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Lima
Diario di viaggio · Peru' · 1997

Perù

Questo viaggio lo abbiamo fatto io e mia moglie nel lontano 1997, con zaino in spalla e completamente in avventura, organizzando in linea di massima il percorso da intraprendere da casa per poi decidere gli…

RIdiario di Riccardo
Roma
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1 agosto 1997 → 20 agosto 1997
20 giorni di viaggio
16 foto
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Dove
PERU'Peru' · Sud America
Quando
1 agosto 1997 → 20 agosto 199720 giorni · viaggio del 1997
Chi
Riccardo@Riccardo · Roma
Il racconto
racconto unico · 1.171 parole0 like dei lettori

Questo viaggio lo abbiamo fatto io e mia moglie nel lontano 1997, con zaino in spalla e completamente in avventura, organizzando in linea di massima il percorso da intraprendere da casa per poi decidere gli alloggi di paese in paese. Abbiamo scelto la zona centro-sud del Perù come meta del nostro viaggio tralasciando la parte amazzonica e la zona nord. Il Perù non è un viaggio facile e gli imprevisti sono all'ordine del giorno. L'importante è non farsi prendere dall'angoscia e dagli stress (quelli bisogna lasciarli a casa) cercando di entrare invece nella mentalità del popolo andino capace di affrontare qualsiasi tipo di ostacolo senza perdere la calma.

Tra i tanti viaggi fatti da me in centro e sud America, questo è quello che più mi ha affascinato, vuoi per il calore del pueblo capace di donarti un sorriso in ogni momento, vuoi per la bellezza estrema del paesaggio, sempre vario ed eternamente da scoprire. L'arrivo a Lima ci ha un po' frastornati, anche perché venivamo da un lungo volo proveniente da Roma con scalo a New York ed il jet lag si è fatto sentire alla grande.

La capitale non è particolarmente attraente ed il viaggiatore non abituato agli scenari di povertà potrebbe addirittura trovarla orrenda, ma alcuni scorci del centro storico sono veramente deliziosi: Plaza de Armas (oggi chiamata Plaza Mayor), la Cattedrale, il Convento di San Francesco, il bellissimo chiostro di Santo Domingo, l'antico Palazzo del Governo ricostruito più volte a causa di terremoti ed incendi, il Palazzo Comunale con gli splendidi balconi di legno intarsiati. Un simpatico taxista, dopo aver contrattato il prezzo (come per ogni cosa del resto) ci ha accompagnato al Museo dell'Oro, la maggior ed importante collezione privata di oggetti e gioielli d'arte precolombiana. La povertà è dietro in ogni angolo e abituarsi alle continue richieste di soldi da parte di bellissimi bambini, spesso sotto l'effetto di colla, è veramente difficile.

L'interno del Perù è notevolmente migliore sotto questo aspetto. Ma Lima è afflitta ancora oggi, nonostante i falsi proclami del suo Governo, da una moltitudine di problemi sociali. Lasciamo la capitale per dirigerci tramite bus di linea verso il sud lungo la Panamericana. Fuori Lima assistiamo al degrado della più grande baraccopoli del sud America e con la rabbia in corpo ci allontaniamo impotenti. La nostra prima meta è Pisco. Qui conosciamo parecchie persone simpatiche, tra cui uno spagnolo, proprietario della Posada Hispana, che ci da parecchie informazioni utilissime per il viaggio, nonché indirizzi di case dove poter dormire. I bambini sono di una simpatia unica. Ci trascinano praticamente nel loro mercatino rionale e ci proteggono da eventuali borseggiatori.

Pisco è graziosa con le sue facciate colorate anche se molto povera, ma una povertà molto più dignitosa rispetto alla Capitale. Qui si produce il famoso liquore (il Pisco) ad alto grado alcolico e dopo un buon piatto di seviche (pesce marinato con lime) è proprio quello che ci vuole. Da Pisco abbiamo affrontato il primo dei nostri tour a cui tenevamo molto. La Riserva Nazionale di Paracas con le sue dune di sabbia abitate da stupendi fenicotteri rosa (bellissimi vederli alzare in volo tutti insieme), il cimitero inca di Chauchilla con i corpi mummificati, la bellezza delle Isole Ballestas, una volta usate per la raccolta del guano, ora abitate solo da leoni marini, foche, pellicani, pinguini ed una infinità di altri uccelli. La visione del Candelabro (disegnato sulla montagna e visibile solo dal mare) è qualcosa di fantastico.

