MARRAKECH: una città ai confini

stato: marocco (ma)

Data inizio viaggio: mercoledì 11 aprile 2007
Data fine viaggio: domenica 22 aprile 2007


Il treno Marrakech Express, proveniente da Tangeri, fa capolinea alla stazione di Marrakech che oggi, insieme al suo aeroporto, è coinvolta in un progetto di ristrutturazione ed allargamento che la trasformerà in una struttura ricettiva efficiente ed in grado di gestire il crescente flusso di turisti. Il primo impatto con questa città, dal clima mite tutto l’anno, è spettacolare: la terra rossa e arida annuncia la presenza del vicino deserto, in cui si possono organizzare interessanti gite alla scoperta delle tipiche Kasbah. Sullo sfondo all’orizzonte si vede la maestosità della catena montuosa dell’Atlante che svetta con il monte Toubkal,dalla cima quasi sempre innevata, la cui altezza supera i 4.000 metri. Gli amanti della montagna potranno organizzare delle gite alla visita delle località sciistiche limitrofe a Marrakech o dello spettacolare deserto di pietre di Tazaghaght che si stende su un altopiano a 3.800 metri. Marrakech segna il confine fra il nord e il sud dello stato ed è la capitale della regione Marrakech-Tensif- El Huouz che, come le altre 15 che compongono il Marocco, è autonoma economicamente e con un proprio consiglio amministrativo dal 1997, pur appartenendo burocraticamente ed istituzionalmente alla monarchia vigente.
Il colore rosa delle costruzioni, l’incessante rumore dei clacson- spesso suonati anche senza un preciso motivo- il brulichio di passanti nei vicoli della medina, i fiori e frutti che crescono copiosi ovunque e i visi allegri delle persone, sono il primo saluto di questa splendida città allo straniero.


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primi passi e orientamento nella città

giovedì 12 aprile 2007

La mappa topografica di Marrakech non è di immediata comprensione.
Due sono le parti principali: la medina - antica e di grande suggestione- e la ville nouvelle – sviluppatasi sotto il protettorato francese dal 1912 e attualmente interessata da un intenso piano urbanistico. La città nuova, di stampo prettamente europeo è a sua volta divisa in due distretti: quello di Gueliz, costruito agli inizi del ‘900 da architetti francesi e strutturato con piccole vie perpendicolari che si immettono nelle strade di maggior transito, e il distretto di Hivernage con funzione strettamente residenziale. Proseguendo verso Nord si incontra poi il giardino della Majorelle che è inserito nella turistica area della Palmeira, oasi artificiale di grande dimensione.
La medina si sviluppa entro il circondario di mura rosa alte 8 metri, fatte di argilla diseccata ed interrote frequentemente da torri ad uso fortificazione, erette verso il XII secolo e smantellate più volte nei successivi assedi subiti dalla città. Il colore rosa delle mura e delle case hanno valso a Marrakech l’appellativo di “città rosa”. La medina non ha un preciso schema urbanistico, ma si presenta come un intricato dedalo di vie, ai cui lati si affacciano minuscole botteghe. L’artigianato di Marrakech è vario e spazia dalle stoffe, alla lavorazione della pelle, fino alla creazione di oggetti in ferro battuto.
Mentre il turista passeggia per la vie e viene richiamato dalla voce squillante dei venditori, con i quali è quasi definita cortesia il mercanteggiare il prezzo per un acquisto, si sentono i canti dei bambini impegnati nelle scuole materne a imparare a memoria i versi del Corano; chiunque di passaggio può fermarsi sulla soglia di queste minuscole scuole e godersi lo spettacolo di tanti piccoli occhi curiosi che osservano l’intruso. Queste scuole sono di preparazione elementare , in realtà la più grande scuola cranica, chiamata la Medersa, è vicino alla moschea di Ben Youssef e fu fondata nel XIV° secolo dalla dinastia dei Merinidi. Essendo aperta al pubblico si può entrare per ammirarne la corte, circondata dalle stanze degli studenti.
La medina ha come punto principale di partenza Place Djemaa el-Fna, cuore magico della città .
La Piazza, verso sera si anima di ristoranti mobili, dove è piacevole gustare deliziosi piatti marocchini seduti su uno sgabello, spesso improvvisato, e avvolti dal fumo creato dalle braci di cottura. E’ vivamente consigliato bere sempre da bottiglie chiuse, per non incorrere in spiacevoli incidenti intestinali. Nella piazza si muovono, alla ricerca dell’ attenzione del turista, saltimbanchi, donne che disegnano figure astratte con l’hennè, incantatori di serpenti e venditori dei più strani prodotti: sarà facile imbattersi nell’ originale venditore di dentiere, la cui prima vista crea stupore, per poi divertire. Una delle figure tipiche delle tradizione è il venditore di acqua, oggi divenuto un’attrazione turistica: si incontrano, soprattutto in Palce Djemaa el-Fna, uomini dai grandi cappelli rossi con borracce in pelle sulle spalle, che offrono, dietro compenso, acqua ai passanti.
L’unicità di questa piazza è determinata dalla colorata varietà di uomini, suoni e odori che inebriano il passante coinvolgendolo in un’atmosfera sicuramente insolita.
Uno dei suggerimenti per il viaggiatore che dovesse trovarsi in questo luogo è di fermarsi a gustare una tazza di te verde in uno dei tanti locali. Il tè alla menta o “atay” in arabo, è una bevanda estremamente diffusa tra i marocchini, che amano sorseggiarlo caldo e molto zuccherato: non viene servito in tazza ma in bicchieri e contiene foglie di una particolare menta fresca che cresce in Marocco, chiamata “nanà” .
Place Djemaa el-Fna vuol dire “riunione dei morti”, per quanto in arabo la parola
“Djeema “ significhi anche moschea.

