guatemala, il paese dell'arcobaleno : GUATEMALA

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Diario di viaggio GUATEMALA GUATEMALA
guatemala, il paese dell'arcobaleno

guatemala city, tikal, flores, chichicastenango, antigua, lago atitlan

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Autore: cloud77

claudia , Età 18126 giorni (49),

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guatemala, il paese dell'arcobaleno

località: guatemala city, tikal, flores, chichicastenango, antigua, lago atitlan
stato: guatemala (gt)

Data inizio viaggio: venerdì 6 agosto 2004
Data fine viaggio: sabato 14 agosto 2004

Il Guatemala è l'inizio di un lungo viaggio che porterà me e la mia cdompagna di avventure Ilaria, fino alla punta estrema dello Yucatan, in Messico.
E' un paese coloratissimo e molto interessante, ricco di storia, cultura e coloratissimi mercatini.
Il clima è piacevole e non caldissimo come si potrebbe pensare, perchè il Gutemala è un paese relativamente alto.
L'unica parte dove si schianta di caldo è il sito archologico di Tikal, infatti è consigliabile visitarlo all'alba.
Non si vola direttamente dall'Italia.
Io e Ila abbiamo preso un volo Alitalia fino a Miami, poi la linea aerea guatemalteca fino a Guatemala City.
Ci si mette un botto ad arrivare, tra coincidenza e varie....un pò uno sbattimento. A Miami abbiamo dovuto aspettare 7 ore (di cui 2 perse per passare il controllo passaporti che è delirante).

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venerdì 6 agosto 2004

All’alba di una calda mattina di agosto io e la mia compagna di avventure Ilaria ci svegliamo in coma per correre a prendere il Malpensa Express, destinazione Terminal 1.
Salite a piedi sull’aereo (non c’è nemmeno la navetta), il capitano ci informa che all’arrivo a Miami ci attenderà un acquazzone.
Il volo è un disastro perché il servizio di bordo è totalmente inesistente. Si dimenticano di servirci persino da mangiare.
Per fortuna il povero pilota non ci azzecca e , dopo 9 ore e mezza, atterriamo a Miami sotto un sole splendente.
Io e Ila ci facciamo una coda di più di 2 ore in dogana, pur essendo solo in transito. La cosa comica è che pur essendo in transito noi possiamo uscire dall’aeroporto e pure passeggiare per Miami dal momento che abbiamo 7 ore tra un volo e l’altro. Alla faccia della sicurezza.
Il cervello ormai non connette più e una volta a bordo ci addormentiamo di sasso tanto da non accorgerci nemmeno di essere atterrate.
Giunte in albergo la sera (ma è sera o è il giorno dopo??) veniamo informate che la sveglia è prevista alle 4.30 per via dell’escursione a Tikal.

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sabato 7 agosto 2004

Praticamente dopo solo aver sfiorato il letto partiamo per Tikal in aereo.
Tikal è un sito archeologico nascosto nella giungla. Il sito è molto bello indubbiamente, c’è poca gente (soprattutto locali), ma ha uno strano odore.
Il dilemma viene sciolto presto. Il terreno è strapieno di una foglia di cedro che puzza di dado.
Il luogo poi è infestato di serpenti velenosi, giaguari, scimmie urlanti che fanno un verso simile a quello del giaguaro quando è incazzato, cicale che sembrano seghe elettriche quando cantano, grilli che fanno il verso della cicala così come lo conosciamo noi, coccodrilli, insomma chi più ne ha più ne metta…
Comunque scherzi a parte il sito è immenso e parecchio interessante. Peccato solo faccia un caldo umido e torrido.
Usciti dal sito passiamo in velocità dalla bella cittadina di Flores, situata ai bordi di un lago strepitoso dal color del mar dei Carabi..
La sera rientriamo a dormire a Guatemala City, ma ci sconsigliano di girarla, pare ci sia il coprifuoco e pare sia molto pericolosa....mah....

