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Messico e nuvole - Coba
Diario di viaggio · MESSICO · Q. ROO · 2010

Messico e nuvole - Coba

Coba deve il proprio nome ai cinque "cenotes", cavità d'acqua sacre della regione, termine che in lingua maya significa "acque vive". Uno dei luoghi più antichi della penisola, Coba si trova all'interno delle…

CIdiario di cristina
brugherio
18 settembre 2010 → 18 settembre 2010
1 giorni di viaggio
12 foto
con didascalie
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Dove
CobaMESSICO · America Centrale e Caraibi
Quando
18 settembre 2010 → 18 settembre 20101 giorni · viaggio del 2010
Chi
cristina@cicirio9 · brugherio
Il racconto
racconto unico · 304 parole0 like dei lettori

Coba deve il proprio nome ai cinque "cenotes", cavità d'acqua sacre della regione, termine che in lingua maya significa "acque vive". Uno dei luoghi più antichi della penisola, Coba si trova all'interno delle terre dello Stato di Quintana Roo, a 43 chilometri da Tula. Luogo importante della civiltà, la città conobbe il proprio apogeo fra il 600 e il 900 d.C. e contava circa 50.000 abitanti, ripartiti su una superficie di 70 km². La piramide di Nohoch Mull, di 42 metri, emerge come un isolotto dalla giungla, sovrastando l'oceano di vegetazione. Vi si accede mediante un dedalo di sentieri bianchi in calcare grezzo, chiamati "Sacbes", antiche strade sacre che collegavano tra di loro le città. All'entrata del sito, si attraversa il Juego de pelota, o Tlachtli: il gioco della pelota era praticato dagli Aztechi e fonda le proprie radici nella religione maya.

Più che un semplice spettacolo, il rituale mette in scena due squadre di atleti che devono far rimbalzare una pesante palla di caucciù, realizzata con la sapodilla (l'albero del lattice della regione) su due muretti di pietra. I membri dell'élite scommettevano terre e altri beni, o schiavi umani portati in sacrificio. A testimonianza di ciò, i teschi scolpiti ai piedi del monumento. Le regole del gioco variano a seconda del periodo: i "giocatori" avevano le anche protette da corazze e ciò sembra indicare che la palla non dovesse essere toccata con le mani. Degli anelli di pietra giganti, cementati lungo le pareti, apparvero nel periodo post-classico, a partire dal 600 d.C. La prodezza tecnica, che consisteva nel far passare la palla nell'orifizio appena più largo di quest'ultima, attribuiva la vittoria definitiva ad una squadra.

Anche questa escursione è stata organizzata egregiamente da Iguana boat, purtroppo non ci ha accompagnato Elena ma Paolo, uno sfegatato interista.....molto preparato anche se un pò poco coinvolgente.

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12 foto di cicirio9

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