Egitto 2005 : EGITTO

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Diario di viaggio EGITTO EGITTO
egitto 2005

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Autore: lele74

Daniele Trombetti, Età 18931 giorni (52), Velletri

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egitto 2005

stato: egitto (eg)

Data inizio viaggio: lunedì 3 ottobre 2005
Data fine viaggio: sabato 8 ottobre 2005

3 Ottobre
L’aereo Egypt Air Lines ci aspetta al Leonardo da Vinci per raggiungere quella tanto attesa meta. Il volo è tranquillo, senza sobalzi e vuoti d’aria. L’aereo non è male anche se ho visto di meglio. Il servizio a bordo invece è ottimo, eccellente nulla da dire. La cortesia si vede è di casa. Dopo 4 ore siamo a Luxor, stanchi del viaggio ma felici di essere arrivati in una terra stupenda e da sempre sognata.Veniamo presi all’aeroporto e con dei pulman fatti veniamo trasferiti all’attracco delle Navi, che in realtà sono degli enormi zatteroni ben allestiti. Veniamo accolti in maniera eccellente dirottati subito nelle nostre stanze per una doccia e poi in sala pranzo dove ci imbattiamo subito nella fatidica “cucina internazionale”.
Riso in bianco, pollo e manzo. Durante la cena ci viene mostrato il diario di viaggio, le nostre escursioni e gli orari da panico, le alzatacce e gli svariati mezzi da prendere.

4 Ottobre
La sveglia del primo giorno non è male, alle 6:00 ci dobbiamo trovare in sala per una buona colazione.Alle 6:30 siamo pronti in autobus per tornare a Luxor e visitare il grande tempio consacrato ad Ammone.La guida ci favoleggia, ci incanta con i racconti su questo enorme tempio.In realtà i templi sono due,camminando infatti ci si accorge di essere all’interno del tempio di Luxor per poi arrivare al tempio di Karnak una immensa distesa di colonne che caratterizzano il posto. Il colonnato è spettacolare, 134 colonne, ci lascia senza fiato, i geroglifici, i colori le forme diverse, papiri e fiori di loto, uno spettacolo che visitato presto al mattino ti lascia a bocca aperta. Sorpassato il colonnato si può ammirare la moschea di Abu el-Haggag, e si nota anche l’altezza della sabbia che sommergeva il tempio.Una curiosità: su una colonna in alto troviamo una scritta “1820 Carlo Vidua Italiano”. Carlo Vidua era un viaggiatore/esploratore/collezionista torinese, che rimase colpito dall’Egitto. Tanto ne rimase colpito che volle fare un regalo a Torino, il museo Egiziano più bello e grande d’europa.Ma la vera curiosità è la data, nel 1820 l’italia ancora non esisteva.

