"Paradiso terrestre" prima parte

località: arusha, lago manyara, serengeti, ngorongoro, lago eyasi
regione: parchi del nord
stato: tanzania (tz)

Data inizio viaggio: domenica 26 giugno 2011
Data fine viaggio: lunedì 4 luglio 2011

Il nostro safari e’ durato 9 giorni, abbiamo acquistato il volo Milano Malpensa/Nairobi perche’ costa molto meno rispetto al volo per il Kilimanjaro, poi con lo Shuttle Bus si arriva ad Arusha con pochi $ in piu’, ho organizzato tutto con un mio carissimo amico tanzaniano che ha un’agenzia, ad un costo decisamente buono, eravamo in 7 con una Jeep da 9 posti. Costo totale 1900€.
NOTIZIE UTILI
BAGAGLIO: macchina fotografica! Borsone morbido, non griffato perche’ si riempira’ di polvere finissima rossa! Tappi delle biro BIC, servono per infilare le nostre spine nelle loro prese di corrente! Vestiti di colore neutri. Non deve mancare una torcia perche’ difficilmente di notte c’e l’energia elettrica. Questo e’ indispensabile, il resto e’ soggettivo!
VACCINAZIONI: obbligatoria la febbre gialla.
CAMBIO: 1950 scellini tanzaniani valgono 1 euro mentre 1450 scellini tanzaniani 1 dollaro, conviene il $ anche perche’ in certi casi danno un valore uguale a tutti e due!
PASTI: i piatti tanzaniani sono buoni, prevale il riso, il pollo, le patate ma anche altre verdure e poi la frutta di certo non manca, banane, mango, papaia e ananas speciali! Il lunch-box che si mangia a pranzo e’ una sorpresa!
CLIMA: caldo secco di giorno, ma siamo vicini all’equatore per cui il sole e’ forte, notevole l’escursione termica di notte anche piu’ di 10 gradi in meno, di conseguenza nel bagaglio non devono mancare un cappellino e gli occhiali da sole ma neanche un pile, o una giacca per il freddo!
COMUNICAZIONE: la rete telefonica e’ buona, non sempre nei parchi, chiamare dalla Tanzania con i cellulari e’ molto costoso, e’ possibile prendere una sim in loco che hanno tariffe molto convenienti.
INFO: io ogni volta porto matite, biro, vestiti, giochi per i bimbi, ma regalo anche parte del mio bagaglio agli adulti, vestiti, medicine, ect… tutto cio’ che puo’ servire a persone piu’ bisognose di me!
Milano/Arusha
Partenza da Milano Malpensa alle 14,30 con Egyptair. Scalo al Cairo, dopo controlli super, alle 22,30 ci imbarchiamo. Volo notturno con arrivo alle 3,20 a Nairobi. Si resta in attesa dello "Shuttle bus", fa freddo, e solo verso le 8,30 si parte per affrontare ancora 5 ore di strada, per lo più asfaltata ma con ogni tanto qualche dosso artificiale e gli immancabili sobbalzi. Lo “svago” maggiore del viaggio è la compilazione ripetuta della richiesta di visto per uscire dal Kenia e per entrare in Tanzania, ma considerando che ci fa risparmiare una buona quota di biglietto di viaggio lo affrontiamo con dignità. Si arriva ad Arusha al Kundayo Apartments, che è un bel residence, con frigo, fornelli, e tutto quanto potrebbe servire, peccato che la corrente elettrica ci sia solo per poche ore, ma questa è la Tanzania. Dopo tutto questo tragitto seduti, abbiamo bisogno di sgranchirci, ed eccoci per lo stradone principale di Arusha affiancato da piccoli vivai e bancarelle dove alcune donne nei loro costumi colorati vendono frutta e grigliano del mais bianco. Quello che mi impressiona in questo andirivieni e’ la gente a piedi ed alcune moto lucidissime, ma i più sono i pulmini, chiamati "dalla dalla", che stipatissimi caricano viaggiatori che devono fare spostamenti un po' più lunghi e a seconda del percorso sono contraddistinti da strisce di colore diverso. Da come si vede su questa strada polverosa, questa popolazione ha una vera e propria venerazione per le automobili. Sono molte infatti, le pseudo officine e salta agli occhi anche la cura quasi maniacale nel lavare i propri automezzi. Certo comprensibile, essendo molto probabilmente, una delle loro fonti di maggior guadagno. Il clima è piacevole, ventilato e non sembra di essere in Africa; per il resto invece sì!! Finalmente cena tanzaniana “soupe con ciapati”, una zuppa che, al posto dei crostini, si mangia con una sorta di crèpes fatta a pezzi: ottima!
Lago Manyara
Dopo colazione,facciamo una prima sosta a far rifornimento d’acqua per tutto il nostro safari, e poi ci dirigiamo verso il Lago Manyara che prende il nome dall'Euphorbia a candelabro, pianta enorme e diffusissima in questa parte del mondo. Usano questa pianta per costruire i tetti delle loro case i "bomas". Il lago è riserva nazionale dal 1960 ed è stato dichiarato riserva della biosfera nel 1981. Incontriamo Masai al pascolo con le loro mucche magre con la gobba per la riserva d'acqua. Attraversiamo il villaggio di Mtowambu, e incominciamo a prendere confidenza con il loro bel saluto: “jambo”, “nzuri sana” (tutto bene), “hakuna matata” (non c'è problema) lasciamo il bagaglio al Jambo Lodge ,un bel complesso nel verde con tanti uccelli e un grosso nido di marabù proprio sopra un albero davanti alla reception.
Entriamo nel parco,ed ecco le prime famiglie di babbuini che si spulciano, ma poco piu’ avanti ci vengono incontro giraffe, facoceri, scimmie, dik dik, elefanti, manguste… Verso le due del pomeriggio ci fermiamo a consumare il nostro lunch-box che, come avremo modo di vedere, non si discosterà mai di tanto: un uovo sodo, pollo arrosto, due fette di pane con formaggino, un wafer ,un succo di frutta e l'immancabile banana, ma mangiamo “in compagnia” di meravigliosi uccellini coloratissimi, e “di fronte a noi” lungo la riva del Lago, numerose zebre giocano a rincorrersi, e le giraffe si muovono con quel loro modo di fare molto buffo, poverine hanno questo collo lunghissimo che gli complica la vita, e’ uno di quei momenti che dopo il safari spesso ti tornera’ in mente! Ci dirigiamo all’Hippo Pool (la Piscina degli Ippopotami) accolti da tante zebre e dagli ippopotami a bagno, purtroppo e’ tardi e bisogna uscire. Abbondante cena con zuppa, pollo, banana. Ci servono con deferenza, rivolgendosi alle signore con "mama" e ai signori con "papa".
La sera spettacolo di danza e esibizione di suoni; fuori dal recinto del lodge, invece buio pesto! Ci fermiamo dentro l'area lodge a curiosare i numerosi oggetti locali ed affrontiamo il loro simpatico modo di contrattare, che per loro è proprio un gioco, partono da cifre altissime per poi scendere a cifre bassissime così è più lungo e divertente, in verità per chi non è abituato come noi, è un po' faticoso.
Continua....

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