L'impero del sole

stato: libyan arab jamahiriya (ly)

Data inizio viaggio: lunedì 4 agosto 2003
Data fine viaggio: lunedì 25 agosto 2003

Un paese antichissimo che guarda all'Europa, patria di straordinari paesaggi e paradiso dell'archeologia. Questa è la Libia oggi, un concentrato di cultura e umanità alle porte dell'Africa

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lunedì 4 agosto 2003

"MARHABAN BIKUM FI LIBIYA". Ovvero benvenuti in Libia, terra di natura, arte e avventura. Un Paese dove l'atmosfera del deserto è ancora autentica, così come la simpatia della gente che con una manciata di datteri maturi ti annuncia di essere benvenuto. Una Libia dai mille volti e dalle mille porte. Quella d'ingresso al viaggio di scoperta dell'immenso patrimonio archeologic, ma anche dello spettacolare paesaggio naturale con deserti, laghi e vulcani, si chiama RAS JEDIR, frontiera tunisino libica dove, per la prima volta, il viaggiatore incontra lo sguardo fiero di Mohammar al-Kadhafi, il padrone di casa, meglio conosciuto come il Colonnello Gheddafi. Un incontro frequente, quello con le immagini del colonnello, autore della "rivoluzione verde" e onnipresente nei cartelloni all'ingresso di città e paesi, nei ritratti appesi alle pareti di bar e negozi, nelle botteghe di souvenir e persino stampato sui menù dei ristoranti. Una terra, quella libica, che odora di storia, sabbia e tradizioni. Un Paese dove tutto sa di archeologia e natura. La prima la si incontra a LEPTIS MAGNA, piccolo approdo cartaginese che, grazie ai suoi mercanti e al figlio più illustre, l'imperatore romano Settimio Severo, divenne la "Roma d'Africa". Uno dei siti archeologici meglio conservati che si affaccia sul Mediterraneo con il suo Teatro - fra i più antichi costruiti in pietra in tutta l'antichità - donato dal mercante Annibale Rufo, con l'Arco di Settimio ed il Mercato, Leptis affascina oggi come all'epoca entusiasmò imperatori, mercanti e navigatori. Ad apparire e svanire, quasi come in un miraggio, mentre ci si aggira fra la macchia mediterranea, sono vie e mercati, terme e basiliche. Statue in porfido, granito e cipollino: marmi pregiati che rendono Leptis superba e maestosa. Magna, proprio come il suo nome. Dalle vestigia romane, raggiunte percorrendo la strada che costeggia la costa e che fa attraversare l'affollata capitale Tripoli, il viaggio si tuffa verso l'interno del Paese. Il GPS indica direzione sud est quando la Toyota attraversa WADAN e ZILLAH, dove ci attendono Akhim, il militare e Ahmed, la guida, che ci accompagneranno durante le tre settimane del viaggio. Dopo l'oasi di TAZERBO - dove approfittiamo del rifornimento di gasolio al distributore di Mohammed per acquistare i lime al mercato locale e curiosare nella bottega di un sarto sudanese - lo spettacolare paesaggio che ci accoglie è quello di BOUZEMAH, vecchia oasi tebu abbandonata tra palme da dattero, zeribe ed uno specchio d'acqua: un lago salato dalle sfumature violacee immerso tra una vegetazione lussureggiante. Un paesaggio che dimostra alla perfezione quanto sia in errore chi pensa che il deserto sia solo un'infinita e monotona distesa di sabbia. Questo è il deserto. Cento chilometri fra dune a dorso di balena, un tratto di pista con pietre nere che si mescolano alla sabbia e poi ecco l'oasi di REBIANAH ad aprirci le sue porte: capanne di fango e terra, palme con ciuffi colmi di datteri fra le foglie dalle mille tonalità. E soprattutto i bambini di Rebianah con i vestiti coloratissimi, i capelli intrecciati ed un sorriso che lascia senza