La mia piccola Africa

località: nosy be
regione: nosy be
stato: madagascar (mg)

Data inizio viaggio: domenica 31 agosto 2008
Data fine viaggio: lunedì 8 settembre 2008

La scelta di questo viaggio è stata piuttosto rapida e casuale: dopo un anno molto faticoso e stressante avevamo bisogno di totale relax e mare stupendo dove stare. L'oceano indiano ci è sembrato l'ideale per via della stagione secca e del tempo a disposizione: così la nostra scelta definitiva è stato il Madagascar, anche dopo aver letto le sempre utili opinioni del viaggiatori di viaggiscoop.
Abbiamo preso come punto di appoggio il Bravo club dell'alpitour: villaggio stupendo, ottima posizione, cibo eccellente in qualità e quantità, camere spaziose, animazione presente, divertente e non invadente, davvero niente da ridire.
Purtoppo alcuni malesseri da vacanzieri ci hanno impedito di muoverci dal villaggio per i primi giorni, così abbiamo riservato gli ultimi due giorni a due gite nelle isole vicine.
Come molti, abbiamo deciso di fare le escursioni con i beach boys, che durante la bassa marea, si trovano sulla spiaggia o sugli scogli a fianco del villaggio: spesso però, e questa cosa è piuttosto fastioda e triste da vedere, i ragazzi vengono allontanati dalla security del Bravo, per il semplice fatto che le escursioni offerte da loro sono altamente concorrenziali con quelle del villaggio vacanze: noi abbiamo speso la metà rispetto i prezzi offerti dalla struttura che ci ospitava e non abbiamo neanche contrattato molto, altrimenti il prezzo sarebbe stato ancora più basso..ma sinceramente non ci siamo sentiti di contrattare per 20 o 30 euro in meno che a noi cambiano poco e per loro sono invece una piccola ricchezza.
Una nota a questo proposito è d'obbligo: fidatevi assolutamente di questi ragazzi, perchè non hanno alcun interesse e farvi stare male o farvi passare dei guai e oltretutto li aiutate. Noi ci siamo affidati a Michele, ma abbiamo conosciuto anche Cosimo, Giorgio, sono tutte brave persone e, visto che in fondo siamo noi ospiti a casa loro, a noi è sembrato giusto aiutarli almeno in questo.
Inoltre il tipo di escursioni offerte sono del tutto simili a quelle offerte dal tour operator e anzi se volete vi costruiscono le uscite su misura, come volete voi.
La prima escursione è stata a Nosy Iranjia: fuori dal villaggio vacanze Michele ci ha portati con il taxi al porto di Ambataloaka, qui ci siamo imbarcati su una barchetta a motoscafo guidata da un signore del posto e dopo un'ora abbondante di mare siamo giunti a destinazione. Nosy Iranjia è un'isola bellissima: spiaggia bianca e mare da maldive, cristallino. Le isole in realtà sono due, collegate tra loro da una striscia di sabbia, che rende il tutto ancora più suggestivo. Dopo aver fatto il bagno, preso il sole e scattate tantissime foto, la nostra guida ci prepara il pranzo vicino alle capanne del villaggio di pescatori: mangiamo pesce, patate, riso, aragosta e frutta in quantità, davvero eccellente. Dopo pranzo faccio anche amicizia con i bimbi del posto: da casa avevo deciso di portare loro matite colorate e pennarelli e stare a colorare con loro per quasi un'ora è stato bellissimo: è incredibile, questi bimbi hanno davvero poco o niente, ed è stato così bello vedere come si accendevano i loro sorrisi appena vedevano i colori e li disegni che io facevo loro, un'esperienza davvero toccante, che mi ha quasi commosso e mi ha fatto venire voglia di portarmi tutti quei bimbi a casa!!
La gita si conclude dopo poco pranzo, quindi verso le 15 torniamo al porto dove ci aspetta il nostro taxi che ci riporta al villaggio.
La seconda escursione è stata a Nosy Komba e Nosy Tanikely.
