MAURITANIA TRA MARE E DUNE 2 parte : MAURITANIA

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Diario di viaggio MAURITANIA MAURITANIA
mauritania tra mare e dune 2 parte

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mauritania tra mare e dune 2 parte

stato: mauritania (mr)

Data inizio viaggio: lunedì 1 agosto 2005
Data fine viaggio: mercoledì 31 agosto 2005

Non troviamo il bivio, e i facili 90 Km che ci separano da Nema, diventano un inferno tra fango,
acqua e sabbia molle. Siamo finiti sulla pista della pianura alluvionata. Faticosamente raggiungiamo l'asfalto a Nema dopo quattro ore di viaggio: siamo distrutti!! Non essendoci campeggi troviamo ospitalità nel cortile di un Hotel. Nema è una città tipica di confine e ci permette di rifornirci di gasolio, di viveri e, anche se è
domenica, di cambiare qualche soldo in banca!! Si riparte facendo riposare le gomme e i piloti su un morbido e vellutato asfalto che ci conduce a Kiffa attraversando verdeggianti praterie e laghi ove pascolano le mandrie.
Ma le fatiche non sono ancora finite: vogliamo tentare di ritornare a Tidjikja attraverso il passo di
Nega!! Quale miglior traguardo per il giorno di Ferragosto? Sino al villaggio di Boumdeit (N 17° 26.480' W 011° 21.086') la pista attraversa una verdissima savana ricca di allevamenti di bestiame. Incontriamo diversi nomadi, alcuni ci invitano nelle loro tende, un altro regala a Layla un anello, altri si prodigano ad indicarci la via migliore. Pernottiamo su una duna, vicino ad un barrage, circondati dalla prateria: un paradiso!!
Sveglia come al solito alle sei, è ferragosto! Il passo di Nega ci attende. Il cielo è nero di nuvole e dopo pochi chilometri siamo costretti a fermarci, una tempesta di sabbia ci sbarra il passo. Alle 10:00 arriviamo a Boumdeit, un villaggio dimenticato dal mondo, intrappolato da un lato da alte montagne di roccia nera e profondi canyon, dagli altri lati da cordoni di dune sino al passo di Nega. Qui ci viene incontro tutto il villaggio, uomini donne e bambini ci chiedono dei cadeaux; peccato non abbiamo più nulla da distribuire! Hanno necessità di medicinali e di abbigliamento; c'è anche una scuola …! Purtroppo sono pochi i turisti che percorrono questo itinerario e non tutti gli anni passa la ParigiDakar soprattutto causa forti tempeste di sabbia. Si riparte alla "ricerca" del passo di Nega attraversando imponenti dune e insabbiandoci rovinosamente!! La via di uscita, secondo la strumentazione, dista appena pochi chilometri, ma si dimostrano essere i più duri!!! Per fortuna il cielo è velato, la temperatura è mite e le dune sono indurite dalla pioggia della mattina. Tentiamo numerosi passaggi, camminiamo a piedi salendo sulle cime a cercare il passaggio… ma
attorno a noi … un mare di altissime dune!! Eppure il Passo di Nega è lì, da qualche parte… a 1,8
Km da noi!! Arriviamo con i nostri mezzi e con molta fatica sino al precipizio, sul bordo del canyon. Ci consultiamo, i GPS segnalano il passo sempre a 1,8 Km davanti a noi, che fare? Si decide di mandare in perlustrazione un mezzo, giù nel canyon, la discesa è lunga e ripida ma la sabbia è dura, si tenta. Davide e Katiuscia scendono, ma dopo pochi istanti il CB gracchia: "di qui non si passa … il canyon si chiude con montagne altissime … il nostro passaggio è in alto, sul bordo del canyon, al di là delle dune…"!! Sono ormai le 16:00 e abbiamo girovagato sulle dune per ore senza successo. Torniamo sui nostri passi e tentiamo di seguire il profilo del canyon. E siamo nuovamente a piedi sulle dune a scrutare l'orizzonte!! Finalmente tanta tenacia viene premiata… da una duna scorgiamo il passaggio … appena a due cordoni di dune dai mezzi! Proviamo a piedi il percorso per cercare il terreno più duro e poi ad uno ad uno passano i mezzi con fotocamere e videocamere puntate nei passaggi più hard!! Ce l'abbiamo fatta!! Il sole sta tramontando e facciamo campo tra le dune sul bordo del canyon. Si festeggia con fresco spumante e torte, è ferragosto!!
