Diario di viaggio EGITTO 
sharm l'alternativa al villaggio
sharm el sheikh, dahb, ram sul sid, gamilla beach, ras mohamed
Data inizio viaggio: domenica 5 dicembre 2004
Data fine viaggio: domenica 12 dicembre 2004
Questo viaggio è iniziato un po’ per caso, organizzato all’ultimo minuto e all’ultimo respiro con destinazione “l’ultima spiaggia”, ovvero l’ultima meta rimasta a disposizione in agenzia di viaggi il giorno prima di quello stabilito per l’ipotetica partenza. Dopo una settimana intensa passata al telefono, tracciando linee immaginarie sull’atlante, e consultando i meteo di tutto il mondo, spaziando da Miami a Cuba, dalle Antille all’Honduras, dal Messico a Zanzibar e ipotizzando scenari da sogno con spiagge infinite e bianche, ecco che decidiamo di partire per la più inflazionata, commerciale e meno affascinante di tutte le mete, Sharm el Sheikh, l’unico posto dove avevo sempre giurato non avrei mai messo piede.
Come se non bastasse, il tutto con pacchetto all-inclusive a prezzo nazional-popolare, con pernottamento in villaggio e tanto di braccialettino di riconoscimento al polso stile carcerato, volo charter e un solo tristissimo zainetto in regalo per tutti e tre.
Eppure in questa settimana ho scoperto che si può rendere originale e indimenticabile anche un viaggio a Sharm in villaggio, se si hanno la compagnia giusta, le idee giuste, un tocco di spirito di iniziativa e voglia di fare.
E poi nonostante la partenza in una settimana di feste e Ponti abbiamo pagato solo 400 euro, aereo, vitto, alloggio e varie. Direi che non è male.....
Viaggio fatta in compagnia dei miei carissimi amici Hans e Buso.
domenica 5 dicembre 2004
Il viaggio vero comincia a notte fonda di un sabato mattina, la classica ora in cui di solito si ritorna dalla serata passata nel locale con gli amici. Fa un freddo cane e i miei poveri compagni di viaggio mi passano a prendere. Ci stringiamo stretti nell’auto del Buso forse più per la temperatura esterna che per il fatto che non ci stiamo.
Arriviamo a Malpensa assonnati, ma in perfetto orario e, dopo aver sbrigato le pratiche di imbarco cercando di spiare possibili compagni di viaggio in coda, e guardando con invidia i banchi di partenza di mete più esotiche, già ci scompattiamo cominciando a prendere ognuno i propri ritmi. Ci tocca salire su un aereo charter (dall’esotico nome “Blu Panorama”.
Il volo è tranquillo, il servizio a bordo superiore alle aspettative, il personale molto inesperto, ma gentile. Praticamente, tolto il momento del decollo in cui si vede un panorama mozzafiato con tutto l’arco alpino innevato e illuminato dalle luci dell’alba, il resto del viaggio lo si fa tutto sopra un banco di nuvole. Solo quando raggiungiamo le coste dell’Africa il cielo si apre. E’ bellissimo andare incontro a un intero continente….ho avuto la sensazione che l’Africa mi accogliesse con un abbraccio caldo. Sotto di noi il deserto, la valle del Nilo, poi il mare e infine il reef al largo di Sharm con degli splendidi giochi di colore sull’acqua. La vacanza sta davvero per cominciare.
Appena si apre il portellone dell’aereo capiamo di essere arrivati davvero in Paradiso, bello o non bello il posto, quello che conta è la temperatura esterna, quello che conta è che siamo già in canotta a dicembre…
All’aeroporto ci accorgiamo della nostra prima fregatura da viaggio, infatti scopriamo che il visto d’ingresso costa meno di quello che abbiamo comprato tatticamente a Malpensa…bè, poco importa, impareremo ben presto a trattare, anzi diventeremo il terrore dell’Egitto, altro che le piaghe di Mosè!!!
Veniamo subito accolti, come da copione del più perfetto viaggio organizzato, dallo staff della Settemari e cominciamo a fare le prime amicizie.
Arriviamo finalmente al Club Aloha, un albergo nuovo e molto carino fatto tutto di villette in un grande giardino in riva al mare.
La giornata è lunga davanti a noi, o meglio corta, visto che fa buio alle 4 e quindi ci buttiamo direttamente in acqua. Il mio primo tentativo di scoperta della Barriera corallina è un totale fallimento. La maschera gentilmente rubata di nascosto a mio fratello è rotta. La corrente aumenta e abbandoniamo la storica impresa per dedicarci alla prima abbronzatura.
