Cina: Xinjiang e Gansu : CINA

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Diario di viaggio CINA CINA
cina: xinjiang e gansu

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cina: xinjiang e gansu

stato: cina (cn)

Data inizio viaggio: mercoledì 19 agosto 2009
Data fine viaggio: venerdì 28 agosto 2009

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KASHGAR:
Kashgar, rappresenta il grande centro da cui si dipartono le vie che conducono a occidente, e luogo dove si ricongiungono i due tracciati della via della seta che attraversano l’Asia Centrale.

Edifici costruiti con mattoni di fango, vicoli tortuosi e labirintici conducono presso le botteghe di infaticabili artigiani che lavorano il legno, il rame, con estrema cura e attenzione. E ancora mercanti ambulanti che camminano silenziosamente con i loro carretti trainati da asini vendendo le merci più disparate, donne, che si aggirano tra i vari mercati con il capo avvolto nei loro foulard marroni. Caratteristici i muri anneriti dal fumo dei forni che producono quasi ininterrottamente del buonissimo pane. Affascinante vedere ammassi di carni appese ad ogni angolo pronte per essere acquistate dai ristoratori che la sera ne avrebbero fatto degli squisiti shashlik (kebab fatto a spiedini)
Il cuore della città vecchia sembra davvero essere rimasto immutato nel tempo, con tutta la sua magia, la sua autenticità.
Non da meno è l’atmosfera che si respira al mercato della domenica, dove giungono da ogni dove un’infinità di asini, cavalli, pecore, capre, che vengono valutati dall’occhio attento dei compratori.
I minareti dominano silenziosamente la scena, ricordando agli abitanti di Kashgar che, oltre al commercio, anche l’Islam influenza la loro routine quotidiana. Poi, la chiamata del muezzin rompe il trambusto delle attività, spingendo i devoti ad affrettarsi lungo le strette viuzze per essere presenti alla preghiera.

KARAKORUM HIGHWAY: realizzata in circa un 20ennio, questa via di comunicazione vene costruita allo scopo di facilitare il trasporto di mercanzie e lo scambio tra le repubbliche dell’Asia Centrale e il subcontinente.
È tale la grandezza di questa strada che si dice che sia l’opera più colossale costruita dall’uomo dopo le piramidi di Egitto.

Inutile dire che il panorama è molto suggestivo, l’occhio è attratto dalle vette, tra le più alte del mondo, che cambiano colore, dal grigio al rosso vivo alla sabbia. Dopo circa tre ore di viaggio, si giunge allo splendido lago Karakul situato a 3.600 m. E’ il secondo lago più alto al mondo ma il più alto dell'altopiano del Pamir. Sono presenti anche qui degli insediamenti kyrghyzi. Numerose yurte costellano infatti le sponde lago, e tra loro, yak e cammelli che pascolano serenamente e indisturbati.

TASHKURGAN: Il giorno dopo ci spostiamo a Tashkurgan capoluogo della Provincia Autonoma Tagica di Tashkurgan. Un antico centro dove la popolazione è in maggioranza tagica dove si commerciavano pecore, lana e derivati, e in particolar modo tappeti. Merita come sempre fare una passeggiata al mercato, cuore pulsante di questi posti.


URUMQUI: per continuare con l’ultima parte del nostro viaggio, e proseguire verso la regione del Gansu, abbiamo preso un volo per Urumqi. Capitale del Xinjang, non offre granchè se non una visita al parco del popolo dove potrete osservare le “stranezze” del popolo cinese. Gente che balla il liscio, altri che suonano la loro musica tradizionale, mercatini improvvisati dove vengono vendute le foto e il libretti rossi di Mao. Da Urumqi i vari pulman/treni consentono di effettuare vari spostamenti.

TURPAN: a circa tre ore di pulman da Urumqi, Turpan è oasi leggendaria, i suoi insediamenti sono per lungo tempo stati tappe importanti della via della seta. Conosciuta anche come Huo Zhou (u posto caldo come il fuoco) è effettivamente il luogo più caldo della Cina.
La temperatura così alta, porta però anche dei benefici quali la creazione di condizioni favorevoli per la crescita di meloni e uva.

DINTORNI DI TURPAN

JAHOE: una delle città del deserto più antiche e più grandi e meglio conservate del mondo. E’ molto suggestivo passeggiare attraverso i suoi vicoli anche perché sarete i soli a farlo. Di solito infatti le masse dei turisti locali si imitano ad osservare il panorama dal punto più altro della città per poi ritornare indietro. Obbligatorio il cappello. Il caldo e il sole sono davvero forti. Dopo la visita un punto di ristoro situato all’uscita del sito vi consentirà di assaporare delle buonissime e freschissime fette d’anguria.

TUYOQ: immerso in una vallata incorniciata dai monti fiammeggianti sorge questo minuscolo e tranquillo villaggio di viticoltotori che offre l’opportunità di conoscere la vita e l’architettura uigure tradizionali. Lungo la gola si trovano una serie di grotte buddiste.

KAREZ: caratteristico dell’Asia centrale, è un sistema di irrigazione che prevede che un pozzo principale sia scavato su un punto elevato per raccogliere l’acqua proveniente dallo scioglimento delle nevi. Il sistema dei karez prevede che poi si scavi una lunga galleria sotterranea che trasporti l’acqua fino ai terreni coltivati nei villaggi.
Lungo la galleria vengono realizzati poi dei pozzi verticali il cui scopo è consentire l’accesso alla galleria stessa.

GANSU

DUNHUANG: in un’oasi che si trova nel bel mezzo del deserto del Gobi, è in realtà una meta obbligatoria per visitare il famoso sito archeologico delle grotte di Mogao.
Si presenta come una ridente cittadina che a soli 6 km di distanza è circondata dalle maestose dune del deserto del Gobi. Tra loro regna un curioso un laghetto a forma di mezzaluna, tappa obbligata del turismo locale.

GROTTE DI MOGAO: risalenti al 366 d.c., queste grotte, sono decorate con figure scolpite nella roccia, con affreschi e con statue che hanno come tema dominante quello religioso. Le pitture si estendono su tutta la superficie delle grotte e conservano la più grande collezione di arte buddhista cinese.
Purtroppo la “ristrutturazione” del sito ha fatto sì che tutta l’atmosfera che il sito doveva avere originariamente sia venuta completamente meno.
La visita è obbligatoriamente guidata.

DINTORNI DUNHUANG: In giornata c’è la possibilità di affittare un taxi e fare una passeggiata nei luoghi attorno alla città. Oltre ai due luoghi sotto citati, lungo il tragitto è possibile fare una sosta per visitare una vecchia muraglia che cingeva il regno della dinastia che dominava quest’area.

YADAN: Caratterizzato da un peculiare paesaggio desertico si estende nel mezzo del maestoso deserto del Gobi un tempo letto di un lago modellato dall’erosione 12000 anni fa. Singolari Le sue formazioni rocciose che creano un paesaggio davvero suggestivo.
Anche in questo caso, l’unico neo è che è impossibile visitarlo per conto proprio.

GROTTE DEI MILLE BUDDA: se visitate Mogao non ha senso venire fino a qui. Anche in questo caso il sito si presenta come una grande colata di cemento all’interno della quale ci sono delle stanze affrescate. Anche in questo caso, la visita è obbligatoriamente guidata.

Considerazione personale: le zone che abbiamo visitato nel Gansu facenti parte della Cina più tradizionale, non sono particolarmente attraenti.

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