VIAGGIO A SOSUA

località: sosùa
regione: repubblica dominicana
stato: repubblica dominicana (do)

Data inizio viaggio: lunedì 22 febbraio 2010
Data fine viaggio: lunedì 8 marzo 2010

VACANZE A SOSUA – Repubblica dominicana
(22-2 / 08-03-2010)
(Scopo del viaggio: verificare se esistono le condizioni per potervi svernare)
Viaggiatori: Enrico e Gilda di Pisa (Toscana) - anni 61 e 59

Milano Malpensa - Ore 14,25 del 22 febbraio. Ci siamo posizionati sull'aereo, appena dietro all'ala destra, io vicino all'oblò, mia moglie Gilda accanto a me. La predisposizione delle file è: 2-4-2, la compagnia aerea è la Livingston. Siamo in ritardo. Finalmente, dopo un'incomprensibile ora d'attesa (chissà perché sugli aerei nessuno ti informa mai sul motivo del ritardo... anche se servirebbe a poco visto che potrebbero "inventarsi" cose più disparate), si decolla. Tutto per il meglio. Accelerazione e stacco perfetti. Ci attendono circa 10 ore di viaggio. Sul nostro volo, in classe business, c’è Raoul Bova con una sua équipe. Atterriamo all’aeroporto “La Romana” e, allo sbarco, vediamo un altro personaggio dello spettacolo: Edoardo Bennato.
Il tempo impiegato per uscire dalla stazione aeroportuale (se così può definirsi) è piuttosto lungo a causa della poco efficiente organizzazione. E qui, prima fregatura: al cambio ci viene detto che la tassa di sbarco si paga esclusivamente in dollari salvo poi, 5 metri più avanti, dove si trova l’incaricato alla riscossione, leggere un cartello dove c’è scritto: “pagamento 10 euro o 10 dollari”! … Quindi, il consiglio che posso dare è quello di non cambiare in aeroporto molto denaro ma solo pochi euro, ne riterrei sufficienti 50, una parte in dollari, una ventina, e l’altra in pesos (l’euro è valutato più del dollaro, il cambio al momento era circa 48,50 pesos per 1 euro a fronte dei 36,40 per 1 dollaro).
NON VIAGGIATE IN AUTO DI NOTTE – Mi erano stati dati consigli in proposito, ed anche leggendo qua e là dei réportage di chi aveva avuto precedenti esperienze, l’invito che veniva rivolto al lettore era quello di non avventurarsi in viaggi notturni in auto! Comunque, pur avendo un’età matura, ma persistendo in me ancora una buona dose di “fanciullesca incoscienza”, all’aeroporto saliamo sull’auto noleggiata via internet prima della partenza, direzione Sosùa (ore di viaggio previste, circa 7). Devo dire subito che le strade percorse non le ho trovate poi così disastrate come mi erano state descritte. Ho riscontrato invece la carenza di segnalazioni stradali e, stessa cosa, vale per l’illuminazione. Incontriamo anche alcune interruzioni o deviazioni per cantieri, queste però sono indicate ma non con segnali lumosi che, in piena notte, sarebbero indispensabili. Altro pericolo, visto i mezzi con cui i dominicani, e non solo, utilizzano per spostarsi (auto, moto, furgoni, camion, pulmini ecc., veri e propri rottami) può presentarsi, appunto, a causa di questi: molti non hanno i fanali posteriori funzionanti, i catarifrangenti; i fari, per chi ce l’ha, tenuti costantemente alti, le frecce di direzione i più non le usano affatto, e così dicendo. Ed ancora, si potrebbero trovare macchie d’olio sulla sede stradale o qualche animale intento ad attraversare la carreggiata (non a caso si vedono numerosi mezzi con solidi “paravacche”). In Repubblica dominicana la guida è a destra ma lì, non si sa quale sia la corsia di marcia dal momento che si viaggia indifferentemente a destra, sinistra o o al centro… Si sorpassa quindi sulla sinistra o sulla destra, a seconda dove si trovi il mezzo che ci precede! Dimenticavo: da tenere in forte considerazione che un’altissima percentuale degli automobilisti guida senza patente e senza assicurazione… Quindi, in caso di malaugurato incidente, le conseguenze per chi subirebbe tale evento, sono facilmente immaginabili!
