10 mag 2009 – 11 mag 2009 2 giorni · viaggio del 2009
Chi
Carlo Ranzani · @Carlo · Majano (UD)
Come
Diario di viaggio
Il racconto · 3 giornate
Fra i tanti viaggi che un camperista sogna, è quello di attraversare gli Stati Uniti da costa a costa, il Camper Club Italia, lo ha organizzato e noi abbiamo aderito. Era da tanto che ne parlavamo con amici, altri, con altre organizzazioni oppure da soli, c’erano stati, ma sempre in percorsi molto limitati: California, Nevada ed Utah, nessuno, che noi conoscessimo, aveva fatto il “coast to coast”. Visto il programma, abbiamo notato che era molto vasto, ma ristretto nel tempo, in poche parole: bisognava correre, però si poteva fare. Dopo due riunioni a Bologna, sede del club ed una a Bergamo, dove abbiamo avuto tutti i ragguagli ed i costi definitivi, si decide e si và. Il costo, tutto compreso (purtroppo non sarà così) è stato quantificato in € 12.500.
Venti giorni prima della partenza ci sarebbe stato un conguaglio, a favore o a sfavore, sul valore dollaro/euro e questo poi non si è avverato, circa € 400 a favore. E’ stato deciso di fare un costo uguale per tutti per i camper anche se erano di diverse misure perché non tutti potevano avere quelli piccoli, pertanto si è estratto a sorte. Il massimo dei partecipanti doveva essere di 20 camper con due responsabili, si sarebbero fatti due gruppi, purtroppo uno dei due capi, per motivi di salute ha dovuto rinunciare, ci è stato chiesto se volevamo partire con un solo responsabile e tutti abbiamo accettato, però il costo del secondo personaggio era già stato conteggiato e non è stato rimborsato ai vari partecipanti. Molti hanno fatto richiesta di rimborso, ma non c’è stata risposta.
Per poter immettere più foto e rendere la lettura più veloce, ho voluto inserire questo viaggio diviso in stati, ad ogni gruppo oltre alle foto inerenti, ci sarà il diario dei giorni collegati a quello stato.
Giorno 110 mag 2009
Da Jackson stato del New Jersey a Harrisburg stato della Pennsylvania km 260
Ore 8 partenza, oggi inizieremo veramente a viaggiare in gruppo. Il capo comitiva, Pierluigi, ci fa molte raccomandazioni, invita ad essere prudenti, massima e fattiva collaborazione di tutti, come e quando comunicare tra il gruppo in viaggio, per l’occasione abbiamo acquistato dei Walkie Talkie, i nostri CB non sono permessi negli Stati Uniti. In testa alla carovana partirà lui e noi in 14° posizione. Queste le posizioni stabilite, ma poi in seguito saranno aggiornate in base alla capacità ed alla pratica dei nuovi mezzi che non tutti sono abituati a guidare. Il nostro viaggio oggi sarà di circa 250 Km. in direzione Lancaster, attraversando la terra degli Amish e arrivo in serata ad Harrisburg. Notiamo subito il paesaggio cambiare colore. Morbide e verdissime colline fanno da contorno a questo luogo delizioso dove vive questa singolare comunità dal tessuto sociale molto robusto.
Qui il panorama è fatto di campi, un paesaggio dolce e ondulato, mosso solo da rade abitazioni classiche. Sono invece innumerevoli le fattorie. Il credo degli Amish è basato su forti legami familiari ed ancora più forti identità religiose. Vivono in campagne come artigiani e contadini tenendo i loro luoghi sgombri da qualsiasi intrusione che possa intaccare il loro modo naturale di vivere. Ad esempio non viene ammessa l’energia elettrica ma benvoluta l’energia del vento, del sole e dell’acqua. Non sono ammesse le automobili perché inquinano. Per spostarsi usano carri neri (detti buggies) che sono diventati il loro simbolo. Sono quindi buoni allevatori di cavalli essenziali per trainare i carri. E’ gente umile, veste in modo stravagante. Gli uomini portano vesti ampie con pantaloni scuri dal fondo largo e alto, senza bottoni e cerniere.
