L´ISOLA DELLE SPEZIE..ZANZIBAR

località: zanzibar
regione: zanzibar
stato: tanzania (tz)

Data inizio viaggio: martedì 28 dicembre 2004
Data fine viaggio: martedì 4 gennaio 2005

L' Africa per la prima volta, Zanzibar un amore a prima vista, le emozioni e i profumi di un gioiello blu incastonato nell Oceano Indiano.
Dalle spiagge di Nungwi, ai colori di StoneTown..un viaggio alla ricerca di una goccia d Africa che si prenda il nostro cuore.

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L'isola delle spezie..Zanzibar

martedì 28 dicembre 2004

Capodonna africano...che emozione!!! Partiamo dal caos dell aeroporto milanese di Malpensa con LaudaAir, destinazione Zanzibar...viaggio lungo ma tuttosommato accettabile.
Se io da buon piemontese pensavo che Torino Caselle fosse un aeroporto bonsai e che dopo Arequipa, Iguaçú e Krabi, avevo visto anche gli aeroporti meno attrezzati della terra..ecco, devo ritirare tutto. Il piccolo aeroporto di Zanzibar, dimensioni della stazione ferroviaria di Locate Triulzi, 'e una casetta rossa in mezzo alla selva.
Ci dirigiamo verso l hostal, accompagnati dai sorrisi di questa gente bellissima e baciati dal violaceo cielo africano, che ha deciso di deliziarci con un tramonto da rimanerci secchi!!
Prima volta in Africa...altro continente, il continente dell inizio, il continente dove l uomo si é fatto uomo, dove la natura ha il potere assoluto e dove l uomo deve sottostare al suo volere.
L'unico luogo su questa benedetta terra dove Madre Natura fa la voce grossa....sovente prendendosela con chi non ne puó niente...
L'isola a forma di fagiolo e' di una bellezza incantevole: da nord a sud, le sue coste sono ornamenti verdi e bianchi su un piano azzurro, questo Oceano Indiano che qui da il meglio di se.
Giugiamo all ostello, zona nord, Nungwi. Ceniamo piccante e rimaniamo immobili di fronte alla notte africana, ai suoi rumori, un silenzio rumoroso, qui non si scherza.
L'isola suo malgrado e' bombardata da villaggi turistici, di carovane di abbienti signori alla ricerca come il buon vecchio Livingstone di un'Africa vergine, sconvolti dal sapere che non solo gli unici e che molti popoli prima di loro, avevano giá lascianto qui il loro cuore e non solo.
Isola di passaggio, portoghese ai suoi albori, regno misterioso di matrice araba, terra di Sultani, l influenza araba e' assoluta, ma assolutamente piacevole.
Orde di bambini sorridenti, dopo una giornata di scuola tra catapecchie di legno di palma e i grembiuli azzurri per le strade rosso fuoco, colori e colori, profumi e sorrisi. Che meraviglia.
Una settimana che io e Benny trascorriamo all insegna del mare e della natura. Visitiamo la capitale, Stone Town, l unico centro urbano di una certa importanza, viuzze di mercatini, stoffe, spezie di ogni genere, dal pepe rosso allo zafferano giallo, ai 20 tipi di caffé, al cioccolato, dai coloranti naturali alle bevande di frutti sconosciuti ed esotici.
StoneTown e' piccina, ci aiuta il grande Mamoud, giovane ragazzone che parla benissimo italiano e spagnolo..con lui scopriremo che StoneTown e' davvero affascinante.
Il vecchio forte dei remoti portoghesi, le moschee arabe, il terribile spiazzo della tratta degli schiavi..qui gli inglesi fecero affari sulla pelle di povera gente. Girovaghiamo insieme a Mamoud il palazzo delle Meraviglie (Beit El Ajaib), un tempo sede delle cerimonie del Sultano Bargash, i lMuseo del Palazzo, residenza del Sultano...tutti duramente bombardati dalle truppe britanniche che volevano imporre il protettorato sull isola a discapito della dinastia Bargash. Visitiano la derelitta cattedrale di S. Joseph, segno inequivocabile che qui la cristianitá ha lasciato poco il segno.
Da Stone Town si puó raggiuntere Turtles Islands, una piccola isoletta, riserva naturale di Tartarugone giganti, enormi...affamate a dispetto dei notevoli problemi di peso!!
Il mare e' blu, il sole e' caldissimo e quel cielo che ti schiaccia, bassissimo, l orizzonte infinito...l Africa, che meraviglia!
Ci spostiamo a Kiwenga, lungo tratto di costa di una bellezza innaturale, palme e il moto inesorabile della marea che copre e scopre....
Zanzibar rivendica un'antico sogno di indipendenza, ma modo molto umile e sottomesso.
La gente sorride, saluta e sorride ancora.
A malincuore bisogna andarsene...Arrivederci Zanzibar

Jambo Jambo...Ashante Sana...

Andrea