5 Ottobre
La prima tappa sempre in pulman è il tempio di Hatshepsut. Arriviamo con il pulman fino ad un tratto, poi scendiamo e prendiamo una specie di trenino che ci porta fino alle porte del tempio, li scendiamo e ci andiamo a riparare sotto una tettoia e seduti ascoltiamo la guida che ci spiega la struttura che ad occhio sembra molto più moderna delle rovine fino ad ora viste, ed infatti la gran parte del tempio è stato ricostruito. Il tempio è composto da Tre terrazzi/colonnati addossati alla roccia naturale, l’ultimo terrazzo, il più alto è collegato al sacrario riservato alla divinità Hatshepsut, la prima vera regina d’Egitto. In realtà il tempio non lascia a bocca aperta, almeno a noi, ha lasciato un po di amaro in bocca. Al secondo terrazzo si notano due cappelle, quella a Sud dedicata ad Hathor (Dea della musica, della poesia dell’amore) e quella a Nord dedicata ad Anubi (Dio dei morti). In questa si possono notare dei colori bellissimi e ancora accessi nonostante il sole e il tempo che scorre inesorabile. Risaliamo su uno di questi trabiccoli e torniamo al nostro pulman per far rotta nella Valle dei Re.
Arriviamo e scendiamo dal pulman, il colpo d’occhio non è dei migliori. Lo spettacolo che verrà si. Un deserto immenso con dei piccoli buchi che scendono verso il basso, porticine che sembrano tane, invece sono tombe, le tombe dei Re. La guida ci fa accomodare sotto una piccola tettoia perchè il sole comincia a picchiare duro. Li all’ombra ci spiega la zona e cosa andremo a vedere, e sopratutto perchè non entrerà con noi all’interno. Ci dice che li farà molto caldo e sarà molto umido e non potrà fermarsi a spiegare per evitare che qualcuno si senta male. Nella valle sono state rinvenute fino adesso 63 tombe. La prima che si incontra è la tomba di Ramses VII. Entriamo e capiamo cosa intendeva dire la guida, si soffoca.La nostra giornata continua faticosamente, non siamo abituati a questo caldo, si respira benissimo, l’aria non è affatto afosa, ma il sole cuoce ferocemente la pelle. Rientriamo in pulman e ci diriggiamo verso la nave dove ad accoglierci troviamo una gradita sorpresa. Un piccolo asciugamano tenuto in caldo da passare sul viso e sul collo, sembrava un paradosso ma in meno di un minuto il caldo era passato. Ci servono il pranzo e poi subito via nuovamente fuori per visitare il tempio di Edfu dedicato al Dio Horus. Questa volta però non andiamo in Pulman ma in carrozza, fuori dalla nave troviamo una sfilza di carozzelle con dei cavalli striminsiti che fanno fatica solo a respirare. Il cocchiere un ragazzo di appena 18 anni ci fa da guida, ci spiega che un palazzo a dir poco disastrato è l’ospedale del posto, e che più a destra c’è lo stadio della squadra locale.Ci divertiamo e facciamo conoscenza con questo ragazzo che ci spiega che il cavallo è la sua unica fonte di sostentamento alla famiglia. Arriviamo davanti ad un parcheggio enorme, ma non ci sono pulman o macchine, solamente carrozze tutte allineate agganciate a delle sbarre. Oltre la ringhiera un gruppo di bambini ci chiedono delle penne bic e i cappellini che portiamo per ripararci. Mi avvicino, non ho le bic o matite, ma gli regalo ben volentieri il mio cappellino da baseball.Arrivati davanti al tempio rimango esterefatto dalla sua grandezza. Tutto l’esterno del tempio è i ricoperto da basso rilievi grandissimi, l’effige di Horus ricopre i due laterali nella sua completa altezza. Entrare in questo tempio è qualcosa di particolare, si sta entrando nel tempio del dio falco. Horus era il dio del cielo della luce e della bontà, sconfisse Seth (suo Zio) dio del male e dell’oscurità.

6 Ottobre
La giornata del 6 ottobre iniza molto presto. Sveglia alle 4:30. Dobbiamo essere pronti per le 5:00, alle 6:30 abbiamo un volo che ci porterà nel posto più affascinante del mondo. Visiteremo il tempio di Abu Simbel.Il volo a differenza di quello di arrivo è un po traballante. I voli interni lasciano un po a desiderare.All’aeroporto c’è un pulman ad aspettarci, questo ci porterà prima alla diga di Aswan. Arrivati scendiamo e guardiamo il capolavoro voluto dal presidente Nasser, che per pochissimi mesi non fece in tempo a vederla inaugurata. Siamo i primi a presentarci davanti ai 4 Faraoni scolpiti direttamente nella roccia. Statue alte 20 metri fatte costruire da Ramses per onorare tre grandi divinitò, Amon Ra e Ptah. Il tempio di Abu Simbel però ha una storia affascinante che non risale a tanto tempo fa, ma solamente a circa 40 anni fa.

7 Ottobre 2005

Il giorno precedente è stato massacrante quindi la mattina veniamo lasicati più liberi del solito.Sveglia alle 7:00Il giorno dovrebbe essere tranquillo e andremo a visitare la Moschea di Mohamedd Ali e la piana di Giza.
Arrivati con il pulman in un parcheggio scendiamo e a piedi cominciamo a camminare per raggiungere la Cittadella con la relativa moschea di Mohamedd Ali. Qui a differenza dei siti precedentementi visitai l’atmosfera è diversa, non siamo presi d’assalto da bambini che vogliono in regalo penne o cappellini, o da venditori di souvenir. Qui la Polizia è molto severa con chi si avvicina ai turisti, non tollerano nulla, per motivi di sicurezza e di lavoro, i poliziotti ci guardano a distanza e appena qualcuno ci si avvicina per proporci qualche cosa da vendere, gli agenti si avvicinano e con fare minaccioso allontanano il venditore ambulante. Entriamo nella moschea e le donne “troppo scollate o avvenenti” vengono fatte coprire con un telo verde che consegnano all’ingresso.

Per leggere tutto il diario del viaggio http://idiaridiviaggio.blogspot.com/

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