Ritorno al Cairo : EGITTO

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Diario di viaggio EGITTO EGITTO
ritorno al cairo

Il quartiere arabo
Il quartiere arabo
Pagine 1
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Autore: avolpe

annalisa volpe, Età 21848 giorni (60), roma
è bello viaggiare anche attraverso gli occhi degli altri

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ritorno al cairo

stato: egitto (eg)

Data inizio viaggio: lunedì 21 giugno 2010
Data fine viaggio: mercoledì 23 giugno 2010

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Il primo giorno

lunedì 21 giugno 2010

Dopo tanti anni, un caso ci riporta in Egitto,attraversandone solo la sua porta principale,Il Cairo,ma questa volta insieme ai figli.
Il vero oggetto della vacanza è un altro paese,ma un volo più economico ci consente uno scalo di quasi 3 giorni e allora decido di cogliere l'occasione,per far iniziare a conoscere qualcosa di questo paese ai ragazzi,che sia più autentico delle città di plastica costruite sullo splendido Mar Rosso.
Ricordavo con una certa angoscia le grandi misure della città ed il modo in cui tanti disperati ti assalgono per propinarti di tutto o per avere una bakshish per motivi immaginari,per cui,anche per sfruttare al massimo il poco tempo a disposizione, ho cercato di programmare tutto da casa e ,soprattutto di trovare qualcuno che ci scortasse.
Dopo vari contatti,costosi e molto "orientali" nei modi e nelle offerte (fabbrica di papiri,modi molto poco diretti e pieni di salamelecchi,ristorante con danza del ventre,permessi speciali che solo loro hanno,etc.), ancora una volta è stato il caso a farmi trovare Saladino, un egittologo che parla la nostra lingua con una ricercatezza e naturalezza da fare invidia,coltissimo,troppo onesto e ...molto poco egiziano.
Una mia conoscente era andata in Egitto ad aprile e lo aveva avuto come guida, perchè era un amico del cognato:me ne aveva parlato bene e così ci siamo organizzati.
Tornando a noi: alle 16.15,in perfetto orario,siamo atterrati con Alitalia,all'uscita dall'aereo una potente corrente calda,ci blocca e sembra respingerci indietro: siamo in Africa !
Scendiamo e andiamo subito a cambiare un po' di soldi e a comprare il visto per i passaporti,che costano 12 euro o 15 dollori.Già in aereo avevamo compilato un cartoncino di ingresso personale ed è stato il primo di una interminabile sfilza ed una vera noia,visto che io,non si sa bene perchè,sono sempre la titolare di certe rogne e visto che in tutta la vacanza,che comprende anche Siria e Libano,siamo rientrati e usciti in e da questi 3 paesi più volte !
Vabbhè !
Coi documenti a posto,entriamo ufficialmente in Egitto,ritiriamo i bagagli ed usciamo in cerca di un taxi.Contrariamente alle mie aspettative,non veniamo assaltati da alcuna ressa di tassisti ,ma,in compenso,l'unico che a fatica troviamo,ci spara comunque un prezzo assurdo (110 lire,quando so bene che 80 dovrebbe essere la cifra giusta e massima accettabile),ma il tempo passa ed è già tardi..quindi iniziamo già col piede sbagliato la vacanza accettando la cifra per disperazione...come sempre con queste persone.
Arriviamo al Novotel di Zamalek dopo 45 minuti,accaldati e già col senso di appiccicume che questa città afosa e sporchissima ti sa dare e,dopo un'altra discussione col taxista,che non è COMUNQUE contento del furto che ci ha appena fatto,andiamo in albergo.
Altro tempo per disbrigare le formalità e poi,finalmente in camera,dove,ormai alle 18.30 telefono subito a Saladino per vedere se era ancora disposto a portarci in giro,nonostante non avessi chiamato prima.
Fortunatamente sì,ci da mezz'ora di tempo e arriva in metro direttamente all'albergo,da cui in taxi ci muoviamo verso la Cairo islamica,che io e Simone 17 anni fa non avevamo visitato,avendo optato per la Cittadella.
Di Saladino mi era stato detto che ha una cultura strepitosa e che è un tipo "particolare",espressione che noi abbiamo poi sintetizzato essere:un uomo che vive in un contesto che ama e odia disperatamente con rancore e consapevolezza totali.
La parte islamica antica del Cairo è molto bella,visitiamo una moschea,il famoso suk di Khan El Khalili,che risale al medio evo e passeggiamo in tanti vicoli meno turistici e molto belli,fino a raggiungere una porta lungo le antiche mura perimetrali della città vecchia.
Poi ceniamo insieme e alla fine ci lasciamo con gli accordi per la mattina successiva:lui torna a casa in metro e noi con un taxista che ci frega di nuovo,perchè quando ci deve dare il resto della cifra pattuita con Saladino,ovviamente non ce l'ha.
Per me è squallida questa sensazione di essere sempre fregati anche perchè io da queste cose,al contrario di quanto sembra pensare questa gente,mi faccio molto condizionare e semplicemente decido che quel paese o quella città non mi vedranno più...se non dopo altri 17 anni.
Finalmente a nanna...anche se io personalmente passo la notte in bianco...forse per la troppa eccitazione,forse perchè,non l'ho ancora detto,ma dopo tanti anni di assenza da questa città,ho trovato una differenza sostanziale e inattesa..quasi nessuna donna era priva di velo.Inquietante,anche perchè è uno stato laico e perchè Saladino ci racconterà che in realtà la gente si sta allontanando sempre di più dall'Islam.
Quindi,che vuol dire..?...che la sostanza diminuisce ma aumenta la forma ??
Questo sarà il mio ossessionante leitmotiv di 14 giorni di viaggio...e a seguire.

