Festina lenta. Affrettati lentamente

località: antananarivo, antsirabe, ranomafana, fianarantsoa, isalo, ifaty, tulear, andasibe, toamasina, nosy boraha
regione: merina, betsileo, bara, vezo.
stato: madagascar (mg)

Data inizio viaggio: sabato 30 giugno 2007
Data fine viaggio: domenica 22 luglio 2007

30 giugno Casa-Milano Partenza alle 20 per Tana
L’aereo dell’Air Madagascar parte con 4 ore di ritardo. Abbiamo pagato 2350 euro in due per il viaggio di andata e ritorno e per tre voli interni. A parte questo inconveniente la compagnia si rivelerà efficiente, il personale dimostrerà professionalità e i pasti saranno sufficientemente buoni.
1 luglio Tana
Arriviamo a Tana dove ci aspetta la nostra guida con la quale siamo in contatto dall’Italia via Internet. Mahery parla italiano, francese ed inglese. Alloggiamo al Sakamanga dove il cibo è ottimo. La stanza, 25 euro, è nei limiti del paese. La sera giriamo per la città e facciamo il nostro primo incontro ravvicinato con venditori e mendicanti.
2 luglio Antsirabe
La mattina partiamo alle 8 con l’autista, che in Mada è obbligatorio se si usa un’auto privata. Non consigliamo i taxi-brousse che sono dei mezzi di trasporto per masochisti. Arriviamo alla cittadina nel pomeriggio e ne visitiamo il mercato e le botteghe artigianali. Siamo circondati da migliaia di pousse pousse. Le Terme sono in assoluta decadenza. Siamo a 1500 metri e la notte si scende a 1 grado di temperatura, il giorno, invece, siamo sui 18 gradi.
3 luglio Ranomafana
Passiamo da Ambositra per vedere i legni Zafimaniry ed acquistiamo una scacchiera ed alcune sculture. Arriviamo, poi, a Ranomafana, (a città dell’acqua calda). La sera facciamo il percorso notturno di due ore nel parco per vedere il microcebus (un lemure minuscolo) ed il fossa fossana (una piccola lince). Ci tornao particolarmente utili le torce portate.
4 luglio Fianarantsoa
La mattina restiamo a Ranomafana dove facciamo un giro di quattro ore nel parco con una guida parlante italiano. I lemuri che vediamo sono mangiatori di bambù e la foresta pluviale primaria che vediamo è restata intatta perché il bambù ricresce facilmente rendendo impossibile l’uso del terreno per coltivazione o per pascolo. I Malgasci infatti hanno bruciato quasi tutte le loro foreste con una tecnica rudimentale che si chiama Tavy. La vegetazione è lussureggiante e riusciamo a vedere 6 tipi diversi di lemure. Nel pomeriggio raggiungiamo Fianarantsoa dove facciamo amicizia con alcuni bambini nella zona del Rova (palazzo reale) ed alla fine del giro regaliamo loro venti quaderni acquistati in un negozio vicino.
5-6 luglio Ranohira Isalo
Partiamo alle 7.30 perché il viaggio è lungo. Ci fermiamo ad Ambalavao per vedere la fiera del bestiame e crediamo di essere dentro un film western, con gli zebù dentro immensi steccati. Assistiamo anche alla lavorazione della carta antemoro: Dormiamo due notti all’Isalo Ranch. Il giorno seguente andiamo a vedere il canyon dei lemuri e ammiriamo, a distanza ravvicinata, quattro propithecus verreauxii. Siamo nel territorio dei Bara, noti ladri di bestiame. Il pomeriggio andiamo a vedere la piscina naturale, meta obbligata dei turisti. Per strada siamo fortunati e vediamo diversi lemur catta. Il paesaggio è magnifico: ricorda il Colorado o l’Arizona.
7 luglio Ifaty
