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Samarcanda 2005 Parte Quarta e Parte Sesta
Diario di viaggio · TURKMENISTAN · 2005

Samarcanda 2005 Parte Quarta e Parte Sesta

Continua da "Samarcanda 2005" Parte Terza Si riparte alle tre, ma siamo troppo stanchi, ci fermiamo nuovamente dopo poco per un riposo di due ore di sonno e ripartenza, si viaggerà ad oltranza, il poco riposo…

CAdiario di Carlo Ranzani
Majano (UD)
1 settembre 2005 → 16 ottobre 2005
46 giorni di viaggio
30 foto
con didascalie
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Dove
TURKMENISTANTURKMENISTAN · Asia
Quando
1 settembre 2005 → 16 ottobre 200546 giorni · viaggio del 2005
Chi
Carlo Ranzani@Carlo · Majano (UD)
Il racconto
9 giornate · 2.131 parole0 like dei lettori
Giorno 116 settembre 2005

607/5739 – Ashgabat (Turkmenistan) – Nissan Hotel

Continua da "Samarcanda 2005" Parte Terza Si riparte alle tre, ma siamo troppo stanchi, ci fermiamo nuovamente dopo poco per un riposo di due ore di sonno e ripartenza, si viaggerà ad oltranza, il poco riposo causa al n° 9 un colpo di sonno con uno sbandamento del mezzo subito controllato evitando di andare a sbattere contro la montagna. Arrivo in dogana Iraniana ore 14.10 uscita dogana Turk.

Ore 17.05 Le nostre fatiche sono state ripagate, dopo le lungaggini burocratiche ed aver pagato $ 117 di tassa per il camper che comprende : la disinfezione, tassa per il transito, tassa sul gasolio e l’assicurazione e $ 10 a persona, riusciamo oltrepassare la frontiera in tempo prima che chiudano e ci costringano a bivaccare nella terra di nessuno, all’ultima barriera incontriamo puntuale la guida turkmena: Elena, una signora simpatica ma che parla solo inglese, ci accompagna al parcheggio dell’albergo, durante il tragitto vediamo i vari monumenti ed alti palazzi tutti illuminati, molto spettacolare. Ritocchiamo l’orologio di mezzora in avanti.

foto di Carlo
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Giorno 217 settembre 2005

0/0 - Asggabat – Nissan HoteRitrovo

ore 9.30 partenza in pulmino per visita alla città, quello che abbiamo visto ieri sera si presenta ai nostri occhi in tutta la sua imponenza e grottesca grandiosità, palazzi enormi all’apparenza disabitati, fontane e monumenti con colonnati che solo nei film colossal si vedono, il tutto sembra costruito con i mattoncini della Lego, la mente del presidente ha dato sfogo a tutta la sua discutibile creatività. Visita al Carpet Museum (Museo dei tappeti) abbastanza interessante. Mercato coperto con acquisto vino e cibarie, molto variopinto. Al pomeriggio visita all’ippodromo con esibizione di cavalieri poi al Shopping Center, io rientro per manutenzione al camper, mia moglie resta e tornerà a piedi con gli altri

foto di Carlo
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Giorno 318 settembre 2005

0/0 – Asgabat – Nissan Hotel

Visita al Bazar Tolkuchka, caotico assembramento di bancarelle di tutti i tipi, si vende di tutto dagli alimentari al vestiario, dai tappeti ai mobili, dalle biciclette usate ai pezzi di ricambio auto e camion usati, copertoni di auto o camion usati o ricoperti, di tutto ed anche di più. National Museum: mastodontico edificio, con colonne altissime, inneggiante al presidente ed alla sua mamma,…….. si può evitare. Antica Nisa: poche rovine malmesse di questa antica città. Cena presso dei locali adibiti a feste e ricevimenti della locale agenzia allietato da tre bellissime e bravissime ballerine con due suonatori-ballerini, come al solito hanno coinvolto i presenti, compreso una compagnia di francesi, hanno vestito la n° 6 da sposa ed un francese da sposo con un colbacco di pelo, mimando la cerimonia nuziale come da loro costume. E’ stato molto bello e divertente.

