Girovagando per Nosy Be e dintorni...

località: nosy be
stato: madagascar (mg)

Data inizio viaggio: mercoledì 22 giugno 2005
Data fine viaggio: giovedì 30 giugno 2005

Ad un anno dalla mia vacanza a Nosy Be, ho deciso di pubblicare un breve ‘resoconto viaggio’ al fine di trasmettere emozioni e sensazioni provate durante questa mia breve ma intensa esperienza.
Premetto che avrei desiderato andare alla scoperta di tutto il Madagascar ma il tempo a mia disposizione e quello per l’organizzazione del viaggio non mi hanno permesso di pianificare un vero e proprio tour. Mi sono dovuta quindi ‘accontentare’ (passatemi il termine) di una vacanza prevalentemente balneare sull’isola di Nosy Be. Tuttaiva, poiché il solo pensiero di rimaner chiusa una settimana in villaggio mi faceva accapponare la pelle, ho raccolto più informazioni possibili che ho prontamente messo in pratica in loco.
Parto dal principio...
Decollo da Milano Malpensa con volo di linea Air Madagascar Mercoledì 22/06/05 accompagnata da mia sorella e da un’amica. Puntualissima la partenza e buono il servizio a bordo. Durata del passaggio aereo circa 9 ore.
Arriviamo nel piccolo aeroporto dell’isola alle prime luci dell’alba. Appena sbarcati dall'aereo si respira aria d’Africa. Tutt’intorno uno strano silenzio ed una rilassante calma...
E’ durato poco meno di un’ora il tragitto per il villaggio ed il posto d’onore di fianco all’autista mi ha permesso di assaporare i primi colori ed il risveglio delle attività dell’isola durante tutto il percorso.
Giungiamo al villaggio (Andilana Beach) alle 07.30 a.m. ed immediatamente veniamo accolti dal folto gruppo di animatori che ahimè ci avrebbero ‘tormentate’ per tutta la vacanza.
Dico ciò poiché non sono una fanatica dell’animazione. Non disdegno un po’ di intrattenimento serale ma l’idea di ballare ‘la sigla del villaggio’ sotto il sol leone o cimentarmi nei soliti tornei di freccette sinceramente non mi entusiasma. Così mi sono defilata da ogni tipo di attività durante tutta la vacanza.
Tralasciando il primo giorno dedicato esclusivamente all’ambientamento, dal successivo ci siamo date da fare per l’organizzazione delle escursioni. Naturalmente abbiamo evitato di farci ‘spennare’ dal tour operator ed abbiamo immediatamente contattato i beach boys, (ragazzi locali che vendono escursioni a prezzi altamente competitivi). Una simile esperienza l’avevamo già collaudata l’anno precedente a Zanzibar ed essendoci trovate meravigliosamente, abbiamo deciso di ripeterla.
Dopo un divertente baratto, volto naturalmente a ridurre il costo delle escursioni, confermiamo con Riccardo ed Alfredo (beach boys leaders) le due gite principali della settimana. Soddisfatte della trattativa e del prezzo spuntato, decidiamo di prendere un taxi e farci condurre in città per una visita veloce. Il nostro taxista, Samiel, inizialmente si presenta con un’aria burbera e severa, che immediatamente perde non appena rompiamo il ghiaccio con la conversazione. Con il nostro francese che tende più al milanese, riusciamo a carpirgli alcune informazioni riguardo la vita locale, la religione, usi e costumi di ogni tipo.
Mezz’oretta di tragitto sulla sua precaria (ma non diteglielo) Renault 9 per giungere ad Hell Ville capitale dell’isola. Premetto che la strumentazione dell’auto era totalmente fuori uso e dopo dieci minuti di strada, la macchina ha cominciato a dare segni di cedimento. Senza farsi prendere dal panico, il mitico Samiel, ha aperto il cofano ed estratto il filtro dell’aria (almeno credo) decidendo che al momento non fosse così indispensabile.
Buttato il pezzo in eccesso nel baule, ripartiamo come se nulla fosse successo. Giunti in città ci accordiamo sull’ora del rientro. Da Hell Ville sinceramente ci saremmo aspettate qualcosa in più. In realtà è un brulicare di persone, apparentemente affaccendate, che si spostano lungo le due principali arterie della città. Un’occhiatina al mercato della frutta, a quello del pesce ed a qualche bottega, poi un tranquillo gironzolare qua e là sino all’ora del rientro.
