tanzania by http://www.born2travel.it/

stato: tanzania (tz)

Data inizio viaggio: domenica 1 dicembre 2013
Data fine viaggio: giovedì 12 dicembre 2013

tratto da http://www.born2travel.it/

10.12.2013 Mwanza (Tanzania)

In poco tempo siamo già a Rusumu, la frontiera, mentre una cascata d’acqua rossa riempie la scena!

Siamo in Tanzania e il paesaggio cambia completamente di nuovo… solo capanne misere sparute, bambini scalzi su strade disastrate…

Lunga giornata di trasferimento fino a Mwanza, sulle sponde del lago Vittoria…
Montiamo le tende al chiarore delle nostre torce frontali ascoltando i versi di un gruppo di ippopotami non lontano…


11.12.2013 Serengeti (Tanzania)

[Stefy]: “Mi trovo a macinare km e km sul nostro truck e d’improvviso la sensazione di essermi tuffata nella foto che ho sul comò. Momenti fatti di sguardi veloci ma intensi, sorrisi che ti arrivano dentro, dritti alla pancia. Poi apro gli occhi e mi immergo nelle nuvole, grandi nuvole di panna montata, terra rossa sotto di me. Il verde va fino a dove lo sguardo riesce ad arrivare, fino all’orizzonte più lontano.
Una sosta in un villaggio, scendo dal camion, respiro a pieni polmoni e sento che questa è l’aria giusta per me, sento che non c’è altro posto in cui vorrei essere. Questa terra mi appartiene, o meglio, io appartengo ad essa.
Ed ecco che d’improvviso una bimba alza la mano, io la mia; in un sorriso c’è così tanto amore che è impossibile da contenere, mi sento bene dentro, mi sento bene nel cuore.

Lo sguardo ritorna alla strada, tre piccoli ragazzini camminano ai bordi con delle accette sulle spalle; bici stracariche di banane vengono spinte da uomini con giacche troppo grosse e scarpe di qualche numero in più; nei loro occhi si potrebbe leggere rassegnazione ma è un errore, sono solo occhi stanchi ma pieni di dignità.
Dall’altro lato della strada orde di bimbi saltano, salutano, urlano: “musungu” con allegria infinita, ignari di ciò che non hanno perché mai avuto ma così entusiasti di quel poco che possiedono che ti fanno rendere conto di quanto siamo fortunati nella vita di tutti i giorni anche se ormai manco ce ne rendiamo più conto e la prendiamo come una routine dovuta.”

Nel parco del Serengeti piove a dirotto, approfittiamo di qualche minuto di tregua per montare le nostre tende…

12.12.2013 Serengeti (Tanzania)

[Stefy]: “E’ l’alba nel Serengeti. Tre iene camminano con passo lento, zebre, gnu, impala corrono impaurite per scappare da chissà quale predatore nascosto…
Improvvisamente due splendidi ghepardi, dal portamento regale e raffinato, ci vengono incontro, ci fissano e poi attraversano lo sterrato e continuano la loro ricerca verso l’orizzonte.
Poco più in là un’altra iena si riposa in uno stagno d’acqua sporca e fangosa.

Due leonesse e poco oltre una carcassa di bufalo… Hanno appena cacciato questo grande animale ed ora vigilano affinché nessun altro predatore si avvicini, attendono l’arrivo del re della foresta… loro mangeranno i resti. Regole della savana”


13.12.2013 Ngorongoro (Tanzania)

Varchiamo il gate del parco nazionale del Ngorongoro e veniamo proiettati in un altro mondo. Una pianura infinita che si estende a perdita d’occhio dove pascola indisturbato ogni tipo di animale.

Zebre, gazzelle di Thompson, delle giraffe ci guardano annoiate… questo è il luogo perfetto di caccia del leopardo, qui i poveri erbivori possono contare solo sulle proprie abilità fisiche visto che non esistono ripari naturali, cespugli o alberi..

Ci fermiamo a visitare un villaggio Masai e dopo un’offerta al capo villaggio abbiamo la possibilità di immergerci nuovamente in un’altra dimensione.
Ci salutano con una danza di benvenuto molto caratteristica e coinvolgente… gli uomini, snelli ed alti, avvolti in vesti rosse intonano un’armonia antica mentre saltano a gambe unite; le donne accompagnano la litania con le loro dolci voci.
Le vesti, le decorazioni sono molto pittoresche e colorate così come i bracciali e le cavigliere…

Poco dopo ci ritroviamo all’interno di una delle tante piccole capanne ad ascoltare le storie di questo antico e fiero popolo nomade, siamo molto incuriositi da questa cultura, dalla loro vita di tutti i giorni e dalle loro tradizioni.

Saliamo a fatica sempre più in alto, raggiungiamo il Simba Camp dove montiamo le nostre tende sotto una grande acacia e godendo di una delle più suggestive vedute dell’intero viaggio; a 2450 metri circa dominiamo il cratere del Ngorongoro.

La notte in tenda è dura, il freddo ci mette a dura prova però un meraviglioso cielo stellato, che sembrava caderti addosso, rende tutto più dolce!


14.12.2013 Ngorongoro (Tanzania)

Alle 5.00, troppo presto, suonano le nostre svegliette.
Fuori è buio pesto.

Ci immergiamo completamente nell’antico cratere.
Ngorongoro. Questo termine che suona così buffo, in swahili significa: “buco”. Ed in effetti è un vero foro vulcanico del diametro di 19 km e recinto naturale per centinaia di specie di animali.

Sono circa le sei… un enorme palla arancione timidamente comincia ad apparire all’orizzonte.
Un’esplosione incredibile di fauna dinanzi ai nostri occhi incantati: giraffe, gnu, gazzelle, impala, struzzi, sciacalli, avvoltoi, persino un rinoceronte…

Un branco di zebre si ferma all’improvviso e con estrema attenzione comincia a fissare un punto…seguiamo il loro sguardo impaurito e scorgiamo due giovani leonesse che passeggiano sinuose ed indifferenti, avranno già banchettato…

Tre sciacalli dalle grandi orecchie rincorrono un altro che è entrato nel loro territorio… ancora una volta la savana ci ricorda che ci sono delle regole ben precise da rispettare.

Più avanti. Due figure maestose sfilano con grande eleganza. Una leonessa… ed eccolo finalmente: il re della foresta in tutto il suo splendore.
Marca il territorio… si distende vicino ad un cespuglio mentre la leonessa gli si avvicina complice… gli gironzola attorno varie volte finchè lui, con un balzo “felino”, gli salta alle spalle… il tutto dura poco ma noi siamo increduli, sembra di guardare, in prima fila, un meraviglioso documentario della National Geographic…

Con queste immagini ben impresse nei nostri occhi e nei nostri cuori lasciamo il cratere e la natura verso la cittadina sonnacchiosa di Mto Wa Mbu.

[Stefy]: “Veloce doccia e usciamo subito a fare una passeggiata in giro.
Due assi di legno, al centro una scacchiera e attorno tanti uomini che discutono di ogni singola mossa. Invitano Mark a fare una partita e sfidare il loro asso, un vecchio Masai grassoccio e dal viso buono. Tutti ad analizzare il duello di pedine ma le regole son diverse dalle nostre e abbiamo dovuto accettare la sconfitta con una stretta di mano.”




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