Per l’attraversamento del deserto di domani, la guida, ci avverte che fino a Urghenc non troveremo distributori di benzina, ognuno di noi ha una tanica di gasolio di scorta, ma non basta, si parte alla ricerca di contenitori, è domenica e non tutti i negozi sono aperti, dopo tanto peregrinare troviamo in un negozio di vernici delle taniche usate che contenevano dei solventi, al prezzo cd di 8 $, non possiamo fare altro che acquistarle e poi lavarle e sciacquarle con altro gasolio, domani mattina faremo il pieno di tutto.

foto di Carlo
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Giorno 419 settembre 2005

279/618 – Darzava – nel deserto delle sabbie nere il “Karakumy”

Inizio strada a 4 corsie nuova, già si prevede una traversata veloce, ma il nostro entusiasmo dura poco, la strada si riduce a 2 corsie mal messe con buche ed avvallamenti, che ci costringe ad una andatura molto lenta e faticosa, il deserto si presenta come una grande distesa con bassi arbusti, molto monotono come panorama. Ci accampiamo in uno spiazzo vicino ad una cittadina che non c’è più, è stata distrutta negli anni scorsi, perché ??? non si sa, la guida ha preferito non rispondere, nei pressi c’è una tenda caratteristica dei nomadi, Elena passerà la notte presso di loro, hanno dei dromedari con i piccoli molto belli e molto fotografati; all’ora di cena si decide di fare una tavolata unica, io, la n° 10 e la n° 6 prepariamo la pasta, la n° 5 apparecchia con piatti di plastica, poi ognuno porterà quello che ha, io ho molti vasetti con verdura del mio orto che sono molto apprezzati.

La guida LP consigliava una visita a dei crateri con uscita di gas, dei quali uno ancora acceso, partendo appunto da questa città noleggiando un taxi, purtroppo non essendoci più niente, ci siamo rivolti ad una famiglia che viveva vicino al nostro accampamento in una yurta, un ragazzo al prezzo di un dollaro a testa ci avrebbe portato nel deserto ad ammirare questo spettacolo, tutti hanno detto di si, solo che il ragazzo si è presentato dopo circa un’ora, molti si erano già ritirati, con un vecchio fuoristrada russo che poteva portare solo sei persone, io ho rinunciato, mia moglie è riuscita a salire e mi ha raccontato di questo spettacolo apocalittico, di queste fiamme da inferno dantesco che si sprigionano da questo immenso cratere che si stagliano alte nel cielo notturno.

foto di Carlo
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Giorno 520 settembre 2005

353/6371 – Urghenc – Uzbpoy Hotel

Il deserto continua, la strada, se così si può chiamare, non migliora è forse il percorso più brutto che abbia mai fatto.

foto di Carlo
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Giorno 621 settembre 2005

12/6383 – Dogana Turk/Uxbeca

Questa mattina mi alzo prima del solito perché voglio controllare lo scalino che non si chiude, la sabbia e la polvere sono entrate negli snodi ed impediscono la chiusura completa degli scalini, ho lavorato per circa mezzora, per puro caso vedo la spia del frigo, messo a corrente 220, spento, vado a controllare e vedo che i cavi allacciati alla sera sono staccati e lasciati per terra, qualcuno ha staccato il tutto ha recuperato il suo cavo e se ne è fregato di chi, come me, è restato senza corrente e con il frizer pieno di carne che si scioglieva. Alle mie rimostranze per tutta risposta mi viene detto che ero io che dovevo stare attento e non gli altri che mi dovevano avvertire………. Arrabbiato dopo una piccola discussione mi ritiro in buon ordine e mi riprometto di non fare più viaggi con persone che non conosco e che non hanno lo spirito cameratesco del camperista.

