Convention a Marrakech

località: marrakech
stato: marocco (ma)

Data inizio viaggio: venerdì 16 marzo 2007
Data fine viaggio: domenica 18 marzo 2007

Questa meta non era prevista e nemmeno voluta, perlomeno nel "breve" periodo perchè ci sono tanti altri paesi che vorrei visitare prima.

Due giorni a Marrakech per "lavoro" non danno la possibilità di vedere tutto, ma se ci fossi andata per conto mio 2 giorni sarebbero bastati e avanzati! Diciamo meglio che non credo che Marrakech rappresenti appieno il Marocco, bisognerebbe fare un tour per avere un'idea più precisa...

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venerdì 16 marzo 2007

Dopo un volo di circa 3 ore ed un atterraggio a dir poco emozionante, siamo (uso il plurale perchè, come dicevo prima, non ci sono andata per piacere ma per una convention aziendale!!! E persino la parola "gruppo" non rende l'idea della massa di gente che eravamo a muoverci...) arrivati all'aeroporto di Marrakech.
A piedi raggiungiamo la dogana dove una lunga coda ci attende e il caldo comincia già a farsi sentire.
Sbrigate le formalità, troviamo i pullman ad attenderci per portarci nei vari alberghi. Ovviamente il mio era il più sfigato, non perchè non fosse bello, anzi, ma perchè è l'unico hotel a trovarsi in una zona sperduta, ossia la Zona Turistica Nuova, dove praticamente tutto è ancora in costruzione, persino il nostro hotel (Ryad Mogador Agdal) non è ancora stato completato!!! Intorno c'erano solo cantieri...
A parte la zona, l'hotel è veramente valido e una volta sistemata la valigia in camera, avendo un po' di tempo a disposizione in attesa dell'arrivo degli altri colleghi, decido di andare a rilassarmi un pochino prendendo il sole in piscina.
Per la cena ci siamo recati presso presso il famoso complesso "Chez Alì" dove si cena sotto le tende Keidal e si può assistere a spettacoli di folclore, danze e cavalli berberi. Ne vale davvero la pena!
Suggerimento: la sera è bene portarsi sempre qualcosa di pesante addosso perchè l'escursione termica col giorno è notevole ed è sempre piuttosto ventilato!

sabato 17 marzo 2007

Dopo aver trascorso la mattinata al Palazzo dei Congressi, motivo ufficiale della "vacanza", e pranzato sulla terrazza presso l'attiguo hotel, il pomeriggio è stato, finalmente, dedicato alla visita della città.
Marrakech è la città imperiale che da sempre da il suo nome al Marocco, chiamata anche “perla del sud” o la "città rossa", fu fondata da Youssef Ben Tachefine nell'arida pianura di Haouz circondata da palmeti, ed è considerata la grande metropoli berbera.
Dopo aver fatto un giro panoramico in pullman lungo le mura della città che si sviluppano per una decina di chilometri, alte tra i 6 e gli 8 metri, aperte da una decina di porte monumentali in stile ispano moresco, sovrastate qua e là da nidi di cicogne (sì, avete capito bene, proprio cicogne!!), ci siamo fermati per visitare il Palazzo della Bahia. Fondato nel XIX secolo, in origine era la residenza di Si' Ahmed ben Musa. Entrando si percorre un bel viale circondato da alberi di agrumi, di palme e di bambù, si passa poi in un bel cortile ed al bellissimo porticato in marmo lavorato che conduce alle stanze, splendidamente decorate con motivi floreali in legno e alti soffitti sempre in legno intarsiato, dalle cui alte finestre colorate entrano raggi di sole che creano atmosfere magiche.
Dopo questa piacevole sosta, torniamo al caldo e nel caos delle vie cittadine. Tra tappeti appesi, carretti trainati da asini e donne ricoperte dalla testa ai piedi che vendono braccialetti oppure offrono tatuaggi all'henné, si raggiunge la piazza principale Djemaa El Fna, il cuore della città, la piazza del mercato della Medina (la città vecchia): è qui che si svolge gran parte di tutta la vita sociale, culturale e turistica. Un tempo teatro delle decapitazioni pubbliche, Djemaa El Fna è ora palcoscenico a cielo aperto dove ogni giorno (dal tardo pomeriggio) si esibiscono incantatori di serpenti, mangiafuoco, musicisti, danzatori, saltimbanchi, guaritori, venditori di acqua in costume con le tradizionali borse di cuoio e le tazze di ottone e numerosi banchi disposti lungo la sua circonferenza che vendono spremute di arancia fatte al momento. Intorno alla piazza ci sono diversi cafè dalle cui terrazze si può godere dello spettacolo in tutta tranquillità bevendosi un buon thè alla menta.
Dall’ingresso a nord della piazza si accede al Souk: dedalo irregolare di strette vie che formano il mercato dove il profumo di zafferano, cumino, pepe nero, zenzero incantano le narici, dove si ammucchiano sacchi di mandorle, noccioline, fave, cesti di datteri, tonnellate di olive, mentre sui banche degli speziali stanno allineati vasi di henné, ghassoul, fiale di estratto di rose, gelsomino, menta....
Dall'altra parte della piazza domina invece lo spazio lo spettacolare minareto annesso alla Moschea Koutoubia. E’ l'edificio più alto della città con i suoi quasi settanta metri di altezza, è una torre in pietra rosa ornata di merli dentellati e sormontata da quattro sfere di bronzo dorato. Purtroppo non possiamo visitare l’interno della moschea perchè la visita è preclusa ai non musulmani!!!
Il mio giro turistico è terminato. Avrei voluto avere più tempo per visitare meglio la città e, perché no, per comprare un sacco di cose! Nell’indecisione che mi accompagna sempre, mi sono dovuta accontentare del thè alla menta, di una borsetta e delle immancabili cartoline da spedire e da conservare nell’album dei ricordi.

domenica 18 marzo 2007

Il weekend ormai volge al termine.
Dopo aver preparato i bagagli ed esserci goduti l’ultimo sole in piscina, dai rispettivi hotel siamo stati portati al Beldi Country Club per il pranzo. Un’”oasi nel deserto”, un luogo in cui si viene pervasi dalla tradizionale atmosfera marocchina e si gusta del buon cibo tipico (è il posto dove ho mangiato meglio, anzi, dove ho mangiato, di tutti e 3 i giorni!!!).
Dopo esserci rifocillati e rilassati presso i magnifici giardini, ci siamo diretti verso l’aeroporto opportunamente distanziati. Peccato che sembra ci fosse in atto uno sciopero, non si sa bene di chi, per cui dopo aver fatto una coda interminabile in una piccola sala senza aria condizionata per il controllo documenti (diverse persone si sono sentite male ma a loro non ne fregava assolutamente nulla!!!), ci siamo a poco a poco ritrovati tutti stipati nella piccolissima sala d’attesa/imbarchi perché tutti i voli erano in ritardo o, meglio, erano tenuti fermi in pista. Anche quando ci hanno fatto salire sull’aereo ci hanno tenuti fermi più di un’ora prima di decollare. Il volo da Royal Air Maroc era diventato uno Smart Wings, compagnia ceca, che per cena ci ha servito un pacchetto di salatini + una brioches + un misero bicchiere di bibita, né thè né caffè né tantomeno un secondo giro di bevande!
Siamo tornati in Italia tutti devastati da questo viaggio di ritorno (senza contare chi è stato contagiato dalla “sindrome” del viaggiatore che è proseguita nei giorni successivi al rientro), con tanti bei ricordi per il clima che si viene a creare tra colleghi in queste occasioni ma anche con tanta voglia di mangiare del sano e ottimo cibo italiano.