Diario di viaggio EGITTO 
marsa matrouh: egitto da sogno
marsa matrouh
Data inizio viaggio: venerdì 9 luglio 2010
Data fine viaggio: venerdì 23 luglio 2010
09-07-2010 Partiamo da Malpensa alle 12.00 e arriviamo a destinazione nel tardo pomeriggio. In bus percorriamo circa 30 km per arrivare al villaggio Bravo Almaza Beach. Attraversiamo la periferia di MARSA MATROUH, case vecchie che sembrano a volte diroccate, mercati con bancarelle di ogni genere. Lasciata la città si percorre una zona quasi deserta, con poche case di beduini sparse qua e là. Arriviamo al villaggio, molto bello e direttamente sul mare. Attraverso un bel giardino dove si trovano le piscine si arriva alla spiaggia, bianca, lunga e di sabbia finissima; il mare, anche se un po’ mosso, rivela subito i suoi colori caraibici. Sembra davvero di essere ai tropici e non sul Mediterraneo.
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Nei giorni successivi il mare si calma e diventa davvero splendido, limpido e trasparente e dai colori che sfumano dall’azzurro al verde. La spiaggia è enorme, con poche file di ombrelloni, spazio a volontà per lunghe passeggiate. Il villaggio è molto ben organizzato con tante attività ed una buona animazione, che sorprenderà soprattutto negli spettacoli serali , la cucina è varia e di buona qualità.
Dopo qualche giorno di mare, sole e relax, quando cominciamo a diventare rossi in modo leggermente preoccupante..decidiamo di fare la prima escursione: 2 giorni al Cairo.
IL CAIRO GIZA
lunedì 12 luglio 2010
Il Cairo: partenza di buon ora, alle 4 del mattino. Ci aspettano circa 500 km per arrivare al Cairo. Il pulmino è piccolo, solo per noi 5, i sobbalzi sono tanti vista la strada con buche e asfaltata in modo approssimativo. Arrivati al Cairo ci accoglie un tempo grigio dovuto allo smog che circonda la città. Visitiamo la Cittadella di Saladino, in posizione dominante su parte della città, con le 2 moschee di cui una aperta con portici risalente al 1300. Siamo a luglio in Egitto ma qui c’è un clima gradevole con un po’ di aria, sotto di noi la cappa di smog avvolge la parte vecchia della città. Ci rechiamo poi al Museo Egizio, vecchia costruzione senza aria condizionata, ancora per poco però perché fra qualche anno si trasferirà nella zona delle piramidi in un nuovo edificio in quanto i reperti che continuano a portare alla luce non stanno più nell’attuale museo. Vediamo il tesoro di Tutankamon, grandioso nella sua ricchezza e nella raffinatezza della figure. La nostra guida, Alì, laureato in egittologia, ci spiega alcuni particolari che differenziano le statue dei faraoni. Quelle del Primo regno sono sempre in piedi perché a quel tempo il faraone era considerato anche una divinità, poi nel Nuovo regno sono rappresentati anche in ginocchio perché non aveva più valore divino. Inoltre diverso era il significato della barba: se era diritta significava che il faraone era ancora vivo, mentre se era ricurva il faraone era già morto. Una mano di solito era aperta e l’altra chiusa a pugno, simbolo di pace e potenza.
Dopo la visita al Museo pranziamo in un ristorante barcone lungo il Nilo. Nel pomeriggio visita ad un mercato nella parte vecchia della città, vicoli pieni di negozi e bancarelle, siamo circondati da venditori che ci offrono di tutto, siamo soprattutto gli unici turisti…evitiamo di inoltrarci troppo all’interno; qui ci sono ancora i venditori di acqua che girano per i vicoli con una piccola botte ed un unico bicchiere dal quale la gente beve, a turno; riprendiamo poi il pulmino ed attraversiamo la città dei morti, zona di costruzioni fatiscenti che una volta erano tombe e dove le persone vivono, zona ricca di moschee e minareti, di grande effetto soprattutto vista nell’insieme. Arriviamo in albergo nel tardo pomeriggio; l’hotel è fuori dalla città, vicino all’aeroporto e pertanto alla sera siamo bloccati, non usciamo e assistiamo ad un matrimonio egiziano all’interno dell’hotel.
