Diario di viaggio EGITTO 
egitto eclissi totale di sole
Data inizio viaggio: venerdì 24 marzo 2006
Data fine viaggio: sabato 1 aprile 2006
Dal sacco a pelo il rumore dei passi sulla terra oltre la tenda, il brusio delle voci …
Passano i minuti ed è distinto il suono del generatore, dei motori dei pulmann che continuano ad arrivare …
È presto, solo le 7.30, nn si può rimanere fermi ..
sarà l’umidità che entra nelle ossa dal tappeto giaciglio, sarà il pensiero che mancano poche ore, sarà il desiderio che vada tutto bene …
C’è una luce smorzata sotto alla tenda da campo, il riflesso del raso blu e verde gli conferisce un’aria totalmente decontestualizzata .. più da luogo parigino di leggerezze d’inizio secolo piuttosto che tenda berbera con the verde alla menta che bolle sul fuoco di legna
Davanti francesi, inglesi, tedeschi e italiani già in coda per fare colazione
Dietro, fuori dalla tenda, nuvole bassissime, effetto nebbia novembrina in pianura padana …
Camminano gambe senza busto, si fermano davanti a trepiedi che reggono misteri nascosti nell’ovatta
Passano pulmann, nel giro di poche decine di metri diventano mezzi di sole ruote, poi scompaiono all’orizzonte nel nulla
La nebbia frizza la scena, la frenesia dei preparativi accelera i movimenti … un contrasto che nn si spiega, le opposizioni a confronto
Si alza la temperatura, cala l’umidità, sale il sole, esplode il movimento
Al nostro fianco telescopi, binocoli, cannocchiali, teleobbiettivi, “cappelli” per le macchine fotografiche, filtri per gli obiettivi, dispositivi artigianali, fantasiosi, incuriosenti
Ovunque, realmente ovunque, cavalletti
Nell’attesa del primo contatto, fotografi, astrofili … viaggiatori, si alternano tra un cavalletto e l’altro come marionette sulla scena del teatro dei pupi
Pile, giacche, maglioni sono tutti sulle sedie, c’è caldo, ci si aggira in maniche corte gustando la forza del sole sulla pelle, nelle ossa
Continua la consultazione, il confronto, lo scambio di idee, di tecniche, tempi e diaframmi
Passa il tempo tra lo studio divertito di quanto piazzato nel campo dei giapponesi, degli americani … le contrapposizioni dei due mondi: il giapponese in cravatta, lo statunitense dall’attrezzatura megalomane
Primo contatto
La luna mangia il sole, lascia il nero di un boccone mancante, il banchetto crescente di una merenda di metà mattina
Divertente
Quello che sorprende nn lo si vede dal teleobiettivo, lo si sente nell’aria
Lentamente la luce si polarizza, senza filtro, senza artificio fotografico
Blu nell’alto del cielo, rosso all’orizzonte
Tramonto a 360°
Temperatura che scende con costanza e persistenza
Vento d’eclissi che si alza e raffredda la pelle che sa di sole
Aria densa carica d’energia palpabile agguantabile
Emozioni vibranti, agitazione crescente, frenesia confusionale
Spannung
Freddo, buio non nero
Ombre volanti corrono sul terreno
Si accende venere, appaiono i grani di Baily, scoppia l’anello di diamante ….
Secondo contatto Totalità
Si ferma il rullio dei tamburi e si zittisce il silenzio
3’53”
Qualcuno grida cromosfera
Nn sono minuti, sono un soffio, un alito di attimo
È già finito, ecco l’anello di diamante opposto …
È già finito ………..
Un anno di attesa, una mattina di preparativi, 3’53” di non respiro
Mente in confusione, nessun ricordo di tempi e diaframmi concordati, tremore alle mani e inquadrature impacciate
Guardare con la macchina fotografica o a occhio nudo ?
Una sola risposta
Sentire con gli occhi, ascoltare con la pelle ….
Registrare tutto con la mente, imprigionare con il cuore e lasciarsi trasportare
Nn credevo … la gola batte, deglutire nn serve
Un abbraccio fortissimo
Sento il cuore che si specchia nel mio, il battito che echeggia nel mio, il respiro che corre col mio
Nessuna parola, trasmissione di pensieri
Incrocio di sguardi
Una lacrima d’emozione scende silenziosa
di Stefania Rabitti
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