Un paio di giorni dopo ecco finalmente l’ora della prima vera escursione. Non stiamo più nella pelle. Meta : Nosy Iranja. Dopo un breve passaggio in pullman, io ed il gruppo con il quale abbiamo trascorso l’intera giornata, veniamo trasbordati su due motoscafi che in poco più di un’ora ci portano in questo posto che poco si discosta dal paradiso.
Nosy Iranja infatti è formata da due isole tra loro collegate da una scenografica lingua di sabbia che appare e scompare con l’alternarsi delle maree. Tocchiamo terra e mi accorgo che qui, i colori del mare si confondono con quelli del cielo. Un paio d’ore per il bagno, il relax e le foto, dopodiché tutti a tavola. L’impeccabile organizzazione dei nostri favolosi capi gita è davvero degna di lode. Hanno improvvisato una maxi griglia sulla quale hanno cucinato sei Kg di aragoste, granchi a go go, scampi e gamberetti. Un vero tripudio di crostacei sui quali ci siamo accaniti senza pietà. Il pranzo si è concluso con immensi vassoi di dolcissima frutta e, da non credere, un fantastico caffè che faceva tranquillamente concorrenza a quello del villaggio.
Rientro alla base nel tardo pomeriggio ed aperitivo in piscina.
Ecco, a proposito dell’aperitivo… Questo è uno dei momenti in cui ci si rilassa, ripensando all’intensa giornata appena trascorsa, godendosi gli spettacolari tramonti che l’Africa ogni sera regala. Bene, peccato che il ‘CRUCIVERBONE’ dell’animazione proprio all’ora del calar del sole cancelli l’intera poesia.
Il giorno dopo altra levataccia per la seconda escursione. Gita prevista alle isole di Nosy Tanikely e Nosy Komba.
Dopo un rapido tragitto in motoscafo (lo stesso del giorno precedente) lasciamo spadellare la nostra cuoca sull’isola di Tanikely e ci dirigiamo alla scoperta di Nosy Komba.
A Komba troviamo un simpatico villaggio con bambini ovunque che dispensano gratuitamente sorrisi a tutti. Il profumo di cannella e vaniglia avvolge l’intero villaggio. Del resto sono le spezie locali… Ci addentriamo con il capo gita all’interno della foresta. Veniamo accolti da un branco di Lemuri che non appena si accorgono del nostro rifornimento di banane, ci saltano in spalla per pregustarsi il loro pranzetto. Sono socievoli, simpatici, morbidi ed innocui. Il loro unico scopo è quello di accaparrarsi il rancio quotidiano. Ci divertiamo talmente tanto che non riusciamo a staccarci da loro. Ma le sorprese non sono ancora finite.
Qualche minuto ancora all’interno della foresta ed eccoci faccia a faccia con un paio di "mansueti" serpenti boa. Dopo i primi momenti di titubanza c’è chi decide di farsi coraggio e cercare il contatto. L’esperienza col boa ovviamente non potevo certo farmela mancare. Proseguendo il percorso, ecco una tartaruga ed un paio di camaleonti. Docili e tranquilli si sono fatti accarezzare senza mostrare il benché minimo disagio.
Il tempo a nostra disposizione per la visita è terminato, dobbiamo tornare a Nosy Tanikely dove ci aspetta un succulento pranzetto. Bis di aragoste e granchi seguito da una ritemprante pennichella all'ombra di una palma. Poi con pinne e maschera via per il fantastico snorkeling. Bellissimo ! Pesci meravigliosi dai colori inconfondibili. Siamo anche riusciti a nuotare con la tartaruga marina.
Oramai cotti dal sole e da una giornata ricca di emozioni, rientriamo al villaggio accompagnati dal “solito tramonto africano”.
Per non farci mancare nulla, l’ultima sera prendiamo il consueto taxi scalcinato, una vecchia Renault 4 e ci dirigiamo verso Mont Passot dove ci godiamo, con la nostalgia nel cuore, l’ultimo meraviglioso tramonto.
Mi auguro di avere presto un’altra occasione per poter visitare quanto tralasciato durante questa vacanza che consiglio a chiunque soprattutto agli amanti della natura.

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