parole. Nell'oasi, al distributore di gasolio illuminato anche di giorno grazie ai generatori che forniscono corrente a tutto il paese, incontriamo Salem Yaya ed i tre figli a bordo della sua Toyota azzurra. Dal 1985, Salem fa la guida, accompagnando turisti e viaggiatori nelle escursioni nel deserto libico. Da 12 anni abita a Rebianah ma è originario di DJANET, in Algeria, da dove si è allontanato per motivi di sicurezza. Gli chiedo se preferisce la sua terra natale o la Libia. Lui, senza pensarci troppo, mi dice che è un uomo del deserto. Non importa che sia quello dell'Algeria, della Libia o di un altro paese, l'importante è che la sua casa sia il deserto. Un ultimo saluto a Rebianah per poi proseguire verso il GEBEL NERASTRO dove la temperatura supera i 50 gradi. Dopo chilometri fra pietraie nere ed una salita che pare interminabile e di cui ci si accorge solo per il rombo del motore, ecco apparire il paesaggio lunare del vulcano WAW AN NAMOUS (la cui traduzione "cratere delle zanzare" la dice lunga sull'incontro più frequente...). Un'immensa distesa di sabbia grigia e bluastra con al centro il massiccio del vulcano, circondato da canneti e laghi salati dalle mille sfumature. Un luogo difficile da raggiungere, ospitato in una delle zone più remote del Sahara orientale. Ma le tracce di fennec e gazzelle sulla sabbia ed il volo improvviso di uno stormo di aironi che si innalza sopra di noi ripagano di tante fatiche. Trecento chilometri di asfalto, monotonia per gli appassionati di offoroad, e poi di nuovo fra le dune, quelle rosse che accompagnano nel tour dei laghi MANDARA. A darci il benvenuto è uno splendido anfiteatro di sabbia: una lunga salita a tutta velocità e poi eccoci a percorrerne una sponda per scavalcare un'alta duna. Pochi chilometri per ammirare uno spettacolare e bizzarro gioco della natura: fra sabbia ocra e palme da dattero, il lago Mandara, ora prosciugato. Ma per immergersi nelle acque tiepide di uno dei laghi non si deve attendere molto: ecco spuntare UM EL MA'A (la madre di tutte le acque), immortalato nelle foto con le sue sfumature blu intenso e le palme ricurve sotto il peso dei datteri. Fra gli altri laghi di AWBARI, c'è MAFHOU, con il suo forte odore di zolfo e GABROUN, con i suoi "daoud", minuscoli crostacei rossi, ingredienti base di una saporita torta messa a cuocere sotto la sabbia. Perchè il deserto non è solo il soffice materasso su cui dormire ma anche la cucina in cui preparare i piatti tipici della gastronomia libica. Deserto è anche una sala da concerto per diffondere una musica soave. Un'atmosfera magica, quella intorno al lago Gabroun, grazie alla musica coinvolgente e ritmata che esce dai tamburi e dal "Sukrà", il doppio flauto, suonati dalle abili mani di un gruppo di lavoratori di colore nella pausa di mezzogiorno. Per concludere il viaggio, dopo IDRI e BIR GAZEIL (campo di aviazione italiano a 415 km da Tripoli), ecco GHADAMES, la "perla del deserto". Patrimonio dell'Unesco dal 1986, la parte vecchia dell'oasi è disabitata dagli Anni Ottanta, quando gli abitanti si trasferirono nelle nuove case volute da Gheddafi. Una passeggiata fra i vicoli coperti della città dove ancora si trova fresco riparo nelle ore più calde del giorno ed una visita ad una delle dimore sontuosamente decorate con specchi, tappeti e murales rossi sono assolutamente imperdibili. Perchè se souvenir, gasolio e viaggio hanno un prezzo, il tramonto sul costone di un vulcano o una passeggiata fra rovine romane e vecchi vicoli non hanno prezzo. Proprio come recita una nota pubblicità.

