INDIA

località: ahmedabad, udaipur, delhi, agra
stato: india (in)

Data inizio viaggio: sabato 28 febbraio 2009
Data fine viaggio: venerdì 13 marzo 2009

India, un grande amore, un grande tormento. Con me un libro, Le dodici domande, mi accompagna e mi introduce questa terra, questo mondo così lontano da tutto quello che avevo visto prima.
Che dire, fin'ora non mi sono fatto mancare nulla, viaggiando dall'Africa al Nord e Sud America, Asia, Europa, Australia, ma i miei occhi curiosi e i miei ricordi indelebili qui, si sono sentiti così lontani da tutto quello visto prima...... L'India è un universo a se sulla nostra terra; quanto l'ho amata per tutto quello che cerco in un viaggio lontano da casa, diversità, tradizioni, storia, natura, cultura....e le città, i palazzi, gli affreschi da mille e una notte. In città come Udaipur ti puoi perdere tra il labirinto di strade, guardando per aria le maestose pareti bianche del Lake Palace e dei palazzi cittadini; Agra è il sogno ad occhi aperti....Taj Mahal...e pensi all'India, Taj Mahal e sei ai piedi di qualcosa di unico, ti toglie il fiato e rimani incantato guardando i suoi minareti, le sue cupole, il suo riflesso sull'acqua.... e non te ne vuoi più andare da li.
New Delhi, questa non è una città….è un universo nell’universo India. Città caotica, enorme, interessante nel suo cuore, Delhi, con l’imponente Red Fourt, le sue moschee, i palazzi del governo e i suoi immensi parchi.
India, quanto l'ho odiata....... pensavo di avere visto tanto fin lì, invece non avevo ancora visto niente. Alcune realtà sono indescrivibili, l’abbandono delle persone lungo le strade è allucinante e il nodo in gola per tutta quella miseria in torno a te non ti abbandona mai.
È un paese che corre a due velocità diverse; grandi speranze per il futuro, crescita e progresso per tanti, o meglio, forse pochi paragonati a tutti gli altri. Si parla di 700 milioni di persone sotto la soglia della povertà e la cosa più pesante girando per l’India…..è che tutte queste persone le vedi proprio tutte…..ne avverti la presenza, ne percepisci la sofferenza. Mi sono domandato per quindici giorni donne, bambini, uomini, a vivere sul bordo della strada, in mezzo al traffico tra i più congestionati e i fumi delle macchine. Sotto un sole cocente, va bè….si fanno ombra sotto un telo recuperato qua e la, di notte dormire sotto le stelle non è poi così male…… ma prima o poi arriveranno i monsoni, per 4 mesi non farà altro che piovere…..e allora? Cosa faranno?
A volte è addirittura disarmante la sporcizia tutt’intorno a te, sei costretto a camminarci sopra,a calpestarla, annusarla tutta fino in fondo….nessun luogo escluso, provate a camminare nel bazar di Agra, 4 minuti a piedi dal Taj Mahal….
La cucina poi è un vivo ricordo ancora oggi. I cibi locali sono figli di una tradizione millenaria e le specialità, di regione in regione, di città in città , cambiano radicalmente. La costante però è il fuoco che emanano e che ti lasciano dentro, cibi super speziati e piccanti come non si può credere….. Sapori deliziosi ma occhi in lacrime e lingua rovente, per chi come me, non è abituato ( ma mi domando chi lo è….) una vera tortura!!
India, un paese ospitale, persone gentili e cortesi. Le serate a casa degli amici Chirag e Anay tra i mie ricordi più belli, con tutta la famiglia al gran completo, dai nonni….agli ultimi arrivati.
Ho visto l’India, ora avrò visto davvero tutto? Credo e spero proprio di no. Quanti posti ancora da esplorare e quante persone da conoscere. È stata un’esperienza forte, importante, unica e irripetibile…. dopo ogni viaggio, la valigia è sempre più piena…..ma c’è ancora tanto spazio…..


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