PANAMA - IL BACIO DEGLI OCEANI : PANAMA

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Diario di viaggio PANAMA PANAMA
panama - il bacio degli oceani

panama city-canale-costa pacifica-gamboa

fiume chagres
fiume chagres
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Autore: Andrea

andrea gatti, Età 18918 giorni (52), barcelona
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panama - il bacio degli oceani

località: panama city-canale-costa pacifica-gamboa
regione: panama
stato: panama (pa)

Data inizio viaggio: mercoledì 3 dicembre 2008
Data fine viaggio: martedì 9 dicembre 2008

Quando il possente MD 11 della KLM atterra all' aeroporto Tocumen di Panama city, il sottoscritto e la sua benny si trovano in uno stato comatoso, disconnesso e lavarvale per il non sonno e un viaggio lunghissimo, troppo.
Quasi 11 ore prima abbiamo lasciato dietro di noi, lavoro, amici, freddo, pioggia al fine di realizzare un sogno che avevo fin da bimbo quando ammaliato dagli Atlanti, vedevo in questa striscia di terra verde una sorta di nuovo eden, sconosciuto, una terra selvaggia, o ancora un luogo lontano e mistico dove ancora fosse possibile emozionarsi davvero. Con gli anni, ho perso parte di quella magia che condiva la mia mente avventurosa, ho aggiunto alla mia anima saggezza e realtà, razionalità e poi di nuovo cuorisità. Panama anche solo per il suono della sua parola, con quelle "a" che ricorda un elemento esotico, eccitante, sconosciuto. Forse il grande interesse che ho sempre avuto per i luoghi verdi, le foreste, la natura incontanimanata ha il suo origine proprio qui, dove sono giunto adesso. C`è da aggiungere che anche i miei studi successivi hanno aumentato tale curiosità: studiando gli Incas, i gesuiti verso il Nuovo Mondo, il ruolo della Spagna nella colonizzazione del continente americano, Panama ha sempre svolto un ruolo di primo piano, centro di passaggio per esempio di quel simpaticone di Pizarro nella sua grande impresa, la conquista e distruzione della civiltà incaica.
Il primo impatto è strano: caldo soffocante, modernità, musica, un po`di verde... mah...non era questo il Panama che cercavo o forse quello che cercavo o cerco non esiste, o non esiste più. Ho sbagliato secolo, tempo, mondo??
No, non sarà così.
Dopo aver smaltito gli assalti del sonno e della stanchezza, aver dormito 13 ore nel Sevilla Suites, siamo finalmente pronti per partire alla scoperta di questo paese a forma si S orizzontale, paese Istmico, striscionlina di foreste ed acqua, blu e verde, colori condizionanti e dominanti del panorama di Panama.
Saliamo su uno dei Diavoli Rossi, bellissimi e coloratissimi vecchi scuolabus americani, dai nomi altisonanti che viaggiano da est verso ovest, rastrellando via Espana verso la calle 12 , dove scenderemo per avventurarci nel Casco Antiguo, la Panama ricostruita dopo il tumultuoso attacco dei pirati di Morgan del 1671.
Il quartiere è in fase di ristrutturazione, in parte si e in parte no, mantiene intatto il suo fascino coloniale, le belle chiese, il bellissimo teatro, la piazza Bolivar ( non può mai mancare in Am. Latina) e la piazza dell`indipendenza, ottenuta nel 1903 ma in realtà è una contraddizione storica. Come amano confermare i panameños: Panama ottenne l`indipendenza nel 1821 dalla Spagna e poi si separò dalla Colombia nel 1903...ecco la verità...cari libri di storia.
Panama città fu fondata nel 1519 dagli spagnoli, una decina di anni dopo che un gruppetto di avventurosi iberici con a capo Vasco Nùñez de Balboa scoprisse per prima volta nella storia i Mari del Sud, ossia l`Oceano Pacifico.
Fondata la città, subito una disgrazia: a capo il suo fondatore Pedro Arias de Avial, Pedrarias, orribile e crudele governatore della provincia, senza scrupoli e senza remore nel massacrare gli indigeni del luogo,
La città divenne importantissima per l oro e l`argento che giungevano dal Perù, poi arrivarono i pirati e la distrussero, allora infestata anche da febbre gialla, malattie tropicali e moribondi che giungevano da tutte le colonie per inbarcarsi verso il fantastico Perù.