Piove tutta la notte e fa freddo. Ma al risveglio… sorpresa, è tutto sereno e una cascata d'acqua precipita giù nel canyon, una favola!! Si riparte, attraversiamo il pietroso passo di Nega e continuiamo su terreno roccioso sino al villaggio di El Gheddiya dove nel laghetto Davide avvista uno dei famosi coccodrilli!!
Una snervante pista di sassi e pietroni ci accompagna sino a Tidjikja. Diversi iguana scrutano il
nostro passaggio e alcune bianche gazzelle ci tagliano velocissime la strada.
Pernottiamo al nuovo campeggio di Tidjikia all'ingresso del villaggio dove ci gustiamo un ottimo
cous cous. Scopriamo dal proprietario del campeggio che a Tidjikia non c'è più gasolio ormai da 12
giorni, ed è finito anche quello venduto al mercato nero. La città è in ginocchio, il generatore
viaggia ad orari ridotti, i taxisti elemosinano pochi litri di gasolio dai turisti per poter raggiungere
un distributore più a sud di circa 130 Km! Noi siamo stati previdenti, i mezzi hanno i serbatoi pieni e 60 litri di gasolio di riserva nelle taniche. Ci attende la pista per Atar, sono circa 400 Km, ce la possiamo fare, se non sbagliamo troppe volte il percorso, se non dobbiamo attraversare imponenti dune, se … se…, se…!! Tentiamo di acquistare al mercato nero almeno 80 litri di gasolio, per avere un margine di sicurezza in più. Nulla da fare, il tipo incaricato ci avvisa correttamente di aver trovato solo pochi litri di gasolio tagliato… ma …
tutti ci dicono che il camion dei rifornimenti è partito l'altro ieri dalla capitale … !! E' il 17 agosto, il gasolio non è arrivato, partiamo alla volta di Atar, un po' preoccupati. La pista è bella e scorrevole, passiamo nel letto sabbioso di un oued, fotografiamo carcasse di auto abbandonate dalla Dakar ed arriviamo al grazioso villaggio di Rachid. (N 18° 47' 38" W 011° 41'164") Al mercatino acquistiamo viveri e qualche souvenir. Un uomo vestito con abiti tradizionali ci viene incontro. Ci ha riconosciuto, è lui il poliziotto che ci ha controllato i documenti all'entrata di Nouadhibou. Si trova in vacanza ed è tornato dalla sua famiglia. Gli chiediamo se si può acquistare del gasolio, ma scopriamo che anche qui sono in panne. Gli chiediamo se è possibile acquistare dell'olio di semi che debitamente diluito con il gasolio ci potrebbe permettere un minimo di
autonomia in più. Troviamo quindi un negozietto dove possiamo acquistare dell'olio di semi in
bidoncini da 5 litri. Decidiamo di comprarne due latte per equipaggio e mischiarlo con il gasolio
e… inchallah!! I serbatoi sono quasi pieni, il Davide si offre volontario per l'esperimento e rabbocca
con la prima latta. Percorriamo circa 30 Km, il mezzo del Davide non dà problemi, non fuma … rabbocchiamo tutti!! Lasciato il villaggio di Rachid e la sabbia, percorriamo immensi plateau disseminati da una quantità
infinita di pietre di tutte le dimensioni, si procede ai 10/15 Km all'ora! Tutti gli occhi sono puntati sugli indicatori del gasolio, ritentiamo nuovamente il pieno aggiungendo la seconda lattina di olio di semi!
Per risparmiare chilometri si decide di deviare direttamente su Chinguetti. Si passano alcune alte
dune sino a raggiungere una scorrevole pista sabbiosa che ci porta attraverso il letto dell'oued sino a
destinazione. E' il 18 agosto e, al tramonto, facciamo il nostro ingresso trionfale a Chinguetti … e
non siamo neppure in riserva!!! La nostra prima preoccupazione è il rifornimento di gasolio. Lo troviamo, in nero sulla piazza del villaggio!! Incontriamo gruppi di turisti italiani, francesi, peugeotari. Siamo tornati nella cosiddetta "civiltà"? Pernottiamo al campeggio, c'è la luna piena e mangiamo il cous cous su una terrazza. L'indomani visitiamo la Biblioteca di Chinguetti, ben organizzata, pulita, tutti i libri sono catalogati e ben custoditi negli armadi. I più antichi sono tenuti in bacheche di vetro e non si possono fotografare. ...continua...

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