shopping mania

venerdì 13 aprile 2007

Lo shopping è un’attività d’obbligo per tutti i visitatori della medina: si può comprare di tutto, scegliendo tra prodotti di produzione artigianale ed industriale. Un’idea per originali regali sono sicuramente le babouches, calzature simili ad eleganti sandali aperti sul tallone, sono sia femminili che maschili e vengono utilizzate dai marocchini nella vita quotidiana: sono in pelle e, di solito ornate piacevolmente con fantasie o brillantini per le versioni femminili. Per orientarsi nell’intricato dedalo dei souk è bene sapere che questi sono divisi in precise aree in base alla tipologia di prodotto artigianale che viene venuto o lavorato. Nel quartiere dei lavoratori di bronzo e rame è incessante il martellio prodotto dagli artigiani; passeggiando per la medina si attraversano il souk di Laghzal, tipico per la produzione della lana, El Batna, conosciuto per la conceria e la lavorazione di pelli, e quello di Zarbia, il souk dei tappeti. Ovunque si incrociano botteghe che vendono spezie esposte magistralmente in contenitori di acciaio da cui escono variopinte montagnette di zafferano e vaniglia a forma conica che sfidano la forza di gravità. Ai piedi di questi contenitori vengono adagiati cesti ricchi di frutta secca dai mille colori.
Tra un acquisto e l’altro si può gustare un pasticcino in una delle più rinomate pasticcerie del Marocco: situata sul passaggio pedonale di Piazza Djemaa el Fna, è la La pâtisserie des Princes che vende dolci marocchini; molto famosi sono i 'kaab el ghzal' , a forma di mezza luna e contenenti pasta di mandorle.
A più riprese, nella giornata, sarà possibile sentire il richiamo dei muezzin alla preghiera, proveniente dalla Moschea vicina, e conseguentemente assistere alle abduzioni con acqua fatte dai fedeli.
Nei paraggi della piazza si trovano hotel di medio e basso prezzo. Le grosse catene internazionali sono raggruppate, invece, nella città nuova, le cui vie spaziose permettono un transito più agevole dei numerosi autobus, che giornalmente trasportano copiosi gruppi di turisti in arrivo ed in partenza e che soggiornano in queste strutture attrezzate con piscine e spa di stampo occidentale. E’ questa la ville nouvelle, sicuramente di minor fascino rispetto alla medina ma dai tratti più europei, la cui percorrenza a piedi delle vie è sconsigliata a causa della presenza di un alto tasso d’inquinamento.