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La città faraonica

martedì 22 giugno 2010

Il 22 mattina,dopo un'abbondante colazione,alle 8.30,come da accordi,ci troviamo con Saladino ed un van con autista davanti all'albergo.Ci attende una lunga giornata.
La prima tappa è Saqqara,a 30 km scarsi dal centro cittadino.
Usciti dalla città,costeggiamo uno dei tanti canali derivanti dal Nilo:una cosa puzzolente e piena di rifiuti,dove c'è perfino qualche pescatore e che comunque rende verde tutto ciò che vi è in prossimità.Meraviglie nilote.
Attraversiamo i soliti 3 o 4 posti di blocco,anche nel bel mezzo delle strade a scorrimento veloce in città e sul cui vero significato non voglio indagare,ma che come al solito,mi inquietano non poco.
Arriviamo a Saqqara in meno di un'ora:neanche qui eravamo stati io e Simone.Nel sito siamo praticamente i primi e unici turisti,solo alla fine arriveranno tante altre carovane di vacanzieri come noi e di crocieristi.
Fa caldo e il sale cuoce,inoltre si ha davvero l'idea del deserto.
Anzi,questo è il deserto, che corre sconfinato verso la Libia.
Da lontano,come in un miraggio,si vedono le piramidi sulla piana di Ghiza,quelle che per il nostro immaginario,sono LE piramidi,ma in realtà..che dire di dove siamo ora ? Di piramidi a gradoni,come la più antica,di Zoser,e a forma di prisma qui ce ne sono a bizzeffe,come in tanti miraggi..basta guardarsi intorno !
Le piramidi si vedono solo da fuori,ma visitiamo un possente tempio e tante Mastabe e tombe ipogee di personaggi nobili con degli alto e bassorilievi bellissimi,da far invidia agli affreschi delle tombe reali della Valle dei Re, a Luxor.
Molto bello.
Con calma torniamo in città,dove,praticamente in una sua propaggine ci sono LE Piramidi,quelle del nostro immaginario.
Il sito è stato riorganizzato e nessuno ti stressa più di tanto e,quello che più conta,è che io e Simone ci siamo riconciliati con questo sito:questa volta nessuna delusione, ne abbiamo colto maggiormante lo spirito grandioso e magnifico.
Non siamo entrati all'interno,perchè ricordavamo che non ne vale proprio la pena,ma abbiamo girellato attorno,ne abbiamo visto le varie prospettive e poi siamo andati a visitare la Barca Solare. Si tratta di un'imbarcazione con 4600 anni di età,trovata sotterrata ai piedi della Piramide di Cheope e scomposta in...1224 pezzi,ricomposti in 14 anni di lavoro.
Gli archeologi l’hanno ribattezzata Barca Solare in quanto nell’antico Egitto, si credeva che l’anima del faraone sarebbe stata trasportata in cielo per congiungersi al dio Sole ma questo sarebbe avvenuto attraverso l’uso di una Barca Solare.
In effetti assomiglia ai vascelli presenti negli antichi dipinti tombali o su papiro, dove il dio Sole compie il suo viaggio nei cieli. Per cui,non e’ chiaro se la barca e’ stata sepolta come dono al dio Sole oppure lasciata al faraone per il suo viaggio celeste. La barca solare e’ in legno di cedro, il legno mostra segni di utlizzo in acque vere prima di essere sepolta, potrebbe essere stata la barca funeraria che porto’ il corpo
del faraone Cheope da Memphis a Giza.
Lunga 43,3 metri, larga 5,9 m e profonda 1,48 m e una stima di 45 tonnellate di peso,con una cabina centrale di 9 metri, ha 5 remi per lato piu’ 2 a poppa con funzioni di timoni:insomma,qualcosa di grandioso,come tutto in questa piana.
Infatti,passiamo poi a "salutare" la Sfinge.
La sfinge di Giza è la più grande statua monolitica del mondo: è lunga circa 74 metri, alta circa 20 metri e larga 6 metri, di cui solo la testa è 4 metri,fu costruita circa 4.500 anni fa e raffigura un essere mitologico con volto umano e corpo di leone accovacciato. Il monumento probabilmente fu ricavato da un affioramento di roccia, durante la costruzione delle piramidi di Giza. Stranamente la Grande Sfinge è un monumento isolato, quando, invece, le sfingi successive erano poste in coppia per proteggere l’ingresso di un edificio e,comunque la sua grandiosità e proporzionale al suo ruolo: quello di proteggere la piana e vegliare affinchè la luce del sole entri ogni mattina.
Uno dei misteri della Sfinge, alimentato dalle leggende popolari, è certamente la presenza di passaggi nascosti al suo interno,ne esistono almeno tre, di cui solo uno di origine nota.
Dopo questa immersione nel passato profondo,siamo esausti,sia per l'orario sia perchè abbiamo bevuto troppo poco.Per cui, andiamo in un negozietto di alimentari fuori dalla piana per comprare l'acqua,cosa che abbiamo rimandato perchè secondo Saladino sarebbe costata troppo sulla piana e...con sua grande disillusione,la paghiamo troppo nel negozio !
A questo punto,il nostro autista,che ci ha aspettato sempre dormendo a bocca spalancata,ci porta al Museo Egizio e ci deposita là.
Andiamo velocemente a mangiare qualche orribile cibo fritto e americano in un Kentucky Fries..Qualcosa,per non perdere tempo e poi andiamo al museo.
Questo è rimasto lo stesso polveroso museo che avevamo già visto,eternamente in attesa di essere sostituito da un edificio nuovo e da anni in costruzione,ma contiene cose meravigliose sulle quali campeggia una delle cose più belle,coinvolgenti,emozionanti ,meravigliose e commoventi che io abbia mai visto:la maschera d'oro e i vari sarcofagi di Thut-Ankh-Amon.

