2 MESI IN GIRO PER IL SUD-EST ASIATICO...

stato: laos (la)

Data inizio viaggio: venerdì 8 dicembre 2006
Data fine viaggio: lunedì 18 dicembre 2006

Inizia da qui quello che considero il vero viaggio.
Io e Michael in partenza…
…partenza che come sempre passa per Bangkok. 13 ore di treno con cuccette a 236 gradi centigradi per raggiungere Nong Khai, dove, saltati da un tuk-tuk all'altro, raggiungiamo con il culo a pezzi il confine con il Laos, prima vera tappa del viaggio.
Compila fogli, paga in dollari con resto in Bath e mancie in Kips. Sorridi a uno e manda al diavolo quell'altro, contratta su tutto e, dio grazie, eccoci a Vientiane…

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VIENTIANE

venerdì 8 dicembre 2006

Alla gitarella si aggiunge Christina, simpatica ragazza austriaca che pratica circa 134 sport estremi. Affittimo 3 biciclette (dopo che me ne volevano rifilare una senza freni...) e cominciamo a girare e sudare, sudare e sudare...
Vientiane e' una piccola citta' cha a Michael piace tanto e dove cerca di farci da guida esperta, ma, povero lui, ci fa perdere ad ogni angolo...e penso ci siano piu zanzare qui che in uno stagno lungo il rio delle amazzoni...
Pero' qui si respira la vera aria di quest'Asia in cui, ogni volta, lascio un pezzo di cuore...
Le ore passano lente e piacevoli tra sorrisi della gente locale, baguette e croissants simboli ancor oggi del passato coloniale francese e visite al poco culturale che la capitale offre.
Mattina del sabato passata in quello che e' considerato il monumento nazionale laotiano. Il Pha That Luang.
Wat color oro dove si dice che sia contenuto un osso della mano del Buddha. Ora mi chiedo, cosa che pure chi segue la religione crisitiana deve aver gia pensato: ma se ogni citta', paese o luogo di culto che sia ha un "pezzetto" di qualche santo o persona importante, sti poveretti li riducevano in poltiglie?

VANG VIENG

venerdì 8 dicembre 2006

Dopo l'allegra scampagnata, ci scoppiamo 4 orette di bus. Sostenibile ma fondamentalmente una poco entusiasmante.
Arriviamo cosi a Vang Vieng, paesino sperduto tra le colline laotiane. La strada per arrivarci e' comunque interessante perche' passa tra decine di piccoli villaggi tutti rigorosamente composti da capanne di bamboo. Bambini che corrono e galline pure ( viva l'aviaria!) li rendono ancora piu affascinanti....
Arrivati nel paesino troviamo una doppia per 1.50 dollari a testa. Incredibile, ma essendo senza bagno optiamo per il lusso e ne paghiamo ben 3 di dollari.
La sera ci buttiamo su di un isolotto formatosi lungo il fiume, famoso per essere ritrovo di sti backpackers, che se non fossero tutti americani, inglesi o australiani li sopporterei pure, ma, dio mio, proprio non ci riesco, gli yankees poi...
Pero' ci piace, un po commerciale-sovversivo, ma i prodotti OTTIMI...
Primo vero giorno a Vang Vieng:
Le colazioni ed i diversi pranzi e cene da 2 dollari sono degni di nota...e dopo 2 ore per contrattare un tuk-tuk passiamo la giornata tra la selva a fare il bagno in una piccola laguna. Relax a non finire...
La notte ci prendiamo il tanto famoso "happy shake" e......
....e come per magia e' il secondo giorno.
Si parte per un tour tutto il giorno:
- kayak / tubing / bagno ed esplorazione grotte
Bello e divertente.
La natura qui la fa da padrona. Montagne ricoperte da rigogliosa vegetazione tropicale con forme che sfidano la legge di gravità accompagnate da spettacolari tramonti....