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domenica 8 agosto 2004

Per andare al mercatino di Chichicastenango dobbiamo percorrere la mitica PanAmericana che l’anno scorso in Perù mi aveva tanto colpita- Bè devo dire che la versione Guatemalteca rispetto a quella Peruviana è decisamente più easy, sembra un’autostrada a 4 corsie. Il punto che stiamo percorrendo però si trova sulla Falda di S. Andrea. Le strade del centro e sud america offrono sempre spunti molto interessanti. Lungo la strada troviamo i famosi e coloratissimi pullmann locali bardati a festa anche dalle stesse persone a bordo. Praticamente ti fanno salire, ma mai scendere vista la quantità di gente a bordo. In mezzo a ciò una specie di controllore tuttofare versione Superman riesce a destreggiarsi tra la folla, dentro e fuori dal bus, sopra e sotto, sul tetto, da fermo o in corsa, per vedere che vada tutto bene, persino il recupero del bagaglio che spesso e volentieri per sovraccarico si stacca dal tetto del bus quando è in movimento.
Superman funge anche da specchietto retrovisore e da antenna satellitare GPS indicando all’autista quando è il caso o il momento di sorpassare. Ovviamente il momento migliore per tale manovra è, se possibile, in curva, con linea continua, e se c’è un dosso meglio. Inutile dirlo rischiamo lo scontro frontale praticamente ad ogni curva. Il massimo lo raggiungiamo subendo un triplo sorpasso (avete capito bene, mentre uno sorpassa noi, un altro lo sorpassa a sua volta), in curva, con dosso. Ebbene sì, la Panamericana Guatemalteca (come il resto delle strade) è un susseguirsi di dossi singoli, doppi e tripli, strade con mega-pendenze e dislivelli, curve e ganchi muy peligrosi.
Per questo motivo evidentemente, ancora una volta, i bordi della strada sono un susseguirsi di croci. Man mano che giungiamo verso il mercato vediamo lungo i bordi della strada, in punti ovviamente pazzeschi e impensabili, dei carrettini con frutta e verdura disposta con armonia, seguendo le tonalità di colore e con rispetto di forma e grandezza. Incantevole, sembrano dei quadri!!
Il mercato di Chichicastenango è molto turistico, ma non per questo è una sofferenza, infatti ci diamo alla pazza gioia, contrattando e dilapidando i nostri averi e comprando di tutto, anche quello che non ci piace. Il Guatemala è soprattutto questo, il paese dell’arcobaleno e dell’artigianato.
Per avere un’idea di un vero mercato andiamo a vederne un altro, di cui non ricordo il nome, solo per locali. Si nota subito la differenza perché qui nessuno compra nulla. C’è prevalentemente cibo, come carne appesa per aria con mosca incorporata e topo sul bancone , galline che starnazzano imprigionate in reti, maiali al guinzaglio, semi, cereali, gamberi, tutti rigorosamente per terra senza protezione, fiori, tessuti grezzi diversi da quelli che abbiamo comprato noi. I bambini hanno timore di noi, si vede che non sono abituati al turista chissà cosa pensano di noi con tutte quelle attrezzature tecnologiche appese al collo??? Ridono…e poi scappano.

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lunedì 9 agosto 2004

Ci trasferiamo ad Antigua, la città che più mi è piaciuta in Guatemala. E’ semplicemente splendida, ricca di casettine di massimo due piani (è zona di terremoti) dai mille colori (il mio preferito è il verde acqua). Sembra di stare a Pompei prima dell’eruzione del Vesuvio…la città sembra deserta, vi è un’insolita pace e tranquillità. La tranquillità viene presto interrotta dalla momentanea eruzione di uno dei vulcani che circondano la città. Comunque tutto sotto controllo, niente disastri stile Pompei!
Ad Antigua ovviamente si alternano le visite culturali, a quella alla piantagione di caffé, a quella al mercato artigianale. In una chiesettina resistita in parte a un terremoto mi colpisce una frase:”di anima ce n’è una sola, cosa succede se la perdi?”…Meditate gente….
Noi abbiamo invece meditato sul fatto che la sera non ci hanno fatto uscire perché dopo le 9 la polizia non è più in servizio e diventa corrotta e sul fatto che c’è il coprifuoco per il turista perché “in giro ci sono i matti”!!! Sarà…a noi era sembrata una città tanto pacifica….

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mercoledì 11 agosto 2004

Atitlan, la tappa odierna, è una cittadina situata ai bordi di uno splendido lago circondato da una serie di vulcani. I più importanti sono 3 i quali salutano il nostro arrivo con una fumatina (come da scaletta). Doppia eruzione in 2 giorni.
Le bancarelle non mancano da nessuna parte in Guatemala, coloratissime e invitanti…altri acquisti anche qui…non si può proprio farne a meno.…
Da Atitlan prendiamo una barca e andiamo a visitare 2 villaggi veri, nel senso che sono rimasti ancora integri ( e decadenti).
Non ricordo esattamente il nome del primo villaggio, forse perchè non è nulla di speciale.
Al pomeriggio andiamo a Santa Catilina, un paese più pittoresco dove le donne sono intente a tessere coloratissimi pannelli e tovaglie.
Comunque il bello di questo paese, natura a parte, sono questi villaggi mercato dai mille colori.

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giovedì 12 agosto 2004

Sempre percorrendo la PA passiamo da Huehuetenango, e poi in un paesino sperduto di nome San Andres Xecul, dove ci imbattiamo nella chiesettina di marzapane di Hansel e Gretel.
In un cortile di una casa dove entriamo per caso ci mostrano anche come si colora il cotone. E' una procedua molto affascinante.

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venerdì 13 agosto 2004

Ci dirigiamo verso la frontiera Guatemala-Messico e per l'occasione veniamo scortati per sicurezza dalla polizia (e la cosa non ti da la minima sicurezza). A quanto pare è obbligatorio perchè è una zona remota e poco controllata, dove le bande locali si divertono a spennare i turisti di passaggio. E’ una polizia solo per turisti dal nome Politur. La mitica Politur dopo pochi km ci perde, o forse noi seminiamo e perdiamo loro. Comunque sia andata siamo a cavallo e ci sentiamo davvero sicuri. Nemmeno la polizia riesce a starci dietro.

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Pensiero di babyl pubblicato il 13/04/2007 16:07:44

Mitica!!! hai già inserito un sacco di diari! Si vede che hai avuto un po' + tempo di me, ora vedo di farne alcuni anch'io anche se devo proprio farli da zero!!! Ciao, Barbara.
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