e insieme l'olio. Sopra l'ingresso le mani e il pesce a tener fuori gli spiriti. Dalla strada scorgiamo altri crateri che nascondono case e vita. E' la vita sulla terra e nella terra.

Proviamo di nuovo ad entrare. Strane porte scorrono al nostro passaggio. Tubi d'acciaio lungo i cunicoli. Ventole, grate, antenne. La fantasia ci porta di nuovo fuori dal sistema solare. Navi all'orizzonte. Il mare aperto è il nostro ultimo ostacolo. Lo attraversiamo facilmente. Siamo di nuovo alla partenza. Sulla mappa unisco tutti i punti. Un cerchio perfetto. La pagina bianca lo fa assomigliare alla Luna.

i granai dei berberi
i granai dei berberi
Giorno 822 agosto 2004

Le magie della Luna

Il canto lamentoso delle donne accompagnate da una musica malinconica di strumenti a corda, tamburi e campanelli, mi riempie il sonno. Siamo alla fine di questo lungo viaggio. Esco nel buio. Le palme mi salutano mosse dal vento. Seguo la stella più luminosa del cielo. Cerco la Luna. Alla mia destra dietro le nuvole fa capolino il Sole. Mi commuovo al pensiero delle belle emozioni vissute su questa terra. Lascio la Tunisia consapevole che non le potrò più rivivere così intensamente. Massimo Bernardi

i granai dei berberi
i granai dei berberi
Spazio pubblicitario · 728 × 90

4 foto di bernardimax

Nell'ordine in cui le ha caricate. Dove la descrizione c'è, è la sua. Clicca per aprire a schermo intero.

Apri la prima foto (pagina intera) Tutte le 4 foto del viaggio sono pubblicate qui.

0 commenti dei lettori

Nessun commento su questo diario: è stato pubblicato prima che il portale aprisse i commenti.

VSSei stato in TUNISIA?Racconta il tuo viaggio su Viaggiscoop

Il tuo diario entra nella guida TUNISIA secondo i viaggiatori. Sulle prenotazioni che genera, il portale riconosce una quota all'autore.