La ricostruirono 8 km più a ovest, verso la Baia de Ancòn, oggi sede del centro storico. Da qui si può godere di una fantastica vista dello skyline di Panama, davvero emozionante. Gli effetti del Canale e la sua ricchezza si iniziano a intravedere nel panorama urbano della città, nei vestiti della gente, nella sue macchine, nei modi americanissimi di mangiare, di aumentare peso umano e fisico ai propri portafogli..se volete visitare Panama...andateci di corsa perchè presto diventerà un lusso per i nostri miseri portafogli europei.
IL CANALE : OPERA MAESTRA, simbolo del potere dell`uomo di modificare la geografia, di mutare le condizioni climatiche, geologiche, sociologiche, strutturali e fisiche di un luogo, forse la più grande opera di ingegneria mai messa a punto, scenario di una vastità incredibile dagli effetti commerciali e politici notevoli.
Inaugurato nel 1914, il canale vide il travaso di 205 milioni di metri cubi di terra, e per la prima volta Atlantico e Pacifico si diedero quel bacio appassionato che la natura non gli aveva mai concesso, unendoli per sempre attraverso le lunghe fauci dell`acqua blu. Ma quel bacio non era panameño, era americano...tutto era americano: la sua costruzione, la territorialità del canale, le sue immense fortune, l`impressionante indotto, tutto era made in USA...e a Panama quel sopprusso a casa sua non poteva essere digerito. E come se l`indipendenza fosse stata solo sulla carta, prima dalla Spagna alla Colombia, poi dalla Colombia agli USA e poi??? niente.. gli americani ovviamente non lasciavo altro che bricciole ai panamensi immersi nellla povertà e ammaliati da quel portento que non portava nessun tipo di vantaggio.
Finalmente nel 1977 Carter diede il via alla ritirata USA, e il canale divenne PANAMEÑO il 1 gennaio 2000!!!
Qui inizia la storia di un paese nuovo che se saprà sfruttare in modo giusto e onesto le enormi fortune di questo ponte tra le Americhe saprà far notizia e diventare chissà la prima Tigre centramericana!!!
Ma Panama non è solo canale e città: ci addentreremo presto nelle sue magiche foreste pluviali, a contatto con la sua rigogliosa natura incontaminata, un senso di preservazione della natura che avevo visto solo in CostaRica, e poi un luogo da favola - Gamboa Rainforest Resort : sorta di eco-lodge a cinque stelle, fantasmagorica risurrezione nel mezzo del verde e sulle sponde del fiume Chagres di un hotel incantevolmente incastonato nel suo ambiente naturale, circondato da animali in libertà, coccodrilli, tucani, capybara, tarantole, la più grande riserva di bird watching al mondo, centro di ricerche mondiali sulla biosfera, la biodiversità e lo studio sulle problematiche tropicali.
Gamboa, storico centro di vita dei lavorati del canale, oggi è un museo al cielo aperto, le sue case colorate di legno antico, una natura insidiosa che avvolge tutto e tutti, un verde intenso e totale, fiori, colori, il cinquettio continuo e costante degli uccelli, il volo sopra le nostre teste di minacciose aquile arpie, animale nazionale di Panama.
Verde, verde, blu e ancora blu: qui il fiume Chagres si getta nel canale, la frutta ha un sapore diverso, densamente completo e autentico, l`aria è pura e quando mi dondolo sua mia hamaca guardando l`infinito di verdi colline di foreste e un cielo azzurro, penso forse che ho trovato quello che Panama rappresentava per me, un eden ancora incontaminato, un luogo lontano, sconosciuto..anche se non era così, mi piaceva immaginarlo.
Gli ultimi giorni li passeremo sull`isola di Taboga, panorama da cartoline, fiori a bizzeffe, la seconda chiesa più antica di tutto la costa pacifica, verdi foreste, delfini e gentilissimi panameños dedicati al dolce far niente. Si mangia dall`alto di una memorabile terrazza, con vista sull`Oceano Pacifico, non dimenticate di fare un passo lassù, si chiama la Veranda Hotel Terraza...è ristorante e hotel, davvero speciale.
Il resto sono le notti matte dei Panameños con musica, cibo e tanta movida ..sulle causeway, una fantastica striscia di terra ricavata dal canale che unisce adesso tre carini isolotti, Perico, Flamengo e Amador..spiagge carine, foresta, bar, discoteche, qualche hotel, ristoranti, e tanta tanta musica.
Non resta che salutare

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