MAURITANIA TRA MARE E DUNE : MAURITANIA

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Diario di viaggio MAURITANIA MAURITANIA
mauritania tra mare e dune

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mauritania tra mare e dune

stato: mauritania (mr)

Data inizio viaggio: lunedì 1 agosto 2005
Data fine viaggio: mercoledì 31 agosto 2005

Periodo: Agosto 2005
Km percorsi: 14.000 di cui 4.000 in Mauritania
E' da aprile che se ne parla, che si organizza, ci si documenta … ad agosto si va in Mauritania …!!!
E agosto è finalmente arrivato… si parte!!! Dopo tre giorni di viaggio eccoci pieni di entusiasmo ad Agadir! La Mauritania è un po' più vicina … ma improvvisamente il Davide ci comunica via CB che ha appena ricevuto una telefonata dall'Italia: "In Mauritania … colpo di stato". Momenti di angoscia, il nostro progetto, il nostro sogno sta per sfumare? Ci sintonizziamo su una radio spagnola e le notizie si susseguono … "aeroporto internazionale chiuso, carri armati e lanciamissili in capitale …" che fare? Di comune accordo decidiamo di continuare sino alla frontiera maura e … inchallah!! Intanto corriamo sull'asfalto e sfilano davanti ai nostri occhi il deserto, l'oceano, i villaggi fantasma, la penisola di Dakhla, la nebbia dell'ex Sahara Occidentale. Ci siamo … mancano pochi chilometri alla nostra meta … dogana marocchina … qualche chilometro di sterrato … dogana maura "pas de problem" … siamo in Mauritania, nonostante tutto!!! Felici arriviamo a Nouadhibou dove campeggiamo e ci gustiamo un bel "poulet avec frittes". Intanto caroselli di auto e striscioni inneggiano il cambiamento politico, la nazione festeggia!! E' il 5 agosto. Di buon ora l'indomani ripartiamo per il mitico Banc d'Arguin. Finalmente siamo sulla pista, anzi fuoripista sulla spiaggia e sulla battigia. Primi insabbiamenti per i mezzi e primi bagni!! I fenicotteri e i pellicani guardano sfrecciare veloci i nostri quattro fuoristrada e noi ci divertiamo a cavalcare le onde. Campeggiamo a Cap Tafarit dove troviamo i primi turisti. Attraversiamo piccoli villaggi di pescatori e facciamo il nostro trionfale ingresso via spiaggia alla capitale: Nouakchott. Festeggiamo con un bel piatto di cous-cous innaffiato con la introvabile birra!! Ci gustiamo un po' di vita africana nella capitale, ci aspetteranno duri giorni in pista!! Si riparte via asfalto per Tidjikja tra dune e sahel. Vediamo mercati di bestiame; ecco gli ultimi nomadi nelle loro tende bianche, con dromedari, asini, zebù, capre e pecore. Belli e dignitosi cavalcano la savana su dromedari bianchissimi ove risaltano le loro tuniche blu. Sembra di vivere in un vecchio film! Attraversiamo diversi villaggi … e uno di questi ci colpisce … siamo a circa 70 Km da Tidjikja, ci sono bimbi bellissimi che ci salutano al nostro passaggio, ci sono capanne e piccole case, chissà forse c'è una scuola … qui i turisti sicuramente non si fermano, corrono veloci verso la più conosciuta Tidjikja. Noi abbiamo del materiale didattico dell'associazione "Bambini nel deserto" da consegnare … ci fermiamo. Siamo a Iguevane (coordinate GPS: N 18° 08.790' W 011° 55.185') Entriamo nel villaggio accolti da bambini e donne. Ci sorridono e qualcuno chiede dei "cadeaux". Chiediamo del capo villaggio e ci accompagnano in una casa ornata di cuscini e tappeti. Arrivano le autorità, il capo villaggio e l'imam ai quali consegniamo il materiale. Momenti intensi ed emozionanti. Ci offrono del freschissimo latte di capra.
Foto ricordo, ringraziamenti e promesse di ritornare portando soprattutto medicinali e abiti per bimbi e adulti. Arriviamo a Tidjikja, l'inizio della grande avventura, della pista studiata per mesi a tavolino sulle
carte: la pista per Nema via Tichit e Oualata. Facciamo rifornimento di acqua e di gasolio. I
distributori sono senza gasolio da diversi giorni e siamo costretti ad acquistarne al mercato nero. E'