La prima sera andiamo a Sharm vecchia. La vecchia cittadina col suo vecchio mercato non è nulla di speciale. E’ un crogiuolo di negozi solo per turisti, pieni di paccotaglie di ogni tipo, dove tutti tentano di trascinarti dentro promettendoti regali e giurandoti che non vogliono vendere, ma solo farti guardare la loro merce!! Dopo cena, stremati, si va a Naama Bay, la Las Vegas egiziana. Naama è un posto parecchio finto dove ci sono solo locali e discoteche internazionali, fast food e catene note….meno male che gli Egiziani odiano gli Americani…allora perché costruire questi luoghi simbolo?? Solo per fare piacere ai Turisti?? Bò…
Delusione totale, mi aspettavo qualcosa di più caratteristico.
lunedì 6 dicembre 2004
Ovviamente essendo noi ragazzi intraprendenti facciamo il possibile per non fare la vita da villaggio e anzi per starne il più lontano possibile. La prima gita la facciamo a Ram Sul Sid, che in realtà non si chiama così, ma il vero nome non l’ho mai capito.
Tentiamo di entrare in una spiaggia che Andrea conosce già, spacciandoci per ospiti dell’Hotel Aida. Sgamati in pieno per via del braccialettino giallo al polso, veniamo rimbalzati come da copione.
Cerchiamo un’altra spiaggia (a pagamento) nelle vicinanze, quella di El Fanar. Il nome è dato da un vecchio faro che sbuca sul promontorio. Il mare è piatto, il clima perfetto, la temperatura molto piacevole. Comincia il mio secondo tentativo di immersione. I tre sub, con tuta comprata con il “prendi 3 paghi 2” alla Decathlon, si lanciano in acqua. Io ho ancora qualche difficoltà di adattamento per via della maschera-pacco del fratello e per mancanza dell’elemento fondamentale per navigare in acque salate e galleggianti come quelle del Mar Rosso, ovvero le pinne!!!
Senza nemmeno essermene accorta a pochi metri da me c’è il paradiso, uno degli spettacoli più belli che abbia mai visto, Lo strapiombo nella barriera del Mar Rosso scende da un momento all’altro, creando una sorta di baratro, con mare turchese e profondissimo ricco di pesci arcobaleno di tutti i tipi e miriadi di coralli. Io avevo visto qualche anno fa la Grande Barriera Australiana che era completamente diversa, più povera e non mi aspettavo proprio un simile scenario. Mi sono emozionata, giuro.
Nel pomeriggio ci siamo organizzati la motorata nel deserto con anche cammellata (o meglio dromedariata) e tè nel deserto coi beduini. La motorata è prevista coni quod. E' stato bellissimo, anche se troppo breve!! Quanti salti abbiamo fatto...
La sera, finita la motorata, non ancora soddisfatti, andiamo nuovamente a Sharm vecchia e facciamo un’esperienza indimenticabile molto egiziana…la serata dal parrucchiere/estetista. Comincia il Buso che si fa tagliare i capelli troppo bene acquistando parecchi punti. Poi il parrucchiere comincia a fargli un trattamento a noi sconosciuto di depilazione, con un rocchetto di filo bianco. E’ praticamente impossibile descriverlo, diciamo che il tipo si infila il rocchetto in bocca e, tirando il filo tenendolo tra 2 dita e facendo un movimento tipo tacchino con la testa, molto musicale e ritmico, comincia a staccare i peletti superflui uno a uno. La cosa è troppo affascinante e infatti, ad uno ad uno, finiamo col sottoporci tutti al trattamento di bellezza.
martedì 7 dicembre 2004
Il giorno numero 2 è prevista la gita a Dahb. Partiamo con Ibrahim, un taxista conosciuto la sera prima, che abbiamo affittato per l'intera giornata a una cifra davvero ridicola. Il taxi è come tutti gli altri, 8 posti, 3 file di sedie. Il viaggio è tranquillo e piacevole.
Per arrivare alla famosa spiaggia di Dahb dove c’è la Blue Hole, una buca col reef, ci tocca prendere una jeep dal centro di Dahb. La strada in effetti è bella disastrata. C’è pure un punto in cui non ti devi sporgere perché rischi di venire falciato dalle rocce. Ci piazziamo in spiaggia, io sto male, il mare non mi ispira e quindi lascio andare i 2 baldi giovani alla scoperta di questo buco. Questo posto è molto strano, isolato, sembra un luogo grunge per figli dei fiori e alternativi, un posto stile “The Beach”.
