Diario di viaggio CINA 
diario in cina
tutte le citta importanti
Data inizio viaggio: venerdì 20 luglio 2001
Data fine viaggio: mercoledì 29 agosto 2001
Ecco qua il mio primo viaggio fuori dall’Europa, a parte la missione umanitaria fatta in Somalia nel 1992…
> La partenza avviene il 28 luglio da Bologna, con scalo a Roma, per prendere il volo Air China CA 940, velivolo Boeing 747, con arrivo a Pechino il 29 luglio…
> Un viaggio così lungo non l’avevo mai fatto, però non ho avuto nessun problema, anzi…lo rifarei subito!!!
> Vi chiederete: “Perché la Cina???”. Semplice: perché mi ha sempre attratto e poi, al momento, preferisco visitare prima l’Oriente…
> All’arrivo nella grande capitale, Pechino, che conta 10.000.000 di abitanti e 8.000.000 di biciclette, il clima è pessimo, con il 95% di umidità e una cappa inspiegabile di smog…
> La prima visita è destinata al Tempio del Cielo, unico al mondo per struttura e significato, e oggi un parco dove, all’ombra di pini e cipressi secolari, giovani e anziani convergono di primo mattino per praticare la ginnastica tradizionale, il “Taijiquan”, o per fare il consueto pic-nic… Il complesso fu costruito contemporaneamente alla Città imperiale (1406-1420) e doveva essere il luogo di contatto rituale tra il cielo e la terra (il cielo era considerato tondo dagli antichi Cinesi e la terra quadrata: al cielo, al sole e all’Imperatore erano riservati i numeri dispari).
> Un itinerario consigliato mi indica di vedere, con precedenza, l’Altare Circolare, la volta Celeste Imperiale e il Tempio della preghiera…direi che ne vale veramente la pena…
> Poi, visito il Tempio dei Lama, letteralmente il Palazzo dell’Eterna Armonia: uno dei templi più ampi e meglio conservati della capitale. Originariamente era il palazzo di Yangzheng, quarto figlio dell’Imperatore Kangxi (1662-1723). Al tempio è annesso un Monastero, che ospita 300 Monaci Lamaisti (seguaci del Dalai Lama) e 200 studenti, fra Cinesi e Tartari, impegnati nello studio del dharma, della matematica, della retorica e della medicina. Uscendo verso nord c’è la Sala dell’Eterna Protezione, con il Buddha della Longevità e, alla sua sinistra, il Buddha della Medicina…
> Il 31 luglio, di prima mattina, vado a visitare la piazza più ampia del mondo, che si estende 800 metri in lunghezza e 500 in larghezza, il cui nome è “Tienanmen”: essa ospita il ritratto di Mao Tse Tung ed è molto pubblicizzata dai telegiornali.
> Entro, poi, nella monumentale, gigantesca, elegantissima, splendida Città Proibita. Tutto questo complesso si estende su una superficie di 5 kmq e risale principalmente al XIV secolo. Il palazzo è circondato da un fossato largo 50 metri, ancora pieno d’acqua, dove oggi si va in barca, e da una cinta muraria alta 13 metri… Per visitare la Città Proibita occorrono almeno 2 ore, ma ne vale la pena, anche se è stata in parte ricostruita…
> Uno dei vicoli più caratteristici di Pechino è Dazhalan: in esso si possono ammirare case del XVII secolo, alcune delle quali decorate con stucchi multicolori.
> Mi sposto a 20 km a nord di Pechino per visitare il Palazzo d’Estate. Passo, poi, alla necropoli dei Ming, oppure “Shisanling”, che significa letteralmente “le 13 tombe”, che si trovano sulle colline Tiansaeshan…
> Non ho detto una cosa molto importante: a Pechino i ristoranti chiudono molto presto, solitamente intorno alle 20,00…
> L’indomani mattina mi dirigo a 64 km dalla grande città, per vedere la Grande Muraliga a Badaling, che i Cinesi chiamano “Wang Li Chang Cheng”. Si tratta dell’unica opera fatta dall’uomo e visibile ad occhio nudo dalla luna; essa, infatti, è lunga ben 6.350 km, in linea d’aria, dal suo punto più occidentale (passo Jiayuguan nella provincia Gansu). La Grande Muraglia fu sì un’opera di difesa dai Mongoli, ma anche una strada fortificata, che permetteva rapidi spostamenti di merci, per il commercio, e di forze di difesa. Per descrivere questa opera non bastano parole né commenti…tutto fa parlare di sé osservandola… Nell’ingresso principale ci sono parecchi negozietti molto caratteristici, che vendono le miniature della Muraglia e tanti altri piccoli souvenir a prezzi veramente modici… Per non parlare delle cucine improvvisate, dove con 2 dollari puoi pranzare!!!