Anche questa volta,sono uscita dalla sala piangendo ed il solo parlarne,adesso, mi sconvolge.
Scusate, se sembro scema,ma bisogna provare per credere.

Finito il museo,dove ovviamente,non abbiamo avuto nè tempo nè tantomeno energie per guardare bene tutte le sale,ci siamo salutati e noi abbiamo raggiunto l'albergo in10 minuti a piedi.
In un attimo eravamo giù in piscina,l'unica di tutto il nostro viaggio,dove siamo rimasti a rinfrescarci e ad assorbire le tante emozioni della giornatafino a che non hanno chiuso. Abbiamo cenato nel ristorante dell'albergo e poi siamo andati quasi subito a letto.

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L'ultimo giorno

mercoledì 23 giugno 2010

Questa mattina l'avremmo voluta dedicare ad una visita della Città dei Morti: luoghi nei quali i morti e i vivi abitano insieme, condividendo lo spazio. Ma non ce n'è il tempo,perchè alle 11 noi dobbiamo prendere un taxi per l'aereoporto,per cui Saladino,in alternativa ci propone una visita alle Chiese Copte.
Solo che Irene si sveglia con nausea e mal di pancia,per cui con Saladino vanno solamente i maschietti.
Sono di ritorno prima delle 11 soddisfatti e scortati dal nostro amico che è venuto in albergo apposta per salutare me.
E' stato un piacere conoscere quest'uomo,che ha colpito tutti noi e soprattuto mio figlio.Se vi servisse una guida,fatemi sapere !!
Inoltre ci fa lasciare l'Egitto con la speranza che questo paese non è abitato solo da ladroni,per quanto disperati:la sua paga ufficile è di 21 € al giorno e lui ci vuole perfino regalare questa mattina !!
Ma noi non accettiamo e gli diamo molto di più,con fatica e con la scusa che vogliamo trovare un compromesso tra il costo di una guida in Egitto ed una in Italia.
Anche il taxista ci lascia con questa speranza:ci chiede 55 lire,una specie di intermediario davanti all'albergo si INTROMETTE chiedendoci il doppio,ma questa volta sono io,che,molto poco islamicamente dico NO,E' TROPPO,stufa di questi sfruttatori che ci trattano da imbecilli e me ne vado imperiosamente,seguita dai miei familiari.
Per fortuna,la tattica,che non voleva essere una tattica, funziona e ci segue anche il taxi,su cui saliamo al volo,in barba al mediatore.
Alla fine,però,la sua umiltà e onestà,saranno premiate,perchè gli lasciamo 20 lire in più rispetto a quanto ci aveva chiesto,ed io gli dico:sciukran,grazie.
Grazie per farci partire con l'idea che c'è anche gente onesta,per quanto disperata,penso.
Otteniamo finalmente un grande sorriso,per i soldi e per quella magica parolina detta nella sua difficile lingua.
L'aereoporto è fresco,nuovo e pulito.Dopo 2 ore siamo in volo verso la Siria e verso tanti altri cartoncini da compilare.

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