Ad una certa ora andiamo alla scoperta dei dintorni e comincia l’avventura. Con un infradito ai piedi, tanto bello quanto scomodo, stile “vescica assicurata”, vengo trascinata su e giù per le rocce, nonostante il vento tipo Bora sulle sommità e pietre scivolose lungo il percorso. Ne vale davvero la pena perché finiamo in una spiaggia bellissima, incontaminata e selvaggia, dove un beduino sta pregando in riva al mare in direzione della Mecca. Rientriamo a Dahb città nel pomeriggio e ci facciamo un giro shopping. Ci facciamo fregare dal venditore di tè, che ci pela…ma l’ennesima fregatura è in agguato! Decidiamo infatti di trattarci da re e di mangiare pesce in un ristorante in riva al mare dal nome molto egizio “Al Capone” e di offrire la cena anche a Ibrahim. Mangiamo quantitativi industriali di pesce ottimo, calamari, gamberi, verdure alla griglia, pane arabo con salsine etc., convinti che spenderemo pochissimo visti i prezzi medi egiziani. Quando sbuca il conto per un totale di 1.124 dei soldi locali ci prende un infarto. Riusciamo un po’ a trattare, ma alla fine paghiamo lo stesso quanto avremmo pagato in Italia.
giovedì 9 dicembre 2004
Il 4° giorno il gruppo si divide. Hans viene coinvolto con sua immensa gioia in una giornata dedicata tutta alla pallavolo, mi correggo, alla beach volley!! C’è la tanto attesa sfida tra i villaggi vicini e il Club Aloha ha bisogno dell’uomo di punta. Io e il Buso ce ne freghiamo e andiamo a Gamilla Beach, oltre l’aeroporto, dove c’è uno degli alberghi più fighi di Sharm, il Coral Bay Resort. Per arrivare ci mettiamo una vita, non solo perché il posto si trova a circa 35 Km da dove siamo noi, ma soprattutto perché il sistema viabilistico di questa cittadina turistica è davvero allucinante; Non esistono semafori, e questa può essere un’idea geniale, ci sono solo un paio di rotonde che i taxisti prendono in contromano, quando non arriva nessuno, per far prima, ma soprattutto ci sono gli U – TURN. Praticamente se vuoi girare in una parallela devi fare tutta la via e tornare indietro per immetterti nella via successiva, un po’ come il trenino delle Ande che va a zig zag per salire perché non ha abbastanza spazio. Così ti fai tanti Km inutili per fare poi in realtà 100 metri…
Gamilla Beach è un incanto, il mare è perfetto, sembra di stare ai Caraibi. Siamo di fronte all’isola di Tiran dove c’è anche un immenso banco di corallo con incagliato un relitto, il classico paesaggio da cartolina. Passiamo una giornata in spiaggia facendo le solite immersioni. Comincia la lotta disperata per la ricerca di un taxi visto che dobbiamo tornare ad assistere al match del secolo e siamo già in ritardo. Purtroppo siamo in una zona in cui i taxi sono dei miraggi.
venerdì 10 dicembre 2004
Il 5° giorno si fa una gitarella a Ras Mohamed. Tentiamo di noleggiare una macchina per l’impresa, ma senza successo. Infatti fuori dagli alberghi il rent a car non è previsto. Praticamente se vuoi una macchina e ti fidi, fermi un egiziano, gli chiedi se ti presta la sua e gliela paghi. Noi l’avremmo anche fatto, ma abbiamo notato che sono loro a non essersi fidati di noi, infatti volevano darci un accompagnatore. Alla fine ripieghiamo su Ibrahim. Ras Mohamed è uno splendido parco naturale poco lontano da Sharm. Ci sono diverse spiagge e bellezze naturali da ammirare. La prima spiaggia è un po’ troppo sotto vento per i miei gusti, mantengo le energie per la seconda spiaggia, Main Beach.
Ci si arriva passando da un lago salato molto bello. Il paesaggio mi ricorda vagamente quello della Camargue e della foce del Rodano, anche se in realtà siamo sulla penisola del Sinai dal lato che volge verso l’Egitto classico. Non mi sarebbe dispiaciuto passare la giornata a cavallo qui, ma mi devo accontentare del taxi.
Finita la gitarella acquatica andiamo a perlustrare i dintorni del parco, infine costringiamo Ibrahim, a farci vedere le mangrovie, nonostante il parco sia già chiuso e le guardie incazzate perché non siamo ancora usciti….
sabato 11 dicembre 2004
L’ultima sera i ragazzi dell’animazione ci organizzano il “desert party”, ovvero una serata in una specie di discoteca in mezzo al deserto. Praticamente ci ritroviamo in un posto vicino alle rocce adibite a bar e consolle, decorate con tante lucine natalizie, le stesse che avevamo notato al rientro dalla motorata, ma che non avevamo capito che fossero. Molto suggestiva la disco nel deserto, anche se la musica fa davvero tanto cagare!! Bè, serata indimenticabile in ogni caso, forse perché l’ultima e forse per la consapevolezza che il giorno ci tocca tornare a casa.
domenica 12 dicembre 2004
Ed eccoci giunti al giorno della partenza, il giorno più caldo ovviamente, 32 gradi, non un filo di vento, col mare perfetto e trasparente. La voglia di partire quindi è praticamente zero.
Dopo un ultimo bagno andiamo in aeroporto.
Abbiamo la fortuna di vedere dal finestrino dell'aereo le Piramidi.
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