Raggiungiamo la prima isola sempre dal solito porto, ma questa volta la traversata dura solo una mezz'ora scarsa: all'arrivo sulle spiagge di Nosy Komba l'accoglienza è totalmente diversa da quella del giorno prima: i bimbi qui sono molto più insistenti, troppo abituati ai turisti e subito ci chiedono bon-bon (una precisazione:se volete portare qualcosa ai bambini, non portare loro caramelle, perchè non hanno poi la possibilità di curarsi eventuali carie, quindi per loro sarebbe solo un problema in più da risolvere).
Nosy Komba ha un parco con gli animali: dopo aver pagato il ticket di ingresso, la nostra guida ci conduce nell'intrico di stradine fra gli alberi e le capanne e facciamo dopo poco la conoscenza con i nostri primi lemuri: se offrite loro banane, si fiondano letteralmente sulle vostre spalle e non sono affatto pericolosi, anzi molto mansueti e morbidi al tatto. Vediamo poi un boa (un pò addormentato, anzi quasi del tutto inerme direi..), qualche tartaruga e dei camaleonti piccolissimi: questi animali sono un pò troppo "addomesticati", messi proprio lì per i turisti e la cosa mi rattrista un pò...inoltre la nostra guida sembra avere un pò di fretta e la visita volge al termine in breve tempo: prima di reimbarcarci però chiedo se posso dare qualche pennarello anche ai bimbi di Nosy Komba e appena ricevuto il consenso del nostro accompagnatore, un sacco di bambini mi attorniano e quasi mi strappano dalle mani i colori e i fogli che avevo preparato per loro: tutto si è svolto molto in fretta, non ho quasi avuto il tempo di stare con questi bambini, ma spero di averli comunque fatti contenti col mio piccolo gesto. Ripartiamo quindi per Nosy Tanikely, dove arriviamo dopo 15 minuti di barca: anche questa isola rappresenta una scenario meraviglioso: la sabbia è bianca, pienissima di conchiglie, e i pesci sono talmente tanti che arrivano quasi a riva. Facciamo un pò di snorkeling, poi pranziamo sotto gli alberi su una tavola imbandita di tutto punto come sempre dalle nostre guide: anche oggi mangiamo pesce, riso e frutta. Due lemuri si avvicinano a noi sempre bramosi di banane che non esitiamo a dare loro in cambio di qualche scatto, insomma, un vero paradiso. La gita a Nosy Tanikely, si conclude anche qui nel primo pomeriggio e verso le 15 ci re-imbarchiamo verso Nosy Be.
Vorrei infine concludere con alcune considerazioni finali: come potrete vedere coi vostri occhi se ci andrete,Nosy Be è un'isola tanto bella quanto povera e il contrasto fra il villaggio-vacanze e i villaggi degli abitanti, è molto stridente. Noi turisti veniamo coccolati con tutti i confort, i malgasci invece non hanno molto; alcune turisti come noi incontrati durante le escursioni, ci hanno detto che il resto del Madagascar è ben più povero e che Nosy Be a confronto è una piccola oasi di felicità e in fondo il turismo ha portato diversi benefici a tutti loro, ma resta pur sempre il fatto che il nostro tenore di vita è totalmente lontano dal loro. Andare lì, piantare il nostro ombrellone di uomini bianchi sulle loro spiagge, negando loro anche l'accesso, non credo sia giusto: ecco perchè, ogniuno di noi, nel suo piccolo dovrebbe fare qualcosa per questo popolo che, a detta di tutti, è davvero pacifico, tranquillo e non nega mai un sorriso a nessuno. Quindi, se volete, portate magliette per i beach boys e per i bimbi, ma anche matite colorate, quaderni che saranno ben lieti di accettare, o se volete, fate una donazione all'ospedale o alla parrocchia più vicina: questo non risolverà i problemi dell'africa, ma almeno saprete di aver contributo a qualcosa seppur il vostro gesto sarà solo una goccia nel mare. Infine un motto malgascio. MORA MORA che significa piano-piano, un consiglio che mi sono ripromessa di seguire, se non altro in ricordo di questo meraviglioso popolo che mi è rimasto nel cuore.

Condividi questo articolo se ti è piaciuto...