Lungo il nostro viaggio, poco dopo la capitale Santo Domingo, veniamo fermati una prima volta da una pattuglia di polizia che, dopo averci salutato cordialmente, preso atto che non conosciamo la lingua e che siamo turisti, ci lasciano andare . Ma al momento di riprendere la marcia, l’auto (verificare con cura lo stato del mezzo prima di partire), non dà più alcun segno di vita. I poliziotti ci fanno cenno di aprire il cofano del vano motore e, una volta accertato qual è l’inghippo, uno di loro, raccolta una pietra a terra, la batte violentemente sui poli della batteria e l’auto si rimette in moto. A quel punto ci chiedono una “mancia”… Rimango perplesso, ma comunque, gli lascio pochi pesos e ripartiamo. Dopo alcuni chilomentri, come se i primi poliziotti avessero avvertito i colleghi più avanti, veniamo fermati di nuovo. Stessa scena: cordiale saluto e richiesta di denaro! A questi ultimi però faccio capire di non tenerne e che in precedenza ne avevo elargiti ai loro colleghi. Non fanno obiezione e ci lasciano andare tranquillamente. Un consiglio: non date soldi a chicchessia!!! Non vi diranno o faranno niente! Per loro è una forma, seppur deprecabile e condannabile, di integrazione al misero stipendio (mi dicono circa 200 euro al mese); ma se rifiutate di acconsentire alle loro richieste, non rischiate assolutamente niente! Fate però molta attenzione perché di notte, e solo di notte, falsi poliziotti si appostano lungo le strade con l’intento di fermare chi vi si trova a transitare. Anche noi abbiamo incontrato uno di questi che, con una piccola torcia in una mano ed un gran bel fucile a pompa nell’altra, ci faceva segno di accostare. Non vedendo l’auto con i loghi della Polizia (ma so che alcuni mettono false scritte), prima rallento e poi accelero e mi allontano. Non so dirvi lo scopo delle azioni di questi “personaggi”, ma credo non sia difficile immaginarlo. Finalmente, stanchissimi, arriviamo in hotel verso le 4,30 del mattino.
Nel pomeriggio seguente, ancora frastornati per il lungo viaggio aereo e quello in auto, facciamo una breve passeggiata lungo la strada principale di Sosùa per recarci alla spiaggia. L’impatto è dei più crudi: sporcizia ovunque, traffico indisciplinato, musica ad altissimo volume che proviene da ogni parte (case, negozi, bar, auto); strade dissestate e piene di buche, molte di queste ancora in terra battuta, marciapiedi incompleti, pali della luce e cavi elettrici penzoloni, animali da cortile, mucche e cani, molti cani lungo il nostro percorso; questi ultimi però, che li troviamo anche sulla spiaggia, evidentemente abituati alla gente, non danno alcun fastidio ai passanti. Prima di raggiungere la playa, veniamo letteralmente assaliti da ogni sorta di personaggi, si accorgono che siamo i “nuovi turisti” e quindi ci chiedono se vogliamo cambiare il denaro o se ci interessa visitare strutture alberghiere; chi ci invita ad usufruire, come mezzo di trasporto, la loro motoretta (queste, devo dire, sono molto utili per brevi spostamenti; con appena 25 pesos di giorno e 50 di notte ci trasportano - sulla sella saliamo anche in due o tre - in ogni luogo della città). Lungo tutta la spiaggia, una lussureggiante vegetazione tiene al riparo dal sole pittoresche e colorate “baracche” dove, oltre ai più svariati locali di ristoro, vengono esposti i classici prodotti-ricordo del luogo (… i made in China la fanno da padrone anche lì)! Non si può però fare a meno di notare la carente pulizia e la totale assenza di qualsivoglia norma in materia di igiene all’interno dei locali. Lungo la spiaggia vi sono diversi “gestori” dell’arenile dove vi vengono offerte sdraio e ombrelloni. Contrattate sempre il prezzo (per due sdraio si pagano 100 pesos al giorno, appena poco più di due euro). Non vi aspettate di distendervi sulle sdraio che troviamo nelle nostre spiagge… Vi accorgerete subito quanto siano tenute male, sporche, malmesse, riparate in maniera approssimativa. Pensate che un giorno, fra una sdraio e l’altra, come posa-oggetti ci hanno messo una cassa di plastica, di quelle che si utilizzano per il

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