India

stato: india (in)

Data inizio viaggio: lunedì 1 gennaio 2007
Data fine viaggio: lunedì 1 gennaio 2007

La settimana scorsa ho comperato uno scanner apposito in quanto mi erano capitate fra le mani delle diapositive di viaggi fatti quando l'informatica era ancora riservata a pochi e le macchine fotografiche digitali erano di là a venire.
Scannerizzare è un pò come viaggiare... ti passano davanti agli occhi immagini che ti portano alla mente ricordi ormai rimossi e ti consentono di ripercorrere un viaggio di cui molto credevi di avere dimenticato.
Veniamo allora al viaggio:
Torino - New Delhy ed a spasso per il Rajastan 25 anni dopo.
Io e mia moglie avevamo 30 anni, avevamo da poco finito l'Università, ci eravamo sposati, era da un solo anno nata nostra figlia ed io iniziavo una professione e quindi, come è facile immaginare, le nostre finanze ci avrebbero permesso al massimo una vacanza di due settimane alla "pensione Ondina" di uno dei tanti paesini del litorale Ligure.
Ma si vive una volta sola ed allora via.. alla ricerca di un volo super economico per l'India.
Qualche anno prima avevamo cercato di raggiungere quel Paese via terra con la nostra eroica Citroen Dyane ma avevamo dovuto abbandonare l'impresa. Questa volta, bando all'avarizia, avremmo preso un aereo.
Partenza da Milano (perchè l'aeroporto di Torino - nostra amata città - prevedeva allora, quasi come oggi - solamente la linea: Racunis/Levaldis/ Paris che per i non piemontesi si traduce: Racconigi, Levaldigi, Parigi - anche se la tratta Levaldigi / Parigi spesso non era/è disponibile) prima tappa Copenaghen, seconda tappa Darham e poi finalmente Delhy.
Il giro era un po lungo ma oltre ad essere il più economico, aveva un ulteriore vantaggio: a Copenaghen avremmo dormito una notte a spese della KLM in uno splendido hotel 4* ed avremmo così avuto la possibilità di visitarla al meno per una sera.
Arrivati a Copenaghen io venivo colpito da un febbrone da cavallo tanto che di quella città ricordo solo il soffitto della camera d'albergo (peraltro un soffitto 4*) mentre i miei amici e mia moglie se la spassarono talmente da avere cose da raccontare per il resto del trasferimento.
La mattina successiva - perfettamente ripreso - salivamo in aereo alla volta di Darham dove avremmo dovuto solo fare uno scalo tecnico di qualche ora, tempo che i nostri Ospiti ritennero bene farci trascorrere in un bunker senza finestre ne aria condizionata dopo averci sequestrato tutte le riviste pornografiche che avevamo portato con noi (ricordo con precisione che mia moglie aveva una copia di "Grazia", il mio amico Nando aveva "Panorama" io poi, solito trasgressivo, avevo niente meno che "L'Espresso"). Sorte non più fortunata ebbero i miei rullini fotografici che vennero temporaneamente trattenuti e restituiti solo dopo due o tre ore di trattative durante le quali cercavo di spiegare che non essendo ancora partito non avevo ancora neppure una foto.
Ricordo che un poliziotto voleva assolutamente visionare le pellicole per accertarsi che non fossero impressionate.... al di la della difficoltà tecnica che l'operazione avrebbe comportato, pensai in quel momento che la febbre della sera prima era stata veramente provvidenziale altrimenti chissà che foto avrei fatto nella Copenaghen by nigth degli anni 80.....
Arrivati a Delhy, con il mezzo di trasporto più economico sul mercato - una sorta di ape laggiù chiamato Bimu- raggiungemmo un "Hotel" che ci aveva indicato mio cognato, noto globe trotter che ora fa il direttore di un'importante tour operator che promette vacanze no problem (tutti si cambia). Non si trattava esattamente di un Hotel nel senso comune del termine, forse il termine italiano che più rende l'idea sarebbe "fetida stamberga" ma il posto dopo 24 ore di viaggio ci sembrò fantastico.
La mattina successiva avevamo appuntamento con il nostro autista che a bordo di una vecchia 110 Fiat ci avrebbe portati in giro per quel Paese incantato. L'autista si chiamava Sigh ed era un Sik, bellissimo... sia mia moglie che la compagna del mio amico Nando se ne innamorarono immediatamente e da quel momento lui divenne il nostro "capo spedizione".
Aveva solo un piccolo difetto: lui era convinto - e non discuto se avesse ragione o torto - che i Sik sono una casta superiore e quindi tutti gli dovessero ossequio e rispetto, anche quando arrivava da sinistra ad un incrocio o quando le dimensioni della strada non consentiva il transito di due vetture contemporaneamente. Sul fatto che lui fosse superiore non discussi mai ma la sua assoluta certezza che, attraverso il finestrino ad una distanza di qualche decina di metri, gli altri lo avrebbero riconosciuto, fu il principale argomento di conversazione.
Ma non c'era storia lui era bello, ma talmente bello che avrebbe sempre avuto ragione!!!
Il resto del viaggio fu fantastico, l’India è un Paese indimenticabile ed a quel tempo quando gli indiani non erano ancora capaci di costruire automobili e computer e non controllavano le comunicazioni via internet di tutto il mondo, limitandosi a vivere e credere nell’uomo ed in una miriade di Dei, era affascinante come nessun altro posto sul pianeta.
Un solo aneddoto: un giorno a pranzo ci fermammo vicino ad una tettoia dove, a dire del nostro “capo spedizione” si sarebbe potuto mangiare del Tandoori chicken superlativo (N.B. in India allora non si mangiava altro che Tandoori chicken superlativo). Ci si sdraiò su dei lettini ed io chiesi dove avrei potuto andare a fare una santa pipì; l’oste (sic..) mi indicò un ruscello nelle vicinanze dove la sua gentile signora, che stava lavando dei piatti di alluminio, mi indicò cortesemente un posto appartato a monte dell’improvvisata cucina.
Pensai che non fosse propriamente igienico fare i miei bisogni nell’acqua con cui la signora stava lavando le stoviglie, ma, per non contraddirla mi incamminai in quella direzione intenzionato a trovare un alberello lontano dal ruscello; dopo una cinquantina di metri vidi proprio nell’acqua del rigagnolo il corpo senza vita di una vacca in via di putrefazione… pensai ai piatti che la signora stava lavando e mi chiesi se non sarebbe stato meglio mangiare in sani piatti sporchi degli avanzi del precedente avventore.
Quel giorno mangiai una banana.
Ma il viaggio che vi sto raccontando, in tutta la sua bellezza, non è quello che ho fatto 25 anni fa ma quello che ho fatto con le mie diapositive fra le mani comodamente seduto sulla poltrona del mio studio ed ha il pregio di essere un viaggio nuovo: la seconda volta che sono stato in India.
Giorgioland.

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