Il giorno successivo ci aspetta la visita alle Piramidi di Giza. La città di Giza è ormai un tutt’uno con Il Cairo in quanto le costruzioni sono ininterrotte. Le piramidi sono proprio a ridosso delle case e compaiono all’improvviso, dietro gli edifici. La piramide rappresentava la tomba del faraone e delle sue regine nell’ Antico Regno ( III e IV dinastia) ed in parte anche nel Medio Regno (XI e XII dinastia) ed avevano un significato simbolico, rappresentavano i raggi del sole. Prima le ammiriamo da un punto panoramico dal quale si possono vedere tutte e tre, poi ci avviciniamo. Tutt’intorno deserto e cammelli, sporcizia anche, non sembra di essere in uno dei siti archeologici più importanti al mondo.
La piramide di Cheope è la più grande con i suoi 230 metri di lato, quella di Chefren è l’unica che ha mantenuto parte del rivestimento bianco nella punta ed infine la più piccola quella di Micerino. A fianco si trova la Barca Solare, all’interno di un edificio . E’ stata scoperta nel 1954, è stata smontata per trasportarla e poi ricostruita nel luogo dove si trova ora. Lunga 43 metri interamente costruita in legno con i pezzi uniti solo da corde, si è conservata in modo sorprendente, aveva anch’essa un significato simbolico sempre per la tomba del faraone.
Un po’ spostata rispetto alle piramidi, anche se dalle foto sembra vicinissima, si trova la Sfinge, intagliata in uno sperone di roccia che ne richiamava la forma. Rappresenta il Faraone Chefren con l’aspetto di un felino, simbolo di regalità.
In seguito ci rechiamo all’Istituto del Papiro dove ci mostrano la lavorazione del papiro ed infine a pranzo in un ristorante fuori dalla città, allestito sotto una tenda.
Nel pomeriggio visita all’antica città di Menfi, fondata durante la 1° dinastia ed allora molto importante come centro dell’Egitto anche se non era la capitale. Ora rimane poco tranne alcune statue significative come quella di Ramses II coricato con il copricapo a corona tipico dell’Alto e Basso Egitto, statua che in origine si ergeva davanti al tempio. Qui di trova un’altra sfinge detta di alabastro anche se in realtà è di pietra e risalente alla 18° dinastia. Poi ci rechiamo a Saqqara, che insieme a Giza era una delle principali necropoli di Menfi; la zona circostante è ricca di vegetazione, palmeti, in quanto ricca di acqua.
Qui si trova la piramide a gradoni di Zoser, faraone della IV dinastia, terzo millennio prima di Cristo, è quindi una delle più antiche d’Egitto. Sotto la piramide varie galleria ed all’ingresso del sito un colonnato d’accesso con nicchie laterali che rappresentava il passaggio della mummia del faraone prima di arrivare alla tomba.
Dopo quest’ultima visita iniziamo il viaggio di ritorno a MARSA MATROUH dove arriviamo in serata. Sono stati due giorni intensi, ma di grande soddisfazione, abbiamo visto i siti archeologici ed abbiamo avuto un’idea di una città enorme ed impressionante come Il Cairo, dove sicuramente bisognerebbe tornare, fermandosi più a lungo per capire di più anche se non deve essere facile!
POMERIGGIO A MARSA MATROUH
venerdì 16 luglio 2010
In un pomeriggio visitiamo la città di MARSA MATROUH che dista circa 30 km dal nostro villaggio. Lungo la strada si trovano diverse case di beduini. Qui i beduini sono diventati stanziali in quanto in questa zona c’è acqua e possono coltivare fichi ed ulivi. Si riconoscono dagli altri egiziani perché di solito indossano la kefiah. In araba MARSA MATROUH significa porto lontano, la città è un luogo di villeggiatura che per gli egiziani stessi. In città ci sono molti alberghi considerati 4 stelle ma piuttosto squallidi per i nostri standard, la Via Alessandria che è la principale colma di bancarelle che vendono di ogni, ma anche qui tante cineserie e pochi oggetti originali, il lungo mare con la passeggiata.
La vacanza tipica egiziana consiste nell’alzarsi tardi al mattino, stare in spiaggia fino alle 19 circa, ma senza prendere il sole e quindi restando sotto l’ombrellone, seduti in semplici sedie..non sdraio, con solo due file di ombrelloni vicinissimi tra di loro ed i resto della spiaggia enorme e libera. Anche qui il mare ha dei bei colori, anche se non belli come al villaggio da noi ma dove le persone fanno il bagno l’acqua è ferma e bassa quindi di un azzurro lattiginoso. Tutta la costa di Alessandria d’Egitto ha nel complesso un bel mare, infatti le costruzioni di residence e villaggi è in continuo fermento, ma alcune parti sono vicine al delta di Rosetta del Nilo, che porta melma. Almaza Beach, dove c’è il nostro villaggio è davvero il posto migliore, non per niente almaza in arabo significa diamante.