Da sposati si fanno crescere la barba che non taglieranno mai, lasciandola incolta. Le donne non indossano alcun tipo di gioiello. I loro abiti sono color pastello, le maniche sono lunghe con grembiuli e cuffiette che coprono i capelli lunghi. Le ragazze nubili portano cuffiette nere, bianche le sposate. La comunità interviene molto spesso economicamente supportando le difficoltà di ogni singola famiglia, specialmente aiutando i giovani sposi nella costruzione della casa o semplicemente nel lavoro dei campi. Il loro dialetto è prevalentemente germanico ma, in effetti, sono trilingue. Parlano, infatti, in famiglia un dialetto tedesco, chiamato Pennsylvania Dutch. Usano la lingua tedesca nei loro servizi religiosi, ma imparano l’inglese a scuola e lo usano con chi non è Amish. Lasciamo questo luogo incontrando molto frequentemente i loro calessi neri che viaggiano tranquilli.
Ci dirigiamo verso Harrisburg, sosta per il pranzo in un outlet segnalatoci dall’Italia, le donne sono letteralmente impazzite, si sono sguinzagliate nei vari negozi ed hanno comprato di tutto e di più. Sosta al Landys Valley Museum (N 40 05 33 W 76 16 50), vecchie case trasportate da varie parti dello stato e ricostruite per il turista, nulla di eccezionale. Il problema di oggi è stato il gasolio, tre camper non vanno a benzina, purtroppo non tutti i distributori hanno la colonnina del gasolio e durante tutto il viaggio è stata un’incognita il trovare questo carburante. Campeggio East Campground – N 40 13 53 W 76 47 54.
Landys Valley Museum
Giorno 211 mag 2009
Da Harrisburg stato della Pennsylvania a Grand Island Stato di New York km. 480
Partenza ore 7, ci aspetta una giornata di trasferimento. Non si fa l’autostrada, lunga e monotona, ma attraversiamo campi sterminati e con notevoli estensioni di foreste di quercia, hickory, acero castagno, frassino e faggio. Arriviamo sulla costa orientale del Lago Erie, là dove ha inizio il fiume Niagara che lo connette al Lago Ontario. Nel tardo pomeriggio arriviamo al Niagara Falls KOA Kampground, dove sosteremo per due notti. E’ un bellissimo campeggio, pulito e ben ordinato, ampie piazzole con relativi allacciamenti. Ormai esperti colleghiamo i vari tubi di carico e scarico senza problemi Campeggio Niagara Falls Koa – N 43 01 55 W 78 58 20.
Harrisburg - East Campground
Giorno 313 giu 2009
Conclusione
Tanti sforzi e tanta fatica per questo viaggio che ci ha regalato emozioni difficili da descrivere. Ogni giorno è stato unico, imperdibile, straordinario, grazie anche all’impegno e la volontà di tutti i nostri compagni di avventura. Che cosa ricordiamo di più? Difficile dirlo. Ogni luogo, nel suo genere, è stato meraviglioso. Questo viaggio sarà memorabile.
Il nostro pensiero va, nell’ordine, al fascino impetuoso delle cascate del Niagara; ai calanchi delle Badlands; alle facce dei Presidenti scolpiti nella montagna; alla magnifica Dewil Tower, all’emozionante Old Faithful e a tutto il Parco dell’Yellowstone (anche se non abbiamo visto l’orso Yoghi e Bubu), alla Monument Valley, ed ai suoi delicati archi e le sue guglie; alla luce filtrata attraverso l’Antelope Canyon; al mitico Lago Powell con la Glen Canyon Dam; al superbo, al grande, al bellissimo, al mozzafiato Grand Canyon; alle luci, ai suoni di Las Vegas; al caldissimo Badwater nella Death Valley; al vecchissimo e grossissimo General Sherman ed all’inaspettata nevicata al Sequoia National Park; al meraviglioso Golden Gate Bridge ed allo skyline di San Francisco visto dalla romantica Sausalito; ed infine, alla grandissima New York, ai suoi grattacieli, al Central Park, al ponte di Broo
klyn, alla Statua della Libertà (vista da lontano). Ci sarebbero state tantissime altre cose da raccontare che non abbiamo inserito in questo testo. Altre che avremmo potuto dire ma che si trovano in tutte le guide turistiche. Altre ancora, come le sensazioni e le emozioni più intime….che non si potranno mai descrivere ma che rimarranno prigioniere per sempre in noi. Ora è proprio tutto finito. E’ tempo di ritornare a casa, rivedere gli amici, continuare la nostra vita di sempre, in attesa di un altro meraviglioso viaggio da gustare insieme.
Pensylvania
Le foto del viaggio
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