Safari e avventura

località: watamu
stato: kenya (ke)

Data inizio viaggio: giovedì 27 dicembre 2007
Data fine viaggio: domenica 6 gennaio 2008

Kenya - la mia Africa
Sono passati diversi anni dal mio ultimo viaggio in Kenya ma il ricordo di quei momenti mi accompagna da sempre. Ho contratto quella strana malattia chiamata "mal d'Africa" che nessun medicinale potrà mai guarire perchè l'unica terapia è quella del viaggio, di ritornare in quei luoghi dove la natura ha il sopravvento su tutto e la sua gente è speciale, semplice, povera e incredibilmente vera!!!!
Quello che voglio raccontare non è l'Africa dei safari, dei tours organizzati e dei lussuosi resort ma l'Africa fatta di cose semplici, della sua gente e delle emozioni che ognuno di loro trasmette.
Ho conosciuto Shariff e Mohamed durante un safari blu, era una giornata bellissima, il sole era caldo ma non fastidioso, il mare calmo e la nostra barca, piena di turisti, era come un'isola felice ricca di allegria e spensieratezza.
Ricordo che sulla strada del ritorno qualcuno ha estratto dal fondo della barca un bidone di latta che sarebbe servito come "bongo" e all'incalzare del ritmo ognuno di noi si è messo a cantare;
ricordo che in una frazione di secondo ho pensato di voler imprimere nella mia mente quell'attimo dicendomi "ecco vorrei che il tempo si fermasse e che questo momento durasse per sempre".
Ebbene sì quel ricordo sono riuscita ad imprimerlo nella mente come fosse una fotografia che estraggo dalla mia memoria e rivedo nei miei occhi nei momenti di malinconia, quando questo pensiero diventa l'unica cura per farmi sentire meglio.
Da quel giorno Shariff e Mohamed sono diventati due grandi amici che non mi hanno mai abbandonato e mai si sono dimenticati di me, due persone splendide che mi hanno dato molto coraggio e forza nei momenti in cui ne avevo più bisogno, la distanza di 6000 Km che separano l'Italia dal Kenya è come se fosse annullata e non è mai stata di ostacolo. Con i loro sms e i messaggi su facebook o via mail siamo sempre in contatto e da sei anni a questa parte non si sono mai dimenticati di fare gli auguri per Natale, Compleanni, Pasqua e di chiedere notizie su di me e sulla mia famiglia.
Mi stupisco (e non dovrei) nel pensare che sono più vicini loro di quanto lo siano le persone che frequento e che abitano vicino a me, e questa non è nient'altro che la prova di come sia la gente del Kenya : vera, sincera, amichevole, povera ma sempre disposta a condividere con te quel poco che ha.
Nel periodo in cui è avvenuto il terremoto in Emilia Romagna, essendo loro venuti a conoscenza del fatto, mi hanno scritto preoccupatissimi chiedendomi se fosse tutto a posto e se la mia casa avesse subito dei danni, aggiungendo che se mi fossi trovata in difficoltà loro sarebbero stati disposti ad offrirmi la loro casa e tutta la loro amicizia. Sono rimasta così colpita da questa manifestazione di affetto e solidarietà che mi sono commossa.
Ho conosciuto tante altre persone a Watamu e ognuna di loro aveva una storia da raccontare, inizialmente si avvicinavano a noi con l'idea di vendere qualcosa ma poi quando si incominciava a parlare e raccontavano le loro esperienze di vita, il fatto che noi fossimo lì ad ascoltarli li rendeva felici e alla fine nella maggior parte dei casi se ne andavano con i loro oggetti, così come erano arrivati, senza aver venduto nulla ma felici di aver condiviso una parte della loro storia con te.
E' questo che mi manca veramente del Kenya, emozioni fatte di piccoli gesti come quello di portare latte, farina, pane nei villaggi più poveri, regalare delle caramelle o delle penne ai bambini che ti ricompensano con dei sorrisi che non potrai mai dimenticare. Non sempre si riesce a parlare la stessa lingua ma ci si comprende benissimo perchè certi gesti ed espressioni valgono più di mille parole.
Ci rivedremo presto Kenya, kwa heri Shariff e Mohamed.....
Rosy

Se volete contattarmi per qualsiasi informazione questa è la mia mail : rosykenya@yahoo.it
Shariff e Mohamed sono delle ottime guide e delle persone speciali che non chiedono altro che di poter lavorare per mantenere le loro famiglie.

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