Antonio Landi :
africa :
etiopia : oromya, southern nation and nationalities people : addis abeba, sodo, arba minch, chencha, konso, yabelo
Diario di viaggio ETIOPIA 
alla ricerca delle pitture nascoste
addis abeba, sodo, arba minch, chencha, konso, yabelo
Data inizio viaggio: lunedì 20 novembre 2006
Data fine viaggio: martedì 5 dicembre 2006
Ci è stata segnalata la presenza di una Grotta con pitture rupestri nel Sud dell'Etiopia, quasi al confine col Kenya, nei dintorni della cittadina di Yabelo, non ci resta che andare a vedere...
Addis Abeba - la partenza
lunedì 20 novembre 2006
Ritrovare Addis dopo 3 anni di assenza è come rivedere un vecchio amico...la sensazione di cambiamento è sempre presente come tre anni prima ma in realtà tutto è rimasto inalterato, soliti mucchi di calcinacci, soliti cantieri, soliti mendicanti solita sensazione di disagio. Poi ti guardi bene attorno e ti accorgi che forse ci sono meno mendicanti, più palazzi multipiano, più cantieri, più calcinacci e sicuramente più automobili. L'obbiettivo della nostra permanenza ad Addis è puramente burocratico-amministrativo-rappresentativo: permessi per vagare nelle desolate valli del Sud, lettere di presentazione ministeriale, cene alle ambasciate e ai Centri Culturali e via discorrendo. Nulla ci impedisce nelle poche ore che ci rimangono a disposizione di fare un giro per la città e alle sue attrattive. E quindi via a rivedere di nuovo la copia di Lucy al Museo Archeologico e il (bellissimo) Museo Etnografico, la Cattedrale auto-celebrativa di Hailé Selassie e il monumento a Menelik, la lunghissima, trafficatissima e tutta in salita Churcill Road, la ormai sempre più decadente Piazza, di taglio squisitamente italico, le eccellenti pasticcerie dove (contravvenendo alle più elementari norme preventive) rimpinzarsi di dolci alla panna, le stradine non asfaltate ed ingombre di rifiuti ai margini del centro inerpicantisi sui colli che contornano la capitale, le litigate con tutti i tassisti che non hanno la più pallida idea dei luoghi in cui chiedi di portarti (provate a chiedere di portarvi in Quenn Elisabeth Road e vedrete...), i lussuossimi Hilton e Sheraton, l'enorme e caldissima Meskel Square decorata con maxischermi che trasmettono pubblicità 24/24 h, e via dicendo. Insomma nulla è cambiato in 3 anni ma tutto sembra esserlo a volte in meglio a volte in peggio. Addis non è una città memorabile, non è bella, non ha granché da vedere ma è estremamente viva di giorno e di notte. Vai via con la voglia di ritornarci e di rimanere a viverci, chissà perchè? Comunque è tempo di fare i bagagli, le vallate e i popoli del Sud ci aspettano e ritornare ad Addis dopo quasi un mese di non comodità fa sempre un effetto molto positivo.
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