visita culturale alla città imperiale

domenica 15 aprile 2007

Prima di lasciare la medina, il turista interessato ad un aspetto maggiormente storico ed artistico può soffermarsi a visitare i maggiori monumenti che si trovano in quest’area e capire, quindi, più approfonditamente questa affascinate città.
Il nome Marrakech deriva da “Marroukech” la cui traduzione è: “scappa di fretta”, concetto abbastanza in antitesi con la calma dei suoi abitanti. Altre teorie affermano che l’origine del nome sia da mur (n) akuch, che significa in lingua berbera, “terra di dio”. I berberi sono la popolazione originaria del Marocco: il loro nome deriva dalla lingua greco-romana, per designare coloro che non parlavano né greco né latino. Marrakech ebbe origine dalla Kasbah costruita da Abou Bakar nel 1070, a nord dell’attuale Kotubia:fu governata da Youssef Ben Tachfine, della dinastia almoravide dall’anno 1071, definito il vero fondatore della città .
Nel XII secolo Marrakech fu la capitale del Megreb (che tradotto vuol dire “l’occidente”) e la sua popolazione era costituita in prevalenza da arabi e berberi: traeva gran beneficio dai commerci soprattutto con la Spagna. Il figlio di Youssef Ben Tachfine, Alì, salito al potere nel 1106 fece costruire la moschea di Ibn Youssef e progettò una rete di canali che convogliassero l’acqua piovana, al fine di eliminare il problema della siccità.
In questo periodo storico Marrakech conobbe il suo grande splendore, divenendo il fulcro del commercio dell’artigianato e centro culturale di primaria importanza.
La storia del Marocco, prima della colonizzazione francese, ha visto l’alternarsi di differenti dinastie. La prima è quella degli Almoravidi che regnò nel XII secolo, di origine berbera come lo fu la successiva, quella degli Almohadi, che rimase in auge dal XII al XIII. Si susseguirono poi la dinastia dei Merinidi , sotto la quale Marrakech perse il suo privilegio di capitale imperiale lasciando il posto a Fes; in seguito si ebbe la dinastia dei Shaditi: sotto il loro governo furono edificati lussuosi monumenti e la città recuperò il suo originario splendore.
L’attuale dinastia è quella degli Alatiti. Chiacchierando con i locali, aperti e loquaci soprattutto se ci si rivolge a loro in lingua francese, si comprende che l’attuale re è molto apprezzato dal suo popolo per la sua visione democratica e la volontà di modernizzare il paese: un esempio del suo operato è l’inaugurazione dell’autostrada Marrakech - Rabat per agevolare i contatti fra le due città, avvenuta nell’aprile 2007.
Un soggiorno a Marrakech merita sicuramente la visita al minareto della Koutoubia o moschea dei librai, la cui originaria costruzione risale al periodo della dinastia Almoravide nel 1120, ma fu profondamente modificata nel 1160-62 ; il nome deriva dalla sua posizione nel souk dei mercanti di libri e manoscritti. Lo stile è ispanico-moresco, osservabile soprattutto dalla torre che si impone sullo skyline della città, diventandone un simbolo. Questo monumento presenta decorazioni differenti per ogni facciata, creando un armonico insieme. Sulla cupola della torre si osservano tre grandi bolle, la cui leggenda narra che siano il prodotto della fusione dei gioielli della moglie di Yacoub-el-Mansour, colui che terminò la costruzione della mosche: le bolle, narra inoltre la credenza popolare, sono protette da “geni”; chiunque osasse trafugarle sarebbe colpito da immane sciagura. Per raggiungere la Kotubia si può passare attraverso la più celebre porta della città : Bab Agnaou, costruita nel 1150. Altro monumento che merita di essere inserito nel giro culturale è il palazzo della Bahia, fatto costruire dal gran vizir Ba Hamed nel XIX secolo. La moschea di Ben Youssef, sita vicino alla Medersa, scuola coranica di alto prestigio, è stata ricostruita più volte nel corso dei secoli e resta una interessante motivo di visita. Per completare il circuito artistico - storico non è trascurabile una passeggiata nel parco della Manara, sul cui bacino artificiale si affaccia un padiglione di struttura piramidale .