Visitiamo il Museo Rommel, collocato all’interno di una collina proprio sul porto ; pare sia stato scavato dai Romani per conservare cereali , poi utilizzato da Rommel come quartie generale durante l’avanzata italo tedesca nella 2° guerra mondiale. Poi ci rechiamo alla spiaggia di Cleopatra con colori stupendi. La leggenda dice che se si entra nella grotta e ci si bagna con l’acqua del mare si ringiovanisce; qui la regine Cleopatra accompagnava Marco Antonio a fare il bagno quando questi si trovava in Egitto. Le donne egiziane devono crederci molto perché entrano, completamente vestite con i loro burqa a volte quasi integrali ed escono completamente bagnate ma contente. La moschea di Marsa Matrouch non è visitabile in quanto non ha ancora cent’anni e quindi non è considerata monumento ma solo luogo di culto. Passeggiamo un po’ per la via principale curiosando tra i banchetti, interessati non tanto da cio’ che è in vendita ma dalle persone che ci circondano.
OASI SI SIWA
lunedì 19 luglio 2010
Altra escursione piena di fascino è quella all’ Oasi di Siwa, a circa 300 km dal villaggio; per raggiungerla ci si inoltra lungo l’unica strada asfaltata (solo dal 1985) che attraversa il Deserto occidentale o Deserto Libico in quanto l’oasi dista solo 65 km dal confine con la Libia. L’Oasi si estende per oltre 94000 kmq, in una depressione di 20 metri sotto il livello del mare; ci abitano 20000 persone, beduini di origine berbera che conservano antiche tradizioni come quelle riguardanti le donne che, quando sono ancora nubili sono libere di girare a volto scoperto, ma una volta sposate escono poco di casa, solo accompagnate dal marito o da un uomo della famiglia ed indossano un velo integrale dai colori blu e nero che lascia scoperti solo gli occhi. Il mezzo di trasporto tipico del posto è il carretto, trainato dal ciuco; anche noi lo proviamo per attraversare la città. Ce ne sono tantissimi alcuni trainati da bambini di 5 o 6 anni, molto abili nel manovrare il carro ed il ciuchino.
L’ oasi è ricca di coltivazioni, ulivi e palme da dattero; ci sono laghi e sorgenti di acqua termale ed al di là del verde .. il grande mare di sabbia..
Visitiamo la Montagna dei Morti necropoli con tombe scavate nella montagna e con dipinti all’interno, rappresentanti varie divinità fra cui Nut la dea delle tenebre. Le tombe furono utilizzate successivamente da Greci e Romani come si può vedere dai diversi dipinti; infine durante la 2° guerra mondiale furono utilizzate come rifugi. Da questa collina si ammira io paesaggio sottostante con i palmeti, la vecchia città ed il deserto.
Visitiamo poi i resti dell’antica città di Shali, costruita in karshif, materiale misto di sale e fango che si scioglie facilmente ed infatti la città si è praticamente sciolta durante le piogge abbondanti del 1926. Quel che rimane, come ad esempio l’antica moschea è comunque molto affascinante. Visitiamo poi una tipica casa siwana , costruita apposta per i turisti ma che riprende l’abitazione tipica su due piani in karshif .
Poi prendiamo uno dei tanti carretti per i turisti e ci rechiamo al Tempio di Ammone o dell’Oracolo dove dicono si recasse Alessandro Magno per consultare l’oracolo circa la sua discendenza divina. L’ingresso ha una doppia porta, faraonica e greca. Incisi nella roccia si trovano alcuni cartigli risalenti alla XXVI dinastia.
Ultima tappa prima di pranzo : La Sorgente di Cleopatra, piscina in pietra che contiene acqua sorgiva; pare fosse citata da Erodoto come sorgente del Sole in quanto la sua acqua era tiepida al mattino per poi raffreddarsi durante il giorno e bollire a mezzanotte. Decine di ragazzini locali si divertono a tuffarsi nelle acque limpide.
Pranziamo in un ristorante all’interno di un complesso turistico utilizzato dai turisti che intendono fermarsi a pernottare a Siwa.
Dopo pranzo, sotto il sole cocente delle due del pomeriggio, ci rechiamo in jeep nel deserto circostante l’oasi. La jeep si inoltra fra le dune ed anche se l’ora non è la migliore per via del caldo notevole, lo spettacolo del deserto lascia senza parole.
Dopo circa un’ora di scorribande sulle dune, stanchi, insabbiati ma contenti rientriamo verso il nostro villaggio dove ci attendono ancora alcuni giorni di relax al mare
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