> Ci sono poi delle pescherie un po’ “particolari”, che mi lasciano molto perplesso… Vi chiederete il perché… Semplice: al loro interno, da una parte vendono il pesce e dall’altra…ti puoi scegliere il tuo bel serpentello, naturalmente vivo, pronto per essere messo in pentola!!!
> Il 2 agosto parto, con un volo dell’Air China, per Xian. Questa città è la capitale della provincia dello Shaanxi e si trova, a 466 metri di altitudine, nella pianura di Guanzhang, a sud del fiume Wei, ed ha 6,5 milioni di abitanti.
> La prima visita la faccio alle Mura Ming, che in gran parte sono state restaurate e riportate agli antichi splendori. Esse hanno un perimetro di 12 km, sono alte 12 metri e larghe dai 12 ai 14 metri in alto e tra i 15 e i 18 metri alla base… A mio parere vale la pena di vederle, non è così invece per la città interna…
> Molto particolare è la Foresta di Stele, annessa al Tempio di Confucio. Queste steli riportano testi clanici buddhisti su pietra di Kaicheng, oltre a testi storici, trattati d’arte e di filosofia, critiche ad artisti e pittori ed intere antologie…
> Spostandomi verso sud dalle Mura Ming, visito la Grande Pagoda dell’Oca selvatica e il Tempio della buona volontà, che risalgono al 647 d.C., poi restaurati nel 1580…ma, sinceramente, penso che recentemente sia stato fatto qualche ritocco, perché è tutto troppo perfetto…
> Nel marzo del 1974 (l’anno in cui sono nato io!!!), il contadino Yang Zhifa, tentando di scavare un pozzo per attingervi acqua da utilizzare per l’irrigazione dei campi, trovò la testa in terracotta di un guerriero, a 5 metri di profondità, un chilometro e mezzo a est dal tumulo imperiale di Qin Shihuangdi… Così, 2 anni dopo, nel 1976, gli archeologi iniziarono gli scavi di pozzi di ispezione e venne alla luce la scoperta archeologica del XX secolo: l’Esercito di terracotta.
> Il complesso è stato protetto con un immenso hangar e non è consentito scattare fotografie. Nel 1987 l’UNESCO ha incluso il complesso nell’elenco del patrimonio culturale umano.
> Ci sono tre fosse, contenenti ognuna una parte dell’Esercito di terracotta, ad altezza reale d’uomo… La prima fossa è profonda 5 metri, lunga 230 X 62 metri di larghezza, per una superficie complessiva di 14.260 mq. Essa contiene 6.000 guerrieri alti tra 1,75 e 1,97 metri, che sicuramente facevano parte della guardia imperiale, vista la statura decisamente superiore alla media dei Cinesi… Tre file di 70 balestrieri e arcieri ciascuna aprono la falange sul lato orientale e, dietro a loro, disposti su 36 file di 150 guerrieri ciascuna, ci sono le varie squadre, ognuna delle quali è disposta su 4 file ed è assistita da un carro montato da una auriga e da un arciere e trainato da quattro cavalli (lunghi 2 metri e alti 1,5 metri al garretto).
> La seconda fossa è a forma di “L” ed è la più interessante. Essa è stata aperta al pubblico nel novembre 1994, è ampia 6.000 mq e contiene un esercito composto da 3 battaglioni: uno di fanteria, uno di cavalleria e i guerriglieri in corazza, per un totale di 900 guerrieri… La cosa interessante è che ogni guerriero è diverso dall’altro: le acconciature sembrano essere state fatte in fretta e varie sono le uniformi e le fatture delle corazze, a sottolineare che la guardia imperiale era composta da combattenti dei vari eserciti provenienti da tutta la Cina.
> All’uscita della terza ed ultima fossa passo per il classico negozietto che vende i souvenir e, per ricordo, acquisto due statue in terracotta che rappresentano due guerrieri, naturalmente di dimensioni ridotte, anche
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