visitando la città

lunedì 16 aprile 2007

A nord della medina e della “Ville nouvelle” si accede alla Palmeira. In questa zona si trova il Giardino de la Majorelle con piante di rara bellezza in prevalenza esotiche. Oggi la Palmeira è sede di lussuosi riad ed hotel, campi da golf e locali tipicamente turistici, dove poter mangiare sotto tende berbere e gustare il “m'choui”, specialità berbera cucinata per le feste. Questo piatto consiste in un intero agnello ricoperto con burro cotto, con zafferano e cumino, spesso accompagnato da polvere di peperoncino. La cottura è ancora effettuata su braci. Dopo la cena è possibile assistere ad uno spettacolo di danze berbere e corse dei cavalli, che simulano gli inseguimenti di attacco dei berberi.
Un’ alternativa interessante per alloggiare sono i Riad, i quali sono divisi in categorie in base alla loro struttura di accoglienza ed offrono un soggiorno caratteristico. I Riad sono abitazioni a pianta quadrata senza finestre che diano sull’esterno: porte e inferiate si affacciano sulla corte interna, spesso arricchita con preziose decorazioni e fontane.
I riad sono accessibili anche come ristoranti e qui è possibile assaggiare il piatto tipico nazionale: il coucous, semola macinata servita con agnello e verdure. La cucina marocchina si vanta anche del tajine, stufato di carne accompagnato con verdure: caratteristico è il suo contenitore che consiste in un piatto di terracotta, coperto da un coperchio alto e conico. Questo articolo, originale regalo, è acquistabile ovunque e in svariate misure. Alcune erboristerie vendono tajine in miniatura contenenti prodotti di cosmesi come il rossetto berbero, una polvere rossa ed inodore. Altra pietanza sempre presente sulle tavole marocchine è il pane. Chi intraprendesse una visita alle valli montane limitrofe a Marrakech potrà godere di una sosta in case berbere, avvezze ad accogliere dei turisti. Quì viene offerto il tipico te alla menta con pane casereccio accompagnato da burro, miele ed olio di produzione artigianale. Le case berbere, più piccole in città e più spaziose in campagna, hanno una sala apposita con panche ricoperte di cuscini, dove amici e parenti si riuniscono per onorare il rito del te. Una gita nelle valli montane permette di conoscere meglio questa ospitale popolazione ed ammirare, per gli amanti del prodotto, esposizioni di tappeti acquistabili a prezzi ragionevoli. L’occhio non esperto scorgerà subito la differenza tra i tappeti berberi, dai colori sgargianti, e i tappeti arabi, ideali per arricchire un salotto o uno studio occidentale con un pizzico di charme.
Marrakech è una città molto trafficata , per lunghi spostamenti si possono utilizzare i “petit taxi”: macchine di media dimensione; il consiglio è di contrattare il prezzo per il tragitto che si vuole coprire. Un’alternativa romantica è sicuramente un giro in calesse dove l’occhio può soffermarsi più a lungo sul paesaggio che lo circonda e godersi una passeggiata particolare e suggestiva.
Marrakech soddisfa ogni turista con le sue infinite occasioni di divertimento, cultura e folclore. In un paese dai mille aspetti quale è il Marocco, Marrakech è una perla che si avvolge di mistero ogni volta che si ha l’impressione di averla capita ed è il punto di partenza o, se si preferisce, di arrivo prima di perdersi nell’immensità del silenzioso maestro: il deserto del Sahara.