il 9 agosto. Siamo pronti a sfidare i 600 Km che ci separano da Nema. Saltando di duna in duna, evitando di finire negli spaventosi imbuti, insabbiandoci di tanto in tanto arriviamo a Tichit, (N 18° 21.492' W 009° 07.223') piccolo meraviglioso villaggio ai confini del mondo! Siamo gli unici turisti, dicono che ne passa uno al mese!! Tutta la popolazione del villaggio ci viene incontro, interrompendo qualsiasi lavoro. Siamo ospiti del villaggio. Girovaghiamo per le strette vie tra le semidistrutte case in pietra, ci portano a visitare la moschea, il pozzo, il vecchio quartiere. Un vecchietto di cent'anni, vestito con abiti tradizionali ci viene incontro sorretto da
alcuni giovani… è il proprietario della biblioteca…!! Apre con una vecchia chiave la strana serratura della biblioteca, parla a stento, e solo arabo. Si siede al centro del cortile… la visita ha inizio. Escono da una stanza buia i capolavori, i volumi antichissimi scritti con oro, indaco, carbone e ocra. Tutti sono impolverati e parecchi sciupati… peccato. Vi sono testi di grammatica, di scienze e matematica, testi religiosi e registri di passaggi di carovane di dromedari. Siamo qui, in un villaggio sepolto tra dune e palmeti, c'è un piccolo aeroporto e un dispensario medico con una luccicante ambulanza (dove andrà, con 200 Km di dune a ovest e 400 Km di savana e fango a est, prima di trovare un ospedale?).
Decidiamo di lasciare qui gli altri due pacchi del materiale didattico della associazione.
Consegniamo di fronte alle autorità il nostro piccolo omaggio. C'è il maestro, il prefetto, il religioso e il sindaco. Siamo la notizia del giorno! Altro momento emozionante con foto ricordo. Ci servono la bibita tradizionale della Mauritania: latte freddo di dromedaria allungato con acqua… una delizia e ne beviamo in abbondanza! Purtroppo bisogna ripartire verso Oualata, la pista ci attende…
Pernottiamo su una duna a pochi chilometri da Tichit, ci addormentiamo pensando ai bambini, alle
donne e a chi vive a Tichit. Ripensiamo a quel muratore maliense che spacca pietre a Tichit. Ha
interrotto il suo lavoro, si è messo l'abito tradizionale della festa e ci è venuto incontro con la sua
macchina fotografica un po' vecchiotta chiedendoci se riuscivamo a riparargliela.
Abbiamo letto nei suoi occhi il dispiacere quando, pur cambiando le pile, l'apparecchiatura
continuava a non funzionare. Ancora oggi pensiamo a quel ragazzo e tanta è la voglia di fargli recapitare una macchina fotografica nuova. Chissà se qualche turista ci può esaudire questo piccolo sogno! Chissà con l'aiuto del capo villaggio, possiamo rintracciarlo… sicuramente si avvicinerà a ogni turista che passa per
Tichit nella speranza di trovare un fotografo che possa aiutarlo.
Il nostro viaggio continua attraverso splendidi paesaggi di dune e savana, la pista non esiste più,
solo poche tracce di auto passate chissà quando. Navighiamo con GPS e computer seguendo le
tracce e i waypoint di altri avventurieri. Non incontriamo più nessuno per due giorni interi, siamo
soli nell'infinità e nel silenzio della natura. Ma ecco il primo inconveniente: nascosto dietro ad un ciuffo d'erba, un insidioso sasso squarcia la coppa del differenziale anteriore, piega una traversa e sfila l'alberino della frizione della macchina di Angelo; e come se non bastasse squarcia una gomma a Dino!!
Non ci resta che montare il campo!!! Mentre le ragazze preparano una lauta cena, i maschietti si
improvvisano meccanici. Nulla ci ferma e l'indomani tutti e quattro i veicoli ripartono regolarmente!
A 50 Km da Oualata rincontriamo i beduini con le loro tende e i loro allevamenti di bestiame…
stiamo tornando nel mondo abitato!!
12 Agosto: arriviamo al villaggio di Oualata. (N 17° 18.261' W 007° 01.622'). Il villaggio dalle case
dipinte con i colori ocra e bianchi. Siamo presi d'assalto da tutta la popolazione mentre la polizia
pigramente controlla i nostri passaporti. La visita al villaggio si svolge in un clima festoso, siamo circondati da giovani di tutte le età. Qui facciamo felici adulti e bambini distribuendo alcuni vestiti.
Diversi ci chiedono medicinali per curare colpi di sole e colpi d'aria, reumatismi, ...continua....

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