INFORMAZIONI PRATICHE

Forma di governo: repubblica araba socialista popolare con a capo il colonnello Mohammar al-Kadhafi

Capitale: Tripoli (Tarabulus)

Superficie: 1.759.540 km quadrati

Popolazione: 5 milioni di abitanti (3 per km quadrato) di cui quasi il 90% distribuiti sulla fascia costiera. Maggioranza araba, con gruppi appartenenti a ceppi etnici differenti fra cui berberi, touareg e tebu.

Clima: Data la sua geografia, il clima risente dell'influenza del deserto a sud e del Mediterraneo a nord. La stagione migliore per visitare il Paese va da novembre a marzo, mesi durante i quali il clima è fresco e le temperature si aggirano sui 20 gradi, con minime che possono scendere anche sino a 5 gradi. Nella regione sahariana (circa l'85% della superficie territoriale) il clima è secco e la colonnina di mercurio può balzare oltre i 45 gradi con forti escursioni termiche tra giorno e notte.

Lingua: La lingua ufficiale è l'arabo anche se sono in uso molte parole in italiano entrate nel linguaggio parlato. Fra le altre lingue diffuse: inglese, francese (ai confini con Algeria e Tunisia), dialetti berberi, "tamascek".

Religione: Islam (98% a maggioranza sannita)

Moneta: Dinaro libico (LD) diviso in centesimi chiamati Dirham

martedì 5 agosto 2003

Fuso orario: 1 ora in avanti rispetto all'Italia, differenza che si annulla quando da noi è in vigore l'ora legale.

Rete cellulare: Alcuni operatori italiani di telefonia mobile hanno stipulato accordi di roaming con l'operatore libico Al Madar, ma il servizio non funziona ancora regolarmente e manca la copertura al di fuori dei principali centri urbani. Si può utilizzare un cellulare satellitare.

Documenti: Passaporto con almeno sei mesi di validità, timbro bilingue (traduzione in arabo dei dati personali) e visto. Per i veicoli, si consiglia la patente internazionale. Alla frontiera sarà richiesta una somma di circa 150 dollari Usa per il libretto dell'automezzo, l'assicurazione e la targa provvisoria che dovrà essere esibita per tutta la durata del viaggio.

Norme sanitarie: Non è richiesta alcuna vaccinazione (la Libia è uno dei Paesi più salubri del nord Africa). E' comunque opportuno portare disinfettanti intestinali e medicine di uso personale.

Cucina: Fra le curiosità della gastronomia libica si possono assaggiare il "cous cous", pasta di semola condita con stufato di carne di montone, pollo o cammello. La "chorba", minestra di semola con sugo di pomodoro, il "tajeelah", mitico pane touareg fatto con acqua e farina e cotto sotto la sabbia, e datteri.

Acquisti: Prodotti artigianali in pelle e cuoio, monili e gioielli in argento, oggetti in rame, libri (fra cui il "Libro Verde" scritto da al-Kadhafi), datteri, harissa piccante.

Consigli pratici: Il miglior modo per raggiungere la Libia è il tragitto Genova-Tunisi con traghetto Cotunav o Grandi Traghetti (circa 22 ore di navigazione) e poi il trasferimento su asfalto sino alla frontiera libica di Ras Jedir. In alternativa si può raggiungere Tripoli in aereo dalle principali città italiane (con Alitalia, Libyan Arab Airlines, Lufthansa...) e poi rivolgersi ad agenzie locali specializzate che organizzano escursioni nel deserto.

Numeri utili:
Ambasciata libica in Italia
Via Nomentana 365, Roma
Tel. 06/8600558

Ambasciata italiana in Libia
Sciara Wahran 1, Tripoli
Tel. 00218/21/3334134
Fax. 00218/21/3331673

Il viaggio descritto si è svolto in tre settimane con fuoristrada Toyota percorrendo 5000 chilometri, di cui più di 2000 su dune e sterrati nell'affascinante deserto libico.