Oltretutto vengo a sapere che alcuni camper hanno fatto l’acqua, la sera precedente malgrado ci avessero detto che non si poteva fare. Partenza ore 8.30 Rifornimento di gasolio ad un distributore dove la colonnina non segnalava i litri erogati, l’addetto si fermava quando il gasolio traboccava e faceva un prezzo a forfait, bene o male tutti hanno fatto lo stesso quantitativo, ma il prezzo pagato andava da uno a tre dollari !!!!!!! La strada è buona. Siamo arrivati in dogana alle ore 11.30, lasciamo Elena on la speranza di rivederla al nostro rientro in Turkmenistan ed incontriamo la nuova guida, Shucrat, che ci aiuta nelle infinite lungaggini burocratiche, alla fine esausti ed arrabbiati, dopo aver pagato una tangente ad un funzionario, riusciamo a ripartire sono le 17.00. CONTINUA SU "Samarcanda 2005" Parte Quinta

foto di Carlo
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Giorno 730 settembre 2005

388/8035 – Mary – in strada

Continua da "Samarcanda" Parte Quinta Il confine è a 100 km. Per le pratiche doganali perdiamo molto tempo, si ripaga la tassa sui camper in $ 99, in questi paesi sorretti dalla burocrazia lasciata in eredità dal regime comunista era prevedibile questa prassi, si pranza subito dopo il confine, poi si attraversa il fiume Amu-Darya su un ponte di barche a pagamento (50 $ per il camper e 10$ a persona) che in un resoconto di viaggio precedente essendo il livello del fiume molto basso, le barche non erano ben allineate, perché non galleggianti, hanno provocato dei dislivelli notevoli difficili da superare a mezzi come i nostri.

Mentre si era in attesa dell’attraversamento il n° 2 chiede ad un poliziotto se era possibile fotografare, dopo la risposta affermativa scatta alcune foto, a questo punto si fa avanti un altro poliziotto che sequestra la fotocamera, scompiglio e paura per l’equipaggio, tutti attraversano il ponte meno che il 2, al quale viene restituita bonariamente la macchina e con un gesto invitata a prendere la coda del gruppo, tutto si è risolto in sorrisi e saluti. Consiglio del giorno: Non fare foto quando ci sono poliziotti.

Molto in ritardo sulla tabella di marcia, si procede sulla M37 attraversando il deserto del “Kara Kum” che doveva essere molto bello da vedere, ma, percorso quasi tutto al buio, è già sera inoltrata quando arriviamo alla città di Mary, stavamo percorrendo la circonvallazione per recarci al nostro albergo, quando, tutti in colonna, veniamo affiancati da una grossa auto bianca, si avvicina pericolosamente a due camper prima del mio e poi mi urta anteriormente, proprio con l’intenzione di fermarmi o spingermi fuori dalla strada, io reagisco speronandola, l’auto si mette di traverso di fronte a me, io per evitarla svolto a destra uscendo di strada finendo in una scarpata, fortunatamente sterzando ulteriormente a destra riesco a mantenere il mezzo diritto evitando che si rovesci, mi fermo quasi in verticale, vedo con la coda dell’occhio che la macchina fa retromarcia e parte a grande velocità,

fortunatamente io e mia moglie abbiamo le cinture di sicurezza allacciate, non ci siamo fatti niente, ho solo il piede destro incastrata tra la pedaliera, avverto tutti per radio di stare tranquilli: stiamo bene, già qualcuno si è fermato e ci aiuta ad uscire dalla cabina di guida. Il camper è pericolosamente in bilico, l’ho mettiamo in sicura agganciandolo con un cavo ad un altro camper in diagonale onde evitare si rovesci, intanto la guida che con il n° 1 era in testa ignara dell’accaduto, chiamata per radio, ritorna e chiama la polizia, subito intervenuta ferma un camion per tentare di recuperare il mezzo, ma, il cavo a nostra disposizione si rompe, torneranno al mattino con altri mezzi, resteranno di guardia tre poliziotti.