LUANG PRABANG

venerdì 8 dicembre 2006

...ed il Laos continua.
Lasciata l'americana Vieng Viang, puntiamo ancora piu' nord, direzione Cina.
Le quasi sei ore di minivan ci lasciano il culo a forma di sedile ma l'animo pieno di ricordi. La strada e' una delle piu belle che abbia mai avuto la fortuna di percorrere. Su e giu per montagne alte e completamente ricoperte di verde, passando tra piccoli villaggi composti da non piu di 6 o 7 capanne dove, mi chiedo, che senso abbia per loro la vita. Il tempo qui non esiste.
Luang Prapang e' una piccola citta' di poco piu di 25000 abitanti, ma visto il suo passato di capitale, e' dal 1995 inscritta come patrimonio mondiale dell'umanita'. Ed i suo piu di 30 templi ci spiegano chiaramente il perche.
Affittiamo la solita bici e giriamo tra la gente del luogo che ha sempre un sorriso per noi. Incredibile davvero.
Cenare sulle rive del Mekong al tramonto e' qualcosa che le semplici parole non possono spiegare. Qui la vita scorre come 150 anni fa...
Visitiamo templi, ci addentrimo nella giungla per darci conto con i nostri occhi delle meraviglie nascoste di quello che a ragione viene chiamata la perla nascosta del sud-est asiatico.
I bambini che salutano, le donne che sorridono. Ogni giorno questo mondo e' piu bello.
Ora vado a cenare per 2 dollari. E poi a sognare ad occhi aperti di questo favoloso paese...

MEKONG RIVER - DA LUANG PRABANG A HUAY XAI

venerdì 8 dicembre 2006

Dopo aver lasciato, oltre al cuore, Luang Prabang e la sua gente e dopo aver passato l'ultimo giorno facendo il bagno nelle cascate che si trovano nella fitta foresta attorno alla piccola citta', ci accingiamo a percorrere non so quanti kilometri lungo il fiume Mekong, lungo il quale raggiungeremo la frontiera tra il Laos e la Thailandia, nell'estremo nord dei due paesi, a ridosso del triangolo d'oro.
Non sappiamo appunto quanti sono i kilometri, ma si sappiamo la durata del "viaggetto": 9 ore al giorno per due giorni consecutivi.
Descrizione barca:
- Imbarcazione in legno mangiato da tarli e mai rimessa a posto.
- Sedili pure quelli in legno dove lo spazio su cui apoggiare due culi ha la stessa area di una racchetta da ping pong.
- Oltre alle 324 persone stipate ci carichiamo anche una cinquantina di sacchi dal contenuto misterioso...
La giornata trascorre leggendo libri e godendomi il panorama del mio, ormai amato, Mekong.
"AMMIRARE IL FIUME MEKONG CHE IMPETUOSO SCAVA IL SUO LETTO TRASPORTANDO SENZA SOSTA LE SUE TORBIDE ACQUE E' UN EMOZIONE CHE SOLO L'OCCHIO PIU ATTENTO E L'ANIMO PIU SINCERO POSSONO CATTURARE"
...ma dove l'ho letta sta cosa?!?...
Bisogna anche dire che piu ci addentriamo nella foresta e piu saliamo al nord piu fa freddo. Ma freddo come non ce lo potevamo aspettare (ascugamani addosso per ripararci ed contraccambio di alitate...).
Alle 6 di sera tocchiamo terra in quel di Pak Beng. ???.
Il nulla in mezzo al nulla. Dormiamo in un letto unico per 1 dollaro a testa tra animali e ragazzi che ci offrono oppio a tutt'andare e mangiamo malissimo.
Ed il giorno dopo alle 8.30 si riparte. Alla 16esima ora di barchetta anche il mio "amato" Mekong comincia a starmi un po “stretto”. Io comincio a parlare da solo e Michael con un gruppo di indigeni (che e' praticamente la stessa cosa)...
Arriviamo cosi ad HuayXay, giusto con quella mezz'ora di ritardo che fa si che la frontiera sia chiusa. E mi sa che tutto cio' e' bello che preparato, cosi che spendiamo altri dollari in Laos.
Ma almeno la soddisfazione di pagare 4 dollari in 3 per dormire e discutere animatamente con un paio di laotini me la tolgo...ed in cambio avremo la peggiore cena dall'inizio del viaggio: pollo di almeno 7 anni fa, che in fin dei conti e' pure meglio, almeno 7 anni fa non c'era ancora l'aviaria...

Cosi lasciamo il Laos. Bello anzi bellissimo, come qualcuno l’ha battezzata, a ragione, la vera perla nascosta del sud-est asiatico…