Partiamo alle 7 dopo abbondante colazione. Ci aspettano 280 chilometri di viaggio con gli ultimi 40 sullo sterrato pieno di buche. Passiamo attraverso Ilakaka, paese che conoscevo già per fama, avendolo visto alla televisione francese. Ilakaka e dintorni sono un giacimento di pietre preziose, di zaffiri che ha richiamato migliaia di Malgasci in cerca di fortuna. Ci fermiamo all’arboreto di Antsokay prima di Tulear.Un botanico svizzero vi ha riunito piante endemiche del Madagascar. Noi vogliamo vedere le diverse specie di baobab. La leggenda racconta che gli Dei, stanchi di veder crescere in modo così superbo i baobab, li strapparono dalla terra per poi ripiantarli al contrario: le fronde ridotte in alto e il tronco massiccio danno l’impressione di radici volte verso il cielo. Esistono numerose alttre piante endemiche delle quali annotiamo con cura le caratteristiche. Dopo il pranzo raggiungiamo l’Hotel de la plage che fa onore al suo nome per la vicinanza dei bungalow al mare.
8 luglio Tulear
La mattina rimaniamo ad Ifaty ed andiamo a vedere le mangrovie che si trovano a tre chilometri dall’albergo. Troviamo per stada un villaggio Vezo con gli abitanti che vivono in condizioni primitive e di sola pesca. Prima delle 12 lasciamo il bungalow e portiamo le valigie nell’albergo, mangiamo e paghiamo il conto. L’autista, chiamato per telefono, ci chiede 33 euro per portarci a Tulear, ma tenendo conto dei suoi tempi di andata e ritorno la tariffa non è poi così alta. L’albergo di Tulear si trova alla periferia, vicino c’è la stazione dei Taxi Brousse. Giriamo un poco la città, ma alle 17.30 c’è il solito coprifuoco.
9-10-11 luglio Tana
Abbiamo saputo che l’aereo che doveva partire da Tulear alle 8.55 è stato spostato alle 11.30 e ce la prendiamo comoda. All’aeroporto entrano nella sala d’aspetto una fila di mendicanti fastidiosi. Fortunatamente prendiamo l’aereo e a Tana troviamo ad aspettarci un nuovo autista che ci accompagnerà nella seconda parte del viaggio. Abbiamo inserito due giorni di dolce far niente. Il giorno successivo usciamo presto dall’albergo e D. cerca una parrucchiera che si trova poco più su del Saka, dopo il bar outcool (dove c’è un internet point ben funzionante). Trenta minuti di lavoro e quattro euro e ci togliamo il pensiero. Percorriamo la Araben ny Fahaleovantena, la parte della città bassa conosciuta comunemente con il nome di Avenue de l'Indépendance. Subito davanti ad Analakely (il mercato che sostituisce quello un tempo noto come Zoma) saliamo la caratteristica scalinata per vedere Kianja ny Fahaleovantena (Place de l'Indépendance), nella città alta, per antonomasia la zona più ricca di negozi della città. Ritorniamo a piedi e il pomeriggio ci riposiamo. Il terzo giorno Alle 8.00 Léonard, il cugino di Mahery, viene a prenderci alla reception dell’albergo. Abbiamo fatto una buona colazione e siamo freschi e riposati. Abbiamo concordato quattro posti da vedere. E’ sempre opportuno essere noi a decidere. Alle 8.00 Léonard, il cugino di Mahery, viene a prenderci alla reception dell’albergo. Abbiamo fatto una buona colazione e siamo freschi e riposati. Abbiamo concordato quattro posti da vedere. E’ sempre opportuno essere noi a decidere. Il primo posto è la crocodile farm. Subito dopo andiamo al mercato della Digue dove, dopo strenua contrattazione, riescono a venderci 2 portafogli di finta pelle di coccodrillo a 30000 A. l’uno. Il mercato artigianale della Digue è un’occasione per gli acquisti e sarà l’ultima chance di trovare prodotti decenti a buon prezzo. A parte che abbiamo già le valigie sufficientemente piene nonostante i vestiti regalati o lasciati negli alberghi e quelli che la sera lasceremo al Sakamanga insieme a due zaini vecchi.
Andiamo successivamente al Tsimbaraza, il giardino zoologico e botanico (20000 A. i due biglietti). Si trova quattro chilometri a Sud del centro città mentre la Croc Farm era a 3 chilometri dall’aeroporto. Nel pomeriggio andiamo a vedere il museo Andafiavaratra. Poi, stanchi, ci ritiriamo dentro l’albergo Sakamanga dove la sera gustiamo un’ottima cena.


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