Nel frattempo io e mia moglie eravamo in calzoni corti e maglietta, tutti si sono prodigati a rivestirci, con calze, con tute ed a rifocillarci, non potendo salire sul camper perché pericolante, per la notte siamo stati ospitati dal n° 2 che gentilmente ci ha offerto la dinette, un ringraziamento va a tutti i gli amici che ci sono stati molto vicini

foto di Carlo
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Giorno 81 ottobre 2005

266/8301 – Serakhs Confine Turk/Iran – P. in dogana

Al mattino si presentano: una grosse autobotte targata Emirati Arabi ed un vecchio camion con gru, l’autobotte aggancia il camper in diagonale per mantenerlo dritto, la gru si sposta sulla corsia opposta e con il cavo traina fuori dalla scarpata il camper, quando sono salito in cabina, l’ho messo in moto, l’ho spostato ed ho riscontrato che potevo tornare a casa, non mi vergogno a dirlo mi sono messo a piangere, la tensione accumulata durante la notte, si è scaricata in una crisi di pianto; il camper è parecchio ammaccato e sento un rumore alla trasmissione ed il piede mi fa male. Durante il recupero la polizia ci vieta di riprendere con telecamera o macchine fotografiche, qualcuno di nascosto è riuscito a riprendere il tutto.

Prima di ripartire, io mia moglie e la guida veniamo portati al comando di polizia, un luogo decadente, dove viene redatto il verbale, su una vecchia macchina da scrivere portatile, in carattere cirillico e senza farne copia, dopo aver firmato ne chiedo, tramite la guida, una copia, risposta negativa. Mentre ci riportano ai mezzi, il poliziotto che ci accompagna si ferma presso il concessionario Renault per fotocopiare la mia patente e il libretto, ho la conferma che l’ufficio di polizia oltre alla carta copiativa era privo anche di una fotocopiatrice. La colonna riparte di gran carriera, abbiamo lo stesso problema dell’andata: uscire dal Turkmenistan prima delle cinque altrimenti scadono i visti.

Durante il tragitto all’ora di pranzo si commette un grande errore, anziché mangiare un panino viaggiando ci si ferma per quasi un’ora, tempo perso che ci costerà caro, la strada seguente è più lunga del previsto ed arriviamo al confine alle 17, ora di chiusura, inutili le insistenze del n° 1 e di Elena, sono irremovibili: non si passa. Passeremo la notte in un parcheggio per Tir.

foto di Carlo
foto di Carlo
Giorno 92 ottobre 2005

215/8516 – Mashhad (Iran) – Homa Hotel

Di buon ora ci presentiamo alla dogana ed attendiamo l’arrivo del comandante del posto, di nuovo spieghiamo il motivo del nostro ritardo che il capo della polizia di Mary può confermare, io nel frattempo avevo preparato le foto dell’incidente nel computer per fargliele vedere, Elena quasi si è messa a piangere, il burocrate non ha voluto sentire ragione, per passare abbiamo dovuto pagare $ 118 a camper per il rinnovo del visto. Questa cifra si poteva evitare se fossimo arrivati in tempo, mi sento in colpa a causa dell’incidente che mi è capitato tutti hanno dovuto sborsare dei soldi non previsti, lo so…….. non è stata colpa mia, ma questo mi turba egualmente.

All’ultima barriera del Turkmenistan altro controllo dei mezzi, ci confiscano o ci obbligano a bere tutti gli alcolici in nostro possesso, bottiglie o lattine che abbiamo acquistato nel loro paese ma che non vogliono si porti in Iran dove è proibito l’uso degli alcolici. Finita questa avventura, arriviamo alla dogana iraniana dove ritroviamo il bravo Hadi che ci aiuterà nell’infinite pratiche doganali del suo paese. Si sposta l’orologio in dietro di un’ora e mezzo. CONTINUA SU "Samarcanda 2005" Parte Settima

foto di Carlo
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