A Ica, raggiungibile da Pisco con il bus, abbiamo visitato il museo regionale dove sono ricostruiti i villaggi delle antiche popolazioni che abitavano questa costa con tanto di mummie incredibilmente conservate. A Nazca per 50 dollari abbiamo noleggiato un piccolo aeroplano che ci ha permesso di sorvolare le famose quanto misteriose linee. Il pilota, anche se un po’ pazzo, ci ha consentito di scattare splendide foto. Da terra sono praticamente invisibili, quindi è consigliabile la visione dall'alto anche se gli incidenti in volo non sono così rari. Ci siamo concessi anche una veloce visita ai laboratori dei minatori d'oro dove è possibile acquistare simpatici manufatti locali, fatti con la tipica pietra del deserto di Nazca. I prezzi sono veramente irrisori e non acquistare nulla sarebbe un vero peccato. Viaggiamo di notte in pullman in direzione di Arequipa (10 ore !!!).

Passare dal livello del mare a 5000 mt. per poi discendere a 2500 mt. è da provare. Un mate de coca a quell'altitudine è indispensabile per evitare frequenti mal di testa e riscaldarci le ossa. La città bianca, così soprannominata forse per il colore delle sue costruzioni, è bellissima, ai piedi del vulcano Misti (6000 mt.). Purtroppo, a causa di una feroce dissenteria ce la siamo goduta poco ma, tra una colica ed un'altra, abbiamo potuto visitare Plaza des Armas ed il Monastero di Santa Catalina, un antico monastero di monache di clausura. Ci ritroviamo anche nel bel mezzo di una festa con tanto di sfilata con costumi locali e musiche andine. Prenotiamo tramite un'agenzia un posto sul bus che ci porterà a Puno domani, ma scopriamo con grande rammarico che il medesimo posto è stato venduto più volte ad altre persone.

Queste cose capitano spesso in Perù, onde per cui è meglio presentarsi in largo anticipo alle partenze. Nonostante le pacate discussioni su chi ha diritto al posto riusciamo tutti a partire con un sovraffollamento che rasenta l'assurdo, tra bambini urlanti e galline svolazzanti. Il viaggio su per il paesaggio andino è qualcosa di meraviglioso, tra lama che pascolano tranquillamente e noi che ondeggiamo sulla strada dissestata. Come era prevedibile il bus, a pochi chilometri da Puno ci lascia e muore implacabilmente quando è già sera. Qui non si scompongono affatto; caricano tutto sulle spalle e s'incamminano lasciandoci soli nel buio più totale con una temperatura di -15 gradi (il Niño è stato implacabile durante questo viaggio; sole ma freddo intenso).

Fortunatamente ci da un passaggio una macchina che passava da quelle parti e nonostante una foratura ed un cambio di ruota totalmente al buio, riusciamo ad arrivare a Puno per mezzanotte. La nostra pensione, non vedendoci arrivare, ha pensato bene di cedere la nostra stanza e per non rischiare di morire assiderati ci trova una sistemazione provvisoria per la notte. Mate bollente e a letto... Siamo a quasi 4000 mt. di altitudine e si fanno sentire tutti. Qualsiasi movimento risulta essere molto faticoso fin quando non ci si abitua. In questo il mate de coca aiuta molto e, per eventuali mal di testa dovuti all'altitudine, è consigliabile acquistare un sacchetto di foglie di coca al mercato locale e masticarne qualcuna o bagnarle e disporle sulle tempie. Un vero toccasana.

Puno è veramente graziosa, con un bellissimo mercato dove è possibile acquistare tutto con pochi sol, oltre a frutta, verdura e granaglie di ogni tipo e dai mille colori tali da far sembrare il tutto come uscito dalle mani di un pittore. I locali sono veramente accoglienti e la sera c'è sempre qualche gruppo musicale che ci allieta con musiche andine. Da Puno ............segue

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